31/08/11

Queste due persone non hanno profilo su Facebook ma sono amiche lo stesso!

Mi sono trovato in una stanza io solo con loro. Io, Sara (mia moglie) e Paolo un suo vecchio amico del paese, ed ancora amico. Io con profilo Facebook, twitter, linkedin, smartphone google + e chi più ne ha più ne googli .Loro niente. Un cellulare di prima generazione ed un'amicizia che dura da ancor prima.
Loro insieme parlano, ridono, ricordano il passato al mare con le rispettive famiglie, vanno a prendersi un gelato assieme, anche una pizza, riescono a rimanere in contatto senza post, tap, poke e click.
Loro riescono a rimanere amici senza Facebook. Li ho guardati con ammirazione. "Eppure esistono", mi son detto. "Un altro mondo è possibile" ho sentito tuonare dentro di me. "E sono anche felici" ho constatato dopo un pò. Ero in minoranza. Forse caso più unico che raro al mondo mi sono trovato io in una stanza con tre persone due delle quali non hanno profilo su Facebook. E se lo sapesse Zuckerberg! Gli ho chiesto: "posso fotografarvi". E loro hanno acconsentito. Gli ho chiesto: "Posso parlare di voi in un prossimo post?" e già non ci hanno capito niente ma si fidano sull'amicizia e sull'amore (ovviamente mia moglie).
Li ho guardati, ammirati e ve li voglio presentare. Ah, non cercateli qui dentro in questo mondo. Non li troverete.

30/08/11

Mamma mandami una cartolina.....


Con la complicità dei figli che stanno cominciando ad imparare a scrivere, quest'anno abbiamo scritto quattro cartoline. Quattro di numero, non per modo di dire.
Era tanto che non lo facevamo. Voi quante ne avete scritte?
Gli sms, gli mms, hanno sostituito le cartoline. Eppure che bello riceverle, forse ancora più che scriverle.
Due di queste erano indirizzate ad Anita dei Bagni Checco di Sori per i quali i miei figli, dopo anni di frequentazione, hanno una vera e sana "passione".
Così ci ha risposto lei in facebook:
"Sono arrivate due splendide cartoline.... Mi sono commossa!!!! Grazie davvero di cuore. Un abbraccio enorme, speriamo di vederci presto!!! Ciaooooooooooooooo!!!!!"
Le cartoline commuovono. Sono rimaste l'unica posta gradita tra una serie di bollette e di proposte commerciali. Riprendiamo a scriverle. 
Le cartoline denotano l'impegno di essersi messi li a sceglierle, comprarle, poi il francobollo, poi la frase quasi originale.
Le cartoline fanno sorridere e commuovono.
Riprendiamo a scriverle anche perchè aiutano a ricordare l'indirizzo dell'amico visto che i numeri di cellulare cambiano spesso.
Ricordate la canzone di Pippo Franco: mamma ma mandami una cartolina.......

29/08/11

Perché la Chiesa è ricca

Entrando nell’ufficio di don Fulvio Ferrari, Economo Generale della Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) uno pensa di venire subito sommerso da un mondo di calcolatrici che aleggiano inseguendo fogli contabili, tabelle, tavole pitagoriche e numeri in ordine sparso. Invece il tutto ha un ordine maniacale, i fogli sul tavolo sono appunti o note scritte a mano, fuori posto solo un assegno di un donatore in attesa di registrazione e nell’aria tanta solida spiritualità.
“Prima che iniziamo l’intervista – mi dice don Fulvio facendomi accomodare – ti voglio dire che sono stato eletto Economo Generale nel Venticinquesimo della mia ordinazione sacerdotale, che cade il 10 agosto, ovvero il giorno di San Lorenzo che era un diacono ed il tesoriere della Chiesa di Roma. Il suo martirio avvenne nel 258 dopo Cristo. Venne catturato assieme a Papa Sisto II nelle Catacombe di San Callisto il 6 agosto di quell’anno. L’imperatore Valeriano aveva promulgato un decreto che metteva a morte vescovi, presbiteri e diaconi. Scoprendo che Lorenzo era tesoriere della chiesa non lo uccise subito ma gli diede tre giorni di tempo perché consegnasse il tesoro della chiesa di Roma. Lorenzo si presentò tre giorni dopo con una schiera innumerevole di orfani, derelitti e vedove e disse all’imperatore: “Ecco il vero tesoro della chiesa di Roma”. Questa è la mia impostazione di Economo Generale, ovvero il servizio ai poveri: se devo essere solo un esattore o tesoriere non mi va bene. Non voglio impostare un discorso sull’accumulo per rimpinguare il conto in banca ma solo avere a disposizione risorse per i poveri che sono la ricchezza della chiesa”.
L’economo quindi non solo deve far quadrare i conti?
L’economo deve tenere i conti in ordine ma soprattutto cercare le risorse per l’iniziative che la Congregazione sta portando avanti nel mondo e poi intervenire su quegli aspetti o quelle attività che destano qualche preoccupazione: ovviamente tutto questo in accordo col Consiglio Generale.
Perché non far svolgere il ruolo di Economo ad un laico?
La contabilità è una cosa ed abbiamo validissimi collaboratori che la svolgono. L’Economo generale continua ad essere un religioso perché la politica della congregazione deve essere sempre in mano ai religiosi anche quando si prendono scelte di indirizzo generale su dove e come investire. Anche in questo senso noi parliamo di Pastorale Amministrativa economica. Mio compito infatti è educare anche al risparmio ed alla oculata gestione dei beni chi, nelle case periferiche, si occupa della gestione dei conti. Già don Orione, ancora studente, aprendo il I° collegio a Tortona scriveva nel quaderno dell’economia : Entrate – Uscite, e sotto ciascuna parola Provvidenza. Come a dire: mi metto sotto le ali della Provvidenza, ma il controllare le entrate e le uscite tocca a me. Della Provvidenza si fidava moltissimo fino a trascurare l’economia. Mons. Daffra, vescovo di Sanremo, vedendo come andavano i conti del convitto S. Romolo, inaugurato in città due anni prima, gli scrisse in una lettera: “va bene la Provvidenza ma un po’ di economia…”. Fu chiaro il richiamo alla attenzione che si deve prestare all’economia per la buona riuscita delle opere. Il denaro deve essere in giusta misura perché basti al buon andamento e non sia sperperato se è in abbondanza. Il denaro è un bene se gestito bene.
Oggi nel periodo della Crisi globale ne risentono anche le donazioni?
Un calo quantitativo delle donazioni lo sentiamo anche noi sicuramente perché la situazione è difficile per tutti e bisogna tenere conto del fatto che la nostra famiglia è molto grande e molto diffusa in tutto il mondo con grandi e piccole case ed un numero alto di dipendenti.
La congregazione è ricca?
La congregazione è solida. Abbiamo basi sicure, le case ed i piccoli cottolenghi sono nostre, quindi sono strutture che si sono valorizzate negli anni creando un capitale di base che ci da serenità e tranquillità anche davanti ad eventuali imprevisti. Mi piace proprio dire che la Congregazione è solida spiritualmente ed economicamente e questo ci permette di progettare ed aiutare i nostri poveri anche a lungo periodo. Questo dà anche fiducia a chi vuole donare qualcosa per i nostri progetti perché sa che non scompariamo da un momento all’altro come tante onlus, ma che daremo seguito, nel tempo e negli anni, alle iniziative cominciate.
La chiesa spesso è accusata di essere inutilmente ricca: che ne pensa?
Bisogna sicuramente stare attenti a non ostentare, a non cedere allo sfarzo ed a non sprecare. Quando in casa di Lazzaro la sorella Maria unge i piedi di Gesù con olio profumato prezioso, ci fu uno dei commensali che commentò stizzito: “lo si poteva vendere e dare ai poveri, quanto spreco”. Questo era Giuda che non era interessato ai poveri ma siccome era ladro avrebbe preso i soldi derubandoli. Spesso non vi è una critica positiva verso la chiesa quando la si accusa di vivere nello sfarzo. Se io amo una persona faccio di tutto per renderla contenta. Il fatto di dare un culto al Signore è quindi una cosa positiva. San Francesco era povero, poverissimo. Le case da lui costruite avevano celle della massima povertà. Appena morto lui frate Elia ha costruito Assisi con i tesori artistici che ancora oggi conosciamo: è tradimento di San Francesco questo? Od in Assisi si continua a vivere San Francesco? E’ la perfetta continuità anche in modo diverso.
Giorgio Gibertini
Intervista Pubblicata sul Don Orione Oggi di giugno 2011

Il ritorno degli angeli (seconda parte)


di Andrea Menegotto
29 agosto 2011
[La prima parte dell’articolo è stata pubblicata lunedì 22 agosto]
L’angelologia alternativa alla tradizione cristiana non ha origini recentissime; essa getta le sue radici nello zoroastrismo, l’antica religione di Zarathushtra (chiamato in Occidente Zoroastro), il quale vive e insegna, probabilmente intorno all’anno 1000 a.C., nell’attuale Iran. Lo zoroastrismo si presenta infatti più ricco di riferimenti angelici rispetto alla tradizione ebraico-cristiana, all’interno della quale anche il Nuovo Testamento appare piuttosto sobrio, mentre libri apocrifi (cioè non accolti fra i libri della Bibbia) come il Libro di Enoch contengono maggiori riferimenti.

