16/09/11

Ho la nausea cronica: colpa di Berlusconi


Perdonate lo sfogo, ma io veramente non ce la faccio più! E' difficile convivere con un costante e pressante senso di vomito oramai da diversi anni!
Non ce la faccio più! Se proprio ho voglia di sesso, ci metto un secondo, compro un giornaletto porno o apro internet e vedo tutta la pornografia che voglio con 2 semplici click!
Ho provato a non guardare più telegiornali e non comprare più quotidiani; da circa due anni lo faccio. Sì, inizialmente ho avuto l'illusione che migliorasse qualche cosa, ma poi ho capito che non c'era nulla da fare, perché è impossibile non sentire e non vedere certe cose, attraverso la radio, attraverso un amico o attraverso un sito internet.

Quindi mi state dicendo che Morandi è andato a letto con Berlusconi?

Ho fatto un po' fatica a risalire al nome dell'ultimo conduttore di Sanremo perchè non guardo mai quell'evento (tranne l'anno in cui c'era Nina Zilli ed ho speso uno stipendio in sms per votarla) ma poi ho scoperto che questa scorsa edizione era Gianni Morandi. Allora subito mi è venuto il satanico collegamento:  se all'Arcuri avevano promesso, in caso fosse andata a letto con SB, la conduzione di Sanremo, vuol dire che Morandi ci è andato? Lascio a voi l'immaginazione dello "evento", in attesa che escano le intercettazioni con i dettagli. Uno vorrebbe anche non parlare di escort però, andando in edicola, ecco i titoli dei maggiori quotidiani italiani. Inizio soft con Avvenire (Piovono guai su Berlusconi) per concludere col Il Fatto Quotidiano (Silvio infilava il crocifisso fra le tette di Nicole). In mezzo soltanto il Corriere della Sera (Le nuove carte su escort e favori), il Gazzettino (Vai col premier ed avrai Sanremo), QN (Valanga Rosa), il Manifesto (L'ultimo bacio), Il Messaggero (Escort e appalti le nuove accuse), il Secolo XIX (Sono Silvio chi mi porti stasera?), La Repubblica (Tutte le escort di Berlusconi), La Stampa (Trenta ragazze per il premier) per finire con l'Unità (Governo prigioniero delle escort).
Tutti questi titoli continuamente ripetuti in tutte le rassegne stampa grazie al fatto che siano tutte Prime Pagine. Tutto da dimostrare ancora ma centomila intercettazioni, ci sarà qualcosa di vero?
In attesa di sapere se anche Morandi è andato a letto col premier (e prima di lui Bonolis), mentre mi coglie la nausea per tutto questo sesso scritto, mi domando se tra poco dovranno vietare i giornali italiani ai minorenni e mi domando come fa SB ogni mattina. E' vero che dice, citando la Thatcher, che non si può governare e leggere i giornali ma un'occhiate alla prime pagine credo che la dia anche lui. Sono nauseato io, non so voi, chissà lui.

15/09/11

Berlusconi rinviato a giudizio perchè pubblicò una conversazione ancora segretata

Beh, allora la giustizia esiste, allora il divieto di pubblicare sui giornali italiani intercettazioni private, esiste, allora la riservatezza è tutelata, allora è possibile chiamare l'amico Consorte e, scherzosamente, chiedergli: ma allora abbiamo una banca?
Si scherza ragazzi, al telefono lo facciamo tutti, io più di voi: se intercettassero me (chi dice che non lo sia) perderei nell'ordine lavoro, cane, gatto e forse famiglia e sicuramente tutti gli amici ed i parenti. Ma stavo scherzando quella volta che dissi a Consorte della Banca, mica sono le fotografie di cui parla SB.
Che cosa è successo oggi mentre noi pensavamo di passare un normale giovedì in Italia?
Che cosa ci rivela il esclusiva il Corriere.it (sempre loro, meglio dell'edizione cartacea del 1994!) mentre noi aspettavamo in ufficio poveri interisti per farci offrire il caffè?
"Il giudice Stefania Donadeo - dice corriere.it - ha respinto la richiesta di archiviazione formulata il 16 dicembre 2010 dalla Procura di Milano per il premier e ha deciso che non soltanto Paolo Berlusconi, editore de Il Giornale già rinviato a giudizio tre mesi fa, ma anche suo fratello Silvio, presidente del Consiglio oggi come alla fine dicembre 2005, deve essere processato per la fuga di notizie che secondo gli studiosi dei flussi elettorali spostò una montagna di voti e fu cruciale nella rimonta del centrodestra alle urne del 2006: la pubblicazione il 31 dicembre 2005 su Il Giornale dell’intercettazione nella quale cui il segretario ds Piero Fassino, non indagato, chiedeva scherzosamente «Allora, abbiamo una banca?» all’amministratore di Unipol Giovanni Consorte, impegnato nella scalata della Banca Nazionale del Lavoro poi stoppata dall’inchiesta milanese per aggiotaggio.


