24/10/11

E' morto Marco Simoncelli: parliamo di Marco Simoncelli

Marco Simoncelli (Cattolica, 20 gennaio 1987Sepang, 23 ottobre 2011) è stato un pilota motociclistico italiano, campione del mondo della 250cc nel 2008.
Conosciuto fra gli appassionati con il nomignolo di Supersic,[1] è morto nel 2011 durante una gara al circuito di Sepang, inMalesia.[2].Nato a Cattolica, vive fin da piccolo a Coriano. Comincia a correre a 7 anni con le minimoto nella sua città. A 12 anni è proclamato campione italiano, così come nel 2000, anno nel quale gareggia per il titolo europeo conquistando la 2ª posizione. A 14 anni prende parte al Trofeo Honda NR (sale in 2 occasioni sul podio) ed al campionato italiano 125 GP
Prendo questo informazioni da Wikepedia che, veloce come un Simoncelli qualunque, ha già aggiornato il tempo del verbo al passato!
Tremendo questo fugace mondo internet.
Ieri mi si è freddato il sangue quando l'sms della notizia di Simoncelli mi ha colto poco prima della Comunione durante la messa delle 11.30.
Non sono appassionato di Moto Gp, non ho mai seguito una corsa, ricordo solo che Simoncelli era quello ricciolo ed anche lui simpatico.
Morire così svolgendo al massimo la sua passione.
Però per il breve spazio di un post vorrei parlare di Simoncelli, o meglio, della sua morte anche se non lo conosco e non saprei cosa dire.
Dico questo perché stamattina sentivo alla Radio discussioni sul fatto se ora Valentino Rossi si ritirerà o no, sul fatto che ogni giorno in Italia muoiono tre persone sui luoghi di lavoro, sul fatto che la stessa notte sono morti tre giovanissimi sulla A4 e sui morti sotto il terremoto in Turchia.
Tutto vero.
Però la morte di un uomo è sempre la sua ed a Marco Simoncelli, che comunque rappresentava il sogno, la passione, la gioia di molti, dedichiamogli tutto un suo attimo, un piccolo post e soprattutto una grande preghiera.
Poi del resto ne parleremo da domani.
 

9 commenti:

  1. Ne ho sentiti tantissimi di discorsi sui danni collaterali mediatici della tragedia di Sepang, moltissimi dei quali legittimi. La vera tragedia però, è che a pagare sia il povero Marco, che nulla ha a che vedere con la strumentalizzazione dei media della sua morte. Ora, dovrebbe davvero essere il tempo del silenzio. Niente polemiche, niente frasi di cui poi ci si andrebbe a pentire. E' morto un ragazzo di 24 anni. Assieme a lui altri tre sull'A4 e non si sa quanti in Turchia. Abbiamo davvero ancora voglia di parlare?
    Io, non mi sento minimamente in colpa per aver pianto la morte del Sic. E, sinceramente, non ho altro da dire..

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  2. Parliamo di Simoncelli?......Domenica sono stata toccata da questa morte,la morte di un ragazzo di soli 24 anni.
    Oggi preferirei parlare del terremoto in Turchia,dei morti in autostrada nel week-end e perfino di politica e crisi economica.
    Perché?.Perché nessu:no di quelli che l'hanno conosciuto o di quelli che contano hanno dato,a mio modesto avviso,un sano messaggio ai giovani:nessuno ha detto che si è vero,Marco aveva scelto uno sport rischioso che ad ogni gara ti mette in sfida con la morte,ma che è ingiusto morire a quest'età,che forse se a Sepang non avesse cercato di tenere la moto......Si è attivata una agghiacciante(sempre a mio avviso)retorica fascista nella quale risulta eroe chi straguadagna per vincere o morire e che vede nel morire in giovane età,una sorta di grandioso merito.
    Se Marco voleva correre,è giusto che l'abbia fatto,sapeva che sulla moto il pericolo era alto.
    Ho una bambina piccola e forse un giorno vorrà fare la trapezista e io non potrei vietarglielo ma se cadesse giù e la perdessi,non riuscirei a dire che è giusto così,che mia figlia era una guerriera.
    Eroi,perdonami Marco,sono quelli che ancora,sopra alle loro forze,stanno scavando sotto le macerie.

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  3. Anonimo anzi anonima perché rimani anonima? Perchè non esci dall'anonimato e mi mandi un bell'editoriale che te lo pubblico?

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  4. Mi chiamo Francesca,ho 29 anni e per fare più in fretta,mi sono firmata Anonimo.
    Gli editoriali non devo scriverli io.
    Io ci tengo a trasmettere la mia disapprovazione a chi passa di qui e legge.
    Ho sentito frasi assurde sulla morte di questo sfortunato 24enne che aveva si scelto uno sport rischiosissimo,ma che non era solo SuperSic.
    La moto era il suo lavoro,la sua passione,ma c'era anche Marco,un ragazzo che i media e i tifosi non conoscevano,ma che conoscevano i genitori,la fidanzata,la sorella,gli amici.
    E invece,è morto solo SuperSic e va bene così,non bisogna piangere perché Marco sapeva che rischiava,Marco ha seguito se stesso,è più giusto così che.....
    Cosa è più giusto??????
    Fare i funerali solo a SuperSic?
    "All the world is a stage"troneggiava sul Globe,per volere di un certo William Shakespeare.
    Già. Il mondo è il più grande palcoscenico esistente,la vita lo spettacolo più rappresentato.
    Ma quando si tratta di morte,lasciamo spazio ad un pò di banale,salutare dolore.
    E'un peccato che Marco sia morto.
    Se non possiamo dire questo,parliamo della Turchia,sperando che i turchi non si sentano privilegiati perché questa è l'occasione per rinnovare tutto,o dei morti in incidenti stradali,sperando che almeno i famigliari di questi ultimi non ritengano che l'importante è che i congiunti defunti avessero trascorso un week-end divertente,a costo della vita.
    Sai,penso che si stia celebrando alla grande il motociclista,forse oltre i suoi meriti e si stia mancando di rispetto all'uomo.
    Mors sua vita mea:la morte di un celebre sportivo anzi,la spettacolarizzazione della morte,sta distogliendo gli italiani dall'ultimatum che l'UE ci aveva dato per oggi.

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  5. Piacere Giorgio!
    Attuali le tematiche che affronti e lo fai anche con coraggio(snche se abbiamo opinioni diverse),tornerò....

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  6. Francesca condivido, Giorgio grazie per darci lo spunto alla riflessione. Quando torno dal Brasile ci vediamo a Roma. Elia

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