11/05/12

Calano le entrate, la gente non gioca neanche più alla lotteria


Entrate tributarie, c’è poco da festeggiare. Il ministero dell’Economia registra con soddisfazione un gettito tributario (88 miliardi) che nel primo trimestre “risulta essenzialmente stabile, pur in presenza di una congiuntura fortemente negativa”. Ma se si sposta la lente d’ingrandimento sull’ultimo mese, indicativo di una tendenza direttamente collegabile ad una stretta fiscale che non risparmia alcun settore, la musica cambia.

30/04/12

Imu: una stangata senza regole

Il Popolo della Libertà, votando il Documento di economia e finanza (Def) ha accompagnato il proprio sì ad una risoluzione che impegna il governo a ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro e da impresa. “Il decollo di una nuova fase della politica economica è anche una delle condizioni per la durata dell'esecutivo” ha ricordato il capogruppo Fabrizio Cicchitto.  Ma il governo che fa? Non solo ha già aumentato a dismisura la pressione fiscale portandola al record del 45,1 per

23/04/12

Crisi: 8300 euro di tasse in più in tre anni!


Quanto ci costerà raggiungere quel pareggio di bilancio che la Germania Federale impone a tutta l'Europa, nella sua assoluta severità, entro il 2014? Se il Governo dei tecnici, come appare molto probabile, deciderà di applicare da settembre due punti in più di Iva, i cittadini dovranno sborsare quest'anno quasi 20 miliardi di euro (19,9 per l'esattezza) di tasse e imposte in più rispetto a quelle versate nel 2011. Un bel salasso, ma non è finita qui.

19/04/12

Dal capitalismo all'economia civile


Immersi in una crisi economica di durata e soprattutto di portata maggiore delle precedenti, vediamo farsi strada l’idea di fondo che per riprendere la via di uno sviluppo economico “sostenibile”, accompagnato dallo sviluppo di una democrazia “matura”, non basterà più chiedere ai politici una migliore qualità degli interventi pubblici ai vari livelli di governo.

18/04/12

Cosa chiediamo a Monti? Anche i cinesi in Italia alzano la voce


E' in atto una vera e propria rivoluzione popolare tramite internet !!!! fate girare, fate girare! cosa chiediamo a Monti? L'europa ci chiede di aumentare l'età della pensione perché in Europa tutti lo fanno. Noi chiediamo, inoltre, di arrestare tutti i politici corrotti, di allontanare dai pubblici uffici tutti quelli condannati in via definitiva perché in europa tutti lo fanno, o si dimettono da soli per evitare imbarazzanti figure.

09/04/12

Italia: tutto questo rigore danneggia le imprese e le famiglie

A fine anno l’Italia rischia di avere il 10% di disoccupati, con il 40% tra i giovani, mentre diventa sempre più insopportabile la pressione fiscale che vede insieme le addizionali locali sulla casa, i rincari di carburanti e bollette che prosciugano il potere d’acquisto e i risparmi delle famiglie. Non c’era bisogno di andare a Seul o a Pechino per comprendere che un Paese come il nostro non potrà sopportare oltre un doppio attacco che colpisce gli immobili e i piccoli patrimoni, da sempre due fondamentali risorse del sistema economico familiare. Lo sforzo del premier nel viaggio intercontinentale è stato il richiamo agli investitori stranieri per venire da noi. Ma perché, in una Italia tanto flagellata dalle tasse, dalla scarsa occupazione, da una improbabile legislazione sul lavoro, le imprese estere dovrebbero investire quando le nostre imprese (almeno quelle che possono) fuggono all’estero? Non pare sufficiente quel proclama di Monti che ha annunciato al rientro “La fine della crisi nell’Eurozona, anche per merito dell’Italia”. Anche se fosse vero, del tutto o almeno in parte, il disagio sociale che stiamo vivendo misura la distanza dei tecnici rispetto alla percezione reale di un profondo malessere.

In fondo si nasconde qui una grande opportunità dei partiti per recuperare credibilità nel riavvicinarsi alla sensibilità dei cittadini. Debbono aiutare il governo nella emergenza, ma evitare che il disagio sociale sommato alle incertezze sul futuro, si trasformi in qualcosa di peggio. In particolare il Popolo della Libertà che rappresenta i moderati, laici e cattolici, riformisti e liberali, può rivendicare il diritto ad una svolta per un’Italia che – per salvarsi in Europa – finisce schiacciata da tasse, disoccupazione e una crescita sempre di là da venire. Il nostro rigore, quello che ci ha salvato da un baratro, non deve rischiare di farci precipitare in un altro. Con realismo e senza troppa malizia, accanto alle difficoltà di Spagna e Portogallo, di Grecia e Irlanda e ormai persino di Olanda e Austria, non si può non notare che una sola “regina” brilla nel continente: la Germania. Noi siamo ai massimi della disoccupazione negli ultimi 12 anni, loro sono scesi al 6,7 e sono riusciti ad aumentare gli stipendi pubblici e privati. I tecnici possono permettersi di non spiegare questo piccolo miracolo che non può avere solo ragioni economiche, noi abbiamo il diritto dovere di farlo.
Di Paolo
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06/04/12