28/08/11

Sarde a beccafico


- 1 kg di sarde (in numero pari)
- 100 g di pangrattato
- 10 mandorle tostate
- 10 olive nere snocciolate
- 5 filetti di acciuga o alici sott’olio
- 2 limoni
- 2 cucchiaini di zucchero
- 1 manciata di prezzemolo
- 1 cucchiaio di capperi sott’aceto
- 1 cucchiaio di uva sultanina
- 1 cucchiaio di pinoli
- 15 foglie di alloro
- Olio d’oliva
- Sale e pepe q.b.
Pulire le sarde e aprirle a libro, lavandole e asciugandole.
In una padella fare sciogliere in olio le acciughe. A fine cottura aggiungere il pangrattato amalgamando il tutto. Quando sarà freddo unite la scorza grattugiata dei due limoni e due cucchiai di succo di limone zuccherato.
Tritate il prezzemolo, i capperi, l’uvetta, i pinoli, le olive, le mandorle e aggiungerle al composto. Aggiustare di sale e pepe. Mischiare bene e, se risulta troppo asciutto, aggiustare con un po’ di olio d’oliva.
Farcire con l’impasto la metà delle sarde. Dopo averle disposte in una teglia da forno unta d’olio e pangrattato, coprirle con l’altra metà delle sarde.
Infilare tra una sarda e l’altra le foglie di alloro precedentemente lavate.
Prima di infornare irrorate le sarde con il rimanente succo di limone e con un filo d’olio.
Cuocere in forno caldo a 200° x 15 min.

27/08/11

Sciopero dei calciatori: lo scudetto della vergogna

Ho conosciuto qualche anno fa Damiano Tommasi (anno 2003 poco prima che smettesse di giocare, lui) ad un convegno sulla vita a Roma e consegnai a lui la maglietta con i tre bambini con scritto "Si alla vita". Lui, pur essendo un calciatore, devo essere sincero fece un bell'intervento e mi sorprese il suo amore ed attaccamento ai valori della vita che si possono anche ritrovare in quelli dello sport.
Ora me lo vedo continuamente in televisione e sui giornali a difendere i calciatori, le famiglie di lavoratori attorno al calcio, le persone dimenticate come una Camusso coi riccioli e pizzetto e la cosa mi sta facendo un po' innervosire.
Ho provato ad approfondire le motivazioni dello sciopero dei calciatori ma poi mi sono detto: non ho mai condiviso nessuno sciopero, neanche dei lavoratori, figuriamoci se posso minimamente spendere qualche parola per capire lo sciopero dei calciatori!
Qualche parola e qualche minuto per insultare (sportivamente si intende) questa massa di strafottenti e viziati ragazzi in calzoncini me li prendo perché sono un tifoso ed aspettavo l'inizio del campionato di stasera per poter dire anche io l'estate è finita, si riprende, dimentichiamoci i problemi e troviamoci davanti ad un televisore per esultare per il goal del Milan.
Magari neanche tutti i giocatori sono d'accordo con lo sciopero e ne sanno le motivazioni (vorrei sapere che ne pensa Boateng od Hamsik a tal proposito) ma davvero da domenica prossima in poi, o quando sarà, si meriterebbero stadi vuoti, zero telecamere, zero tappabuchi di San Siro e loro che entrano in campo con la paletta a sistemarsi le zolle.
Lo sappiamo tutti che dietro il calcio c'è business, soldi, potere e via dicendo e che le squadre con più tifosi in Italia sono aiutate dai grossi media per avere gli abbonamenti però poi alla fine pensiamo sempre che il pallone sia rotondo e se Strasser segna a Cagliari a tempo scaduto vuol dire che il calcio esiste anche per quello.
Certo, so anche che riprenderà il campionato e sarò il primo a commentare col mio amico Davide di Novate le partite in Facebook e ripartiranno gli sfottò via sms coi miei fratelli interisti.
Però vergogna ve lo voglio dire. Vergogna ve lo voglio scrivere. Vergogna ve lo voglio urlare. 
Perché siete peggio dei politici, voi fate parte di quel mondo fantastico a cui migliaia di migliaia di ragazzi aspirano e tutti gli altri guardano con ammirazione.
Non tutti vogliono fare i politici ma quasi tutti vorrebbero fare i calciatori perché è il giuoco più bello, perché ci sono soldi, fama, ricchezza e la domenica, dopo partita, quando ti intervistano puoi rispondere quello che vuoi tanto l'applauso è assicurato.
Caro Damiano, cari giocatori, non voglio neanche comprenderle le vostre ragioni perché anche se le avete non me ne frega niente!
Non passate da queste parti altrimenti vi rifilo un calcio nel didietro.
Andate a giocare (non dico lavorare) che per l'Italia e gli italiani sommersi dai problemi che neanche minimamente immaginate, eravate l'ultima e forse l'unica valvola di sfogo.
Forse questo non l'avete considerato.
Ma se è vero che stanno cambiando gli italiani spero che dopo esserci ritrovati tutti coi forconi sotto Monte Citorio ci si organizzi per venire tutti fuori dai vostri spogliatoi.
Vergogna ve lo voglio dire. Vergogna ve lo voglio scrivere. Vergogna ve lo voglio urlare. 

26/08/11

Photo Of The Week N°7 - Dal Cielo Sopra di Noi

Altro giro, altro regalo! Bentornati anche questa settimana ad assistere allo scatto più rappresentativo degli ultimi sette giorni. Vi presento oggi un capolavoro realizzato da una mia nuovissima amica di rete, Giulia, che ha deciso di portarci direttamente tra le nuvole. Un po' di distrazione in questi ultimi intensi giorni d'Agosto (dopo i quali la nostra Redazione tornerà a pieno regime). Non mi resta che augurarvi una buona visione e fare ancora una volta i complimenti a Giulia per la splendida foto!



Foto: Dal Cielo Sopra di Noi
Questa foto è stata scattata a Praga una decina di giorni fa con  la mia Nikon Coolpix P100; mi trovavo lì in vacanza e mi sono accorta di questo pallone sospeso in aria sopra l'isola di Kampa.
Era talmente bella l'immagine del pallone bianco contro il cielo pieno di nuvole e il riflesso del sole che
filtrava, che non ho smesso un attimo di guardarlo. Era un'attrazione turistica e per cinque giorni ci ha salutati dal cielo sopra di noi...

Autore: Giulia
Studentessa, amo e gioco con la fotografia da sempre. Sarà che il mio papà è fotografo e deve avermi trasmesso la passione con i geni. Non sono ancora troppo pratica di supporti, tecniche ed effetti, ma è il colpo d'occhio ad attirarmi ed è quello che cerco sempre di riproporre con le mie foto.
Un particolare, un punto di vista diverso, una prospettiva che si apre magicamente dentro la macchina fotografica. Qualche mese fa ho aperto un blog dove pubblico e condivido foto e pensieri: fate un salto e loro sapranno spiegarsi meglio di me!

Tintarelle di Luna
http://letintarellediluna.blogspot.com


Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
 
 
 

Continuo la mia battaglia solitaria contro Trenitalia: bimbi gratis? Li mando da soli.

Devo andare a Milano con famiglia e siamo alle solite: come ci vado? In macchina! Col treno, nonostante tutti i tentativi di sconti famiglia e bimbi gratis, è praticamente impossibile. Con sconto famiglia (come scrissi per la Bussola quotidiana tempo addietro ed anche per il mio blog ) è impraticabile; con bimbi gratis impossibile. Per andare da Roma a Milano esistono solo i treni ad alta velocità (vi è un solo intercity al giorno che però impiega circa sette ore e non è comprensivo di servizio metadone e baby sitter per i figli) ed anche con la promozione di questa estate io e mia moglie pagheremmo comunque il prezzo pieno: euro 360! Un'altra soluzione sarebbe quella di mandare i bimbi gratis sul treno da soli ma hanno 6 anni il più grande ed 1 anno l'ultimo: il mediano quasi 5: dite che me li accetteranno sul treno? Ci pensa il bigliettaio a tenerli buoni verso Milano dove i nonni andranno a prenderli? Mia moglie non ha meno di 12 anni (beh... è più giovane ma non esageriamo). Quindi chi ce li ha 360 euro per fare un viaggio? Me ne vado in macchina. Col metano spendo sicuramente meno della metà e così, con quella cifra, ci faccio due viaggio a/r a Milano e posso fare una sosta in autogrill a comprarmi un modellino di Trenitala e per un viaggio tutti insieme aspettiamo o tempi migliori o la concorrenza in arrivo
Giorgio Gibertini Jolly

25/08/11

Sarà rifatta la statua di Giovanni Paolo II a Termini

Ne parlai nel mio blog prima che Frews nascesse quindi se siete in ritardo di informazione vi chiedo di fare anche un salto qui per leggere l'antefatto.
Invece sotto l'ombrellone mi giunge la notizia che la solita commissione di saggi (azz...attenti tutti!) ha individuato i punti dove intervenire per sistemare l'involucro "stinto ed indistinto" che dovrebbe rappresentare papa Wojtyla.

