29/03/12

Alla ricerca di significato: la Domenica delle Palme


Con la prossima Domenica della Palme, anche quest’anno, faremo ingresso nella Settimana Santa, che rappresenta – per i cristiani – il cuore di tutto l’anno liturgico. Con essa i fedeli ripercorrono, attraverso le tappe del memoriale scandito dalla liturgia, i momenti drammatici che segnano la conclusione della vicenda terrena di Gesù.

Il patrimonio di Gheddafi resti in Italia per alleggerire il carico fiscale


Avrebbe potuto aspettare qualche giorno Mario Monti prima di dare il via al salasso sulle buste paga degli italiani. E magari, dalla storia che segue, prendere spunto e farsi venire una brillante idea per non aumentare l’Irpef o, comunque, per non farla pesare troppo sulle spalle degli italiani. Come? Con il tesoro di Gheddafi in Italia. Un patrimonio appetibile, sequestrato ieri dalla Guardia di Finanza, del valore di circa 1,5 mld di euro. C’è di tutto nella lista dei beni sequestrati dalle Fiamme Gialle e reso pubblico ieri: mobili, immobili, contanti e investimenti. Soprattutto partecipazioni azionarie, come l' 1,25% per cento di Unicredit (611 milioni), lo 0,58% di Eni (406 milioni), il 2% di Finmeccanica (41 milioni), lo 0,33% per cento di Fiat e Fiat Industrial (rispettivamente 20 e 34 milioni) e l' 1,5 per cento della Juventus (circa 16 milioni). All’Ubi, all’Ubae, al Bper e all’Abc International, invece, sono stati sequestrati 255 mila euro, 132 mila dollari in contanti e oltre a 650 mila euro in titoli. Ma c’è di più perché tra le proprietà del leader libico vi erano anche: un bosco di 150 ettari a Pantelleria, un appartamento nella Capitale e due moto, fra cui una Harley Davidson.

Insomma, un bel gruzzolo che Gheddafi aveva deciso di investire nel nostro paese anche in virtù della storica amicizia con Silvio Berlusconi. Soldi che avrebbero potuto servire per non tassare ulteriormente i cittadini italiani, la maggior parte dei quali si trova in grosse difficoltà economiche, e che invece serviranno per risarcire le vittime del regime libico. Ma non è mai troppo tardi, perché questi soldi possono ancora restare in patria. Magari risarcendo le imprese italiane che lavoravano in Libia, e che in questi mesi hanno perso ingenti capitali, o inserirli nel bilancio dello Stato per alleggerire un carico fiscale che sta strozzando le famiglie italiane.

Uomo si dà fuoco davanti Agenzia Entrate: per l'Ansa è "spettacolo"

"Un uomo, un italiano di 58 anni, si è dato fuoco questa mattina alle 8 dentro una vettura parcheggiata davanti alla sede della Agenzia delle Entrate a Bologna. L'uomo è ricoverato al centro grandi ustionati di Parma, ha ustioni su tutto il corpo ed è gravissimo. A causare il gesto estremo sarebbero stati problemi economici. Prima di darsi fuoco, l'uomo aveva lasciato tre lettere, una indirizzata alla commissione tributaria. In una delle missive fa riferimento e pendenze tributarie: pare che si scusi e dica di avere pagato le tasse. E annuncia l'intento di andarsene."
Questo si legge sul sito dell'Ansa , la principale Agenzia di informazione del nostro Paese solo che, ad uno sguardo più attento si possono scoprire almeno altri due fatti inquietanti oltre la notizia che lo è di per sé.
L'Ansa mette la informazione nella sezione "spettacolo" assieme a Goran Bregovic maestro della notte della Taranta e alla comunicazione su una nuova vendita tramite asta di foto di Marylin Monroe. 
Dove sarebbe lo spettacolo? Forse quella del fuoco che brucia una persona, perchè non riesce a pagare le tasse, è una notizia che dà spettacolo?
Dà spettacolo non "da' spettacolo", con apostrofo, come titola l'Ansa: "Si da' fuoco". La grammatica italiana dice che da' significa "dai", imperativo. Certo, le tasse obbligano a darsi fuoco oggigiorno, purtroppo questo è diventato un imperativo per molti che non ce la fanno più ma son certo che il giornalista dell'Ansa volesse sottintendere questo. 
Penso invece che l'Ansa, con l'ansia di dare le notizie sempre per prima, abbia fatto due errori grossolani che fanno ancor più male a noi che leggiamo ed a questo nostro concittadino arrivato a questo gesto estremo.


