
menu_orizzontale
01/08/11
L’illusione del New Age

30/07/11
Alcune semplici riflessioni sull’etica, la scienza, il diritto e il senso della vita umana
Mettiamo le cose in chiaro. La vita è un bene disponibile o indisponibile? Il problema di fondo allora è quello di stabilire prima di tutto se la vita è un diritto oggettivamente assoluto valido per tutti, nessuno escluso oppure un valore, relativo alla volontà del singolo soggetto-persona. Ma chi può essere definito persona a tutti gli effetti e soprattutto c’è da chiedersi, chi può stabilirlo. La legge, i giudici, mah un mistero. O forse no, in realtà ultimamente stiamo assistendo ad una mutazione culturale del nostro ordinamento giuridico, da sempre regolato da un sistema basato sulla legge positiva che a quanto pare invece sta piano, piano trasformandosi in un altro, molto simile al common law anglosassone. Dove a farla da padrone, non sono le leggi positive stabilite dal parlamento quanto le decisioni del giudice che caso per caso, giudizio per giudizio, crea le leggi. Ma procediamo per ordine. Partiamo dalla vita e citiamo per esempio, un documento a caso: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo del 1948. In essa a proposito dei diritti fondamentali, tra i quali la vita, l’art. 30 stabilisce che “nulla nella presente dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati”. Sappiamo inoltre che ai sensi dell’art.2 della nostra Cost. tra i diritti fondamentali, inviolabili, assoluti, fondamentali, il primo avente validità assiologica è proprio il diritto alla vita. E infine, come potremmo non citare la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e gli art.1,2e 3 posti rispettivamente a tutela dell’inviolabilità della dignità umana, del diritto alla vita “ogni individuo ha diritto alla vita” e dell’integrità della persona? A quanto pare, gli interrogativi sono tanti, il che vuol dire che la nostra società si dibatte quotidianamente in mezzo a innumerevoli questioni che non riesce a risolvere unanimemente, nonostante l’estrema semplicità dei contenuti di valore dei principi universali, sanciti dai comuni ordinamenti internazionali. In proposito ho trovato molto interessante, il punto di vista dell’arcivescovo Carlo Caffarra, secondo il quale oggi, l’uomo vive una vera e propria rivoluzione culturale che subordina “la ragionevolezza pratica alla sola ragionevolezza tecnica o scientifica”. Con il risultato di avere inferto un colpo mortale alla ragione e di avere del tutto smarrito il punto di vista centrale dell’etica che avrebbe al contrario dovuto mantenere, una sua autonomia di senso per garantire il raggiungimento dell’obiettivo del bene comune dell’uomo. Quanto detto, non è poco anzi direi essenziale, soprattutto considerando da un lato che il “sequestro” della ragionevolezza etica da parte della ragionevolezza tecnica, è il frutto della loro mancata interazione; e dall’altro che questa stortura a sua volta sta generando, una cultura tecno-centrica riduttiva, peraltro portata ad escludere del tutto le innate capacità razionali dell’uomo. Fa bene, l’arcivescovo Caffarra a segnalare il grande pericolo nel quale ci stiamo tutti imbattendo ovvero la costruzione di una realtà nella quale l’etica è decontestualizzata. Nella quale come sottolineato da una Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede del 2002, è gravemente compromessa “l’essenza dell’ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona”. La verità prosegue la Nota è che “esistono esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili” alle quali dovrebbero adeguarsi le “attività politiche” per la “realizzazione estremamente concreta del vero bene umano e sociale in un contesto storico, geografico, economico, tecnologico e culturale ben determinato”. E’ altrettanto vero come rileva Anna Arendt che allo stato attuale, l’enorme accrescimento del sapere umano e del suo potere nei confronti della natura si è talmente evoluto da essere quasi in grado di “distruggere tutta vita organica sulla terra”. Infatti la scienza ormai ci consente di riprodurre artificialmente alcuni “processi che non si verificano sulla terra” e di “agire su di essa dall’esterno”. Il punto è che il nostro nuovo potere creativo, ci sta spingendo oltre sino a “produrre nuovi elementi mai trovati in natura” e perchè no forse anche lo stesso “miracolo della vita”. Sembrerebbe fantascienza, eppure “abbiamo già “cominciato a popolare lo spazio che circonda la terra con stelle artificiali creando, per così dire, in forma di satelliti, nuovi corpi celesti”. Non c’è dubbio quanto tutto questo sia di per sé affascinante e attraente per la mente umana, tuttavia rimane in piedi il quesito di fondo: il ruolo dell’essere umano. In una scala di valori, quale posto gli spetterebbe? A mio parere la logica ispiratrice, dovrebbe comunque tenere ben saldo il principio fondamentale della tutela della dignità, non negoziabile e strumentalizzabile in nessuna circostanza, al fine di scongiurare le tragiche violazioni ben conosciute nella passata epoca del Nazionalsocialismo. Senza pertanto smarrire il senso della libertà individuale, l’uomo non dovrebbe perdere mai di vista il significato originario della sua dignità; così come formulata dalla stessa tradizione costituzionale europea con un preciso significato oggettivo, riferibile a qualunque essere umano in qualunque fase della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale. D’altronde seguendo il concetto laico della indisponibilità della vita umana, non dovrebbe essere tanto difficile riuscire a pensare in termini kantiani e concludere che “l’uomo non può disporre di se stesso” distruggendo anche la propria esistenza.
