Di Presepi ne abbiamo, e ne avete, sicuramente visti tanti in questi giorni di Natale in giro per l'Italia. Ho già raccontato anche qui del Presepe Stabile più grande del mondo a Tortona: bellissimo davvero e che merita una visita.
Nel paesino invece da dove proviene mia moglie e dove noi spendiamo le nostre ferie e troviamo il nostro riposo, hanno allestito un Presepe semplice ma credo originale allo stesso momento.
"Il presepe della Parrocchia dei Ss. Cosma e Damiano di Venarotta
rappresenta una riproduzione in miniatura della Piazza e della Basilica
di San Pietro con la scena della natività cosi come la vediamo nel
periodo natalizio tutti gli anni.
Il significato simbolico che gli autori dell’opera hanno voluto esprimere è legato a due elementi:
Gesù è nato per tutti gli uomini in una condizione di umiltà e miseria
come ricorda la capanna di Betlemme e alla Chiesa sotto la guida del
Vicario di Pietro è stata affidata la missione di diffondere a tutta
l’umanità la buona novella di speranza e luce che il Natale intende
ricordare.
La piazza che accoglie nel suo centro il Presepe abbraccia idealmente
tutti i credenti riportandoli al cuore del messaggio evangelico e
contemporaneamente accoglie senza distinzioni tutti gli Uomini di buona
volontà."
Vi è un solo errore, purtroppo: il Papa appare all'ultimo piano e non al penultimo ma fa niente, il mio voto ce l'ha lo stesso: l'importante è che ci sia anche il Papa.
Buongiorgio e buon voto.
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07/01/12
La vitamina del giorno: san Raimondo e frase Greta Garbo
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vitaminadelgiorno
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Redazione Frews
7 gennaio 2012 , segno zodiacale : Capricorno. S. RAIMONDO DE PENAFORT. Nato a Barcellona nel 1175 e morto nel 1275. Comincia gli studi a Barcellona per poi proseguirli a Bologna. Raimondo viene nominato canonico della cattedrale di Barcellona. Nel 1222 lascia il canonicato per farsi frate domenicano. Nel 1223 aiuta il futuro santo Pietro Nolasco a fondare l' Ordine dei Mercedari per il riscatto degli schiavi. Nel 1234 , il Papa gli offre l'arcivescovado di Tarragona . Ma lui rifiuta. E nel 1238 i suoi confratelli lo vogliono generale dell' Ordine. Ma l' attività intensa che lo vede in tutta Europa lo sfianca. A 70 anni torna alla vita di preghiera, studio e formazione dei nuovi
predicatori nell' Ordine. é il terzo generale dei Domenicani ,dopo Guzman e Giordano di Sassonia.
" Veramente ricco è soltanto colui che possiede il cuore di una persona amata"
Greta Garbo
predicatori nell' Ordine. é il terzo generale dei Domenicani ,dopo Guzman e Giordano di Sassonia.
" Veramente ricco è soltanto colui che possiede il cuore di una persona amata"
Greta Garbo
06/01/12
Fotografia - Photo Of The Week N°22 - London Fireworks
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Fotografia,
La foto del giorno,
Photo Of The Week
Pubblicato da
Ser Vlad
Carissimi lettori, Buon 2012!
Un nuovo anno è iniziato, e noi di Frews non potevamo che ripartire dalla rubrica che più ci ha emozionato nel corso degli ultimi mesi: La Foto della Settimana!
Vi avevo promesso che sarei tornato dalla trasferta londinese con un caro di scatti ed emozioni degno di nota, e devo ammettere che il viaggio non ha di certo disatteso le aspettative. E' proprio per questo che oggi vi presento un mio scatto, a rischio di commettere un abuso di potere (Laura approva, quindi sono salvo!).
Spero, attraverso l'immagine più significativa della notte di S. Silvestro, di donarvi un po' di quella passione e di quel senso di maestosa pace che ho provato nel vedere lo spettacolo più bello a cui i miei occhi abbiano mai assistito: I fuochi artificiali sul Thames.
Bando alle ciance, largo agli scatti. Ricordandovi che aspetto i vostri scatti per le prossime edizioni della nostra rubrica settimanale, vi auguro una buona visione!
Autore: Mirko “Ser Vlad” Fin
Studente
presso la facoltà di Lingue e Culture per l'Editoria a Verona, dove al
momento vivo e realizzo la maggior parte dei miei scatti. Ho sempre
percepito una particolare variazione nel battito cardiaco al tenere in
mano una macchina fotografica, fin da piccolo. Nel corso degli ultimi
anni ho capito che la fotografia sarebbe stata la mia vita. Da Ottobre
2010 è attivo il mio blog prevalentemente fotografico denominato “La
Quadratura del Cerchio”.
Cosa è per me la fotografia? Il miglior motivo per alzarsi ogni mattino con il sorriso di chi sa che sta andando a vedere, vivere e immortalare il mondo. E non desidera fare nient'altro nella vita.
Foto: London Fireworks
Quando si assiste a uno spettacolo come quello che io ho avuto il privilegio di vedere la notte del 31 Dicembre dalla Pairlament Square nel quartiere di Westminster, esattamente di fronte alla Sede del Parlamento, non si può rimanere indifferenti. E un fotografo nel cuore, non può resistere dallo scattare, anche quando le gambe tremano e il respiro è affannoso per l'emozione. E così, in quel momento sospeso nel vuoto, sono riuscito a montare il mio cavalletto e a realizzare qualche istantanea dei fuochi artificiali celebrativi. Mantenendo gli ISO a 100, ho chiuso molto la focale per ottenere una maggiore messa a fuoco e ho mantenuto un tempo di scatto medio lungo, per ottenere a pieno il movimento dei fuochi senza correre il rischio di bruciare l'immagine. Ho anche tagliato l'immagine in modo da renderla più "panoramica".
