20/12/11

Gesù nacque esattamente il 25 dicembre: il giorno del Sol Invictus

Io non mi stupirei affatto se Gesù fosse proprio nato esattamente il 25 dicembre. Infatti le date e i numeri hanno un valore importante, tutta l'intera Bibbia è piena di numeri e di date molto significative!
Analizzando solamente alcuni "numeri" di Gesù, ad esempio troviamo che è vissuto 33 anni. E 3 è il numero che rappresenta la trinità, è il numero di Dio.
La crocifissione è avvenuta proprio nel giorno di Pasqua che era già un'antica festa ebraica che ricordava l'esodo e la liberazione, esattamente come la morte e la resurezione di Gesù che ha liberato gli tutti uomini dal peccato e dalla morte.
Ma torniamo al 25 Dicembre, prima del Cristianesimo esisteva un'antica festa pagana, la festa del Sol Invictus ed era la festa dedicata al Dio Sole. Il culto del Dio Sole è di origine orientale, un culto molto antico, il primo popolo di cui si abbiano notizie certe su questa venerazione furono gli Egizi. Ricordo che durante la XVIII dinastia il faraone Akenaton (che assunse questo nome proprio perché significava "colui che è utile ad Aton") impose il culto di un unico Dio, appunto il Dio Sole Aton! Un culto in un unico Dio, proprio come quello ebraico...e guarda caso gli Ebrei fuggirono proprio dall'Egitto! Questo dimostra che tutto è connesso e tutto deriva molto probabilmente da antichi culti, da antichissime saggezze.

Non dimentichiamo inoltre che nel vangelo di Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, descrive la futura nascita di Cristo, con queste parole: "verrà a visitarci dall'alto un Sole che sorge". Studiando la Bibbia e il Vangelo ci si rende proprio conto di come tutto torni, anzi tutto ritorni e si completi! Trovo impressionante e perfettamente logico che il Cristo nasca esattamente nella festa del Sole Invictus! Richiamando tutti i vecchi valori dimenticati dall'uomo.

Quante "coincidenze" vero? Ma io preferisco chiamarli Segni e non coincidenze.

La nascita di Gesù avvenuta il 25 Dicembre è anche avvallata da recenti studi basati sull'analisi dei testi presenti nella biblioteca essena di Qumran e su alcune informazioni fornite dal Vangelo secondo Luca. Secondo Luca, San Giovanni Battista fu concepito sei mesi prima di Gesù (e quindici mesi prima del Natale), e l'annuncio del suo concepimento fu dato al padre, San Zaccaria, mentre questi officiava il culto nel Tempio di Gerusalemme. Dai rotoli di Qumran si è potuto ricostruire il calendario dei turni che le vari classi sacerdotali seguivano per tali offici, ed è stato possibile stabilire che il turno della classe di Abia (a cui apparteneva Zaccaria) cadeva due volte l'anno. Uno dei due turni corrispondeva all'ultima settimana di settembre, ossia proprio quindici mesi prima della settimana del Natale.

manuel

Buona Natale dal Mondo: Norvegia, Finlandia e Lapponia

In Norvegia il sole sorge a mezzogiorno e tramonta alle due del pomeriggio durante il periodo dei festeggiamenti di Natale che per questo durano poco.
A scuola i bambini imparano a lavorare la cera così i ceri natalizi li fanno loro.
In Finlandia la notte di Natale tutti vanno alla Messa in slitta facendo a gara a chi arriva primo.
La cena, che si consuma in silenzio, è a base di prosciutto freddo, carni salate e aringhe in salamoia con carote tritate , rape e cetrioli.
Dopo il pranzo la famiglia si riunisce per bere il tradizionale vino rosso con spezie e uvetta chiamato “ glogg”.
I dolci hanno la forma di cuori , stelle e animali.
I lapponi decorano le corna delle loro renne e i bambini nell’ igloo ricevono in dono guanti di pelliccia, coltelli d’osso e dentoni di tricheco.
Sulla porta di ogni casa si trova una lanterna accesa.