La visita del ministro Profumo ad una "riverniciata" scuola romana


Mentre come tutte le mattina percorrevo con mia figlia il tratto di strada che dal parcheggio ci porta a scuola, tra risate e saltelli, noto con stupore che, nei pressi, c'è un discreto ammassamento di uomini e donne delle Forze di Polizia. Che strano, forse gli alunni della scuola elementare di mia figlia avranno posto in essere qualche comportamento che ha turbato l'ordine pubblico? Avranno, tutti insieme, gettato gli involucri delle loro merendine dalle finestre? Avranno sequestrato le loro adorate maestre per giocare con loro invece di fare lezione? Chiedo a mia figlia la quale mi risponde che non c'è bisogno di fare tutto quello che le ho chiesto, lei a scuola ci si trova bene e le sue maestre sono talmente brave da far gradire qualsiasi materia, anche la più noiosa, perché la presentano in maniera ludica.

Allora cosa mai sarà accaduto? Come al solito, curioso come una scimmia, chiedo a dei Vigili Urbani intenti a far rispettare il divieto di fermata in seconda fila (malcostume del tutto italiano) e mi sento rispondere che il ministro della pubblica istruzione farà visita, di li a poco, al Liceo Scientifico Torricelli che confina con la scuola di mia figlia. Ci risiamo! Tanto rumore per nulla! Ed ora rammento anche i miei commenti dei giorni scorsi in merito ad un “restayling” dello stesso Liceo; commentavo dicendo:”finalmente, era ora che investissero qualche soldino nel rifacimento di qualche istituto scolastico pubblico!”.

Ma ahimé il tutto non era finalizzato a dare di nuovo valore a qualche istituto scolastico pubblico, ma solo a non far vedere al ministro del MIUR di turno, che le scuole pubbliche stanno andando in rovina per causa sua e dei suoi predecessori! Che delusione profonda! E quanto dolore mi provoca sapere che quel “povero” uomo stamattina sarà costretto a salire su di un'auto blu, lasciando la sua, sempre ammesso che l'abbia, in garage e senza dargli la possibilità di contribuire all'economia del paese mettendo una decina di Euro (magari di più non può!), oppure privandolo della possibilità di comperare un BIT e fruire degli splendidi mezzi di trasporto pubblico della nostra città! Poverino!


Ma lui, ligio al dovere, userà quell'auto blu, percorrerà mezza Roma bypassando gli ingorghi e le file, e giungerà al Liceo in questione dove ci saranno ad attenderlo studenti, docenti e qualche altro che ben poco ha a che fare con tutto ciò ma che comunque “farà numero”. Che tristezza, mi vengono alla memoria scene di un vecchio film che forse qualcuno ricorderà: ”Anni ruggenti” con Nino Manfredi che viene scambiato per un Gerarca mandato da Roma ad ispezionare l'operato del Podestà di un paese delle Puglie. In questo film, per far vedere l'efficacia del sistema, si spostavano capi di bestiame, sempre gli stessi, da una fattoria all'altra!

Son passati anni ma il sistema è lo stesso. Apparire! E la scuola di mia figlia, dove le insegnanti fanno salti mortali per rendere gradevoli le giornate dei nostri figli offrendo una indubbia professionalità e uno spiccato senso del dovere, spesso ricorrendo anche al supporto dei genitori, non riesce ad avere i soldi per rimettere a norma il campetto sportivo! E va beh! Allora caro Ministro Profumo, sia cortese, visiti anche la Scuola elementare Forte Braschi così, magari, si troveranno i soldi per risistemare il piccolo campo sportivo e le prometto che non la costringerò a venire in auto blu, la verrò a prendere con la mia, le farò fare le strade ordinarie, comprensive di traffico e, se lei mi permetterà, le esprimerò tutta la mia gratitudine offrendole anche una frugale colazione, cappuccino e cornetto perché altro, al momento, non posso permettermi.