Questo è solo uno (qualcuno dice il migliore) degli scatti di quella sera. Per la serie completa, vi rimando come sempre al mio blog personale, La Quadratura del Cerchio.
La Quadratura Del Cerchio
http://www.servladopenblog.blogspot.com/
Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non
dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il
vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere
accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del
supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è
gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico
possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le
vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
La vitamina del giorno: Epifania del Signore e frase di Galilei
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vitaminadelgiorno
Pubblicato da
Redazione Frews
6 gennaio 2012 segno zodiacale: Capricorno, Epifania del Signore. " Epifania" significa rivelazione, manifestazione. I latini usavano la parola " festivitas declarationis", con il prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei Magi. L'episodio dei Magi possiamo considerarlo il simbolo e la manifestazione della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i Magi furono l' esplicita dichiarazione che il Vangelo era da predicare a tutte le genti. I Re Magi , secondo la tradizione, vengono da Oriente a portare i loro doni a Bambino Gesù. Casta sacerdotale nel regno dei Medi , che durante la conquista persiana abbracciò la religione di Zarathustra . Erano persone di cultura , esperte di astrologia . Quelli di cui parla l' evangelista Matteo sono arrivati a Gerusalemme, guidati da una stella.
Che fossero in tre e che i loro nomi fossero Melchiorre, Baldassarre e Gaspare e che fossero re è una tradizione che risale al VI secolo.)" Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi."
Galileo Galilei
Che fossero in tre e che i loro nomi fossero Melchiorre, Baldassarre e Gaspare e che fossero re è una tradizione che risale al VI secolo.)" Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi."
Galileo Galilei
05/01/12
La befana tra leggenda e tradizione
Pubblicato da
Laura
"La befana vien di notte..." chi non la conosce questa piccola filastrocca? Credo un pò tutti.
Ma da dove arriva la parola befana? Da una curruzione del termine "Pefana" (dal greco "Επιφαίνω") che ancora viene usato in alcuni luoghi d'Italia come per esempio a Montignoso in provincia di Massa Carrara.
L'origine della vecchina con la scopa è collegata alle tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso,che ormai è pronto ad iniziare come anno nuovo.
La befana rappresenta, infatti, la conclusione delle festività natalizie come passaggio tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare. L'aspetto da vecchietta che la contraddistingue, simboleggia l'anno vecchio che una volta concluso lo si può bruciare. Tradizione che è ancora viva in varie parti d'Italia nel mese di gennaio.
Dalle mie parti, infatti, l'ultimo giovedì del mese di gennaio si brucia la Giöbia (un fantoccio con abiti logori).
A Busto Arsizio (VA) e Gallarate (VA) la Festa della Giöbia, è una festa di antica tradizione di origine precristiana, in cui decine di fantocci raffiguranti una donna vecchia e di brutto aspetto vengono bruciati. Inoltre, nella piazza principale della città, piazza San Giovanni Battista, vengono offerti polenta e risotto con la luganiga, simbolo di fertilità.
Tantissime sono le leggende legate a questa figura. Ma tra quelle più curiose mi è piaciuta questa:
"Tre re (i Re Magi), Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Attraversarono molti paesi seguendo una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all'ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo motivo la vecchina non vide Gesù Bambino.
Da allora, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù."
Laura M.
Ora anche a Roma è possibile seppellire i bambini abortiti
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Buongiorgio
In uno dei miei viaggi pro life per l’Italia giunsi tanti anni fa a L’Aquila dove visitai, e porto ancora nel cuore quei momenti, il Monumento ai bambini non nati curato in una zona del cimitero cittadino chiamata “il giardino dei bambini”. Il monumento raffigura una bianca Madonna senza volto con le braccia larghe e che accoglie tantissime testoline di bambini, anche loro senza volta. Dietro campeggia la scritta: ai 50 milioni di bambini ogni anno vittime dell’aborto. Una associazione per la vita locale, d’accordo col Comune, in convenzione assicura sepoltura e degne esequie ai bambini abortiti, o naturalmente o volontariamente.
Ricordo ancora i brividi e la commozione di tutto il gruppo nel sostare davanti a tantissime piccole croci ai piedi della Madonna, come piccoli bambini che tendevano le braccia verso quelle mamme che non sono state capaci di accoglierli.
Leggere oggi sui giornali che in un ospedale della capitale d’Italia sono stati ritrovati “feti malformati e resti umani” in un locale seminterrato, e completamente abbandonato, mi ha fatto riprendere nella memoria quei giorni e decidere di richiedere, ancora con più forza, che anche a Roma vi sia un monumento ai bambini non nati ed un luogo dove raccogliere le loro spoglie e dar loro giusta sepoltura.
La pessima realtà purtroppo supera l’immaginazione e nello scorrere la rassegna stampa su questo caso si legge dovunque la dichiarazione scioccante del direttore del Policlinico Umberto I di Roma: “Sono solo materiale didattico”.
Mi è rimasto il brivido per tutta la giornata a pensare a questa catalogazione che mi suona tanto negazionista dell’olocausto dell’aborto che ogni giorno si consuma nella nostra Italia e, nella nostra Capitale, per almeno 11 mila volte l’anno.