Asia Bibi, in cella di isolamento, rischia la malattia mentale ma "perdona"

Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte ingiustamente per blasfemia, in carcere dal 9 giugno 2010, rischia la malattia mentale: le sue condizioni psicofisiche sono in continuo degrado e "urge per lei un check-up medico completo". Ma il suo morale, nei rari momenti di lucidità, resta alto e Asia ha detto di aver "perdonato i suoi aguzzini": è quanto afferma all'Agenzia Fides Haroon Barkat Masih, Direttore internazionale della "Masihi Fundation" (MF), Ong che tutela i diritti dei cristiani in Pakistan e che si occupa dell'assistenza legale e materiale della donna. Una delegazione internazionale della "Masihi Foundation" ha incontrato Asia Bibi ieri, 19 dicembre 2011, nel carcere distrettuale di Sheikpura, dove si trova da oltre un anno, per verificare le sue condizioni, portarle una parola di speranza e gli auguri di Natale, mentre il processo di appello, dopo la condanna in primo grado, è ancora pendente presso l'Alta Corte di Lahore.
In un comunicato diffuso dalla "Masihi Foundation" dopo la visita al carcere, e inviato all'Agenzia Fides, si afferma che "a causa del suo confino solitario, Asia Bibi, 46 anni, appare notevolmente invecchiata, ha un colorito pallido, sembra molto fragile, perfino incapace di stare da sola". Asia era scortata da due donne del personale di guardia.
"Al momento dell'incontro, il suo sguardo vagava nel vuoto, non riusciva a capire cosa stesse accadendo, era completamente confusa e stupita. Per tutto il tempo della conversazione - oltre 2 ore e 20 minuti - i suoi pensieri erano alla deriva" nota con preoccupazione la Masihi Foundation. "Ha reagito agli stimoli con emozioni contrastanti, ridendo, piangendo e restando in silenzio per lunghi periodi di tempo".
"Per i primi 10 minuti - prosegue il testo inviato a Fides - Asia non è stata in grado di reagire e non riusciva a capire se eravamo amici o nemici. Ha detto che nessuno si stava seriamente occupando di lei, aveva paura e sembrava molto fredda e nervosa. Non riusciva a tenere gli occhi fissi in un punto o verso un interlocutore. Le abbiamo offerto acqua e sembrava perfino spaventata dall'acqua". Le sue condizioni di igiene personale erano terribili: Asia non fa un bagno da oltre due mesi.
La delegazione della Masihi Foundation le ha assicurato di provvedere per lei un'assistenza legale di alto livello. Asia, con tono di voce basso e dimesso, ha ripetuto ai membri della MF che "desidera solo tornare dalla sua famiglia" e che continua a pregare e digiunare. La donna chiede ai cristiani nel mondo "di continuare a pregare per lei". Alla domanda su come passa il tempo, Asia ha risposto: "Ho perso il senso del tempo. Non ho l'idea di un'ora, un mese, una stagione. L'unico giorno che ricordo è il 9 giugno, il giorno più buio della mia vita, quando sono stata arrestata. E' l'inizio di un incubo per me e la mia famiglia".
Interpellata sul perdono, Asia ha spiegato: "In primo luogo vivevo frustrazione, rabbia, aggressività Poi, grazie alla fede cristiana, dopo aver digiunato e pregato, le cose sono cambiate in me: ho già perdonato chi mi ha accusato di blasfemia. Questo è un capitolo della mia vita che voglio dimenticare", rimarcando anche che "tanti altri fratelli cristiani sono accusati ingiustamente come me". Mentre la delegazione era sul punto di partire, spaventata, Asia ha gridato fra le lacrime "Quando sarò rilasciata?".
"E' un interrogativo che giriamo al governo pakistano, alla comunità internazionale, alla Chiesa universale", commenta in un colloquio con Fides Haroon Barkat Masih. "Se Asia resterà in isolamento rischia seriamente una malattia mentale che potrebbe compromettere definitivamente il suo equilibrio psicologico. Chiediamo che le autorità permettano subito a un team di medici di visitala a darle delle cure" prosegue il Direttore della MF. "Di recente Papa Benedetto XVI ha visitato i detenuti di un carcere italiano: crediamo che, nel suo gesto, abbia incluso simbolicamente tutti i detenuti del mondo e anche Asia Bibi, che passerà un Natale triste, nella solitudine di una cella. Chiediamo a tutti i cristiani del mondo di ricordare al Signore Asia Bibi, la sera di Natale, e di elevare una preghiera per lei". (PA) (Agenzia Fides 20/12/2011)