Paolo di Roma

Milan-Barcellona: zero a zero palla al centro, ma si poteva vincere

Certo... se avessimo attaccanti che segnano, ieri si poteva anche portare a casa una bella vittoria a San Siro contro il più forte Barcellona di Pep Guardiola che, tranne per venti minuti, è sembrato finalmente battibile e, mi permetto di dire, a tratti anche stanco.Certo, se Robinho sapesse fare goal da due metri dopo due minuti, chissà cosa sarebbe successo. Ma come al solito le partite sono piene di "se": se avessero ammonito Messi e Keita, se avesse fischiato il rigore su Sanchez e Puyol..... ma io sono di quelli che ricordano il maestro Boskov: rigore è quando arbitro fischia. Puyol intervistato a termine partita ha detto: non parliamo mai di arbitri. E questo è lo stile Barca ed il mio  Zero a zero e cinquanta per cento delle possibilità di passare il turno per entrambe. Io sono soddisfatto perchè l'avevo già scritto: prima regola nelle doppie sfide di Champions è non prendere goals in casa. Poi, conciati come siamo con tutti sti infortunati, che potevamo pretendere di più dal fermare l'armata Barca? Certo, non è semplice andare a Barcellona e segnare, vincere o pareggiare. Ci vorrà un'altra nostra partita quasi perfetta (ottimi Ambrosini, Antonini, Abbiati)  ed una loro incolore per superare il turno ma tutto è possibile davvero, anche un goal di Robinho od Emanuellsson (ma perchè lo fa giocare e non mette dentro Mazi Lopez?): sognare non costa niente.
Zero a zero a Milano e due risultati possibili a Barcellona. In mezzo ci sarà la difficilissima trasferta di Catania ed ha ragione Allegri a dire che vale mezzo scudetto: mangiamoceli!

A Lecce campagna elettorale sexy, simpatica e non volgare

A Lecce siamo nel bel mezzo del Salento ma anche di una simpatica campagna elettorale sexy ma non volgare difatti è guerra a colpi di manifesti tra il sindaco uscente di centrodestra che si ricandida alle Comunali del 6 e 7 maggio e che sulle sue pagine dei social network ha pubblicato una propria foto con il seguente appello: «Ciao casalinga leccese. Sono Paolo, alto, brizzolato, slanciato, tennista. Cucino, lavo, stiro, apparecchio. Se vuoi conoscermi, spesso sono in Comune. Astenersi perditempo. Ps: Si accettano anche comuniste». Altrettanto ironica e con la stesso mezzo, ha replicato la sfidante del centrosinistra, Loredana Capone: «Paolo Perrone è certamente un bell'uomo, usciteci pure a cena, corteggiatelo, fatelo sentire speciale. Saprà stirare e cucinare, ma non è molto bravo con la gestione della cassa: i conti del Comune sono disastrosi. Care casalinghe, Paolo Perrone è l'uomo ideale per passare una sera, ma se dovete scegliere il sindaco, meglio lasciar perdere. Uscite con lui e governate con me». Vi immaginate la prossima campagna elettorale nazionale con simil manifesti a nome di Alfano-Bersani-Casini-DiPietro? Per fortuna che dovrebbe mancare Berlusconi!
Buongiorgio            

28/03/12

Piangiamo sulla crisi o ci ricordiamo di essere vivi?!


