29/11/11

Morto per suicidio assistito Lucio Magri, fondatore del Manifesto.



Io Lucio Magri fino a qualche ora fa non sapevo chi fosse. L'ho saputo da un tg:il fondatore del Manifesto. Che ieri a Zurigo ha scelto di morire per mezzo di un suicidio assistito,pratica legale in Svizzera.Ho girovagato un pò in rete,per saperne di più:la mia ipotesi che avesse un male incurabile,era errata:era depresso,gravemente depresso,pare,soprattutto a causa della perdita della
moglie,avvenuta tre anni fa.Ho formulato un'altra ipotesi:un quasi ottantenne in passato impegnato in politica,si ritrova da solo,senza figli,senza parenti stretti dopo la scomparsa della consorte e non ce la fa a sopportare il vuoto.No,di nuovo non ci ho preso:aveva una figlia,una nipotina.Non voglio discutere sul valore della vita,ho le mie idee,giustificate anche da un'esperienza personale molto forte e dolorosa,ma mi domando se proprio non c'era nessun modo,da parte di nessuno,di dare sostegno a questa persona. A Zurigo lo ha accompagnato un amico medico.Un amico che accompagna alla morte. Mah...

2 commenti:

  1. Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest' arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considerò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest'arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti. Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. Scegliero' il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un' iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l'aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica. In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi ad ogni offesa e da ogni danno volontario, e soprattutto da atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia liberi che schiavi. Tutto ciò ch'io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev'essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.

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  2. Proprio su questo argomento, oh coraggiosa Francesca, ho scritto il mio libro "L'amico con la elle maiuscola". Che parla di un amico, appunto, che non ti uccide nel momento del bisogno ma ti sta accanto accompagnandoti alla morte.

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