L’intercettazione, captata il 17 luglio, in quel dicembre 2005 era segreta nel senso che non soltanto non era ancora depositata agli atti (lo sarebbe stata solo molti mesi dopo), e neppure era trascritta o anche solo riassunta in brogliacci, ma esisteva esclusivamente come file audio nei computer della Guardia di Finanza, dei pm milanesi dell’inchiesta Antonveneta/Unipol, e dell'azienda privata «Research control system» che per conto della Procura aveva svolto in estate le intercettazioni. Proprio l’allora suo amministratore, Roberto Raffaelli, dopo aver a lungo negato, nell’estate ammise di aver trafugato e portato un computer con l’audio della telefonata nella villa di Arcore a Silvio e a Paolo Berlusconi, alle 7 di sera della vigilia di Natale 2005 in un incontro organizzato tramite un ex socio di Paolo, l’imprenditore Fabrizio Favata. Il 10 giugno scorso in udienza preliminare Raffaelli aveva patteggiato 20 mesi, Favata era stato condannato a 2 anni e 4 mesi e a risarcire Fassino con 40.000 euro per i danni morali, Paolo Berlusconi era stato rinviato a giudizio. Il giudice Donadeo aveva invece convocato una apposita udienza per approfondire la richiesta di archiviazione proposta dai pm per il premier, e si era riservata la decisione. Ora ha sciolto la riserva, respingendo l'archiviazione e ordinando alla Procura di chiedere a un altro gip il rinvio a giudizio di Berlusconi per concorso nella rivelazione di segreto d’ufficio."
Questo è quello che ci racconta in esclusiva il Corriere della Sera nella sua versione digitale senza dirci come ha fatto ad avere in anteprima lo scoop!
Stesso trattamento viene sempre riservato a tutte le intercettazioni dal Lettone di Putin al paese di m... a rimanetevene in Italia? Stesso trattamento per le altre fughe di notizie? Stesso trattamento per le parole "scherzose" al telefono?
Che bello sapere che la privacy sarà tutelata, d'ora in poi, almeno verso i giornali di destra!

Champions: mamma li turchi, buon Napoli

Il mercoledì di coppa regala colpi di scena, a partire dalle squadre italiane. A San Siro l'Inter ospita il Trabzonospor, gioca una partita incolore e contro ogni pronostico perde la gara, con un gol di Celustka. L'Inter comincia nel peggiore dei modi il cammino europeo. Nell'altro match del girone, scoppiettante 2-2 tra il Lille e il Cska Mosca.

Invece il Napoli affronta a viso aperto il Manchester City, trovando anche un clamoroso vantaggio con Cavani, prima di essere raggiunto dagli uomini di Mancini, per un 1-1 che vale oro per i partenopei. Nell'altro match, Bayern corsaro espugna il campo del Villareal col risultato di 2-0.

Ecco i risultati delle altre gare: sfida interessante tra Benfica e Manchester United, finisce 1-1, gli svizzeri del Basilea battono l'Otelul Galati per 2-1. Nel girone D vittoria del Real Madrid sul campo del Dinamo Zagabria per 1-0; pareggio senza reti invece tra Ajax e Lione.


14/09/11

Il Papa in tribunale?


di Andrea Menegotto
14 settembre 2011
Per una precisa ricostruzione dei fatti circa la denuncia presentata contro il Benedetto XVI e alcuni dei suoi principali collaboratori alla Corte Penale Internazionale dell’Aja ─ per chi non l’avesse ancora letto ─ rimando all’articolo dell’amico Giorgio Gibertini; in questa sede, vorrei invece soffermarmi su alcune considerazioni, prendendo spunto da quanto puntigliosamente annotato dal direttore del

Il Papa in tribunale accusato di crimini contro l'umanità

All'inizio ho avuto un dubbio: il Papa accusato di crimini contro l'umidità o contro l'umanità? Mi sarebbe sembrata più fantasiosa la prima versione però, come si dice in questi casi, la realtà supera la immaginazione.
Ecco i fatti per chi ancora non li conoscesse.
Un gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili ha depositato oggi presso la Corte penale internazionale dell'Aja un ricorso in cui accusa il Papa Benedetto XVI e tre alti esponenti del Vaticano - i cardinali Tarcisio Bertone e Angelo Sodano, il primo segretario di Stato e l'altro suo predecessore fino al 2006, e William Levada, prefetto per la Dottrina della Fede dal 2005 al posto dello stesso Ratzinger - di crimini contro l'umanità per la copertura dei reati commessi da prelati contro i minori. A promuovere l'iniziativa - che non ha precedenti - davanti alla Cpi sono state in particolare due organizzazioni americane, il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest).
I loro avvocati hanno presentato alla Corte dell'Aja un dossier di 80 pagine e hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si è reso necessario «poiché le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero». Nella denuncia si chiede alla Corte penale internazionale di «incriminare il Papa» per la sua «diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l'umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo».
Tutto vero.
Quindi obiettivo trascinare il Papa, che non c'entra niente, in Tribunale come colpevole? Lui, l'unico che ha veramente fatto tanto (leggere la Lettera alla Chiesa d'Irlanda) proprio per combattere dall'interno la piaga della Pedofilia.
Crimini contro l'umanità.
Spero che ora non si elevino troppe voci dal Vaticano a cercare di difendere questa assurda richiesta: non ce ne è bisogno, cercano visibilità, l'hanno ottenuta, ignorateli!
Conoscendo, a distanza, la saggezza del Pontefice sono sicuro che sarà in preghiera ed io mi unisco alla sua

Il Ponte sullo stretto di MeCCina

La Cina ci compra. A dir la verità non mi sembra neanche una grande novità, nel senso che pensavo fossimo già comprati dalla Cina. Invece mi sbagliavo. Per ora compriamo tutte cose made in China, da domani saremo anche comprati dai Cinesi in un circolo virtuoso senza scampo.
Moriremo cinesi?
Non lo so. L'unica cosa certa è che moriremo (alto le mani!), se Cinesi non lo so.
Potremmo sceverare per intere settimane sul fatto se sia meglio morire cinesi, musulmani, comunisti od interisti ma l'unica cosa certa rimane la prima.
Si dice che le economie emergenti comprano le vecchie economie. 
Si narra che oltre il 40 per cento del debito americano sia in mano ai cinesi: quindi perché dovremmo avere paura noi?
Vai a vedere che poi magari qualcosa di bello succede.
Per esempio leggo che uno dei primi "progetti" che interessano i Cinesi è il Ponte sullo Stretto di Messina: lo farebbero loro.
Sta a vedere che finalmente verrà fatto e si chiamerà Ponte sullo Stretto di Meccina, con le C!

13/09/11

Champions, il Milan ferma gli extraterrestri

La sfida di cartello di questa prima giornata di Champions vedeva i campioni d'Europa del Barcellona contro il Milan. Sfida davvero difficile per la squadra milanese, che oltretutto ha dovuto giocare senza Ibrahimovic, infortunatosi in allenamento.

Dopo 25 secondi, clamoroso al Bernabeu, Pato compie una manovra stupenda bruciando la difesa blaugrana e insaccando l'1-0 per i rossoneri. Ben presto però la forza della squadra catalana viene fuori, la difesa milanese tiene, anche se Messi colpisce un clamoroso palo su punizione. Ed è proprio lui a bruciare Abate e servire in mezzo per l'1-1 di Pedro. Nel secondo tempo il Barca passa avanti con una punizione perfetta di Villa. Il Milan tenta una timida reazione, ma il Barcellona sembra davvero di un altro pianeta. Fino al 91' quando Thiago Silva colpisce di testa da calcio d'angolo, cogliendo un 2-2 pesantissimo.