Silvia Bosio
Un agosto da “Cabarevolution”

“Cabarevolution” è uno spettacolo da consigliare a chi ama il cabaret milanese. Walter Di Gemma, artista milanese che nasce dal cabaret tradizionale, ci descrive non solo una città a cui sente di appartenere, ma il bisogno e la voglia di poesia e di fantasia.
“Cabarevolution” non è uno spettacolo per chi vuole la battuta grassa e fine a sé stessa, lo spettacolo pur rimanendo ancorato in molti casi allo spirito popolare, presenta atmosfere e situazioni al di fuori del campanilismo retorico e sterile.
L'autore intende recuperare la percezione del termine "Cabaret" in senso più autentico, senza quelle etichette che lo hanno relegato a concetto di comicità televisiva, troppo spesso legata a fini evidentemente politici.
Il pubblico che segue Walter Di Gemma è proprio per questo che gli è affezionato. È un personaggio eclettico e attento a ciò che gli accade intorno. Trae dall'umanità gli spunti per una crescita in continua evoluzione. La sua naturale capacità di improvvisazione lo aiuta ad accorparsi ogni volta con qualsiasi tipo di spettatore che si lascia coinvolgere dalla sua presenza.
Gli appuntamenti previsti per il mese di agosto saranno:
LUNEDI' 1 AGOSTO - BARZIO (LC) Piazza, Ore 21.00
VENERDI' 5 AGOSTO - CASARGO (LC) Piazza, Ore 21.00
SABATO 6 AGOSTO - ARGEGNO (CO) Piazza, Ore 21.00
VENERDI' 12 AGOSTO - ONNO (LC) Teatro, Ore 21.00
Sara Citterio
La punizione per Borghezio? Tre mesi dai famigliari delle vittime di Utoya
Ovvio che l'ultima sparata in difesa e condivisione delle idee del "cretino apocalittico"che ha ucciso quasi cento persone ha lasciato maggiormente il segno anche per la intempestività dell'uscita pubblica.
Tre mesi di sospensione.
Qualsiasi "punizione" per Borghezio è sempre troppo poco : io l'avrei anche messo dietro la lavagna. Con un'amica si era pensato dapprima di scrivere un editoriale in questo modo:
"Ecco che cosa pensiamo di Borghezio: xxxxxxxxx, bip, xxxx, bip bip bip" dove avremmo lasciato la libertà al letto di sostituire le x ed i bip con improperi tipici della propria regione.
Oggi vogliamo spingerci oltre proponendo due cose all'altezza della nostra serietà.
La prima che Borghezio sia obbligato a passare quei tre mesi, od il tempo necessario, a conoscere i famigliari delle vittime di Utoya.
La seconda è che se Breivik verrà giustamente condannato per crimini contro l'umanità, Borghezio lo sia definitivamente per crimini contro l'intelligenza.