Quando scrivo qualcosa che"scotta",non lo faccio perché mi va e basta,ma perché mi baso su fatti ed esperienze.Non ascolto solo i tg che un giorno ci proiettano nella disperazione e quello dopo ci raccontano una favola,che sono sempre mossi dal colore politico della rete,che prima dell'obiettivo di fare informazione hanno quello dell'audience o di persuadere gli spettatori di qualcosa.Io cerco di vedere la realtà con i miei occhi,di formarmi un'opinione e,nel caso di Frews,di comunicarla agli altri.Sono contenta quando nel bene o nel male,scuoto le persone,l0 ammetto!Stamattina approdo su Frews e il Direttore ci racconta di Alessandro,ragazzo down che ha aperto un ristorante con uno staff di dipendenti che hanno tutti la Trisomia 21.Credo che la loro forza sia che essendo partiti con una difficoltà in più rispetto a quelli che nascono senza avere alcun problema,non hanno avuto molto tempo da passare a rovinarsi il fegato sui tanti mali della società moderna,ma hanno dovuto fare sempre di più,di più,per fare dei passi che di giorno in giorno rendessero più belle le loro vite.E in tempo di crisi,Alessandro apre un ristorante!In bocca al lupo a questo novello imprenditore! E adesso arrivo al discorso crisi,che direttamente non ho mai sviscerato sul nostro blog.Uno Stato in cui la benzina arriva a costare 2euro al litro,è in crisi,ha dei grossi problemi.Nomino la benzina per non parlare di altri mali,ma non è che li ignori.C'è tanta disoccupazione e ci sono i laureati a spasso,rimetto il dito nella piaga.Starò diventando masochista?La crisi che mi spaventa di più,però,non è quella economica,ma quella dell'animo umano.Credo che tante persone ieri abbiano potuto scaricare della tensione repressa replicando al mio post.Si possono avere delle idee tanto diverse,ma cercare un punto di incontro.Oggi mi attirerò forse altre ire,ma a me piace esprimermi!La crisi c'è,ma l'altro giorno,quando sono andata a comprarmi un giubbino estivo perché mi serviva,non per fare shopping di piacere,gli 8 camerini del negozio erano tutti occupati,c'era altra gente in fila davanti a me,alla cassa ho fatto un'altra fila per pagare.Ed era giovedì pomeriggio!Quando vado al super,giusto se arrivo alle 9 o alle 16 non trovo la coda al banco degli affettati e della carne.Inoltre,come scritto in passato da Gibertini,negli ultimi giorni del mese,i supermercati fanno buone offerte per permetterci di non stare troppo impiccati.Io,mamma disoccupata,non ho vergogna di dire che,presentato l'ISEE,ho ottenuto un certificato che mi permette di pagare i farmaci meno di chi ha più mezzi economici.Quando Jennifer è nata,all'anagrafe mi hanno detto:-Signora,ha fatto domanda per il bonus bebè? E io:-Non credo di rientrarci. (Cioè di avere i requisiti per averlo) -Ci provi,lo hanno preso in tante! Me l'hanno dato.E noi abbiamo fatto il passaparola tra gli amici neo-genitori.Cosa sono 1.500euro?Ve lo dico io:al corredino ci pensano i parenti,il latte formulato,ringraziando Dio,non mi è servito,ma il bonus ha reso più tranquilli noi genitori che lo abbiamo chiamato"cuscinetto per le emergenze"ed evitiamo tuttora di ricorrervi.C'è chi dice che sono pochi.Ma io penso sempre che poco è meglio di niente.E non sono un'ottimista,ma una che pensa che quando ti arriva una piccola cosa positiva,tra tante negative,bisogna sorridere invece di incazzarsi.Sarò superficiale....Ieri,leggendo le repliche al mio post,mi è venuta una voglia incredibile di lavorare.Perché io sono una che prova una soddisfazione tremenda a smentire i pronostici.Ai colloqui di lavoro ho ricevuto sempre dei si,anzi,no,un solo no ma non è che mi ci sono soffermata su quel no.Quei si non li vedo frutto dell'essere una maestrina,una prima della classe,sono tutt'altro!Ma di questa voglia pazzesca di non farmi condizionare da una società in crisi,da un mondo che va male,perché finché si ha salute,si deve fare l'impossibile.E la cosa più impossibile è sperare.Beh,io spero!Tante persone detestano questo mio carattere tremendo,inarrestabile,ma io me ne frego dei governi,della Merkel,io penso a non perdere ogni piccola buona cosa che mi capita e quando va male,reagisco,cerco....un modo!In questo momento sto pensando ad una delle creature più buone che conosca,mia sorella,diversissima da me.Quando a Rò gira male,capita che gli occhi si colmino di lacrime e vengono anche a me,Rò è come fosse la mia prima figlia,ha 21 anni,non ha un lavoro fisso e io la guardo e esclamo:-Che ca..o piangi?Si lotta,non si piange! E lei ride e mi fa:-Che sorella che c'ho!Io non lo so come fai! Ho esordito riallacciandomi all'articolo di Giorgio e per tornare in tema,racconto un episodio accaduto quando ero ragazzina.In estate,in passato,mamma veniva mandata a lavorare in un istituto di ragazzi portatori di handicap,ma handicap gravi.Le educatrici coccolavano quei ragazzi,li accudivano amorevoli,tranne una,che li spronava,non gli puliva il viso,ma gli dava i tovaglioli e li esortava a farlo da soli,quando le altre li tenevano in giardino,lei li portava in palestra.All'inizio non mi piaceva.Poi ho capito e un giorno mamma le ha detto:-Anna,dice Francesca che qua dentro sei la più brava! E lei mi fa:-Io prima ero come le altre.Poi un giorno mi è morto un ragazzo sulle braccia e ho giurato che non sarebbe più successo. Anna sapeva che le carezze compassionevoli non servono. Io sono convinta che oggi la gente,i giovani,specialmente,abbia bisogno di una scossa,di un'esortazione.Che dovrei scrivere:-Poverini i laureati disoccupati!-Certo,è umiliante dipendere dai genitori! Sapete oggi che scrivo?Che il mio compagno di liceo con cui ci detestavamo,si è laureato in una facoltà umanistica,lavorando anche come cameriere. In tempi di crisi,si stava aprendo uno studio,si stava facendo un nome,perché era quello che voleva,credo.Lo voleva.Lo voleva.Lo voleva. Il giorno dopo il suo 28esimo compleanno,stava facendo il viaggio di ritorno nella città in cui lavorava.Solo la morte l'ha fermato. Voi,noi,siamo vivi!Se volete,i soldi potete guadagnarli,siamo dotati di ingegno,buone braccia,buoni cervelli. Quando io andavo a fare un colloquio,calcolavo i soldi spesi per la benzina,o per il treno e mi dicevo:-Fra,tu oggi non te ne vai da lì senza lavoro! Sinceramente,mi sembra sterile un'incavolatura con Monti,con Berlusconi o con Prodi che c'era ancora prima....Loro hanno le loro vite,io la mia!

“Non andare a teatro è come fare toeletta senza uno specchio”




Cari lettori di frews,
alle ore 13.00 del mercoledi penso che siamo a metà settimana; "il peggio" è passato e un altro fine settimana si avvicina. Pensando ai miei programmi del weekend, voglio rendervi partecipi di quello che sarà il mio sabato sera perché, agli appassionati di teatro soprattutto, può interessare. 

Suggerisco una cena veloce ma buona a Fiumicino (dove si mangia bene e si paga poco) e poi tutti al Teatro Traiano a vedere una rassegna teatrale dal nome: “Premio Teatro Traiano” .
Si tratta una rassegna di corti e monologhi teatrali che ha l’obiettivo di far conoscere ed esibire attori di talento, che grazie a questa iniziativa possono confrontarsi e possono presentare i loro lavori in un teatro importante, sotto gli occhi di una giuria di esperti (per esempio l’attore Bellomo) e di una giuria popolare (per esempio tu che mi leggi!).
Sabato 31 marzo sarà la serata dedicata alla tematica sociale e sono certa che ci regalerà grosse emozioni.
Per maggiori informazioni e per prenotazioni potete consultare il link che trovate in fondo all’articolo dove troverete anche i nomi di tutti i partecipanti alla rassegna e della giuria di esperti.
Come hanno voluto ricordare gli organizzatori della serata … <Schopenhauer diceva che “non andare a teatro è come fare toeletta senza uno specchio”; e questa volta il Teatro Traiano ci offrirà uno specchio di tutto rispetto!!>

Link per info:

Milan - Barcellona atto primo: astenersi cardiopatici

Il mio amico Roberto stasera non verrà a casa mia a vedere la partita: soffre di cuore. Gli ho consigliato di starsene nascosto sotto il cuscino ad aspettare il risultato finale, non voglio spostare "cadaveri" dal mio divano... anche perchè comunque aspetterei la fine della partita.
A parte gli scherzi stavo riflettendo in questi giorni come i giocatori della nostra squadra di Calcio rimangano sempre giovani mentre siamo noi ad invecchiare. Un conto è tifare per Ibra (quasi coetaneo...quasi) ma mettermi ad incitare El Sahraawy che è più giovane di mio nipote, e gioca anche peggio, un po' fa pensare.... ma è questa la regola che regge il calcio da sempre.
Riflettevo anche che davvero per certe sfide bisogna essere col cuore saldo. L'ultima sfida con l'Arsenal mi ha provato abbastanza. All'intervallo, mentre i nostri si prendevano un tè caldo, io ed il mio amico Gaetano ci siamo dovuti consolare e farci coraggio a vicenda. Confesso che ogni tanto buttavo l'occhio su un quaderno dei compiti di mio figlio, come se questo movimento dello sguardo forse capace di accelerare quello delle lancette dell'orologio.
Stasera come andrà? Sicuramente i miei figli andranno a letto presto, mia moglie gli seguirà pur di non vedermi incapace di stare seduto e....speriamo di portare a casa il risultato...cosi anche il frigorifero può passare una serata senza ricevere pugni.
Diavoletto buono

Leggings ovvero celebrazione del lato B femminile!