Buon Natale da tutto il mondo: le origini della Festa


Natale, come comunemente si crede, non è cominciato con la nascita di Cristo. Le sue origini si perdono molto lontano nel tempo e ci conducono alle antichissime celebrazioni legate al solstizio d’inverno che cade il 21- 22 dicembre da parte dei popoli antichi di tutto il bacino del Mediterraneo.
Venne poi il Cristianesimo e la commemorazione della nascita di Gesù cadde prima il 25 aprile , poi il 24 giugno e ancora il 6 gennaio.
Ma i primi padri della Chiesa furono presto turbati dal fatto che le antiche feste pagane continuavano a sopravvivere e mantenevano il loro fascino tra il popolo. Per questo decisero di renderle cristiane e nel 336 spostarono la data del Natale al 25 dicembre.


Sarah Myliz

Ruby è diventata mamma: felici anche i nonni Silvio e Mubarak!

Ruby rubacuori è diventata mamma questa mattina e questo è il problema di essere giornalista, ovvero che le notizie ti colgono mentre hai appena finito il cappuccino e ti vengono rivendute come "esclusiva". Allora voglio essere anche io tra i primi a scriverlo! Auguri Ruby o meglio auguri mamma Karima, auguri al Papà che non so chi sia, auguri a Nonno Mubarak e Nonno Silvio. Ecco Silvio, proprio lui: non diteglielo altrimenti potrebbe riuscire ad arrivare a dire che ha mandato un regalo a quel figlio perchè sapeva che era Gesù. Eppure sembra che la figlia di Ruby sia femmina, tale Sofia Ida, nata con parto naturale ed in assenza del padre che, dicono i bene informati, non ha fatto in tempo ad arrivare nel momento peggiore in cui vedere la propria moglie o compagna che sia.
Auguri e benvenuta in questo mondo poi un giorno, quando sarai grande, non scrivere sul motore di ricerca la parola Ruby con la y e speriamo che certe cose non ti vengano raccontate!

Lettera al Papa di Alfio Diolosa, uno dei tanti carcerati

Lettera al Papa del carcerato Alfio Diolosà Sofia, legato al clan Santapaola
Mettersi in contatto con persone recluse nelle carceri, o internate negli ospedali psichiatrici giudiziari, vuol dire mettersi in contatto con un mondo di sofferenza, solitudine, umiliazione, che non deve essere ignorato, dimenticato a chi chiede ascolto, comprensione, rispetto e soprattutto spirito fraterno. Quando si riesce a dare tutto questo senza giudicare, senza pregiudizi o falsi moralismi, ma cercando soltanto di far capire, di scoprire l'umanità di ognuno, facendo distinzione tra errore ed errante, allora il dialogo si apre e si illumina come una finestra verso la luce.

Un freddo "urbi et orbi" comunque molto natalizio

Freddo da orbi e neve ai Castelli, titolano i giornali di Roma che, come sempre, appena cade un fiocco, pur sbadato, redigono il titolone.
Ci voleva anche un po' di freddo visto che fino a Venerdi scorso a Roma abbiamo sfiorato i 18 gradi e più che verso il Natale sembrava di andare verso la primavera.
Un po' di freddo fa bene e gli amici che non mi riconoscono sotto il mio cappello ed avvolto nella sciarpa mi chiedono: ma come, tu che sei milanese dovresti essere abituato?
Ci si abitua al freddo?
Non credo. Freddo anche a Roma quindi, potremmo dire un freddo non da orbi ma "urbi et orbi".
Fatto sta che il freddo fa sentire natalizia anche questa settimana che ci sta portando, spingendo, al Natale od la massimo dentro quella grotta per scaldarci col bue e l'asino.
Buon freddo ma soprattutto buon giorgio

La vitamina del giorno, San Liberato e citazione di Charlotte Bronte

Oggi è San Liberato e siamo nel segno zodiacale : sagittario 
S. LIBERATO ( Martire di Roma, il suo nome era Liberale, in latino Liberalis, tradotto poi in Liberatis. Era un console, discendente di una nobile famiglia, che si fece cristiano, rinunciando alla carriera, alla politica, agli agi della nobiltà. 
Venne arrestato e condannato a morte , sotto il regno di Claudio il Gotico tra il 269-270 d,C.) 
“ Se dovessimo costruire l’amicizia su solide fondamenta, dovremmo voler bene agli amici per amor loro e non per amor nostro” 
                                                                                                       Charlotte Bronte
rubrica a cura di Sarah Myliz

19/12/11

Da mercoledì nessuna notizia di Roberto Straccia







Mercoledì 14 dicembre,intorno alle ore 14.45,ROBERTO STRACCIA è uscito dall'alloggio pescarese che condivide con altri universitari come lui,per fare jogging,ma,a differenza di sempre,da quella corsa NON E'ANCORA TORNATO e i ricercatori fanno molta fatica a seguire le sue tracce,in quanto E'USCITO SENZA CELLULARE,oggetto che non porta mai con sé quando si allena. Questo è quello che si sa di lui:HA 24 ANNI,E'ORIGINARIO DI MORESCO,in provincia di FERMO,dove risiede la sua famiglia e dove pare torni tutti i week-end,anche per disputare le partite con la sua squadra di calcio,la Spes Valdaso,STUDIA A PESCARA,è prossimo alla tesi di laurea in lingue e letterature straniere,stava ultimamente frequentando una ragazza,originaria lei pure del fermano,ma tra di loro non c'era(ancora)un legame ufficiale.Roberto E'MORO,HA CAPELLI CORTI,OCCHI SCURI,ALTO 165 cm,di CORPORATURA NORMALE;quando è uscito di casa INDOSSAVA CASACCA DELLA TUTA BLU,PANTALONCINI MARCA ADIDAS ROSSI,BERRETTO NERO DI LANA.Le ultime immagini di lui risalgono a mercoledì,quando le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso al lungomare di Pescara nord;sembrano esserci stati degli avvistamenti del giovane ma l'unico che gli investigatori reputano attendibile è quello riferito da due giovani che lo avrebbero individuato su una spiaggia di Pescara sud,mentre,pare,correva,in evidente stato confusionale.Sabato è stato ritrovato nel centro della città un cappellino nero simile al suo ma non si sa ancora se possa essere proprio quello di Roberto.I famigliari di Roberto da giorni sono scesi in Abruzzo e tra poco inizierà una fiaccolata voluta dalla sorella.I partecipanti percorreranno lo stesso tragitto che Roberto è solito fare quando fa jogging. Scrivo questo perché anche se non lo conosco,Roberto è di un paese vicino al mio e dopo il dramma della giovane mamma Melania Rea,vorrei che nella mia zona non ci toccasse di avere il cuore in pena per questo giovane. Eppoi,dato che Frews è abbastanza frequentato,magari qualcuno potrebbe avvistarlo o,almeno dire una preghiera per lui. Quelle che ho pubblicato sono due foto di Roberto,un primo piano e l'ultimo fotogramma di quando mercoledì scorso stava correndo.