Materiale didattico? Mentre aspettavo i miei due figli non ho mai pensato a mia moglie come un contenitore di materiale didattico. E’ possibile usare ancora questi termini?
Prego per questi figli uccisi tre volte: dall’aborto, dall’oblio di quasi trenta anni in quel sottoscala e dall’antilingua che, per mistificare la verità, non ha neanche il coraggio di chiamarli per nome e di guardarli in faccia.
Quest’anno il Centro di cui sono presidente festeggia i suoi dieci anni e nell’invitare tutte le mamme a scegliere per la vita voglio anche invitare chi di voi, scultore, benefattore, volontario per la vita, voglia intraprendere con me il progetto di realizzare un Monumento ai bambini non nati in un cimitero di Roma. Chiedo al Sindaco di Roma la sua collaborazione nel far si che ogni bambino non strappato all’aborto nella nostra città possa trovare un piccolo lembo di terra dove essere accolto.
Giorgio Gibertini il 13 febbraio 2009
Ricordo ancora i brividi e la commozione di tutto il gruppo nel sostare davanti a tantissime piccole croci ai piedi della Madonna, come piccoli bambini che tendevano le braccia verso quelle mamme che non sono state capaci di accoglierli.
Leggere oggi sui giornali che in un ospedale della capitale d’Italia sono stati ritrovati “feti malformati e resti umani” in un locale seminterrato, e completamente abbandonato, mi ha fatto riprendere nella memoria quei giorni e decidere di richiedere, ancora con più forza, che anche a Roma vi sia un monumento ai bambini non nati ed un luogo dove raccogliere le loro spoglie e dar loro giusta sepoltura.
La pessima realtà purtroppo supera l’immaginazione e nello scorrere la rassegna stampa su questo caso si legge dovunque la dichiarazione scioccante del direttore del Policlinico Umberto I di Roma: “Sono solo materiale didattico”.
Mi è rimasto il brivido per tutta la giornata a pensare a questa catalogazione che mi suona tanto negazionista dell’olocausto dell’aborto che ogni giorno si consuma nella nostra Italia e, nella nostra Capitale, per almeno 11 mila volte l’anno.
Materiale didattico? Mentre aspettavo i miei due figli non ho mai pensato a mia moglie come un contenitore di materiale didattico. E’ possibile usare ancora questi termini?
Prego per questi figli uccisi tre volte: dall’aborto, dall’oblio di quasi trenta anni in quel sottoscala e dall’antilingua che, per mistificare la verità, non ha neanche il coraggio di chiamarli per nome e di guardarli in faccia.
Quest’anno il Centro di cui sono presidente festeggia i suoi dieci anni e nell’invitare tutte le mamme a scegliere per la vita voglio anche invitare chi di voi, scultore, benefattore, volontario per la vita, voglia intraprendere con me il progetto di realizzare un Monumento ai bambini non nati in un cimitero di Roma. Chiedo al Sindaco di Roma la sua collaborazione nel far si che ogni bambino non strappato all’aborto nella nostra città possa trovare un piccolo lembo di terra dove essere accolto.
Giorgio Gibertini il 13 febbraio 2009
Lele Mora, la Giustizia italiana e gli amici....quelli veri
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giustizia
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Redazione Frews
Non sarà un santo e nemmeno quello che si dice un cittadino esemplare. La sua fedina penale, del resto, parla chiaro: già negli anni Novanta venne condannato per detenzione di non modiche sostanze stupefacenti. Poi la scalata, il successo come agente dei vip e oggi nuovamente nei guai. L’uomo, insomma, è quello che è. Però, fino a prova contraria, Dario “Lele” Mora è pur sempre un essere umano, una persona con diritti inalienabili. E a me viene il dubbio che, nelle condizioni in cui si trova, tenerlo in cella non sia cosa così umana: dal luglio scorso ad oggi ha perso 40 chili, vive di medicinali, si muove in carrozzella e il 30 dicembre scorso ha pure tentato il suicidio. Mi sembrano indizi sufficienti per farsi venire qualche dubbio.
Anche perché non stiamo parlando di un mafioso o di un terrorista pluriomicida come Cesare Battisti (altrimenti sarebbe già in Francia o in Brasile); e neppure di uno - non foss’altro per la sua precaria salute - pronto a saltare su un aereo per le isole Cayman. Elementi sufficienti, anche qui, per sperare che la sua reiterata richiesta degli arresti domiciliari sia accolta al più presto. Beninteso: qui non c’entra la simpatia per l’uomo Lele Mora – che personalmente non ho - ma il fatto che Lele Mora è un uomo. E come tale va rispettato. Molto di più, per quanto mi riguarda, di coloro che fino a ieri lo frequentavano, magari soggiornavano nella sua villa in Sardegna e oggi fingono di non conoscerlo. Begli amici.
Giuliano Guzzo
Anche perché non stiamo parlando di un mafioso o di un terrorista pluriomicida come Cesare Battisti (altrimenti sarebbe già in Francia o in Brasile); e neppure di uno - non foss’altro per la sua precaria salute - pronto a saltare su un aereo per le isole Cayman. Elementi sufficienti, anche qui, per sperare che la sua reiterata richiesta degli arresti domiciliari sia accolta al più presto. Beninteso: qui non c’entra la simpatia per l’uomo Lele Mora – che personalmente non ho - ma il fatto che Lele Mora è un uomo. E come tale va rispettato. Molto di più, per quanto mi riguarda, di coloro che fino a ieri lo frequentavano, magari soggiornavano nella sua villa in Sardegna e oggi fingono di non conoscerlo. Begli amici.
