30/05/12

Di Bartolomei: "eroe" di una infanzia giallorossa


Oggi, mentre il mondo del calcio è scosso dal nuovo scandalo delle scommesse, fa bene a tutti noi ricordare le figure positive che, in un passato più o meno recente, hanno reso, agli occhi di tutti gli appassionati (a partire dai bambini), questo un grande sport fatto di valori, di lealtà e di divertimento. Per questo è davvero propizio il diciottesimo anniversario della scomparsa, avvenuta il 30 maggio del 1994, di Agostino
Di Bartolomei. Colui che fu il capitano della Roma scudettata nella stagione 1982/83 si tolse la vita, lasciando un biglietto in cui emergeva un profondo malessere causato probabilmente dalle molte delusioni subite nel mondo del calcio dopo il ritiro dai campi di gioco, esattamente dieci anni dopo la serata “maledetta” nella quale la sua squadra aveva perso, ai calci di rigore contro il Liverpool, la finale di Coppa dei Campioni giocata proprio in casa.
Sulle capacità tecniche e tattiche di Di Bartolomei, grande regista e anche grande difensore centrale, implacabile realizzatore di calci di rigore, però mai raggiunto dalla convocazione in Nazionale, è stato detto molto. Mi piace perciò concludere questo breve ricordo, sul piano personale, sottolineando come il nome di Di Bartolomei – insieme a quelli di molti altri campioni che andarono a comporre una squadra rimasta nella memoria non solo dei tifosi romanisti (da Tancredi a Conti, da Falcao a Pruzzo) – sia tante volte risuonato nelle mie orecchie di bambina vissuta in una casa di romanisti appassionati. E’ perciò un nome che resterà legato ai ricordi del tempo felice dell’infanzia.
Sonia Zeta

1 commento: