03/01/12

Connecting People esprime solidarietà a Goel dopo la bomba di Caulonia

"La bomba ha fatto saltare i pavimenti e divelto tutte le porte. È stata piazzata davanti l'ingresso. È un atto di stampo chiaramente mafioso, uno dei tanti che hanno colpito la Locride e la Calabria negli ultimi giorni". A parlare è Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel 1, che dal 2003 si contrappone allo strapotere economico della 'ndrangheta. La bomba è stata fatta esplodere ieri a Caulonia (Reggio Calabria) davanti all'ingresso di un locale che il gruppo stava per aprire: un laboratorio sociale per l'inserimento lavorativo.
Il gruppo Goel gestisce vari progetti di accoglienza di rifugiati politici e di minori stranieri non accompagnati insieme ai comuni della Locride. Il locale dell'attentato si trova a Caulonia ed era stato affittato da Goel con l'intenzione di aprire un ristorante multietnico dove formare e inserire al lavoro gli ospiti dei progetti di accoglienza. "La bomba - racconta Linarello - è stata fatta esplodere immediatamente davanti l'ingresso principale, probabilmente nella notte del primo dell'anno. Subito sono intervenuti sul posto i carabinieri che hanno già avviato le indagini, affidando le analisi alla Scientifica".
"Andiamo avanti nella lotta alla 'ndrangheta". "Nel corso della sua vita il gruppo Goel ha già subito una decina di intimidazioni di stampo mafioso", ricorda Linarello. Anche per questo le cooperative della Locride chiedono che "il governo dia un chiaro segnale di rafforzamento della lotta alla 'ndrangheta". Il gruppo Goel promette poi che continuerà "le attività di accoglienza degli immigrati per sottrarli al controllo della malavita", promuoverà "un mercato locale degli agrumi che premi gli agricoltori che si oppongono alla 'ndrangheta" e infine persisterà "a ignorare e disprezzare le regole non scritte che la 'ndrangheta impone a livello sociale ed economico". Subito si è fatta sentire la voce del Consorzio Connecting People che in un comunicato così scrive: " Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Connecting People esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi del Gruppo Cooperativo Goel vittime di un gravissimo attentato la scorsa notte di Capodanno a Caulonia (RC). Ancor di più possiamo capire la gravità di questo gesto essendo stati anche noi, nel corso degli anni, ripetutamente oggetti di attentati e minacce anche personali. Confidiamo che le forze dell'ordine risalgano celermente ai responsabili di questo vile gesto e, nell'augurare agli operatori di Goel una tempestiva ripresa della loro lodevole attività, assicuriamo tutto il nostro supporto e la nostra disponibilità ove necessari."
Redazione

L'Europa piange, è vero, ma Stati Uniti e Cina non ridono

Non tutto il mondo piange alla stessa maniera in questo inizio di anno sotto la sferza della crisi globale. A Wall Street le operazioni del 2011 si sono concluse con un rialzo del 6 per cento, in tutta l'America c'è ancora incertezza sulla casa ma nel settore immobiliare sono in netta ripresa gli investimenti in terreni destinati all'industria, segnale evidente che molti pensano ad un consolidamento e ad un rilancio della produzione nel corso del 2012.
Le vendite di fine anno nei grandi magazzini Usa sono state un successo e in buona parte è tornata la fiducia dei consumatori nel futuro: si spera che possa presto salire l'indice dei posti di lavoro in modo tale da poter parlare di ripresa consolidata in questo che sarà un anno cruciale di elezioni per il nuovo presidente americano. L'altro gigante dell'economia mondiale, la Cina, prevede addirittura un aumento del Pil, il prodotto interno lordo, superiore al 7 per cento. Nessun rallentamento e' previsto per l'India, ne' per tutti quei Paesi che producono nel campo delle tecnologie avanzate.
Gli Stati Uniti dunque non ridono, però puntano decisi verso un anno migliore. E lo stesso farà anche il Giappone che si appresta a superare il periodo difficile creato dallo "tsunami" dello scorso anno. I guai, secondo le analisi delle grandi catene televisive internazionali, riguarderanno soprattutto l'area dell'euro, dove niente lascia pensare che le turbolenze siano in via di esaurimento se la signora Merkel e il presidente Sarkozy proprio in queste ore dichiarano che siamo in mezzo ad una crisi dura.
In Italia la preoccupazione addirittura per 300.000 posti di lavoro espressa da tutti i sindacati taglia le gambe a qualsiasi speranza di ripresa immediata. Inquietanti sono anche i dati che vedono 25 italiani su 100 nell'area della povertà mentre i rincari di tutti i servizi e la stangata fiscale mettono alle corde i ceti produttivi. Il guaio è che molti effetti recessivi della manovra del Governo dei tecnici si debbono ancora manifestare in tutta la loro potenza negativa. E il dovere di un grande partito dei moderati come il Popolo della Libertà consiste nello stare pronti e carichi di idee nuove per qualsiasi evenienza, soprattutto per quando si tornerà di nuovo alle urne.
Di Paolo