Dicono che il sedere sia la parte più sensuale del corpo femminile.Stando alla voce degli esperti,perché evoca alla mente il seno ma ha il merito di essere più grande e, nel caso in cui sia tonico come quello osannatissimo di Belen Rodriguez o borghesemente garbato (è una battuta eh!) come quello di Pippa Middleton sorella della Principessa d'Inghilterra Kate, più tondo, più staticamente mobile, più mobilmente statico. Per anni, le 30enni come la sottoscritta si sono lambiccate il cervello pensando:-Oggi che mi metto? Fino al provvidenziale ed esaltante (in senso fisico e morale) arrivo dei leggings. I leggings,per dirla senza tanti preamboli, sono delle collant a parecchi denari senza il pezzo che copre il piede. Solo che le nostre nonne le portavano sotto a gonnoni, vestitoni, che poco lasciavano alla malizia maschile, noi.....abbiamo superato, anzi,ci siamo del tutto liberate anche delle minigonne! Bastano i leggings ad esaltare il didietro.E ce n'è per tutti i gusti, sia di leggings, colorati,neri,trasparenti,in similpelle, ricamati che di lati B:a pesca, a pera, a mandolino....comunque,finché per fare il paragone tra un paio di glutei si ricorre a frutti e strumenti musicali,è tutto ok,quando si nominano latticini...forse è ora di andare a correre o di fare un pò di step.Ma i leggings hanno il merito di adattarsi a tutte:se proprio non vi piace il vostro didietro,mettete una maglia un pò più lunga ma è un peccato,perché gli uomini amano l'abbondanza e perché ogni uomo ha un proprio gusto.L'autrice del post,anche se non vi interessa,ne possiede 14 paia e ormai non mette quasi più i jeans perché oltre ad esaltare le curve,questo indumento ha il vantaggio di smentire il detto"Chi bella vuole apparire un pò deve soffrire".Sono comodissimi e costano poco! Poi non dite che noi donne siamo discriminate!(anche questa è una battuta,per la cronaca!)

Buoni leggings a tutte o meglio,a tutti!!!

Il patto della vergogna che ci riporterà indietro di cinquant'anni


Il patto della vergogna. Tale si può definire l’accordo uscito dopo il vertice svoltosi ieri tra i leader dei tre maggiori partiti italiani. L’(an)alfabeto della politica stavolta ha toppato alla grande, dimostrando una regressione di idee e progetti spaventosa che mette a rischio la democrazia italiana. La decisione di procedere con le riforme costituzionali, di pari passo con la legge elettorale, non sarebbe stata neanche tanto male, se non fosse che le linee guida per riformare il nostro sistema elettorale ci riportano indietro di cinquant'anni, ai tempi dei giochini di palazzo, quei tanto odiati accordi sottobanco che caratterizzarono la prima repubblica, quando i governi li facevano i partiti e non il popolo.

Restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari, un sistema fondato non più sull’obbligo di coalizione, indicazione del candidato premier, soglia di sbarramento e diritto di tribuna. Saranno questi i punti cardini attorno al quale ruoterà il confronto parlamentare per la riforma e che metteranno a rischio l’essenza della volontà popolare, nonché il peso dei due maggiori partiti italiani, ossia Pd e Pdl. Perché se è vero che da un lato si restituirà al popolo la possibilità di scelta del singolo parlamentare (anche se è tutto da vedere, visto che l’opzione delle preferenze non è del tutto scontata), è ancor più vero che dall’altro la scelta di abolire l’obbligo di indicare la coalizione prima del voto favorirà la politica della convenienza, facendo prevalere gli interessi di bottega a quelli del popolo. Tradotto dal politichese significherebbe che Pierfurby Casini, davvero ‘furbo’, pardonne per il gioco di parole, potrebbe permettersi di presentarsi alle elezioni da solo, aspettare i risultati e, soltanto allora, schierarsi a seconda di quanti ministeri e sottogoverni gli verrebbero assegnati. Cosa che renderebbe vana l’indicazione del Premier prima delle elezioni e soprattutto del programma di Governo (quest’ultimo si stilerebbe soltanto ad alleanze delineate).

Insomma, più che un grande accordo, più che una dimostrazione di buona politica, l’accordo - che per ora rimane tale, perché dalle parole bisognerà passare ai fatti - non altro rappresenta che un clamoroso autogol di Bersani e Alfano, ai quali forse manca più di un quid. Sono due i buoni motivi a dimostrazione di ciò: in primis permetteranno a Casini di continuare il gioco dei due forni, una sorta di trasformismo moderno a correnti alterne. In secundis garantiranno a Monti un secondo mandato anche dopo la scadenza naturale di questa Legislatura. Perché se passerà questo modello, una volta formato il nuovo Parlamento, ci potrebbe essere un clamoroso liberi tutti che spalancherebbe nuovamente le porte di Palazzo Chigi al professore. Insomma, tra tutte le soluzioni possibili l’(an)alfabeto politico ha scelto la strada peggiore. Perché sarebbe bastato mantenere il porcellum, aggiungendo le preferenze e il vincolo di mandato. Ma forse questo non andava bene a chi sta remando contro la nostra democrazia, dandoci l’illusione di restituire al popolo la voce che nessuno ascolta più.

Oggi ho voglia di lamentarmi: chi lavora e chi prende vitalizi?


