Molti sanno che lavoro anche come collaboratore di un parlamentare. Molti sanno anche che scrivo spesso "editoriali" riguardanti il tema della Politica. Sicuramente è un lavoro privilegiato. Che ne so, per fare un esempio, meglio assistente parlamentare che minatore, fresatore, magazziniere. Si ha l'inconveniente di essere sempre vestiti bene (o simil bene) ma diciamo che Ovs coi saldi aiuta ad acquistare completi decenti. Si ha l'inconveniente di dover sempre mettere la giacca (giacca più cravatta sono sempre obbligatorie al Senato, alla Camera solo giacca, non chiedetemi perché) anche a Luglio inoltrato mentre le colleghe femmine (alcune) possono accedere agli uffici della Camera (s)vestite come vogliono. Però penso siano piccoli inconvenienti facilmente superabili e sopportabili: ho visto condizioni di lavoro peggiori insomma.
E' un classico lavoro di segreteria e di ufficio stampa con molti privilegi tra questi quello di essere al centro, nel bene o nel male, dell'attenzione della gente.
Questo non vuol dire che siamo dei "privilegiati" anche noi perché gli stipendi sono medi o medi bassi, dipende dal rapporto fiduciario che riesci a creare col tuo parlamentare. Io sono soddisfatto.
Se di privilegio possiamo parlare, in tutta onestà, bisogna dire che noi assistenti, come pure i dipendenti delle Forze dell'Ordine, i dipendenti degli uffici della Camera, dei Gruppi Parlamentari ed altri ancora, possiamo usufruire di una mensa (sottolineo mensa) che ha prezzi agevolati per i propri collaboratori: con 2,85 euro riesco a mangiare un ottimo primo ed un ottimo contorno con tanta acqua, anche frizzante.
Non mi sembra questo uno scandalo. Credo che in tutte le aziende sia così. Conosco dirigenti che hanno trenta euro di rimborso fisso al giorno per i pranzi o che ricevono i ticket restaurant: io no. Ricordo che quando mia madre era ricoverata all'Ospedale Niguarda di Milano, spesso con mio padre siamo andati alla mensa del medesimo nosocomio, ed i prezzi erano anche più bassi di quelli della mensa della Camera dei Deputati dove il pranzo completo arriva a 7 euro.
Non credo questo sia un privilegio ma in questo periodo di occhi puntati addosso, e che anche io punto addosso ad altri, mi sembrava onesto dirlo e certificarvelo con la foto qui a fianco.
Quindi, ricapitolando, lavoro si per un parlamentare, non sono Spider Truman, e voglio dare un contributo di sano realismo alla situazione caotica e sicuramente quando sono al lavoro non vado a mangiare nei bar del centro perchè spenderei il doppio di quello che posso spendere alla Mensa per i dipendenti della Camera dei Deputati sita in Piazza San Silvestro.
menu_orizzontale
16/08/11
13/08/11
Photo Of The Week N°5 - Lenti...a Contatto!
Categorie:
Fotografia,
La foto del giorno
Pubblicato da
Ser Vlad
Nuova settimana, nuovo scatto! Si ripropone il nostro appuntamento fisso per visionare lo scatto più rappresentativo degli ultimi sette giorni. Oggi vi proponiamo una fotografia che io, personalmente, ho trovato davvero eccezionale. Ce la invia Sabrina, blogger e fotografa per passione di grande talento. Buona visione a tutti!
Foto: Lenti..a contatto!
Questo scatto è stato fatto qualche mese fa quando nel mio giardino ho visto queste due lumache. Era da tempo che volevo ritrarre le lumache con il mio macro. Amo la fotografia macro perchè mi mostra ciò che ad occhio nudo a volte non è possibile. E' come avere altri occhi. Il dettaglio poi, è qualcosa di eccezionale e con un buon macro e fermezza di mano si colgono degli aspetti impensati.
Autore : Sabrina
Amante da sempre della fotografia e delle macchine fotografiche in genere. Prima in pellicola ora in digitale. Da poco ho aperto il blog dal nome trip del click, proprio perchè lo scatto per me è qualcosa di essenziale e fondamentale. Credo che le mie foto sappiano descrivermi meglio che le parole perciò vi rimando al mio spazio fotografico.
Il Trip Del Click
Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
12/08/11
Non disturbiamo il conducente Tremonti
Categorie:
Editoriale,
Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
L'autobus coi turisti si è perso nel bel mezzo della campagna. Doveva giungere all'albergo già da qualche ora ma l'autista, leggermente impreparato a questa nuova avventura, si è prima lasciato influenzare da chi diceva vai a destra, poi chi ha urlato "svolta a sinistra" ed in fine chi ha preteso tirasse dritto per dritto. Risultato? Ci siamo persi.
Ci troviamo ora in mezzo a questa selva di alberi altissimi che rendono difficile il passaggio dei raggi del sole e, l'unica cosa che so, per certo, è che se continuiamo a disturbare ed urlare nelle orecchie del conducente finiamo tutti fuori strada e magari in un burrone.
Anche io avrei scelto un autista diverso ma per ora abbiamo questo e siamo sul pullman con lui: speriamo ci porti fuori da qui.
Non disturbiamo il conducente Tremonti.
Ssstt....qualcuno ha la chitarra che andiamo in fondo a cantare...a bassa voce?