Giuliano Guzzo
Il Commodore 64 compie 30 anni, io ne farò 40
Pubblicato da
Buongiorgio
La nostra linea immaginaria tra chi è giovane e chi lo è meno oggi si chiama Commodore64, o meglio il C64. Se ti è scesa una lacrimuccia leggendo queste prime righe sei come me, ovvero viaggi spedito e silenzioso verso gli "anta" utilizzando per scrivere un'altra tastiera quasi piatta, od un touch screen, ma ben ricordi la forma da hamburger della tastiera del C64. Se invece questo nome non ti dice nulla, beh, amico mio, sei di un'altra generazione ed il c due punti a capo non potrai mai raccontarlo nel tuo blog.
Era il gennaio del 1982 quando al Ces di Las Vegas fu presentato il Commodore 64 (poi c'era anche il fratellino Commodore Vic20). Il Commodore era un simbolo, una macchina all’avanguardia per l’epoca (qui trovate qualche ulteriore info). L’inizio timido dell’informatica di massa. In Italia arrivò un anno dopo, nel marzo del 1983 (negli Usa era commercializzato già dal giugno 1982), dopo aver fatto bella mostra di sé allo Smau di un anno prima. E fu subito un successo, malgrado costasse all’epoca del lancio 973.500 lire, cifra comunque minima per un computer allora, e fu infatti quella la chiave del successo (negli Usa costava 565 dollari contro i 135 stimati di costo di produzione della singola macchina).
Era il gennaio del 1982 quando al Ces di Las Vegas fu presentato il Commodore 64 (poi c'era anche il fratellino Commodore Vic20). Il Commodore era un simbolo, una macchina all’avanguardia per l’epoca (qui trovate qualche ulteriore info). L’inizio timido dell’informatica di massa. In Italia arrivò un anno dopo, nel marzo del 1983 (negli Usa era commercializzato già dal giugno 1982), dopo aver fatto bella mostra di sé allo Smau di un anno prima. E fu subito un successo, malgrado costasse all’epoca del lancio 973.500 lire, cifra comunque minima per un computer allora, e fu infatti quella la chiave del successo (negli Usa costava 565 dollari contro i 135 stimati di costo di produzione della singola macchina).
Io l'ho avuto tra le mani e forse mia madre ancora lo conserva da qualche parte in cantina, come sua consuetudine, e me lo gestivo "litigando" fraternamente con mio fratello.
Poi tutto mi sembra sia andato così in fretta che non si fa in tempo ad innamorarsi di un Pentium che siamo già ai Tablet: troppo in fretta, come i nostri anni che sono già quaranta!
La vitamina del giorno: Santa Amelia ed una frase di Erich Fromm
Categorie:
vitaminadelgiorno
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Redazione Frews
5 gennaio
2012, segno zodiacale:
Capricorno. S. AMELIA, Vergine e martire. Non si sa
praticamente nulla della sua vita. Appartiene ad un numeroso gruppo di
martiri,uccisi,a Gerona città della Catalogna , in Spagna, durante il IV
secolo all' epoca della persecuzione di Diocleziano( 243-313). Nel 1336
il vesovo della Catalogna scoprì le reliquie dei martiri e dedicò ad essi un
altare nella cattedrale cittadina.
" L' atto di disobbedienza , in quanto atto di libertà, è l' inzio della ragione"
Erich Fromm
" L' atto di disobbedienza , in quanto atto di libertà, è l' inzio della ragione"
Erich Fromm
04/01/12
"RICORDATI DI PAGARE IL CANONE RAI".Si ma.....
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Francesca

Oggi ho visto il promo della prossima,davvero prossima,edizione del conosciutissimo programma"Ballando con le stelle",condotto fin dagli esordi nel palinsesto di RaiUno dall'inossidabole bionda Milly Carlucci.Tra le stelle,cioè i vips,che parteciperanno alle sfide ballerine del sabato sera sulla rete ammiraglia Rai nientepopodimenoche gli ex calciatori Vieri,Delvecchio e addirittura Rivera,la cantante Anna Tatangelo,l'ex Miss Italia ed annunciatrice sempre di mamma Rai Claudia Andreatti e,mi sembra di aver capito nel ruolo di superospite per una puntata il campione Oscar Pistorius.E'crisi per il popolo poi non si bada a spese per far replicare ancora una volta alla Milly nazionale il successo delle edizioni scorse.Ecco perché non mi sembra eccezionale il traguardo record di 13 milioni di telespettatori raggiunti da Fiorello,perché non mi sembra tanto meritevole "Ballando"et via discorrendum:specialmente l'ex codino più famoso della tv,in 4 serate ha portato sullo schermo superpersonaggi che non si vedono in un anno intero,anzi,in un quinquennio e la Carlucci,nel suo piccolo,fa lo stesso.In pratica,svenano noi col canone ma non mettono limiti ai conduttori,a certi conduttori,relativamente al budget a disposizione per ultimare il cast o i partecipanti ad un programma.Ci sono tanti personaggi esordienti e meritevoli che potrebbero lo stesso piacere e costerebbero moooolto,moooolto meno.Ma si sa,quando si hanno i santi in Paradiso...E tu....RICORDATI DI PAGARE IL CANONE RAI!
Tra tette, Pip e pip mentali, difficile vivere da donna!
Pubblicato da
Francesca
Equitalia (o iniquitalia) solo per i cittadini normali e per i vip ed i parlamentari?
