22/10/11

Tunisia al voto: grande attesa di tutto il mondo.

"Sono ottimista sul futuro della Tunisia" dice l'Arcivescovo di Tunisi alla vigilia del voto "La situazione è veramente calma. Ieri sera è finita la campagna elettorale senza alcun incidente ed ora stiamo vivendo l'attesa del voto" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi, alla vigilia della prima votazione libera della Tunisia. Domani 23 ottobre, 11.000 candidati si contenderanno i 218 seggi dell'Assemblea Costituzionale che dovrà scrivere la nuova Costituzione. Gli elettori registrati sono 7 milioni e mezzo. C'è un alto numero di partiti in lizza, la maggior parte dei quali formatisi all'indomani dalla caduta del regime di Ben Ali, e riguardo alla possibilità che questa situazione possa generare confusione tra gli elettori, Mons. Lahham risponde: "I partiti tunisini sono 120, dei quali 110 si sono presentati alle elezioni. Questo certamente rischia di provocare confusione tra gli elettori, accentuata dal fatto che è la prima volta che i tunisini votano in elezioni veramente libere. Non sono abituati alla campagna elettorale, condotta peraltro dai partiti promettendo più o meno le stesse cose. C'è entusiasmo ma anche incertezza".
L'Arcivescovo di Tunisi aggiunge che "la Tunisia è comunque avviata sulla strada della democrazia. Sarà un modello di democrazia fatto dai tunisini. Non vi sono modelli standard di democrazia validi per tutti i Paesi. Ciascuno crea un suo modello, adattandolo alle proprie condizioni sociali e culturali. Sono ottimista sul futuro del Paese" conclude Mons. Lahham. (L.M.) (Agenzia Fides 22/10/2011)

Auguri e figli maschi e, se sei stressata, sarà femmina

Ho tre figli maschi, lo sapete: ormai la mia vita (ahimè) è quasi pubblica, per colpa mia e di tutto quello che ho pubblicato.
Ho tre figli maschi ed anche intitolato così un mio libro: Auguri e figli maschi.
E' quello che un po' ti dicono tutti quando ti sposi: difatti io non lo dico più ormai ma esclamo solo Auguri e figli...come vengono.
Ho una amica che ha quattro femmine!
Mi sono sempre chiesto come poter concepire una femmina. C'è anche una amica educatrice sessuale che ci ha dato qualche consiglio ma o i consigli sono sbagliati o noi ci siamo male applicati.
E' di qualche giorno fa la notizia pubblicata da Avvenire: mamma stressata e la figlia nasce femmina. "Care aspiranti mamme, gradite una femminuccia? La volete donna come voi, complice con voi, felice di andare a fare shopping di scarpe assieme a voi? Anziché un maschio che se ne fugge con il marito (il compagno, il partner, insomma lui: siamo di larghe vedute, noi. Purché nasca) alla partita di calcio o resti inchiodato davanti al televisore a divorare film bellici o di zombi, ignorando le vostre richieste di dedicarsi a piccole riparazioni domestiche o fornire un parere sul colore delle tende? Mantenetevi in costante stato ansioso. Anzi, cercate di raggiungere un adeguato livello di stress. Una ricerca del Department of Public Health della Oxford University, presentata alla conferenza annuale dell'American Society of Reproductive Medicine di Orlando, in Florida, ha coinvolto 338 donne che cercavano di restare incinte, monitorando stile di vita e attività sessuale ma soprattutto i livelli di due ormoni, cortisolo e alfa-amilasi, legati a stress e adrenalina. Risultati: chi ha livelli alti concepisce assai più spesso femmine. Stress preconcezionale. E vedrete che sarà femmina.".
Stampo la notizia e la consegno a mia moglie che mi dice sorridendo: eppure mi dici sempre che sono stressata!
Sarà vero o no, non lo so però l'idea di stressare di più mia moglie per una femmina... non mi garba molto!

21/10/11

Dallo Sri Lanka per poi morire all'Infernetto: la storia di Sarang morto ieri a Roma

In Italia da 6 anni, lavorava come cuoco l'uomo che giovedì 20 ottobre è morto nel seminterrato in cui viveva, all'Infernetto, dopo aver messo in salvo moglie e figlia. La testimonianza del cappellano padre Neville Perera di Federica Cifelli
È morto per salvare la sua famiglia, Sarang Perera, 32 anni, l’uomo originario dello Sri Lanka deceduto ieri, giovedì 20 ottobre, nella giornata di nubifragio che ha devastato la Capitale. Dal seminterrato in viale Castel Porziano all’Infernetto, nella periferia sud di Roma, nel quale viveva con la sua famiglia, era riuscito a salire al primo piano per mettere in salvo la sua bambina, Chiara, di appena tre mesi, mettendola al sicuro fra le braccia della moglie. Quindi era tornato giù per recuperare documenti, soldi e l’indispensabile per restare fuori casa per qualche giorno, ma è rimasto incastrato tra i mobili e i detriti di un muro crollato.
A ricostruire la vicenda è padre Neville Joe Perera, cappellano della comunità dello Sri Lanka che si ritrova nella chiesa di Santa Maria dei Pellegrini, all’Infernetto. «La casa dove vivevano, una villa a tre piani, si trova all’incrocio tra due canali di scorrimento dell’acqua - racconta -: da quello più piccolo l’acqua è defluita in quello più grande, che poi però non ha resistito alla violenza della pioggia ed è tracimato, invadendo la strada». L’acqua è arrivata fino al primo piano della villetta e ha sfondato un muro, che è crollato, travolgendo Sarang.
In Italia da 6 anni, l’uomo lavorava come cuoco nel ristorante La Paranzella. «Era un cattolico molto legato alla nostra comunità – riferisce padre Neville -. Un anno fa aveva portato in Italia la moglie dallo Sri Lanka ed era subito venuto a trovarmi con lei. Da allora, ogni sabato sera hanno partecipato insieme alla celebrazione eucaristica della nostra comunità, anche se lei è di fede buddista». Il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco intorno alle 15.30 di ieri. Ora «stiamo tutti lavorando perché la salma possa ritornare in Sri Lanka, presumibilmente intorno a mercoledì», aggiunge il cappellano. E ricorda la solidarietà dei vicini: il commerciante che si è tuffato per tentare di portarlo in salvo, gli altri che hanno cercato di passargli un tubo per farlo respirare. Ma anche gli uomini della Guardia di finanza, con i quali «questa notte abbiamo lavorato fino alle 2 per cercare i documenti di Sarang e della sua famiglia».
A loro, alla Polizia, ai Carabinieri, alla Protezione Civile, ai rappresentanti della giunta di Roma Capitale, ribadisce padre Neville, «va tutta la nostra gratitudine. Adesso chiederemo un sostegno per questa famiglia colpita da un lutto così grave: l’amministrazione comunale è già in dialogo con noi. Sappiamo bene che stanno lavorando per la nostra tutela». Intanto, dalla comunità di Santa Maria dei Pellegrini sale la preghiera per l’unica vittima di quella giornata per la quale Roma Capitale ha richiesto lo stato di emergenza.