29/07/11
Photo Of The Week N°3 - Ciliegi
Se anche la Lega perde la trebisonda siamo proprio messi male
In lingua italiana il nome, sostantivato, della città viene utilizzato nella frase "perdere la trebisonda" con utilizzo e significato analogo a quello di "perdere la bussola" (o "la tramontana"): essere disorientati o confusi e con il significato aggiuntivo di perdere il controllo, inquietarsi.
28/07/11
Tremonti ha tagliato anche l'estate
Mannaggia voi: ad averla letta prima sarei andato in vacanza a Giugno!
Eh si cari amici, il Governo, vista la crisi, ha deciso di tagliare l'estate e la sua fine era prevista con l'approvazione della manovra finanziaria avvenuta venerdi 22 luglio scorso. Fine delle vacanze. Mi spiace. Come correre ai ripari? In nessun modo se non con un ombrello, mi spiace cari concittadini: dovevate fare le vacanze prima, ci servono anche quelle, siamo già in autunno.
Ovviamente questa norma non si applica a parlamentari, ministri, consiglieri regionali e comunali che, dove andranno in vacanza, godranno di un perenne (costosissimo ma fa niente) raggio di sole che li seguirà per tutto il tempo (come un'auto blu) comprendendo pure moglie, figli, amanti e quei pochi della cricca.
A noi il taglio dell'estate da subito: a loro, forse, dal 2014.
27/07/11
Visti e Rivisti : Nella Valle di Elah
Oggi vi proponiamo la rilettura di un bellissimo film del 2007 di Paul Haggis intitolato "Nella Valle di Elah". Tra i protagonisti: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Jonathan Tucker.
Tommy Lee Jones (Hank Deerfield), veterano del Vietnam e patriota inzia la ricerca del figlio Mike, tornato a casa da poco (una settimana) dall’Iraq e ora misteriosamente scomparso. Il cadavere del ragazzo viene ritrovato grazie all’aiuto di una poliziotta (Charlize Theron). Le convinzioni di Hank Deerfield si sgretolano lentamente man mano che la vicenda si svolge fino alla soluzione del delitto.
Non ho voluto scrivere molto sulla trama del film perché la Valle di Elah va visto in ogni suo fotogramma. Questo film inizia già dal suo titolo. Ed è forse il titolo stesso.
La Valle di Elah, infatti, era un luogo dell’antica Palestina dove avvenne lo scontro tra Davide e Golia. La Bibbia racconta, infatti, di come l’esercito del popolo d’Israele (quello di Re Saul) e quello dei Filistei si appostarono sui monti opposti agli estremi della valle.
Ogni giorno per quaranta giorni, Golia, il più temuto guerriero tra i Filistei, scendeva nella valle a cercare chi lo sfidava. Ogni giorno non si presentava nessuno perché gli ebrei lo temevano fortemente. Un giorno però, Golia si trovò davanti Davide, un giovane pronto a riscattare l’onore della sua gente. Davide si presentò senza armi impugnando solo una semplice fionda. Sfidando la paura, uccise Golia con un solo sasso scagliato con la sua fionda.
Il titolo quindi, a mio parere rappresenta la valle della guerra in Iraq ed il cammino doloroso che dovrà fare Tommy Lee Jones nello scoprire la verità sull’accaduto. La valle di Elah non è un semplice thriller, è la conseguenza di una guerra “insana” sotto molti aspetti. Il gigante Golia è la paura, l’annientamento fisico ed emotivo dei ragazzi che hanno vissuto una guerra di menzogne. Il gigante lascerà in loro ferite difficili da poter dimenticare e quindi sanare.
Tutto il film è un sordo urlo di dolore quasi muto e lancinante a volte delicato e sottile che entra dentro lo spettatore mano a mano che la storia prende corpo.
Un film con un pathos eccezionale, drammatico, interiore, non urlato. Eccezionale, anche, l’interpretazione di un Tommy Lee Jones all’inizio del film imperturbabile ma che dovrà, poi, fare i conti con la vita, con ciò che la vita fino a quel momento gli aveva insegnato. Un’interpretazione intensa e molto profonda.
L’inviolabile bandiera a stelle e strisce sarà capovolta. Perché il mondo si è capovolto con le sue menzogne. Perché il protagonista così come il regista non hanno più certezza di nulla. Chi vince allora in questo caso Davide o Golia? A voi le risposte.