24/08/11

Vai a lavorare.... Magari, risponde lui

Parchetto giochi di Venarotta, paesino in provincia di Ascoli Piceno, circa 2500 anime e penso altrettante persone. Spendo i miei ultimi giorni di villeggiatura portando i figli al parco per giocare ma dopo le 18 perchè anche qui, nonostante i 500 metri slm, il caldo si fa sentire, eccome!
Un altro papà con due figli svolge il mio stesso "mestiere" anche se lui, apprendo chiacchierandoci, in maniera forzata perchè la moglie è costretta a turni notturni dato che lui ha perso il lavoro due anni fa causa chiusura fabbrica in Ascoli e non riesce a trovare nulla, e mi sussurra, "è difficile anche essere chiamati per i colloqui".
Avrà la mia età penso, i fatidici 40, due figli, operaio disoccupato, spinge il passeggino e controlla la bimba che corre avanti ed indietro.
Un signore del paese sfreccia sulla strada vicina col suo Pandino e, giunto nei pressi del mio collega, abbassa il finestrino e gli urla "Vai a lavorare!".
Il padre non si scompone: fa un cenno di saluto con la mano, il sorriso gli si fa amaro e sussurra "Magari".
Fotografia di un'Italia comune a tanti.
Alcuni anni fa se ti gridavano "Vai a lavorare!" o rispondevi un seccato "Vacci tu" oppure orgogliosamente "Ho ancora tre giorni di ferie da finire!".
Ora la risposta è: magari! Dimmi dove! Hai qualcosa per me?
Ecco. Sto parlando di questi padri che cercano qualcosa per loro, un lavoro, qualsiasi, perchè si sanno adattare, perchè hanno i figli che non posso capire troppe ragioni ma devono sapere che un presente ed un futuro è possibile anche per loro.

23/08/11

Io gli "indignados" li capisco.... (di Gianluigi de Palo)

Io gli “indignados” che ieri sera hanno fatto casino in plaza del Sol a Madrid li capisco.
Sì, li capisco. Perché non è facile accettare di essere invasi pacificamente da oltre un milione di giovani di tutto il mondo. Non è facile lasciare la “piazza”, la scena a chi vede la vita in modo così differente.
C’è da immaginarselo: fino a ieri erano un modello mediatico per il mondo occidentale sempre più in crisi. Giovani che occupavano le piazze per lottare contro il Governo, contro il capitalismo, contro una politica incapace di dare prospettive concrete alle giovani generazioni. Fino a ieri avevano la ribalta, rappresentavano un futuro possibile. L’unica voce dei giovani. Presi ad esempio anche dai giovani delle altri capitale europee.
Poi c’è stata la Giornata Mondiale della Gioventù. E Madrid ha scoperto che un altro futuro è possibile, che oltre all’indignazione, c’è un altro modo di dire le cose e di testimoniare l’energia, l’entusiasmo e i propri sogni. Madrid e il mondo, in questi giorni, stanno scoprendo che i giovani hanno molto da dare e da dire. E lo possono fare con il sorriso sulle labbra. Finalmente una contestazione del sì, perché le cose possono migliorare solo se prima cambiamo il nostro cuore e se l’altro non viene visto solamente come un nemico.
Non c’è da banalizzare questo “scontro” di visioni antropologiche del mondo occidentale. Non possiamo negare che a Madrid, in questi giorni, sta avvenendo qualcosa di importante che la manifestazione tutt’altro che pacifica di ieri ha acuito maggiormente. Da una parte c’è il nichilismo, il relativismo, il liberismo etico. Dall’altra c’è il cristianesimo. Semplicemente il cristianesimo.
C’era da vederli ieri sera gli “indignatos” che le provavano tutte pur di provocare una reazione nei loro coetanei pellegrini. Niente. A nulla sono valsi cartelli inneggianti l’utilizzo del preservativo, i soldi del Vaticano, la cattiveria del Papa. Nulla. C’era altro da fare: l’attesa prima di una confessione all’aperto, la lunga fila prima di una breve adorazione eucaristica, mangiare la paella e vedere la bellezza di Madrid. C’era da vivere e da conoscere il mondo attraverso i suoi giovani.
Io li capisco gli “indignatos”, forse anche io lo sarei se non avessi la fede.
Gianluigi De Paolo, Assessore alla Famiglia del Comune di Roma

22/08/11

Dal Ponte sullo Stretto di Messina a nessun Ponte

Dovevano fare il Ponte sullo Stretto di Messina: una delle prime promesse epocali di SB sin dai tempi della sua discesa in campo. Sin da allora discussioni a non finire, progetti, power point in tutti i colori ed anche in treddi (non nel senso di tre giorni detto in milanese ma 3d come dimensione) e via dicendo. Sull'utilità o meno del Ponte se ne è discusso a lungo anche tra amici. Conosco siciliani che lo desiderano più di un cannolo, altri che lo ritengono inutile e dannoso come la mafia ma in molti sono concordi che poi si devono proseguire le infrastrutture a Messina oltre a perfezionare, ovviamente, l'autostrada di arrivo a Reggio Calabria, la famigerata Salerno-Reggio Calabria: questo si che sarebbe un grande lascito politico ed un incentivo vero al turismo di quelle regioni. Da quel ponte megagalattico sullo Stretto e sotto i venti tra Scilla e Cariddi (dua amici pescatori siciliani) avremmo tutti ammirato un panorama da "urlo" (altro che Munch) e fatto invidia a mezzo mondo: qualcosa del progetto e dell'inizio dei lavori si può leggere sul sito dedicato.
Ora la Manovra bis di aggiustamento dei conti degli altri e di danneggiamento dei nostri propone anche il taglio di tutti i ponti: lavorare, lavorare, lavorare (preferisco il rumore del mare...come è scritto a San Benedetto del Tronto).
Quindi non solo il Ponte sullo stretto di Messina è fermo e rimarrà sulla carta ma anche gli altri ponti rischiano di essere retrocessi ad i classici fine settimana nella amorevole coppia Sabato e Domenica.
Ricapitolando.
Tutto l'anno lavoriamo fino a Luglio per pagare le tasse.
Tutto l'anno siamo vessati di imposte, iva e controlli dell'Agenzia dell'entrate.
Al primo di gennaio scorriamo i mesi che ci seguono per individuare (oltre a Pasqua e Natale) quando sarà il primo "ex" ponte per tirar eun po' il respiro con famiglia ed amici
Ora ci viene tolto anche il ponte.
Ora ci vengono tolti anche i ponti.
Pazzesco.
E non solo per motivi di relax e di ricarica naturale perchè immagino che anche gli albergatori, i ristoratori, le autostrade e trenitalia siano scontenti di questa scelta: se non abbiamo neanche più un "ponte" per muoverci come li spendiamo quei quattro euro che abbiamo accumulato in tre mesi?
Tenetevi il Ponte sullo Stretto di Messina ma lasciateci gli altri.

Il ritorno degli angeli (prima parte)


di Andrea Menegotto
22 agosto 2011
Dopo che le librerie negli Stati Uniti attente ai temi «esoterici» e del New Age avevano proclamato il 1997 «anno delle fate», le stesse avevano annunciano che il 1999 sarebbe stato l’«anno degli angeli». È risaputo che le mode culturali e spirituali americane giungono nel Vecchio Continente con un certo ritardo; di fatto però, anche concentrando l’attenzione semplicemente sul panorama italiano, si può constatare che da qualche tempo non solo i libri, ma anche giornali, riviste e oggettistica più o meno religiosa testimoniano un revival, ovvero un rinnovato interesse per gli angeli.

Il diritto alla salute e l'individuo. Siamo davvero padroni della nostra vita? Parte prima.