Ci troviamo ora in mezzo a questa selva di alberi altissimi che rendono difficile il passaggio dei raggi del sole e, l'unica cosa che so, per certo, è che se continuiamo a disturbare ed urlare nelle orecchie del conducente finiamo tutti fuori strada e magari in un burrone.
Anche io avrei scelto un autista diverso ma per ora abbiamo questo e siamo sul pullman con lui: speriamo ci porti fuori da qui.
Non disturbiamo il conducente Tremonti.
Ssstt....qualcuno ha la chitarra che andiamo in fondo a cantare...a bassa voce?
L’Assunzione di Maria: dalla fede la pienezza della vita
Categorie:
religio
Pubblicato da
Andrea Menegotto
Aiutati da Papa Benedetto XVI, qualche spunto di riflessione sulla Solennità liturgica dell’Assunzione e sul suo significato profondo e attuale
di Andrea Menegotto
12 agosto 2011
In pieno clima vacanziero, alla metà esatta del mese che in genere è dedicato alle ferie estive, spesso dimenticata poiché oscurata dalla festa modana del Ferragosto, ricorre nel calendario ecclesiastico la Solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria.
Secondo il Magistero cattolico, la Madre di Gesù, «preservata immune da ogni macchia di colpa originale finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte» (Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica Sulla Chiesa Lumen Gentium, 21 novembre 1964, n. 59).
La «dormitio Virginis» e l'assunzione, rispettivamente in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata il 1° novembre 1950 con la definizione dogmatica di Pio XII (Eugenio Pacelli, 1876-1958; il cui pontificato va dal 1939 al 1958) mediante la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus: «[…] l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
Dichiarando che Maria non dovette attendere, così come tutte le altre creature, la fine dei tempi per ottenere la redenzione corporea, la Chiesa ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, dal momento che il peccato non ha mai offuscato la limpidezza della sua anima. Tale dottrina ─ radicata nella tradizione ecclesiale ─ trova le sue radici nella Sacra Scrittura, particolarmente nel cosiddetto «Proto-vangelo» del libro della Genesi, contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa; qui Maria è presentata come «nuova Eva», strettamente unita a Gesù, «nuovo Adamo».
Maria, dunque, non è solo la madre del Redentore, ma anche sua «cooperatrice», e questa forte unione richiede che anche Lei trionfi ─ così come il Figlio ─ non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano.
Per tali motivi, Papa Benedetto XVI, nell’omelia della Santa Messa nella Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria il 15 agosto 2010 così affermava: «oggi la Chiesa celebra una delle più importanti feste dell’anno liturgico dedicate a Maria Santissima […]. Questo, quindi, è il nucleo della nostra fede nell’Assunzione: noi crediamo che Maria, come Cristo suo Figlio, ha già vinto la morte e trionfa già nella gloria celeste nella totalità del suo essere, “in anima e corpo”. Ora, ciò che san Paolo afferma di tutti gli uomini, la Chiesa, nel suo Magistero infallibile, lo dice di Maria, in un modo e senso precisi: la Madre di Dio viene inserita a tal punto nel Mistero di Cristo da essere partecipe della Risurrezione del suo Figlio con tutta se stessa già al termine della vita terrena; vive quello che noi attendiamo alla fine dei tempi quando sarà annientato «l’ultimo nemico», la morte (cfr. 1Cor 15, 26); vive già quello che proclamiamo nel Credo “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”».
Ma il Papa fa un passo in più chiedendosi: «quali sono le radici di questa vittoria sulla morte prodigiosamente anticipata in Maria?». Illuminante la risposta: «Le radici stanno nella fede della Vergine di Nazareth […] una fede che è obbedienza alla Parola di Dio e abbandono totale all’iniziativa e all’azione divina, secondo quanto le annuncia l’Arcangelo. La fede, dunque, è la grandezza di Maria, come proclama gioiosamente Elisabetta: Maria è “benedetta fra le donne”, “benedetto è il frutto del suo grembo” perché è “la madre del Signore”, perché crede e vive in maniera unica la “prima” delle beatitudini, la beatitudine della fede».
Da qui l’invito che il Papa rivolge: «Non ci limitiamo ad ammirare Maria nel suo destino di gloria, come una persona molto lontana da noi: no! Siamo chiamati a guardare quanto il Signore, nel suo amore, ha voluto anche per noi, per il nostro destino finale: vivere tramite la fede nella comunione perfetta di amore con Lui e così vivere veramente» e, infine: «Preghiamo il Signore affinché ci faccia comprendere quanto è preziosa ai Suoi occhi tutta la nostra vita; rafforzi la nostra fede nella vita eterna; ci renda uomini della speranza, che operano per costruire un mondo aperto a Dio, uomini pieni di gioia, che sanno scorgere la bellezza del mondo futuro in mezzo agli affanni della vita quotidiana e in tale certezza vivono, credono e sperano».
11/08/11
Anteprima Frews: il discorso di Tremonti!
Categorie:
Editoriale,
Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
Dal solito nostro amico che è passato col 16 davanti a via XX Settembre a Roma (Ministero di Tremonti) ed ha visto la donna delle pulizie buttare via un plico di fogli, inseguita da Tremonti, ma è riuscito a raccogliere la prima pagina, possiamo darvi l'anteprima di quello che dirà tra poco Tremonti a 150 abbronzati parlamentari e, tramite loro, a tutti noi, popolo italiano.