60 deputati firmano per fermare Equitalia

"Fermare il disastro economico finanziario di centinaia di migliaia di imprese sull'orlo del fallimento, ripristinare regole corrette per la riscossione, cancellare tutte le norme che hanno consentito a Equitalia di vessare e perseguitare indebitamente il cittadino contribuente". Sono gli obiettivi della proposta di legge presentata ieri dal deputato Pdl Mauro Pili, primo firmatario insieme a ben 60 deputati del Popolo della libertà.
"Un'adesione alla proposta di legge - ha dichiarato Pili - che la dice lunga sulla gravissima situazione che riguarda il sistema nazionale delle imprese e della riscossione. La proposta interviene sul piano legislativo per fermare una politica di riscossione che sta provocando danni irrimediabili sia al sistema economico del paese che alle stesse casse dello Stato.
Nel dettaglio è articolata su tre punti, riduzione dell'aggio a favore di Equitalia da nove al due per cento, la cancellazione di tutti gli oneri accessori che in alcuni casi arrivano a raddoppiare il capitale iniziale, e una moratoria senza oneri per un anno, secondo la situazione economica del territorio e delle imprese.
Pagare il giusto, abrogare l'indebito guadagno della riscossione". "Si tratta - prosegue Pili - di una proposta di legge alla quale hanno aderito parlamentari di tutte le regioni, tutte vessate da un sistema di riscossione che rischia di mettere in ginocchio un'infinità di imprese con rischio fallimento.
La proposta prevede l'abrogazione delle norme relative all'indebito guadagno delle società concessionarie dei tributi con l'eliminazione degli oneri accessori, riduzione degli aggi e la sospensione senza oneri delle procedure esecutive in essere in seguito alla grave crisi economica".

Myanmar: chiese sequestrate, civili percossi, ragazze violentate: abusi dei militari sui cristiani kachin Banmaw

I militari dell'esercito birmano continuano le violenze sui civili e non risparmiano le chiese: è quanto denunciano fonti dell'Agenzia Fides nella diocesi di Banmaw, nel Nord del Mynamar, dove prosegue cruenta la guerra contro le minoranze etniche kachin, circa un milione di indigeni, in maggioranza cristiani.
Una fonte della chiesa locale di Banmaw racconta con preoccupazione all'Agenzia Fides gli ultimi episodi di inaudita violenza: domenica scorsa, 16 ottobre, un battaglione dell'esercito ha preso il controllo della chiesa cattolica del villaggio di Namsan Yang, nella municipalità di Waimaw, dove una ventina di fedeli, soprattutto donne e anziani, si erano riuniti per la Messa domenicale. "L'esercito ha usato il compound della chiesa come base, in un'area dove c'erano combattimenti", spiega la fonte. Un catechista, Jangma Awng Li, che conosce la lingua birmana, ha cercato di parlare con i capi militari, ma è stato brutalmente picchiato. Lui e altri quattro uomini sono stati ammanettati e arrestati dai soldati (e rilasciati dopo alcuni giorni). Le truppe hanno continuato la loro avanzata, utilizzando molti civili cristiani per i lavori forzati e si sono poi accampati nel compund di una chiesa battista, sempre nell'area di Waimaw. Prima di lasciarle, i soldati hanno bruciato le pro! prietà ecclesiastiche di entrambe le chiese.
I fedeli del villaggio, quasi tutti cristiani, sono stati cacciati, alcuni picchiati e costretti ai lavori forzati. Una ragazza di 19 anni è stata presa e ha subìto uno stupro di gruppo da parte dei soldati.
"Ho saputo dell'uccisione di almeno sei civili nelle scorse settimane" dice la fonte di Fides. "Le violenze dei militari continuano e la polizia kachin le percepisce come pulizia etnica. I rifugiati aumentano. Non capiamo la strategia del governo birmano. La questione è: vorrà garantire diritti umani, giustizia e uguaglianza ai cittadini delle minoranze etniche che abitano il paese?". Dopo il blocco della diga di Myitsone, sul fiume Irrawaddy, si sperava in un cambiamento, ma "la situazione resta grave, il popolo kachin non si fida del governo, che ha fatto solo promesse".
Le violenze, documentate anche dall'Ong cristiana "Christian Solidarity Worldwide" (CSW), continuano: a Momauk, circa 500 sfollati interni si sono rifugiati in una chiesa. In un nota inviata a Fides, CSW afferma: "Tali attacchi brutali alle comunità religiose e ai civili sono in netto contrasto con la recente retorica del regime sulla riforma e sulla costruzione della pace. Stupri, lavori forzati e eliminazione di civili sono crimini contro l'umanità. Esortiamo il presidente Thein Sein a porre fine agli attacchi e a dichiarare un cessate il fuoco, per avviare un serio processo di riconciliazione nazionale".(Agenzia Fides)

