22/02/12

Dall'art.18 ad Articolo 31 passando per Camusso e Berlusconi e Marcegaglia


"A volte è un alibi. Il sindacato non protegga assenteisti, ladri e fannulloni".  Dice Emma Marcegaglia ricordandosi, proprio in piena campagna per la sua ri elezione a capa di Confindustria, che deve difendere le aziende e non i Governi e non l'articolo 18.. "Il nostro appoggio non è scontato", dice Bersani (anche se nessuno glielo ha chiesto) credendo così di tornare al centro della scena e recuperare quei voti che a Sinistra si stanno spostando verso Vendola e Camusso.

Sì, la Camusso, regina della CGIL ha risposto a muso duro alla Emma di Confindustria superata a sinistra solo da Di Pietro che dice alla Marcegaglia "Guardi in casa sua". Interviene dal basso Brunetta (e non è una freddura) e nel fragore prova a dire: "Dico queste cose da sempre, perché la Marcegaglia non le diceva anche col precedente Governo?".

Intanto i ministri trasparenti (non più tecnici) pubblicano i loro redditi e proprietà su internet e la Rete si intasa proprio prima che il ministro Paola Severino (7 milioni di euro dichiarati) possa a noi "dichiarare" che "guadagnare non è peccato e che chi guadagna e produce reddito e paga le tasse deve essere considerato con benevolenza dagli italiani e non con invidia".

Apprendiamo così che qualche ministro va in ufficio con la Harley ed altri col Panfilo mentre Berlusconi si vocifera stia pensando ad un nuovo inno per il Pidielle e l'unico che ci ha creduto è JAX, degli Articolo 31, onorato dal fatto che qualcuno gli abbia copiato un suo brano dal titolo "gente che spera".

Tutto questa baraonda in soli 13 articoli: e poi ci si domanda già perchè le amministrative di Maggio saranno un flop

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