31/03/12

Amici 11:dopo tante edizioni la De Filippi vola sempre più in alto



Chi ha 30 anni come me,ricorderà quel programma pomeridiano targato Mediaset condotto da Daniele Bossari;c'erano dei ragazzi in tuta celeste aspiranti attori,ballerini,cantanti,che si sfidavano tra di loro e con aspiranti allievi esterni.Si chiamava,ispirandosi al film,"Saranno famosi".In realtà,"Saranno famosi"aveva poche chance di diventare famoso e si era già deciso di chiudere baracca e burattini.Ma....deus ex machina,Maria De Filippi,Gran Signora di Canale 5 già da tempo(e stiamo riferendoci a ben 12 anni fa)non esitò a raccogliere quella patata bollente,a ribattezzarla"Amici",come un suo vecchio show di genere completamente diverso,a scegliere concorrenti dalla personalità più spiccata,a creare una competizione più accentuata,di cui essere l'arbitro glaciale ed imparziale.E oggi potrebbe dire"Veni vidi vici",ma il perfetto non è il tempo verbale più idoneo,dato che tuttora,la sua creatura,con tutti i cambiamenti da lei stabiliti,continua a vincere e a valere sempre di più.Eliminata la categoria degli attori,hanno conquistato maggiore rilievo le altre due,in particolare quella dei cantanti,al punto da esserci discografici in studio per offrire contratti ai migliori o,a onor del vero,a quelli più graditi ai telespettatori.Questi ultimi ipnotizzati immagino,dati gli ascolti,dalla bagarre accesissima tra i professori e dalle impennate dei partecipanti,su,non neghiamolo,spesso un pò boriosetti e con storie strappalacrime alle spalle.Così,i giovani della De Filippi sono arrivati a Sanremo e,da Marco Carta in poi,hanno sempre vinto,ad eccezione del secondo posto dell'osannatissima Emma Marrone nel 2011,quando si era presentata coi Modà,ma sul gradino più alto del podio lo scorso febbraio.Per quel che riguarda la danza,c'è poco da dire e fare anche in questo caso:prima i ballerini della classe di Maria sognavano La Scala,ora,allievi della celeberrima Accademia milanese gareggiano nel suddetto show e male che gli vada,qualche musical lo fanno.Nel frattempo,per non sbagliare un colpo e non perdere un punto nella vera competizione,cioè quella dello share,stavolta la De Filippi ha voluto Belen come componente fissa del corpo di ballo,portandosela direttamente dal pure stravincente Italia's got talent.E ha voluto pure una giuria esterna composta da personaggi..ehm,da teste di serie nel loro ambito professionale:stasera si esordirà con la campionessa di nuoto Federica Pellegrini,l'attore sex-symbol Riccardo Scamarcio,Charles Aznavour che non ha bisogno di presentazioni,l'intramontabile comico e figlio d'arte Christian De Sica.Ma il traguardo più prestigioso,che Aldo Grasso lo accetti o no,Donna Maria lo ha raggiunto quando negli U.S.A. e in Gran Bretagna si è deciso di acquistare i diritti del format e presto ci sarà un"Amici"americano e si sta già preparando la puntata pilota di quello inglese.Ed è la prima volta,nella storia della televisione,che uno show italiano viene esportato.Ed è inutile negarlo,il nome più incisivo nella storia della tv italiana dell'ultimo ventennio,a torto o a ragione,è proprio quello di Maria De Filippi,al cui linguaggio si sono inchinati addirittura i vocabolari di lingua italiana.

Il mirabile periodo: i primi 4 anni di vita (con audio intervista)

Il periodo più importante della vita di una persona sono i primi quattro anni, durante i quali il bambino ha il diritto di rimanere sempre accanto a sua madre, ricevere da lei cure, attenzioni, affetto e formazione psichica e affettiva che lo porti a diventare, crescendo, una persona completa. Questo è quello che io chiamo il Mirabile periodo, lasso di tempo in cui avviene il prezioso travaso educativo frutto della transgene­raziona­lità materna.

30/03/12

IL GIORNO PRIMO E L’OTTAVO/18. La Settimana Santa, Gesù e Simone di Cirene.


Sarebbe grave essere all’inizio della Settimana Santa e non dedicare ad essa un pensiero: almeno per il fatto che lo stesso nome della rubrica si ispira al giorno della resurrezione. Cosa dire qui sul blog circa questa settimana? Forse val la pena soffermarsi sul fatto più fortemente in contrasto con i nostri tempi.
Nonostante la crisi, noi viviamo fondamentalmente in un tempo di ideologia edonistica e consumistica, in cui il piacere personale è l’unico obiettivo di ogni pensiero e azione.

A che età un cattolico dovrebbe avviare un figlio alla preghiera?

Lo scorso giovedì sono andata in chiesa.Al mio ritorno a casa,ho trovato la suocera che mi ha chiesto se faccio pregare la bambina.Ho detto di no.Secondo lei invece,dovrei già farle fare il segno della croce prima che va a dormire e ringraziare Gesù.Mi sono venuti molti dubbi e ancora non ho iniziato.Jennifer ha 2 anni e 4 mesi,apprende molto,specie mnemonicamente,ricorda anche brani relativamente lunghi.Forse,pur con qualche lacuna,potrebbe anche imparare qualche preghiera.Ma cosa capirebbe?Dice che Gesù è in cielo,ma non so cosa pensi.Mi sembra non presto,ma superfluo:non si renderebbe conto del senso di ciò che fa.D'altra parte potrebbe essere utile che fin da ora si abitui all'esercizio della preghiera,individuandovi più avanti,una costante della sua esitenza,di grande valore,per giunta.E se invece ottenessi l'effetto opposto?Io ho sentito forte la voglia di incontrare Dio a 19 anni e da allora non L'ho più lasciato;il mio compagno,a cui sempre hanno fatto frequentare la chiesa ed era anche chierichetto,non vuole sentirne parlare affatto.Ho provato una volta a portarla in chiesa,le piaceva come ambiente,ma parlava a voce alta.Non è più produttivo che preghi io per lei?

Non c'è 2 senza 3. Ora anche la Camera potrebbe riconoscere le coppie gay


E’ proprio vero, non c’è due senza tre. Dopo il rimbrotto della Cassazione al Parlamento sulla necessità di equiparare le coppie gay a quelle etero e la sentenza del tribunale di Reggio Emilia, che aveva concesso a un cittadino omosessuale nato in Uruguay, e sposato con un italiano in Spagna, il permesso di soggiorno per rincongiungimento familiare, ora la Camera potrebbe fare altrettanto. Ovviamente senza nessuna ratifica da parte dell’Aula. Il misfatto, o storia, ognuno lo definisca come vuole, è il seguente: la Camera potrebbe estendere l’assicurazione sanitaria di Anna Paola Concia anche alla moglie della parlamentare del Pd, Ricarda Trautmann (sono sposate con rito civile in Germania, ndr), equiparando di fatto coppie etero e coppie gay. La storia dura da quattro anni, quando la deputata del Pd, che allora non era ancora sposata, presentò la richiesta. Richiesta che non ha mai ricevuto risposta in questi anni, durante i quali, ha denunciato la Concia, è stata invitata anche a lasciar perdere, visto il momento di forte antipolitica. Nulla da fare, però. L’esponente del Pd, in maniera determinata, ha voluto proseguire la sua battaglia, fino a che il suo caso non è finito sul tavolo di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, dicono le voci di corridoio, avendo preso molto a cuore la questione, lo ha portato all’attenzione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio. (Strano, proprio lui nel 1998, durante una puntata del Maurizio Costanzo Show, disse testuali parole:”Lo so, ora l’intelighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro. Un conto è affermare che non è giusto discriminare la gente per motivi religiosi, razziali, etnici o sessuali, ma cosa diversa è stabilire per legge che una coppia di gay deve avere gli stessi diritti di una coppia normale. Perché l’omosessualità non si può considerare una cosa normale”).

Ma è proprio qui che il progetto di Fini, che sa molto di populismo, si è infranto. Qualcuno - chi non è dato saperlo - si è opposto alla richiesta della Concia e all’appoggio del Presidente della Camera. “E’ una richiesta politica per creare un caso proprio adesso”, avrebbe detto il misterioso oppositore, asserendo anche che sarebbe necessaria “una legge sulle coppie omosessuali”. Nulla da fare, dunque. Almeno per il momento, perché l’ufficio di Presidenza della Camera tornerà a riunirsi la prossima settimana per esaminare nuovamente il caso. Ed è proprio lì che vedremo quanto coraggio avrà la nostra classe politica nel respingere la richiesta o quanta coerenza avrà nell’accettare quello che si configurerebbe come un privilegio nel privilegio.

Non tutti sanno, infatti, che l’amministrazione della Camera è indipendente rispetto allo Stato. Tradotto: la Camera ha uno statuto proprio, delle regole proprie, un bilancio proprio che può modificare a proprio piacimento senza il bisogno di un voto Parlamentare (qui nasce la contraddizione del misterioso oppositore). E’ ovvio, però, che se la decisione dovesse andare nella direzione della Concia, fortemente auspicata anche da Gianfranco Fini, si potrebbero aprire scenari a dir poco inquietanti. Se non altro due motivi: qualunque giudice (lo farebbero comunque anche senza il bisogno di una decisione positiva dell’ufficio di Presidenza della Camera) potrebbe considerare questa decisione un precedente, rafforzando così la posizione di tutti coloro che si precipiterebbero da lui per vedere riconosciuti i proprio ‘diritti’. Non solo. Estendere l’assicurazione sanitaria alla moglie di Anna Paolo Concia significherebbe creare il cavallo di battaglia di tutti coloro che vogliono l’equiparazione delle coppie gay a quelle etero.

E non sarebbe giusto. Non si tratta di omofobia e nemmeno di intolleranza verso quelle persone che esprimono la propria sessualità in maniera differente dalle convenzioni che la società civile e l’etica ci hanno imposto. Ma l’Italia culturalmente non è ancora pronta per un passo del genere. Ecco perché più che una furbizia del genere servirebbe una legge e una modifica della Costituzione, discusse e approvate nelle aule Parlamentari. Se così sarà un giorno non potremo che accettare, anche se in maniera discordante, ciò che la legge ci impone. Perché le leggi si rispettano, le scappatoie no.

Anonymous chiude internet domani 31 marzo: proprio di sabato?


"Per protestare contro SOPA, Wallstreet, i nostri leader irresponsabili e le amate banche che stanno facendo morire di fame il mondo per i propri bisogni con egoismo e pura cattiveria, il 31 Marzo Anonymous spegnerà Internet." Con questo messaggio la "banda" di hacker più famosa in assoluto spaventa il mondo intero, anche se onestamente per quale motivo sceglie il sabato per una rappresaglia contro le banche e Wall Street quando parte di questi sono chiusi o comunque lavorano meno...la rappresaglia sembra molto più nei nostri confronti, poveri utenti del web, così in pratica come si suol dire saremmo fregati (dalle banche) e mazziati (da Anonymous).