Aiutare le famiglie e le imprese per uscire dalla recessione


La recessione si fa sentire in tutto il Paese e in tutti i settori. Le famiglie sono costrette a risparmiare sempre meno e le imprese registrano ormai pochissimi profitti: in tutti e due i casi, gli indici sono tornati addirittura ai livelli più bassi di 17 anni addietro, ai livelli del 1995. Anche i dati di un osservatorio internazionale prestigioso come l'Ocse, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, confermano che l'Italia è in recessione già dall'ultimo trimestre dello scorso anno. Anzi, quel dato relativo al Pil, il prodotto interno lordo che misura la ricchezza nazionale, è non solo negativo (meno 0,7 per cento) ma addirittura al di sotto della media dei Paesi più sviluppati.
Tutti si aspettano, da un lato, un piano dettagliato e organico per la ripresa dell'economia e, dall'altro, la apertura dei rubinetti del credito alle famiglie e alle imprese che stanno soffocando in modo tale da rimettere in moto produzione e investimenti. Una lunga serie di mozioni e di ordini del giorno al Senato e alla Camera presentata dai rappresentanti del Popolo della Libertà mette in luce l'alto livello di preoccupazione per la stretta del credito. I parlamentari del Pdl lanciano proposte operative. Per esempio, una iniziativa su scala europea perché siano riservate misure "di favore" alle piccole e medie imprese. Oppure, un'altra iniziativa, sempre in tutta Europa, per far sì che vengano liquidati in tempi accettabili alle aziende i crediti dovuti da parte della pubblica amministrazione. Siamo in sostanza di fronte al tentativo di passare questo problema rovente, e non ancora risolto in Italia, nelle mani dell'Unione Europea, in nome non solo ed esclusivamente del rigore ma anche della crescita e dello sviluppo.

All'Europa si fa ricorso anche per chiedere che le banche siano liberate dall'obbligo di calcolare i titoli di Stato in loro possesso al prezzo di mercato e non a quello di acquisto oppure al valore nominale. In questo modo si potrebbero avere più risorse a disposizione del credito alle imprese. E l'iniziativa è ancora più importante se si pensa che l'anno scorso, annata nera, i primi tredici gruppi bancari del nostro Paese hanno segnato perdite per 26 miliardi di euro.

Purtroppo abbiamo davanti agli occhi l'esempio della Spagna che è stata sospinta dalla recessione nella spirale di una crisi sempre peggiore. Tanto che la disoccupazione ha superato abbondantemente il venti per cento, mentre la produzione industriale langue e crolla la fiducia nel futuro. In Italia gli indici sono molto migliori e la nostra struttura è più solida ma resta il problema degli investimenti praticamente bloccati. E senza nuove iniezioni di liquidità non si creano nuove occasioni di lavoro.

Molti pensano che i tempi siano ormai ridotti: se non si interviene al più presto con un piano di grandi opere o di progetti pubblici locali su scala nazionale, se non si rimette in moto il circolo virtuoso dell'economia, avremo nuovi problemi sui mercati finanziari, nonostante la politica di rigore. Le avvisaglie vengono già dalla risalita costante dello "spread" dei titoli di Stato italiani verso quelli tedeschi.

Di Paolo

20/03/12

Prime tasse in arrivo. Casa: da bene rifugio a bene stangata

Da bene-rifugio a bene-stangata. Si fanno i primi conti della nuova tassa sulla casa (Imu). Sono 13 le giunte di grandi città (da Roma a Bologna) che hanno finora deliberato aumenti rispetto alle aliquote standard fissate dal governo e c’è già un buon motivo di allarme per l’impatto sui bilanci dei cittadini e delle famiglie.

16/03/12

Mi dichiaro pubblicamente colpevole di...possedere una seconda casa

Mi dichiaro colpevole e con l'aggravante della premeditazione! Certo, in questa italietta governata da figure più legate alla mitologia che al mondo reale non ci si può che aspettare una guida della nazione a dir poco “fantastica”! Ma non il fantastico che crea ammirazione e stupore, piuttosto frutto di una fantasia a dir poco contorta.

09/03/12

Grilli, a Ballarò, conferma: IVA al 23% a partire dal 1 Ottobre

Un paio di sere fa a Ballarò, il vice ministro dell'economia, Vittorio Grilli, ha confermato che dal primo di ottobre l'aliquota IVA verrà innalzata al 23%.

