31/05/12

Il giovanilismo è un danno per la rinascita della politica

La crisi della politica non conosce fine. E' un tunnel profondo che la società italiana sta ancora attraversando e dal quale non usciremo prima di qualche anno. Eppure le idee per far tornare in auge la buona politica non mancano. Così come non mancano le proposte demagogiche, da sempre apprezzate dal popolo italiano. 
Una tra queste, molto cool in questo difficile momento economico-sociale per il paese, è quella concezione di rinnovamento basata sull'età anagrafica delle persone più che sul merito e le capacità. Di esempi ce ne sono moltissimi. A partire proprio da Silvio Berlusconi. Il Cav. vuole dare un volto nuovo al Pdl. E per fare questo pare che abbia seguito il consiglio del vecchio amico Putin: cercare 100 giovani, 100 volti nuovi, da buttare nell'oceano della politica. Requisiti? Essere giovani, essere social, essere militanti dei movimenti giovanili del Pdl. 

Allo stesso modo sta facendo Beppe Grillo (chi ha copiato chi?, viene da chiedersi). Il (non più) comico genovese stila liste più simili all'appello di un asilo che non a una formazione politica seria. L'età media dei candidati del M5S si aggira intorno ai trent'anni. Anche qui pochi requisiti. Anzi, un unico requisito. Avere una fedina penale immacolata. 

Cosa dire? Il giovanilismo sfrenato non fa bene a questo paese. E' più una moda passeggera che una concreta occasione di far rinascere la politica. Affermare questo non significa appartenere o amare la gerontocrazia che attualmente governa il paese. Perché guardando i requisiti richiesti per poter varcare la soglia dei palazzi del potere (che sicuramente non riguarda solo Pdl e M5S, ma anche altre formazioni politiche), non c'è nessuno che rilevi l'importanza del merito e delle capacità. 

Non basta, dunque, essere giovani per dare vita a una buona politica. Bisogna solo esserne capaci, indifferentemente dall'età anagrafica. In Italia ci sono giovani più bravi dei 'vecchi' e 'vecchi' mentalmente più avanti dei giovani. E' un assioma inconfutabile che porta a una sola conclusione: all'Italia non serve il ricambio generazionale, ma il ricambio politico. Servono facce nuove, mica asili nido. 


3 commenti:

  1. Paolo Metropolitano31 maggio 2012 18:40

    Mi scusi se mi permetto.... convengo con Lei che l'età, come l'abito, non fa il "monaco" perfettamente ragione!
    Ma questo accanimento contro un movimento che si sta sviluppando in Italia, mi sembra veramente ai limiti della democrazia.
    Lo sa Lei che in italia anche i signori Grillo hanno gli stessi diritti dei Signori Berlusconi?
    Scusi se il mio tono è sembrato un poco sgarbato ma non è fantasia l'incapacità di governare delle cariatidi e delle stralette che affollano gli scranni da quasi due decenni.
    Non è fantasia un sistema clientelare che affligge ogni settore della nostra società, legittimato dagli esempi che tali signori e signore forniscono ai cittadini!
    Abbiamo tollerato le camice verdi che hanno vilipeso il Tricolore e la Repubblica!
    Abbiamo aperto le porte di Montecitorio a chi minacciava una secessione armata! allora genitile signor Eugenio, se proprio non riesce a sopportarli, non gli faccia campagna elettorale, li ignori e vedrà che se è un fuoco di paglia...... si spegnerà velocemente.
    Cordialmente.

    P.S. dimenticavo, non sono un attivista del M5S e nemmeno un simpatizzante! Io mi ritengo un profondo democratico.

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    1. In realtà non faccio campagna elettorale a nessuno. Ho preso Grillo come esempio perché mi sembrava il più attuale...Per il resto ognuno tira acqua al suo mulino. Abbiamo assistito per 20 anni a una violenza psico-fisico-mediatica nei confronti di una persona, BerluSconi, e non mi pare che nessuno si sia scandalizzato. Io credo che quelli del m5s abbiano gli stessi diritti miei, come i suoi, ma che al contempo siano persone decisamente arroganti e incapaci di tollerare la liberta' di opinione. Se non cabmieranno loro il proprio modo di vivere la democrazia, non vedo perché io debba cambiare opinione su di loro.

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    2. Paolo Metropolitano31 maggio 2012 19:17

      Non parlavo di cambiare opinione nei confronti degli altri, la diversità è confronto e di conseguenza crescita! mi riferivo smplicemente ai modi che a me paiono molto simili a quelli che Lei critica (giustamente!).
      Beati monoculi in terra caecorum.
      Cordialmente.

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