Nell'altra gara del girone, Vitoria Pizen e Bate Borisov pareggiano 1-1. Negli altri gironi si registra la vittoria casalinga del Chelsea per 2-0 contro il Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e Arsenal fanno 1-1. Domani le altre gare.

Ustica, arriva la sentenza

Una sentenza storica: condannati i ministeri della Difesa e del Trasporto a risarcire i parenti delle vittime per un valore di 100 milioni di Euro. Motivazione di questa stenza è il non aver protetto i cieli italiani e l'Itavia, compagnia proprietaria del DC-9. Altra motivazione è la responsabilità dei ministeri di aver occultato la verità.

31 anni sono serviti, il colpevole non è stato trovato però il tribunale civile di Palermo ha giudicato responsabili i due ministeri italiani.

Il secondo fine è chiaro, il primo?

SB vola oggi a Bruxelles a presentare ai vertici politici europei la manovra economica (nella sua quarta o quinta versione) e già si susseguono le allusioni sui quotidiani nazionali al fatto che questo appuntamento sia stato richiesto e forzato dal premier italiano per non presentarsi a Napoli a depositare al processo Tarantini. C'è molto di vero e c'è anche qualcosa di falso. La situazione attuale di Berlusconi è tremendamente difficile: se non partecipa ad attività istituzionali, viene accusato di fregarsene dello Stato; se provoca incontri come quello di oggi, che se fosse stato un altro sarebbe stato applaudito per la cura dei rapporti con le istituzioni europee, invece diventa uno che vuole fuggire dai processi.
Sicuramente quest'ultimo aspetto va considerato perché non abbiamo i prosciutti sugli occhi, preferiamo mangiarceli.
Voglio però concentrare la mia attenzione su un altro punto. Una volta scoperto "il secondo fine" di questo viaggio improvvistato a Bruxelles (Buzek, presidente del Parlamento Europeo, dice che incontrerà Berlusconi per due minuti soltanto e come gesto di cortesia...si attendono smentite, sui minuti, ovviamente, non sulla cortesia), quale è il fine primario di questo viaggio, oh caro Silvio?
Da questa manovra finanziaria (la quinta o la sesta, ho perso il conto) sono state tagliate le uniche cose che ci sembravano giuste, ovvero i tagli ai costi della politica: macchè tagli, dimezzamenti vogliamo!
Non vogliamo anche noi cavalcare l'anti-politica di moda però alcune cose le andiamo dicendo da tempo e vorremmo vederle attuate. Poi siamo aperti al confronto.
Per esempio io prima consideravo ineluttabile l'abolizione delle provincie ma, dopo che è stato dimostrato, conti alla mano, che le provincie italiane "costano" annualmente come 12 deputati, beh, preferisco ridurre di quel numero i parlamentari e salvare, per ora, 65 mila posti di lavori.
Mi sembra semplice tutto questo od è chiaro solo a me e così rischio di considerarmi mente illuminata?
Infine oggi voglio trattare solo un'altra questione di grave ingiustizia: le pensioni.
Possibile che la gente comune debba lavorare 40 anni per una misera pensione ed ai deputati o senatori bastano cinque anni? (fino qualche tempo fa era peggio, bastava metà legislatura!). Questa è un'ingiustizia palese e mi domando come abbia fatto a resistere nel tempo e negli anni: ma i nostri predecessori cittadini dormivano od erano sotto effetto di narcotici?
Tu lavori come avvocato, maturi qualche anno di pensione, poi diventi deputato per cinque anni e quegli anni di contributi si sommano agli altri: è così difficile?
Dai Silvio, batti un colpo...di coda ed azzera queste cose!
Giorgio Gibertini Jolly

12/09/11

Medici o burocrati?