Ce l'avevano anticipato, nessuna sorpresa quindi, tanto meno per chi mi legge qui su Frews, sono infatti mesi (per non dire anni) che continuo a lamentarmi di questa inadeguata politica economica basata sul "tamponare" e "raschiare" ad oltranza! Il problema è che più si va avanti e più la situazione diventa preoccupante! Infatti credo che non occorra essere professori della Bocconi per capire che è come un cane che si morde la coda! Infatti più "raschi" (ad esempio aumentando l'IVA) più sono soldi che entrano nelle casse dello Stato (anzi no, sono soldi che servono per pagare i debiti dello Stato e quindi entrano nelle casse delle banche e delle finanziarie) e più sono soldi che NON entrano nell'economia reale! Pertanto in una situazione di recessione e di contrazione economica non produrranno altro che ulteriore contrazione e recessione! Ma più l'economia reale si contrae, più i soldi che entreranno nelle casse dello Stato saranno meno e quindi lo Stato dovrà ulteriormente "raschiare"! Io non vedo uscita da questo tremendo circolo vizioso! E non vedo come possa essere favorita la "ripresa", la "crescita" tanto acclamata dal nostro attuale presidente del consiglio.
Infatti dopo un 2011 che si è concluso in recessione, i dati di gennaio non sono certo confortanti, infatti la nostra produzione industriale in gennaio ha subito un -2,5% (mese su mese) e un -5% (variazione anno su anno) rispetto alle previsioni che erano decisamente più ottimistiche: rispettivamente +1,2% e -1,8%.

Io vedo, sempre e solo, un voler trovare espedienti per tamponare il problema e guadagnare ulteriore tempo...ma poi?
E ben chiaro che non si può andare avanti all'infinito a tamponare per guadagnare tempo e più il tempo passa più la situazione diventa sempre più pericolosa con conseguenze che possono essere sempre più tragiche.

manuel

02/03/12

BCE: immissioni di liquidità che servirà per famiglie ed imprese


Il nocciolo della questione che si discute tra i Paesi membri dell'Unione Europea e' l'aumento delle risorse al cosiddetto Fondo salva-Stati, quel fondo destinato alla solidarietà verso chi e' già in crisi oppure rischia di entrarvi presto. Un punto difficile da digerire per la Germania Federale che spera invece in un impatto positivo delle politiche di rigore, tale da rendere inutile l'esborso di altri eventuali e futuri finanziamenti dalle casse tedesche.

La consueta disputa comprende anche una sempre più forte pressione verso la politica dello sviluppo da parte di una serie di Paesi tra i quali l'Italia, la Gran Bretagna e la Spagna, determinati a puntare sul rilancio delle imprese e dei servizi. Su questo sfondo, il governatore della Banca Centrale Europea ha lanciato un prestito davvero maxi e superiore a tutte le attese, per 530 miliardi di euro, alle banche.

Questa gigantesca iniezione di liquidità sul mercato dovrebbe avere, nelle speranze, almeno due effetti positivi. Da un lato, favorire la tanto sospirata riapertura dei rubinetti del credito bancario verso le famiglie e verso le imprese; dall'altro lato, rendere più agevole l'acquisto di titoli di Stato sui sempre turbolenti mercati finanziari. Alle banche italiane, e' questo il dato, sono andati quasi 140 miliardi di euro, quasi un terzo del totale, suddivisi tra Intesa San Paolo, Unicredit, Ubi Banca, Monte dei Paschi, Banco Popolare, Mediobanca.

Non solo e' da registrare in maniera positiva la grande boccata d'ossigeno per gli istituti bancari, ma anche la ricomparsa, tra quanti hanno approfittato del maxi prestito, delle banche di medie e piccole dimensioni.Si sta tornando verso la normalità nella erogazione del credito? Possono sopratutto tornare a sperare le piccole e le medie imprese di casa nostra costrette ad una fase di quasi asfissia? E possono allo stesso tempo cominciare a vedere meno scuro quanti hanno contratto mutui? Sono queste le domande che si fanno i cittadini, di riflesso ai grandi eventi della politica europea. E sono anche le domande alle quali oggi più di prima devono dare risposta quei partiti, come il Popolo della Libertà, che con i loro elettori hanno conservato un saldo e forte legame anche al tempo del Governo dei professori.

Di Paolo

29/02/12

I tassi di Btp italiani e spagnoli scendono. Merito di Monti, vero?

AGGIORNAMENTO DELLE 13:30
Questa ANSA di poco fa è ulteriore dimostrazione di come la situazione in Spagna (e in Grecia) sia veramente brutta: Deficit Spagna 8,5% (contro previsione 6%) www.ansa.it/...

