27/04/12

Auto: quattrocento altri sprechi blu


E adesso chi lo dice alla signora Merkel? Chi glielo va a spiegare che il nuovo partner da lei scelto in Europa per rimpiazzare Sarkozy e concertare un piano di rilancio della crescita è un governo che butta dalla finestra i soldi dei contribuenti (10 milioni di euro) per acquistare ben 400 auto blu nuove di zecca, pur avendone già 60 mila? Decisamente troppe, come si sa da tempo.
In Germania le auto blu sono meno che in Italia, esattamente 53 mila. In Inghilterra sono 55 mila, e solo in Francia ne hanno qualcuna più di noi: 64 mila. Al confronto, le 90 mila auto blu del governo federale Usa sono una miseria. La Merkel, potete starne certi, conosce bene questi numeri. La cancelliera tiene molto al rigore dei conti pubblici, anche nelle piccole cose. A Pasqua, quando è andata a Ischia per una vacanza, lei ha viaggiato su un aereo di Stato, mentre al marito ha imposto di viaggiare con un aereo di linea, in classe economica. Abusare degli aerei blu o delle auto blu, in Germania può costare le dimissioni immediate. In Italia non è così.
Quanto ai magistrati, è certo che sulle auto blu non metteranno mai il becco: in materia, hanno la coda di paglia. Basta ricordare che il Consiglio superiore della magistratura ha un parco di auto blu record in Europa.

Il governo tecnico, quello dei professori con il loden, sembrava animato dalle migliori intenzioni. Fin dal primo giorno Monti aveva detto che avrebbe tagliato gli sprechi senza guardare in faccia a nessuno. Ma finora la famosa "spending review" ha fatto cilecca in modo clamoroso. Se il premier Monti tiene davvero alla credibilità che nessuno finora ha mai messo in discussione (basta citare la difesa che ne ha sempre fatto Berlusconi, che gli ha ceduto la poltrona con stile), cancelli il bando per le 400 auto blu che il ministero dell'Economia ha firmato. Il responsabile di quel ministero è lui. E fino a prova contraria pensiamo che il professor Monti non sia uno che si immoli per qualche auto blu in più. Non ci deluda, professore. Gli italiani (e frau Merkel) sanno ancora distinguere l'austerità dai privilegi e dagli sprechi. E non accettano di pagare più tasse per le auto blu di nessuno. 
Di Paolo

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