"Carissimi, sinceramente non so che fare. La mia preoccupazione volge oggi ai Casonsei che ho lasciato nel piatto a Sandalo (magari la nostra Artemisia in questi giorni metterà la ricetta).
Qui non ci sono più soldi. Non ci sono mai stati. Quindi da domani e per dieci anni il Governo italiano sarà commissariato e deciderà uno solo, nel bene o nel male, e così saremo almeno in gradi di individuare o il colpevole o il meritevole. Basta deputati, basta senatori, basta ministri: uno solo al comando per rimettere in ordine le cose. E questo molto probabilmente sarò io ed anche io comincerò a pagare l'affitto della mia casa a Roma regolarmente, per dare il buon esempio. Ed anche io, che tanto ho accumulato un sacco di soldi, lavorerò gratis per i prossimi dieci anni.
Il Capo dello Stato dividerà con me un bilocale e comparirà solo l'ultimo dell'anno per il discorso: se non vuole rimanderemo quello dell'anno precedente, tanto basta cambiare la data nel sottopancia.
Chi ha figli sarà premiato e non tassato perchè già le mamme italiane fanno miracoli dividendosi tra famiglia e lavoro e...."
L'autobus è partito e non abbiamo le altre pagine. Ci tocca aspettare le undici. Però come inizio non sarebbe male.
"Carissimi, sinceramente non so che fare. La mia preoccupazione volge oggi ai Casonsei che ho lasciato nel piatto a Sandalo (magari la nostra Artemisia in questi giorni metterà la ricetta).
Qui non ci sono più soldi. Non ci sono mai stati. Quindi da domani e per dieci anni il Governo italiano sarà commissariato e deciderà uno solo, nel bene o nel male, e così saremo almeno in gradi di individuare o il colpevole o il meritevole. Basta deputati, basta senatori, basta ministri: uno solo al comando per rimettere in ordine le cose. E questo molto probabilmente sarò io ed anche io comincerò a pagare l'affitto della mia casa a Roma regolarmente, per dare il buon esempio. Ed anche io, che tanto ho accumulato un sacco di soldi, lavorerò gratis per i prossimi dieci anni.
Il Capo dello Stato dividerà con me un bilocale e comparirà solo l'ultimo dell'anno per il discorso: se non vuole rimanderemo quello dell'anno precedente, tanto basta cambiare la data nel sottopancia.
Chi ha figli sarà premiato e non tassato perchè già le mamme italiane fanno miracoli dividendosi tra famiglia e lavoro e...."
L'autobus è partito e non abbiamo le altre pagine. Ci tocca aspettare le undici. Però come inizio non sarebbe male.
10/08/11
Fotografia - Mostre e Concorsi - Come un Dio Creo e Distruggo
Categorie:
Fotografia,
Mostre e concorsi
Pubblicato da
Ser Vlad
E prende il via anche l'ultima sezione della nostra rubrica dedicata alle mostre e ai concorsi fotografici più interessanti del momento. Abbiamo l'onore di dare inizio alle danze con una splendida iniziativa direttamente da San Donà di Piave, provincia di Venezia. Una iniziativa che, lo confesso, mi ha davvero impressionato.
Il progetto, denominato "Come un Dio Creo e Distruggo", sconfina rispetto all'ambito della nostra rubrica e della fotografia in generale. Ma non è forse l'arte stessa fatta per non avere barriere? Non si tratta infatti di un concorso vero e proprio, ma di una "pura espressione artistica", come recita a chiare lettere lo slogan informativo. Non è nemmeno strettamente legato alla fotografia. Le opere che vorranno prendere parte alla rassegna potranno appartenere a qualsiasi espressione artistica: dalla pittura alla poesia, attraverso immagini e parole. E, volendo, anche attraverso la nostra amata pellicola.
Le opere, che dovranno avere come tema "La costruzione del mondo: L'atto creativo" dovranno essere presentate entro il 26 Agosto, per poi essere esposte in data 10 Settembre presso l'area esterna del Caffé Letterario di San Donà di Piave. La partecipazione è, ovviamente, totalmente gratuita.
Un'esperienza nel vero senso della parola. Per cogliere a pieno il significato e le sfumature di questo progetto, abbiamo deciso di farcelo raccontare direttamente da uno dei suoi creatori: Simone Bianco, chitarrista dei Lamanaïf e mente operativa del progetto.
![]() |
| Lamanaïf |
- Da cosa è nata l'idea di creare un progetto come questo?
L’idea è nata dalla necessità di condividere un pensiero artistico e filosofico che ridia valore all’opera artistica sottolineandone il significato profondo. L’evento è stato pensato e organizzato dai Lamanaïf, band progressive che tenta di unire elementi musicali e teatrali. L’accostamento di arti aumenta esponenzialmente la capacità espressiva dell’opera, e nel nostro processo di composizione miriamo sempre a giungere ad un significato sia testuale che musicale ed immaginifico. Da qui l’idea di essere un gruppo aperto ad ogni tipo di influenza artistica e collaborazione esterna. Di fatto la manifestazione non è da intendersi come un concorso, festival o esposizione, ma come una collaborazione estesa di artisti (in quanto definiti tali) e persone comuni (che avranno la possibilità di esprimersi attivamente) per la generazione di un opera d’arte collettiva. L’evento mira al superamento della concezione delle arti separate, e reclama l’esistenza di un unico processo creativo, che il senso comune divide in musica, teatro, pittura, fotografia etc., ma a cui ogni artista deve fare riferimento a prescindere dalla forma della sua creazione.