“Affermare un diritto significa sempre avanzare una richiesta, una pretesa verso altri” e dunque affermare il presupposto che tra chi chiede e chi ha il dovere di eseguire la richiesta, esista una relazione.
Il tema che qui siamo chiamati ad esaminare affronta il diritto alla salute e di conseguenza il tipo di assistenza sanitaria, che ogni cittadino vorrebbe o che comunque si aspetterebbe di ricevere.
Prima di addentrarci nel vivo della questione, sarebbe opportuno chiarire che l'attuale  disegno di legge sulle direttiva anticipate di trattamento - sinteticamente denominata DAT e attualmente sottoposta all'esame del Senato - tratta da vicino quella relazione fondamentale che deve esistere tra il medico e il “suo” paziente. Ora vediamo che nell'ambito di una relazione personalissima come questa, il medico ha il dovere di prendersi in carico il benessere e la cura del suo assistito, tenendo presenti in scienza e coscienza le obiettive volontà di quest'ultimo, in ordine alla scelta dei trattamenti ritenuti opportuni al suo stato. Credo che dovremmo cercare di capire cosa si intende per salute e perchè questo concetto giuridico, può e deve costituire la leggittima aspettativa di ogni essere umano.
Dobbiamo precisare che la salute nel nostro ordinamento è un diritto, sancito e tutelato dalla Carta costituzionale ai sensi dell'art.32. Esso recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”. Dunque da quanto appena esposto, emergono due dati interessanti sui quali vale proprio la pena di soffermarsi. Il primo ci dice quello che più o meno tutti diamo per scontato e cioè che la salute è un diritto senza ogni dubbio, di carattere individuale; mentre il secondo invece, ci dà un'informazione in più che specularmente alla prima costituisce il risvolto della stessa medaglia; così che questa pretesa individuale “allo star bene” o "al benessere" allo stesso tempo possiede una dimensione collettiva per rafforzare positivamente il vincolo di solidarietà tra i consociati. In questo contesto, va detto che il bene comune è l'obiettivo finale di tutti i diritti aventi natura costituzionale che e la salute sotto il profilo contenutistico è chiamato a realizzare, senza se e senza ma, questo suo mandato. Perchè? Semplice. Nella nostra Carta costituzionale, i diritti sono stati predisposti in una precisa scala di valori, in cima alla quale risiede  ai sensi dell'art.2 il superprincipio inviolabile della dignità dell'essere umano e della sua vita che a sua volta dà rilevanza costituzionale a tutta un'altra serie di diritti, da esso discendenti. Esso recita: “ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Per questa ragione direi assiologica,  l’insieme di questi diritti diviene fondamentale e costituisce un nucleo normativo che precede  la struttura organizzativa del potere pubblico e quindi dello Stato. Per intenderci meglio, non tutti i diritti e  le  libertà  sono di per sé inviolabili ma al contrario, alcuni sono disponibili da parte del nostro ordinamento che di volta  in volta stabilisce se e quando essi siano da non garantire o invece da garantire perchè strettamente legati ai valori sociali e  politici della nostra società. Rispetto a loro infatti, esistono altri interessi prevalenti e per questa ragione essi possono essere graduabili e comprimibili. Da ciò possiamo dedurre la pregnanza del diritto inviolabile che “riconosciuto” preventivamente dall'ordinamento di appartenenza, precede in senso normativo la stessa organizzazione statale. Ma torniamo al contenuto del diritto alla salute come definito dalla Corte costituzionale nella sent. n. 37/1991 e notiamo come esso coincide con “un valore primario caratterizzante la forma di Stato sociale disegnata dalla Costituzione” senza il quale verrebbe meno lo stesso patto costituzionale e la stessa democrazia.  Sembra allora di capire che se da un lato la salute è percepito dall'individuo come un valore personalissimo, dall'altro non avrebbe lo stesso significato se fosse vissuto in stretta solitudine, indipendentemente dalle altre persone. Invece nel costituzionalismo liberale ottocentesco, il medesimo diritto aveva una precisa connotazione di natura individuale,  lasciata all'autodeterminazione del singolo individuo. Sotto questo profilio, è interessante notare che nel nostro ordinamento, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, la salute come diritto si sgancia da una concezione meramente patrimonialistica/materialistica per entrare a far parte di un'altra dimensione non più strettamente fisica.
Quest'ultima considerazione ci aiuta  pertanto a comprendere come la pretesa costituzionale al benessere, storicamente a un certo punto cambia la sua prospettiva giuridica, divenendo un tutt'uno con un altro superprincipio la dignità umana che a sua volta coinvolge la persona nella sua totale integrità. Il suo complesso fisiopsichico nelle costituzioni moderne, viene allora rappresentato in una chiave pubblica, secondo un significato relazionale che collega tra loro tutti gli esseri umani, nessuno escluso. E qui dobbiamo sofffermarci, su un altro architrave costituzionale: il diritto all'eguaglianza che ai sensi dell'art. 3 della Costituzione, si impone non solo a livello formale ma soprattutto sostanziale. Stando alla lettura dell’art. 3 della nostra Costituzione, la malattia non può divenire uno strumento che discrimina le persone perchè questo atteggiamento potrebbe minare le stesse basi della convivenza civile.
Quanto detto, trova conferma nella moderna dottrina dei diritti umani, poiché ciò che principalmente prevale a livello pubblico, è l'interesse superiore del bene collettivo sempre previo consenso dell'interessato. Quali sono gli elementi che compongono il contenuto del diritto al cosenso?: l'autodeterminazione e il diritto alla salute. Così come ribadito dalla Consulta nella sentenza n. 253 del 2009: "Il consenso informato riveste natura di principio fondamentale in materia di tutela della salute in virtù della sua funzione di sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello all'autodeterminazione e quello della salute". Precedentemente la Cassazione nel maggio del 2008, esaminando il caso di un testimone di Geova si esprime in modo simile ma stabilisce dei paletti ben precisi alla libertà di consenso, dicendo:"Il dissenso del medesimo deve essere oggetto di manifestazione espressa inequivoca, attuale, informata. Esso deve, cioè esprimere una volontà non astrattamente ipotetica ma concretamente accertata; un'intenzione non meramente programmatica ma affatto specifica; una cognizione dei fatti non soltanto "ideologica", ma frutto i informazioni specifiche in ordine alla propria situazione sanitaria; un giudizio e non una "precomprensione": in definitiva, un dissenso che segua e non preceda l'informazione avente a oggetto la rappresentazione di un pericolo di vita imminente e non altrimenti evitabile, un dissenso che suoni attuale e non preventivo". Analogamente, sempre in tema di consenso informato, riportiamo un altra sentenza della Corte d'appello di Bologna nella quale la Cassazione a sezioni unite esamina la questione del consenso informato, valutando però il profilo della responsabilità del medico che agisce in modo difforme rispetto alla volontà del paziente. In questa occasione i giudici affermarono che  se il medico sottopone “il paziente a un trattamento chirurgico diverso da quello in relazione al quale era stato prestato il consenso informato, e tale intervento, eseguito nel rispetto dei protocolli e delle leges artis si sia concluso con esito fausto, nel senso che dall'inervento stesso è derivato un apprezzabile miglioramento delle condizioni di salute, in riferimento anche alle eventuali alternative ipotizzabili, e senza che vi fossero indicazioni contrarie da parte del paziente, tale condotta è priva di rilevanza penale".  Per finire concludiamo la presente rassegna di sentenze, con la decisione della Corte di Cassazione  dello scorso aprile la quale ha condannato per omicisio colposo tre medici che avevano operato una donna  malata di tumore. In particolare la sentenza aveva cercato di stabilire che il medico deve, in scienza e coscienza attenersi alle regole di prudenza, anche a fronte del consenso informato del paziente. In pratica i giudici hanno voluto riconoscere i principi di garanzia a difesa della persona nelle condizioni di massima vulnerabilità, considerato che nessuno compreso lo stesso paziente può condizionare il medico nella gestione delle proprie responsabiità professionali. Spetta a quest’ultimo l’ultima parola sull’adeguatezza delle terapie dei propri malati: allora il consenso informato può essere una dichiarazione di volontà del malato che il medico ha l’obbligo di soddisfare?


dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma

21/08/11

Una volontaria da Cuba ci scrive....

Riceviamo e pubblichiamo l'esperienza di Marialaura, volontaria a Cuba per l'associazione Semi Di Pace.
"Luca mi ha chiesto di parlare della mia esperienza da volontaria che ho vissuto qui a Cuba. Ho pensato molto a questo… quante cose insolite hanno visto i miei occhi e quante tristi storie hanno ascoltato le mie orecchie!. “Da dove inizio?” ho pensato…
Ho deciso allora di non condividere quello che ho visto ma quello che ho provato. Non parlerò della vostra realtà, quella in cui lavorate tutti i giorni con tanto amore, forza e coraggio. Non parlerò di quello che già conoscete. Parlerò invece delle mie emozioni, condividerò con voi quello che ancora non sapete.
L’impatto con le baracche di legno o in ferro, con le strade dissestate, con il cattivo odore che usciva dalla via, a volte dalle stesse stanze che abbiamo visitato, con le persone dai vestiti sporchi, non è stato inizialmente facile. Tutto ciò mi ha spaventato e mi ha portato un po’ di angoscia. Sono passate due settimana prima che si affievolisse un po’ quell’angoscia. Ho visto la povertà e la miseria nei volti e ho visto quanto danno procura. Non è facile! io non ero abituata. Però sapevo che ciò che stavo vedendo teneva un grande significato ed era esattamente ciò che stavo cercando: il fatto, cioè, di rendermi conto di cosa accade nel mondo, soprattutto nella parte del mondo che noi, ogni tanto, riscontriamo solo in TV.
Ascoltare le storie che la gente raccontava mi ha reso triste moltissime volte, la mia mente non filtrava facilmente tutte le informazioni e non riusciva ad accettarle. E mentre il mio cuore era gonfio di emozioni, io riflettevo continuamente. Vedere i bambini senza vestiti, senza scarpe, sapere che mangiano una sola volta al giorno, che dormono sui materassi insieme a tre o quattro fratelli, se i materassi ci sono, che perdono i capelli per il calo delle vitamine, che si lavano con un tubo in giardino perché non hanno la doccia, che si tolgono quel po’ di cibo che hanno per offrirlo a uno dei fratelli, quanta pena mi ha apportato! Tutto ciò continua a farmi male. Però, a poco a poco, le emozioni tristi si affievoliscono e restano vivi tanti sentimenti e ricordi positivi, grazie ai sorrisi della gente che ho avuto intorno, delle suore e soprattutto dei bambini.
Mai li ho visti piangere in un mese! Loro mi hanno fatto capire che, sebbene esista la malattia, il dolore, la povertà, dobbiamo proseguire avanti con la speranza, la gioia di vivere, la forza e il sorriso. Sorridere alla vita affinchè la vita lo faccia con noi.
Concludo facendo riferimento ad una canzone italiana. Due sono le parole che più catturano la mia attenzione: volare e stare in terra.
E allora……..Che i nostri desideri di amore, solidarietà, umiltà, possano volare alto nel cielo e concretizzarsi nel rispetto e nell’aiuto della maggioranza delle persone in difficoltà! Che non sia solo uno slancio di pochi, ma che sia tutto il mondo a muoversi!"
Marialaura di Semi di Pace

19/08/11

Buone prassi all'Italiana: avvengono ancora!

