08/11/11

Inferno: andata e ritorno! Da Genova la storia vera di un padre corso a prendere suo figlio a scuola

Sono passati 4 giorni dalla tragica alluvione avvenuta a Genova.
Un caro amico mi ha scritto la tremenda avventura vissuta sulla propria pelle. L'angoscia di riuscire a portare in salvo il proprio figlio, dovendo attraversare un vero inferno. Credo che una testimonianza diretta come questa dica molto di più tante sterili polemiche che stiamo leggendo in questi giorni. Per ragioni di privacy ho cambiato i nomi, tutto il resto è originale e tremendamente vero.

Manuel, le immagini non dicono niente, rispetto a quello che hanno visto gli occhi, ai rumori, alle ambulanze, alla paura che cresce e diventa terrore, ai pianti e alle contestazioni. Ho rischiato veramente tanto.
Ha iniziato a piovere verso le 10. Poi a scrosci che si alternavano a momenti di quiete, poi a secchiate, ma come non avevo mai visto! L'allerta 2 era stata decretata dal sindaco, ma come sai io sono un meteofilo e lo sapevo chiaramente da almeno 5 giorni che la configurazione che si andava delineando era una delle più pericolose, tant'è vero che ho inviato 3 giorni prima una mail di avviso ad alcuni miei colleghi: PERICOLO!
Il danno lo ha fatto il sindaco Marta Vincenzi, nell'emanare l'allerta 2 (gravi danni ed esondazioni), derubricandolo poi di importanza, mandando i figli a scuola è stato un errore gravissimo che è costato la vita a diverse persone!

Alle 12 avevo capito che le cose si mettevano davvero male, ho guardato i sensori igrometrici che rilevano la portata del Bisagno, ovviamente quelli in località La Presa, che è posta all'imbocco della valle avevano subito una crescita esponenziale, praticamente da livello 0 a livello di guardia in un'ora. Mi sono vestito anti-pioggia e sono partito alle 12 e mezza per prendere Luca che usciva all'una; le cose non quadravano per niente, tombini che saltavano, strade come fiumi, traffico che cominciava ad impazzire....con chi faceva marcia indietro, chi rimaneva imbottigliato, chi imprecava.....intanto mi prendeva un senso di fretta inquietante, qualcosa o qualcuno mi diceva "CORRI!" Mio figlio si trova a scuola, sul versante opposto al mio, aldilà del torrente e della zona di allagamento; avrei dovuto raggiungerlo, prenderlo, e poi ripercorrere la strada per ritornare a casa. Ho attraversato C.so Torino guardando fuori dal parabrezza, impossibile vedere al di là di 10-20 metri: un muro d'acqua che mi sembrava di berla! Sapevo che stava facendo danni, si vedevano già, ma pensavo solo a mio figlio e a raggiungerlo il più in fretta possibile, perché qualcosa mi gravava sulla testa, qualcosa di incombente e funesto. Ho raggiunto la scuola alle 12:45 sotto un diluvio incessante non aveva senso cercare di farlo scendere prima, c'erano decine di padri e madri marce d'acqua e con la paura negli occhi, alcune avevano attraversato a piedi l'impossibile per raggiungere i figli. Quei quindici minuti sembravano eterni, non passavano mai! Il cortile era un lago ininterrotto sino al cancello e i genitori raccontavano di strade già chiuse, di piazze allagate e interdette al traffico, di sottopassi allagati sino al soffitto, ecc. Ognuno raccontava la sua piccola grande avventura, ma non come chi l'aveva scampata, ma come chi sapeva di dovervi rientrare...e l'ansia aumentava!

Finalmente suona la campanella della fine delle lezioni, attendo Luca, lo cerco con gli occhi, i ragazzi sono già un po' agitati perché arrivavano loro notizie via cellulare. Cerco di mantenere un minimo di calma, gli butto addosso la mantella e intanto gli dico: Luca, dobbiamo far presto, le cose si mettono male...ma male male!!
Saltiamo in moto e ci mettiamo sulla via del ritorno. Il traffico è diventato un nodo, le lamiere delle auto sono come tamburi per una pioggia assordante, sirene dei Vigili del Fuoco corrono verso zone imprecisate, poi ambulanze, polizia, municipale: un caos!
Devo stare attento in primis a non cadere, sarebbe la fine!
Scendo verso il basso, fretta fretta fretta, maledettamente fretta....so che è questione di poco...spero non sia tardi.... nonstante questo cerco di rispettare una precedenza, poi impreco a chi mi taglia la strada, maledico il sindaco che non ha chiuso le scuole e prego...attendo comunque sotto il diluvio che penetra dal collo nella camicia e poi sino alla pancia, attendo che scatti quello stramaledetto semaforo...odio tutto quello che mi consuma i minuti i secondi, che mi frena....arriviamo superando colonne di auto bloccate sino a C.so Torino....solo che...NON C'E' PIU'!! Adesso è un fiume color terra ampio 40 metri e profondo 30 ! Non ci sono strisce o segni convenzionali a indicarti la via.....guardo verso destra: il tunnel è completamente inondato e i nastri della Polizia Municipale ne bloccano l'accesso "risalire non possiamo"...ma guardo anche oltre il tunnel, per quel che posso, vedo C.so Sardegna...e poi...poi ...(è in line diretta con Via Fereggiano!!!) ...vedo qualcosa di indistinto nella pioggia...vedo l'acqua aumentare, i primi detriti portati dalla corrente che aumenta.....è un attimo..decido per me e per mio figlio.

Oh cazzo che paura: "Luca dobbiamo scappare! Si mette male male...dobbiamo andar via...salire in alto...superare il fiume o non ce la facciamo: o adesso o mai più!" Decido di buttarmi e tentare, spero in Dio e in tutto ciò che finora mi ha mandato. Mi lancio in C.soTorino trasversalmente, gambe fuori e gas per impedire che entri acqua nel catalizzatore: "se il motore si spegne Luca, saltiamo giù e corriamo a piedi, ok ? OK LUCA?" ..."ok, ok papà...ma pensi che..."
sono già partito...lo scroscio di una pioggia pazzesca si porta via le parole...e i pensieri...non sento più niente, so solo quello che voglio e Devo fare! La moto sembra un motoscafo, solleviamo onde che si spandono a mare, e si arrestano a monte per la corrente...che ora raggiunge le pedane...e le supera anche! Sono determinato come un automa, non rispetto più niente e nessuno, passo col rosso e col giallo (ovviamente guardando se è libero), attraverso diagonalmente i parcheggi e le basse siepi che mi separano da P.zza Paolo da Novi....non c'è altra strada possibile...come in un film mi stanno chiudendo le vie davanti alla mia meta. Ma oggi non mi fermano nemmeno con le pistole!....ma oggi pistole non ce ne sono...oggi è il CAOS!

E' pazzesco Manuel, come tutte le regole si infrangano nella paura, come tutto crolli in un attimo, e la cultura, la buona educazione, la legge e il rispetto...quando OGNUNO PENSA SOLO A SE STESSO E ALLE SUE COSE!

C'è acqua sopra e sotto, mai vista una cosa simile contromano raggiungo la piazza, ancora contromano la aggiro in senso inverso, nessuno ti suona o ti redarguisce.....è l'uomo che pensa solo a sè stesso...e non giudica più l'operato degli altri...saltano i canoni come i tombini! E' l'anarchia totale! Ma conservo il cervello, perchè se c'è qualcuno che non lo fa ti passa sopra e prosegue! Arrivo in Viale Brigata Bisagno, qui c'è un palmo d'acqua...ma ciò che mi spaventa è un migliaio di auto che annodate come barche all'ormeggio, mi separano dalla Staz. Brignole... ognuno nelle proprie scatolette di latta, bombardate dalla pioggia....si sente in trappola...ed è in trappola! E noi con loro!
Questa è la direttrice del Bisagno, anzi, è la copertura asfaltata in cui hanno intubato quel mostro di fango e sassi sul quale siamo seduti! Ruggisce e si ribella, trema la tana corazzata nella quale lo hanno obbligato, ma lui non uscirà lì...io so che se lo fa, lo fa prima, a S.Agata, prima di quel ponte ...e noi è lì che dobbiamo andare, risalire controcorrente, andare verso il punto d'esondazione possibile, e poi su, fuori dal caos a casa... "Luca coraggio, stringiti a me, non fare movimenti bruschi, seguimi sempre,...dai che ti porto fuori...a tutti i costi ti porto fuori prima che esca...dobbiamo!"
Faccio l'impossibile e l'incredibile, marciapiedi e corsie preferenziali, gincane che sembrano ricami, alle volte rimaniamo bloccati, arretro nella visibilità zero, marcio fino alle mutande, non sento niente, niente...e nemmeno lo ricordo.... sento la fretta...e so che sono minuti, forse meno.... ricami che dall'alto sarebbero sembrati assurdi...raggiungo l'incrocio...adesso lo vedo...oltre il tunnel nero e allagato...il mostro ruggisce ed esce: un torrente di lava nera come grafite! Alberi e tronchi: sposta auto e cose!...quando decide non lo ferma nessuno: è incontenibile!
Parto a stecca, schizzo verso sinistra, taglio un semaforo e un altro....e ancora arrivo alla Staz. Brignole con la gente che inizia a cadere per l'onda...vedo una donna che scivola...qualcuno l'aiuta...forse...spero...ma non ci penso già più...ho dietro qualcosa di più prezioso della mia stessa vita....è troppo in confronto a chiunque...troppo......sono un pazzo determinato!

Un altro semaforo ...uno ancora ...e siamo fuori......

"Ok Luca, ce l'abbiamo fatta. Grazie a Dio ce l'abbiamo fatta!"

Pensa che mia figlia, con la saggezza delle donne e dei suoi dicotto anni, mi ha disubbidito, è uscita alle 11 perchè la situazione non gli piaceva ed è arrivata a casa prima dell'inferno

Così è la vita caro Manuel

Arrivi a casa, apri la televisione, mentre Primocanale manda in diretta le immagini dell'apocalisse, e sono le strade che tu hai appena attraversato: auto capovolte, autobus spostati, cadaveri nel fango. Tu sei ora in salvo...così è la vita e fa riflettere...

Come si fa a proporre a Berlusconi il passo laterale...che è tipico della Samba

Povero Silvio. C'è chi gli chiede un "passo indietro" per poter fare governi tecnici, di unità nazionale, di responsabilità globale, senza passare da elezioni. I suoi gli chiedono un "passo avanti" per rilanciare il sistema Paese, l'economia, l'allegria e mantenersi non un posto al sole ma un posto da parlamentare. Ora la Lega gli chiede un "passo laterale", cioè spostarsi (a destra ovviamente) e lasciar passare  Alfano per guidare il paese per i prossimi due anni.
Provate a digitare su un motore di ricerca passo laterale e vedrete cosa viene fuori: tanti video di ballerine di Salsa che "spiegano" il passo laterale.
Proporlo a Berlusconi è una follia!
Menomale che il "nostro" non è uso a stare su internet altrimenti, ne siamo certi, quel "passo laterale" lo farebbe volentieri....
Jolly
Foto: fonte

"Minoranze discriminate, mentre l'estremismo cresce" dice il Presidente della Conferenza Episcopale, a un anno dalla condanna di Asia Bibi