- Cosa è per te l'arte e perché ritieni sia importante darvi spazio?
L’arte non può avere una definizione ultima, e cercarne una è il tentativo di afferrarla una volta per tutte e renderla reale, tangibile, criticabile, vendibile. L’arte non c’è di per sé ma viene configurata in modalità imprevedibili nel processo artistico, che sottende ogni produzione dell’uomo (“artistica” e non), nel momento stesso in cui qualcosa nell’uomo diventa qualcosa nel mondo attraverso l’atto creativo, l’atto produttivo e quindi, appunto, l’atto artistico.
Dare spazio al processo artistico è fondamentale perché in esso l’uomo si racconta, si da un posto nel mondo e diventa propriamente un essere umano.
- Per quale motivo si dovrebbe partecipare a questa iniziativa?
Partecipare a questo evento significa ridare valore al proprio pensiero, prende una penna metaforica e scrivere di sé, scrivere dell’essere umano e in tal modo andarlo a costruire. Il mondo di ogni giorno è continuamente modificato e generato dai processi linguistici e artistici messi in atto da tutti i suoi abitanti: i media, le leggi, la chiacchierata al bar, il discorso del sindaco, la lettura di un libro etc… compartecipano a generare il mondo in cui viviamo. Non sono solo le mode a cambiare ma i valori, le malattie mentali, le terapie mediche, le concezioni del giusto e sbagliato. A volte anche le cose che ci sembrano più concrete e fisse mutano senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Proprio questo il tema, in primis, di riflessione, ed in secundis, di ispirazione per la creazione di materiale artistico che vada a dire “questo sono io nel mondo, questa è la mia visione”.
Il tema dell’evento (La costruzione del mondo: l’atto creativo) vuole stimolare proprio la riflessione su come vediamo il nostro mondo. Un mondo nostro, appunto, non perché lo abitiamo casualmente, ma perché lo generiamo costantemente.
- Tu parteciperai?
Assolutamente si, con i Lamanaïf stiamo ultimando il nostro spettacolo musico-teatrale che sarà ricco di sorprese per lo spettatore troppo abituato ai tipici clichè musicali. Nella nostra performance daremo vita al mito di due divinità, una creatrice e l’altra distruttrice, e alla loro storia di continua costruzione e disfacimento di tutto il cosmo, ignare che il cosmo stesso potesse generare l’uomo, capace di mettere in atto i processi di costruzione e distruzione.
Le aspettative, sono decisamente alte. Spero di avervi trasmesso un po' dell'entusiasmo che ruota intorno a un progetto completamente nuovo e per certi versi davvero rivoluzionario. Io, personalmente, parteciperò. Invito anche voi cari lettori a fare lo stesso. Non mi resta che augurarvi buona costruzione e distruzione a tutti!
Info & link utili per partecipare
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale Lamanaif
Flyer Informativo
Domanda di Adesione
Regolamento Completo
Segnalateci Mostre e Concorsi
Siete i promotori di un evento fotografico? Siete a conoscenza di una mostra, un concorso o un'esposizione fotografica che ritenete degna di nota? Segnalatecela!
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it presentandoci l'evento. Provvederemo a metterci in contatto con voi e a pubblicizzare l'iniziativa!
Dall'Albania ad un quasi castello a Novate Milanese
Categorie:
Editoriale
Pubblicato da
Buongiorgio
In questi giorni tutti parlano della ricorrenza dei venti anni dai primi sbarchi di profughi provenienti dall'Albania e negli occhi di noi meno giovani, ed anche meno vecchi, è impressa a memoria quella foto della Nave "Vlora" con questi sconosciuti, cosi simili a noi, che scappavano verso di noi.
La storia sappiamo tutti come è andata ed oggi conosciamo tutti le vicende di altri barconi che giungono verso l'Italia.
Io voglio qui riportare un ricordo personale.
Venti anni la gestione di quell'emergenza fu organizzata circa in questo modo: gli albanesi furono presi e suddivisi a gruppi di piccoli numeri per ogni comune di Italia.
Al mio paese, Novate Milanese, arrivarono in quattro o cinque.
Si integrarono subito benissimo. Cominciarono a fare i muratori e parlavano già bene l'Italiano grazie alla televisione.
Lavoro e lavoro duro.
Uno di loro giocava a calcetto con noi, era un gran lavoratore ed un ragazzo spigliato e simpatico. Piano piano ha fatto venire in Italia la sua famiglia, si è poi sposato con la sua ragazza, ha figli, ha aiutato tantissimo in parrocchia.
Piano piano ha costruito una impresa e nel paese è rimasto l'unico muratore: già dieci anni se avevi bisogno di tirare su un muro dovevi chiamare solo lui perchè solo lui era rimasto.
Piano piano i suoi figli vanno a scuola, lui, da ospite del comune, si è costruito una casa che sembra un castello e sicuramente è più ricco di molti italiani.