Trovandomi con famiglia in ferie in zona Ascoli Piceno mi capita spesso di ricorrere al Centro Commerciale Oasi Al Battente sia per la spesa sia per trovare un po' di refrigerio. Questo bellissimo e fornitissimo Centro Commerciale ha anche alcune aree attrezzate per bambini con gli immancabili spazi gestiti ma anche le macchinette, di tutte le forme (treno, cavallo, moto e via dicendo) che funzionano a gettone. Vi sono anche apparecchiature automatiche per la stampa delle foto digitali: tutto a gettoni. Mauro e Massimo, di nostra compagnia per la spesa, volevano fare un giro sulle macchinette per bambini. Con 2 euro mi sono avvicinato al distributore cambia soldi e, una volta inserita la moneta, non è successo niente. Capita no? Capita! Un paio di pugni, leggeri, non sono bastati ed i miei figli si sono dovuti accontentare di sedersi sui cavalli spenti: avevo finito i gettoni. Ho però chiamato il numero verde della Dedem Automatica, indicato sul distributore, ed ho comunicato ad una gentile signorina l'accaduto dando indicazioni precise di luogo, ora, importo. La signorina, sempre gentile, mi ha chiesto indirizzo e mi ha comunicato che mi avrebbe spedito a casa i 4 gettoni (per l'importo di 2 euro). Incredulo, anzi oltremodo scettico, ho rendicontato la telefonata a mia moglie e ci siamo rimessi in macchina: era l'11 agosto 2011. Oggi, 19 agosto 2011, mi giunge a casa una lettera della Dedem contenente 4 gettoni, il riferimento alla mia telefonata, parole gentili di scusa e via dicendo.
Questo è il mondo che vorrei.
Complimenti.
Vi meritate non solo che io e famiglia torniamo a giocare presso le vostre macchinette (soluzione quasi inevitabile) ma che vi elogi pubblicamente, per quel poco o tanto che possa contare.

Photo Of The Week N°6 - La Strada


"How many road, must a man walk down..."
Non so se sia un caso, stavo ascoltando queste splendide parole di Bob Dylan quando Davide, mio carissimo amico di rete, mi ha inviato lo scatto che vi presento oggi. Adoro mare di significati che si possono scoprire dietro la semplicità del soggetto. Davvero i miei complimenti all'autore!
Colgo l'occasione per ringraziare tutti voi. Siamo già alla sesta settimana e le vostre foto continuano a giungere. Vi ringrazio davvero! Ma ora, bando alle ciance. Eccovi lo scatto della settimana. Buona Visione!


Foto: La Strada
La strada ormai è diventato il simbolo universale quando si parla di vita. Nella nostra vita di strade ne percorriamo sempre un sacco, a volte ci troviamo davanti la dura salita, faticosa a volte impossibile da percorrere perchè troppo lunga, ma la fatica viene ripagata nel momento in cui si arriva lassù in cima. A volte troviamo il bivio, il famosissimo bivio: che strada prendiamo ora? La scelta è sempre difficile, l'importante è che una volta presa una direzione la si percorra fino in fondo senza mai guardarsi indietro. Infine arriva la discesa, in questo periodo della mia vita mi ritrovo in questa piacevole e lieve pendenza in discesa, tutto va a meraviglia e tutto procede bene; riesco anche a riposare all'ombra dell'albero perchè vedo davanti a me ancora tanta buona strada da percorrere. Che sia un augurio per tutti coloro che ancora non hanno trovato questo tratto di strada: che la vita a breve diventi in discesa ed agevole!!! Tutti abbiamo bisogno di serenità e tranquillità.
Uno scatto eseguito con la mia nuovissima NIKON D700 con obiettivo 16-85mm f3,5-56: ho scattato a 80mm - f9 - 1/100 - ISO100 
 
Autore: Davide
E' da tanto che scatto foto più che altro per tenere il ricordo dei posti che ho visitato e delle persone che ho incontrato. Quando ero piccolo mio zio aveva visto qualcosa in me e nel mio modo di scattare. Piano piano però è scemata questa cosa ed avevo perso un po' l'occhio. Ma nell'estate del 2006 è scattato qualcosa dentro di me e che mi ha fatto intraprendere una strada fotografica un po' più "seria". Il colpo di fulmine è arrivato quando ho fotografato una panchina tutta rossa con uno splendido sfondo verde scozzese. Al mio ritorno dalla Scozia ho voluto assolutamente approfondire questo mondo e nella mia città, Ancona, ho trovato un corso amatoriale, così ho cominciato e per i primi tempi Ancona con il suo mare, i suoi angoli nascosti e bellissimi, la pace del parco a due passi da casa mia sono stati i miei modelli. Ancona è una città tutta da scoprire: ha una bellezza che nessuno immagina. Quando me ne sono andato non ne sentivo la mancanza, ma poi dopo quasi 3 anni di lontananza ci sono tornato, con un po' più di esperienza personale, ma con la voglia di rimanere qui perchè questa è la mia città.
Così ora la mia strada fotografica ha preso il suo percorso. Per lo più fotografo paesaggi, particolari di posti; più in generale mi piace fotografare quello che in quel momento sento di dover catturare con il mio occhio e la mia anima. Trovo molta difficoltà nel fotografare le persone, ma più che altro per via del mio carattare chiuso, però le persone in un certo tipo di contesto non me le lascio comunque scappare.
 
Segni fotografici
 
 
Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
 

Manovra finanziaria affidata ad una famiglia...anche a caso

Un padre ed una madre di famiglia sanno come funziona il bilancio famigliare. In casa entrano al mese tre mila euro? Bene. Massimo ne possiamo spendere tremila, se riusciamo a spenderne 2900 meglio ancora perchè mettere via qualcosina serve a restare sereni in tempi di crisi o di necessità urgenti.

18/08/11

I giovani non sono mai un problema ma sempre una speranza

Questa frase di don Bosco, che fa da titolo al nostro editoriale, mi è stata isegnata, tempo fa, da un mio educatore mentre mi accingevo io ad essere educatore di altre persone, di altri ragazzi, di altri giovani. E' vera. Lo era ai tempi di don Bosco e lo è oggi proprio all'inizio della Giornata Mondiale della Gioventù. Le televisioni ed i giornali ne parlano, riempiono gli spazi di immagini e video ed è bellissimo, anche per chi alla Gmg ci è stato anni fa o le ha solo sfiorate, rivedere quei colori, quei volti che sono sempre gli stessi e sempre differenti.
E' già tutto bello e non è ancora arrivato il Papa.
Figuriamoci da stasera, da domani.
Questi non sono i giovani che spaccano le vetrine a Londra, che si ammazzano sulle nostre strade il sabato sera, che vedi di fronte ai bar ad aspettare che le lancette dell'orologio dicano che è un giorno nuovo.
Questi sono giovani, felici, allegri che anche si divertono, bevono, si amano, progettano il futuro e stanno cercando Dio. Sì, Dio. Non il Papa, non un vescovo, non un nonno simpatico o meno, ma Dio.
Dio che è l'incontro più affascinante che può capitarci nella vita e dal quale ne scaturiscono altri molto belli e determinanti.
Dio che sa per primo che i giovani sono sempre una speranza, mai un problema.
Auguri ragazzi.
Giorgio Gibertini Jolly

17/08/11

Come fregare Facebook e vivere....le vacanze serene

Nessuno di noi ha intenzione di far innervosire gli amici di Facebook sia perchè non abbiamo soldi abbastanza per sostenere una causa, sia perchè poi, maledicendolo quanto volete, un po' alla fine ci manca anche nelle notti di stelle cadenti.

16/08/11

Ora vi dico quanto spendo alla Mensa per gli Assistenti alla Camera dei Deputati

Molti sanno che lavoro anche come collaboratore di un parlamentare. Molti sanno anche che scrivo spesso "editoriali" riguardanti il tema della Politica. Sicuramente è un lavoro privilegiato. Che ne so, per fare un esempio, meglio assistente parlamentare che minatore, fresatore, magazziniere. Si ha l'inconveniente di essere sempre vestiti bene (o simil bene) ma diciamo che Ovs coi saldi aiuta ad acquistare completi decenti. Si ha l'inconveniente di dover sempre mettere la giacca (giacca più cravatta sono sempre obbligatorie al Senato, alla Camera solo giacca, non chiedetemi perché) anche a Luglio inoltrato mentre le colleghe femmine (alcune) possono accedere agli uffici della Camera (s)vestite come vogliono. Però penso siano piccoli inconvenienti facilmente superabili e sopportabili: ho visto condizioni di lavoro peggiori insomma.
E' un classico lavoro di segreteria e di ufficio stampa con molti privilegi tra questi quello di essere al centro, nel bene o nel male, dell'attenzione della gente.
Questo non vuol dire che siamo dei "privilegiati" anche noi perché gli stipendi sono medi o medi bassi, dipende dal rapporto fiduciario che riesci a creare col tuo parlamentare. Io sono soddisfatto.
Se di privilegio possiamo parlare, in tutta onestà, bisogna dire che noi assistenti, come pure i dipendenti delle Forze dell'Ordine, i dipendenti degli uffici della Camera, dei Gruppi Parlamentari ed altri ancora, possiamo usufruire di una mensa (sottolineo mensa) che ha prezzi agevolati per i propri collaboratori: con 2,85 euro riesco a mangiare un ottimo primo ed un ottimo contorno con tanta acqua, anche frizzante.
Non mi sembra questo uno scandalo. Credo che in tutte le aziende sia così. Conosco dirigenti che hanno trenta euro di rimborso fisso al giorno per i pranzi o che ricevono i ticket restaurant: io no. Ricordo che quando mia madre era ricoverata all'Ospedale Niguarda di Milano, spesso con mio padre siamo andati alla mensa del medesimo nosocomio, ed i prezzi erano anche più bassi di quelli della mensa della Camera dei Deputati dove il pranzo completo arriva a 7 euro.
Non credo questo sia un privilegio ma in questo periodo di occhi puntati addosso, e che anche io punto addosso ad altri, mi sembrava onesto dirlo e certificarvelo con la foto qui a fianco.
Quindi, ricapitolando, lavoro si per un parlamentare, non sono Spider Truman, e voglio dare un contributo di sano realismo alla situazione caotica e sicuramente quando sono al lavoro non vado a mangiare nei bar del centro perchè spenderei il doppio di quello che posso spendere alla Mensa per i dipendenti della Camera dei Deputati sita in Piazza San Silvestro.

