30/03/12

Non c'è 2 senza 3. Ora anche la Camera potrebbe riconoscere le coppie gay


E’ proprio vero, non c’è due senza tre. Dopo il rimbrotto della Cassazione al Parlamento sulla necessità di equiparare le coppie gay a quelle etero e la sentenza del tribunale di Reggio Emilia, che aveva concesso a un cittadino omosessuale nato in Uruguay, e sposato con un italiano in Spagna, il permesso di soggiorno per rincongiungimento familiare, ora la Camera potrebbe fare altrettanto. Ovviamente senza nessuna ratifica da parte dell’Aula. Il misfatto, o storia, ognuno lo definisca come vuole, è il seguente: la Camera potrebbe estendere l’assicurazione sanitaria di Anna Paola Concia anche alla moglie della parlamentare del Pd, Ricarda Trautmann (sono sposate con rito civile in Germania, ndr), equiparando di fatto coppie etero e coppie gay. La storia dura da quattro anni, quando la deputata del Pd, che allora non era ancora sposata, presentò la richiesta. Richiesta che non ha mai ricevuto risposta in questi anni, durante i quali, ha denunciato la Concia, è stata invitata anche a lasciar perdere, visto il momento di forte antipolitica. Nulla da fare, però. L’esponente del Pd, in maniera determinata, ha voluto proseguire la sua battaglia, fino a che il suo caso non è finito sul tavolo di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, dicono le voci di corridoio, avendo preso molto a cuore la questione, lo ha portato all’attenzione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio. (Strano, proprio lui nel 1998, durante una puntata del Maurizio Costanzo Show, disse testuali parole:”Lo so, ora l’intelighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro. Un conto è affermare che non è giusto discriminare la gente per motivi religiosi, razziali, etnici o sessuali, ma cosa diversa è stabilire per legge che una coppia di gay deve avere gli stessi diritti di una coppia normale. Perché l’omosessualità non si può considerare una cosa normale”).

Ma è proprio qui che il progetto di Fini, che sa molto di populismo, si è infranto. Qualcuno - chi non è dato saperlo - si è opposto alla richiesta della Concia e all’appoggio del Presidente della Camera. “E’ una richiesta politica per creare un caso proprio adesso”, avrebbe detto il misterioso oppositore, asserendo anche che sarebbe necessaria “una legge sulle coppie omosessuali”. Nulla da fare, dunque. Almeno per il momento, perché l’ufficio di Presidenza della Camera tornerà a riunirsi la prossima settimana per esaminare nuovamente il caso. Ed è proprio lì che vedremo quanto coraggio avrà la nostra classe politica nel respingere la richiesta o quanta coerenza avrà nell’accettare quello che si configurerebbe come un privilegio nel privilegio.

Non tutti sanno, infatti, che l’amministrazione della Camera è indipendente rispetto allo Stato. Tradotto: la Camera ha uno statuto proprio, delle regole proprie, un bilancio proprio che può modificare a proprio piacimento senza il bisogno di un voto Parlamentare (qui nasce la contraddizione del misterioso oppositore). E’ ovvio, però, che se la decisione dovesse andare nella direzione della Concia, fortemente auspicata anche da Gianfranco Fini, si potrebbero aprire scenari a dir poco inquietanti. Se non altro due motivi: qualunque giudice (lo farebbero comunque anche senza il bisogno di una decisione positiva dell’ufficio di Presidenza della Camera) potrebbe considerare questa decisione un precedente, rafforzando così la posizione di tutti coloro che si precipiterebbero da lui per vedere riconosciuti i proprio ‘diritti’. Non solo. Estendere l’assicurazione sanitaria alla moglie di Anna Paolo Concia significherebbe creare il cavallo di battaglia di tutti coloro che vogliono l’equiparazione delle coppie gay a quelle etero.

E non sarebbe giusto. Non si tratta di omofobia e nemmeno di intolleranza verso quelle persone che esprimono la propria sessualità in maniera differente dalle convenzioni che la società civile e l’etica ci hanno imposto. Ma l’Italia culturalmente non è ancora pronta per un passo del genere. Ecco perché più che una furbizia del genere servirebbe una legge e una modifica della Costituzione, discusse e approvate nelle aule Parlamentari. Se così sarà un giorno non potremo che accettare, anche se in maniera discordante, ciò che la legge ci impone. Perché le leggi si rispettano, le scappatoie no.

24/02/12

Finalmente lo Stato italiano si occupa di famiglia: al via il divorzio breve!

A questo punto era meglio che continuasse a non occuparsene! E' arrivato il primo sì al divorzio breve. Un sì bipartisan che è stato dato alla commissione Giustizia della Camera: un anno per dirsi definitivamente addio, due se ci sono figli minori. Due articoli sono bastati nella proposta di legge per abbreviare notevolmente i tempi per mettere la parola fine al matrimonio.Il testo consente infatti di ridurre notevolmente il tempo che oggi occorre attendere perché dallo status di "separata" una coppia passi a quello di "divorziata". E, nella stessa proposta, si prevede anche lo scioglimento della comunione tra marito e moglie quando il giudice autorizza in tribunale i due a vivere separatamente. No su tutti i fronti agli emendamenti, di impronta contraria, presentati da Lega e Radicali. I lumbàrd hanno infatti presentato correzioni che di fatto annullerebbero le modifiche fatte dalla proposta, i Radicali hanno chiesto il divorzio lampo per cancellare anche l'anno di separazione che precederebbe il divorzio.