Islamabad - "Le minoranze religiose in Pakistan subiscono discriminazioni nel silenzio del governo e delle istituzioni", mentre "l'estremismo islamico è cresciuto fortemente negli ultimi anni e condiziona la vita sociale e politica del paese": è quanto dichiara in un colloquio con l'Agenzia Fides Sua Ecc Mons. Joseph Coutts, Vescovo di Faisalabad e Presidente della Conferenza Episcopale del Pakistan, a un anno dalla condanna a morte di Asia Bibi, la donna e madre cristiana accusata ingiustamente di blasfemia e condannata dal tribunale di Sheikupura l'8 novembre 2010.
"A un anno da quel tragico verdetto - spiega il Vescovo Coutts a Fides - le condizioni delle minoranze religiose non sono cambiate in meglio, anzi: il paese è afflitto da gravi problemi politici, economici, sociali, morali, religiosi che si riflettono sui cittadini musulmani e non musulmani. In un anno, il paese ha perso due alfieri contro la legge sulla blasfemia, Shabhaz Bhatti e Salman Taseer, mentre quella legge iniqua non è stata toccata né messa in discussione". "Intanto - prosegue il Vescovo - è cresciuto il fenomeno dell'estremismo islamico, con gruppi che intendono apertamente imporre la legge islamica e formare una teocrazia. La loro opera affligge le minoranze cristiane e indù ma anche altre minoranze, come ahmadi e sciiti. E' un fenomeno complesso e preoccupante, che tocca l'intera struttura e l'intero sistema del paese".
In particolare, nota il Vescovo, "tali gruppi estremisti hanno una forte influenza sui tribunali: si tratta di pressioni indirette sui giudici e sui testimoni, che condizionano le sentenze e pregiudicano l'applicazione del diritto, lasciando molte persone, spesso membri delle minoranze, senza giustizia".
In tale delicata fase, "come Chiesa cattolica e come comunità cristiana, stiamo lavorando accanto alla società civile, per promuovere una nuova cultura fatta di dialogo interreligioso, armonia sociale, fratellanza, comprensione reciproca, accanto a tutti gli uomini di buona volontà, di qualunque fede" e, conclude Mons. Coutts, "vedo che anche tale movimento di idee e di azione è in crescita, lasciando una speranza per il futuro del paese". (PA) (Agenzia Fides 7/11/2011)

Berlusconi? Si, è dimesso....o senza virgola....

L'ho visto uscire da Palazzo Grazioli ieri con tanto di maglioncino blu, senza giacca e cravatta e senza il saluto della mano incollato al finestrino. Lavorando lì vicino sono un abitudinario delle sue partenze e quindi mi godo spesso il suo sorriso dietro il vetro scuro. Ieri no, l'ho trovato un po' dimesso. Mi chiedete di Berlusconi? Si è dimesso, anzi, scusate, ho sbagliato posizione della virgola: si, è dimesso. E' un po' abbattuto, stanco, triste. Povero Silvio.
Mi è tornato in mente uno degli insegnamenti del Liceo lo ricordate? Il soldato che va dalla Sibilla a chiedere un consulto sulla sua imminente spedizione di guerra e riceve una risposta del tutto "sibillina", una frase ambigua in quanto priva totalmente di punteggiatura o di altro segno che suggerisca la posizione della pausa nel modo di leggerla.
 "ibis redibis non morieris in bello" risponde la Sibilla come riporta il monaco cistercense Alberico delle Tre Fontane (13mo secolo) nel suo Chronicon.
La frase, come tutti i responsi oracolari, è volutamente ambigua (sibillina, appunto) e offre una duplice interpretazione, a seconda della punteggiatura che si voglia utilizzare.
Se, infatti, si pone una virgola prima di "non" (Ibis, redibis , non morieris in bello), il significato del responso è "Andrai, ritornerai, e non morirai in guerra", e prefigura un esito positivo della missione.
Se, invece, la virgola viene spostata dopo la negazione (Ibis, redibis non , morieris in bello), il senso risulta essere sovvertito nel suo contrario: "Andrai, non ritornerai, e morirai in guerra".
Quindi il "dimesso" di Berlusconi è un atteggiamento od un verbo?
Non sono la Sibilla, non saprei che dirvi.
Giorgio Gibertini Jolly

07/11/11

Governo tecnico? Attentato alla Costituzione!

