31/05/12

La Giustizia spettacolo si sostituisce al Calcio spettacolo

Le vicende di questi giorni riguardanti il calcio si prestano a molte considerazioni etiche. Ce n’è una che, sull’onda del tintinnar di manette, è stata trascurata, ed è la spettacolarizzazione della giustizia, perseguita calpestando quel rispetto verso le persone che dovrebbe valere sempre, tanto più in presenza di un’inchiesta in cui chi è coinvolto resta presunto innocente. 

La spettacolarizzazione non merita solo una critica di costume, è in questo caso proprio un reato, una violazione del segreto, suscettibile persino di essere una forma di favoreggiamento. L’istantanea di questo piccolo-grande abuso ce la regala La Stampa di ieri a pagina 3, allorché racconta come sia stato possibile che tutti i Tg avessero di prima mattina non solo la notizia ma anche le immagini della irruzione delle volanti nel Centro tecnico di Coverciano, dove alloggia la Nazionale. Le “pantere” sono giunte all’ingresso alle 6 e 15. Scrive Marco Ansaldo: “La giornata è cominciata così, lunghissima, estenuante, con le troupe televisive e i giornalisti appesi ai cancelli in attesa di notizie perché qualche soffiata era giunta già domenica sera”. Insomma una soffiata c’è stata parecchie ore prima del blitz, per il comodo degli operatori televisivi e l’onta degli indagati. Possiamo dirlo? Siamo stanchi di queste soffiate ad uso della popolarità degli inquirenti, toghe o no che siano, ciò che poi induce i giornalisti oggetti della benevola fuga di notizie ad un atteggiamento di totale appiattimento sulla linea dell’accusa, onde godere del privilegio di soffiate in anteprima.

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