21/05/12

Cara Luxuria, perché non amare anche i figli malformati?

Vladimir Luxuria, ospite a mattino cinque venerdì 17 maggio, ha affermato una cosa importantissima: "vorrei che, come per i medici esiste il giuramento di Ippocrate, per i genitori esistesse un giuramento che recita: amerò mio figlio incondizionatamente qualsiasi figlio avrò" io la quoto, però mi chiedo: " perchè questo non può valere anche per le malformazioni, o le gravidanze inattese? perchè lei parla così senza pensare che faceva parte di un partito che si batte a favore dell'aborto e dell’eutanasia?"
e provocatoriamente mi chiedo: "se esistesse una tecnica di diagnosi prenatale che accerti che un figlio sarà omosessuale, quanti genitori lo tratterebbero alla stessa stregua di grave malformazione e lo abortirebbero?" ho paura della risposta! ATTENZIONE, NON STO DICENDO CHE L'OMOSSESSUALITA' SIA UNA MALFORMAZIONE O UNA MALATTIA, MA CHE POTREBBE ESSERE PERCEPITA E TRATTATA COME TALE, QUINDI, SE I FUTURI GENITORI POTESSEROAVERE LA CERTEZZA, AL TERZO MESE DI GRAVIDANZA, CHE AVRANNO UN FIGLIO GAY, QUANTI GAY NASCEREBBERO? 

Mi rendo conto che può sembrare una questione meramente filosofica che non trova spazio nella concretezza, ma io credo che la questione dell’aborto, per la gran parte, sia una questione di percezione della stessa che poi si traduce in azioni concrete: aborto si,aborto no e che alla base di questa scelta ci sia una differente visione del concepito: chi lo vede in prospettiva, cioè ciò che diventerà e chi invece lo guarda per ciò che è in quel momento: un grumo di cellule che, si, ha un cuore che batte, ma la capacità cognitiva ed emotiva di un batterio e quindi non soffrirà se verrà eliminato. 

In questa breve digressione io francamente non ci vedo nulla di troppo concreto ma molto che riguarda percezione di un evento, fantasia su ciò che verrà e… paura che ciò che verrà sia troppo impegnativo perché qualcuno ha detto che sarà diverso: e questo termine DIVERSO, è cruciale nella riflessione nata dalle parole di Vladimir L.: da tempo immemore la lotta dei movimenti omosessuali si batte per far accettare e rispettare la loro diversità in ambito di comportamento sessuale: ciò che una volta era considerato scandalo, adesso quasi sta diventando motivo di orgoglio, per quanto la loro battaglia ha dato frutti attraverso gli anni e la modificazione della visione culturale: lungi da me aprire qui un dibattito sulla legittimità o meno del raggiungimento di questo risultato, non si può trattate un argomento così complesso in poche righe e comunque non era il fulcro della mia riflessione ma…il concetto di DIVERSITA’ SI! Perché, la diversità di un bambino che viene concepito o sviluppa durante la gravidanza una disabilità, o che viene concepito in seguito ad uno stupro, o in una relazione clandestina, o in condizioni di indigenza, debba essere considerata ingombrante, invalidante e squalificante, tanto da affermare che sia un diritto eliminare quel bambino, e la diversità nei gusti sessuali o nella possibilità di scegliere di morire siano sbandierate come diritto? 

La discriminazione non riguarda solo gli omosessuali se ci si pensa bene, ma anche quegli individui definiti diversamente abili, che hanno padri o madri estremamente poveri o che stanno in prigione, ma questo non ci autorizza a decidere di avere il diritto di abortire in certi casi, perché si può accertare la malattia o perché le condizioni sociali della famiglia sono difficili.  La discriminazione non riguarda solo gli esseri umani già nati ma anche quelli appena concepiti, e allora chi può gridare di avere ragione? Si fanno vere e proprie guerre intorno all’argomento, si manipolano donne e bambini per avere la vittoria sulla parte contrapposta, ma non ci si ferma a guardare ciò che davvero succede a queste donne e a questi bambini: non ci sofferma a guardare cosa succede nella psiche e nel corpo di OGNI SINGOLA DONNA che “sceglie” di abortire ogni singolo bambino, e purtroppo queste donne dopo aver aderito alle teorie della scelta di autodeterminazione, vengono lasciate sole nella loro disperazione da chi prima le ha incitate a disfarsi del proprio bimbo, mentre vengono accolte da chi invece si batte contro l’aborto: da chi viene tacciato di pensieri nazisti che vorrebbero ridurre le donne a incubatrici e… questo non lo dico perché sono di parte, ma perché attualmente è la realtà. 

Per concludere riprendo la frase, a mio parere molto significativa di Luxuria:” vorrei che i genitori giurassero di amare incondizionatamente il proprio figlio qualsiasi figlio avranno” e invito tutti coloro che “ci “ liquidano etichettandoci come bigotti, nazifascisti e integralisti, a provare a dialogare con noi, a mettere piede in un CAV o centri simili che si occupano di donne in difficoltà o con sindrome post abortiva e che ascoltino queste donne per capire quale disperazione ci sia nelle loro vite, nelle loro anime lacerate dell’aborto e le accompagni nella VERA scelta; a noi dei CAV e prolife dico: dialoghiamo con chi la pensa diversamente, abbandoniamo le armi e facciamo loro ascoltare non la nostra voce ma la voce di quelle donne, la loro disperazione e forse la gente prenderà sul serio il consiglio dato da una persona che apparentemente sembra così lontana da certi principi ma che in queste esternazioni sembra mossa dagli stessi principi che da sempre muovono il mondo: l’amore e il rispetto per la vita e per il prossimo, qualsiasi prossimo sia.

Eliana Bruna

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