Il mio Natale è la famiglia e qui è Natale tutto l'anno

Natale 2011, sicuramente lo ricorderò per tanto tempo. Non credevo di dover vivere anche io un Natale così. I miei nonni qualcosa del genere mi avevano raccontanto, è capitato anche a me viverlo tristemente. Un natale vissuto senza alcuna preparazione, un Natale vissuto nei peggiori dei modi, senza alcun dubbio. Mi occupo di sociale e da mesi corro dietro alle oramai irrisolvibili difficoltà legate alla politica e alla economia, giornate intere a discutere ed esprimere le proprie opinioni su cosa e come fare, quasi come se il nostro pensiero fosse preso in considerazione. Invece mi viene da dire che proprio quello che pensiamo e diciamo, ora più che mai non è affatto considerato …..il contrario viene realizzato. Giornate a intere a discutere su quale può essere la soluzione migliore per i nostri tanti problemi. Giornate intere a discutere e ricevere decine e decine di persone che vivono in difficoltà, che hanno perso il posto di lavoro, queste persone, più di me ricorderanno il Natale 2011. Persone alla ricerca di una piccola speranza, di una semplice promessa che per molti oggi risulta di un valore inestimabile. Sì, proprio così: una parola detta, una promessa può far riscoprire un sorriso perso forse già da tempo. Giornate intere a discutere e sostenere le persone in difficoltà, con un futuro sempre più nero, senza garanzie, senza aiuto e forse senza alcun sostegno di ogni genere. Giornate intere a discutere e rincorrere gli enti, gli uffici, le banche; giornate intere nella tristezza e nello stress più assoluto . Incredibile. Vivo una città che a 6 giorni dal Natale ancora non riesce a dare un cenno dell’evento. Strade buie e vuote senza una sola lampadina, senza un presepio, senza un albero di natale, anzi l’unico albero di Natale è quello della caserma dei carabinieri che non manca mai ed è sempre più bello (per fortuna). E nel periodo dove siamo chiamati ad essere tutti più buoni, dalle mie parti sono più "incazzati" del solito: commercianti, giovani, anziani sul piede di guerra per quello che risulta il periodo peggiore. Per noi il Natale è ancora più triste e freddo senza gli addobbi. Giornate intere a rincorrere, insomma, tutto quanto di peggio si possa pensare per un imprenditore sociale che vive in una delle sette grandi nazioni del mondo. Non sono affatto esagerato ma oggi è proprio così che vivo. Dopo queste lunghe giornate stressanti e tristi, finalmente verso sera forse (dico forse) riesco a rientrare a casa. Sì, a casa mia tra le mie quattro mura. Per fortuna ho una casa carina e accogliente, dove ritrovo finalmente il mio Natale. Si perché quando sono a casa vivo il Natale. La mia famiglia è il mio natale, mi rendo conto sempre più che in famiglia è Natale tutto l’anno. Albero, presepe, addobbi, i bambini che mi salutano, che mi sorridono, che mi abbracciano:quando entro in casa percepisco che siamo veramente a Natale. Poche ore, il tempo della cena, di qualche gioco, di qualche richiamo ai bimbi che non manca mai, e poi tutti a letto. E mi accorgo che a casa mia è Natale anche quando dormo, nei miei sogni, tra il calore della moglie e dei figli: si, anche quando dormo mi accorgo che siamo a Natale.
Rino di domenico

Fotografia - Speciale Audiovisivi Natale 2011 - Parte I


"Non essere mai soddisfatti: l'arte è tutta qui"
(Jules Renard)


E noi, soddisfatti, non lo siamo di certo.
Volevamo qualcosa di speciale, qualcosa di davvero importante da regalare a tutti i nostri lettori. Da donare a voi, in occasione delle feste natalizie e di fine anno. Un dono per ringraziarvi di essere ancora qui con noi, in questa avventura che, con l'anno nuovo, si farà ancor più ambiziosa e impegnativa.

Esiste forse qualcosa al mondo più speciale, più importante, più emozionante dell'arte stessa? Noi, crediamo di no. Per questo è l'arte che abbiamo deciso di donarvi. Perché, semplicemente, l'arte è vita.

E se arte doveva essere, allora perché non fare le cose in grande? Perché non unire, in totale armonia, quelle che sono, forse, due delle forme artistiche più intuitive ed emozionanti che l'uomo sia in grado di creare: musica e fotografia. Note e immagini. Colori e suoni...

Nasce così l'idea di questo Speciale Natale 2011 della Rubrica Fotografica di Frews. Un piccolo viaggio audio-visivo articolato in tre puntante, per accompagnarvi in questa settimana che per i fedeli rappresenta del percorso che porta all'Avvento, mentre per tanti altri è l'ultima fatica lavorativa prima del meritato riposo. Il nostro augurio è per tutti. L'arte, del resto, non fa alcuna discriminazione...

Tutto questo è stato possibile unicamente grazie a una persona a Edoardo, membro onorario della nostra redazione e nostro collaboratore per questo Speciale natalizio. I filmati che ammirerete oggi e nei post successivi sono tutti opera sua, così come i testi esplicativi del suo lavoro che troverete in accompagnamento alle immagini nei prossimi due episodi. Colgo l'occasione per ringraziarlo personalmente per il suo lavoro che, sono sicuro, vi emozionerà come ha emozionato me.

Temo di essermi dilungato fin troppo. E' giunto il momento di lasciare le parole da parte e di lasciare che sia l'arte a esprimersi. Quello che vedrete, è il primo dei tre filmati: il primo dei nostri tre doni.
Si tratta di un audiovisivo realizzato con immagini di Milano e delle sue luci di Natale nel 2009.
Sperando di aver scelto il giusto dono, vi auguro a nome di tutta la Redazione una Buona Visione.