Perchè i Parlamentari leghisti non "indossano" prodotti padani?


Non essendo nata in questo paese ho avuto la fortuna di amare questa patria e sentirmela mia.
Fin da bambina, quando ancora non vivevo in Italia, tutti mi raccontavano della cultura italiana, la storia romana, il paese dell’amore e del buon cibo, senza dimenticare la grande creazione di moda per esaltare la bellezza femminile che tutte le donne del mondo invidiano all’Italia.
Non dimenticherò mai l’immagine della principessa Diana e della borsa marrone italiana, sfoggiata ovunque anche durante i suoi free park traking.
Poi man mano che crescevo assistevo ad un politica con l’obbiettivo di distruggere i prodotti italiani, a partire dal latte italiano, all’olio e così via.
Frequentavo ancora le superiori e dicevo dentro di me: l’Italia ha tanto latte perché deve subire l’imposizione di acquistare altro latte? Pensavo alla cultura e alla tradizione della lavorazione dell’olio, del vino, l’eredità data da padre in figlio il sapere che si acquisisce lavorando con le mani.
La notte degli oscar per me non era un successo per gli attori, ma un successo per gli stilisti italiani, le dive facevano a gara per sfoggiare firme italiane!
Sentire gli stilisti come si ispiravano per creare le loro meraviglie, una donna sognava di indossare una creazione di Versace o Valentino, piuttosto che avere un gioiello.
Finalmente dopo anni, esattamente credo se la memoria non mi inganna negli anni novanta, abbiamo iniziato a sentire di un partito nato per difendere i valori nostrani, anzi valori padani, parlare dei prodotti italiani.
Ovviamente senza escludere la sua ideologia umana (ricordoagli esordi l’idea di spartire di nuovo l’Italia) non riuscivo a capire come ci si sente così diversi essendo tutti italiani: poi dai meridionali si è passato agli immigrati, fino agli islamici, ma questo per ora non è il pensiero che mi turba.
Tornando a questo partito la Lega, ho iniziato a credere che avrebbero avviato campagne per tutelare tutto il made in Italy, non solo prodotti agricoli , ma anche manifatturiero.
Insomma nei leghisti ho sempre visto gli anti global, oltre alla loro divisa classica, camicia e cravatta verde, ero convinta che indossassero solo made in Italy.
Vedendo degli spezzoni ai vari Tg, scorgevo varie deputate leghiste e sottosegretari indossare la borsa Luis Vuitton mi sono chiesta e l’amore per i prodotti nostrani che fine ha fatto?
Ovviamente mi sono detta che forse Versace e Valentino non essendo naturalmente padani, i loro prodotti non erano tanto nostrani per loro, però mi sono venute in mente tante case di moda cosiddette padane : La Bottega Veneta, le loro borse ce li invidiano in tutto il mondo, Benetton è accessibile a tutti, Raffaella Curiel stilista pluripremiata ed erede di una grande casa conosciuta nel mondo dagli anni 50, Armani, senza dimenticare tutte le case di moda padane fallite e senza nessun intervento per salvarle.
Se si difendono le proprie radici e i propri prodotti, perché si sfoggiano brand non italiani?
Parlando di politica, perché non si è mai incentivano a promuovere tanto il made in Italy per gli italiani e si è incentivato tantissimo la presenza di Oviesse, HM, Zara, Kiabi e altre ancora?
Molti mi risponderanno che siamo in Europa e viviamo una realtà no global: sono d’accordo, però nessuna legge impedisce ai paesi di incentivare i loro prodotti interni e di investire nel lavoro locale, allo stesso sono dell’idea come molti di usufruire di più di brand italiani ed indossare abiti italiani ,visto che le creazioni italiane sono sognate nel mondo intero.
Non ho niente contro altri brand, anzi sono più accessibili dei nostri, ma se potessi invece che spendere migliaia di euro in una Luis Vuitton, opterei per una borsa Bottega Veneta oppure una Trussardi: chi fa politica su questi slogan dovrebbe dare il buon esempio.
Da bambina mi dicevano per essere italiana devi mangiare la pasta e vestire all’italiana: forse questa è solo una leggenda da raccontare ai bambini che sognano di diventare italiani.
Dounia Ettaib

Brasile: oltre un milione di bambini lavoratori nel paese

Secondo gli ultimi dati del censimento demografico effettuato dall'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), oltre un milione di bambini tra i 10 ed i 14 anni continuano a lavorare nel paese, nonostante i provvedimenti governativi contro lo sfruttamento minorile. Lo studio, reso noto dal quotidiano locale "Folha de Sao Paulo", dimostra che grazie all'impegno del governo nell'ultimo decennio, si è riusciti a ridurre, sia pure in modo contenuto, la percentuale dei bambini e degli adolescenti che cercano di sopravvivere lavorando, passando dal 6,6% nel 2000 al 6,2%, nel 2010. Il problema è particolarmente grave nell'Amazzonia brasiliana, dove i minori lavoratori sono il 10%. La eradicazione del fenomeno entro il 2020 è una delle mete del Brasile, tuttavia, secondo gli esperti, per raggiungerla sarà necessario uno sforzo in più da parte del governo, poiché l'attuale sistema di monitoraggio non riesce a rilevare i bambini che lavorano ! come domestici o in piccole aziende agricole, in particolare nei luoghi più difficilmente raggiungibili, dove è maggiormente diffuso il lavoro minorile invisibile. Un'altra difficoltà del governo è di natura culturale, visto che si tratta di una pratica generalmente accettata nelle zone rurali del Brasile. (AP) (02/01/2012 Agenzia Fides)

Il dialogo fitto tra un neonato ed una malata terminale

La nonna non sta bene. Supera abbondantemente gli 80 anni ma gli ultimi cinque li sta passando in un letto di una casa di cura: l'alzheimer non le sta lasciando scampo ed assieme la tiene in vita e la uccide lentamente. La nonna ora è solo una testa fuori dalle lenzuola, due occhi sempre sbarrati, una lingua frenetica che cerca saliva anche fuori dalla bocca e qualche vocale in dialetto che ogni tanto a noi ricorda la parola "amore" ma spesso ci sembra che anche lei dica mamma.
Mi vergogno di andare a visitarla così poco ed anche quel poco mi sembra nulla e fatico a venire via sapendo che passeranno per lei altre ore interminabili, giornate lunghissime, forse mesi prima di sentir raccogliere le sue vocali da qualche nipote.
Dicono che non morirà mai: qui dentro è ben curata, tutte le analisi a posto, temperatura esterna ed interna ideali per vivere a lungo. Così.
Ho in braccio il mio Matteo, poco più di un anno.
Ad un certo punto ecco la magia dell'incontro tra un neonato ed una persona malata incosciente. Matteo sembra rispondere ai vocalizzi di nonna con le sue di vocali e pure nonna sembra instaurare un dialogo fitto e sereno con lui: i due dialogano, parlano, sembrano comprendersi più di noi.
Per qualche minuto osservo attonito questo scena e mi viene in mente il richiamo evangelico: "se non tornerere come bambini" ma ancor di più mi risuonano le parole di quel professore che invitava a considerare gli ammalati in coma, o comunque in stato di incoscienza, come dei neonati: "i neonati - diceva - non sappiamo cosa pensano, cosa vogliono dire eppure ci fanno tenerezza e non li uccidiamo perchè sappiamo che sono vivi: ecco, così le persone in coma vanno considerati come loro".
La vedo poco la nonna di Acquasanta ma quella manciata di minuti sono sempre un pugno alle mie certezze, alle mie domande, al mio star bene però mai mi ha sfiorato il desiderio di "farla fuori": come potrei pensarlo ora dopo il dialogo fitto con mio figlio Matteo?
Giorgio Gibertini Jolly

La vitamina del giorno: santa Genoveffa e frase di Forster

3 gennaio 2012, segno zodiacale: Capricorno. S.GENOVEFFA. Nasce a Nanterre , nei dintorni di Parigi, intorno al 442. A 15 anni si consacra a Dio, entrando a far parte di un gruppo di vergini votate a Dio che, pur vestendo un abito che le distingue dalle altre donne , non vivono in convento, ma nelle loro case, dedicandosi ad opere di carità e penitenze. Nel 451 Parigi è sotto l'assedio degli Unni di Attila ed i parigini si apprestano alla fuga . Genoveffa li convince a restare in città , confidando nella protezione del cielo. Passata la minaccia degli Unni , Genoveffa si trova ad affrontare la carestia. Salita su un battello , lungo la Senna si procura le granaglie presso i contadini, distribuendole poi generosamente. Entrata in amicizia con i re Childerico e Clodoveo , sfrutterà la sua posizione per ottenere la grazia per numerosi prigionieri politici.Muore intorno al 502.
" Farci sentire piccoli nel modo giusto è funzione dell' arte; gli uomini possono farci sentire piccoli solo nel modo sbagliato"                                                                                                     
Edward Morgan Forster

02/01/12

Somalia: l'emergenza fame è ancora lontana dall'essere risolta

Il Primo Ministro somalo nega che la popolazione di Mogadiscio stia morendo di fame, contraddicendo le Nazioni Unite e il triste panorama dei campi sempre più affollati di persone malnutrite. Dopo anni di guerra civile e stagioni di siccità, le Nazioni Unite nel mese di luglio 2011 hanno dichiarato lo stato di carestia in 3 zone della Somalia controllate dal gruppo islamico Al Shabaab, alleato di Al Qaeda, che è in contrasto con il Transitional Federal Government (TFG), e aveva bloccato l'accesso a molte agenzie umanitarie occidentali. Dal mese di settembre la carestia si è diffusa in altre 3 aree del paese, decine di migliaia di persone sono morte e altre 750 mila vivono la fame. Tuttavia lo scorso mese di dicembre gli aiuti umanitari e le piogge avevano iniziato a migliorare la situazione in alcune parti ma non nei campi profughi, pieni di gente disperata e affamata.
A Mogadiscio ci sono oltre 300 campi che ospitano 185 mila sfollati, altre 18 mila persone indigenti e poverissime vivono in rifugi ricoperti di teli di plastica e cartoni nel villaggio di Maajo, dove il governo non è mai intervenuto. Costernati dai commenti del Primo Ministro, gli operatori umanitari a Mogadiscio dicono che le cose vanno migliorando ma l'emergenza è ancora lontana dall'essere risolta. Secondo il Somali Relief, Rehabilitation and Development Organisation (SORRDO), nel mese di agosto 2011 c'erano molti casi di malnutrizione acuta e, anche se la situazione è lievemente migliorata, emergono ogni giorno nuovi casi. Nel centro gestito dall'organizzazione, i neonati vengono pesati per determinare il loro livello di malnutrizione. Sacchi di generi alimentari sono stati distribuiti tramite il Programma Alimentare Mondiale (PAM). E' stata allestita una cucina all'aperto con decine di enormi calderoni di stagno che offrono polenta e zuppa a 6 mila persone che ogni giorn! o si mettono in fila. Secondo le Nazioni Unite si tratta della crisi umanitaria più grave del mondo. (AP) (02/01/2012 Agenzia Fides)

Pediatria: scoperto un nuovo gene per la sindrome di Kabuki

Sul numero di gennaio 2012 la rivista American Journal of Medical Genetics presenta i risultati di uno studio che ha coinvolto Maria Cristina Digilio, Responsabile di Genetica Medica e Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il Centro di Genetica Umana di Charleroi (Belgio) e dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio), che ha portato all’identificazione di un gene responsabile della sindrome di Kabuki. Questa malattia rara, identificata per la prima volta 30 anni fa, è una delle più peculiari tra le sindromi dismorfiche, caratterizzata da alterazioni del viso, ritardo psicomotorio medio-moderato, alterazioni scheletriche e, come dimostrato dieci anni fa da una ricerca svolta proprio al Bambino Gesù, anche da cardiopatie congenite come, in un terzo dei casi, la coartazione dell’aorta. La sindrome prende il nome da un particolare della palpebra inferiore che conferisce agli occhi di chi ne è affetto un aspetto che ricorda la maschera degli attori del teatro giapponese Kabuki.Il primo gene-malattia, MLL2, è stato identificato nel 2010, ma le sue mutazioni spiegano solo il 50-75% dei casi. Questo nuovo studio ha utilizzato l’analisi esomica (nuova tecnica di sequenzamento “exome sequencing” che sfrutta le conoscenze derivate dalla recente decifrazione dell’intero genoma umano per analizzare l’esoma di un individuo, cioè tutta la porzione del DNA che contiene le istruzioni per sintetizzare le proteine dell’organismo umano) su 30 pazienti risultati negativi per le mutazioni in MLL2 ed ha identificato in tre bambini la perdita di una piccola porzione del braccio corto del cromosoma X, contenente il gene KDM6A. In un caso la delezione riguardava non solo questo gene, ma anche le regioni fiancheggianti, compresi tre altri geni a funzione non ancora nota (in questo caso il quadro clinico appariva più grave). Negli altri due casi, invece, le delezioni erano intrageniche e rimuovevano porzioni variabili del gene KDM6A.Questo studio ha pertanto permesso di identificare un nuovo meccanismo responsabile della sindrome di Kabuki, rendendo disponibile un nuovo test per la diagnosi dei pazienti. È tuttavia chiaro, dai dati già acquisiti, che l’eterogeneità genetica della malattia va oltre quella associata ai geni MLL2 e KDM6A. Sarà necessario in prospettiva stabilire quale percentuale della sindrome sia spiegata dal nuovo gene e se i pazienti eterozigoti per mutazioni in geni diversi presentino caratteristiche cliniche distinte.
Di Redazione da Ospedale Pediatrico Bambin Gesù

Mia nonna compiva gli anni il 29 febbraio e diceva sempre....

A proposito di anno bisesto, anno funesto e via dicendo. La mia nonna paterna, Dafne, compiva gli anni il 29 febbraio di ogni anno? Di ogni anno? Eh no, il 29 febbraio, come ben sapete, cade ogni 4 anni e così la nonna era solita festeggiare il suo compleanno di 28, sempre in Febbraio.
Ma la battuta sua che ricordo qui più volentieri fu quando compì 80 anni e disse di averne solo 20 visto che lei compiva gli anni ogni 4: come darle torto?
Chi nascerà quest'anno di 29 febbraio?
Ci vuole una bella mira, cari genitori, ed il "lavoro principale" andava fatto qualche mese fa.
Ecco, quella della mia nonna, era una semplice ricetta per restare sempre giovani.
Buongiorgio

La vitamina del giorno: Santi Basilio e Gregorio e frase della Fallaci

2 gennaio 2012, segno zodiacale: Capricorno. Ss. BASILIO E GREGORIO: Dottori della Chiesa. Basilio,monaco e vescovo, nacque intorno al 330 a Cesarea in Cappadocia. Si dedicò alla vita ascetica. Costruì un monastrero e compose due regole. Per questo è considerato l' organizzatore della vita monastica in Asia Minore. Presto il vescovo lo volle come collaboratore e alla sua morte , nel 370 , venne chiamato a succedergli .Basilio prese molto sul serio il suo ufficio di vescovo di Cesarea.Intervenne nella vita della Chiesa denunciando gli abusi e adoperandosi per fare eleggere vescovi degni del proprio ruolo.Lottò contro la miseria ed organizzò  istituzioni di beneficenza aperte a tutti.Insieme a lui , la Chiesa ricorda oggi Gregorio di Nazianzo, a Basilio legato da amicizia , dall' amore allo studio, dalla dignità episcopale . Viene chiamato " il teologo" per il profondo senso del mistero di Dio. Vescovo di Sasima e poi di Costantinopoli.
" Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita."                                                                                
Oriana Fallaci
A cura di Sarah Myliz