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E' da un po' che non scrivo più post di economia, perché nella realtà sono un po' stufo, in quanto le cose sono sempre uguali e purtroppo nonostante i bei finti discorsi dei politici non cambia assolutamente nulla. Non si tenta minimamente di cambiare questo sistema con le fondamenta sempre più marce, ma si pensa solo a tamponare per tenerlo in piedi.
Ultimamente i tassi dei buoni del tesoro italiani e spagnoli sono scesi molto! Ma spero proprio, cari lettori di Frews, che non vi siate bevuti le favolette che politici, quotidiani e telegiornali ci raccontano!
Infatti non c'è affatto nessuna ripresa, tranne la ri-presa per il sedere, ma quella c'è sempre stata! La Grecia continua sempre più a peggiorare, il Portogallo segue a ruota il rischio di contagio è sempre altissimo e l'economia Spagnola e Italiana sono sempre più in contrazione...ma allora perché diavolo continuano a scendere i bond? Non credo proprio che il motivo sia perché se ne è andato Berlusconi ed è arrivato Monti, anche perché Berlusconi non governava mica anche la Spagna!
Uno dei motivi è molto più semplici: il LTRO!
Cosè il LTRO? Semplice un sistema di tamponamento inventato dalla BCE! Per dare nuova liquidità alle Banche che possono così continuare a fare speculazioni, così il sistema viene pompato ulteriormente e sta in piedi! Funziona così...le banche hanno dato titoli "a rischio" alla BCE (Banca Centrale Europea, NdR), in cambio la BCE da liquidità con il tasso (ridicolo) del 1%, ma alle banche non importa: si tolgono il rischio e hanno nuova liquidità per poter fare nuove speculazioni e comprare nuovi buoni di stato, come ad esempio quelli Italiani e Spagnoli che così ovviamente calano di interesse! La foto sopra riporta spiega invece il funzionamento del LTRO in modo sarcastico, e purtroppo non troppo irreale.
Per approfondire il funzionamento del LTRO, vedere qui: http://intermarketandmore.finanza.com/ltro...
Il LTRO è stato istituito a Dicembre con un importo di 500 miliardi di euro...ma oggi l'amico Stefano Bassi, ci racconta del LTRO II, oggi infatti è stato approvato la BCE darà altri 500 miliardi di euro alle banche (529,53 per la precisione)...e così il castello di sabbia rimane egregiamente in piedi. Chi se ne importa se la scommessa diventa sempre più pesante, sempre più pericolosa, tanto se si perde la scommessa, si sa bene chi dovrà pagarla (vedasi sempre foto in copertina).
Per approfondire il LTRO II leggi qui: http://www.ilgrandebluff.info/...

manuel

16/02/12

Il Prof. Monti scopre nuove teorie economiche: la crescita recessiva!

Mi sono sempre lamentato dei politici di una volta, quei famosi personaggi che parlavano nel loro idioma incomprensibile che fu definito "il politichese". Ricordo ad esempio le celeberrime "convergenze parallele" presenti nei discorsi dei politici degli anni '60, ricordo centinaia di discorsi incomprensibili da parte di "grandi" personaggi che hanno fatto la storia della politica italiana, come ad esempio Spadolini, La Malfa, Berlinguer, che riuscivano a tenere discorsi veramente accattivanti, con paroloni che vibravano nell'aria ma che nessuno riusciva mai a comprendere.
Ma oggi c'è il nuovo, oggi c'è il cambiamento, infatti l'attuale governo non è più composto da politici ma da tecnici! Quindi probabilmente il "politichese" ha lasciato spazio al "tecnocratese", una lingua che è ovviamente comprensibile solo dai "tecnici" e non da noi comuni mortali. E così, io non essendo né tecnico né professore della Bocconi, nonostante i miei inutili e patetici sforzi, certe espressioni e certe definizioni non potrò mai riuscire a comprenderle. Parlo del concetto di "crescita recessiva" udita stamattina alla radio. Concetto esposto appunto dal Professor Monti durante una conferenza stampa dopo la sessione plenaria del Parlamento Europeo; ecco le sue testuali parole:

"Se ci sono previsioni di crescita più recessive del previsto questo non ci induce a prendere ulteriori misure per il consolidamento del bilancio"

Previsioni di crescita più recessive! Ammetto la mia enorme ignoranza, io ho infatti sempre pensato che la recessione (nella quale ci troviamo da mesi) fosse l'esatto contrario della "crescita"...invece no, dalle parole del professore sembra proprio che esista la "crescita recessiva", che esista un'Italia dove, nonostante il PIL negativo del 4o trimestre 2011 e la previsione di PIL negativo anche per il 2012, possa comunque esserci una crescita economica.

Io mi sento preso in giro, penso infatti che non sia stato fatto nulla di concreto per favorire una reale crescita economica, penso che siamo in una profonda recessione e dall'altro canto che la "macchina stato" sia sempre più grossa e affamata e che occorreranno sempre più "raschiamenti" che dovranno essere obbligatoriamente ottenuti prelevandoli, in un modo o nell'altro, con le buone o con le cattive, dalle tasche degli italiani! Ma probabilmente tutti questi miei concetti non sono altro che timori infondati generati dalla mia ignoranza da "non-tecnico".