Ripercorriamo insieme i grandi break di Anonymous

-Habbo 06-07 come protesta per il divieto al'ingresso in acqua ad un bimbo affetto da AIDS;
-Arresto di Chris Forcand pedofilo incastrato proprio da Anonymous ed arrestato dalla polizia canadese
-Boicottaggio Scientology con il progetto Chanology, video di protesta su youtube, sit-in davanti alle loro chiese ed addirittura un concorso a premi per lo scherzo piu bello
-Porno su Youtube come protesta per la rimozione di un video pubblicano numerosi video con falsi titoli
-Operazione Payback mise offline vari siti quali VISA paypal ed altri poichè impedivano il finanziamento a wikileaks.
-attacco ENEL per aver reclutato mercenari in Guatemala
-protesta per la chiusura di Megaupload, oscuramento di molti siti governativi tipo dipartimento giustizia USA Casa bianca alcuni senatori e case discografiche
-Attacco ai politici italiani con un comunicato stampa chiarissimo e senza distinzione di colore.

Questi alcune delle piu famose iniziative, alcune davvero condivisibili, altre piuttosto futili, ma leggendo la lista completa si nota una certa sensibilità verso l'Italia e i problemi di cui spesso si è discusso. Certo è che domani molti di noi se andasse a buon fine( e visti i precedenti c'è da scommetterci) questa iniziativa staranno con le braccia incrociate, o forse qualcuno approfittando della bella giornata, del sole e del fatto che sia sabato...magari...una bella passeggiata, magari in montagna, oppure che ne so, una visita ad un museo, oppure un pò di semplice relax...credo che molti(come spesso accade in realtà) ringrazieranno loro di questo regalo

Niko Orsini

Presidente della Repubblica donna? La Bonino no!

Ogni sette anni risiamo alle solite. Appena si ripresenta l'aria di cambiamento del Presidente della Repubblica, rispunta fuori il nome di Emma Bonino. Pochi giorni fa poi Giorgio Napolitano ha dichiarato che nel 2013 non si ricandiderà, per raggiunti limiti di età e poi, sollecitato da altre domande ha detto: "Più le donne si faranno sentire, prima arriverà - mi auguro presto - il momento in cui ci sarà anche una candidata donna a presidente della repubblica e potrà essere eletta". E che cosa è successo? Pannella si è svegliato dal suo letargo e dal suo digiuno permanente ed insignificante ed ha emesso la sua già definitiva sentenza: Emma sarà la Presidente! Emma chi? Ma sì, lei, la Bonino che ritorna fuori ogni volta che ci sia un buco di candidatura, come ricorderanno gli elettori del Lazio che alle scorse regionali si son trovati davanti alla scelta tra Bonino e Polverini. Attenzione in condominio: se si libera un posto potreste ritrovarvi la Bonino capo condomina! 
Le ragioni per essere non d'accordo con la sciagura della Presidenza della Repubblica ad Emma Bonino sono del tutto etiche, quindi fondamentali ed importanti.
Una abortista convinta, a favore anche dell'eutanasia e dei matrimoni gay e di tutto quello che infrange i valori non negoziabili così tanto cari alla Chiesa e, mi permetto di dire, alle persone di buon senso.
La Bonino no. Già ci siamo dovuti subire Napolitano, presidente borderline e responsabile della morte di Eluana Englaro, ma la Bonino no, sarebbe davvero troppo. Non dico allora manteniamo per forza un uomo presidente, ma se donna deve essere cerchiamo meglio.

Nonno Frews ci racconta l'Italia che amiamo ed in cui viviamo


Mi spiace tantissimo per SARA e tanti altri/e che hanno profuso l’anima per seguire una legittima vocazione, ed hanno ottenuto risultati scolastici eccellenti. Purtroppo però l’Italia che amo molto, è fatta così, praticamente da quando ho cominciato a conoscerla in profondità, oltre mezzo secolo indietro. Quando sono nato governava l’Italia un tale despota che diceva, in risposta ad un ambasciatore, l’Italia non è difficile da governare, nemmeno difficilissima, ma semplicemente è inutile governarla. Pensa a quanti partiti, partitini, sindacati, correnti, sottocorrenti...

Purtroppo la nostra indole anarchica ed individualista per natura, crea dei magnifici artisti, scienziati, navigatori, santi etc, ma poco o nulla di buona amministrazione e bene comune. Già Cicerone diceva senatores boni viri, senatus mala bestia... Ricordo che dopo De Gasperi, unico statista degno di questo nome del dopoguerra, nessun politico ( non statista ) è riuscito a portare a termine le legislature, alle volte con maggioranze parlamentari stratosferiche.
Purtroppo per noi, che vediamo il bicchiere mezzo vuoto, Churchill ci ricorda che la democrazia è il peggior regime esistente, eccettuato tutti gli altri.

Quindi cari giovani, a denti stretti combattiamo e speriamo che il governo Monti, partorito da un capolavoro e geniale colpo di stato incruento, abbia in tasca la ricetta miracolosa per tentare di soddisfare le legittime aspirazioni di Sara e c.

Se Jacopo è appassionato di Francese, cosa che condivido, può benissimo attivarsi e studiarlo ed approfondirlo per proprio conto, senza bisogno di impegnare risorse economiche per andare a scuola. E’ chiaro che oggi LINGUA da conoscere fluently è l’inglese , ciò non toglie a chiunque di approfondire la conoscenza di altri idiomi, es. il cinese. Manuel riporta una frase famosa “ non di solo...” pronunciata non da un uomo, ma da Gesù Cristo , figlio di Dio, durante le tentazioni subite nel deserto da parte di Satana. Consiglio a tutti, credenti e non, di leggere la Bibbia dove ci viene indicato ciò che è essenziale per la vita nostra attuale, e per chi crede, per la vita futura. Un caro saluto a tutti.

Nonno Paolo

Cecilia vai in piscina per favore, tutta la Metro A te lo chiede

"Cecilia. Te l'ho già detto io ti ho prospettato due soluzione: la macchina o te la vai a prendere da nonna oppure c'è Zia che è disponibile ad accompagnarti". Entriamo assieme io e la signora bionda, nel tunnel che da Piazza di Spagna porta alla Metro. "Cecilia. Io lavoro lo sai? Non ti potevo rispondere. Ero in una conference call col direttore della Banca. Che cosa gli devo dire la prossima volta? Ho mia figlia al telefono, direttore, mi attende?". I due soliti musicisti a metà del tunnel stanno cantando una canzone di Bruce Springsteen: "Cecilia tu devi andare in piscina. Aspetta un attimo che ci sono quei due che cantano e non ti sento. Aspetta". Noi la sentiamo signora. "Cecilia, tu devi andare in piscina. Io ho pagato tutto il mese e sei andata una volta soltanto." Iniziamo, purtroppo assieme, le scale mobili. Non la riesco a seminare. "Cecilia. Non mi chiedere più soldi la prossima volta. Come che cosa vuol dire? Continuo a pagarti corsi che non fai. Tu devi andare in piscina Cecilia. Come fai? Te l'ho già detto. O vai da nonna a prendere l'auto o ti accompagna zia. Vedi di svegliarti. Devi darti una mossa anche tu". Il mio abbonamento fa "beep" ai tornelli, poi il suo. Tra me e me spero che vada verso Anagnina e non Battistini invece sento la voce seguirmi anche sulle scale. "Cecilia io ti ho detto che tu devi andare in piscina...:" guardo la signora dove si posiziona, mi metto all'opposto.
Che bello che era quando in Metropolitana a Roma non prendevano i cellulari.
Buongiorgio

29/03/12

Alla ricerca di significato: la Domenica delle Palme


Con la prossima Domenica della Palme, anche quest’anno, faremo ingresso nella Settimana Santa, che rappresenta – per i cristiani – il cuore di tutto l’anno liturgico. Con essa i fedeli ripercorrono, attraverso le tappe del memoriale scandito dalla liturgia, i momenti drammatici che segnano la conclusione della vicenda terrena di Gesù.

Il patrimonio di Gheddafi resti in Italia per alleggerire il carico fiscale


Avrebbe potuto aspettare qualche giorno Mario Monti prima di dare il via al salasso sulle buste paga degli italiani. E magari, dalla storia che segue, prendere spunto e farsi venire una brillante idea per non aumentare l’Irpef o, comunque, per non farla pesare troppo sulle spalle degli italiani. Come? Con il tesoro di Gheddafi in Italia. Un patrimonio appetibile, sequestrato ieri dalla Guardia di Finanza, del valore di circa 1,5 mld di euro. C’è di tutto nella lista dei beni sequestrati dalle Fiamme Gialle e reso pubblico ieri: mobili, immobili, contanti e investimenti. Soprattutto partecipazioni azionarie, come l' 1,25% per cento di Unicredit (611 milioni), lo 0,58% di Eni (406 milioni), il 2% di Finmeccanica (41 milioni), lo 0,33% per cento di Fiat e Fiat Industrial (rispettivamente 20 e 34 milioni) e l' 1,5 per cento della Juventus (circa 16 milioni). All’Ubi, all’Ubae, al Bper e all’Abc International, invece, sono stati sequestrati 255 mila euro, 132 mila dollari in contanti e oltre a 650 mila euro in titoli. Ma c’è di più perché tra le proprietà del leader libico vi erano anche: un bosco di 150 ettari a Pantelleria, un appartamento nella Capitale e due moto, fra cui una Harley Davidson.

Insomma, un bel gruzzolo che Gheddafi aveva deciso di investire nel nostro paese anche in virtù della storica amicizia con Silvio Berlusconi. Soldi che avrebbero potuto servire per non tassare ulteriormente i cittadini italiani, la maggior parte dei quali si trova in grosse difficoltà economiche, e che invece serviranno per risarcire le vittime del regime libico. Ma non è mai troppo tardi, perché questi soldi possono ancora restare in patria. Magari risarcendo le imprese italiane che lavoravano in Libia, e che in questi mesi hanno perso ingenti capitali, o inserirli nel bilancio dello Stato per alleggerire un carico fiscale che sta strozzando le famiglie italiane.