13/08/11

Photo Of The Week N°5 - Lenti...a Contatto!

Nuova settimana, nuovo scatto! Si ripropone il nostro appuntamento fisso per visionare lo scatto più rappresentativo degli ultimi sette giorni. Oggi vi proponiamo una fotografia che io, personalmente, ho trovato davvero eccezionale. Ce la invia Sabrina, blogger e fotografa per passione di grande talento. Buona visione a tutti!




Foto: Lenti..a contatto!
Questo scatto è stato fatto qualche mese fa quando nel mio giardino ho visto queste due lumache. Era da tempo che volevo ritrarre le lumache con il mio macro. Amo la fotografia macro perchè mi mostra ciò che ad occhio nudo a volte non è possibile. E' come avere altri occhi. Il dettaglio poi, è qualcosa di eccezionale e con un buon macro e fermezza di mano si colgono degli aspetti impensati.

Autore : Sabrina
Amante da sempre della fotografia e delle macchine fotografiche in genere. Prima in pellicola ora in digitale. Da poco ho aperto il blog  dal nome trip del click, proprio perchè lo scatto per me è qualcosa di essenziale e fondamentale. Credo che le mie foto sappiano descrivermi meglio che le parole perciò vi rimando al mio spazio fotografico.

Il Trip Del Click
Come partecipare
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Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!

12/08/11

Non disturbiamo il conducente Tremonti

L'autobus coi turisti si è perso nel bel mezzo della campagna. Doveva giungere all'albergo già da qualche ora ma l'autista, leggermente impreparato a questa nuova avventura, si è prima lasciato influenzare da chi diceva vai a destra, poi chi ha urlato "svolta a sinistra" ed in fine chi ha preteso tirasse dritto per dritto. Risultato? Ci siamo persi.
Ci troviamo ora in mezzo a questa selva di alberi altissimi che rendono difficile il passaggio dei raggi del sole e, l'unica cosa che so, per certo, è che se continuiamo a disturbare ed urlare nelle orecchie del conducente finiamo tutti fuori strada e magari in un burrone.
Anche io avrei scelto un autista diverso ma per ora abbiamo questo e siamo sul pullman con lui: speriamo ci porti fuori da qui.
Non disturbiamo il conducente Tremonti.
Ssstt....qualcuno ha la chitarra che andiamo in fondo a cantare...a bassa voce?

L’Assunzione di Maria: dalla fede la pienezza della vita


Aiutati da Papa Benedetto XVI, qualche spunto di riflessione sulla Solennità liturgica dell’Assunzione e sul suo significato profondo e attuale
di Andrea Menegotto
12 agosto 2011
In pieno clima vacanziero, alla metà esatta del mese che in genere è dedicato alle ferie estive, spesso dimenticata poiché oscurata dalla festa modana del Ferragosto, ricorre nel calendario ecclesiastico la Solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria.
Secondo il Magistero cattolico, la Madre di Gesù, «preservata immune da ogni macchia di colpa originale finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte» (Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica Sulla Chiesa Lumen Gentium, 21 novembre 1964, n. 59).
La «dormitio Virginis» e l'assunzione, rispettivamente in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata il 1° novembre 1950 con la definizione dogmatica di Pio XII (Eugenio Pacelli, 1876-1958; il cui pontificato va dal 1939 al 1958) mediante la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus: «[…] l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
Dichiarando che Maria non dovette attendere, così come tutte le altre creature, la fine dei tempi per ottenere la redenzione corporea, la Chiesa ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, dal momento che il peccato non ha mai offuscato la limpidezza della sua anima. Tale dottrina ─ radicata nella tradizione ecclesiale ─ trova le sue radici nella Sacra Scrittura, particolarmente nel cosiddetto «Proto-vangelo» del libro della Genesi, contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa; qui Maria è presentata come «nuova Eva», strettamente unita a Gesù, «nuovo Adamo».
Maria, dunque, non è solo la madre del Redentore, ma anche sua «cooperatrice», e questa forte unione richiede che anche Lei trionfi ─ così come il Figlio ─ non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano.
Per tali motivi, Papa Benedetto XVI, nell’omelia della Santa Messa nella Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria il 15 agosto 2010 così affermava: «oggi la Chiesa celebra una delle più importanti feste dell’anno liturgico dedicate a Maria Santissima […]. Questo, quindi, è il nucleo della nostra fede nell’Assunzione: noi crediamo che Maria, come Cristo suo Figlio, ha già vinto la morte e trionfa già nella gloria celeste nella totalità del suo essere, “in anima e corpo”. Ora, ciò che san Paolo afferma di tutti gli uomini, la Chiesa, nel suo Magistero infallibile, lo dice di Maria, in un modo e senso precisi: la Madre di Dio viene inserita a tal punto nel Mistero di Cristo da essere partecipe della Risurrezione del suo Figlio con tutta se stessa già al termine della vita terrena; vive quello che noi attendiamo alla fine dei tempi quando sarà annientato «l’ultimo nemico», la morte (cfr. 1Cor 15, 26); vive già quello che proclamiamo nel Credo “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”».
Ma il Papa fa un passo in più chiedendosi: «quali sono le radici di questa vittoria sulla morte prodigiosamente anticipata in Maria?». Illuminante la risposta: «Le radici stanno nella fede della Vergine di Nazareth […] una fede che è obbedienza alla Parola di Dio e abbandono totale all’iniziativa e all’azione divina, secondo quanto le annuncia l’Arcangelo. La fede, dunque, è la grandezza di Maria, come proclama gioiosamente Elisabetta: Maria è “benedetta fra le donne”, “benedetto è il frutto del suo grembo” perché è “la madre del Signore”, perché crede e vive in maniera unica la “prima” delle beatitudini, la beatitudine della fede».
Da qui l’invito che il Papa rivolge: «Non ci limitiamo ad ammirare Maria nel suo destino di gloria, come una persona molto lontana da noi: no! Siamo chiamati a guardare quanto il Signore, nel suo amore, ha voluto anche per noi, per il nostro destino finale: vivere tramite la fede nella comunione perfetta di amore con Lui e così vivere veramente» e, infine: «Preghiamo il Signore affinché ci faccia comprendere quanto è preziosa ai Suoi occhi tutta la nostra vita; rafforzi la nostra fede nella vita eterna; ci renda uomini della speranza, che operano per costruire un mondo aperto a Dio, uomini pieni di gioia, che sanno scorgere la bellezza del mondo futuro in mezzo agli affanni della vita quotidiana e in tale certezza vivono, credono e sperano».

11/08/11

Anteprima Frews: il discorso di Tremonti!

Dal solito nostro amico che è passato col 16 davanti a via XX Settembre a Roma (Ministero di Tremonti) ed ha visto la donna delle pulizie buttare via un plico di fogli, inseguita da Tremonti, ma è riuscito a raccogliere la prima pagina, possiamo darvi l'anteprima di quello che dirà tra poco Tremonti a 150 abbronzati parlamentari e, tramite loro, a tutti noi, popolo italiano.
"Carissimi, sinceramente non so che fare. La mia preoccupazione volge oggi ai Casonsei che ho lasciato nel piatto a Sandalo (magari la nostra Artemisia in questi giorni metterà la ricetta).
Qui non ci sono più soldi. Non ci sono mai stati. Quindi da domani e per dieci anni il Governo italiano sarà commissariato e deciderà uno solo, nel bene o nel male, e così saremo almeno in gradi di individuare o il colpevole o il meritevole. Basta deputati, basta senatori, basta ministri: uno solo al comando per rimettere in ordine le cose. E questo molto probabilmente sarò io ed anche io comincerò a pagare l'affitto della mia casa a Roma regolarmente, per dare il buon esempio. Ed anche io, che tanto ho accumulato un sacco di soldi, lavorerò gratis per i prossimi dieci anni.
Il Capo dello Stato dividerà con me un bilocale e comparirà solo l'ultimo dell'anno per il discorso: se non vuole rimanderemo quello dell'anno precedente, tanto basta cambiare la data nel sottopancia.
Chi ha figli sarà premiato e non tassato perchè già le mamme italiane fanno miracoli dividendosi tra famiglia e lavoro e...."
L'autobus è partito e non abbiamo le altre pagine. Ci tocca aspettare le undici. Però come inizio non sarebbe male.

10/08/11

Fotografia - Mostre e Concorsi - Come un Dio Creo e Distruggo



E prende il via anche l'ultima sezione della nostra rubrica dedicata alle mostre e ai concorsi fotografici più interessanti del momento. Abbiamo l'onore di dare inizio alle danze con una splendida iniziativa direttamente da San Donà di Piave, provincia di Venezia. Una iniziativa che, lo confesso, mi ha davvero impressionato.