Infine mi sovviene l'ennesimo e ultimo dubbio: non è che il Professor Monti, un po' geloso del sermone di Don Celentano al Festival, abbia voluto chiarire chi sia il vero e unico messia e quindi con questo intervento abbia voluto trasmetterci un profondo concetto religioso: che anche in periodi di recessione economica ci può comunque essere una crescita...spirituale?!?

Che bello sapere che i nostri politici (ops, tecnici) si danno oggi da fare per compensare le carenze di preti e frati e ci aiutano e ci sostengono per favorire una nostra crescita (spirituale) personale per condurci verso una vita (nell'Aldilà) migliore.

Sia lodato il Professor Monti!

15/02/12

Se crolla il governo Greco crolla tutta l'Europa

E' significativo il voto con cui il Parlamento ellenico ha dato il via libera all'ennesimo piano di sacrifici imposto dal mondo (Ue, Bce e Fmi), in cambio di altri aiuti (145 miliardi di euro), al di là delle gravissime manifestazioni di protesta che hanno messo a ferro e fuoco la capitale ellenica. E' stata una drammatica domenica di disordini e incidenti nella bufera di un terribile inverno meteorologico e metaforico, ma un risultato è stato raggiunto con il via libera all'ultima bombola d'ossigeno per consentire ad Atene di uscire finalmente dal baratro. Ci auguriamo tutti che basti perché, a prescindere dalle simpatie di ciascuno di noi per la Grecia, c'è un grande rischio: se crolla il governo Papademos può crollare tutta l'Europa e l’Italia tornerebbe nel mirino della speculazione.

E' vero che non siamo la Grecia e che gli sforzi da noi compiuti nell'ultimo anno dai governi Berlusconi e Monti stanno già dando i primi risultati, ma dobbiamo essere, comunque, consapevoli del fatto che il nostro risanamento non può prescindere dall'ipoteca europea. Già oggi siamo in una situazione così difficile perché i poteri forti di Bruxelles (leggi: Merkel, innanzitutto) hanno ritardato i soccorsi internazionali e hanno, poi, concesso linee di credito con interessi così elevati che Atene non è in grado di pagare.

Cosa succederebbe, a questo punto, se i nuovi aiuti non fossero ancora sufficienti per evitare il default greco? Cadrebbe davvero tutto: l'euro e l'intera impalcatura monetaria messa in piedi in modo troppo affrettato. Sarebbe un disastro terribile, e in prima fila, a pagarne le conseguenze, si troverebbe anche la Germania che è il Paese commercialmente più attivo nell'eurozona. Come spiegare, allora, la miopia della cancelliera di ferro? La ragione è semplice: gli investitori di tutto il mondo (banche tedesche in primis), dovranno procedere - in cambio dell'ultimo piano di austerità varato dal Parlamento ellenico - al taglio volontario di almeno il 50% del valore nominale dei bond emessi da Atene. Un taglio già previsto, ma per ora solo sulla carta.
Di Paolo