Gheddafi come il Cristo del Mantegna

Non fa in tempo a finire il nostro Don Matteo8 e ci ritroviamo di colpo nel salotto di Porta a Porta e la nostra casa si riempe, involontariamente, dell'immagine di morte che ha oggi il volto tumefatto e violato di Mu'ammar el Gheddafi.
Non avrei voluto vedere quel programma, non avrei voluto scrivere un editoriale per Frews per rispettare questo momento e non essere io stesso sciacallo, però una frase, buttata lì da Bruno Vespa mentre scorrevano le immagini dell'ultimo minuto di vita di Gheddafi, mi ha fatto riflettere.
Il conduttore ad un certo punto ha detto: "guardando queste immagini uno dei nostri autori dietro le quinte ha detto che sembra il Cristo del Mantegna".
Guardo mia moglie, anche lei ferma davanti a questa video intrusione in casa nostra ma anche lei sollecitata da questa affermazione e mi dice: "in fondo era un uomo anche lui".
Certo, il Cristo del Mantegna attorno a sè ha un clima diverso, di piètas: non viene calpestato, ingiuriato, offeso da morto, almeno in quel momento.
Però il Raìs, in questi ultimi fotogrammi, è sembrato anche lui condotto al macello come quell'altro Uomo che è capace, con la sua misericordia infinita, di degnarci di somigliare a Lui nel momento supremo della morte.
Allora ho riflettuto su due fatti.
Il primo è che Gheddafi comunque era un uomo e non è giusto oltraggiare una persona morta, sia con le scarpe che coi piedi della retorica politica: basterebbe una preghiera di accompagnamento.
Il secondo è che la morte ci rende tutti così uguali ed all'unico Dio lassù spetta tirare le somme della nostra vita.
Pace all'anima tua, Gheddafi.

Che stress....vediamo di che si tratta!