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economia
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Redazione Frews
Pensavano di farla franca, dicendo che la commissione Giovannini avrebbe dimostrato che gli onorevoli italiani in realtà guadagnano meno dei colleghi europei. Ma così non è stato: i loro stipendi si sono rivelati quello che sono - altissimi - e allora agli inquilini di Camera e Senato tocca davvero tirare la cinghia, e sottoporsi alla riduzione della busta paga e dei benefit. Io penso che e’ ora e passata !! Ma qui si tergiversa..si temporeggia !! Invece bisogna fare presto !!
In un paese dove un malato di Alzheimer perde la casa per 63 euro non pagate ad Equitalia, e’ ancora tollerabile che qualche giorno di lavoro in parlamento porti a vitalizi di 3.000 € e rotti ??
E’ vero che in Liguria il pm Francesco Pinto avra’ parecchio da fare e chiedera’ il rinvio a giudizio per il direttore ligure della “Iniquitalia”, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci. Ma il povero inquilino riuscira’ a riottenere il suo alloggio ? come..quando ?? e chi lo sa !! Nel frattempo si transa: il vip di turno deve al fisco 300 milioni ?? no problem..”ve ne do’ 150..ok ?” e l’agenzia ovviamente che dira’ ? Ma certo !! meglio pochi, maledetti e subito !! Ma intanto sono 150 milioni in meno per lo stato..per i cittadini..o sbaglio ?? Uno sconto sostanzioso vero ?? Ci esce una casetta al centro !! Ma quel vip..ne aveva bisogno?? Poverino !! E chi deve invece solo una piccola cifretta..minima e irrisoria ?? niente da fare !! o paghi tutto o la casa !! ma dai !! Questa e’ la famosa redistribuzione delle risorse ventilata a destra e a sinistra ?? Qua bisogna scendere in piazza !!
Gianpi Maravalli
In un paese dove un malato di Alzheimer perde la casa per 63 euro non pagate ad Equitalia, e’ ancora tollerabile che qualche giorno di lavoro in parlamento porti a vitalizi di 3.000 € e rotti ??
E’ vero che in Liguria il pm Francesco Pinto avra’ parecchio da fare e chiedera’ il rinvio a giudizio per il direttore ligure della “Iniquitalia”, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci. Ma il povero inquilino riuscira’ a riottenere il suo alloggio ? come..quando ?? e chi lo sa !! Nel frattempo si transa: il vip di turno deve al fisco 300 milioni ?? no problem..”ve ne do’ 150..ok ?” e l’agenzia ovviamente che dira’ ? Ma certo !! meglio pochi, maledetti e subito !! Ma intanto sono 150 milioni in meno per lo stato..per i cittadini..o sbaglio ?? Uno sconto sostanzioso vero ?? Ci esce una casetta al centro !! Ma quel vip..ne aveva bisogno?? Poverino !! E chi deve invece solo una piccola cifretta..minima e irrisoria ?? niente da fare !! o paghi tutto o la casa !! ma dai !! Questa e’ la famosa redistribuzione delle risorse ventilata a destra e a sinistra ?? Qua bisogna scendere in piazza !!
Gianpi Maravalli
Insieme per Noemi: raccolti oltre 310 mila euro!
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Società e Varie
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Redazione Frews
Quello di dicembre è stato un mese intenso per la vita dell'Associazione, caratterizzato in particolare da un forte impegno per l'iniziativa “Insieme per Noemi”, che ha raggiunto la somma di 311.200 euro, ma anche da una serie di altre iniziative legate al Progetto Luce, dedicato a Padre Luigi Colnaghi e attivo in Africa dal 2009, specificatamente in Burundi, tra il piccolo villaggio di Buta e l’ospedale provinciale di Bururi nel sud del paese.
Il Progetto, nato per contrastare il progredire della cecità nei bambini e nelle persone adulte e per permettere anche la misurazione gratuita della vista, la correzione della stessa con occhiali nonchè l’invio di un’equipe oculistica per l’intervento chirurgico nelle strutture ospedaliere locali, ha avuto davvero un grande successo. Un nostro ulteriore obiettivo è quello di realizzare missioni di tale rilevanza in altre parti del mondo e già nel mese di ottobre 2012 si attuerà lo stesso progetto anche nella Repubblica Democratica del Congo.
Proprio al fine di supportare il settore sanitario di operatività, durante il mese di Dicembre, sono state realizzate tantissime iniziative, ciascuna delle quali ha contribuito significativamente alla raccolta fondi a favore del Settore LIFE dell’Associazione.
Domenica 11 dicembre 2011 presso la Parrocchia di S. Agostino a Civitavecchia si è svolto infatti il Concerto Gospel dei “Whitest”, il famoso gruppo spiritual/gospel, sempre disponibile a collaborare con progetti che hanno come scopo la solidarietà e il successivo Lunedì si è tenuto lo stand di artigianato cubano e peruviano in occasione della Sagra dell’Olivo a Canino.
Anche la pesca di beneficenza e i mercatini organizzati dai bambini della Scuola elementare di Cupramontana (in provincia di Ancona) hanno avuto moltissimo successo e contribuito ad alimentare le radici della solidarietà tra i più piccoli, così come la Tombolata alla Cittadella organizzata il 16 dicembre dai volontari e dagli amici dell’Associazione, il Mercatino della Scuola Manzi di Aurelia, il Mercatino della Scuola Guglielmotti di Civitavecchia e la Mostra dei Presepi che dal 20 dicembre fino all’8 gennaio sarà aperta al pubblico dei concittadini e non!
