28/10/11

La Camera recede dal contratto di affitto di uno dei suo palazzi che poteva comprare!

La Camera dei Deputati ha deciso di recedere dal contratto di affitto del Palazzo (questo il nome che viene usato dagli addetti lavori per riferirsi agli edifici in cui i parlamentari hanno la sede delle loro segreterie) Marini 1, ovvero uno dei tanti palazzi dove vi sono gli uffici dei Deputati. La decisione è stata presa dopo aver fatto due conti e aver compreso (meglio tardi che mai!) che al prezzo di 1000 miliardi di lire, a tanto, infatti, ammonta il canone di locazione del complesso dei Palazzi, forse avrebbe potuto comprarli con tutti gli addetti ai lavori, ricomprendoli d’oro.
E invece, purtroppo, la storia è diversa perché gli addetti al servizio dei Palazzi non essendo né commessi Camera né addetti alle pulizie, né assunti come dipendenti pubblici (nessuno di loro ha sostenuto una selezione o ha vinto un concorso pubblico per entrare) insomma non essendo né carne né pesce, stanno rischiando il posto di lavoro. Non ci sarebbe, ahimè, nulla di strano in un momento di crisi profonda qual è quello che sta attraversando l’Italia in questo periodo (chissà quanti in questi giorni stanno andando in cassa integrazione senza che di loro la “Casta” si interessi). L’eccezioni in questo caso sussiste in quanto sembra che il proprietario dei Palazzi stia tentando di tutto, anche far leva sul pietismo sociale prima di perdere la gallina dalle uova d’oro. Chi uscirà vittorioso tra questa guerra di colossi? La partita è aperta e le scommesse ben accette.
Sonia Zeta

6 commenti:

  1. Ma bene! Adesso che il proprietario del palazzo si è ripagato tutto l'investimento, la Camera decide che smetterla di pagare cifre disumane. Per chi conosce la storia del Marini questa cosa sa di presa per i fondelli.

    Per quanto riguarda gli addetti del palazzo è una vergogna: li hanno sempre trattati come se fossero di "serie D" (o peggio). Stipendi non proporzionati alle ore di lavoro e spesso nemmeno chiamati "colleghi" dai commessi della Camera.

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  2. Giannino er gattaro28 ottobre 2011 10:00

    Forse non li chiamavano colleghi perché non lo sono...

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  3. Ma chi è questa Soni Zeta? vorremmo tanto confrontarci con questa giornalista

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  4. Ciao Milano 70. Abbiamo cercato tanto un confronto e notizie per approfondire la questione. Siamo qui. Anzi se vuoi mandami qualche tuo pezzo sarà subito pubblicato.

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  5. Giannino er gattaro28 ottobre 2011 11:58

    La cara Sonia Zeta dovrebbe andare proprio lì nei pressi di largo Chigi, i dipendenti della MIlano 90 o 70 potrebbero spiegarle ben bene le loro ragioni... credo

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  6. Giannino non possiamo permetterci inviati in piazza.... siamo un blog libero... ma non credere, siamo molto vicini

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