Uomo si dà fuoco davanti Agenzia Entrate: per l'Ansa è "spettacolo"

"Un uomo, un italiano di 58 anni, si è dato fuoco questa mattina alle 8 dentro una vettura parcheggiata davanti alla sede della Agenzia delle Entrate a Bologna. L'uomo è ricoverato al centro grandi ustionati di Parma, ha ustioni su tutto il corpo ed è gravissimo. A causare il gesto estremo sarebbero stati problemi economici. Prima di darsi fuoco, l'uomo aveva lasciato tre lettere, una indirizzata alla commissione tributaria. In una delle missive fa riferimento e pendenze tributarie: pare che si scusi e dica di avere pagato le tasse. E annuncia l'intento di andarsene."
Questo si legge sul sito dell'Ansa , la principale Agenzia di informazione del nostro Paese solo che, ad uno sguardo più attento si possono scoprire almeno altri due fatti inquietanti oltre la notizia che lo è di per sé.
L'Ansa mette la informazione nella sezione "spettacolo" assieme a Goran Bregovic maestro della notte della Taranta e alla comunicazione su una nuova vendita tramite asta di foto di Marylin Monroe. 
Dove sarebbe lo spettacolo? Forse quella del fuoco che brucia una persona, perchè non riesce a pagare le tasse, è una notizia che dà spettacolo?
Dà spettacolo non "da' spettacolo", con apostrofo, come titola l'Ansa: "Si da' fuoco". La grammatica italiana dice che da' significa "dai", imperativo. Certo, le tasse obbligano a darsi fuoco oggigiorno, purtroppo questo è diventato un imperativo per molti che non ce la fanno più ma son certo che il giornalista dell'Ansa volesse sottintendere questo. 
Penso invece che l'Ansa, con l'ansia di dare le notizie sempre per prima, abbia fatto due errori grossolani che fanno ancor più male a noi che leggiamo ed a questo nostro concittadino arrivato a questo gesto estremo.


La visita del ministro Profumo ad una "riverniciata" scuola romana


Mentre come tutte le mattina percorrevo con mia figlia il tratto di strada che dal parcheggio ci porta a scuola, tra risate e saltelli, noto con stupore che, nei pressi, c'è un discreto ammassamento di uomini e donne delle Forze di Polizia. Che strano, forse gli alunni della scuola elementare di mia figlia avranno posto in essere qualche comportamento che ha turbato l'ordine pubblico? Avranno, tutti insieme, gettato gli involucri delle loro merendine dalle finestre? Avranno sequestrato le loro adorate maestre per giocare con loro invece di fare lezione? Chiedo a mia figlia la quale mi risponde che non c'è bisogno di fare tutto quello che le ho chiesto, lei a scuola ci si trova bene e le sue maestre sono talmente brave da far gradire qualsiasi materia, anche la più noiosa, perché la presentano in maniera ludica.

Allora cosa mai sarà accaduto? Come al solito, curioso come una scimmia, chiedo a dei Vigili Urbani intenti a far rispettare il divieto di fermata in seconda fila (malcostume del tutto italiano) e mi sento rispondere che il ministro della pubblica istruzione farà visita, di li a poco, al Liceo Scientifico Torricelli che confina con la scuola di mia figlia. Ci risiamo! Tanto rumore per nulla! Ed ora rammento anche i miei commenti dei giorni scorsi in merito ad un “restayling” dello stesso Liceo; commentavo dicendo:”finalmente, era ora che investissero qualche soldino nel rifacimento di qualche istituto scolastico pubblico!”.

Ma ahimé il tutto non era finalizzato a dare di nuovo valore a qualche istituto scolastico pubblico, ma solo a non far vedere al ministro del MIUR di turno, che le scuole pubbliche stanno andando in rovina per causa sua e dei suoi predecessori! Che delusione profonda! E quanto dolore mi provoca sapere che quel “povero” uomo stamattina sarà costretto a salire su di un'auto blu, lasciando la sua, sempre ammesso che l'abbia, in garage e senza dargli la possibilità di contribuire all'economia del paese mettendo una decina di Euro (magari di più non può!), oppure privandolo della possibilità di comperare un BIT e fruire degli splendidi mezzi di trasporto pubblico della nostra città! Poverino!


Ma lui, ligio al dovere, userà quell'auto blu, percorrerà mezza Roma bypassando gli ingorghi e le file, e giungerà al Liceo in questione dove ci saranno ad attenderlo studenti, docenti e qualche altro che ben poco ha a che fare con tutto ciò ma che comunque “farà numero”. Che tristezza, mi vengono alla memoria scene di un vecchio film che forse qualcuno ricorderà: ”Anni ruggenti” con Nino Manfredi che viene scambiato per un Gerarca mandato da Roma ad ispezionare l'operato del Podestà di un paese delle Puglie. In questo film, per far vedere l'efficacia del sistema, si spostavano capi di bestiame, sempre gli stessi, da una fattoria all'altra!

Son passati anni ma il sistema è lo stesso. Apparire! E la scuola di mia figlia, dove le insegnanti fanno salti mortali per rendere gradevoli le giornate dei nostri figli offrendo una indubbia professionalità e uno spiccato senso del dovere, spesso ricorrendo anche al supporto dei genitori, non riesce ad avere i soldi per rimettere a norma il campetto sportivo! E va beh! Allora caro Ministro Profumo, sia cortese, visiti anche la Scuola elementare Forte Braschi così, magari, si troveranno i soldi per risistemare il piccolo campo sportivo e le prometto che non la costringerò a venire in auto blu, la verrò a prendere con la mia, le farò fare le strade ordinarie, comprensive di traffico e, se lei mi permetterà, le esprimerò tutta la mia gratitudine offrendole anche una frugale colazione, cappuccino e cornetto perché altro, al momento, non posso permettermi.

Paolo di Roma

Milan-Barcellona: zero a zero palla al centro, ma si poteva vincere

Certo... se avessimo attaccanti che segnano, ieri si poteva anche portare a casa una bella vittoria a San Siro contro il più forte Barcellona di Pep Guardiola che, tranne per venti minuti, è sembrato finalmente battibile e, mi permetto di dire, a tratti anche stanco.Certo, se Robinho sapesse fare goal da due metri dopo due minuti, chissà cosa sarebbe successo. Ma come al solito le partite sono piene di "se": se avessero ammonito Messi e Keita, se avesse fischiato il rigore su Sanchez e Puyol..... ma io sono di quelli che ricordano il maestro Boskov: rigore è quando arbitro fischia. Puyol intervistato a termine partita ha detto: non parliamo mai di arbitri. E questo è lo stile Barca ed il mio  Zero a zero e cinquanta per cento delle possibilità di passare il turno per entrambe. Io sono soddisfatto perchè l'avevo già scritto: prima regola nelle doppie sfide di Champions è non prendere goals in casa. Poi, conciati come siamo con tutti sti infortunati, che potevamo pretendere di più dal fermare l'armata Barca? Certo, non è semplice andare a Barcellona e segnare, vincere o pareggiare. Ci vorrà un'altra nostra partita quasi perfetta (ottimi Ambrosini, Antonini, Abbiati)  ed una loro incolore per superare il turno ma tutto è possibile davvero, anche un goal di Robinho od Emanuellsson (ma perchè lo fa giocare e non mette dentro Mazi Lopez?): sognare non costa niente.
Zero a zero a Milano e due risultati possibili a Barcellona. In mezzo ci sarà la difficilissima trasferta di Catania ed ha ragione Allegri a dire che vale mezzo scudetto: mangiamoceli!

A Lecce campagna elettorale sexy, simpatica e non volgare

A Lecce siamo nel bel mezzo del Salento ma anche di una simpatica campagna elettorale sexy ma non volgare difatti è guerra a colpi di manifesti tra il sindaco uscente di centrodestra che si ricandida alle Comunali del 6 e 7 maggio e che sulle sue pagine dei social network ha pubblicato una propria foto con il seguente appello: «Ciao casalinga leccese. Sono Paolo, alto, brizzolato, slanciato, tennista. Cucino, lavo, stiro, apparecchio. Se vuoi conoscermi, spesso sono in Comune. Astenersi perditempo. Ps: Si accettano anche comuniste». Altrettanto ironica e con la stesso mezzo, ha replicato la sfidante del centrosinistra, Loredana Capone: «Paolo Perrone è certamente un bell'uomo, usciteci pure a cena, corteggiatelo, fatelo sentire speciale. Saprà stirare e cucinare, ma non è molto bravo con la gestione della cassa: i conti del Comune sono disastrosi. Care casalinghe, Paolo Perrone è l'uomo ideale per passare una sera, ma se dovete scegliere il sindaco, meglio lasciar perdere. Uscite con lui e governate con me». Vi immaginate la prossima campagna elettorale nazionale con simil manifesti a nome di Alfano-Bersani-Casini-DiPietro? Per fortuna che dovrebbe mancare Berlusconi!
Buongiorgio            

28/03/12

Piangiamo sulla crisi o ci ricordiamo di essere vivi?!