Io dico di no a questa proposta. Perchè?  Perchè una società che semplifica il divorzio è una società che getta la spugna innanzi alle difficoltà delle coppie, che le abbandona alle loro crisi e ai loro problemi. La vera sfida dovrebbe essere quella di sostenere le coppie nei loro momenti bui, di aiutarle.

Facilitare il divorzio significa rendere anche meno consapevole la scelta del matrimonio. Scegliere di donarsi a un altra persona sapendo che in un anno si può tornare indietro, è molto lontano dal "per sempre" insito nel sacramento. E sapere che si può tornare indietro è una tentazione forte, che andrebbe scongiurata.

Troppo facile tornare indietro alle prime difficoltà con pacca sulle spalle dello Stato. Troppo facile. 

Anche a noi capita spesso di incontrare coppie lasciate sole, le quali dopo il matrimonio si ritrovano a risolversi tutti i problemi tra di loro ed implodono. Le famiglie devono aprirsi alla società, alle altre famiglie. Noi lo stiamo facendo con un favoloso gruppo parrocchiale che appunto si chiama "famiglia di famiglie".

Guardatevi attorno. Anche da voi c'è chi ha voglia di stare assieme per confrontarsi ed aiutarsi. Coppie! Non chiudetevi se non è la fine! Altrimenti venite da noi in Parrocchia San Lino!


15/02/12

Eppur si muove: la Regione Lombardia ha approvato il Fattore Famiglia

Il Consiglio regionale della Lombardia ha varato la legge sul Fattore Famiglia. Un provvedimento che stabilisce di valutare la spesa a carico delle famiglie nei servizi socio-assistenziali, non solo attraverso il reddito o la situazione patrimoniale, ma tenendo conto della presenza di figli minori, di persone disabili o non autosufficienti a carico, o nel caso di famiglie numerose. Un'iniziativa unica in Italia e che per il primo anno di sperimentazione sarà applicata solo in alcuni comuni lombardi.

Il provvedimento è stato presentato questa mattina dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dagli assessori Giulio Boscagli (Famiglia), dal Gianni Rossoni (Occupazione e lavoro) e Valentina Aprea, titolare delle deleghe all'Istruzione, formazione e cultura. Secondo l'assessore Boscagli il Fattore famiglia «cerca di correggere la stima del reddito Isee che è poco equo nei confronti di chi ha figli» ed è volto, ha aggiunto il governatore Formigoni «a confermare ed esaltare l'attenzione che la nostra regione dà alla famiglia, perché permette di tener conto delle diversità».

I nuovi parametri del Fattore Famiglia serviranno anche per stabilire quali famiglie abbiano diritto al "buono scuola", il contributo erogato dalla Regione per i genitori che intendono iscrivere i figli in scuole non statali. L'introduzione di una tabella di "coefficienti di equivalenza"farà si che il degli studenti beneficiari nell'anno scolastico 2012/2013 passi da 52.000 a 60.000 unità: «Nell'anno scolastico 2011-2012 - ha spiegato Rossoni - fummo costretti ad abbassare da 46.000 a 30.000 euro la soglia di reddito massima per il buono scuola e i beneficiari scesero drasticamente da 67.000 a 52.000. Con il Fattore famiglia, invece, ne recupereremo 8.000». La sperimentazione costerà 1,5 milioni di euro: «Chiediamo qualcosa in più a chi ha un reddito alto e qualcosa in meno a chi fa fatica ad arrivare a fine mese», ha chiosato l'assessore Boscagli.
 