Che mi perdonino gli illuminati pregni di verità politiche e legati a ideologie multicolori, ma oggi ho proprio voglia di allinearmi a tutti coloro che si lamentano delle disparità di trattamenti. Si fa un sacco di chiasso per la riforma dell'art. 18, chi sbandiera che sia necessario per la ricrescita economica del paese, chi alza gli scudi perché ritiene la modifica “anti lavoratori”, insomma tanto rumore........ e come al solito, per nulla! O meglio, per il beneficio di pochi. Ma non è di questo che mi voglio lamentare! Vorrei capire un paio di cosette che sembrano non proprio coerenti con l'andamento delle riforme volute da questi “signori” in nome di un benessere futuro.

Inizierei, se mi è consentito, da una frase Dura lex, sed lex, per qualcuno potrebbe risultare altisonante, ma in un sistema democratico, sempre ammesso che qualcuno si ricordi cosa vuol dire democrazia, è basilare. Insomma partendo da questo ammonimento (la legge anche se dura va rispettata), mi viene da chiedermi se la sua applicazione debba essere uguale per tutti! Beh lo troviamo scritto in tutte le aule di giustizia e da ciò devo dedurre che qualunque legge (civile o penale) debba essere applicata a tutti indistintamente.

Partendo da questa breve riflessione vorrei fare un salto all'indietro partendo dal 1995 quando uno dei tanti governi ha messo mano al sistema pensionistico italiano per “allinearlo” ai sistemi europei. Ricordate quella riforma? Io la ricordo bene poiché, da tale data, mi sono visto modificare “unilateralmente” il mio sistema pensionistico. Badate bene non mi lamento ma mi sorge un piccolo dubbio:” se dal settembre 1995 tutti i dipendenti dovevano passare da un sistema retributivo ad uno contributivo, perché questa riforma per alcune categorie andrà in vigore solo da questo anno?” Ah! Forse è colpa delle poste italiane, non hanno consegnato in tempo l'avviso a circa un novecento personaggi!!!! va beh 900 su qualche milione l'errore ci può stare!


Che carini! Si riempiono la bocca di Europa prendendola ad esempio per ogni cosa che possa fare cassa, ma mai che la prendano ad esempio per fare quei sacrifici tanto pubblicizzati per il bene di tutti! Curiosando per il web, infine, mi sono imbattuto in un articolo che aveva per argomento i costi che dobbiamo sostenere, non solo per i famosi novecento di cui sopra, ma anche dei loro predecessori sia in vita, sia passati a miglior vita! Se i dati sono esatti (mi è impossibile valutarne la fonte) si parlava del fatto che “mensilmente Camera e Senato staccano 2.238 assegni di vitalizi ( e un altro migliaio di reversibilità agli eredi dei parlamentari scomparsi) da 3000 a 10 mila euro. Tra i destinatari vi sono anche tre parlamentari per un giorno e altri rimasti in carica per qualche settimana. Ogni anno le indennità dei parlamentari in carica assorbono 144 milioni, i vitalizi ne richiedono 218 , il 51% in più” ed in più “Quanto ai limiti d'età, è stabilito che i parlamentari con una sola legislatura possano godere della pensione a 65 anni; basteranno, invece, 60 anni per quelli che hanno più legislature alle spalle. È previsto che la modifica al trattamento previdenziale dei parlamentari si applichi ai nuovi eletti e, pro-quota, a quelli in carica”.




Non amo fare del populismo, e nemmeno mi ergo ad economista, ma qualcosa non quadra! La riforma che mi ha toccato ha avuto effetto con una sorta di retroattività, mentre per i famosi 900 non solo non è stata retroattiva, ma con un'applicazione posticipata di ben 17 anni. Comunque vorrei invitare il portalettere ad essere più veloce nel consegnare tali avvisi perché, come sempre, sarà solo sua la colpa del malfunzionamento della questione e, ora, dovrà anche vedersela con questo nuovo art. 18 perché, a dir di molti, quello vecchio è stato la causa del declino di questa “italietta”!!! Termino con una frasetta di manzoniana memoria: “a quale se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta , ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta”.