Un governo tecnico, magari presieduto da Mario Monti? Sarebbe un evidente attentato alla Costituzione. Come ha ricordato il segretario del Pdl Angelino Alfano, “La Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo quindi un governo che vede all’opposizione chi ha vinto le elezioni viola la Carta costituzionale”. Chi avrebbe scelto in libere elezioni un presidente del Consiglio “tecnico”? E, in base a quale principio istituzionale, le forze di minoranza sconfitte nelle urne potrebbero accomodarsi nella maggioranza o addirittura nell’esecutivo?
Non solo. Un governo tecnico non risolverebbe nessuno dei problemi dell’Italia: che sono politici, non tecnici. Per esempio: da anni ci trasciniamo dietro la questione del mercato del lavoro. Troppo protettivo e garantista con chi ha già il posto fisso e con i dipendenti pubblici, troppo precario con i giovani e le donne.
Pensate che un Mario Monti potrebbe mettere mano seriamente ai problemi del lavoro? Con quali voti, visto che le leggi vanno poi approvate: con quelli del Pd, cioè della Cgil? Con quelli dell’Udc, che da sempre sposa la battaglie della Cisl a difesa del pubblico impiego?
Andiamo avanti. Le pensioni di anzianità sono un’altra anomalia che l’Europa ci chiede di eliminare. In questa forma le ha soltanto l’Italia; all’estero – per esempio in Germania – si può sì andare a riposo prima del raggiungimento del tetto anagrafico, ma con un assegno drasticamente ridotto in base ai contributi versati.
Il “mago Monti” che farebbe? Riuscirebbe a mettere d’accordo la Lega e, di nuovo, il Pd, la Cgil, l’estrema sinistra? La sinistra, cioè, che va in piazza ormai soltanto con la mobilitazione dei pensionati organizzati?
Proseguiamo: i costi della politica e le province. Un governo tecnico, non eletto dal popolo, che mandato avrebbe rispetto ai parlamentari eletti ed ai prefetti che presidiano le province? Quale forza d’intervento, di nuovo sul Pd e sulla Lega, che delle province sono i grandi sponsor?
Abbiamo citato tre riforme vere, strutturali, che possono essere fatte solo dalla politica e che richiedono un consenso molto ampio. La sinistra darebbe mano libera a Mario Monti? Non scherziamo.
E dunque? Quello tecnico sarebbe solo il governo della patrimoniale: della “botta secca”, del lavoro sporco per poi consentire alle opposizioni ed a quanti hanno sempre ostacolato il cambiamento vero di presentarsi con le mani immacolate alle prossime elezioni. Collocando il professor Monti nella “riserva della Repubblica”, rivendicando il merito di aver salvato l’Italia, l’Europa e restaurato la credibilità internazionale. E tornando a dedicarsi allegramente alla spesa pubblica nella quale dilapidare ciò che hanno prelevato dalle tasche dei cittadini e delle imprese.
Di Paolo

Ma il mondo è così pieno di deficienti?


Stamattina la Borsa di Milano ha aperto subito in netto calo, perdendo oltre il 2,50%.
Nessuna sorpresa visti i dati macro-economici Italiani e le paure per la situazione delle casse del nostro Stato con i Btp che crescono esponenzialmente (Btp a 1 anno 5%, Btp a 10 anni 6,58%)