Di Redazione

10/02/12

Di una cosa ho la certezza: la famiglia è la cosa più importante al mondo

Ho 29 anni e mezzo,sono mamma da poco più di due e convivo da quattro.Il rapporto di coppia è sempre un compromesso,a volte un'avventura,quando arrivano i figli talvolta cade per un pò nel dimenticatoio.Nel senso che,con tutto quello che c'è da fare,ci si dimentica momentaneamente dell'altro.Almeno,a me succede.Sarà che sono più umana che mai,sarà che mi riesce difficile lasciare mia figlia per più di qualche ora dai nonni,perché ho la fissa di doverla seguire attimo per attimo.....Eppoi trascorro molte,troppe ore col mio compagno,quindi,quando è così,si tende a dare un pò tutto per scontato.Non siamo mai usciti singolarmente lui con un amico, io con un'amica, da quando stiamo insieme.D'estate lo vedo spesso col muso perché rifiuto gite in moto che prima della maternità accettavo di buon grado.Gli rendo la vita difficile perché sono dispotica.Però,di una cosa ho la certezza:la famiglia è la cosa più importante del mondo.Quando so di gente che si lascia dopo aver dato la vita,mi sento davvero triste.Figli che passano parte della settimana con un genitore e parte con l'altro,figli che devono relazionarsi a degli estranei che hanno un rapporto intimo con la mamma o il papà.
Non giudico,perché può capitare a chiunque,ne ho avuti di esempi intorno a me!Ci sono anche,putroppo,dei casi limite che culminano con situazioni di smisurato disagio per i bambini.Mi ricordo di un mio compagno delle elementari,adesso ci sono tanti separati in giro,negli anni'80 erano l'eccezione.M.era l'unico coi genitori divisi.Aveva lo sguardo triste,una volta si disse certo che la madre volesse più bene al fidanzato che a lui.Un'altra che la nuova suocera del padre non lo accettava.A qualche anno dalla nascita di un altro figlio,quell'uomo lasciò la nuova moglie per tornare con l'ex,con la quale finì di nuovo.Due figli,due famiglie,due separazioni.Mi domando se non si potrebbe farne a meno.

17/01/12

Comune di Roma: famiglie discriminate ma anche protagoniste

E' iniziato il 2012 con tante novità e nuove sfide. C’è una crisi da superare. Servono giovani, famiglie, associazioni,  parrocchie. Serve mettersi in gioco per superare l’individualismo a favore del Bene Comune. Alla luce dell’incontro del Papa con gli Amministratori del Lazio, crediamo di muoverci nella direzione giusta: Benedetto XVI ha parlato proprio di giovani e  famiglie, soprattutto di quelle numerose. Per prima cosa voglio ringraziarvi per la grande partecipazione e per le idee portate alla “Prima Conferenza con la Famiglia”. Un primo passo per rendere Roma sempre più  a dimensione familiare. Tra le novità vi segnalo la pubblicazione di alcuni bandi a sostegno della famiglia: una prima concretizzazione di quanto emerso durante la Conferenza. Il primo riguarda “Pronto Famiglia”, ossia  un numero verde dedicato alle famiglie. Il secondo bando riguarda i progetti “Diventiamo Famiglia” e “Cresciamo in Famiglia”,  corsi di  formazione pre e post matrimoniali. Una novità assoluta è, invece, il voucher per i servizi educativi, un contributo economico a sostegno delle famiglie romane in lista di attesa per gli asili nido nell’anno 2011-2012.
Dopo 12 anni di assenza  lo scorso dicembre abbiamo organizzato a Roma la Biennale de la Méditerranée, l’evento dedicato ai giovani artisti di tutto il Mediterraneo.
Vorrei fare chiarezza sulla situazione del Casale di Via di Grottaperfetta nell’XI Municipio. Vengo abitualmente attaccato su ogni cosa dal Presidente del Municipio in questione. In questi giorni è tornato ad accusarmi di aver sottratto il Casale alla cittadinanza. Non è così. La struttura è destinata ad attività di tipo culturale-educativo per i giovani del quartiere.
Recentemente ho presentato un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Roma per denunciare la discriminazione della famiglia diffusa con gli annunci di locazione immobiliare che negano l’accesso alla casa ai nuclei familiari, soprattutto se numerosi. Un’azione  simbolica, ma importante.  Adesso tocca a voi segnalare simili situazioni. Non abbassiamo la guardia!
Il 10 gennaio è  stato pubblicato il nuovo bando per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia comunale per l’anno scolastico 2012/2013. Un servizio che continua a migliorare grazie alle 14 nuove sezioni autorizzate, con una capienza totale di oltre 35.000 posti. Le domande potranno essere presentate entro il prossimo 10 febbraio.
Vi segnalo anche due nuovi bandi rivolti alle associazioni giovanili di Roma. Il primo ha l'obiettivo di sostenere e valorizzare iniziative organizzate dai giovani e per i giovani. Il secondo bando vuole mettere a disposizione delle giovani band romane tre sale prova, dove i gruppi giovanili potranno esercitarsi a titolo gratuito durante tutto l'anno
Anche sul tema delle tossicodipendenze, a fine dicembre, sono stati pubblicati 11 nuovi bandi che prevedono per la prima volta una formazione agli insegnanti delle scuole superiori e attività di prevenzione nei campi rom con sportello mobile. Il bando è rivolto anche alle associazioni, ai centri giovanili/professionali e alle parrocchie presenti sul territorio.
Per l’anno scolastico in corso ho voluto riproporre l’iniziativa dei campi scuola, unica nel suo genere, perché penso che fuori dall’aula apprendere e socializzare sia più facile e divertente. Sono 11 le regioni italiane coinvolte che, tra marzo e maggio, ospiteranno gli studenti romani in visita.
Come sempre di notizie ce ne sarebbero molte altre, ma una selezione è doveroso farla…scusate la lunghezza del testo.
Gianluigi De Palo, assessore alla Famiglia del Comune di Roma

13/12/11

Arriva il bonus per le famiglie: 50 euro di sconto a figlio!