Piano piano, mattone su mattone, è sceso dalla Vlora e si è costruito il presente ed il futuro.
Non so se dirti, amico mio, auguri in questa triste ricorrenza che ti ha costretto a nuova vita: che si dice in queste occasioni? Non lo so.
Però da lontano un complimenti ed un abbraccio te lo mando volentieri.
La storia sappiamo tutti come è andata ed oggi conosciamo tutti le vicende di altri barconi che giungono verso l'Italia.
Io voglio qui riportare un ricordo personale.
Venti anni la gestione di quell'emergenza fu organizzata circa in questo modo: gli albanesi furono presi e suddivisi a gruppi di piccoli numeri per ogni comune di Italia.
Al mio paese, Novate Milanese, arrivarono in quattro o cinque.
Si integrarono subito benissimo. Cominciarono a fare i muratori e parlavano già bene l'Italiano grazie alla televisione.
Lavoro e lavoro duro.
Uno di loro giocava a calcetto con noi, era un gran lavoratore ed un ragazzo spigliato e simpatico. Piano piano ha fatto venire in Italia la sua famiglia, si è poi sposato con la sua ragazza, ha figli, ha aiutato tantissimo in parrocchia.
Piano piano ha costruito una impresa e nel paese è rimasto l'unico muratore: già dieci anni se avevi bisogno di tirare su un muro dovevi chiamare solo lui perchè solo lui era rimasto.
Piano piano i suoi figli vanno a scuola, lui, da ospite del comune, si è costruito una casa che sembra un castello e sicuramente è più ricco di molti italiani.
Piano piano, mattone su mattone, è sceso dalla Vlora e si è costruito il presente ed il futuro.
Non so se dirti, amico mio, auguri in questa triste ricorrenza che ti ha costretto a nuova vita: che si dice in queste occasioni? Non lo so.
Però da lontano un complimenti ed un abbraccio te lo mando volentieri.
09/08/11
Anche io come un Nitto Palma qualunque rinuncio al mio viaggio in Polinesia
Categorie:
Editoriale,
Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
Sono fortemente commosso nell'apprendere dai quotidiani che il neo ministro della Giustizia Nitto Palma ha rinunciato alle vacanze estive 2011.
Mi sovviene dapprima un coro da stadio: "uno di noi, Nitto uno di noi, uno di noi". E via cantando.
Per secondo ragiono che anche io spesso ho rinunciato a nuovi contratti di lavoro prima delle ferie proprio per potermi godere queste ultime. Sarà capitato anche a voi vero? State cercando il lavoro da una vita, nessuno vi risponde, poi a Luglio, quando già avete addosso il salvagente e l'autovettura è già a bordo del traghetto, vi chiamano per iniziare un lavoro molto bello e ben retribuito?
E le vacanze? Ed il mojito al calar del sole? E la chitarra e mentre io suono e canto gli altri....eccetera eccetera? Lavorare? No! Prima la vacanza. Perchè rinunciare alla caparra ed all'autovettura che già svanisce all'orizzonte sul traghetto per la Sardegna?
Allora che fate? Lasciate squillare a vuoto il telefono od inventate la più classica delle scuse: quest'estate devo stare vicino alla nonna che è malata, ne possiamo riparlare a settembre?
E via per il mare! A settembre ci penseremo.
Nitto Palma, prima sottosegretario ed ora Ministro alla Giustizia, aveva già prenotato le vacanze in Polinesia ma ci ha rinunciato per dovere di Stato, per stare vicino a noi, per apprendere il nuovo lavoro. Cosa ovvia! Qualsiasi azienda si sarebbe comportata in questo modo: se ti assumo a fine luglio salti le ferie!
Anche io avrei accettato.
Caro signor Ministro, si consoli, sono dieci anni che rinuncio al mio viaggio in Polinesia, meta agognata da tutti noi sub, per altri motivi soprattutto economici.
Si consoli, siamo in tanti quest'anno a rinunciare alle vacanze e se proprio se la vuole fare una immersione mi faccia un fischio che l'accompagno al Circeo: in giornata facciamo tutto!
Mi sovviene dapprima un coro da stadio: "uno di noi, Nitto uno di noi, uno di noi". E via cantando.
Per secondo ragiono che anche io spesso ho rinunciato a nuovi contratti di lavoro prima delle ferie proprio per potermi godere queste ultime. Sarà capitato anche a voi vero? State cercando il lavoro da una vita, nessuno vi risponde, poi a Luglio, quando già avete addosso il salvagente e l'autovettura è già a bordo del traghetto, vi chiamano per iniziare un lavoro molto bello e ben retribuito?
E le vacanze? Ed il mojito al calar del sole? E la chitarra e mentre io suono e canto gli altri....eccetera eccetera? Lavorare? No! Prima la vacanza. Perchè rinunciare alla caparra ed all'autovettura che già svanisce all'orizzonte sul traghetto per la Sardegna?
Allora che fate? Lasciate squillare a vuoto il telefono od inventate la più classica delle scuse: quest'estate devo stare vicino alla nonna che è malata, ne possiamo riparlare a settembre?
E via per il mare! A settembre ci penseremo.
