18/03/12

Un Veneto a Roma 6 - Termiti a Termini

Termini. Nome da non confondere con termiti o tremiti, termini (pardon) che sono spesso effetti di una visita in quel luogo dei piaceri sito tra via Marsala e via Giolitti. La stazione Termini da sempre evoca il termine di qualcosa. Termine della corsa o termine della civiltà. In realtà la parola Termini deriva dalle Terme che l'imperatore Diocleziano decise di costruire in loco, per garantire salute e pulizia al popolo romano. Senza voler stilare classifiche, oggigiorno non si può certo dire che sia tra le zone che più fanno venire alla mente atmosfere salubri.
Se Termini, come hanno ricordato alcuni amministratori, dovrebbe essere il biglietto da visita della città, forse occorrerebbe far causa al tipografo. Assieme a Malagrotta e Tiburtina, la stazione centrale conferisce a Roma il sapore e l'odore dell'indimenticabile. Questo in fin dei conti non può e non deve stupire dato che si tratta di caratteristiche comuni a tutte le stazioni ferroviarie. Ciò che diviene, tuttavia, divertente è che tutto ciò viene aggravato da una serie di peculiarità ed ostacoli per predisporre i quali sembra ci siano appositi uffici, situati in Comune, all'Atac, a Centostazioni e a Trenitalia, con un comando interforze che suppongo essere collocato in quei locali solo apparentemente abbandonati che si trovano sopra l'ingresso di piazza dei Cinquecento.
Immagino in questi un frenetico via vai di bigliettai in alta uniforme e passacarte che si affollano attorno ad una mappa luminosa della stazione sulla quale organizzano cacce al tesoro, percorsi ad ostacoli ed altre amenitá per rallegrare le giornate altrimenti vuote dei pendolari. Nomino gran cerimoniere ad honorem di questa banda di allegri individui, l'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, soltanto omonimo dell'ometto coi baffi della birra, a cui mi legano affetti e preci di ringraziamento che forse un giorno vi racconterò. Solo alcuni osano sussurrare il nome della potentissima e segretissima organizzazione: FS, Feste Strepitose. L'ultimo gioco organizzato da questi simpatici burloni, stavolta probabilmente dal plenipotenziario del Comune di Roma, è un labirinto sotterraneo che serve a collegare temporaneamente (avvertenza: in Giappone questa parola ha un significato diverso da quello assunto in Italia) la linea A con quella B della metropolitana, attendendo fiduciosi l'adeguamento del nodo e la comparsa nei cieli del pianeta Nibiru. Qualche tempo fa lavoravo intorno a piazza Mazzini e, abitando a Marconi, è capitato anche a me di partecipare a questo giuoco che illuminava le mie giornate. Dopo un breve tragitto stipato in un bus, il 766, che brillava per pulizia e puntualità e che certamente gli dei hanno in gloria, mi lanciavo cercando di riprodurre i fondamentali del salto in alto all'interno di una delle carrozze della metro b, abbracciando appassionatamente grassi sconosciuti e rischiando le peggiori accuse di molestie. Arrivato a Termini il cambio: anzitutto le procedure di discesa, inglobato in una massa informe che mi costringeva ad avanzare a passettini di danza. A quel punto occorre nuotare fino al punto giusto del flusso. Un movimento sbagliato potrebbe trascinarti nel tunnel sbagliato, facendoti sparire dalle profondità della terra. A questo punto inizia il labirinto: per arrivare alla metro A, i passi da fare sono complicatissimi e vengono ricordati con mappe o curiose filastrocche da vecchi bucanieri. In realtà la soluzione dell'enigma è il seguente: usciti dalla metro b direzione laurentina, occorre costeggiare il corridoio, imboccare le scale che conducono al tunnel che porta dall'altra parte. A quel punto vi scaglieranno addosso ad alta velocità una serie di finti turisti che procederanno in senso opposto, cercando di tranciarvi