13/02/12

Evadere le tasse è peccato ed a volte genera scandalo

“Evadere le tasse è peccato”. I Vescovi italiani, attraverso il loro presidente, Cardinale Angelo Bagnasco, fanno sentire forte e chiara la loro voce su un tema tanto importante e delicato quanto scomodo come il fisco, non sempre sufficientemente affrontato con la dovuta durezza e schiettezza. Finora era sembrato che equiparare il non pagare le tasse al rubare fosse un'esagerazione, fuori luogo persino nelle chiese. Ci ha provato qualche prete coraggioso, suscitando non pochi fastidi tra i suoi fedeli, alcuni dei quali hanno addirittura preferito cambiare parrocchia piuttosto che sentirsi in colpa e fare una sosta al confessionale con un peccato in più da farsi perdonare.
Ora però la condanna viene dall'alto, e non si può far finta di niente. Anzi si spera che dai pulpiti si alzi qualche altra voce a richiamare anche i credenti all'adempimento di un dovere che chiama in causa bene comune e coscienza. Le pubblicità governative, che stanno andando in onda in queste settimane, nella loro apparente “scorrettezza” dicono una verità: non pagare le tasse è rubare alla società, è sottrarre soprattutto a chi ha meno e che viene più penalizzato dalla carenza di servizi che lo Stato non può garantire perché non ha soldi. Non a caso il premier Monti ha detto di recente che “chi oggi evade le tasse reca danno ai concittadini e offre ai propri figli un pane avvelenato”.
Nell'ampia prolusione con la quale lunedì 23 gennaio ha aperto i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, il Cardinale ha affrontato diversi temi, soffermandosi non poco sulla crisi che, pur nella sua drammatica gravità, può divenire comunque un'occasione. “Per certi versi questa - ha infatti detto - è una stagione propizia per imprimere allo Stato e alla stessa comunità politica strutture e dinamiche più essenziali ed efficienti, lontane da sprechi e gigantismi. Per cooperare attivamente con il Governo a riequilibrare l'assetto della spesa in termini di equità reale, e metter mano al comparto delle entrate attraverso un'azione di contrasto seria, efficace, inesorabile alle zone di evasione impunita, e ai cumuli di cariche e di prebende. La Chiesa - ha aggiunto Bagnasco - non ha esitazione ad accennare questo discorso, perché non può e non deve coprire auto-esenzioni improprie”.
“Evadere le tasse è peccato”, ha quindi detto il presidente dei Vescovi italiani. Aggiungendo: “Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo”. Il Cardinale si riferisce a quelle strutture ecclesiali soggette all'Ici che attraverso sotterfugi contabili evitano il balzello. Ma il richiamo è generale: pagare le tasse è un dovere di tutti, e i cristiani in particolare dovrebbero avvertire più di altri il valore del gesto. Non è che ci si debba spingere ad affermare, come fece tempo fa un economista, che “pagare le tasse è bello”, ma prendere coscienza del fatto che farlo, pur significando un sacrificio, è un imperativo morale oltre che impegno di civiltà dovrebbe essere un dato acquisito. E del resto il sacrificio stesso sarebbe molto inferiore e quindi meno pesante se più equamente suddiviso.
Solo così non dovremmo più far finta di meravigliarci ogni qualvolta ci viene ricordato che un dentista, un gioielliere o un ristoratore dichiarano all'erario meno di un operaio.

07/02/12

Il posto fisso è monotono. Dillo ai 15'000 ex-dipendenti statali greci.

Oramai è sempre più un dato di fatto inconfutabile che il posto fisso sia monotono. Infatti dopo avercelo spiegato il Professore anche tutti i suoi collaboratori insistono in questi giorni con dichiarazioni analoghe. Il ministro Cancellieri accusa infatti noi italiani di "essere fermi come struttura mentale al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà" e la Fornero afferma che "promettere il posto fisso è un'illusione". Almeno questa seconda dichiarazione mi appare decisamente più sincera e onesta della altre.
Spero che il nostro esimio Professor Monti o qualcuno dei suoi ministri non andranno in vacanza in Grecia nei prossimi anni, perché ho paura di come potrebbero reagire, sapendo di certe dichiarazioni, quei 15'000 dipendenti statali che il governo ellenico ha deciso di lasciare a casa!
Ragazzi non stiamo parlando della Siria, dove quotidianamente leggiamo di decine di morti ma ci vogliamo sempre illudere che sia una cosa lontana che non ci tocca! Qui stiamo parlando di uno Stato europeo, dove negli ultimi 2-3 anni i governanti raccontavano che con una serrata lotta all'evasione fiscale e qualche sacrificio, qualche manovrina correttiva, le cose si sarebbero sistemate. Non cogliete una certa analogia con dichiarazioni di qualche politico italiano (no scusate, sono tecnici, non politici) di nostra conoscenza? E dopo tutti i sacrifici che lo Stato ellenico ha chiesto ai propri cittadini in questi due ultimi anni, ora 15'000 dipendenti statali si troveranno a spasso! Come potrà mai rialzarsi la Grecia con la disoccupazione che cresce sempre più, con servizi (visti i tagli) che peggioreranno sempre più e con una economia sempre più in recessione? E come pensate che potranno reagire queste 15'000 persone?
Fino ad ora la BCE è riuscita a tamponare che il pessimismo si diffondesse nel resto dell'Europa e che anche titoli Italiani e Spagnoli cominciassero a schizzare alle stelle. Per fare questo sono stati dati aiuti alle banche e la BCE ha comprato a tutto spiano titoli di stato italiani per fare abbassare i tassi (e il famoso spread). Ma ci rendiamo conto che siamo sotto ricatto? Le cose continuano inesorabilmente a peggiorare (vedasi tasso di disoccupazione italiano e previsioni di PIL negativo per 2012 e 2013). Ovviamente ad un certo punto Bruxelles chiederà piani di "austerity" sempre più seri e consistenti (come hanno fatto e stanno facendo con Grecia) perché altrimenti ci chiuderanno i rubinetti. E a quel punto, visto che il Professore & Company considerano il posto fisso quasi peggio di una malattia mentale, quanto credete che impiegheranno a lasciare a casa qualche decina di migliaia di dipendenti pubblici? Manno io sono un catastrofista, l'Italia non è come la Grecia, Papandreou era un imbecille come Berlusconi, non era di certo un professore bocconiano! Io faccio del "terrorismo mediatico", non c'è nulla di cui preoccuparsi, il nostro Professor Monti è serio e preparato e con le liberalizzazioni che il nostro governo ha appena varato l'economia sta sicuramente già decollando, le previsioni saranno riviste e il PIL del 2012 sarà minimo +5%. Dormite quindi pure sonni tranquilli, voi che riuscite ancora a credere alle favolette che ci raccontano.