I lavori delle Commissioni sono al momento sospesi e proseguiranno stasera in notturna in modo che il decreto legge possa approdare domani mattina o al più tardi domani pomeriggio in aula. Intanto è terminata a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno la delega di funzioni ai viceministri e ai ministri senza portafoglio. Il presidente del Consiglio e ministro dell'Economia, Mario Monti, interverrà presso le Commissioni bilancio e finanze alla Camera alle 22. Il via libera delle Commissioni al provvedimento dovrebbe arrivare dopo l'intervento del premier.
Per la prima volta siamo riusciti ad affermare il fattore famiglia e a rendere la manovra meno iniqua in alcuni aspetti: aumento dell'esenzione Ici e deindicizzazione delle pensioni a 1.400€.
Arriva un bonus sull'Imu per le famiglie con figli nella manovra del governo
Abbiamo protetto per quanto possibile le famiglie con figli. 
I nostri emendamenti introducono per chi ha figli o persone a carico un riconoscimento fiscale, sui calcoli dell’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, e per il calcolo dell’IMU. 
Sul calcolo dell’IMU della prima abitazione, l'emendamento dei relatori recepisce il senso di emendamenti presentati dal PDL, che chiedevano l’aumento delle detrazioni in base ai familiari a carico. La detrazione iniziale rimane di 200 euro ma viene aumentata di 50 euro per ogni figlio residente, fino a 26 anni di età. 
Riguardo la nuova determinazione dei campi di applicazione dell’ISEE, si terrà conto: “delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonché dei pesi dei carico familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico …”. 
E' importante anche il metodo, cioè l'aver introdotto il principio che la composizione del nucleo familiare conta positivamente nel rapporto col fisco.
di Antonio Palmieri

12/12/11

Genitorialità malata di narcisismo? Che cosa fare?

E' andata morbosamente in crisi, oggi giorno, la genitorialità. Un virus, il narcisismo, ha colpito e intaccato l’arte di essere genitori, a più livelli della nostra società moderna. E, così, succede che a Rapallo emerge, oggi, una situazione di profondo degrado famigliare, i cui protagonisti, due genitori, un papà e una mamma, hanno ridotto in schiavitù la propria figlia dodicenne, quotidianamente chiusa, da tempo, seminuda per ore nel balcone di casa, allevata tra le pareti domestiche a botte e umiliazioni, anzichè coccole e carezze, costretta ai lavori domestici e a maltrattamenti disumani, come cenare da sola in cucina, mangiando gli avanzi scartati nei piatti dal resto della famiglia. E ancora succede che, a Torino, una ragazza sedicenne denuncia falsamente di essere stata stuprata da due stranieri, scatenando nella gente di quartiere, ignara della menzogna, una violenza inaudita e momenti di grande paura contro le baracche di un campo rom alla periferia della città, incendiato per vendetta. E infine, come se non bastasse, succede che a Trieste, sempre più o meno nelle stesse ore, una ragazza sedicenne incinta per una relazione con un ragazzo albanese appena diciottenne, viene condannata dal “tribunale famigliare” a scontare la pena di un aborto forzato, tutti, Chiesa cattolica compresa, ben attenti al disagio famigliare per una scelta rischiosa in caso di nascita del pargoletto, ma pochi convinti difensori della vita nascente a prescindere, nello spirito di una vera tutela sociale della maternità. Allora, di fronte a questa emergenza sempre più urgente, in cui le famiglie appaiono abbandonate a se stesse, in cui talvolta predomina l'amore della persona per la propria immagine e per sé stesso prima che verso il prossimo, occorre fermarci e fare un’opportuna riflessione. Per capire cosa significhi l’amore responsabile, per comprendere che l’educazione e il progetto educativo su una persona hanno bisogno di punti fermi, legati prima di tutto all’altruismo. I genitori hanno bisogno di essere aiutati e preparati a trasmettere ai figli valori quali rispetto della vita propria e altrui (tornano a registrarsi ancora episodi di ragazzini che lanciano sassi dai cavalcavia). Sarebbe necessaria una formazione dei genitori per le difficoltà che si ritrovano impreparati ad affrontare, ma anche per insegnare loro che i figli non sono una loro proprietà e vanno considerati per le loro esigenze e anche aiutati a considerare gli altri come un valore. Secondo uno spirito più di solidarietà che di lotta di sopraffazione dove, ad oggi, il migliore parrebbe chi più furbescamente vince sapendo barare e negare sempre evidenze e colpe! La Chiesa si svegli di fronte a questo stato di urgente emergenza e mentre le gerarchie contrattano giustamente con lo Stato la tassa sugli immobili di proprietà, lasciandosi, talvolta, distrarre dai pizzi e merletti delle vesti filettate, dalle croci più dorificate e dagli anelli più preziosi, non dimentichino di alzare la voce gridando, senza paura, contro queste storture della genitorialità, dando impulso alle tanti voci laiche, di credenti e non credenti, che ci richiamano quotidianamente ai valori cristiani. Perché, oltre la coscienza del rischioso baratro in cui sta finendo la famiglia, ci sia anche la possibilità di cambiamento e conversione
Eraldo Ciangherotti
assessore ai Servizi Sociali del Comune di Albenga