Quando scrivo qualcosa che"scotta",non lo faccio perché mi va e basta,ma perché mi baso su fatti ed esperienze.Non ascolto solo i tg che un giorno ci proiettano nella disperazione e quello dopo ci raccontano una favola,che sono sempre mossi dal colore politico della rete,che prima dell'obiettivo di fare informazione hanno quello dell'audience o di persuadere gli spettatori di qualcosa.Io cerco di vedere la realtà con i miei occhi,di formarmi un'opinione e,nel caso di Frews,di comunicarla agli altri.Sono contenta quando nel bene o nel male,scuoto le persone,l0 ammetto!Stamattina approdo su Frews e il Direttore ci racconta di Alessandro,ragazzo down che ha aperto un ristorante con uno staff di dipendenti che hanno tutti la Trisomia 21.Credo che la loro forza sia che essendo partiti con una difficoltà in più rispetto a quelli che nascono senza avere alcun problema,non hanno avuto molto tempo da passare a rovinarsi il fegato sui tanti mali della società moderna,ma hanno dovuto fare sempre di più,di più,per fare dei passi che di giorno in giorno rendessero più belle le loro vite.E in tempo di crisi,Alessandro apre un ristorante!In bocca al lupo a questo novello imprenditore! E adesso arrivo al discorso crisi,che direttamente non ho mai sviscerato sul nostro blog.Uno Stato in cui la benzina arriva a costare 2euro al litro,è in crisi,ha dei grossi problemi.Nomino la benzina per non parlare di altri mali,ma non è che li ignori.C'è tanta disoccupazione e ci sono i laureati a spasso,rimetto il dito nella piaga.Starò diventando masochista?La crisi che mi spaventa di più,però,non è quella economica,ma quella dell'animo umano.Credo che tante persone ieri abbiano potuto scaricare della tensione repressa replicando al mio post.Si possono avere delle idee tanto diverse,ma cercare un punto di incontro.Oggi mi attirerò forse altre ire,ma a me piace esprimermi!La crisi c'è,ma l'altro giorno,quando sono andata a comprarmi un giubbino estivo perché mi serviva,non per fare shopping di piacere,gli 8 camerini del negozio erano tutti occupati,c'era altra gente in fila davanti a me,alla cassa ho fatto un'altra fila per pagare.Ed era giovedì pomeriggio!Quando vado al super,giusto se arrivo alle 9 o alle 16 non trovo la coda al banco degli affettati e della carne.Inoltre,come scritto in passato da Gibertini,negli ultimi giorni del mese,i supermercati fanno buone offerte per permetterci di non stare troppo impiccati.Io,mamma disoccupata,non ho vergogna di dire che,presentato l'ISEE,ho ottenuto un certificato che mi permette di pagare i farmaci meno di chi ha più mezzi economici.Quando Jennifer è nata,all'anagrafe mi hanno detto:-Signora,ha fatto domanda per il bonus bebè? E io:-Non credo di rientrarci. (Cioè di avere i requisiti per averlo) -Ci provi,lo hanno preso in tante! Me l'hanno dato.E noi abbiamo fatto il passaparola tra gli amici neo-genitori.Cosa sono 1.500euro?Ve lo dico io:al corredino ci pensano i parenti,il latte formulato,ringraziando Dio,non mi è servito,ma il bonus ha reso più tranquilli noi genitori che lo abbiamo chiamato"cuscinetto per le emergenze"ed evitiamo tuttora di ricorrervi.C'è chi dice che sono pochi.Ma io penso sempre che poco è meglio di niente.E non sono un'ottimista,ma una che pensa che quando ti arriva una piccola cosa positiva,tra tante negative,bisogna sorridere invece di incazzarsi.Sarò superficiale....Ieri,leggendo le repliche al mio post,mi è venuta una voglia incredibile di lavorare.Perché io sono una che prova una soddisfazione tremenda a smentire i pronostici.Ai colloqui di lavoro ho ricevuto sempre dei si,anzi,no,un solo no ma non è che mi ci sono soffermata su quel no.Quei si non li vedo frutto dell'essere una maestrina,una prima della classe,sono tutt'altro!Ma di questa voglia pazzesca di non farmi condizionare da una società in crisi,da un mondo che va male,perché finché si ha salute,si deve fare l'impossibile.E la cosa più impossibile è sperare.Beh,io spero!Tante persone detestano questo mio carattere tremendo,inarrestabile,ma io me ne frego dei governi,della Merkel,io penso a non perdere ogni piccola buona cosa che mi capita e quando va male,reagisco,cerco....un modo!In questo momento sto pensando ad una delle creature più buone che conosca,mia sorella,diversissima da me.Quando a Rò gira male,capita che gli occhi si colmino di lacrime e vengono anche a me,Rò è come fosse la mia prima figlia,ha 21 anni,non ha un lavoro fisso e io la guardo e esclamo:-Che ca..o piangi?Si lotta,non si piange! E lei ride e mi fa:-Che sorella che c'ho!Io non lo so come fai! Ho esordito riallacciandomi all'articolo di Giorgio e per tornare in tema,racconto un episodio accaduto quando ero ragazzina.In estate,in passato,mamma veniva mandata a lavorare in un istituto di ragazzi portatori di handicap,ma handicap gravi.Le educatrici coccolavano quei ragazzi,li accudivano amorevoli,tranne una,che li spronava,non gli puliva il viso,ma gli dava i tovaglioli e li esortava a farlo da soli,quando le altre li tenevano in giardino,lei li portava in palestra.All'inizio non mi piaceva.Poi ho capito e un giorno mamma le ha detto:-Anna,dice Francesca che qua dentro sei la più brava! E lei mi fa:-Io prima ero come le altre.Poi un giorno mi è morto un ragazzo sulle braccia e ho giurato che non sarebbe più successo. Anna sapeva che le carezze compassionevoli non servono. Io sono convinta che oggi la gente,i giovani,specialmente,abbia bisogno di una scossa,di un'esortazione.Che dovrei scrivere:-Poverini i laureati disoccupati!-Certo,è umiliante dipendere dai genitori! Sapete oggi che scrivo?Che il mio compagno di liceo con cui ci detestavamo,si è laureato in una facoltà umanistica,lavorando anche come cameriere. In tempi di crisi,si stava aprendo uno studio,si stava facendo un nome,perché era quello che voleva,credo.Lo voleva.Lo voleva.Lo voleva. Il giorno dopo il suo 28esimo compleanno,stava facendo il viaggio di ritorno nella città in cui lavorava.Solo la morte l'ha fermato. Voi,noi,siamo vivi!Se volete,i soldi potete guadagnarli,siamo dotati di ingegno,buone braccia,buoni cervelli. Quando io andavo a fare un colloquio,calcolavo i soldi spesi per la benzina,o per il treno e mi dicevo:-Fra,tu oggi non te ne vai da lì senza lavoro! Sinceramente,mi sembra sterile un'incavolatura con Monti,con Berlusconi o con Prodi che c'era ancora prima....Loro hanno le loro vite,io la mia!

“Non andare a teatro è come fare toeletta senza uno specchio”




Cari lettori di frews,
alle ore 13.00 del mercoledi penso che siamo a metà settimana; "il peggio" è passato e un altro fine settimana si avvicina. Pensando ai miei programmi del weekend, voglio rendervi partecipi di quello che sarà il mio sabato sera perché, agli appassionati di teatro soprattutto, può interessare. 

Suggerisco una cena veloce ma buona a Fiumicino (dove si mangia bene e si paga poco) e poi tutti al Teatro Traiano a vedere una rassegna teatrale dal nome: “Premio Teatro Traiano” .
Si tratta una rassegna di corti e monologhi teatrali che ha l’obiettivo di far conoscere ed esibire attori di talento, che grazie a questa iniziativa possono confrontarsi e possono presentare i loro lavori in un teatro importante, sotto gli occhi di una giuria di esperti (per esempio l’attore Bellomo) e di una giuria popolare (per esempio tu che mi leggi!).
Sabato 31 marzo sarà la serata dedicata alla tematica sociale e sono certa che ci regalerà grosse emozioni.
Per maggiori informazioni e per prenotazioni potete consultare il link che trovate in fondo all’articolo dove troverete anche i nomi di tutti i partecipanti alla rassegna e della giuria di esperti.
Come hanno voluto ricordare gli organizzatori della serata … <Schopenhauer diceva che “non andare a teatro è come fare toeletta senza uno specchio”; e questa volta il Teatro Traiano ci offrirà uno specchio di tutto rispetto!!>

Link per info:

Milan - Barcellona atto primo: astenersi cardiopatici

Il mio amico Roberto stasera non verrà a casa mia a vedere la partita: soffre di cuore. Gli ho consigliato di starsene nascosto sotto il cuscino ad aspettare il risultato finale, non voglio spostare "cadaveri" dal mio divano... anche perchè comunque aspetterei la fine della partita.
A parte gli scherzi stavo riflettendo in questi giorni come i giocatori della nostra squadra di Calcio rimangano sempre giovani mentre siamo noi ad invecchiare. Un conto è tifare per Ibra (quasi coetaneo...quasi) ma mettermi ad incitare El Sahraawy che è più giovane di mio nipote, e gioca anche peggio, un po' fa pensare.... ma è questa la regola che regge il calcio da sempre.
Riflettevo anche che davvero per certe sfide bisogna essere col cuore saldo. L'ultima sfida con l'Arsenal mi ha provato abbastanza. All'intervallo, mentre i nostri si prendevano un tè caldo, io ed il mio amico Gaetano ci siamo dovuti consolare e farci coraggio a vicenda. Confesso che ogni tanto buttavo l'occhio su un quaderno dei compiti di mio figlio, come se questo movimento dello sguardo forse capace di accelerare quello delle lancette dell'orologio.
Stasera come andrà? Sicuramente i miei figli andranno a letto presto, mia moglie gli seguirà pur di non vedermi incapace di stare seduto e....speriamo di portare a casa il risultato...cosi anche il frigorifero può passare una serata senza ricevere pugni.
Diavoletto buono

Leggings ovvero celebrazione del lato B femminile!


Dicono che il sedere sia la parte più sensuale del corpo femminile.Stando alla voce degli esperti,perché evoca alla mente il seno ma ha il merito di essere più grande e, nel caso in cui sia tonico come quello osannatissimo di Belen Rodriguez o borghesemente garbato (è una battuta eh!) come quello di Pippa Middleton sorella della Principessa d'Inghilterra Kate, più tondo, più staticamente mobile, più mobilmente statico. Per anni, le 30enni come la sottoscritta si sono lambiccate il cervello pensando:-Oggi che mi metto? Fino al provvidenziale ed esaltante (in senso fisico e morale) arrivo dei leggings. I leggings,per dirla senza tanti preamboli, sono delle collant a parecchi denari senza il pezzo che copre il piede. Solo che le nostre nonne le portavano sotto a gonnoni, vestitoni, che poco lasciavano alla malizia maschile, noi.....abbiamo superato, anzi,ci siamo del tutto liberate anche delle minigonne! Bastano i leggings ad esaltare il didietro.E ce n'è per tutti i gusti, sia di leggings, colorati,neri,trasparenti,in similpelle, ricamati che di lati B:a pesca, a pera, a mandolino....comunque,finché per fare il paragone tra un paio di glutei si ricorre a frutti e strumenti musicali,è tutto ok,quando si nominano latticini...forse è ora di andare a correre o di fare un pò di step.Ma i leggings hanno il merito di adattarsi a tutte:se proprio non vi piace il vostro didietro,mettete una maglia un pò più lunga ma è un peccato,perché gli uomini amano l'abbondanza e perché ogni uomo ha un proprio gusto.L'autrice del post,anche se non vi interessa,ne possiede 14 paia e ormai non mette quasi più i jeans perché oltre ad esaltare le curve,questo indumento ha il vantaggio di smentire il detto"Chi bella vuole apparire un pò deve soffrire".Sono comodissimi e costano poco! Poi non dite che noi donne siamo discriminate!(anche questa è una battuta,per la cronaca!)

Buoni leggings a tutte o meglio,a tutti!!!

Il patto della vergogna che ci riporterà indietro di cinquant'anni


Il patto della vergogna. Tale si può definire l’accordo uscito dopo il vertice svoltosi ieri tra i leader dei tre maggiori partiti italiani. L’(an)alfabeto della politica stavolta ha toppato alla grande, dimostrando una regressione di idee e progetti spaventosa che mette a rischio la democrazia italiana. La decisione di procedere con le riforme costituzionali, di pari passo con la legge elettorale, non sarebbe stata neanche tanto male, se non fosse che le linee guida per riformare il nostro sistema elettorale ci riportano indietro di cinquant'anni, ai tempi dei giochini di palazzo, quei tanto odiati accordi sottobanco che caratterizzarono la prima repubblica, quando i governi li facevano i partiti e non il popolo.

Restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari, un sistema fondato non più sull’obbligo di coalizione, indicazione del candidato premier, soglia di sbarramento e diritto di tribuna. Saranno questi i punti cardini attorno al quale ruoterà il confronto parlamentare per la riforma e che metteranno a rischio l’essenza della volontà popolare, nonché il peso dei due maggiori partiti italiani, ossia Pd e Pdl. Perché se è vero che da un lato si restituirà al popolo la possibilità di scelta del singolo parlamentare (anche se è tutto da vedere, visto che l’opzione delle preferenze non è del tutto scontata), è ancor più vero che dall’altro la scelta di abolire l’obbligo di indicare la coalizione prima del voto favorirà la politica della convenienza, facendo prevalere gli interessi di bottega a quelli del popolo. Tradotto dal politichese significherebbe che Pierfurby Casini, davvero ‘furbo’, pardonne per il gioco di parole, potrebbe permettersi di presentarsi alle elezioni da solo, aspettare i risultati e, soltanto allora, schierarsi a seconda di quanti ministeri e sottogoverni gli verrebbero assegnati. Cosa che renderebbe vana l’indicazione del Premier prima delle elezioni e soprattutto del programma di Governo (quest’ultimo si stilerebbe soltanto ad alleanze delineate).