Nell’elenco delle iniziative non poteva mancare assolutamente lo Stand di artigianato tenutosi a Vejano in occasione del presepio vivente della cittadina, conosciuto in tutto il Viterbese, e la Tombolata che il 28 dicembre ha visto i cittadini di Vejano accorrere al teatro comunale per trascorrere una serata di beneficenza all’insegna del gioco e della musica!
Stessa atmosfera si è respirata durante il pomeriggio del 28 dicembre nel salone della cittadella dove è stato offerto, dalle volontarie del settore Servizi sociali, un momento di festa per tutte le persone che ricevono, settimanalmente, vestiario e viveri. Una tombolata con premi per tutti ha creato inevitabilmente un clima di famiglia coinvolgendo i numerosi partecipanti.
Con l'anno nuovo, sempre per il Progetto Luce, è previsto un grande concerto a Roma nella Parrocchia di S. Gregorio VII. Proprio il 6 Gennaio, alle ore 19.00, il Coro “Vox Angelorum” si esibirà per l'Associazione al fine di raccogliere fondi per il progetto dell'Africa.
Tutto l'anno 2012 sarà dunque dedicato alle opere da realizzarsi nel continente africano dove si svolgeranno tra Aprile ed Ottobre due missioni, una in Burundi e l'altra in Repubblica Democratica del Congo.
A fronte di tutti questi bellissimi esiti, non rimane che continuare a forgiarci della forza di volontà e del coraggio di mettere in campo i sentimenti più nobili!
Rita e Rossella di Semi Di Pace
Il Progetto, nato per contrastare il progredire della cecità nei bambini e nelle persone adulte e per permettere anche la misurazione gratuita della vista, la correzione della stessa con occhiali nonchè l’invio di un’equipe oculistica per l’intervento chirurgico nelle strutture ospedaliere locali, ha avuto davvero un grande successo. Un nostro ulteriore obiettivo è quello di realizzare missioni di tale rilevanza in altre parti del mondo e già nel mese di ottobre 2012 si attuerà lo stesso progetto anche nella Repubblica Democratica del Congo.
Proprio al fine di supportare il settore sanitario di operatività, durante il mese di Dicembre, sono state realizzate tantissime iniziative, ciascuna delle quali ha contribuito significativamente alla raccolta fondi a favore del Settore LIFE dell’Associazione.
Domenica 11 dicembre 2011 presso la Parrocchia di S. Agostino a Civitavecchia si è svolto infatti il Concerto Gospel dei “Whitest”, il famoso gruppo spiritual/gospel, sempre disponibile a collaborare con progetti che hanno come scopo la solidarietà e il successivo Lunedì si è tenuto lo stand di artigianato cubano e peruviano in occasione della Sagra dell’Olivo a Canino.
Anche la pesca di beneficenza e i mercatini organizzati dai bambini della Scuola elementare di Cupramontana (in provincia di Ancona) hanno avuto moltissimo successo e contribuito ad alimentare le radici della solidarietà tra i più piccoli, così come la Tombolata alla Cittadella organizzata il 16 dicembre dai volontari e dagli amici dell’Associazione, il Mercatino della Scuola Manzi di Aurelia, il Mercatino della Scuola Guglielmotti di Civitavecchia e la Mostra dei Presepi che dal 20 dicembre fino all’8 gennaio sarà aperta al pubblico dei concittadini e non!
Nell’elenco delle iniziative non poteva mancare assolutamente lo Stand di artigianato tenutosi a Vejano in occasione del presepio vivente della cittadina, conosciuto in tutto il Viterbese, e la Tombolata che il 28 dicembre ha visto i cittadini di Vejano accorrere al teatro comunale per trascorrere una serata di beneficenza all’insegna del gioco e della musica!
Stessa atmosfera si è respirata durante il pomeriggio del 28 dicembre nel salone della cittadella dove è stato offerto, dalle volontarie del settore Servizi sociali, un momento di festa per tutte le persone che ricevono, settimanalmente, vestiario e viveri. Una tombolata con premi per tutti ha creato inevitabilmente un clima di famiglia coinvolgendo i numerosi partecipanti.
Con l'anno nuovo, sempre per il Progetto Luce, è previsto un grande concerto a Roma nella Parrocchia di S. Gregorio VII. Proprio il 6 Gennaio, alle ore 19.00, il Coro “Vox Angelorum” si esibirà per l'Associazione al fine di raccogliere fondi per il progetto dell'Africa.
Tutto l'anno 2012 sarà dunque dedicato alle opere da realizzarsi nel continente africano dove si svolgeranno tra Aprile ed Ottobre due missioni, una in Burundi e l'altra in Repubblica Democratica del Congo.
A fronte di tutti questi bellissimi esiti, non rimane che continuare a forgiarci della forza di volontà e del coraggio di mettere in campo i sentimenti più nobili!
Rita e Rossella di Semi Di Pace
Per Asia News i personaggi del 2011 sono due vescovi cattolici in Cina
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chiesa
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Redazione Frews
Alla fine dell’anno molte riviste e siti web stilano una classifica dei personaggi più famosi del 2011, che si sono distinti in qualche opera o hanno determinato l’informazione mondiale.
Di solito sono personaggi della politica, della cultura, o un movimento intero, come è quest’anno per la rivista americana Time, che ha consacrato a “personaggio” (collettivo) del 2011 i giovani della “primavera araba” e a tutti i dimostranti del mondo.
Noi di AsiaNews vogliamo fare una scelta controcorrente: dare un premio a chi non è mai stato citato dai media, chi non ha avuto alcun riconoscimento pubblico, chi è dimenticato nonostante anni di lotta per la verità, la dignità e la giustizia: insomma un premio “all’illustre sconosciuto”.