Eccoci qui nella società del terzo millennio, società super progredita, super tecnologica, super avanzata.. eppure a noi che la viviamo, sembra che i conti non tornino, c’è qualcosa che contrasta questa super evoluzione. Oltre al progresso raggiunto se c’è un termine che ben sintetizza e caratterizza la nostra società, e le persone che la compongono, è sicuramente il termine “stress”.
E sì, chi di voi se la sentirebbe di smentirmi se dicessi che siamo tutti un pò stressati? Studi recenti dimostrano che anche i bambini oggi risultano stressati sin dai primi anni di vita, anch’essi infatti vengono risucchiati nel tran tran degli impegni (scuola, palestra, danza, calcetto, nonni, ecc..) e nei ritmi vertiginosi dei genitori. Certo mi riferisco alle società occidentali, difficilmente riusciremmo ad immaginare un bimbo africano stressato, possiamo pertanto affermare che lo stress e le varie patologie fisiche e psicologiche ad esso collegate sono delle “patologie culturalmente determinate”.
Ma cosa si intende con questo termine così diffusamente utilizzato?
Stress vuol dire pressione. Essere stressati pertanto significa essere e soprattutto sentirsi sotto pressione!
L’essere umano è inserito in un cosmo armonico e anch’esso è stato pensato per essere tale, tutta la natura infatti si base su alcuni elementi che coesistono in equilibrio. Le stesse fasi lunari sono in equilibrio, il susseguirsi delle ore nell’arco della giornata e l’alternanza giorno-notte, il susseguirsi delle stagioni ecc.. sono tutti esempi di dinamiche in armonia. In effetti se ci fermassimo un attimo a riflettere su quali potrebbero essere gli equilibri dell’essere umano, scopriremmo che ognuno di noi è fatto di equilibri: basti pensare al ciclo sonno-veglia e alle fasi che compongono il sonno, alla respirazione, al processo di digestione ecc.. Quando qualcosa interferisce con questo bilanciamento e si avverte quindi una pressione, quando ci troviamo davanti ad uno stimolo diverso, nuovo, al quale non reagiamo in maniera automatica o che non abbiamo ancora imparato a gestire, ecco allora che si verifica lo stress.
Riepilogando possiamo definire lo stress come un processo mentale e/o fisiologico che permette ad un individuo di far fronte a situazioni nuove, questo però implica che lo stress in realtà non è una componente necessariamente negativa ( come invece siamo abituati a pensare) ma, è semplicemente un processo adattativo ai cambiamenti e in alcuni casi può persino essere positivo!
Quando l’organismo riesce ad adattarsi ai cambiamenti esteriori modificando gli assetti fisiologici, alternando fasi di stress a fasi di rilassamento, non si verificano particolari problematiche, si ottiene cioè un equilibrio che è tipico delle persone sane.
Davanti ad uno stimolo capace di indurre stress (tecnicamnente chiamato stressòre) si ha una reazione di allarme che porta il corpo umano a prepararsi a reagire, questo avviene attraverso una iperattivazione ( aumento attività cardiaca, aumento tensione muscolare, respiri corti e frequenti, dilatazione pupillare ecc..) dovuto all’aumento di adrenalina e alla produzione di cortisolo; La persona pertanto attraverso le sue capacità cognitive analizza ed elabora velocemente ciò che sta accadendo e cerca di fornire la risposta più adeguata, ne consegue o una risposta idonea di adattamento alla situazione nuova o un esaurimento (nel caso in cui il soggetto non riesca a gestire la situazione e a fornire una giusta soluzione), questo a sua volta può portare ad una rielaborazione e una nuova risoluzione con un ritorno all’equilibrio o può cronicizzarsi sfociando in uno stato di malessere. Da quanto detto si evince che c’è una elevata variabilità di risposte: le caratteristiche di fragilità o rigidità del soggetto giocano un ruolo importante per rispondere in modo adeguato a una modificazione dell'ambiente; inoltre risulta importante anche il proprio modo di percepirsi, la consapevolezza delle proprie capacità cioè del proprio locus of control interno ( capacita interna di gestire eventi esterni) o al contrario l’ adagiarsi allo stimolo esterno… subendolo!
Generalmente questo disequilibrio si manifesta in diversi modi andando a “colpire” gli organi o gli aspetti della nostra psiche che risultano più vulnerabili. A livello organico il malessere dovuto allo stress può manifestarsi con degli squilibri digestivi ( acidità, ulcera, dispepsia ecc), squilibri respiratori (asma, allergie ecc.), squilibri sessuali (eiaculazione precoce, disfunzione del ciclo mestruale ecc.) nonché con manifestazioni dermatologiche, senso di spossatezza, stanchezza, emicrania ecc.; a livello psichico invece possono manifestarsi disturbi di ansia (fobie, preoccupazioni generalizzate, ecc.), depressione (tristezza costante, apatia, perdita di significati, scarso entusiasmo, ecc.), disarmonie emotive (irritabilità, cambiamenti repentini dell’umore, rancori, ecc.), disturbi del sonno (insonnia, ipersonnia), disturbi dell’alimentazione (fame, inappetenza) ed insufficienze cognitive (difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, lentezza nell’apprendimento, ecc). Alcuni di questi fattori sono determinati dal fatto che a causa di uno stress si ha una cattiva produzione e quindi un mal funzionamento di sostanze come la serotonina (importante per dormire bene, per la regolazione della temperatura corporea, per la contrazione muscolare, dell'intestino, dei bronchi, dell'utero e della vescica, nella modificazione della pressione arteriosa, interviene nei processi allergici e infiammatori, riduce il tempo di sanguinamento, determina la sintomatologia dell'emicrania), la noradrenalina ( che funge da mediatore chimico della trasmissione nervosa, controlla il tono dei vasi sanguigni, la muscolatura liscia dell'intestino, dell'utero, dell'iride, la replezione della milza, la produzione pancreatica di insulina, la scissione epatica del glicogeno in glucosio) e la dopamina (importante per la produzione delle endorfine, sostanze tra l'altro regolatrici del senso del dolore, della regolazione del piacere ecc. )
Immagino che molti di voi leggendo questo “bollettino di guerra” si siano riconosciuti in alcuni sintomi individuando così nello stress la causa scatenante.
In realtà il fattore stress non viaggia mai da solo e va sempre associato ad altri fattori!
Abbiamo già detto all’inizio che lo stress in sé è neutro, diventa positivo o negativo in base alla nostra attribuzione di significato, alla nostra capacita di adattamento al nuovo o alla nostra ingestibilità di questa novità.
Inoltre eventuali sintomi di cui risentiamo sono riconducibili sì allo stress, ma non senza una attenta valutazione di quelli che sono i fattori genetici e organici, le nostre abitudini alimentari, nonchè ambientali.
Per la gestione dello stress e il suo riequilibrio risulta necessario pertanto un buon adattamento ad esso, una sana alimentazione e l’eliminazione di eventuali cattive abitudini (fumo, abuso di alcol, vita sregolata ecc..). Inoltre possiamo trovare sostegno avvalendoci di semplici ma efficaci esercizi di rilassamento che possono aiutare il ripristino di quell’equilibrio corpo-mente di cui parlavamo prima. Le terapie di rilassamento determinano una riduzione dei livelli di ansia e stress attraverso un addestramento progressivo all'autocontrollo e al rilassamento muscolare. Il training è finalizzato all’acquisizione di un maggiore controllo delle reazioni fisiologiche della crisi d’ansia. Per questo si ricorre a tecniche di rilassamento dirette al controllo delle tensioni muscolari e della respirazione. Fra queste le principali sono: biofeedback, il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo (basato sull’apprendimento della decontrazione volontaria) ed il controllo della respirazione.
Vorrei infine parlare dell’Eustress che è lo stress positivo! Lo stress infatti quando è rilasciato a “piccole dosi” serve da allenamento aumentando così le capacità che una persona già possiede o aiuta a scoprirne delle nuove. E’ grazie agli stressòri che noi ci attiviamo per fornire nuove soluzioni agli eventi e se queste soluzioni risultano efficaci aumentano la nostra autostima, consolidano il nostro carattere, ci consentono di fidarci un pò più di noi stessi e della nostra intelligenza, a volte lo stress aiuta anche ad ottenere un’ affermazione sociale e in casi estremi persino a farci distinguere dagli altri per la nostra capacità di problem solving (risoluzione di un problema).
Possiamo concludere pertanto guardando lo stress come una chance che la vita ci dà per metterci alla prova e consentirci di migliorare e di riconoscerci nelle nostre (a volte nascoste) straordinarie capacità!
Rita De Francesco
Psicologa
Esperta in psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia

20/10/11

Fai un falso profilo in Facebook? Ora è reato penale!