C'è comunque sempre il rovescio della medaglia e la perdita di un "posto fisso" può anche trasformarsi da tragedia in liberazione, leggete ad esempio la storia di Danilo: http://www.frews.it/...
La differenza è che se certe parole le leggiamo da chi il posto di lavoro lo ha perso veramente (come Danilo) è un conto, leggerle invece da chi ha contribuito a creare e sviluppare questo sistema dà invece veramente fastidio.

manuel

31/01/12

Soldi nascosti nel reggiseno, nelle suola delle scarpe e viaggi in bicicletta

65 mila euro nascosti tra reggiseno rosso, suola delle scarpe e sellino della bicicletta che stava pedalando faticosamente sulla salita verso San Marino, "terra delle libertà".
Presa, sequestrati 55 mila euro, ed ora per lei un processo civile ed anche penale!
La bicicletta gliela hanno lasciata però, così è potuta tornare a casa e magari la prossima volta proverà a portare illegalmente i suoi risparmi all'estero inserendoli tra la camera d'aria e la ruota davanti: l'importante è non frenare.
Che il governo di Dracula Monti faccia paura ne ha lungamente parlato qui si Frews il nostro ottimo Manuel segnalandoci prima di tutti, ed anche prima di Equitalia, movimenti di capitali verso l'estero, in particolare di lingotti d'oro verso la Svizzera.
Certo, la domanda viene spontanea: dove avrebbe nascosto i lingotti d'oro la sinistra? Siate meno spontanei nella risposta, per favore, che ci leggono anche i minorenni!
Che cosa ci si inventa per sfuggire al fisco! Chissà quanti altri invece sono riusciti a farla franca raggiungendo le banche di San Marino ma una domanda allora sorge a me immediatamente: dove erano nascoste queste famigerate banconote da 500 euro? Non che sia interessato all'argomento: non ho nè soldi né bicicletta, era solo per una curiosità professionale.

30/01/12

L'effetto domino prosegue. E la fine dell'Euro appare sempre più vicina.

Per chi segue con regolarità Frews, di certo questa notizia non sarà sorprendente.
Infatti è da parecchi mesi che parliamo di "effetto domino" e che raccontiamo di come la vita della moneta unica europea, l'Euro, sia appesa ad un filo sempre più sottile.
Ogni giorno che passa, la situazione diventa sempre più critica, nonostante ciò finora si è sempre riuscito a tamponare, ma per quanto ancora si riuscirà a farlo?
Le tensioni infatti aumentano sempre di più, in modo esponenziale. La Grecia sta "patteggiando" in questi giorni un accordo con gli investitori privati per quanto e come verranno rimborsati i buoni del tesoro (si parla che rimborseranno al massimo un 30%). E nel frattempo la situazione negli altri Stati a rischio, peggiora sempre di più. Abbiamo un Portogallo che prestissimo dovrà seguire la medesima strada della Grecia, pensate infatti che oggi i Btp portoghesi decennali hanno raggiunto il tasso del 17%!
Guardate la classifica del momento di chi è maggiormente esposto con il Portogallo (in ordine decrescente:
Spagna: 88,46 bilion $
Germania: 35,85 bilion $
Francia: 25,66 bilion $
UK: 25,44 bilion $
US: 5,23 bilion $
Italia: 3,93 bilion $
ecc.

Potete quindi ben immaginare cosa significherebbe aggiungere alla Grecia anche il "default" del Portogallo!
Le voci di un ritorno alla Dracma da parte della Grecia si fanno sempre più consistenti, sebbene sorga spontanea una domanda: l'Europa e la BCE permetteranno mai alla Grecia di tornare all'Euro o preferiranno mantenerla sotto ricatto ancora per un bel po'? E se la Grecia tornerà alla Dracma, il Portogallo sarà costretto a fare altrettanto?
E in Irlanda, Stato in cui la cui situazione non è molto più rosea degli altri due stati sopracitati, si parla seriamente di voler indire un referendum sulla unione fiscale europea e il Ministro irlandese dichiara che sarà veramente difficile per l'Irlanda restare nell'Euro se il voto del referendum rifiuterà l'unione fiscale.