Come Time, anche noi vogliamo dedicare un premio “collettivo”, a due grandi sconosciuti: due vescovi cinesi della comunità sotterranea che da decenni sono stati rapiti dalla polizia e dei quali nessuno sa più nulla.
Il primo è mons. Giacomo Su Zhimin, quasi 80 anni, vescovo di Baoding (Hebei), arrestato dalla polizia l’8 ottobre 1997.
Da allora nessuno conosce né l’accusa che ha causato l’arresto, né se vi sia stato un processo, né il suo luogo di detenzione.
Nel novembre 2003 è stato per caso scoperto in cura in un ospedale di Pechino, circondato da poliziotti della pubblica sicurezza. Dopo una breve e frettolosa visita dei parenti, la polizia lo ha fatto scomparire ancora fino ad oggi.
Il secondo è mons. Cosma Shi Enxiang, di 90 anni, vescovo di Yixian (Hebei), arrestato il 13 aprile 2001. Di lui non si sa davvero nulla, anche se i suoi parenti e fedeli continuano a domandare alla polizia almeno qualche notizia.
Essi meritano di essere ricordati accanto a famosi personaggi della dissidenza come il premio Nobel Liu Xiaobo o il grande Bao Tong perché come loro – e da molto più tempo – combattono per la libertà dell’individuo e per la loro fede.
In qualche modo essi sono i profeti della dissidenza: primi a subire persecuzione; primi a subire arresti e condanne; primi a lanciare appelli alla comunità internazionale; i primi ad essere dimenticati.
Prima dell’ultimo arresto, mons. Su Zhimin ha passato a fasi alterne almeno 26 anni in carcere o ai lavori forzati, bollato come “controrivoluzionario” solo perché , fin dagli anni ’50, si è sempre rifiutato di aderire all’Associazione patriottica, che vuole edificare una chiesa nazionale staccata dal papa.
Nel ’96 – da un luogo nascosto perché ricercato – era riuscito a diffondere una lettera aperta al governo cinese perché rispettasse i diritti umani e la libertà religiosa del popolo. In tutto ha già speso 40 anni in cattività.
Mons. Shi Enxiang è stato incarcerato ancora più a lungo: dal 1957 fino al 1980, costretto ai lavori forzati agricoli nell’Heilongjiang, fino a fare il minatore nelle miniere di carbone dello Shanxi.
È arrestato ancora per tre anni nel 1983, poi subisce tre anni di arresti domiciliari.
Nell’89 – alla costituzione della Conferenza episcopale dei vescovi sotterranei – viene ancora arrestato e rilasciato solo nel ’93, fino al suo ultimo arresto nel 2001. In tutto egli ha passato già 51 anni in prigione.
Mentre in Cina crescono le rivolte sociali per la giustizia e la dignità degli operai e dei contadini, vale la pena ricordare questi campioni perché essi hanno lottato come loro e prima di loro per la verità, senza mai imbracciare le armi, spesso da soli, senza il conforto dei network di Facebook o di Twitter.
Vale la pena ricordarli anche perché c’è il timore che il regime cinese li faccia morire sotto le torture, come in passato è avvenuto per altri vescovi cinesi imprigionati (mons. Giuseppe Fan Xueyan nel ’92; mons. Giovanni Gao Kexian nel 2006; mons. Giovanni Han Dingxian nel 2007).
Allo stesso tempo, vale la pena ricordarli per mostrare quanto è ridicolo il governo di Pechino, che davanti a richieste di personalità politiche internazionale sulla sorte dei due vescovi, si nasconde rispondendo: “Non sappiamo”: dovremmo credere che il governo con un gigantesco apparato poliziesco, una superba rete spionistica e di controllo capillare sulla sua popolazione, ignora dove si trovino questi due anziani vescovi, che la cultura cinese imporrebbe di rispettare e onorare?
Il “non sappiamo” è anche la risposta che il Vaticano riceve quando – in incontri privatissimi con qualche burocrate cinese – osa levare la questione sui due prelati scomparsi.
Così, per il timore che la loro sorte peggiori, i loro nomi non vengono mai citati nemmeno nelle preghiere per i perseguitati.
La dolcezza vaticana, mostrata finora nel dialogo con le autorità cinesi, non è riuscita ancora a liberare questi vescovi, né le decine di sacerdoti sotterranei che languono nei laogai (lager) cinesi.
Il nostro augurio per la Commissione vaticana sulla Chiesa in Cina è che essa ponga la loro liberazione come condizione per far ripartire qualunque dialogo.
E la nostra richiesta a chiunque, cristiani e non, è ricordarsi di questi due anziani campioni della fede, della verità, della dignità dell’uomo.
A loro indiscutibilmente va il nostro premio e soprattutto la nostra gratitudine. Per questo vogliamo iniziare il 2012 con una campagna a loro favore.
Bernardo Cervellera
Direttore di “Asianews”, agenzia del Pontificio istituto missioni estere
Di solito sono personaggi della politica, della cultura, o un movimento intero, come è quest’anno per la rivista americana Time, che ha consacrato a “personaggio” (collettivo) del 2011 i giovani della “primavera araba” e a tutti i dimostranti del mondo.
Noi di AsiaNews vogliamo fare una scelta controcorrente: dare un premio a chi non è mai stato citato dai media, chi non ha avuto alcun riconoscimento pubblico, chi è dimenticato nonostante anni di lotta per la verità, la dignità e la giustizia: insomma un premio “all’illustre sconosciuto”.