“È così che si combattono i mostri! Lasci che ti vengano vicino, li guardi negli occhi e poi li colpisci!”
Buona visione!
Laura Moiana
Fonte immagine: http://static.blogo.it/cineblog
Piccole caste crescono: come far soldi come consiglieri del comune di Roma
L'amico mi spiega poi un meccanismo che non conoscevo e che cerco di rendere semplice. Se uno diventa consigliere comunale a Roma e prima era dirigente di una società in cui era stipendiato con tre mila euro al mese, per esempio, continua a percepire quei tre mila (che il Comune rimborsa all'azienda) ai quali può arrivare ad aggiungere gli altri 1800 del gettone di presenza. Tutto a carico nostro.
Allora, io che sono perfido penso: e se uno prima di venire eletto si fa aumentare appositamente il compenso?
E, peggio ancora, se io prima di venire eletto mi metto d'accordo col mio amico amico che ha una società e mi faccio assumere con un lauto stipendio?
E peggio del peggio se io assumo il mio amico consigliere e lui assume me, tanto paga il cittadino col pantalone corte?
Cattivi pensieri sicuramente. Ci prendiamo un gelato in piazza San Lorenzo in Lucina: paga lui!
26/07/11
Un minuto di silenzio per il silenzio
Il silenzio sembra essere morto. Da tempo siamo passati dall'era della comunicazione a quella della comunicazione forzata. Ormai pare impossibile che esistano persone in grado di convivere con il silenzio.
In televisione si vedono programmi di ogni genere dove si susseguono schiere di opinionisti pronti a commentare qualsiasi cosa, spesso promettendo grandi rivelazioni come se dovessero svelare un nuovo mistero di Fatima. Il fenomeno negli ultimi anni si è esteso anche a internet: persone munite di telecamenre che si sentono in dovere di dire cosa pensano dei mali del mondo, sono all'ordine del giorno.
Mi sembra che questa smania di comunicare sia arrivata al punto in cui, pur di essere i primi a esprimere in'opinione, si parla senza riflettere, senza informarsi, senza conoscere realmente quello che (spesso) si critica o (raramente) si loda. Ci si ferma sempre meno a pensare, senza rendersi conto che quello che davvero ci arricchisce come individui è l'elaborazione di un'idea e non una risposta immediata per ogni accadimento.
Comunicare è bello, ma siamo sommersi da migliaia di opinionisti dell'ultima ora e inizio a desiderare la riscoperta del silenzio. Vorrei tornare a chiedere consigli e non esserne sommersa senza aver interpellato qualcuno. Ogni tanto vorrei poter rispondere liberamente "non ho nulla da dire" e non essere scambiata per un alieno.
Sara Citterio
La morte di Amy Winehouse
Dicono che sia morta del male d'amore perchè riufiutata dal suo amato, dal suo sposo, e nessun soldo e nessuna droga sono riusciti a colmare quell'abbandonso.
Wine come il vino ed il whisky che invece di darle sicurezza la faceva insucura anche sul palco.
House come la casa, l'amore, l'affetto, il compagno, lo sposo, i figli che voleva perchè nonostante tutto quello che ti ha rovesciato addosso, in termini di fortuna, la vita, alla fine è tutti li che vogliamo ritornare o ripartire: a casa.
Ora Amy sei nel regno dell'Amore e nella tua casa eterna. Fatti un goccio di whisky, con moderazione.
Consigli Fotografici: Protezione della macchina fotografica a costo zero!
Qualche giorno fa mi trovato al matrimonio di una mia carissima amica per realizzarle il servizio fotografico nuziale. Ho preparato tutto la sera prima. Corpo macchina, obiettivo, schede di memoria, cavalletto, pc per ogni evenienza, batteria carica. Tutto perfetto. O, almeno, così credevo.
Mi sveglio al mattino e mi trovo di fronte all'inaspettato. Il diluvio universale. Dannazione!
Questo piccolo contrattempo (poi fortunatamente è tornato il sole) mi ha fatto pensare a quante volte la pioggia ha minacciato di compromettere la mia macchina fotografica. Vi è mai capitato di trattenervi dallo scattare in libertà proprio a causa delle gocce di pioggia che avrebbero potuto bagnare e rovinare il vostro prezioso strumento?