i legamenti con dei trolley giganteschi. I movimenti per evitarli sono: 3 passi a destra, ruota, 4 passi a sinistra, accucciarsi, salto carpiato e, arrivati a 2 metri dallo scalino che permette l'uscita all'altro binario, rapido scartamento a destra. Usciti, seguire direzione metro A per altri 4 tunnel. Ricordare le bistecche per distrarre le pantegane quando vi troverete a guadare i ruscelli d'acqua che scorrono sottoterra. Se vi trovate nel cimitero dei macchinisti avete sbagliato direzione alla svolta in cui hanno abbandonato la statua di Giovanni Paolo II: tornate indietro.
Ma l'organizzazione di FS non si è certo fermata qui. Da qualche tempo il comitato di Feste Strepitose ha anche pensato di incrementare il numero di binari. Visto che materialmente non si trovava spazio per nuovi binari, ha inventato i binari EST. Non saprei dirvi quali treni partono da quel punto. Io conosco solo quello per Perugia, che mi è capitato di prendere e sul quale mi trovo (direzione ritorno) nel momento in cui vergo queste righe. Per prenderlo basterà che seguiate il primo binario. Arriverete ad uno spiazzo dove potreste trovare auto blu in attesa del premier Mario Monti. Superatele. Continuate fino ai cartelli verdi riportanti la scritta "Tangenziale Est". A quel punto continuate ancora sul binario 1. Quando individuate la svolta per Assisi, sulla vostra sinistra e sulla vostra destra troverete finalmente ad aspettarvi i treni dei vostri sogni: dei vagoni di cui il Botswana andrebbe fiero, dotati di tutti i comfort: cabine soleggiate e ventilate, una folla colorata di viaggiatori, comode poltrone con imbottitura a vista. Non serve neppure portare con sè bibite o spuntini: ne troverete in quantità sui pavimenti delle carrozze. A questo punto la tentazione di parlare delle ferrovie diventa prepotente, ma cercherò di non uscire fuori dal perimetro del raccordo, riservandomi, tuttavia, per il futuro di fare una puntata "in trasferta".
Su Termini ovviamente ci sarebbe molto altro da dire: dall'enorme quantità di individui a cui manca un euro per fare il biglietto per tornare a casa, a tutti coloro che ti si accostano con aria circospetta chiedendoti "taxi?" come se stessero spacciando eroina ( a proposito è davvero così difficile beccare questi abusivi che si autodichiarano?), dai metodi per scroccare il bagno gratis anziché pagare 50 centesimi necessari per accedere a quelli pubblici, alle biglietterie che hanno file tali da obbligare a prevedere un giorno di ferie supplementare per fare i biglietti. Ma qualcosa riserviamolo pure all'immaginazione, attendendo che il comitato FS sfoderi qualche nuova perla per rallegrare le nostre giornate grigie. D'altra parte il mio treno è quasi arrivato a Termini e mi devo preparare a scendere.

3 commenti:

  1. Marcello, spiritoso e pungente come al solito. Complimenti. L'altro giorno tornando da Orvieto sono arrivato anche io al Binario 1 est e via dicendo...e per arrivare alla metropolitana A per tornare a casa ho impiegato ben 13 minuti! Comunque..... approfondisci anche gli altri argomenti tipo la quantità enorme di persone a cui manca un euro per tornare a casa, ai taxisti abusi che fanno continuamente outing come sperassero che qualcuno li salvi, prima o poi, da questo abusivismo indotto ed innato.

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  2. Caro direttore, grazie per i complimenti. Per quanto riguarda il resto, vedrò di farlo... appena mi capita di prendere un taxi comincerò le mie indagini. E quando troverai dei finanziatori proverò pure a prendere un taxi abusivo e ad infiltrarmi nella malavita dell'elemosina. Tanto, come sai, corro pericoli ben più gravi che quello di essere marchiato con un ferro rovente per entrare a far parte della mafia russa

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