Come Time, anche noi vogliamo dedicare un premio “collettivo”, a due grandi sconosciuti: due vescovi cinesi della comunità sotterranea che da decenni sono stati rapiti dalla polizia e dei quali nessuno sa più nulla.
Il primo è mons. Giacomo Su Zhimin, quasi 80 anni, vescovo di Baoding (Hebei), arrestato dalla polizia l’8 ottobre 1997.
Da allora nessuno conosce né l’accusa che ha causato l’arresto, né se vi sia stato un processo, né il suo luogo di detenzione.
Nel novembre 2003 è stato per caso scoperto in cura in un ospedale di Pechino, circondato da poliziotti della pubblica sicurezza. Dopo una breve e frettolosa visita dei parenti, la polizia lo ha fatto scomparire ancora fino ad oggi.
Il secondo è mons. Cosma Shi Enxiang, di 90 anni, vescovo di Yixian (Hebei), arrestato il 13 aprile 2001. Di lui non si sa davvero nulla, anche se i suoi parenti e fedeli continuano a domandare alla polizia almeno qualche notizia.
Essi meritano di essere ricordati accanto a famosi personaggi della dissidenza come il premio Nobel Liu Xiaobo o il grande Bao Tong perché come loro – e da molto più tempo – combattono per la libertà dell’individuo e per la loro fede.
In qualche modo essi sono i profeti della dissidenza: primi a subire persecuzione; primi a subire arresti e condanne; primi a lanciare appelli alla comunità internazionale; i primi ad essere dimenticati.
Prima dell’ultimo arresto, mons. Su Zhimin ha passato a fasi alterne almeno 26 anni in carcere o ai lavori forzati, bollato come “controrivoluzionario” solo perché , fin dagli anni ’50, si è sempre rifiutato di aderire all’Associazione patriottica, che vuole edificare una chiesa nazionale staccata dal papa.
Nel ’96 – da un luogo nascosto perché ricercato – era riuscito a diffondere una lettera aperta al governo cinese perché rispettasse i diritti umani e la libertà religiosa del popolo. In tutto ha già speso 40 anni in cattività.
Mons. Shi Enxiang è stato incarcerato ancora più a lungo: dal 1957 fino al 1980, costretto ai lavori forzati agricoli nell’Heilongjiang, fino a fare il minatore nelle miniere di carbone dello Shanxi.
È arrestato ancora per tre anni nel 1983, poi subisce tre anni di arresti domiciliari.
Nell’89 – alla costituzione della Conferenza episcopale dei vescovi sotterranei – viene ancora arrestato e rilasciato solo nel ’93, fino al suo ultimo arresto nel 2001. In tutto egli ha passato già 51 anni in prigione.
Mentre in Cina crescono le rivolte sociali per la giustizia e la dignità degli operai e dei contadini, vale la pena ricordare questi campioni perché essi hanno lottato come loro e prima di loro per la verità, senza mai imbracciare le armi, spesso da soli, senza il conforto dei network di Facebook o di Twitter.
Vale la pena ricordarli anche perché c’è il timore che il regime cinese li faccia morire sotto le torture, come in passato è avvenuto per altri vescovi cinesi imprigionati (mons. Giuseppe Fan Xueyan nel ’92; mons. Giovanni Gao Kexian nel 2006; mons. Giovanni Han Dingxian nel 2007).
Allo stesso tempo, vale la pena ricordarli per mostrare quanto è ridicolo il governo di Pechino, che davanti a richieste di personalità politiche internazionale sulla sorte dei due vescovi, si nasconde rispondendo: “Non sappiamo”: dovremmo credere che il governo con un gigantesco apparato poliziesco, una superba rete spionistica e di controllo capillare sulla sua popolazione, ignora dove si trovino questi due anziani vescovi, che la cultura cinese imporrebbe di rispettare e onorare?
Il “non sappiamo” è anche la risposta che il Vaticano riceve quando – in incontri privatissimi con qualche burocrate cinese – osa levare la questione sui due prelati scomparsi.
Così, per il timore che la loro sorte peggiori, i loro nomi non vengono mai citati nemmeno nelle preghiere per i perseguitati.
La dolcezza vaticana, mostrata finora nel dialogo con le autorità cinesi, non è riuscita ancora a liberare questi vescovi, né le decine di sacerdoti sotterranei che languono nei laogai (lager) cinesi.
Il nostro augurio per la Commissione vaticana sulla Chiesa in Cina è che essa ponga la loro liberazione come condizione per far ripartire qualunque dialogo.
E la nostra richiesta a chiunque, cristiani e non, è ricordarsi di questi due anziani campioni della fede, della verità, della dignità dell’uomo.
A loro indiscutibilmente va il nostro premio e soprattutto la nostra gratitudine. Per questo vogliamo iniziare il 2012 con una campagna a loro favore.
Bernardo Cervellera
Direttore di “Asianews”, agenzia del Pontificio istituto missioni estere
Come hai fatto a convincerla a non abortire? Le ho sabotato la sveglia
Categorie:
bioetica,
Editoriale,
opinioni
Pubblicato da
Buongiorgio
Come a dire: una sveglia salva la vita. Come hai fatto per convincerla a non andare all’appuntamento in ospedale per abortire?” le richiede attonita la nostra volontaria addetta ai colloqui con le mamme. L’amica (il contatto) guarda la mamma che ha scelto di tenersi i bambini, le prende la mano e ripete: “Ho spostato le lancette dell’orologio, la sveglia non è suonata e quando si è svegliata… era tardi per abortire”.
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