Nitto Palma, prima sottosegretario ed ora Ministro alla Giustizia, aveva già prenotato le vacanze in Polinesia ma ci ha rinunciato per dovere di Stato, per stare vicino a noi, per apprendere il nuovo lavoro. Cosa ovvia! Qualsiasi azienda si sarebbe comportata in questo modo: se ti assumo a fine luglio salti le ferie!
Anche io avrei accettato.
Caro signor Ministro, si consoli, sono dieci anni che rinuncio al mio viaggio in Polinesia, meta agognata da tutti noi sub, per altri motivi soprattutto economici.
Si consoli, siamo in tanti quest'anno a rinunciare alle vacanze e se proprio se la vuole fare una immersione mi faccia un fischio che l'accompagno al Circeo: in giornata facciamo tutto!
08/08/11
Un mio piccolo ricordo di San Patrignano
Categorie:
Editoriale,
libri
Pubblicato da
Buongiorgio
Ci sono stato a San Patrignano. Era il 2 ottobre di qualche anno fa. Forse il 1992 (vi siete accorti che oggi cerchiamo tutto su Internet ma di ciò che è successo prima del 2000 vi è pochissimo, come se il mondo fosse iniziato allora?). C'era un convegno sul giornalismo a San Patrignano organizzato da il Giornale. C'era come ospite Sgarbi e Veneziani e Gasparri. Conservo da qualche parte (sono un disordinato) una mia foto con Vincenzo Muccioli. Ne vado fiero.Ho vissuto quella giornata di studio nella totale serenità ed organizzazione.
Ecco quello che ricordo di San Patrignano: serenità ed organizzazione.
I ragazzi ospiti sembravano tutti tranquilli ed erano organizzatissimi nel servirci ed ordinati nel loro vivere quotidiano.
Regnava l'armonia generale.
Ricordo questo.
Visto che siamo in estate vi consiglio la lettura del libro di Davide Giacalone ed intitolato: "Disonora il giusto: quello che hanno fatto a Vincenzo Muccioli".Oggi che Andrea Muccioli lascia la guida di San Patrignano voglio ricordare i Muccioli così.
Vincenzo era un leader che ho sempre difeso, nel mio piccolo, e che ho avuto l'onore di conoscere. E di avere una foto con lui (se la ritrovo!)
Totani ripieni.
Categorie:
Cucina,
Società e Varie
Pubblicato da
Anonimo
Ingredienti:
(per 4 persone)
2 totani a commensale
5 o 6 pomodorini pachino
Pane grattugiato
1 uovo
1 spicchio d'aglio
Prezzemolo tritato
Olio EVO
Sale e pepe
Preparazione:
1. Pulire i totani, rimuovendo le interiora e le altre parti di scarto. Scottarli velocemente in acqua bollente al fine di agevolare la rimozione della pelle.
2. Per il ripieno: In una ciotola, porre il pane grattugiato, l' uovo, lo spicchio d'aglio tritato finemente, il prezzemolo tritato e una spolverata di sale e di pepe. Amalgamare bene e unire 2/3 dei pomodorini pachino tagliati a pezzetti, condire con un filo di olio EVO.
3. Pre-riscaldare il forno a 180°
4. Farcire i totani con il ripieno e posizionarli in una teglia ricoperta di carta forno. Spolverizzarli con un po' di pane grattugiato, del prezzemolo e coprire con i rimanenti pomodorini. Condirli con un filo d'olio EVO e infornare per circa 30 minuti.
Morire per sentenza e vivere per legge. Vivere e morire nella società democratica di oggi
Categorie:
bioetica
Pubblicato da
silvia bosio
Recentemente alla Camera è stato approvato il DDL sulle dichiarazioni anticipate di trattamento altrimenti dette DAT. Vediamo di capire di cosa si tratta. Il disegno di legge - successivamente trasmesso al Senato per l'approvazione definitiva - propone una normativa molto semplice che ha come scopo primario da una parte, tutelare la vita umana da ogni tipo di deriva eutanasica e dall'altro il rafforzamento dell'alleanza terapeutica tra il medico e il suo paziente. Il testo infatti, ha ricevuto l'approvazione trasversale di un'ampia maggioranza che ha dimostrato di voler convergere l'attenzione su un orizzonte di valori comune. Infatti il provvedimento ha condiviso una visione laica sui temi della malattia, disabilità e morte, nella quale ha prevalso un alto senso di responsabilità e di etica oggettiva che ha messo fuori gioco - almeno per adesso - innumerevoli polemiche politiche contrarie. Che cosa propone il testo. Iniziamo dal primo punto, dove all'art. 1 la legge "riconosce e tutela la vita umana quale diritto inviolabile e indisponibile". Pertanto essa "vieta ai sensi degli articoli 575, 579 e 580, del Codice penale ogni forma di Eutanasia" e "impone l'obbligo al medico di informare il paziente (...) sul divieto di qualunque forma di eutanasia." All'art. 3 , viene precisato che alimentazione e idratazione "non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento". Mentre ai sensi dell'art. 4 e 6, non è consentito ricostruire la volontà presunta del paziente, così che il fiduciario "si impegna a verificare attentamente che non si determinino a carico del paziente situazioni" di cui "agli articoli 575, 579 e 580 del Codice penale". Infine ai sensi dell'art.7 "il medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente". In breve, in seguito alle note vicende giudiziarie dei casi Welby ed Englaro - dove i giudici hanno decretato per sentenza la fine di entrambi i pazienti - questa normativa ha cercato di ripristinare giuridicamente un ordine logico-procedimentale che pone in ordine i principi primi del diritto. Di conseguenza è da ritenere reato, l'interruzione di presidi vitali come l'alimentazione e l'idratazione che sono un fondamentale sostegno per la tutela della vita e non certamente mezzi inutili e sproporzionati. Dunque senza equivoci di sorta, è stato introdotto il divieto perentorio di sospendere arbitrariamente il sostentamento necessario per mantenere in vita, soggetti in stato vegetativo, poiché la loro vita non dipende nel caso specifico da particolari terapie mediche o da supporti tecnologici inadeguati”. Infatti pur essendo vero che l’impianto di una PEG, è in sè una procedura medica, non altrettanto può dirsi in ordine alla sua gestione che esula dalla categoria della futilità. D’altronde, cosa c’è di futile nel riconoscere, accogliere, tutelare e sostenere una vita sia pure nel momento della sua massima fragilità? Ricordiamoci che la ratio legis porta avanti un’ideologia completamente opposta alla cultura della morte ovvero la presa in carico del paziente, da parte della società che dal canto suo dovrebbe riconquistare il significato dei valori della coscienza e della vera solidarietà umana.