Per ovviare a questo problema ci sono molte soluzioni, che come spesso succede in ambito fotografico prevedono l'utilizzo del vostro portafoglio. Sono state ideate infatti tutta una serie di maschere impermeabili protettive per praticamente qualsiasi modello di fotocamera. Ma perché svuotare le proprie tasche quando esiste una semplice soluzione a costo zero?
Si finisce con l'accorgersi sempre che la soluzione migliore è anche la più semplice. In questo caso, tutto ciò di cui avete bisogno è un sacchetto di plastica, paio di forbici e un elastico. Tutte cose che potete trovare in casa.
![]() | ||
| Courtesy of Michael Freeman |
L'immagine è più eloquente di qualsiasi spiegazione. Basta inserire la macchina fotografica nel sacchetto lasciando l'obiettivo verso il lato aperto. Avvolgere l'obiettivo con l'elastico, ritagliare i pezzi superflui e il gioco è fatto. Il sacchetto renderà un po' più difficoltoso l'utilizzo della vostra macchina, ma sarà in grado di proteggerla efficentemente da pioggia, polvere, sabbia e neve. E il tutto senza aver speso un solo centesimo!
La medesima tecnica può essere impiegata anche per proteggere il vostro strumento di scatto dalle rigide temperature (in questo caso dovrete togliere l'aria dal sacchetto per evitare che si formi la condensa o utilizzare un sacchetto protettivo di poliestere metallizzato) o dall'eccessivo calore (un foglio di materiale riflettente aiuta la macchina a non surriscaldarsi.
Sperando anche questa volta di esservi stato utile, auguro a tutti una buona fotografia (anche in condizioni avverse)!
Mirko Fin
Sarà per noi un piacere esaudire ogni vostra richiesta!
25/07/11
In Etiopia manca acqua e cibo e la gente muore. Ma...
In Etiopia manca acqua e cibo e la gente muore. Ma adesso passiamo alle notizie che tre giornali nazionali on line pubblicano oggi in evidenza:
Il Corriere della Sera:
- Mancini Caccia Balottelli
- Winehouse, una notte di droga e follia
- Rifugi estivi in città. Voi che cosa cercate?
- Con la postura si cura anche il mal di schiena
- Il miliardario innamorato che imbarazza Airbus
- Carla Bruni in accappatoio sulla golf car
- Festa con spogliarello. Democratiche in rivolta
Il Giornale:
- Poker live Italia: si parte il 30 novembre
- La 29esima edizione di Miss Cicciona
- Una Marilyn inedita girò un film porno
- Le mille forme di Naike Rivelli
- Il lato B di Pippa? Merito del jogging
- Set californiano per Kim Kardashian
- Lady Gaga: mi pento della coca presa
Repubblica:
- "Non siete argentini?"Allora niente campionati di tango
- La bella Charlotte Casiraghi disarcionata al Global Tour
- Nuoto, Usa staffetta di bronzo Phelps si consola con Nicole
- Segni particolari: bellissima incoronata Miss Brasile 2011
- La Biancaneve guerriera la strega è Charlize Theron
E adesso per pietà mi fermo.
Sara Citterio
Ho conosciuto Giovanni Allevi a Radio Ascoli
Poi la vita ha preso il suo corso.
Lui è famosissimo ed applaudito, quanto contestato, in tutto il mondo. Io sono responsabile del Centro di aiuto alla vita di Roma. Lo risentii qualche anno dopo e, per i troppi impegni, mi rimandò alla segretaria: è tutto fermo li.
L'altra sera ero ad Ascoli in piazza del Popolo per il suo concerto all'aperto. Già il luogo di per sé è straordinario, con lui e con la sua musica è diventato magico.
Bravo, simpatico, coinvolgente, sensibile, filosofo, folle. Ho ritrovato, nelle sue parole, il concetto di "unico ed irripetibile" sia per lui sia per tutti.
Non vi faccio la cronaca di quella serata. Vi voglio riportare i messaggi che ho lasciato, in tempo reale, su twitter. Magari accompagnateli con la sua musica: forse sembrerà tutto magico anche a voi.