La rivoluzione di Facebook ha creato una serie di duplicati digitali: i famosi fake o falsi profili.
Sostituirsi sui social network ad una persona reale, creando un falso profilo fake è punibile civilmente e penalmente. Per questa tipologia di reato la legge prevede la reclusione fino ad un anno ed è possibile procedere d'ufficio. Se l'autore danneggia l'immagine d'un personaggio pubblico, per esempio, pubblicando frasi offensive che possono ledere la reputazione della persona, si può configurare anche il reato di diffamazione aggravata. Il risarcimento, in questo caso, può raggiungere cifre considerevoli da valutarsi in relazione all'episodio specifico.Sfuggire all'individuazione della polizia postale non è facile. Chi si iscrive a facebook, anche se non rende pubblici i propri dati, lascia comunque una traccia di sé. Per esempio attraverso l'indirizzo mail con cui si effettua la registrazione e dal quale possono partire le indagini . Se l'autore non ha usato particolari strumenti di anonimato, risalire alla sua identità, dunque, può risultare alquanto semplice. Se, invece, l'autore utilizza server collocati all'estero, nei quali sono assenti validi accordi o prassi di cooperazione, l'identificazione può diventare molto più complicata.
da ProtezioneAccount.BlogSpot
Anche Samuele Bersani finisce nel mirino dei ladri di identità. Un ignaro utente crea su Facebook una pagina a suo nome, senza autorizzazione, e raccoglie le adesioni dei fans: oltre 21.000 in pochi giorni, superando quelle della pagina ufficiale dell'artista. E lui, il finto Bersani, si lascia prendere la mano, sommerso dai messaggi degli ammiratori. Aggiorna la pagina, inserisce una foto vera del cantante, dice di adorare le tagliatelle e di tanto in tanto gioca con i titoli delle canzoni dell'ultimo album. Peccato però che Samuele Bersani, quello vero, non fosse stato avvisato. Non solo, ma scoperto l'imbroglio, prima diventa suo fan e poi decide di lasciargli un post in bacheca con il link della sua pagina ufficiale. Ma non tutti se ne accorgono: in tanti continuano a contattare il clone, in un gioco surreale in bilico tra finzione e realtà. Per ora, Samuele Bersani, quello vero, ha reagito sportivamente all'episodio, non nascondendo però di essere infastidito dall'utilizzo non autorizzato della propria immagine.
PRECEDENTI
Non è la prima volta che personaggi famosi finiscono nella rete dei ladri di identità o soltanto di burloni ignari delle conseguenze legali delle proprie azioni. E' toccato a Monica Bellucci, Michelle Hunziker, Fiorello, Pippo Baudo e anche a Carlo Verdone.
POSSIBILI AUTORI
Dietro a questi gesti si nascondono spesso ammiratori in cerca di visibilità o ragazzi che vogliono sentirsi vip per un giorno. Del fatto commesso dal minorenne, però, in sede civile possono rispondere anche i genitori.
CONSEGUENZE LEGALI
Creare falsi profili sui social network può costare caro. Il reato di sostituzione di persona è punito con la reclusione fino ad un anno ed è procedibile d'ufficio. Ma non finisce qui. Se l'autore va oltre, pubblicando frasi offensive che possono ledere la reputazione dell'artista clonato, può configurarsi anche il reato di diffamazione aggravata. Alla responsabilità penale, poi, si aggiunge quella civile. Il danno all'immagine nei confronti di un personaggio dello spettacolo può raggiungere cifre considerevoli da valutarsi in relazione ai singoli episodi.
TRACCE NEL WEB
Sfuggire alle conseguenze di una «goliardata» nata per gioco non è così semplice. Chi si iscrive a facebook, anche se non rende pubblici i propri dati, lascia una traccia di sé. Come un indirizzo mail da cui possono partire le indagini della polizia postale. Se l'autore non ha usato strumenti di anonimato, risalire alla sua identità può essere agevole. Se, invece, l'autore utilizza server collocati all'estero, in cui sono assenti validi accordi o prassi di cooperazione, l'identificazione può essere molto difficile. Ma, in genere, a utilizzare falsi profili di personaggi famosi sui social network sono navigatori non così esperti o pericolosi. Lasciano spesso tracce nel web, facilmente individuabili dalla polizia postale, che si avvale della collaborazione di ingegneri specializzati. Il sogno di un giorno da vip rischia allora di durare davvero poco.

Onorevole Papa in carcere: vulnus istituzionale

I deputati del Pdl Enrico Costa, Gaetano Pecorella e Maurizio Paniz hanno depositato in Giunta per le Autorizzazioni della Camera la richiesta di revoca dell'autorizzazione ''all'esecuzione della misura cautelare'' nei confronti di Alfonso Papa: il deputato del Pdl ora agli arresti a Poggioreale.
Nell'istanza si sostiene che l'arresto e' di fatto revocabile ''non esistendo un'esplicita norma che lo vieti''. Anche perche' le autorizzazioni, scrive il Pdl, ''sono di norma concesse 'sic stantibus' e sono suscettibili di revoca in ossequio al principio dell'autotutela''.
In piu', si fa notare che dal giorno in cui Papa e' stato portato a Poggioreale sono passati oltre tre mesi e che e' gia' stato richiesto il giudizio immediato. La scelta di questo tipo di rito, sostengono i capigruppo, ''impone di ritenere gia' esistente e completo il quadro probatorio''. Quindi il rischio di inquinamento delle prove o il pericolo di fuga, non si ravviserebbero piu'.
Il parlamentare viene considerato importante ''in relazione al conteggio del numero legale dell'assemblea della Camera''. La sua assenza, infatti, determinerebbe ''un apparente vulnus istituzionale''. Il Pdl, insomma, sostengono Costa, Pecorella e Paniz punta a tutelare ''il plenum assembleare che e' soggetto ad una verifica permanente da parte del Parlamento''.
I parlamentari continuano a sostenere che si e' in presenza di un ''fumus persecutionis'' sopravvenuto, anche per la frase attribuita al Procuratore della Repubblica di Napoli secondo la quale: ''Stare in galera fa male ma (Papa) non deve dimenticare che chi ce l'ha mandato e' stato il Parlamento, cioe' quelli che ora vanno a visitarlo''.
Tutto cio' premesso, Costa, Pecorella e Paniz chiedono che venga messa all'ordine del giorno l'istanza di revoca dell'autorizzazione all'arresto, appena depositata, nei confronti di Papa. Decisione che venne presa dalla Camera il 20 luglio scorso con il voto determinante dei maroniani.