L'Art. 32 della nostra Costituzione così recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Questo articolo merita alcune riflessioni. Cominciamo col dire che qui il costituente parlando della salute dell’individuo usa il termine "fondamentale" con lo scopo di impreziosire la valenza giuridica dell’aspettativa alla salute; salute da intendere non soltanto nel senso di assenza di malattia ma di benessere e di equilibrio psicofisico della persona, intesa nel suo complesso. Soprattutto se questa persona si ritrova in una condizione di particolare debolezza e vulnerabilità fisica. Cos’è allora che fa la differenza nell’art. 32? Partendo dall’inizio, la sua motivazione storica risale alla volontà del Costituente di dare vita ad una normativa diversa rispetto alla precedente che prestasse attenzione anzitutto alla dignità della persona del malato, in qualunque sua condizione; evidentemente l’intenzione primaria fu di evitare che un particolare stato di salute potesse divenire un criterio per discriminare e  ghettizzare le persone non sane, in categorie di serie a e di serie b. E’ giusto sottolineare che nella sua finalità argomentativa, l’art. 32 nasce con l’intento preciso di non volere declinare sul valore fondamentale della dignità e libertà umana; proprio perchè trattandosi di valori non negoziabili, avrebbero dovuto rappresentare nella scala dei valori costituzionali, degli univoci capisaldi sui quali poggiare l’alleanza terapeutica tra il medico e il suo paziente. La vita e la salute, sono dei beni tra loro complementari, aventi una connotazione non solo  individuale ma anche sociale, poichè a loro volta sono di supporto alla vigenza di un altro grande valore che è  il bene comune. Infatti se lo si perde di vista, può sorgere il rischio di andare incontro ad una società basata su derive esclusivamente libertarie, dove al massimo possono trovare accoglimento soltanto singoli desideri individuali, sul modo di gestire la propria vita e la propria morte.
Rebus sic stantibus, lo Stato dal canto suo si troverebbe costretto a farsi carico di fronte all'opinione pubblica del principio di autonomia come base di ogni scelta individuale.  Eppure quando si parla di vita, non ci si può esimere dal riferimento all’art.2 della Costituzione nel quale l’ordinamento giuridico riconoscendo l’inviolabilità fondamentale dell'esistenza, ne garantisce la vigenza, rispetto alla stessa organizzazione statale. Vediamo allora che il diritto inviolabile fa parte del nostro ordinamento perchè ha il preciso compito, di qualificare l’individuo al quale si rivolge come essere umano, dotato di dignità intrinseca. Piena e non graduabile. Ciò vuo dire che la dignità afferisce come dicevamo prima, al super valore della vita e di tutti i diritti che ne conseguono e che lo garantiscono. Tra i quali in prima istanza la salute e anche il diritto di libertà personale, sancito nella nostra Costituzione all'art.13. Per l'appunto, leggiamo cosa ci dice una sentenza del Tribunale di Nola del 2009. A quanto pare: "Nel caso del diritto alla salute o di altri diritti essenziali di pari rango a causa del carattere esistenziale di inerenza alla persona che essi rivestono, la rilevanza  centrale del principio di autodeterminazione vale a qualificarli come veri e propri diritti di libertà (ed in questo senso, la risoluzione del parlamento europeo (EU) del maggio 1997 garantisce ai cittadini la più ampia libertà possibile di 'scelta terapeutica'). Ne discende che ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non ha solo il diritto di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi o, eventualmente, a quale struttura più idonea affidare le sue aspettativa di celere e sicura guarigione. Tali principi, già direttamente evincibili dalla nostra Carta costituzionale, hanno trovato piena attuazione nel d. leg. n. 502 del 1992 di riforma del nostro sistema sanitario, laddove, ....si è voluto valorizzare e attuare, in un ottica costituzionalmente orientata, la libertà di scelta curativa del paziente attraverso il passaggio da una visione