01/01/12

Anno bisesto anno onesto: ed inizia di domenica

L'ultimo nostro anno bisesto fu un disastro: un enorme big bang che ci cambiò completamente la vita costringendoci a ripartire da zero...e in meglio, però, sovviene dirlo. Devo essere sincero e quattro anni dopo posso cominciare ad esserlo: alcune decisioni lavorative che non avevo avuto il coraggio di prendere definitivamente mi furono imposte dagli eventi e fui costretto ad accettarle.
Ora anche il 2012 è un anno bisesto, quindi col 29 a Febbraio: un giorno in più di lavoro o di tasse da pagare?
Speriamo che sia un anno onesto, ecco, solo questo chiedo. Un anno che ci dia quello che noi diamo a lui, tutto qui, o che se debbano avvenire stravolgimenti che siano positivi.
Mi spiace per i morti di questa notte. Noi abbiamo sparato ma con intelligenza: tenendo i bambini alla distanza e con le stelline, non abbiamo acceso fuochi in casa per portarli fuori.

In più meditavo stamattina che questo anno inizia di Domenica e quindi, stando a quello che ci disse in un suo recente articolo don Alberto, anche questo fatto per noi cattolici (e quindi per tutta l'umanità) non è da sottovalutare, anzi è una buona indicazione: nel Vangelo la settimana inizia con la Domenica, e l'anno?
Questo inizia di Domenica.
Tante indicazioni per cominciare a sorridere e stare bene: in più c'è il sole in quasi tutta Italia.



2012: non è un vecchio mondo che muore, è un mondo nuovo che nasce

Di fronte all’impero romano che crollava ha scritto Sant’Agostino: “Non spaventatevi! Questo non è un vecchio mondo che muore, è un mondo nuovo che nasce”.
Mi ritorna in mente questa frase proprio oggi che il vecchio 2011 finisce, assieme ai suoi botti, e tra qualche ora comincerà un nuovo anno, l'ultimo per i Maya.
Un vecchio mondo sta finendo?
No, ne sta nascendo uno nuovo, diverso, più sobrio, forse più attaccato alla realtà ed alle poche cose che contano davvero.
Quante volte mi avete sentito dire: questa è una crisi per il troppo, per il troppo che abbiamo a cominciare da almeno due cellulari ognuno che cambiamo ogni anno.
Torniamo ad abituarci ad avere meno ma il necessario, a scambiarci vestiti per i figli con gli amici o con i fratelli, a fare la spesa a gruppi di famiglia per consumare lo stesso ma spendere meno.
Ecco il nuovo anno che nasce ed il bello è che proprio noi ne saremo protagonisti.
Buongiorgio e buon fine ed inizio anno

La vitamina del giorno: santa Martina e frase di Thomas Eliot

1 gennaio 2012, Segno zodiacale : Capricorno.  Il mese di Gennaio ricorda il nome di Giano una divinità antica che secondo gli antichi proteggeva il buon inizio di ogni cosa. Quindi Gennaio è il buon inizio dell' anno. S. MARTINA: era una diaconessa , figlia di un nobile romano. Arrestata per la sua aperta professione di fede, venne condotta al tribunale  dell' imperatore Severo( 225-235). Pare che le furono inflitte atroci torture . Martina trascinata davanti alla  statua di Apollo , la fece andare in frantumi, provocando subito dopo un terremoto che distrusse il tempio e uccise i sacerdoti del dio. Il prodigio si ripetè con la statua  e con il tempio di Afrodite. La sottoposero allora a crudelissimi tormenti, dai quali, ne uscì sempre illesa.Fu la spada a porre fine a tante sofferenze, troncando il capo della martire. Il culto di Martina è inoltre attestato a Martina Franca in provincia di Taranto.
" L'umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensare bene di se stessi."                                                                                                                                             
Thomas Stearns Eliot

31/12/11

Sapete che c'è? Che il mondo è meraviglioso!


Ieri ci siamo diretti in quel di Fermo per far vedere la casa di Babbo Natale alla bambina. Nell'attesa che aprisse,ci è scappata una sosta in un bar con tanto di cioccolata calda al gianduja e panna montata per me,anche se non c'entra col post è una piacevole digressione ricordarlo!Fortuitamente ci siamo accorti della mostra dei presepi e ci siamo addentrati in quella sala piena di opere artigianali.Mi ha commosso quello dei vecchietti dell'ospizio:fotografati vestiti da pastori,tessitrici,fabbri,ognuno di loro interpretava un personaggio di quelli tradizionali del presepe.Per un attimo queste persone spesso dimenticate,possono così far parte del cuore di tutti quelli che possono vedere i loro volti,anche se non dal vivo e riflettere come ho fatto io:ogni momento della vita può regalare una gioia.Finalmente,poco oltre,siamo potuti entrare nella casa di Babbo Natale che si trova in una grotta,dove anni ed anni fa si fermava il treno per Amandola,poi chissà perché è stato tòlto,forse era davvero meglio quando era peggio!C'erano tutti gli arredi di una vera casa,la cucina,il letto,il calderone,c'erano le statue dei nanetti di Biancaneve che sono i suoi aiutanti e perfino la slitta,prima dell'uscita.E il signore...Babbo Natale,è riuscito perfino a conquistarsela,Jennifer,leggendole alcune delle letterine che ha ricevuto.Dal mio punto di vista,la parte più bella del pomeriggio,è stata quella dedicata all'ultima tappa:il papà ha voluto portarci al museo polare,dove era stato in gita scolastica da piccolo e a me che sono ossessionata dal saperne di più sulla vita in Artide e sulle escursioni in Antartide,ha procurato un 'estasi quasi infantile:ho visto di tutto!dalla pelle di un orso ai gioielli che usano le donne della Groenlandia sudorientale,fatti di piccole perline bianche,rosse,blu,verdi e gialle ed i loro stivali e ho pensato che a me che sembro vagamente una squaw starebbero bene.Ecco,quei monili li indosserei mentre quelli preziosi che si usano qui,proprio non ce la faccio a farmeli piacere!Li trovo perfino sfrontati!Ma rientriamo nel tema...c'erano foto di aurore boreali e di bambini lapponi fotografati nel 1961 e mi sono chiesta cosa faranno ora,io sono curiosa e sempre piena di domande!Poi c'erano meravigliose e complete carte geografiche dell'Antartide,documenti sulle spedizioni,un incanto!E c'era anche la meteorite che nel 1996 è caduta su Fermo e Jennifer ci ripeteva:-E'caduta dal cielo!Vi ho raccontato tutto questo perché cose di questo genere sono quelle che mi rendono felici e la felicità va condivisa.Oggi,che è il 31 dicembre 2011,nel farvi gli auguri mi sento di dirvi che il mondo è meraviglioso,il Signore ci ha fatto davvero un gran dono!

IL GIORNO PRIMO E L’OTTAVO/6. La vita: un fiume o un albero?


Ho appena letto la prefazione che C.S. Lewis scrisse nel 1945 al suo romanzo Il grande divorzio. Un sogno e vi ho trovato qualcosa che mi serve a scrivere il post di questa settimana. Si tratta di un romanzo su paradiso e inferno e vi dirò, forse, se non ve lo andrete a leggere, come va a finire. Nella prefazione, appunto, Lewis fa una considerazione sul come evolve il percorso della vita, secondo la sua convinzione.
 Egli immagina fondamentalmente che tale viaggio non consista nel seguire un lungo fiume che permette di stare nell’alveo intrapreso per un tempo lungo. Piuttosto, egli ritiene...