29/11/11

Forum delle famiglie ripropone la famiglia al centro della politica

La presidente del Forum del Lazio Emma Ciccarelli rilancia le proposte del coordinamento delle associazioni familiari del territorio: la riforma dell'Isee e l'introduzione del fattore famiglia di Francesca Samà
«Pensare la famiglia in termini di sviluppo e come risorsa e priorità per il Paese». Con queste parole Emma Ciccarelli, presidente del Forum famiglie Lazio, delinea quelle che dovrebbero essere le linee guida delle istituzioni in materia di politica familiare, all’indomani dell’ennesima manifestazione promossa dall’Associazione nazionale famiglie numerose per sensibilizzare anzitutto le istituzioni sul tema. Prima di illustrare le proposte concrete del Forum, Ciccarelli precisa il senso e il significato del termine famiglia che «non è solo un fatto privato ma, come afferma la nostra Costituzione, è una risorsa, un bene comune per la società e un soggetto sociale attivo che genera benessere in interazione con lo Stato». E aggiunge che «con famiglia s’intende un nucleo composto da marito, moglie e qualora ci siano dai figli, con questo senza trascurare altre realtà che però non possono essere considerate famiglia».
Di qui le proposte concrete del Forum, mirate a favorire quella che va considerata a tutti gli effetti una «risorsa essenziale del Paese». A cominciare anzitutto dalla riforma dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e dall’introduzione del fattore famiglia che, spiega Ciccarelli, «consentirebbero d’introdurre un principio di equità non solo nella riforma del sistema fiscale nazionale ma anche a livello locale, nelle tariffe, nella fiscalità e in ogni misura di sostegno alle persone in difficoltà». Il costo dei servizi alle famiglie, come spese per asili, scuole o altro, verrebbe distribuito in maniera equa rispetto ai carichi familiari; «fattori da tenere presente - aggiunge la presidente - sono ad esempio il numero dei figli per famiglia e la presenza o meno di persone disabili». Il fattore famiglia ha già raccolto diversi consensi di esperti sia di economia che di finanza, tutti i ministeri sono d’accordo nell’applicarlo ma ancora non se n’è discusso a livello parlamentare perché fino a ora, osserva la presidente del Forum famiglie, «sono stati portati avanti altri interessi di categoria e di parte».
Tra le priorità dell’agenda politica che il Forum propone alle istituzioni c’è anche il rilancio della natalità e la necessità di fare fronte al progressivo aumento di divorzi e separazioni. Riguardo alla natalità, rileva Ciccarelli, «è fondamentale mettere i giovani nelle condizioni di potersi creare una famiglia perché sempre più spesso i ragazzi a causa dell’insicurezza economica, derivante spesso da contratti di lavoro a progetto o a tempo determinato, rinunciano o hanno pura a crearsi una famiglia». L’unica modalità d’intervento è «il rilancio dell’occupazione da attuare attraverso la revisione degli attuali contratti di lavoro, facendo in modo che le aziende possano proporre un numero crescente di contratti a tempo indeterminato». Riguardo invece alle difficoltà crescenti nella vita di coppia, è necessario per la presidente del Forum del Lazio agire preventivamente con l’attivazione di sportelli d’assistenza alla coppia «perché quasi sempre alla base della distruzione della famiglia ci sono problemi di comunicazione tra marito e moglie». Il Forum, a questo proposito, ha avviato il progetto “Famiglie in centro”: a via dei Fori imperiali è attiva una struttura dove ci sono uno sportello di consulenza familiare, un punto mamma e si svolgono anche dei laboratori per coppie e genitori, in modo che siano preparati ad affrontare qualsiasi tipo di problema possa nascere in famiglia.
«A livello di istituzioni locali - spiega la presidente - siamo abbastanza soddisfatti degli interventi che da un anno e mezzo stanno attuando la Regione e il Comune anche se ritengo che ancora manchi un piano d’intervento sistematico. Un primo passo comunque può essere rappresentato dal convegno che si terrà in Campidoglio il prossimo 17 dicembre, che è il primo organizzato dal Comune che ha al centro la famiglia».