Insomma, più che un grande accordo, più che una dimostrazione di buona politica, l’accordo - che per ora rimane tale, perché dalle parole bisognerà passare ai fatti - non altro rappresenta che un clamoroso autogol di Bersani e Alfano, ai quali forse manca più di un quid. Sono due i buoni motivi a dimostrazione di ciò: in primis permetteranno a Casini di continuare il gioco dei due forni, una sorta di trasformismo moderno a correnti alterne. In secundis garantiranno a Monti un secondo mandato anche dopo la scadenza naturale di questa Legislatura. Perché se passerà questo modello, una volta formato il nuovo Parlamento, ci potrebbe essere un clamoroso liberi tutti che spalancherebbe nuovamente le porte di Palazzo Chigi al professore. Insomma, tra tutte le soluzioni possibili l’(an)alfabeto politico ha scelto la strada peggiore. Perché sarebbe bastato mantenere il porcellum, aggiungendo le preferenze e il vincolo di mandato. Ma forse questo non andava bene a chi sta remando contro la nostra democrazia, dandoci l’illusione di restituire al popolo la voce che nessuno ascolta più.

Oggi ho voglia di lamentarmi: chi lavora e chi prende vitalizi?


Che mi perdonino gli illuminati pregni di verità politiche e legati a ideologie multicolori, ma oggi ho proprio voglia di allinearmi a tutti coloro che si lamentano delle disparità di trattamenti. Si fa un sacco di chiasso per la riforma dell'art. 18, chi sbandiera che sia necessario per la ricrescita economica del paese, chi alza gli scudi perché ritiene la modifica “anti lavoratori”, insomma tanto rumore........ e come al solito, per nulla! O meglio, per il beneficio di pochi. Ma non è di questo che mi voglio lamentare! Vorrei capire un paio di cosette che sembrano non proprio coerenti con l'andamento delle riforme volute da questi “signori” in nome di un benessere futuro.

Inizierei, se mi è consentito, da una frase Dura lex, sed lex, per qualcuno potrebbe risultare altisonante, ma in un sistema democratico, sempre ammesso che qualcuno si ricordi cosa vuol dire democrazia, è basilare. Insomma partendo da questo ammonimento (la legge anche se dura va rispettata), mi viene da chiedermi se la sua applicazione debba essere uguale per tutti! Beh lo troviamo scritto in tutte le aule di giustizia e da ciò devo dedurre che qualunque legge (civile o penale) debba essere applicata a tutti indistintamente.

Partendo da questa breve riflessione vorrei fare un salto all'indietro partendo dal 1995 quando uno dei tanti governi ha messo mano al sistema pensionistico italiano per “allinearlo” ai sistemi europei. Ricordate quella riforma? Io la ricordo bene poiché, da tale data, mi sono visto modificare “unilateralmente” il mio sistema pensionistico. Badate bene non mi lamento ma mi sorge un piccolo dubbio:” se dal settembre 1995 tutti i dipendenti dovevano passare da un sistema retributivo ad uno contributivo, perché questa riforma per alcune categorie andrà in vigore solo da questo anno?” Ah! Forse è colpa delle poste italiane, non hanno consegnato in tempo l'avviso a circa un novecento personaggi!!!! va beh 900 su qualche milione l'errore ci può stare!


Che carini! Si riempiono la bocca di Europa prendendola ad esempio per ogni cosa che possa fare cassa, ma mai che la prendano ad esempio per fare quei sacrifici tanto pubblicizzati per il bene di tutti! Curiosando per il web, infine, mi sono imbattuto in un articolo che aveva per argomento i costi che dobbiamo sostenere, non solo per i famosi novecento di cui sopra, ma anche dei loro predecessori sia in vita, sia passati a miglior vita! Se i dati sono esatti (mi è impossibile valutarne la fonte) si parlava del fatto che “mensilmente Camera e Senato staccano 2.238 assegni di vitalizi ( e un altro migliaio di reversibilità agli eredi dei parlamentari scomparsi) da 3000 a 10 mila euro. Tra i destinatari vi sono anche tre parlamentari per un giorno e altri rimasti in carica per qualche settimana. Ogni anno le indennità dei parlamentari in carica assorbono 144 milioni, i vitalizi ne richiedono 218 , il 51% in più” ed in più “Quanto ai limiti d'età, è stabilito che i parlamentari con una sola legislatura possano godere della pensione a 65 anni; basteranno, invece, 60 anni per quelli che hanno più legislature alle spalle. È previsto che la modifica al trattamento previdenziale dei parlamentari si applichi ai nuovi eletti e, pro-quota, a quelli in carica”.




Non amo fare del populismo, e nemmeno mi ergo ad economista, ma qualcosa non quadra! La riforma che mi ha toccato ha avuto effetto con una sorta di retroattività, mentre per i famosi 900 non solo non è stata retroattiva, ma con un'applicazione posticipata di ben 17 anni. Comunque vorrei invitare il portalettere ad essere più veloce nel consegnare tali avvisi perché, come sempre, sarà solo sua la colpa del malfunzionamento della questione e, ora, dovrà anche vedersela con questo nuovo art. 18 perché, a dir di molti, quello vecchio è stato la causa del declino di questa “italietta”!!! Termino con una frasetta di manzoniana memoria: “a quale se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta , ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta”.


Paolo di Roma

Mentre noi parliamo di lavoro un ragazzo down apre un ristorante

Qui su Frews lavoriamo tutti e quando abbiamo qualche minuto scriviamo per passione su questo blog quotidiano che sta diventando serio e grande forte dei suoi mille lettori al giorno. In questi giorni ci siamo confrontati in tanti, redattori e non, sul tema del lavoro che è di stringente attualità. Allora come buongiorgio di oggi vi voglio parlare de L'Antica Locanda: un ristorante gestito da un ragazzo down. Questo esempio viene da un piccolo paese della Sardegna, San Sperate, dove è stato inaugurato in questi giorni un nuovo ristorante, chiamato "L'Antica Locanda", e che racchiude in se un piccolo segreto ed un grandioso messaggio di speranza. Si tratta infatti del primo locale il cui ristoratore è un ragazzo affetto da Trisomia 21, meglio nota come sindrome di Down, tanto che almeno nella serata inaugurale il personale, inclusi i camerieri, era composto da ragazzi down (nello screenshot sopra, uno dei ragazzi che hanno servito ai tavoli). A gestire il ristorante è quindi Alessandro Batzella, 25 anni che è si un ragazzo down, ma la cosa non gli ha impedito di raggiungere la qualifica all' Istituto Alberghiero e che sorridente così dichiara "Voglio far questo lavoro, mi piace servire ai tavoli, preparare le colazioni. E che siano abbondanti, perché il cliente deve sempre alzarsi da tavola e andar via soddisfatto".
Buon pranzo e buongiorgio

27/03/12

Allarmi. E' tornata la macchina del fango mediatico

Allarmi. E’ tornata la macchina del fango mediatico. Non si sa per quanto. Non si sa se è solo un rigurgito degli antichi fasti berlusconiani o un ritorno perenne. Si sa solo che è tornato, causando quegli stessi danni ad personam che affossarono la figura di Silvio Berlusconi. La storia è questa: è lo scorso dicembre. Emilio Fede passa la frontiera svizzera con una valigetta piena di contanti (come? La Svizzera non aderisce totalmente agli accordi sulla libera circolazione, né di persone né di denaro). Accompagnato da un’altra persona, che non sarebbe nota alla GdF, la quale sta svolgendo verifiche assieme all’Agenzia delle Entrate, entra in una banca di Lugano, cercando di versare circa 2,5 mln di euro in contanti (il contenuto della valigetta). Ma qualcosa va storto. La banca, riferiscono i maggiori quotidiani che hanno pubblicato la notizia, non accetta il denaro. Motivo? La provenienza è sospetta. Ragion per cui non solo la banca si rifiuta di accettare il versamento (in Svizzera la politica delle banche e il massimo anonimato nonché la minore pubblicità di episodi come questi) ma fa partire tramite il dipendente che si è occupato della questione una segnalazione alle autorità italiane competenti in materia.

C’è chi dice fosse i famosi soldi che Fede sottrasse dall’ingente prestito fatto da Silvio Berlusconi a Lele Mora. A pensarci bene, mediaticamente parlando, è una storia boom, uno scoop di altri, una mano santa per vendere qualche copia in più in tempi di magra. Talmente fantasmagorica, come storia, che merita il primo piano nell’edizione online del Corriere della Sera e un lungo articolo su ‘La Stampa’ di Torino.

"E' totalmente falsa, inventata di sana pianta. Qualcuno ha inventato tutto questo, mi fa orrore e anche paura che si possa arrivare a inventare una cosa del genere. Sono di fronte a qualcuno che ha inventato la notizia con uno scopo, a me molto evidente. Non è possibile che io, avendo già i problemi che avevo, mi sarei presentato in giro per la Svizzera con una valigetta piena di contanti. E' un falso organizzato”, ha detto il diretto interessato. Ora, lungi dal fare la strenua difesa di Emilio Fede, anche perché è improbabile che abbia bisogno di più di un difensore, la storia puzza. E’ difficile dire se coloro i quali hanno avuto l’occasione di leggere la storia e notare l’eco mediatico con cui è stata rilanciata hanno avuto la stessa impressione.

E’ stato quasi come rivivere qualcosa di già detto, di già scritto, di già visto. Un dejà vu, una cassetta riavvolta e proiettata nuovamente. L’unica cosa certa è che la macchina del fango è tornata a colpire. E ha scelto, non a caso, uno dei fedelissimi di Berlusconi. Sarà una coincidenza, viste le voci che vedono il Cav. molto attivo nelle cabine di regia della politica? Sarà un avviso? O sarà il preludio di qualche nuova eccezionale ondata di fango nei confronti dell’ex presidente del Consiglio? Chissà. Teniamoci pronti, ma soprattutto teniamoci forte.

Prefazione di Silvio Berlusconi al suo nuovo libro sulle campagne elettorali

Scorrendo le pagine di questo libro, ho pensato a quanto lavoro, quanto impegno, quante iniziative abbiamo realizzato in tutti questi anni, allo scopo di portare alla conoscenza di tutti i cittadini i nostri progetti di cambiamento per l’Italia.