Il progetto, denominato "Come un Dio Creo e Distruggo", sconfina rispetto all'ambito della nostra rubrica e della fotografia in generale. Ma non è forse l'arte stessa fatta per non avere barriere? Non si tratta infatti di un concorso vero e proprio, ma di una "pura espressione artistica", come recita a chiare lettere lo slogan informativo. Non è nemmeno strettamente legato alla fotografia. Le opere che vorranno prendere parte alla rassegna potranno appartenere a qualsiasi espressione artistica: dalla pittura alla poesia, attraverso immagini e parole. E, volendo, anche attraverso la nostra amata pellicola.

Le opere, che dovranno avere come tema "La costruzione del mondo: L'atto creativo" dovranno essere presentate entro il 26 Agosto, per poi essere esposte in data 10 Settembre presso l'area esterna del Caffé Letterario di San Donà di Piave. La partecipazione è, ovviamente, totalmente gratuita.

Un'esperienza nel vero senso della parola. Per cogliere a pieno il significato e le sfumature di questo progetto, abbiamo deciso di farcelo raccontare direttamente da uno dei suoi creatori: Simone Bianco, chitarrista dei Lamanaïf e mente operativa del progetto.

Lamanaïf

- Da cosa è nata l'idea di creare un progetto come questo?
L’idea è nata dalla necessità di condividere un pensiero artistico e filosofico che ridia valore all’opera artistica sottolineandone il significato profondo. L’evento è stato pensato e organizzato dai Lamanaïf, band progressive che tenta di unire elementi musicali e teatrali. L’accostamento di arti aumenta esponenzialmente la capacità espressiva dell’opera, e nel nostro processo di composizione miriamo sempre a giungere ad un significato sia testuale che musicale ed immaginifico. Da qui l’idea di essere un gruppo aperto ad ogni tipo di influenza artistica e collaborazione esterna. Di fatto la manifestazione non è da intendersi come un concorso, festival o esposizione, ma come una collaborazione estesa di artisti (in quanto definiti tali) e persone comuni (che avranno la possibilità di esprimersi attivamente) per la generazione di un opera d’arte collettiva. L’evento mira al superamento della concezione delle arti separate, e reclama l’esistenza di un unico processo creativo, che il senso comune divide in musica, teatro, pittura, fotografia etc., ma a cui ogni artista deve fare riferimento a prescindere dalla forma della sua creazione.

- Cosa è per te l'arte e perché ritieni sia importante darvi spazio?
L’arte non può avere una definizione ultima, e cercarne una è il tentativo di afferrarla una volta per tutte e renderla reale, tangibile, criticabile, vendibile. L’arte non c’è di per sé ma viene configurata in modalità imprevedibili nel processo artistico, che sottende ogni produzione dell’uomo (“artistica” e non), nel momento stesso in cui qualcosa nell’uomo diventa qualcosa nel mondo attraverso l’atto creativo, l’atto produttivo e quindi, appunto, l’atto artistico.
Dare spazio al processo artistico è fondamentale perché in esso l’uomo si racconta, si da un posto nel mondo e diventa propriamente un essere umano.

- Per quale motivo si dovrebbe partecipare a questa iniziativa?
Partecipare a questo evento significa ridare valore al proprio pensiero, prende una penna metaforica e scrivere di sé, scrivere dell’essere umano e in tal modo andarlo a costruire. Il mondo di ogni giorno è continuamente modificato e generato dai processi linguistici e artistici messi in atto da tutti i suoi abitanti: i media, le leggi, la chiacchierata al bar, il discorso del sindaco, la lettura di un libro etc… compartecipano a generare il mondo in cui viviamo. Non sono solo le mode a cambiare ma i valori, le malattie mentali, le terapie mediche, le concezioni del giusto e sbagliato. A volte anche le cose che ci sembrano più concrete e fisse mutano senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Proprio questo il tema, in primis, di riflessione, ed in secundis, di ispirazione per la creazione di materiale artistico che vada a dire “questo sono io nel mondo, questa è la mia visione”.
Il tema dell’evento (La costruzione del mondo: l’atto creativo) vuole stimolare proprio la riflessione su come vediamo il nostro mondo. Un mondo nostro, appunto, non perché lo abitiamo casualmente, ma perché lo generiamo costantemente.

- Tu parteciperai?
Assolutamente si, con i Lamanaïf stiamo ultimando il nostro spettacolo musico-teatrale che sarà ricco di sorprese per lo spettatore troppo abituato ai tipici clichè musicali. Nella nostra performance daremo vita al mito di due divinità, una creatrice e l’altra distruttrice, e alla loro storia di continua costruzione e disfacimento di tutto il cosmo, ignare che il cosmo stesso potesse generare l’uomo, capace di mettere in atto i processi di costruzione e distruzione.


Le aspettative, sono decisamente alte. Spero di avervi trasmesso un po' dell'entusiasmo che ruota intorno a un progetto completamente nuovo e per certi versi davvero rivoluzionario. Io, personalmente, parteciperò. Invito anche voi cari lettori a fare lo stesso. Non mi resta che augurarvi buona costruzione e distruzione a tutti!


Info & link utili per partecipare
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale Lamanaif
Flyer Informativo
Domanda di Adesione
Regolamento Completo


Segnalateci Mostre e Concorsi
Siete i promotori di un evento fotografico? Siete a conoscenza di una mostra, un concorso o un'esposizione fotografica che ritenete degna di nota? Segnalatecela!
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it presentandoci l'evento. Provvederemo a metterci in contatto con voi e a pubblicizzare l'iniziativa!

Dall'Albania ad un quasi castello a Novate Milanese

In questi giorni tutti parlano della ricorrenza dei venti anni dai primi sbarchi di profughi provenienti dall'Albania e negli occhi di noi meno giovani, ed anche meno vecchi, è impressa a memoria quella foto della Nave "Vlora" con questi sconosciuti, cosi simili a noi, che scappavano verso di noi.
La storia sappiamo tutti come è andata ed oggi conosciamo tutti le vicende di altri barconi che giungono verso l'Italia.
Io voglio qui riportare un ricordo personale.
Venti anni la gestione di quell'emergenza fu organizzata circa in questo modo: gli albanesi furono presi e suddivisi a gruppi di piccoli numeri per ogni comune di Italia.
Al mio paese, Novate Milanese, arrivarono in quattro o cinque.
Si integrarono subito benissimo. Cominciarono a fare i muratori e parlavano già bene l'Italiano grazie alla televisione.
Lavoro e lavoro duro.
Uno di loro giocava a calcetto con noi, era un gran lavoratore ed un ragazzo spigliato e simpatico. Piano piano ha fatto venire in Italia la sua famiglia, si è poi sposato con la sua ragazza, ha figli, ha aiutato tantissimo in parrocchia.
Piano piano ha costruito una impresa e nel paese è rimasto l'unico muratore: già dieci anni se avevi bisogno di tirare su un muro dovevi chiamare solo lui perchè solo lui era rimasto.
Piano piano i suoi figli vanno a scuola, lui, da ospite del comune, si è costruito una casa che sembra un castello e sicuramente è più ricco di molti italiani.
Piano piano, mattone su mattone, è sceso dalla Vlora e si è costruito il presente ed il futuro.
Non so se dirti, amico mio, auguri in questa triste ricorrenza che ti ha costretto a nuova vita: che si dice in queste occasioni? Non lo so.
Però da lontano un complimenti ed un abbraccio te lo mando volentieri.

09/08/11

Anche io come un Nitto Palma qualunque rinuncio al mio viaggio in Polinesia

Sono fortemente commosso nell'apprendere dai quotidiani che il neo ministro della Giustizia Nitto Palma ha rinunciato alle vacanze estive 2011.
Mi sovviene dapprima un coro da stadio: "uno di noi, Nitto uno di noi, uno di noi". E via cantando.
Per secondo ragiono che anche io spesso ho rinunciato a nuovi contratti di lavoro prima delle ferie proprio per potermi godere queste ultime. Sarà capitato anche a voi vero? State cercando il lavoro da una vita, nessuno vi risponde, poi a Luglio, quando già avete addosso il salvagente e l'autovettura è già a bordo del traghetto, vi chiamano per iniziare un lavoro molto bello e ben retribuito?
E le vacanze? Ed il mojito al calar del sole? E la chitarra e mentre io suono e canto gli altri....eccetera eccetera? Lavorare? No! Prima la vacanza. Perchè rinunciare alla caparra ed all'autovettura che già svanisce all'orizzonte sul traghetto per la Sardegna?
Allora che fate? Lasciate squillare a vuoto il telefono od inventate la più classica delle scuse: quest'estate devo stare vicino alla nonna che è malata, ne possiamo riparlare a settembre?
E via per il mare! A settembre ci penseremo.
Nitto Palma, prima sottosegretario ed ora Ministro alla Giustizia, aveva già prenotato le vacanze in Polinesia ma ci ha rinunciato per dovere di Stato, per stare vicino a noi, per apprendere il nuovo lavoro. Cosa ovvia! Qualsiasi azienda si sarebbe comportata in questo modo: se ti assumo a fine luglio salti le ferie!
Anche io avrei accettato.
Caro signor Ministro, si consoli, sono dieci anni che rinuncio al mio viaggio in Polinesia, meta agognata da tutti noi sub, per altri motivi soprattutto economici.
Si consoli, siamo in tanti quest'anno a rinunciare alle vacanze e se proprio se la vuole fare una immersione mi faccia un fischio che l'accompagno al Circeo: in giornata facciamo tutto!

