30/11/11

Indonesia: sei chiese minacciate da gruppi estremisti


Gli estremisti islamici del Fronte dei Difensori dell'Islam ("Front Pembela Islam", FPI) sono scesi in strada in massa a Bekasi, uno dei grandi sobborghi della megalopoli Giacarta, minacciando di radere al suolo sei chiese cristiane nella zona. La polizia è stata allertata e ha disposto, in via preventiva, la chiusura forzata delle sei chiese, per evitare disordini. Secondo fonti locali di Fides, la maggioranza dei militanti islamici viene dall'esterno, dunque "si tratta di una azione organizzata": "Sono venuti dopo la preghiera islamica del venerdì, contestando le presenza delle chiese in diversi villaggi, sebbene la gente locale non abbia mai sollevato alcuna obiezione". Secondo i militanti, le chiese, che appartengono a comunità cristiane evangeliche, sono sorte senza autorizzazione, e dunque devono essere smantellate. "O lo fa lo stato, o ce ne occuperemo noi", affermano i militanti. Nei sobborghi di Giacarta, come Bekasi e Bogor, la tensione ! interreligiosa resta alta per la presenza di militanti islamici, che non vedono di buon occhio la presenza di comunità cristiane, accusandole di proselitismo.
P. Benny Susetyo, Segretario della Commissione per il Dialogo Interreligioso nella Conferenza Episcopale dell'Indonesia, commenta all'Agenzia Fides: "Il problema principale per la pacifica convivenza nella società indonesiana è la presenza di gruppi estremisti come il FPI. Il governo dovrebbe fare di più per fermarli, garantendo lo stato di diritto e i principi fondamentali del Pancasila. Spero che la comunità internazionale dia un avvertimento al governo indonesiano, per il rispetto della libertà di religione. Esiste oggi il problema del fondamentalismo, interno al mondo musulmano".
Un'altra vicenda, riferiscono fonti di Fides, colpisce la comunità cristiana di Manado, sull'isola di Sulawesi (Indonesia orientale). C'è il rischio concreto che, alla fine del 2011, siano demolite due chiese cristiane a Manado, una apparente alla Chiesa riformata, un'altra della Chiesa Pentecostale. Sulle due chiese, aperte al culto da decenni, grava un ordine di demolizione emanato dalla Corte Suprema: i due edifici di culto, infatti, sorgono su un terreno conteso, rivendicato da uno degli eredi dell'ex proprietario, che lo aveva ceduto oltre 50 anni fa ai cristiani. I fedeli locali stanno organizzando iniziative e manifestazioni pubbliche e hanno annunciato forme di protesta non violenta per impedire la demolizione. P. Susetyo auspica, in tal caso, "una soluzione diversa, magari con un compensazione di terreni, che tenga conto delle necessità e della storia della comunità cristiana". (PA) (Agenzia Fides 28/11/2011)

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