19/11/11

20 novembre: giornata dei Diritti dell'Infanzia


Domani,20 novembre,è la Giornata universale dei Diritti dell'Infanzia,voluta dalle Nazioni Unite dopo la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia del 20 novembre 1989,preceduta ben trentacinque anni prima,il 20 novembre 1954,dalla Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo.
Quando si trattano queste tematiche,i primi che ci vengono in mente sono i bambini del terzo mondo,affetti da virus mortali,primo tra tutti l'HIV,ma non solo,purtroppo;quelli costretti a lavorare per produrre oggetti ed indumenti che noi di quest'altra parte del mondo usiamo quotidianamente;quelli che addirittura sono obbligati a prostituirsi,spacciare droga;quelli che vengono abusati sessualmente e percossi;quelli che non ricevono amore.
Mi ricordo ancora di un documentario che vidi più di 10 anni fa sulla guerra civile in Sierra Leone o,meglio,mi ricordo l'immagine di una bambina di 4 anni che indossava un vestitino a righe bianche e rosa e alla quale era stato amputato il braccio destro al di sopra del gomito. Per pura barbarie. E come a lei,anche a moltissimi altri.
Se siamo realisti,salvo evitare di acquistare determinate cose,possiamo fare ben poco per tutelare tutte le creature a cui viene negata o rovinata l'infanzia.
Ma possiamo iniziare dai nostri figli:evitandogli la schiavitù tipicamente occidentale alle apparenze;risparmiandogli pranzi e cene fuori interminabili durante le quali spesso crollano addormentati sulle sedie e ci divertiamo solo noi;ascoltando le loro motivazioni quando vogliono o non vogliono fare qualcosa;non essere convinti che siccome sono piccoli è un nostro diritto in qualità di genitori,obbligarli a fare quello che vogliamo noi.
Domani,20 novembre,sarà anche il secondo compleanno della mia cucciola.

22/10/11

Auguri e figli maschi e, se sei stressata, sarà femmina

Ho tre figli maschi, lo sapete: ormai la mia vita (ahimè) è quasi pubblica, per colpa mia e di tutto quello che ho pubblicato.
Ho tre figli maschi ed anche intitolato così un mio libro: Auguri e figli maschi.
E' quello che un po' ti dicono tutti quando ti sposi: difatti io non lo dico più ormai ma esclamo solo Auguri e figli...come vengono.
Ho una amica che ha quattro femmine!
Mi sono sempre chiesto come poter concepire una femmina. C'è anche una amica educatrice sessuale che ci ha dato qualche consiglio ma o i consigli sono sbagliati o noi ci siamo male applicati.
E' di qualche giorno fa la notizia pubblicata da Avvenire: mamma stressata e la figlia nasce femmina. "Care aspiranti mamme, gradite una femminuccia? La volete donna come voi, complice con voi, felice di andare a fare shopping di scarpe assieme a voi? Anziché un maschio che se ne fugge con il marito (il compagno, il partner, insomma lui: siamo di larghe vedute, noi. Purché nasca) alla partita di calcio o resti inchiodato davanti al televisore a divorare film bellici o di zombi, ignorando le vostre richieste di dedicarsi a piccole riparazioni domestiche o fornire un parere sul colore delle tende? Mantenetevi in costante stato ansioso. Anzi, cercate di raggiungere un adeguato livello di stress. Una ricerca del Department of Public Health della Oxford University, presentata alla conferenza annuale dell'American Society of Reproductive Medicine di Orlando, in Florida, ha coinvolto 338 donne che cercavano di restare incinte, monitorando stile di vita e attività sessuale ma soprattutto i livelli di due ormoni, cortisolo e alfa-amilasi, legati a stress e adrenalina. Risultati: chi ha livelli alti concepisce assai più spesso femmine. Stress preconcezionale. E vedrete che sarà femmina.".
Stampo la notizia e la consegno a mia moglie che mi dice sorridendo: eppure mi dici sempre che sono stressata!
Sarà vero o no, non lo so però l'idea di stressare di più mia moglie per una femmina... non mi garba molto!

23/09/11

Parlano di pannolini, auto a metano e figli che crescono: a chi fanno paura?

foto di Giorgio Gibertini
"Anche io ho la Multipla a metano, ormai da dieci anni, non c'è altra soluzione per potersi muovere coi bambini" dice un papà all'amico stringendosi al collo la macchina fotografica. "Volevamo mandare i figli dalle suore ma come facciamo con 8 ragazzi da far studiare?" racconta una mamma ai giornalisti intervenuti. "Almeno ridurre l'iva dei prodotti di prima infanzia" chiede una neomamma con due gemelli al seguito. Un cerchio composto di carrozzine incatenate che reggono cartelli sulla vita, sui figli patrimonio dell'umanità, sul richiamo all'articolo 31, sull'amore per tutti e per tutto.
Hanno un megafono, qualche padella e mestolo (strumento molto usato in famiglia e che li ha seguiti anche oggi), si siedono per terra ed attendono pazienti che qualcuno passi e qualcun altro meglio non si faccia vedere.
Presente tutto il tempo e fedele alla sua linea Gianluigi De Palo, assessore alla famiglia del Comune di Roma, padre di tre figli che incuriositi chiedono al papà "ma poi le togli stasera le catene" e che si presta ai fotografi ed alle critiche che gli piombano addosso in real time.
Chiedono queste cose semplici e molto di più ed hanno anche le soluzioni da suggerire a chi li vuole ascoltare, a Buttiglione che si fa carico di molte proposte ed a Di Pietro che si presenta e dice: "Il primo problema è mandare a casa Berlusconi" (originale no?) ed una mamma gli risponde:  "Sono vent'anni che ci provate, i miei figli dove sarebbero se aspettavo voi?".
Al termine della giornata i responsabili di Famiglie numerose sono contenti e mentre sono già sul treno che li riporta dalle loro famiglie, scrivono che hanno strappato qualche seria promessa.
Un padre di famiglia è abituato a ben altre lotte.
Un padre di famiglia sa che ogni giorno è una lotta ma la deve compiere perchè non si può rinunciare mai alla paternità dei tuoi figli, di quelli che verranno e di tutti i figli d'Italia.
Sì, tutti i figli d'Italia.
Perchè questa gente ieri era in piazza non per difendere la propria categoria o per umiliare chi figli non ne ha ma per tutti noi, per il futuro della nazione, di chi ha figli e di chi sceglie di rimanere solo.
Non c'è d'aver paura di un padre e di una madre.
Mi convinco sempre di più: date a loro le chiavi di questo Paese.