Dopo la lettera del Signor Nonno, mi discolpo e rispondo a Sara


Ieri ho letto e commentato con assenso la lettera del Signor Nonno Gibertini, rivolta al Nipote e, per quello che ci ho letto io,a i giovani in generale. Ho concordato con Lui che chi consegue lauree in discipline tecniche,matematiche,scientifiche,molto raramente resta disoccupato e che spesso,dietro a ragazzi laureati in facoltà umanistiche,ci sono genitori boriosi che vogliono a tutti i costi il titolo per i figli non troppo predisposti allo studio.

Poco fa, sono venuta qui sul Nostro Frews e ho trovato il commento di Sara, laureata in Beni culturali, risentita per le mie parole.Vorrei chiarirmi e spiegare la mia posizione.Come già dichiarato su questo blog, io ho(quasi)30 anni, sono laureata in Scienze politiche, avevo a 24 anni un contratto a tempo indeterminato in una multinazionale,quando a 26 ho scelto di diventare mamma, ho deciso di occuparmi solo della famiglia. Era un buon posto quello, ma c'erano tante pressioni,giustamente,ed io non so se sarei riuscita,dopo il parto,a fare al meglio la mamma e l'impiegata.Sono convinta che non ottenni quel contratto per la mia laurea,quella forse,ha fatto scena sul C.V.,ma per altre qualità. Prima tra tutte,la voglia di apprendere! Ancora consulto il dizionario quasi tutti i giorni per imparare nuovi vocaboli,per conoscere la corretta dizione di un termine,liberandolo dalla cadenza dialettale.Ancora,come sento nominare il nome di una località geografica,voglio sapere dove si trovi,che forma di governo c'è nel suo Stato e ancora...tante altre cose.Il mio motto è sempre stato:"Sono in sfida con me stessa in un costante impulso al miglioramento".Una mia amica che crede che"d'accordo"si scriva"daccordo"si incavola sempre perché ha la stessa laurea di Sara e non ha un buon posto.E resto convinta di quello scritto ieri nel commento,resto della stessa idea del Nonno Gibertini. Quando ci iscriviamo a facoltà umanistiche,sappiamo che sarà molto più complicato trovare una collocazione professionale.Per la sproporzione tra gli iscritti a questi corsi di laurea e quelli iscritti agli altri.Mia madre,che ha fatto la 3a media, pure me lo disse di non fare una facoltà umanistica,perché non mi sarebbe servita a molto. Sara ribatte di essersi orientata su Beni culturali per passione. Ha fatto bene. Come ho fatto bene io.Però,se la richiesta c'è nei confronti di laureati in materie d'altro tipo, siamo appassionati kamikaze! E'come comprarci un abito che ci sta male solo perché ci piace tanto e poi prendersela con la commessa del negozio perché non possiamo indossarlo.Al classico avevo la media dell'81/2, in pagella 10 in italiano, 9 in filosofia e storia dell'arte,8 in latino e storia....A chi si complimentava,confidavo con sincerità:-Ho scelto il classico per esclusione,se avessi fatto l'istituto tecnico industriale o il commerciale o geometri,sarei stata bocciata un sacco di volte!

Perché,diciamo la verità,gli studi scientifici,tecnici,matematici,sono più tosti,fanno più paura,non sono per tutti.Il mio grande vanto è poter dire di aver fatto Scienze politiche,ok,ma ad indirizzo economico.Ho studiato anche economia aziendale,statistica,informatica,un sacco di diritto,4 lingue straniere.Ci iscrivemmo in 105 a novembre e a marzo,dopo la prima sessione d'esami,rimanemmo in 33.

Ho un cugino ingegnere a Teheran,un amico laureato in giurisprudenza a Pechino,un altro,sempre laureato in giurisprudenza a Tokyo,la sorella dell'ingegnere,laureata in Scienze dell'educazione,maestra di pianoforte,specializzata in musicoterapia,lavora a Parigi.Queste quattro persone hanno in comune una cosa:sono fuori dal comune,molto più dotate di me e di tanti altri! 

Il primo è ritenuto un genio,il secondo ha un'intraprendenza unica, il terzo è un astuto ammaliatore, la quarta è la grazia personificata.Per toglierci da questa crisi globale,è di gente così che c'è bisogno.Purtroppo per gli altri.Ma perché il genere umano sopravviva,è sempre stata necessaria una naturale selezione della specie che porti avanti i migliori.

Inter: basta strafalcioni, investi su Stramaccioni

Forse stavolta Moratti ha azzeccato la mossa. Non i tempi, perchè poteva aspettare la fine del campionato, ma la scelta mi pare quella giusta, e premetto subito, onde evitare equivoci, che non sono interista, anzi. Da ieri il nuovo allenatore dell'Inter è Andrea Stramaccioni, di anni 36, neo vincitore della Champions Leaugue per ragazzi, quella che si è giocata Domenica ed a cui era presente sugli spalti il Presidente Moratti, preferendo quel palcoscenico a Juventus - Inter.
Perchè dico che forse questa potrebbe essere la mossa giusta ma nei tempi sbagliati.
Investire su un giovane di 36 anni come allenatore è un gesto coraggioso: premio il coraggio! Il ragazzo sembra in gamba, tutti ne parlano bene, ha vinto ovunque è andato e dicono che riesca a trasformare in squadra preziosa pure una accozzaglia di ferri vecchi e stanchi. Speriamo. Lo spero per lui e per il calcio italiano. Tutti i tg ora stanno impazzendo per cercare delle clip con Stramaccioni ed anche le foto su google images sono poche ma, da quel che si vede, sembra il tuo fratello minore, nel caso ne avessi uno. Stramaccioni può sembrare un attore, il vicino di casa, il fruttivendolo, il manager rampante, un allenatore di periferia: uno di noi insomma e forse l'Inter per riprendere la sua dimensione italiana, milanese, merita proprio uno di noi, uno come Allegri: senza un passato altisonante (come lo stipendio, vedi Benitez), ma con la voglia di far bene e lavorare. Auguri Andrea.
Spero solo che i tempi non siano sbagliati, cioè che non venga bruciato dagli stanchi senatori della Beneamata in queste nove giornate che mancano alla fine del campionato in corso. Moratti deve investire su di lui con un progetto a lunga scadenza, senza strafalcioni,  (come stanno facendo a Roma) e vedrà che  sarà ripagato col tempo.
Complimenti sinceri per la scelta.
Diavoletto Buono

" Tutto era tranquillo, nella vecchia casa di ringhiera..." il nuovo Giallo di Crapanzano



Il commissario di Pubblica Sicurezza Mario Arrigoni, uomo di mezza età, milanese da generazioni, sposato con una donna più giovane di lui (e molto avvenente, di cui è un po' geloso), padre di una ragazzina scostante sui dodici anni, questa volta si trova alle prese con un delitto che viene bollato troppo frettolosamente come suicidio: in una casa di ringhiera di Via Tadino, nei dintorni di Porta Venezia, all'ora di cena il corpo di una signora quarantenne precipita dal quarto piano. Dopo gli interrogatori di rito e le confidenze indiscrete dell'immancabile portinaia ficcanaso, si scopre però che la vita della presunta suicida non è così lineare come si vorrebbe credere; dietro la facciata irreprensibile di moglie e madre di famiglia si nascondono segreti e scandali che coinvolgono anche altri abitanti della casa di righiera di via Tadino 17/a...

Più che la trama gialla in sè, dalla soluzione un po' affrettata, è interessante la capacità evocativa del libro, che riesce a ricreare con efficacia l'atmosfera della Milano anni '50, tra vecchie botteghe, bar, viaggi in tram dai numeri di linea ormai scomparsi ed abitudini e usanze tipiche delle famiglie medio borghesi di sessant'anni fa (i pasticcini della domenica, il giro sulle giostre dei giardini di Porta Venezia...); chi conosce i luoghi del libro avrà poi l'ulteriore spunto di divertirsi a confrontare ieri ed oggi, quel che è mutato e quel che, in fondo, è rimasto molto simile.

La Milano del secondo dopoguerra, con il suo ottimismo e la voglia di fare e ricostruire, è lo scenario (nonchè una dei protagonisti) di questo giallo di Dario Crapanzano, edito da Fratelli Frilli, casa editrice che dimostra anche in quest'occasione un interesse, oltre che per gli autori esordienti, per le storie in cui l'atmosfera noir si accompagna agli aspetti tipici (ed a volte folcloristici) della città in cui si svolgono, aggiungendo alla trama una patina di credibilità e di immedesimazione, specialmente per chi riconosce i luoghi ed il contesto.

Non ho mai visto un imprenditore licenziare un dipendente che lavora

Si parla molto di lavoro in questi giorni ed anche qui su Frews si stanno confrontando giovani ed anziani, chi portando le proprie speranze, chi la propria esperienza. Mi fa molto piacere questo dibattito e cerco di entrarci con un piccolo contributo che si riferisce ad una mia esperienza lavorativa passata e si allarga alla dibattito in corso "nei Palazzi" sull'Art.18 e più ancora sulla riforma del lavoro.
Nella mia esperienza ho conosciuto tantissimi imprenditori, grandi o piccoli, di quelli che davvero costituiscono il tessuto sociale ed economico della nostra nazione. E ne conosco ancora tanti. Vi posso assicurare che mai qualcuno di loro ha licenziato, o costretto ad andare via, dipendenti che lavoravano. Sarebbe una contraddizione in termini, non concordate? La prima risorsa di una azienda è la risorsa umana: se questa si trova bene, è ben retribuita, valorizzata, rende il giusto e quindi perchè un imprenditore dovrebbe fare di tutto per privarsene? Mi sembra una sciocchezza.
Tutto questo lo dico con riferimento alla discussione attorno all'Articolo 18 ed alla Riforma del Lavoro perchè, d'altro canto, conosco tantissimi imprenditori, grandi e piccoli, che non riescono a liberarsi di dipendenti che tutto fanno tranne che lavorare, di quelli da "lo stipendio fisso ed il lavoro si paga a parte". Ognuno di noi forse conosce qualcuno che tutta la vita la passa a casa dal lavoro con vari ed originali espedienti, complice anche una classe medica che non svolge adeguatamente il proprio lavoro. Queste persone sono un costo doppio per la azienda e per la società: meritano di tenersi il posto di lavoro?
So che sto generalizzando e che ogni caso andrebbe visto singolarmente, però se pensiamo al Pubblico (ovvero a tutti i dipendenti dei vari Ministeri od Enti pubblici) beh, anche generalizzando in alcuni "corridoi" è difficile sbagliare.