Eurogendfor, chi era costui?



Su internet circolano innumerevoli "ipotesi di complotto", verso le quali io sono sempre stato molto scettico e non ho mai dato molto credito. Alcune appaiono verosimili, possibili, logiche, ma quasi sempre non si hanno prove certe e quindi personalmente non vi ho mai dato troppa importanza.
Ma questa volta non si tratta di una "ipotesi di complotto", ma di una realtà di cui io personalmente ne ignoravo totalmente l'esistenza. Non so voi, cari lettori, ma per me è stata la prima volta in vita mia che ne sentivo parlare eppure è attiva da oltre 6 anni!
Parliamo di EuroGendFor che sarebbe una sorta di acronimo franco-inglese per indicare la European Gendarmerie Force. Dal sito ufficiale, leggiamo che si tratta di "una forza di polizia Europea a statuto militare ... (con lo scopo di) rafforzare la capacità di gestire crisi internazionali".
Qui trovate lo statuto approvato e firmato dai 5 Stati che hanno stipulato questo accordo: Francia, Italia, Olanda, Spagna e Portogallo.
Ma ovviamente l'intervento di questa "forza di polizia" può essere richiesto da qualunque stato europeo.
Inutile che vi ricordi cosa è accaduto pochi giorni fa a Roma, dove mi è apparso che il tutto sia stato velocemente "archiviato" dando la colpa ai soliti scalmanati e scellerati "Black Bloc".
Ieri ad Atene durante manifestazioni di proteste ci sono stati disordini consistenti e 45 feriti (25 poliziotti e 20 manifestanti).
Qualcuno sosterebbe addirittura che questa "forza di polizia a statuto militare" sia già entrata in azione in Grecia.
Leggiamo dal Blog "voci dall'estero":

Guardate la foto. Quante forze di polizia, anche anti-sommossa, che voi sappiate, usano l'attacco a baionetta?
La forza è composta da 3000 uomini con sede in Italia (a Vicenza, ndr), in due brigate di rapida implementazione. Dal momento che la Grecia non è membro di Eurogendfor, pochi, o nessuno, dei suoi agenti/soldati parlerà greco.

...
il popolo Greco non ha votato a favore di questo trattato e di certo non gli è stato chiesto se è d'accordo che delle forze straniere quasi militari possano operare in Grecia. Se questa storia si rivela essere vera, allora significa che il governo Greco, come tutti i governi nel corso della storia che hanno perso ogni legittimità con la loro stessa gente, cerca il sostegno militare di forze esterne con cui reprimere il proprio popolo.
Non so se effettivamente l'EuroGendFor sia effettivamente già in azione in Grecia, ma io credo che sia inevitabile che lo scontento e il malumore aumenteranno e dilagheranno in Europa a partire sopratutto dai paesi PIIGS (per chi non conoscesse il significato di PIIGS, rimando qui). E ho paura che se aumenteranno le violenze aumenteranno le repressioni altrettanto violente e non ci sarà da stupirsi nel vedere entrare in azione forze militari e/o para-militari come questa. Io credo che i problemi si stiano aggravando sempre di più, giorno dopo giorno, e preoccupato mi pongo queste domande alle quali non so dare alcuna risposta certa:
Dove stiamo andando a finire? Che futuro ci attente? Che sistema abbiamo creato? Che razza di mondo stiamo lasciando ai nostri figli? Perché dovranno pagare soprattutto loro le conseguenze dei nostri errori?

Padre Tentorio ucciso da un "piano" ben organizzato


Kidapawan - "La presenza e la responsabilità di killer di alto profilo ci fa pensare a un piano ben organizzato per uccidere padre Fausto Tentorio. Le questioni aperte sono tante. Il missionario lavorava per i diritti degli indigeni e per la difesa dell'ambiente. Bisognerà continuare le indagini in questa direzione, per capire a chi desse fastidio": è quanto dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Jose Cabantan, Vescovo di Malaybalay e Presidente della Commissione Episcopale per i popoli indigeni a Mindanao.
Mons. Cabantan informa Fides che, di recente, p. Fausto aveva espresso il suo dissenso verso il progetto di costruzione di una grande diga, per la centrale idroelettrica "Pulangui V", la più grande di Mindanao, con una potenza di 300 Megawatt, per le province di Bukidnon e Cotabato. Secondo leader della società civile e indigeni, la diga sommergerà cimiteri, luoghi sacri, terreni agricoli e di caccia delle tribù Maguindanaon e Manobo (per cui p. Tentorio lavorava), cancellando per sempre l'identità, la cultura e lo stile di vita di 1 milione di indigeni suddivisi in 27 comunità.
Il Vescovo dice a Fides: "Chiediamo giustizia. Giustizia significa 'no' all'impunità: vogliamo che i colpevoli del delitto siano catturati e condotti davanti al tribunale. E significa che venga fatta chiarezza per smascherare i mandanti dell'omicidio: i poteri che hanno voluto eliminare un missionario che, senza paura, difendeva la dignità dei popoli emarginati e la salvaguardia del creato".
"Siamo profondamente colpiti e addolorati per il tragico evento. Lavoravamo a stretto contatto con p. Tentorio e solo un mese fa abbiamo avuto l'ultima riunione della nostra Commissione pastorale per gli indigeni. Era vicino alle comunità indigene e ha dedicato la vita al loro sviluppo. Ha ridato loro una speranza. Gli indigeni non la perderanno: continueranno il lavoro in sua memoria, così come nella Commissione proseguiremo i programmi di istruzione e sviluppo da lui avviati".(Agenzia Fides 19/10/2011)

Nubifragio a Roma: va in scena la tragicommedia italiana

foto G. Gibertini. Roma quando piove
La tragedia c'è: trovato un morto. Un anziano signore è morto annegato in un semi interrato. Una preghiera per lui.
Poi vi è la commedia all'italiana. Metropolitane chiuse, Napolitano che non riesce a partire per Pisa, i lavori della Camera de Deputati che iniziano in ritardo, la gente che torna a casa e non va al lavoro, il Sindaco che interviene alla televisione dice che il Nubifragio era imprevedibile e che chiunque starà a casa sarà giustificato, impossibile prendere un Taxi, impossibile camminare sia a piedi, peggio ancora con la macchina o con lo scooter.
I tombini riversano per le strade tanta acqua e la Capitale ancora dà una prova inequivocabile di inefficienza ed approssimazione.
Da dieci anni vivo a Roma e la situazione è sempre la stessa: appena piove è sempre una commedia che, a volte, purtroppo, sfocia in tragedia.
La protezione civile ha aperto un numero verde per sapere che cosa fare a Roma, come muoversi e forse anche come vestirsi e come asciugare i panni.
Ecco il numero: 800854854.
Sotto, dalla nostra finestra, clacson e caos e luci accese che è molto buio.
Questa è la Capitale quando piove. Nelle altre capitali d'Europa che succede quando vi è una pioggia improvvisa?

Brevettare l'uomo, anche se embrione, non si può: ed abortirlo?

Molti esultano oggi per il doppio successo ottenuto dalla "vita" (non da noi poveri cavalieri per la vita) e proveniente dalla Corte di Giustizia Europea che in poche parole dice queste due cose:
1. Non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, comporta la distruzione dell'embrione. L’utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all’embrione umano e sia utile a quest’ultimo può essere oggetto di brevetto, ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile.
2. Inoltre la sentenza si spinge oltre evidenziando il fatto che «non possa essere oggetto di brevetto neppure l’ottenimento di una cellula staminale al livello di blastocisti (primissimi giorni dalla fecondazione, ndr) che implichi la distruzione dell’embrione».
Quindi l'embrione è vita umana, non brevettabile, sin dal suo concepimento, dalle prime ore!
Esultano tutti, e giustamente, a cominciare dalla Comece (Commissione degli episcopati della Comunità Europea), per passare alle varie associazioni pro life, ai vari parlamentari che si auto definiscono pro life ed arrivare sino ai bioeticisti ed alle persone di buon senso.
Esultiamo anche noi con loro.
Questo vuol dire fermare la scienza e la ricerca?
No! Vuol dire incanalare la scienza e la ricerca verso altre strade, che già ci sono però non vengono percorse per questioni economiche e di comodo: bisogna promuovere campi di ricerca già esistenti e promettenti che possono combinare il rispetto della vita umana con trattamenti efficaci e innovativi per guarire i pazienti.
«Un principio fondamentale della bioetica è che il rispetto della persona umana viene prima delle esigenze della ricerca scientifica» dice Francesco D'Agostino su Avvenire
La Corte Ue dice: poiché qualcuno ha dubbi sulla nozione di embrione, ed è in gioco la difesa della dignità umana, è coerente estendere al massimo questa nozione. I latini dicevano: in dubiis abstine (nei casi dubbi astieniti).
Qui il dubbio è gigantesco, è tra la vita e la morte.
Bene ha fatto quindi la Corte Europea ad astenersi ed a preferire la vita: fosse fatto lo stesso sulle legislazioni europee mondiale contro la vita e per le fecondazioni artificiali, o nelle campagne di diffusione di presunti contraccettivi che altro non sono che abortivi, milioni di bambini in più sarebbero qui ad esultare con noi.
Giorgio Gibertini

Champions League, terza giornata - mercoledì -


Anche il Milan vince in Champions, battendo Il Bate Borisov per 2-0 con reti di Ibrahimovic nel primo tempo e di Boateng nel secondo. Con questa vittoria il Milan resta in testa al girone assieme al Barcellona, che ha battuto fuori casa il Viktoria Plzen. Per i due team la qualificazione è ad un passo, basta che vincano la prossima gara.

Nel girone E il Bayer Leverkusen sconfigge il Valencia 2-1 portandosi così al secondo posto con 5 punti; Valencia che rimane a 2, dovrà vincere la prossima gara per sperare ancora nel passaggio del turno. Passeggia il Chelsea in casa contro il Genk, con 5 reti - doppietta di Torres -. Inglesi al comando con 7 punti, Genk ad 1 punto.

Importante vittoria dell'Arsenal in casa del Marsiglia per 1-0, con cui i Gunners passano in testa al girone con 7 punti; transalpini che restano a 6. Nell'altra gara del girone F, i greci dell'Olimpiacos battono il Borussia Dortmund per 3-1 e si portano a 3, lasciando i tedeschi all'ultimo posto con 1 punto.