22/09/11

Anche Frews incatenato con le famiglie numerose italiane davanti a Montecitorio

E' arrivata l'ora X!
In questo preciso momento, alle 14.30, un centinaio di nostre famiglie sono davanti a Montecitorio non solo a manifestare contro le ultime due manovre inique, ma soprattutto a testimoniare e a sollecitare l'opinione pubblica che il futuro della societa' passa anche dalle nostre famiglie e dai nostri figli.
I nostri manifestanti (per quasi tutti loro e' la prima esperienza del genere!), arrivati da tutta Italia e armati di passeggini e carrozzine, sono qui in Piazza a rappresentare tutte le nostre famiglie che sono dovute rimanere a casa per il lavoro e per accudire ai figli, ma che hanno in diverso modo appoggiato l'iniziativa sia con le lettere di denuncia (ne sono arrivate oltre 700! Tantissime le trovate tutte sul sito - www.famiglienumerose. org/speciale.php), sia anche con un piccolo contributo per aiutare chi arriva da piu' lontano, sia con gli slogan che ora stanno colorando Piazza Montecitorio.
La stampa e le principali televisioni sono state coinvolte e stanno seguendo con grande attenzione questa manifestazione organizzata direttamente dalle famiglie. Chiamiamolo l' "ADESSO BASTA DAY".
Una ventina di papa' e di mamme si sono incatenate davanti alla Camera, per denunciare le storture delle manovre di luglio e agosto che, novelli Robin Hood alla rovescia, hanno tolto risorse soprattutto alle famiglie con piu' figli per lasciare intatti i privilegi delle caste e dei piu' ricchi.
E poi ci sono i nostri 'passeggini parlanti'. Non ci abbiamo messo bambini, ma le abbiamo lasciate vuote, come lo diventeranno inevitabilmente nei prossimi anni se proseguira' questa dissennata politica anti-famiglia che sta caratterizzando gli ultimi decenni, gli ultimi anni, e, ancor di piu', gli ultimi giorni....
Al posto dei bambini abbiamo messo i nostri cartelli, con gli 80 slogan prescelti tra i tanti che ce ne sono arrivati (ed ee' stata veramente dura decidere quali mettere e quali lasciare fuori!). Sono loro 'incatenati', che stanno parlando per noi, che vengono ripresi dalle televisioni e fotografati dai giornalisti.
Diversi politici si sono avvicinati e si stanno avvicinando a noi; ci auguriamo di essere accolti dai Presidenti di Camera e Senato, ma soprattutto da qualcuno di Palazzo Chigi, sede del Governo. Se questo non succedera', proveremo a restare anche durante la notte. E magari il giorno dopo. E quello dopo ancora. Fintanto che...
Vi terremo aggiornati on-line sul nostro sito www.famiglienumerose.org
Non dimenticate di comprare il numero di Avvenire in edicola oggi con il manifesto ANFN che spiega ragioni e richieste della nostra protesta. e regalatelo al vostro sindaco, ai vicini, ai parenti... fotocopiate la nostra pagina e appiccicatela sul luogo di lavoro, a scuola, in parrocchia... facciamoci capire, il nostro adesso basta!!!
Deve diventare di tutti.

Mario ed Egle Sberna
Presidente Famiglie Numerose 

Padre, madre e figlio tutti insieme "incatenatamente!