Il paziente al quale si riferisce il comma 6 dell’art. 3 è “il soggetto” che “si trovi nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze, per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardino”. Ora il concetto scientifico di coscienza è la “informazione integrata” e l’organo integrato è il cervello. Allora la coscienza, è una funzione molto complessa che per svolgersi correttamente deve consentire lo scambio di informazioni fra ambiente esterno (estero recettori), ambiente interno (enterorecettori) e cervello. In sintesi, nello Stato Vegetativo Persistente l’attività cerebrale è come dire, sospesa e non ha nulla a che fare con la così detta “morte cerebrale”. E’ chiaro che l’obiettivo normativo, ha voluto ottimizzare il campo degli stati di “perdita di coscienza” rilevanti ai fini delle DAT per evitare arbitrari sconfinamenti abusivi che includessero anche altre situazioni patologiche come i comi o le demenze. Detto questo, il nostro Parlamento ha dato un chiaro segnale pro vita approvando un testo che ha allontanato qualunque tentazione di introdurre con le DAT il c.d. diritto di morire. Di certo quel che rileva è la concreta possibilità da parte del dichiarante, di rifiutare trattamenti terapeutici sproporzionati, contrari al comune senso di dignità. In tal senso il dichiarante, ai sensi dell’art. 3 comma 1, può esprimere “orientamenti e informazioni utili per il medico” che in adesione alla Convenzione europea di medicina del 1997 (OVIEDO) li prenderà in considerazione, motivando le sue opportune decisioni terapeutiche in base a due principi fondamentali: il principio di proporzionalità – precauzione e prudenza – e il principio dell’inviolabilità della vita e di tutela della salute. Naturalmente, si evince che il rapporto tra medico e paziente è regolato fortemente da un altro principio portante, quello del consenso informato, alla base dell’alleanza terapeutica assolutamente necessaria per un dialogo corretto e informato al rispetto della dignità della persona. Pertanto la legge consolida ciò che finora era stato solo una prassi e cioè che il paziente cosciente e consapevole debba obbligatoriamente essere informato sui trattamenti e sugli interventi che può subire per poter esprimere il suo consenso. Senza il quale i trattamenti, non potranno avere alcuna applicazione, tranne che il paziente si trovi in una situazione di emergenza che lo esponga ad un rischio grave. Per una puntuale comprensione del testo e al fine di fugare equivoci, va precisato che la dichiarazione anticipata, appunto perchè decontestualizzata rispetto all’eventuale verificarsi dell’evento patologico o traumatico, non può in nessun caso vincolare la volontà del medico, al quale resta la libertà di decidere caso per caso, la giusta terapia da somministrare. Infatti il medico, deve agire secondo la sua scienza e coscienza, tenendo nel dovuto conto sia il diritto positivo che le regole di pratica medica e della deontologia. A questo punto come afferma Laura Palazzani, vivendo in una “società sempre più convinta che la dignità dell'uomo sia legata alla sua consapevolezza di sé e alla sua capacità di autonomia, mancando le quali è possibile decidere in modo arbitrario cosa fare di quel corpo” dovremmo anche chiederci quale dovrebbe essere il ruolo del medico e soprattutto della scienza e della tecnica. E prima ancora dovremmo interrogarci sul concetto giuridico di salute valutato dall'art.32 della nostra Costituzione. Non potendo approfondire questi vasti argomenti in uno stesso articolo e per non abusare della vostra attenzione vi rimando al prossimo articolo.
Ma prima, vi lascio con un pensiero di uno scienziato notissimo nel mondo, Leon Kass: “tra le finalità intrinseche dell’agire medico, rientra senza dubbio il dovere di ottimizzare il fine della salute, attraverso il raggiungimento della guarigione. Così “credo” - continua lo scienziato - “nella scienza, credo nella tecnologia, credo nella medicina” e “contemporaneamente vedo che alcune tecniche uniformano gli esseri umani ed estendono un controllo pericoloso sul nostro corpo e le nostre vite”.
Dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di ricerca in BIOETICA
U.C.S.C. Roma
Supercoppa al Milan
Sabato scorso era in palio il primo titolo della stagione calcistica. Milan - campione d'Italia - ed Inter - vincitrice della Coppa Italia - si sono contese la super coppa italiana, in una cornice inusuale per un derby. Pechino è stato il terreno inedito per un derby; forse una super coppa italiana avrebbe dovuto svolgersi in terra nostrana, considerando pure il 150°anniversario d'Italia e soprattutto per il rispetto dei tifosi, che hanno evitato una lunga ed onerosa trasferta - 1000 Euro -.
Con lo stadio pieno di cinesi, il derby è iniziato intorno alle 14 italiane. Primo tempo con l'Inter più in palla e col Milan che non riesce a combinare molto a centrocampo. Inter che passa pure in vantaggio con una punizione di Sneijder al 21'. Nel secondo tempo il Milan cambia marcia e comincia a mettere pressione ai cugini, fino al gol del pareggio al minuto 60: Seedorf serve in mezzo per la testa di Ibrahimovic. Sostituzione per il Milan: entra Pato che dopo pochi minuti crea l'azione del vantaggio rossonero. Tiro di Pato, miracolo di Julio Cesar, ma Boateng sfrutta il tap-in e insacca il 2-1. L'Inter non trova la forza di reagire, Eto'o trova la rete ma è in fuorigioco, quindi ecco il triplice fischio dell'arbitro. Il Milan alza per la sesta volta la super coppa italiana.
Le due squadre si sono impegnate al massimo, un derby non si vuole mai perdere, ma la condizione delle due squadre non è ancora perfetta. Certo questo impegno ufficiale servirà agli allenatori per affinare le strategie e, perché no, chiedere degli acquisti ai rispettivi presidenti.
Dal New Age al Next Age: la svolta individualista
Categorie:
religio
Pubblicato da
Andrea Menegotto

di Andrea Menegotto
8 agosto 2011
[La prima parte dell’articolo è stata pubblicata lunedì 1 agosto con il titolo L’illusione del New Age]
Per il grande pubblico affezionato ai temi esoterici che il New Age aveva fatto uscire da circoli ristretti, generalizzandoli e portandoli a livello popolare, allo stesso New Age succede un fenomeno definito da molti esponenti della corrente stessa ─ ma soltanto in Europa continentale ─ come Next Age, il quale rappresenta il passaggio del New Age a una tensione di carattere individualista e la separazione dal suo momento utopistico. Il Next Age può essere così definito come il passaggio del New Age dalla terza alla prima persona singolare: il Next Age ammette
06/08/11
Photo Of The Week N°4 - Il Mare d'Irlanda
Categorie:
Fotografia,
La foto del giorno,
Photo Of The Week
Pubblicato da
Ser Vlad
Bentornati al nostro consueto appuntamento con lo scatto della settimana. La redazione di Frews è in vacanza, ma la vostra rubrica fotografica preferita non si ferma! Oggi, eccezionalmente di Sabato a causa di problemi tecnici al sito, andiamo oltremanica con uno splendido scatto direttamente dalla terra dei folletti e della Guinness: l'Irlanda. Ci farà da guida una mia carissima amica e eccezionale fotografa, Veronica. Non mi resta che augurarvi buon viaggio e buona visione!
Foto: Il Mare d'Irlanda
Foto: Il Mare d'Irlanda
Il mare è da sempre uno dei miei luoghi, nonché soggetti, preferiti. Adoro i suoi colori, il riflettersi del cielo, il rincorrersi delle onde. Lo preferisco nei momenti in cui è poco frequentato, subito dopo un temporale, in autunno, quand’è solitario, selvaggio, burrascoso. Questo scatto è stato realizzato nel luglio del 2008, mentre mi trovavo a Cork, in Irlanda, con la mia vecchia Lumix DMC-TZ3. Già, a quel tempo la compatta digitale era l’estensione naturale delle mie mani, forse non conoscevo nessuno dei nomi tecnici della fotografia, non avevo competenze né grandi strumentazioni, sapevo solo che stare dietro l’obiettivo era una delle cose che più amavo al mondo.
Autore: Veronica
Sono una studentessa del terzo anno di Lingue e Culture per l’editoria di Verona, appassionata di libri, musica, scrittura e, naturalmente, fotografia. Alla domanda “cos’è per te la fotografia?”, che spesso mi viene posta, credo di poter rispondere che lei è vita per me, il mezzo che mi permette di dar forma alle sensazioni, lo strumento con il quale posso documentare, trasmettere un’idea. E’ il brivido che provo nel sentire quel click, il modo di vedere la realtà che mi circonda, il motivo per affrontare una nuova giornata.
Da qualche mese ho aperto un blog in cui pubblico scatti e parole, i nuovi visitatori saranno naturalmente i benvenuti!
Festina Lente
05/08/11
Problemi Tecnici
Pubblicato da
Ser Vlad
Ci scusiamo per i prolemi alla grafica non dipendenti dalla nostra volontà.
Contiamo di risolverli il prima possibile.
Stay Tuned.
La Redazione
Iscriviti a:
Post (Atom)