monopolistico/pubblicistica del settore sanitario ad una visione liberista ed elastica del medesimo, fondata sul pluralismo dell’offerta”. Ma quando si parla del diritto alla salute, non possiamo esimerci dal trattare un altro grande tema controverso, rapprensentato dal diritto del libero consenso, al quale ogni paziente è tenuto ad ottemperare per legge prima di sottoporsi ad ogni trattamento sanitario, disposto dal medico curante. La pronuncia del Tribunale di Milano del dicembre del 2008, qui riportata, ci aiuta a comprendere il ruolo significativo della pratica del consenso del paziente, preventivamente informato sulla natura degli interventi sanitari; in essa si legge che “sulla base della legislazione emanata in ambito sanitario (si richiama l’art.33 l. 833/78 che qualifica i trattamenti sanitari come, di norma volontari) e delle pronunce giurisdizionali, il sistema giuridico si caratterizza attualmente in materia di autodeterminazione consapevole del paziente per una soglia particolarmente elevata di consensi ai trattamenti sanitari, sostenuta da uno scopo di rango elevato qual è il diritto alla salute. E’ proprio questa soglia che qualifica il rapporto fra medico e paziente imponendo al medico di non attribuire alle sue valutazioni e decisioni, per quanto oggettivamente dirette alla salvaguardia del diritto alla salute del paziente, una forza di giustificazione dell’intervento che esse di per sé non hanno….giacchè devono rapportarsi con un altro diritto di rango costituzionale qual è quello della libertà personale che l’art. 13 qualifica come inviolabile”.  Malgrado la lunghezza del punto di vista della Corte di Milano, abbia tentato di essere perentoria sul significato da attribuire al ruolo del medico, essa perde di vista una questione fondamentale. Infatti - forse volutamente – ignora il fatto che dall'approvazione della Costituzione repubblicana,  la salute non è più un valore individuale oggetto della sola autodeterminazione personale ma una questione di carattere “pubblico che incide  direttamente sul funzionamento del sistema”. Con ciò, vorremmo ricordare all’Onorevole Corte che nel rapporto diritti-doveri, il tema della salute, non può risolversi in un problema di sovranità assoluta sulla propria persona; perchè la volontà del paziente, per quanto ampia possa essere - per dirla con le parole di Stuart Mill- finisce inevitabilmente col misurarsi con la coscienza del medico, anch’egli una persona, con la sua autonomia e con la sua scienza. In poche parole, il paziente deve fare i conti con il criterio del limite, direttamente proporzionale al dovere di garanzia del medico, tenuto a comunicare e ad interagire con il suo assistito, fornendogli tutte le informazioni necessarie al suo stato. Insomma tra i due, esisterebbe un dovere reciproco di libertà-responsabilità che non può risolversi in nessuna prevaricazione né da una parte né dall’altra. E dunque se il medico non deve sostituirsi alla responsabilità del paziente è anche vero il contrario e cioè che non è tenuto a ridurre la propria prestazione a mera esecuzione della volontà di quest’ultimo. Casomai deve compatirne la sofferenza cercando di comprenderne il senso, in pratica vivendo l’esperienza della malattia in prossimità dell’altro. Soltanto a queste condizioni il medico può stabilire in modo corretto, caso per caso, le indicazioni o le controindicazioni della terapia da applicare, nell’ambito della sua personale responsabilità; facendo naturalmente salvi i diritti riconosciuti dal codice deontologico al malato, per quanto riguarda il suo consenso e la libertà di esprimere la propria opinione sul suo stato di salute. Almeno per rimanere coerenti con quanto affermato dal Comitato Nazionale di Bioetica, che nel 2008 si premura di ammonire “chi” intende porre anzitempo fine alla propria vita, spiegandogli di non potere pretendere di “esigere da parte del medico una collaborazione a tale azione”. Il punto è: tenendo presente l’idea del bene comune, quanto ciascuno di noi è arbitro assoluto del proprio corpo e quanta libertà spetta ai singoli?



dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma

11/09/11

Serie A: prima giornata

Dopo l'anticipo tra Milan e Lazio, sabato sera il Napoli ha inaugurato il campionato con una vittoria, ottenuta non senza fatica. Difatti dopo l'1-0, i romagnoli hanno pareggiato e hanno tenuto testa per un tempo. Poi i partenopei sono riusciti a segnare 2 reti, portando a casa i primi 3 punti della stagione.

In un campionato sempre più spezzatino, domenica all'ora di pranzo c'è stato un altro anticipo, con la Juventus che parte molto forte con un sonoro 4-1 ai danni del Parma. I tifosi possono essere soddisfatti, è presto dire se è una nuova Juve, ma la partenza è stata di certo scoppiettante. Invece per la Roma arriva a sorpresa una sconfitta in casa, inflitta dal Cagliari: gli isolani vincono per 2-1. Per il tecnico Luis Enrique c'è ancora parecchio da lavorare e settimana prossima c'è subito l'Inter.

Il risultato più clamoroso però arriva in serata dal Barbera, dove l'Inter esce sconfitta contro il Palermo, in una sfida rocambolesca piena di gol. Due volte in vantaggio, i nerazzurri si sono recuperare due volte per poi andare sotto, per un finale di 4-3 per il Palermo.

Catania e il neopromosso Siena non vanno oltre lo 0-0, Chievo e Novara danno vita ad un interessante match con i piemontesi che rimontano uno svantaggio di due reti fuori casa. La Fiorentina vince 2-0 in casa contro il Bologna, scoppiettante 2-2 tra Genoa ed Atalanta, che ricordiamo che parte con 5 punti di penalità a causa della sentenza sulle scommesse. L'Udinese espugna il campo del Lecce per 2-0.

il Grande Inganno (parte seconda)


Oggi, 11 Settembre 2011, anche io desidero scrivere qualche cosa su ciò che accadde 10 anni fa. I due cari amici Jolly e Andrea lo hanno già fatto. Ho potuto leggere uno splendido inno alla Vita da parte di Jolly sfruttando l'analogia tra due tragedie: la caduta di due grattacieli gemelli e la morte di due gemelle siamesi. Andrea invece ci ha ricordato le spendide parole che il Papa pronunciò il giorno che segui quella strage. Io vorrei invece analizzare la cosa da un punto di vista differente. Mi domando infatti: dopo 10 anni, come è possibile che esista ancora qualcuno che crede alla versione ufficiale che ci è stata raccontata?
La risposta a questa domanda l'ho avuta proprio in questi giorni leggendo uno spendido romanzo. Una lettura che mi permetto di consigliare a tutti voi in quanto si tratta di un libro che aiuta ad aprire la mente e il cuore. Stimola a porsi dubbi, domande e ad affrontare i problemi da un punto di vista differente. Il romanzo è intitolato XY ed è scritto da Sandro Veronesi. Nel libro troviamo una forte analogia con l'11 settembre 2001, si racconta infatti di un giorno, in un paesino di montagna in trentino, nel quale accadde un fatto assolutamente inspiegabile utilizzando una logica umana. Si decise di camuffare la realtà del fatti e la versione ufficiale divenne quella di un attentato terroristico talebano. La cosa assurda è che quasi tutti credettero alla versione ufficiale che sosteneva che le vittime furono tutte decapitate; e lo credettero anche coloro che avevano visto con i propri occhi il luogo della strage e sapevano bene che la versione ufficiale non corrispondeva affatto alla realtà.

Io non so cosa sia successo dieci anni fa in America, non sono infatti un mago o un agente dei servizi segreti. In Internet possiamo trovare le più svariate "ipotesi di complotto", alcune rasentano il ridicolo. Ho solo una certezza assoluta: quel giorno non è accaduto quello che ci hanno raccontato.
Sono veramente troppe le incongruenze per poterle ignorare e credo sia giunto il momento di aprire gli occhi e di avere la forza e il coraggio di affrontare una realtà, un mondo, che è decisamente diverso da quello che ci siamo illusi sia.
Richiamando il celebre film Matrix vi esorto ora a scegliere che pastiglietta preferite: la blu per continuare a credere che la realtà sia Matrix, oppure se credete di avere la forza e il coraggio sufficiente potete prendere la pastiglietta rossa, ma attenzione una volta che inizierete a prendere consapevolezza del fatto che esiste un'altra realtà, non sarà poi più possibile tornare indietro: http://video.google.com/videoplay?docid=8097952875248011643