Genitori seri ed ottimi professionisti oggi si incatenano. Perchè?
"Perché vogliamo dire, anche con i gesti, che la famiglia è stata fermata in Italia. Che non abbiamo futuro, speranza. Ecco, c’è bisogno di liberare le catene della famiglia, che è la cellula fondamentale della società. E invece"
Sento al telefono Mario Sberna, fondatore dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose, che per oggi ha organizzato un pacifico incatenamento davanti a Montecitorio, popolo viola e lancio di monetine permettendo. Mario è un carissimo amico, coraggioso, e mi chiede se parteciperò anche io oggi a questa manifestazione. Gli dico scherzoso che ho "solo" tre figli e quindi non posso far parte delle Famiglie Numerose ma lui mi stoppa subito: non sei aggiornato, mi dice, abbiamo cambiato statuto ed ora della nostra associazione possono far parte anche quelli con "solo" tre figli.
Finisce un incubo per me o ne inizia un altro, non lo so. C'è però gioia: chiamo mia moglie e le comunico entusiasta: siamo una famiglia numerosa!
Nel 1961 le famiglie numerose erano 13 milioni, oggi siamo solo 185 mila e manteniamo in piedi lo Stato stando a quanto dice Sberna, ovvero che per ogni famiglia numerosa questa manovra finanziaria costerà almeno quattro mila euro l'anno! "E non ce li abbiamo" mi urla lui, e non ce li ho davvero mi faccio rimbombare nella testa io!
Che cosa può portare un pacifico e pacioccone padre di famiglia a decidere di partire da Brescia ed incatenarsi davanti ai suoi figli non è la disperazione ma, oserei dire, se ben conosco "i miei polli incatenati", è la speranza ultima che un gesto così eclatante possa davvero svegliare  chi ci Governa.
Di famiglia parlano tutti al momento delle elezioni, soprattutto i ministri che non hanno neanche un figlio!
Di famiglia si parla in ogni convegno, lo stesso Giovanardi minaccia ogni settimana le dimissioni perchè la famiglia non è tutelata e poi è sempre lì anche lui.
Alla famiglia ci tengono tutti, sia al modo di Bossi e Di Pietro coi loro figli, sia di tanti piccoli e semisconosciuti deputati che hanno sistemato mogli, figli, cognate in tutti gli uffici possibili ed immaginabili e che se non hai quel cognome a Roma non ti mettono neppure in lista.
Alla famiglia tutti fanno riferimenti ma poi se ne fregano veramente.
Dice Sberna rispondendo ad Avvenire:
L’art. 31 prevede la tutela della famiglia, con «particolare riguardo alle famiglie numerose». In pratica?
Lo dice l’Istat: alla nascita del terzo figlio aumenta esponenzialmente il rischio di povertà. Dunque, noi famiglie numerose siamo a tutte gli effetti una categoria vulnerabile. E come tale chiediamo che nelle leggi di salvaguardia del lavoro tra le categorie protette sia inserito anche chi ha più di tre figli. E poi vogliamo che alle mamme-lavoratrici siano riconosciuti tre anni di contributi figurativi ai fini pensionistici per ogni figlio messo al mondo.
Tutte richieste legittime, ma con che soldi si finanziano?
Facile. Secondo l’istituto di ricerca Sipri, il bilancio della Difesa nel 2010 in Italia è stato pari a 27 miliardi. Basta comprare un cacciabombardiere in meno e il governo può avere soldi per la famiglia. Poi c’è il 10% degli italiani che detiene il 48% della ricchezza del Paese: questi 6 milioni di persone possono e devono pagare di più. E quello che sta cercando di fare Obama negli Usa. Perché in Italia no?.
Idee belle e concrete del classico padre di famiglia che sa gestire la casa ed i suoi fili e che sa che se entrano tremila euro al mese se ne possono spendere al massimo 2900.
Bravo Mario, bravi tutti.
Oggi passerò, non mi incateno con voi Mario, anche se condivido in toto l'iniziativa, solo perché lavoro in proprio e non posso permettermi un giorno di assenza, ma passo a salutarti.
Che triste una società che costringe padri, madri e figli ad incatenarsi.
Spero solo che i tuoi figli ti apprezzino ancora di più oggi ed attenti, amico mio, a quelli del popolo viola che saranno di fianco a voi a rubarvi la scena con un inutile lancio di monetine da cinque centesimi: fosse stato più alto il conio vi avrei slegato e ci saremmo messi a raccoglierle assieme.
Giorgio Gibertini Jolly

26/08/11

Continuo la mia battaglia solitaria contro Trenitalia: bimbi gratis? Li mando da soli.

Devo andare a Milano con famiglia e siamo alle solite: come ci vado? In macchina! Col treno, nonostante tutti i tentativi di sconti famiglia e bimbi gratis, è praticamente impossibile. Con sconto famiglia (come scrissi per la Bussola quotidiana tempo addietro ed anche per il mio blog ) è impraticabile; con bimbi gratis impossibile. Per andare da Roma a Milano esistono solo i treni ad alta velocità (vi è un solo intercity al giorno che però impiega circa sette ore e non è comprensivo di servizio metadone e baby sitter per i figli) ed anche con la promozione di questa estate io e mia moglie pagheremmo comunque il prezzo pieno: euro 360! Un'altra soluzione sarebbe quella di mandare i bimbi gratis sul treno da soli ma hanno 6 anni il più grande ed 1 anno l'ultimo: il mediano quasi 5: dite che me li accetteranno sul treno? Ci pensa il bigliettaio a tenerli buoni verso Milano dove i nonni andranno a prenderli? Mia moglie non ha meno di 12 anni (beh... è più giovane ma non esageriamo). Quindi chi ce li ha 360 euro per fare un viaggio? Me ne vado in macchina. Col metano spendo sicuramente meno della metà e così, con quella cifra, ci faccio due viaggio a/r a Milano e posso fare una sosta in autogrill a comprarmi un modellino di Trenitala e per un viaggio tutti insieme aspettiamo o tempi migliori o la concorrenza in arrivo
Giorgio Gibertini Jolly