Paolo di Roma

Mentre noi parliamo di lavoro un ragazzo down apre un ristorante

Qui su Frews lavoriamo tutti e quando abbiamo qualche minuto scriviamo per passione su questo blog quotidiano che sta diventando serio e grande forte dei suoi mille lettori al giorno. In questi giorni ci siamo confrontati in tanti, redattori e non, sul tema del lavoro che è di stringente attualità. Allora come buongiorgio di oggi vi voglio parlare de L'Antica Locanda: un ristorante gestito da un ragazzo down. Questo esempio viene da un piccolo paese della Sardegna, San Sperate, dove è stato inaugurato in questi giorni un nuovo ristorante, chiamato "L'Antica Locanda", e che racchiude in se un piccolo segreto ed un grandioso messaggio di speranza. Si tratta infatti del primo locale il cui ristoratore è un ragazzo affetto da Trisomia 21, meglio nota come sindrome di Down, tanto che almeno nella serata inaugurale il personale, inclusi i camerieri, era composto da ragazzi down (nello screenshot sopra, uno dei ragazzi che hanno servito ai tavoli). A gestire il ristorante è quindi Alessandro Batzella, 25 anni che è si un ragazzo down, ma la cosa non gli ha impedito di raggiungere la qualifica all' Istituto Alberghiero e che sorridente così dichiara "Voglio far questo lavoro, mi piace servire ai tavoli, preparare le colazioni. E che siano abbondanti, perché il cliente deve sempre alzarsi da tavola e andar via soddisfatto".
Buon pranzo e buongiorgio

27/03/12

Allarmi. E' tornata la macchina del fango mediatico

Allarmi. E’ tornata la macchina del fango mediatico. Non si sa per quanto. Non si sa se è solo un rigurgito degli antichi fasti berlusconiani o un ritorno perenne. Si sa solo che è tornato, causando quegli stessi danni ad personam che affossarono la figura di Silvio Berlusconi. La storia è questa: è lo scorso dicembre. Emilio Fede passa la frontiera svizzera con una valigetta piena di contanti (come? La Svizzera non aderisce totalmente agli accordi sulla libera circolazione, né di persone né di denaro). Accompagnato da un’altra persona, che non sarebbe nota alla GdF, la quale sta svolgendo verifiche assieme all’Agenzia delle Entrate, entra in una banca di Lugano, cercando di versare circa 2,5 mln di euro in contanti (il contenuto della valigetta). Ma qualcosa va storto. La banca, riferiscono i maggiori quotidiani che hanno pubblicato la notizia, non accetta il denaro. Motivo? La provenienza è sospetta. Ragion per cui non solo la banca si rifiuta di accettare il versamento (in Svizzera la politica delle banche e il massimo anonimato nonché la minore pubblicità di episodi come questi) ma fa partire tramite il dipendente che si è occupato della questione una segnalazione alle autorità italiane competenti in materia.

C’è chi dice fosse i famosi soldi che Fede sottrasse dall’ingente prestito fatto da Silvio Berlusconi a Lele Mora. A pensarci bene, mediaticamente parlando, è una storia boom, uno scoop di altri, una mano santa per vendere qualche copia in più in tempi di magra. Talmente fantasmagorica, come storia, che merita il primo piano nell’edizione online del Corriere della Sera e un lungo articolo su ‘La Stampa’ di Torino.

"E' totalmente falsa, inventata di sana pianta. Qualcuno ha inventato tutto questo, mi fa orrore e anche paura che si possa arrivare a inventare una cosa del genere. Sono di fronte a qualcuno che ha inventato la notizia con uno scopo, a me molto evidente. Non è possibile che io, avendo già i problemi che avevo, mi sarei presentato in giro per la Svizzera con una valigetta piena di contanti. E' un falso organizzato”, ha detto il diretto interessato. Ora, lungi dal fare la strenua difesa di Emilio Fede, anche perché è improbabile che abbia bisogno di più di un difensore, la storia puzza. E’ difficile dire se coloro i quali hanno avuto l’occasione di leggere la storia e notare l’eco mediatico con cui è stata rilanciata hanno avuto la stessa impressione.

E’ stato quasi come rivivere qualcosa di già detto, di già scritto, di già visto. Un dejà vu, una cassetta riavvolta e proiettata nuovamente. L’unica cosa certa è che la macchina del fango è tornata a colpire. E ha scelto, non a caso, uno dei fedelissimi di Berlusconi. Sarà una coincidenza, viste le voci che vedono il Cav. molto attivo nelle cabine di regia della politica? Sarà un avviso? O sarà il preludio di qualche nuova eccezionale ondata di fango nei confronti dell’ex presidente del Consiglio? Chissà. Teniamoci pronti, ma soprattutto teniamoci forte.

Prefazione di Silvio Berlusconi al suo nuovo libro sulle campagne elettorali

Scorrendo le pagine di questo libro, ho pensato a quanto lavoro, quanto impegno, quante iniziative abbiamo realizzato in tutti questi anni, allo scopo di portare alla conoscenza di tutti i cittadini i nostri progetti di cambiamento per l’Italia.