08/08/11

Un mio piccolo ricordo di San Patrignano

Ci sono stato a San Patrignano. Era il 2 ottobre di qualche anno fa. Forse il 1992 (vi siete accorti che oggi cerchiamo tutto su Internet ma di ciò che è successo prima del 2000 vi è pochissimo, come se il mondo fosse iniziato allora?). C'era un convegno sul giornalismo a San Patrignano organizzato da il Giornale. C'era come ospite  Sgarbi e Veneziani e Gasparri. Conservo da qualche parte (sono un disordinato) una mia foto con Vincenzo Muccioli. Ne vado fiero.
Ho vissuto quella giornata di studio nella totale serenità ed organizzazione.
Ecco quello che ricordo di San Patrignano: serenità ed organizzazione.
I ragazzi ospiti sembravano tutti tranquilli ed erano organizzatissimi nel servirci ed ordinati nel loro vivere quotidiano.
Regnava l'armonia generale.
Ricordo questo.
Visto che siamo in estate vi consiglio la lettura del libro di Davide Giacalone ed intitolato: "Disonora il giusto: quello che hanno fatto a Vincenzo Muccioli".Oggi che Andrea Muccioli lascia la guida di San Patrignano voglio ricordare i Muccioli così.
Vincenzo era un leader che ho sempre difeso, nel mio piccolo, e che ho avuto l'onore di conoscere. E di avere una foto con lui (se la ritrovo!)

Totani ripieni.




Ingredienti:
(per 4 persone)

2 totani a commensale 
5 o 6 pomodorini pachino
Pane grattugiato
1 uovo
1 spicchio d'aglio
Prezzemolo tritato
Olio EVO
Sale e pepe

Preparazione:

1. Pulire i totani, rimuovendo le interiora e le altre parti di scarto. Scottarli velocemente in acqua bollente al fine di agevolare la rimozione della pelle.

2. Per il ripieno: In una ciotola, porre il pane grattugiato, l' uovo, lo spicchio d'aglio tritato finemente, il prezzemolo tritato e una spolverata di sale e di pepe. Amalgamare bene e unire 2/3 dei pomodorini pachino tagliati a pezzetti, condire con un filo di olio EVO.

3. Pre-riscaldare il forno a 180°

4. Farcire i totani con il ripieno e posizionarli in una teglia ricoperta di carta forno. Spolverizzarli con un po' di pane grattugiato, del prezzemolo  e coprire con i  rimanenti pomodorini. Condirli con un filo d'olio EVO e infornare per circa 30 minuti.

Morire per sentenza e vivere per legge. Vivere e morire nella società democratica di oggi

Recentemente alla Camera è stato approvato il DDL sulle dichiarazioni anticipate di trattamento altrimenti dette DAT. Vediamo di capire di cosa si tratta. Il disegno di legge - successivamente trasmesso al Senato per l'approvazione definitiva - propone una normativa molto semplice che ha come scopo primario da una parte, tutelare la vita umana da ogni tipo di deriva eutanasica e dall'altro il rafforzamento dell'alleanza terapeutica tra il medico e il suo paziente.  Il testo infatti, ha ricevuto l'approvazione trasversale di un'ampia maggioranza che ha dimostrato di voler convergere l'attenzione su un orizzonte di valori comune.  Infatti il provvedimento ha condiviso una visione laica sui temi della malattia, disabilità e morte, nella quale ha prevalso un alto senso di responsabilità e di etica oggettiva che ha messo fuori gioco - almeno per adesso - innumerevoli polemiche politiche contrarie. Che cosa propone il testo. Iniziamo dal primo punto, dove all'art. 1 la legge "riconosce e tutela la vita umana quale diritto inviolabile e indisponibile". Pertanto essa "vieta ai sensi degli articoli 575, 579 e 580,  del Codice penale ogni forma di Eutanasia" e "impone l'obbligo al medico di informare il paziente (...) sul divieto di qualunque forma di eutanasia." All'art. 3 , viene precisato che alimentazione e idratazione "non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento". Mentre ai sensi dell'art. 4 e 6,  non è consentito ricostruire la volontà presunta del paziente, così che il fiduciario "si impegna a verificare attentamente che non si determinino a carico del paziente situazioni" di cui "agli articoli 575, 579 e 580 del Codice penale". Infine ai sensi dell'art.7 "il medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente".  In breve, in seguito alle note vicende giudiziarie dei casi Welby ed Englaro - dove i giudici hanno decretato per sentenza la fine di entrambi i pazienti -  questa normativa ha cercato di ripristinare giuridicamente un ordine logico-procedimentale che pone in ordine i principi primi del diritto. Di conseguenza è da ritenere reato, l'interruzione di presidi vitali come l'alimentazione e l'idratazione che sono un fondamentale sostegno per la tutela della vita e non certamente mezzi inutili e sproporzionati.  Dunque senza equivoci di sorta, è stato introdotto il divieto perentorio di sospendere arbitrariamente il sostentamento necessario per mantenere in vita, soggetti in stato vegetativo, poiché la loro vita non dipende nel caso specifico da particolari terapie mediche o da supporti tecnologici inadeguati”. Infatti pur essendo vero che l’impianto di una PEG, è in sè una procedura medica, non altrettanto può dirsi in ordine alla sua gestione che esula dalla categoria della futilità. D’altronde, cosa c’è di futile nel riconoscere, accogliere, tutelare e sostenere una vita sia pure nel momento della sua massima fragilità? Ricordiamoci che la ratio legis porta avanti un’ideologia completamente opposta alla cultura della morte ovvero la presa in carico del paziente, da parte della società che dal canto suo dovrebbe riconquistare il significato dei valori della coscienza e della vera solidarietà umana.
Il paziente  al quale si riferisce il comma 6 dell’art. 3 è “il soggetto” che “si trovi nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze, per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardino”.  Ora il concetto scientifico di coscienza è la “informazione integrata” e l’organo integrato è il cervello. Allora la coscienza, è una funzione molto complessa che per svolgersi correttamente deve consentire lo scambio di informazioni fra ambiente esterno (estero recettori), ambiente interno (enterorecettori) e cervello. In sintesi, nello Stato Vegetativo Persistente l’attività cerebrale è come dire, sospesa e non ha nulla a che fare con la così detta “morte cerebrale”.  E’ chiaro che l’obiettivo normativo, ha voluto ottimizzare il campo degli stati di “perdita di coscienza” rilevanti ai fini delle DAT per evitare arbitrari sconfinamenti abusivi che includessero anche altre situazioni patologiche come i comi o le demenze. Detto questo, il nostro Parlamento ha dato un chiaro segnale pro vita approvando un testo che ha allontanato qualunque tentazione di introdurre con le DAT il c.d. diritto di morire. Di certo quel che rileva è la concreta possibilità da parte del dichiarante, di rifiutare trattamenti terapeutici sproporzionati, contrari al comune senso di dignità. In tal senso il dichiarante, ai sensi dell’art. 3 comma 1, può esprimere “orientamenti e informazioni utili per il medico” che in adesione alla Convenzione europea di medicina del 1997 (OVIEDO) li prenderà in considerazione, motivando le sue opportune decisioni terapeutiche in base a due principi fondamentali: il principio di proporzionalità – precauzione e prudenza – e il principio dell’inviolabilità della vita e di tutela della salute. Naturalmente, si evince che il rapporto tra medico e paziente è regolato fortemente da un altro principio portante, quello del consenso informato, alla base dell’alleanza terapeutica assolutamente necessaria per un dialogo corretto e informato al rispetto della dignità della persona. Pertanto la legge consolida ciò che finora era stato solo una prassi e cioè che il paziente cosciente e consapevole debba obbligatoriamente essere informato sui trattamenti e sugli interventi  che può subire per poter esprimere il suo consenso. Senza il quale i trattamenti, non potranno avere alcuna applicazione, tranne che il paziente si trovi in una situazione di emergenza  che lo esponga ad un rischio grave. Per una puntuale comprensione del testo e al fine di fugare equivoci, va precisato che la dichiarazione anticipata, appunto perchè decontestualizzata rispetto all’eventuale verificarsi dell’evento patologico o traumatico, non può in nessun caso vincolare la volontà del medico, al quale resta la libertà di decidere caso per caso, la giusta terapia da somministrare. Infatti il medico, deve agire secondo la sua scienza e coscienza, tenendo nel dovuto conto sia il diritto positivo che le regole di pratica medica e della deontologia. A questo punto come afferma Laura Palazzani, vivendo in una “società sempre più convinta che la dignità dell'uomo sia legata alla sua consapevolezza di sé e alla sua capacità di autonomia, mancando le quali è possibile decidere in modo arbitrario cosa fare di quel corpo” dovremmo anche chiederci quale dovrebbe essere il ruolo del medico e soprattutto della scienza e della tecnica. E prima ancora dovremmo interrogarci sul concetto giuridico di salute valutato dall'art.32 della nostra Costituzione. Non potendo approfondire questi vasti argomenti in uno stesso articolo e per non abusare della vostra attenzione vi rimando al prossimo articolo.
Ma prima, vi lascio con un pensiero di uno scienziato notissimo nel mondo, Leon Kass: “tra le finalità intrinseche dell’agire medico, rientra senza dubbio il dovere di ottimizzare il fine della salute, attraverso il raggiungimento della guarigione. Così “credo” - continua lo scienziato - “nella scienza, credo nella tecnologia, credo nella medicina” e “contemporaneamente vedo che alcune tecniche uniformano gli esseri umani ed estendono un controllo pericoloso sul nostro corpo e le nostre vite”.



Dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di ricerca in BIOETICA
U.C.S.C.  Roma