MILANO LUCI 2009


et Copyright



Benedetto XVI e quelle parole "urbi et orbi" ai carcerati

"Dovunque c'è un affamato, uno straniero, un ammalato, un carcerato, lì c'è Cristo stesso che attende la nostra visita e il nostro aiuto. È questa la ragione principale che mi rende felice di essere qui, per pregare, dialogare ed ascoltare": con queste parole il Santo Padre Benedetto XVI ha illustrato il motivo della sua visita alla Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia (Roma), dove si è recato ieri mattina, 18 dicembre, IV domenica di Avvento. Nel suo discorso, rispondendo ad alcune domande poste dai

Una indimenticabile, incancellabile esperienza di missione in Africa



Sono passati anni da quel lontano 1982 quando sono partita per la MISSIONE Africana in Kenia… 28 anni di storia, di un vissuto che ha visto anno dopo anno crescere sempre più un bene che non ha limite, non ha frontiere, non ha barriere, ma che è entrato liberamente e quasi dolcemente nel mio cuore… E tanti sono i volti, le storie, le esperienze che si sono arrotolate nel cammino del mio ANDARE……. Tante le persone, che con cuore grande hanno contribuito e continuano anche oggi a donare cuore perché la vita della missione dove ho vissuto, in quella terra del Kenya, possa continuare a crescere e i bimbi possano vivere una vita degna di Figli di Dio. Sono 4 anni circa che ho lasciato quell’amata terra africana, ma è come se fossi rimasta ancora lì….. perché? Semplicemente è il mio cuore che si ribella a mettere tutto in un cassetto pensando che sia un’esperienza oramai terminata. Niente è terminato, anzi, qui in Italia quante volte avverto e sento il peso di una tradizione che si è arrugginita, di un moralismo qualche volta portato all’eccesso, che soffoca e nasconde il fatto che il VANGELO è anzitutto una: “B U O N A N O T I Z I A!”

Se questa infatti non accende il cuore, tutto diventa un peso portato avanti con fatica……è urgente ritrovare la gioiosa freschezza della BUONA NOTIZIA, quella che ci mettono sotto gli occhi coloro che l’hanno appena scoperta, quella che ci mette le ali ai piedi e ci fa vivere una nuova vita tutta da inventare come al passo della danza africana e dell’amore che era visibile nei “piccoli” e nei “poveri” che ho incontrato in Africa. Ho ancora negli occhi sguardi, espressioni profondamente vive, i passi vispi ed allegri dei bambini che ogni giorno mi correvano incontro facendomi capire con tanta semplicità che cosa significhi voler bene e amare gratuitamente…..certo che subito mi veniva in mente che come me anche l’altro è stato creato per amore ed era quasi immediato il grande desiderio di essere uno strumento perché questa realtà diventasse vera per tutti. In Kenya, terra amata, ho incontrato un altro mondo, ho incontrato quelli che non hanno niente non solo per il domani ma neppure per l’oggi, ho potuto porgere la mano a molti nella fame, come pure nella sofferenza, mi sono trovata in mezzo a tanta gente di cui nulla capivo quando parlavano, ho sentito l’odore dei poveri che non hanno l’acqua per lavarsi…. QUESTO MONDO E’ ENTRATO IN ME PER SEMPRE…..quel mondo è VENUTO CON ME e RESTERA’ dentro di me! E’ come se fossi diventata un po’ straniera in patria, dove non c’è più un mondo in cui mi ritrovo fino in fondo……e quel mondo rimane sempre lì quasi a ricordarmi a interpellarmi nei vari momenti lieti o tristi della vita di ogni giorno e mi chiede la disponibilità a lasciare che L’AFRICA sia una delle parti integranti della mia vita, che mi aiuta sempre ad un sano confronto. Mi sento infatti in compagnia di COLUI che per essere vicino a noi e farci capire la nostra vera condizione, si è fatto LUI STESSO straniero ed “essere stranieri” è la nostra condizione più vera, ci aiuta a riconoscere quella sete inesauribile di vita, che SOLO IN CRISTO, IL VERO STRANIERO, trova la sua patria.

Ringrazio di tutto cuore la gente del Kenya, che mi ha permesso di allargare la misura del mio cuore ed accorgermi che veramente siamo fatti per cose grandi, siamo chiamati ad essere cittadini di UN ALTRO MONDO ma…in questo mondo. Doverosamente il mio GRAZIE! Anche alle Comunità Cristiane in Italia, che mi hanno mandato a quei fratelli e sorelle e mi hanno aiutato a stare in mezzo a loro, come pure mi hanno riaccolta, agevolandomi nel continuare a pensarli, accogliendo la mia lunga esperienza di essere vissuta per tanti anni in un ALTRO MONDO.