Ieri era la giornata della lentezza: lentamente oggi la celebro

Ieri cadeva la Sesta Giornata Mondiale della Lentezza, che invita ognuno di noi ariconsiderare i ritmi che scandiscono le incombenze ed i momenti lieti della vita quotidiana. In un momento difficile e segnato da continue trasformazioni, sarebbe bene provare a riflettere su come l'abitudine di vivere a folle velocità stia arrecando danni all'ambiente, all'economia ed alla società, di cui spesso, seppur inconsapevolmente, noi stessi risultiamo essere la causa.
Sono arrivato in ufficio lentamente (causa traffico), sono sceso al bar ed ho sorseggiato un cappuccino lentamente (causa tazzina bollente), ho provato a lavorare ma la rassegna stampa si caricava lentamente (causa guasto alla linea adsl), sono andato in posta e per fare una raccomandata ci ho impiegato due ore (causa impiegata lenta), per pranzo ci hanno servito un riso scotto perchè si erano dimenticati di noi, la metropolitana per tornare a casa ha impiegato il doppio del tempo (causa improvviso sciopero a singhiozzo dei macchinisti) e in sottofondo musicale, nelle orecchie, ho tenuto Tullio De Piscopo con "Andamento Lento".
Ho scritto questo pezzo oggi perchè volevo reagire con lentezza alla giornata mondiale della lentezza che, ogni giorno, si festeggia a Roma, quasi fosse la patrona laica della Capitale.
Buon.....giorgio 

26/03/12

Minori di 18 anni ed il lavoro che manca: lettera dall'esperienza

Su questa terra ci sono 6 miliardi di persone, delle quali 4 miliardi vivono con 2 € al giorno, 1 miliardo che si chiede NON che cosa mangio oggi, ma se oggi ho da mangiare qualchecosa.... Il resto, e ci siamo dentro noi, nel cosidetto “nord del mondo” che abbiamo da scegliere fra centinaia di cibi, centinaia di regali, tanto che le ns. case sono sature di oggetti inutili, ingombranti e privi di qualunque valore educativo...Il mercato è saturo e le industrie non sanno come smaltire le eccedenze. Per venire a te Jacopo, posso capire il desiderio del motorino, poi ci sarà il motorone, poi ci sarà la macchina, poi viene la macchina più grossa etc, in una spirale inflazionata senza fine.

Quindi AL TEMPO e valutiamo quello che è necessario per vivere con sobrietà ed intelligenza e trarre vantaggio del grande privilegio di essere nati nel nord del mondo, anzi nel nord del nord...pensiamo a chi nasce a Polistena od a Casaldiprincipe, sicuramente è meno fortunato di noi. Quindi impegno nello studio anzitutto con medie altissime, bando alle distrazioni tipo discoteca che distraggono e molte volte distruggono, ( Bacco tabacco e venere riducono l’uomo in cenere) dedicare tempo a chi è meno fortunato di noi gratis, poichè tutto abbiamo avuto gratuitamente.

Riempire quindi la vita di interessi concreti, ripeto studio, lavoro, cultura , esperienze nuove gratuite, che sicuramente nel lungo periodo verranno buone. Diceva J.F.K. non chiederti cosa lo stato ti può dare, ma cosa tu puoi dare alla tua patria con la tua intelligenza. Italia bellissima, right or not this is my country.

Al bando quindi” pensieri strani” a 15 anni, avendo davanti tutta la vita da vivere con serenità,con progettualità e quantaltro occorra per vivere bene. Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e canoscenza...

Si sente spesso che anche fior di laureati sono senza lavoro, ma a me NON risulta che ingegneri, chimici, fisici, matematici etc siano disoccupati, mi risulta che lo siano i laureati in “ Scienze della comunicazione, Scienze politiche etc, tutta lauree che nulla hanno di scientifico, e già Montanelli le indicava fabbriche di disoccupati. Prima di cocludere voglio ricordare la CINA , ed il BRIC, che è diventata la fabbrica del mondo e che sta sfornando milioni di laureati, le cui mamme si vantano di definirsi “ mamme tigri “ perchè vogliono dai loro figli un rendimento del 110%

SENECA diceva che le mamme romane sono la rovina dei figli e da allora sembra che molto poco sia cambiato, purtroppo per noi Europei. Penso di essere molto concreto anche dall’alto della mia veneranda età, ma NON pretendo di avere, come donna Prassede , il monoplio della verita, per cui sono disponibile per un confronto diretto e chiudo sempre ricordando “ Don Lisander “ che alla fine del Suo capolavoro diceva; “ si deve pensare più a fare del bene che a stare bene, e così si finirebbe anche a stare meglio”

Nonno Paolo

Il fattore novità che sta spazzando via la popolarità del Governo Monti

La novità negativa pare non esser piaciuta al Governo dei tecnici. Dopo l’acclamazione a reti unificate del 12 novembre scorso, quando Silvio Berlusconi salì al Colle per dare le dimissioni, favorendo così una fase di responsabile transizione, e la popolarità record registrata agli inizi di Marzo (60%), ora l’Esecutivo a guida Monti naviga in acque buie, stretto tra la morsa dei partiti e quella di un’opinione pubblica che non gradisce più come prima i provvedimenti che con il passare dei giorni stanno prendendo forma.

Il sondaggio pubblicato domenica scorsa sul Corriere, a firma di Renato Mannheimer, parla chiaro: il consenso nei confronti del Governo Monti è sceso di 15 punti nell’ultimo mese, attestandosi al 44%, il minimo da quando il professore della Bocconi ha varcato la soglia di Palazzo Chigi.

Che sia una reazione momentanea ai duri provvedimenti sul lavoro che il Governo vuole varare, come scrive Mannheimer? Può anche darsi, ma questa flessione dei consensi non dovrebbe essere sottovalutata da Mario Monti, il quale sta iniziando a fare i conti con un problema senza dubbio maggiore rispetto al protagonismo mediatico dei partiti, alle ideologie novecentesche e corporative della Camusso e all’attivismo di quelle correnti trasversali che in Parlamento vorrebbero buttarlo giù dal piedistallo: il fattore novità.

Già, perché la novità è un fattore da sempre determinante nel panorama politico italiano sin da tempi non sospetti. Prima di Monti a esser rimasti vittime del fattore novità, e dunque dell’enfasi portata da questo, furono in tanti: Giuseppe Garibaldi, Umberto II, Benito Mussolini, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, solo per citarne alcuni.

Accostare tra loro questi nomi può sembrare un azzardo. E in effetti lo è, se non fosse che tutti questi grandi personaggi, chi in positivo, chi in negativo, sono stati accomunati da una folla festante che li ha accolti come salvatori della Patria e li ha cacciati come infausti traditori.

Così anche Mario Monti, accolto in maniera epica da un paese che con il passare dei giorni sta rimpiangendo l’ottimismo berlusconiano, è finito nella morsa dell’ingratitudine italiana. Quell'ingratitudine che porta l'italiano medio a non considerare i contenuti, le idee, i progetti, ma solo la propria convenienza.

I tempi d’oro sono finiti per i professori, perché ora dovranno fare i conti con il dissenso e con le critiche, alle quali sembrano non essere abituati. Sarà dura da qui al 2013 (ci arriveranno?) per Mario Monti. Sarà dura perché forse questa non l’aveva messa in conto. Non aveva calcolato che l’Italia non ha mai avuto grandi statisti, ma solo mode passeggere.

Pacchetto riforma del lavoro: ecco i punti del provvedimento

“Licenziamenti facili”: lo slogan populista e accattivante, ancorché bugiardo, della Cgil e della sinistra si concentra su un solo aspetto della riforma del lavoro (il totem dell’articolo 18), distogliendo così l’attenzione dai contenuti complessivi di un pacchetto di provvedimenti che si tengono gli uni con gli altri e dove ciascun soggetto sociale ha dovuto dare prima di prendere. Vale per la flessibilità in entrata, che risulta più onerosa per gli imprenditori mentre i sindacati festeggiano la fine della “flessibilità cattiva”; vale per la flessibilità in uscita, laddove si stabilisce finalmente che, nel momento in cui assume, un imprenditore non sposa il suo dipendente per tutta la vita. C’è poi il capitolo ammortizzatori sociali che trova un po’ tutti d’accordo. Aggiustamenti se ne potranno e dovranno fare in Parlamento, ma il progetto di riforma non si presta a stravolgimenti, come vorrebbe il Pd per inseguire la Cgil, e in questo senso va l’avvertimento di Alfano sul rischio di una riforma “al ribasso” che non intende in alcun modo avallare.

Il Pdl ha segnalato e continua a segnalare, ad esempio, che la semplificazione delle forme contrattuali (leggi precariato) viene pagata pesantemente dalle imprese, con costi aggiuntivi che appaiono troppo elevati soprattutto per le medie e le piccole. In questo caso noi parliamo di possibili aggiustamenti che siano compatibili con i numeri economici e con la filosofia complessiva del “pacchetto lavoro”. Ben diversa la posizione del Pd, che mostra di voler affrontare il dibattito sulla flessibilità in uscita con il coltello tra i denti e gli slogan della sinistra più estrema: “No ai diktat di Monti”, parole inaccettabili, un Pd di lotta e di governo.


Ma ecco i punti salienti dei provvedimenti sul lavoro.


Flessibilità in entrata.

· Prevalenza del contratto a tempo indeterminato

· Ingresso al lavoro attraverso l’apprendistato

· Contratti a termine più costosi (l’azienda recupera tali oneri in caso di assunzione) e con limite di 36 mesi

· Strumenti per disincentivare la flessibilità “malata” (ad esempio una stretta sulle partite Iva).


Ammortizzatori sociali

· Nasce l’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) che sostituirà l’indennità di mobilità e disoccupazione. Pari al 70% degli stipendi e fino a un tetto massimo di 1.119 euro.

· La Cassa integrazione ordinaria e straordinaria (ma non per cessazione di attività) viene mantenuta, quella in deroga no.

· C’è un fondo per la mobilità destinato al sostegno degli over58.


Flessibilità in uscita

· Per i licenziamenti discriminatori l’articolo 18 resta invariato e vale universalmente per tutte le aziende: è dunque obbligatorio il reintegro.