A dieci anni dall’11 settembre


di Andrea Menegotto
11 settembre 2011
Ricorrono oggi esattamente dieci anni dalla fatidica data dell’11 settembre 2001, giorno passato ormai drammaticamente alla storia e inciso nella memoria collettiva in maniera indelebile.
In questa occorrenza, mentre rimandiamo per analisi accurate circa gli scenari di un conflitto mondiale relativi al terrorismo di matrice ultra-fondamentalista islamica a un’apposita sezione del sito del CESNUR e a un volume presentato qui su Frews nel mio pezzo della scorsa settimana, in questa sede oggi ci pare appropriato lasciare spazio non alle parole, ma al silenzio, alla riflessione e ─ per chi ha fede ─ alla preghiera, guidati dalle accoratissime parole che un grande testimone del nostro tempo, papa Giovanni Paolo II, pronunciò l’indomani in occasione dell’udienza generale di mercoledì 12 settembre 2001 a triste commento di quanto accaduto, aprendo un piccolo squarcio di luce nelle tenebre di quei giorni che ─ purtroppo, come mostrano le cronache quotidiane ─ ancora non si sono dissipiate:
«Ieri è stato un giorno buio nella storia dell'umanità, un terribile affronto alla dignità dell'uomo. Appena appresa la notizia, ho seguito con intensa partecipazione l'evolversi della situazione, elevando al Signore la mia accorata preghiera. Come possono verificarsi episodi di così selvaggia efferatezza? Il cuore dell'uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo. Ma la fede ci viene incontro in questi momenti in cui ogni commento appare inadeguato. La parola di Cristo è la sola che possa dare una risposta agli interrogativi che si agitano nel nostro animo. Se anche la forza delle tenebre sembra prevalere, il credente sa che il male e la morte non hanno l'ultima parola. Qui poggia la speranza cristiana; qui si alimenta, in questo momento, la nostra orante fiducia».

10/09/11

Rebecca e Lucia: le due Torri Gemelle

Rebecca e Lucia sono le due gemelle siamesi nate a fine giugno, unite per il torace e l’addome e con un cuore sole ed altri organi danneggiati e sono morte qualche giorno fa, dopo soli due mesi su questa terra della quale hanno visto solo una sala operatoria dell’ospedale Sant’Orsola di Milano.
Rebecca e Lucia sono passate dal luogo più accogliente al mondo, il grembo materno, al luogo più accogliente in eterno: il Paradiso.
Lo voglio credere che siano lì non perché desidero provarmi teologo ma perché, conoscendo la Misericordia di Dio, non può aver pensato tragitto migliore per queste due figlie in questa breve loro vita durata un anno soltanto.
In questi giorni in cui tutti ricordiamo i tragici eventi del crollo delle Torri Gemelle, Rebecca e Lucia se ne sono andate via prima, anche loro gemelle, anche loro dopo un periodo a combattere da sole contro la vita, la forza di gravità, i danni subiti ed un corpo che lentamente si accasciava al suolo col suo fragore.
Forse Rebecca e Lucia non cambieranno il corso della storia, come è avvenuto per le torri di New York se non quella della loro famiglia, di chi è loro stato accanto in questi giorni, anche con un solo pensiero od una preghiera.
Forse Rebecca e Lucia tra dieci anni avranno solo i genitori a portare due mazzi di fiori al cimitero ed anche noi avremo altre vite, altri lutti, altre ricorrenze da celebrare.

Però mi ha fortemente impressionato la frase del padre che, interrogato sulla vicenda ha risposto: “Uccidere due bambine così piccole o una persona alta un metro ed ottanta è la stessa cosa. Non c’è mai stato nulla da scegliere.”
Non c’è mai stato nulla da scegliere…! Che grande insegnamento.
Certo, i dipendenti del WTC sono corsi in strada, dieci anni fa, per sfuggire ad un evento della Storia più grande di loro e chissà in quanti, messisi al riparo, avranno pensato: non c’è stata possibilità di scegliere, qualcun altro lo aveva fatto per noi, ma in quel caso era l’uomo, il male.
Qui invece siamo di fronte alla volontà, a volte difficile, a volte splendida di Dio, del nostro Padre Creatore, davanti al quale è grande gesto di accettazione, e quindi di fede, dire: non c’è mai stato nulla da scegliere.
Così, semplicemente. Ci sono eventi della nostra vita in cui Dio ci parla in questo modo e non esiste la possibilità di modificare noi la sua volontà magari con un precoce aborto: questi genitori hanno lasciato vivere le loro figlie secondo la volontà, secondo natura ed un mese in più od in meno pronosticato non ha cambiato la loro decisione.
Ci sono altri momenti più “facili, ed a me capita quando vedo i miei figli, in cui, nella bellezza della vita, mi domando: non c’è stato nulla da scegliere, eccoli, me li hai donati, cercherò di custodirli ma non li ho scelti: io e mia moglie abbiamo accettato la tua volontà
Rebecca e Lucia è il nome che oggi voglio dare, simbolicamente, alle due torri gemelle.
Giorgio Gibertini