Sr.Adriana Prevedello

Il mercatino di Natale da 50 centesimi di Mauro e Sara

Mauro e Sara hanno sei anni. I loro genitori hanno organizzato un rudimentale mercatino di Natale per aiutare qualche persona "povera" del Messico e dell'Africa. Mauro e Sara forse non sanno ancora, di preciso, dove si trovano il Messico e l'Africa però si lasciano entusiasmare.
Quando Mauro vede le mamme preparare il cortile di casa con tutti quei banchetti pieni di sciarpe, collanine, catenine e via dicendo, Mauro prende il suo piccolo tavolino rosso, ci mette sopra qualche gioco che non usa più. si fa aiutare a preparare un bel cartello con scritto il prezzo "50 centesimi" che lui sa dire a numero, ovvero cinque zero ed aspetta che arrivi la gente per raccogliere anche lui soldini per i poveri bambini.
Sara arriva con la sua mamma ed il suo papà, ha tra le mani un libretto di favole, vede Mauro e subito si lascia coinvolgere e mette "in vendita" sul banchetto rosso pure il suo libro ed attende che qualcuno lo compri.
Passa del tempo e qualcuno si avvicina con le monete, sono papà generosi ed alcuni altri bambini che si sono "ritrovati" tra le mani la monetina da cinquanta centesimi.
Mauro prende i soldini, controlla che ci sia il cinque e lo zero, non capisce bene che 1 euro vale il doppio ma capisce che il 5 da solo non va bene, mette i soldini in cassa e fa scegliere il regalo.
Poi una bella bambina vede quel libricino di fiabe, le piace, lo compra con i suoi cinquanta centesimi e Sara, tutta felice, corre a dirlo a mamma e papà!
Passano le ore, la pioggia non cessa, Mauro e Sara non hanno venduto tutto ed il piccolo bambino un po' è dispiaciuto allora magicamente arriva un'altra ondata di bambini con cinquanta centesimo ed anche l'ultima macchinina sparisce dal tavolo e la cassa per i bambini poveri ora è più ricca.
O forse più ricca è la cassa del nostro cuore a vedere due bambini comportarsi così.

Voglio una mela intera: vivere in tempo di crisi con la fede

Tornando dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, con un gruppo di cinquanta giovani, ho incontrato in un autogrill presso Firenze una decina di suore del Verbo Incarnato che già stavano consumando il loro frugale pasto: un panino imbottito, una bottiglietta di acqua e… una mela. Mi sono avvicinato a queste suore dal volto gioioso, anch’esse reduci dal pellegrinaggio a Madrid. Dopo qualche battuta per iniziare a condividere le impressioni dei giorni appena trascorsi, il discorso si è fermato su Don Orione. “Conosciamo bene il vostro santo – mi disse la Superiora – perché il nostro fondatore, Padre Carlos Miguel Buela, spesso ce lo presenta come modello di vita religiosa. La sua fedeltà alla Chiesa e l’amore per i poveri lo rendono attraente. Anche noi suore, come voi orionini, cerchiamo di imitarlo”. Confortato da queste parole, stavo per porre qualche domanda alla Superiora che, pur essendo del
Nord America, parlava un perfetto italiano. Ella, invece, mi ha preceduto volendomi raccontare un episodio che ha avuto proprio Don Orione come protagonista.“Alcuni anni or sono, durante la crisi economica che colpì l’Argentina nel 2000 – 2001, essendo in grave difficoltà, le suore potevano dare alle loro bambine orfane soltanto mezza mela. Una bambina, disabile, che abitava nell’orfanotrofio già da alcuni anni,improvvisamente, di scatto corse davanti al quadro di Don Orione appeso nel refettorio, gridando: “Orione, voglio una mela intera; hai capito? Voglio una mela intera”. Le suore, sbigottite per l’accaduto, cercarono di calmare la bambina che, in un attimo, si mise tranquilla a consumare la sua mezza mela. Nel pomeriggio di quello stesso giorno – riferiva ancora commossa la suora – giunse alla nostra casa un camioncino pieno di mele”.I semplici, sanno ancora ottenere grazie dal cielo.