· Per i licenziamenti economici il giudice non può disporre il reintegro ma solo il pagamento dell’indennità (fino a 27 mesi)

· Per i licenziamenti disciplinari, ove il giudice accerti l’inesistenza del giustificato motivo, il giudice può disporre il pagamento di un’indennità oppure il reintegro.
Di Paolo

Il Papa in Messico sull'esempio degli insigni e generosi missionari


Nel pomeriggio di sabato 24 marzo, il Papa si è recato a Guanajuato, capitale dello Stato omonimo, per la visita di cortesia al Presidente Costituzionale degli Stati Uniti del Messico, al termine della quale si è affacciato dal balcone centrale del Palazzo presidenziale per salutare i bambini e i fedeli radunati nella Plaza de la Paz. "Voi occupate un posto molto importante nel cuore del Papa - ha detto Benedetto XVI -. E in questo momento desidero che lo sappiano tutti i bambini del Messico, particolarmente quelli che sopportano il peso della sofferenza, l'abbandono, la violenza o la fame, che in questi mesi, a causa della siccità, si è fatta sentire fortemente in alcune regioni". Il Pontefice ha ricordato ai bambini che Dio ci conosce e ci ama, e "se lasciamo che l'amore di Cristo cambi il nostro cuore, allora noi potremo cambiare il mondo". Quindi ha auspicato che "ciascuno si trasformi in seminatore e messaggero di quella pace per la quale Cr! isto donò la sua vita". Il Santo Padre ha poi evidenziato: "Ciascuno di voi è un regalo di Dio per il Messico e per il mondo. La vostra famiglia, la Chiesa, la scuola e chi ha responsabilità nella società devono lavorare uniti perché voi possiate ricevere come eredità un mondo migliore, senza invidie né divisioni. Per questo, desidero levare la mia voce invitando tutti a proteggere e accudire i bambini, perché mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia. Voi, miei piccoli amici, non siete soli. Contate sull'aiuto di Cristo e della sua Chiesa per condurre uno stile di vita cristiano".
Domenica mattina, 25 marzo, il Santo Padre si è trasferito in elicottero al Parque del Bicentenario di León per la concelebrazione eucaristica. Nell'omelia il Papa ha indicato il monumento a Cristo Re, in cima al "Cubilete": "la sua regalità non è come molti la intesero e la intendono. Il suo regno non consiste nel potere dei suoi eserciti per sottomettere gli altri con la forza o la violenza. Si fonda su un potere più grande, che conquista i cuori: l'amore di Dio che Egli ha portato al mondo col suo sacrificio e la verità, di cui ha dato testimonianza... Anche oggi, da questo parco, con il quale si vuole ricordare il bicentenario della nascita della Nazione messicana, che ha unito molte differenze, ma con un destino ed un'aspirazione comuni, chiediamo a Cristo un cuore puro, dove egli possa abitare come Principe della pace". Benedetto XVI ha quindi avuto parole di apprezzamento per la Misión Continental che si sta portando avanti nel Continente, perché i cristiani e le comun! ità ecclesiali "resistano alla tentazione di una fede superficiale e abitudinaria, a volte frammentaria ed incoerente." Al termine della Messa, il Santo Padre ha così introdotto la preghiera dell'Angelus: "In questi momenti in cui tante famiglie si ritrovano divise e costrette all'emigrazione, molte soffrono a causa della povertà, della corruzione, della violenza domestica, del narcotraffico, della crisi di valori o della criminalità, rivolgiamoci a Maria alla ricerca di conforto, vigore e speranza". Benedetto XVI ha poi affidato a Nostra Signora di Guadalupe, il Messico e tutta l'America Latina e i Caraibi.
Nel pomeriggio il Santo Padre si è recato nella Cattedrale di Nuestra Señora de la Luz a León, per la celebrazione dei Vespri con i Vescovi del Messico e dei rappresentanti delle Conferenze Episcopali dei Paesi dell'America Latina e dei Caraibi. "La situazione attuale delle vostre diocesi presenta certamente sfide e difficoltà di origine molto diversa - ha detto il Papa nell'omelia -. Ma, sapendo che il Signore è risorto, possiamo proseguire fiduciosi, con la convinzione che il male non ha l'ultima parola della storia, e che Dio è capace di aprire nuovi spazi ad una speranza che non delude... Voi non siete soli nelle difficoltà, e neppure lo siete nei successi della evangelizzazione. Tutti siamo uniti nelle sofferenze e nella consolazione".
Benedetto XVI ha ricordato in seguito: "La fede cattolica ha segnato in modo significativo la vita, i costumi e la storia di questo Continente, nel quale molte delle sue nazioni stanno commemorando il bicentenario della propria indipendenza. E' un momento storico nel quale ha continuato a splendere il nome di Cristo, arrivato qui per opera di insigni e generosi missionari che lo proclamarono con coraggio e con sapienza. Essi donarono tutto per Cristo, mostrando che l'uomo trova in Lui la propria consistenza e la forza necessaria per vivere in pienezza ed edificare una società degna dell'essere umano, come il suo Creatore l'ha voluto. L'ideale di non anteporre nulla al Signore e di far penetrare la Parola di Dio in tutti, servendosi delle caratteristiche proprie e delle migliori tradizioni, continua ad essere un prezioso orientamento per i Pastori di oggi." Benedetto XVI ha quindi raccomandato ai Vescovi di "seguire con grande attenzione i seminaristi", essere vicini ai sacerdo! ti e alle diverse forme di vita consacrata, "un'attenzione sempre più speciale si deve riservare ai laici maggiormente impegnati nella catechesi, nell'animazione liturgica o nell'azione caritativa e nell'impegno sociale. La loro formazione nella fede è cruciale per rendere presente e fecondo il Vangelo nella società di oggi. E non è giusto che si sentano considerati come persone di poco conto nella Chiesa, nonostante l'impegno che pongono nel lavorare in essa secondo la loro propria vocazione, ed il gran sacrificio che a volte richiede questa dedizione. In tutto ciò, è particolarmente importante per i Pastori che regni uno spirito di comunione tra sacerdoti, religiosi e laici, evitando divisioni sterili, critiche e diffidenze nocive." (SL) (Agenzia Fides 26/03/2012)

Links:
I discorsi integrali del Santo Padre, in diverse lingue
http://press.catholica.va/news_services/bulletin/week.php?lang=it&index=28966

Quella funerea satira che non fa ridere ma fomenta l'odio


É istruttivo osservare l'evoluzione della satira di Grillo e della sinistra estrema. Sono passati dal “Vaffa” direttamente all'auspicio della tomba. Grillo ospita sul suo blog Mario Monti ritratto in una bara. Del resto da tempo lo ha ribattezzato “Rigor Montis”, con la funerea allusione che evidenzia un certo desiderio di sepoltura.

La maglietta esibita dalla fan di Oliviero Diliberto, il quale finge di non averla vista mentre poi si scopre che la contempla ammirato, dice “La Fornero al cimitero”. Dinanzi a questi desideri esibiti spudoratamente, per fortuna, salvo che dalle parti di Di Pietro, finalmente si levano grida di allarme. A ragione: Fornero e Monti sono attaccati sul tema dell'articolo 18 e della riforma del lavoro. Il terrorismo ha mirato proprio a persone che hanno dedicato il loro impegno a questi argomenti, è così che sono stati assassinati tre giuslavoristi: Tarantelli, D'Antona e Biagi.

Le condanne riservate a queste manifestazioni pseudo-satiriche sono più o meno forti, e persino Vauro, da Santoro, arriva a dire trattarsi di “frasi infelici”. Il guaio è che rischiano di rendere soprattutto infelici i destinatari della satira, preparando un terreno sociale ostile, dove Brigate rosse e simili potrebbero muoversi più agevolmente. Resta una constatazione. In passato il destinatario degli auspici funerari, con tanto di esecuzioni rappresentate a teatro, con libri che ne profetizzavano la morte violenta, e spettacoli teatrali con tanto di omicidio rituale, era Silvio Berlusconi. In quel momento nessuno si alzò neanche a parlare di “cattivo gusto”, come ora timidamente ammette persino la sinistra sindacale per la orrenda maglietta. Si arrivò a parlare di arte oltre che di diritto di satira. Allora, ma per altro neanche oggi, non si udirono pronunciare parole di condanna. Niente. Il gesto generoso di Berlusconi di lasciare il passo a Monti, se non altro aiuta anche la sinistra e l'Udc a chiamare le cose con il loro nome: questa evocazione di morti e di tombe non è di cattivo gusto, è proprio disgustosa, e arma ideologicamente teste violente.


Di Paolo

Milan - Barcellona: primum (sopra) vivere deinde philosophari

Primo non prendere goal all'andata, poi pensiamo al resto! Credo debba essere questo il liet motiv della doppia sfida tra Milan e Barcellona che inizierà mercoledì sera poco dopo cena: speriamo non sia indigesta. Il Barcellona è più forte di noi, anzi notevolmente più forte però, ovviamente, anche se può essere difficile da battere può essere eliminato.
Come? Col catenaccio all'italiana qui a San Siro all'andata? Beh, proprio non dico questo ma qualcosa di simile. Mercoledì è vietato prendere goals! Certo, visto anche l'infortunio di Thiago Silva, l'indisponibilità di Nesta, è molto probabile che lì dietro, e davanti ad Abbiati, giocheranno Bonera e Mexes: basteranno a fermare Messi and co?
Spero che Allegri si concentri su due partite tattiche: la prima di contenimento (un goal fuori casa normalmente pesa doppio, quando è del Barca anche triplo) e la seconda di speranza, ovvero nel tentativo di portarcela via con un pareggio con goals o con una vittoria al Camp Nou.
Credo che in questo momento tutto ciò potrebbe bastare. Non siamo all'altezza dei Blaugrana ma ancora non voglio dire: beh, siamo usciti coi più forti!
Mandiamoli a casa, interrompiamo questo stradominio del Barcellona in Europa, riprendiamoci la Coppa dalle Grandi Orecchie anche se abbiamo metà squadra in infermeria (sono così belle le infermiere a milanello???).
Primum sopravvivere...quindi non prendere goals a Milano poi philosophari, quindi provarcela con una partita "alla morte" a Barcellona.
Forza Diavolo!
Diavoletto Buono

Benedetto XVI al Capezzale di Fidel Castro: tra due papi e la malattia

14 anni fa fu Giovanni Paolo II a visitare come Pontefice, per la prima volta, l'isola di Cuba e negli occhi abbiamo tutti le immagini di quell'evento a cominciare da un Fidel Castro in giacca e cravatta come non si era mai visto, applaudire ed assentire col capo, al discorso del vecchio e malato pontefice davanti ad un milione di persone.
Ricordo anche Fidèl sostenere con le mani il passo del Papa non badando al protocollo che vieta ogni contatto fisico col Pontefice: una immagine quasi tenera a dispetto di tutto quello che si diceva, e si dice, su Castro.
Ora Fidèl da qualche anno è malato, fuori dalla scena, giace infermo nel suo letto lottando contro la malattia per vivere mentre suo fratello Raul ha ereditato il potere ed il governo della piccola isola caraibica.
Fidel, due papi, la malattia: tre fattori che si rincorrono nel tempo scambiandosi d'abito.
Questa sera, dopo tre giorni in Messico, il Papa atterra a L'Avana (lì saranno le 14) e tutti si stanno già domandando: visiterà o no il malato Fidèl Castro?
Nessuno lo sa, riserbo assoluto su tutto ciò che non è concordato e programmato. Staremo a vedere. Io spero che Benedetto XVI vada da Fidèl non solo per provare a convertirlo (la figlia oggi su La Stampa dichiara che suo padre non si convertirà mai semplicemente per il fatto che si considera immortale) ma per portargli sollievo per il corpo e per l'anima, per visitare un malato sofferente, per provare a salvargli l'anima come ogni giorno nel mondo fanno decine di migliaia di sacerdoti e laici verso altrettante migliaia di persone malate. Insomma, per fare quello che faremmo noi se venissimo a sapere che lì vicino c'è una persona sola ed abbandonata bisognosa di conforto.
Spero anche che di tutto questo si sappia niente e che rimanga una visita privata lontano dalle televisioni e dal clamore dei media. C'è un popolo intero "malato"  a Cuba in attesa del suo Papa: parliamo di Lui.