Nei famosi PIIGS (per chi si fosse perso le puntante precedenti, ricordo che si tratta dell'acronimo costituito dalle iniziali degli stati "maiali") mancano all'appello poi Spagna e Italia due nazioni "colosso" di cui non ci si potrebbe assolutamente permettere un "fallimento" anche controllato come si sta tendando ora con Grecia. E così nonostante le pessime condizioni economiche di questi due Stati per il momento con vari escamotage (come la BCE che continua a comprare Btp) si riesce a tamponare la situazione e mantenere una parvenza di situazione sotto controllo. Ma fino a quando si riuscirà a contenere questo "effetto domino"?
Intanto nonostante le pesanti manovre da parte della Svizzera, l'Euro, ovviamente, si indebolisce di nuovo e torna a 1,20 rispetto al franco. Chissà come mai? Forse non sono il solo a credere nell'effetto domino?

Le cose procedono quindi come da copione; peccato che quasi nessuno (a parte qualche blog di informazione seria e indipendente) vi stia raccontando queste cose, ma al contrario ci ritroviamo un Presidente del Consiglio che ci vuole convincere che con la ridicola manovrina fatta in Dicembre, con le liberalizzazioni e con la lotta all'evasione fiscale, l'economia ripartirà! Peccato che tutte le fonti sono concordi nel prevedere per il 2012 una diminuzione del PIL, il che significa RECESSIONE! Altro che crescita! mi stupisce la cosa perché un professore della Bocconi dovrebbe ben capire la differenza tra un numero positivo e uno negativo. Ma forse quando alle elementari spiegavano i numeri razionali il Professor Monti era a casa ammalato?
Ovviamente lungi da me il voler dare tutte le colpe al Professore, non è certo colpa sua se oggi ci ritroviamo in questa situazione, però potrebbe almeno avere il coraggio di ammettere come stanno veramente le cose e avere la decenza di evitare di usare certi termini come "ripresa" e "equità"!

GUARDATE QUESTO VIDEO tratto da un grandissimo film, direi quasi profetico: http://www.youtube.com/watch?v=Dq803I4pyw8

"mi sono reso conto che ne facciamo tutti parte...e siamo tutti intrappolati..."

manuel

28/01/12

“Semplificare il fisco” non significa di fatto aumentare le tasse

Liberalizzazioni, mercato del lavoro, semplificazioni: non passa giorno senza che il governo faccia annunci e promesse. Di certo finora c’è la dura manovra di dicembre, con la reintroduzione dell’Ici e l’aumento delle tasse.
In questa strategia comunicativa si inserisce oggi un nuovo fronte che riprendiamo dal Corriere della Sera:

27/01/12

Lotta all'evasione: un successo del precedente governo Berlusconi


Nel 2011 sono stati scoperti 60 miliardi sottratti al Fisco, un record che nella lotta all’evasione e alla criminalità economica non ha precedenti in Italia. Peccato che l’intervista con la quale il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Nino Di Paolo, dà conto di questi straordinari risultati, tutti a credito del governo Berlusconi, venga confezionata dal Sole 24 Ore per forgiare una medaglia al merito (anzi, una patacca) che viene appuntata sul petto del governo Monti, che ha soltanto due mesi di vita, con una titolazione intrigante quanto ingannevole: “Mercati e manovra- Clima cambiato, antievasione più forte”.
Nella sua intervista il generale Di Paolo ricorda che l’ultimo pacchetto votato dal parlamento a dicembre (quello con l’abbassamento a mille euro dei pagamenti in contanti) “ha completato il quadro, ma non eravamo all’anno zero: lo dimostrano i risultati conseguiti nel 2011”. Ed eccoli i risultati ottenuti con gli strumenti, le regole e la rete di accertamenti messi in piedi dal governo (il nostro governo) in questi anni che hanno fatto registrare una crescita esponenziale delle somme recuperate all’Erario.
• Ricavi non dichiarati e costi non deducibili pari a 50,6 miliardi
• Iva evasa per 8,2 miliardi
• Il 96% dei rilievi della Finanza si sono tradotti in avvisi di accertamento e nel 10% dei casi in integrale adesione ai verbali di constatazione, con rinuncia dei contribuenti al contenzioso e conseguente pagamento del dovuto
• Scoperti migliaia di “finti poveri” che, risultando “meno abbienti”, percepivano indebitamente prestazioni sociali
• Nel solo bimestre ottobre-novembre è stata intercettata alle frontiere valuta in fuga per dieci milioni, con 474 infrazioni accertate
• Negli ultimi due anni la sua Guardia di Finanza di Como ha sequestrato 145 milioni di euro in denaro o titoli
• Oltre 11mila soggetti sono stati denunciati per aver incassato indebitamente 600 milioni di provvidenze pubbliche
• Sono stati individuati danni erariali per oltre due miliardi, con frodi alla spesa sanitaria per 280 milioni di euro.
Fin qui i dati sommari citati dal comandante della Guardia di Finanza. Testimonianza dei grandi successi del governo Berlusconi nella lotta all’evasione. Attribuirne il merito ad altri è non soltanto avventuroso, ma bugiardo. Cattiva informazione.
Di Paolo