Colpaccio dell'Apoel, che strappa un punto contro il Porto e rimanendo sorprendentemente in testa con 5 punti, nel girone G; il Porto passato in vantaggio, si è visto recuperare e col punto guadagnato si porta a 4, a parimerito con lo Zenit, che pareggia per 2-2 in casa dello Shaktar. La squadra di Spalletti, andata due volte sotto, è riuscita a recuperare. Lo Shaktar rimane fanalino di coda con 2 punti.

Ora siamo al giro di boa, tra due settimane si riaffronteranno le stesse squadre a campi invertiti, potrebbero arrivare i primi verdetti. Le squadre tedesche vanno a livello altisonante, con un Bayern in testa, il Bayer Leverkusen secondo ed un Borussia Dortmund ultimo, con poche chance di qualificarsi. Vanno meglio le inglesi con 2 squadre in testa - Chelsea ed Arsenal -, una seconda - il Manchester United - ed il City terzo.

In Spagna, se Real e Barcellona sono dei rulli, Valencia e Villareal sono messe male; le francesi sono quelle messe peggio, col Lione terzo, il Lille ultimo e il Marsiglia secondo. E le italiane? Dopo aver perso l'Udinese ai preliminari - che ora sta ben figurando in Europa League -, abbiamo Inter e Milan in testa e Napoli seconda. Ma è presto per i bilanci definitivi, mancano ben tre giornate, vedremo il bilancio finale del primo turno.

Foto tratta da Stadiosport

19/10/11

I parchi nazionali Durmitor e Sutjeska fanno un passo avanti nel percorso verso l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette

I parchi nazionali del Durmitor in Montenegro e del Sutjeska in Bosnia Erzegovina fanno un passo avanti nel percorso verso l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette e si confrontano con l’esperienza dei parchi Alpi Marittime (Italia) e Mercantur (Francia)

Una settimana di visite, incontri e scambi di esperienze per parlare di parchi naturali, gestione ambientale e cooperazione per lo sviluppo del turismo sostenibile nelle aree protette: dal 9 al 15 ottobre i direttori dei parchi nazionali del Durmitor in Montenegro e del Sutjeska in Bosnia Erzegovina, insieme ai rappresentanti delle municipalita e i gestori delle imprese turistiche locali sono stati ospiti dei parchi Alpi Marittime (Italia) e Mercantur (Francia), confrontandosi con l’esperienza di cooperazione transfrontaliera italo-francese. L’iniziativa è inserita nel progetto “Sviluppo del turismo sostenibile e protezione dell’ambiente nel nord del Montenegro e Bosnia meridionale”, finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’ong COSV.

I Parchi Durmitor e Sutjeska nei Balcani stanno lavorando con il COSV per la gestione sostenibile e comune dell’area protetta, creando opportunita di crescita socio-economiche attraverso l’implementazione di un turismo che sia sostenibile e attento. Tra gli obiettivi dei due parchi c’è anche l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio per la tutela e lo sviluppo del patrimonio naturale.

“Il gemellaggio è importante per la collaborazione e l’amicizia tra i popoli: le popolazioni locali sono sempre vicine dall’una e l’altra parte del confine, parlano gli stessi dialetti, hanno la stessa gastronomia, hanno una tradizione musicale simile. Nella costruzione di un gemellaggio transfrontaliero bisogna mettere nella forma un’unita che di fatto gia esiste” dice Patrizia Rossi, direttrice del parco regionale Alpi Marittime. “La storia della nostra cooperazione si fonda su una situazione geografica ben precisa: le due aree protette sorgono sui due versanti dello stesso massiccio, è chiaro ed inevitabile che lavorino insieme. Nel contesto del Sutjeska –Durmitor, geograficamente simile, c’è anche un discorso di costruzione di processi di pacificazione e avvicinamento dei popoli, che alla fine della seconda guerra mondiale apparteneva anche a noi”.

Il programma della visita, che ha previsto tour naturalistici per comprendere il territorio, soggiorno in strutture locali certificate Ecolabel, incontri con i direttori dei parchi e delle strutture ricettive e confronto diretto con gli operatori turistici dei parchi, ha messo in evidenza i prossimi step per l’avvicinamento alla certificazione europea. Čarapić Slobodan, direttore esecutivo del parco nazionale del Sutjeska, ha notato come “la cooperazione con la popolazione e l’economica locale è piu intensa e diversificata rispetto alla nostra esperienza. Anche per quanto riguarda normative e procedure, i parchi italo-francesi hanno un livello superiore che comporta una gestione piu fluida e funzionale. Il nostro compito sara ora quello di considerare l’applicabilita di questo modello di gestione nel nostro contesto e metterlo in pratica”.

Tomo Pajović, direttore del parco nazionale del Durmitor - patrimono dell’Unesco, ha sottolineato l’importanza della costruzione di una sinergia locale con le municipalità e le imprese locali per lo sviluppo di un’offerta turistica comune e attenta alla salvaguardia naturale. “Grazie al progetto, ci troviamo nelle condizioni di poter procedere verso questi obiettivi: il centro visitatori previsto a cui stiamo lavorando sara un centro di riferimento per la cultura, la natura e la storia dei due parchi. Il nostro è un territorio comune, marcato solo dal confine amministrativo dei due paesi; ha una conformazione geologica unica che deve essere gestito insieme, nel rispetto della tutela ambientale”.

I due parchi nazionali del Durmitor e del Sutjeska, con la loro presenza alla VII conferenza di Europarc Federation sullo sviluppo sostenibile nelle aree protette e il percorso verso la Carta Europea, stanno creando contatti importanti per l’inserimento in network internazionali. “Ho percepito grande interesse e voglia di collaborare”, ha affermato Patrizia Rossi. “Credo che questa visita potra influire su una apertura dei due parchi balcanici verso l’Europa, verso uno sguardo più internazionale".(www.cosv.org)