Poi hanno cominciato a girare voci sul fatto che Berlusconi potesse annunciare le proprie dimissioni in mattinata. E subito la borsa ha iniziato a crescere esponenzialmente. In questo momento ore 12.15 siamo a + 2,40%
Io spero che esistano altri motivi seri per questo rimbalzo astronomico (di oltre 5 punti percentuale). Perchè se è solo per queste voci, significa proprio che il Mondo è proprio totalmente da buttare! Infatti io vorrei proprio sapere cosa diavolo cambierà quando Berlusconi sarà finalmente fatto fuori! Non è mai cambiato nulla in Italia, perchè dovrebbe cambiare questa volta? Io credo che qualunque governo avremo non potrà fare altro (obbligato da Comunità Europea e FMI) che raschiare ulteriormente, tante belle nuove tasse, ovviamente, come sempre, per pensare a risolvere i problemi a breve termine e ritrovarci dopo qualche mese/anno in situazione ancora peggiore di prima! Ci sarà magari anche qualcuno che a quel punto avrà pure il coraggio di rimpiangere Berlusconi, magari proprio qualcuno di quelli che ora gli stanno sputando addosso, non mi stupirò della cosa!
Che tristezza di Italia, che tristezza di Mondo!
Io non so se le dimissioni di Berlusconi saranno oggi, domani o tra un mese, ma so di per certo che le cose andranno ulteriormente peggiorando, dopo un eventuale primo momento di euforia. E non per la presenza o assenza di quell'uomo, potesse infatti essere un semplice problema di un singolo uomo marcio; invece qui è tutto il sistema che ha le fondamenta completamente marce e sgretolate!

Oggi sto dalla parte di Marta Vincenzi sindaco di Genova

Oggi sto dalla parte del Sindaco di Genova, la professoressa Marta Vincenzi, prima persona al mondo che in questo momento non invidio per il suo ruolo difficile di parafulmine di anni di arretratezza infrastrutturale Ligure ed Italiana.
Oggi sto con "SuperMarta" perchè è troppo facile attaccarla tre giorni dopo, col senno di poi, con otto morti da accompagnare al cimitero.
Come ben sapete io l'ho attaccata in tempi non sospetti proprio da qui con un articolo di Venerdì scorso mentre era in pieno corso il diluvio.
Oggi sto con lei perchè lo scaricabarile all'italiana non mi piace.
Ribadisco, e così rispondo anche ad un gentile lettore, che secondo me il Sindaco ha sbagliato a non chiudere le scuole completamente.
Ribadisco che da genitore sentirmi dire: non andate a prendere i vostri figli, sono sicuri a scuola, mi avrebbe creato più ansia e mi sarei messo a cercarli anche a nuoto e, come ho scritto, assumendomi le mie responsabilità.
La difendo perchè quelle persone che sono andate a prendere i figli a scuola, nonostante l'invito del Sindaco a rimanere a casa, sono andate da sole incontro alla morte e potevano evitarsi questa tragica fine.
Se no chi va in mare quando c'è bandiera rossa o si mette a sciare dove è vietato ed incontra la morte, di chi è la colpa?
Il Sindaco ha detto: "Tante persone si sono messe in pericolo da sole".
Ha torto a dire così od è sincera e coraggiosa in un momento drammatico.
Oggi Francesco Merlo su La Repubblica la massacra per questa frase arrivando addirittura a scrivere così: "Leggiamola insieme questa frase:  la Vincenzi vuole dire convintamente che quelle madri e le loro bambine si sono suicidate? E piange la Vincenzi mentre esprime questa enormità, mentre commette questo vilipendio di cadavere. Dice in sostanza che se lo sono andato a cercare ed è la stessa tesi di chi pensa che le belle donne attirano gli stupratori....." e via farneticando.
Mi spiace caro Merlo: qui l'unico vilipendio lo stai commettendo tu verso i cadaveri ed il buon senso.
Il Sindaco non ha detto si sono suicidate. Il Sindaco non ha detto: sono belle e quindi diventino brutte se no le stuprano.
Perché stravolgere ancor di più così la realtà in un momenti in cui ci sarebbe solo da rimboccarsi le maniche e lavorare per pulire dal fango le nostre città e dai sorrisi idioti di calciatori i nostri stadi?
In un momento di panico comprensibile lo ribadisco: il Sindaco ha sbagliato ma che poteva dire se non avvisare i suoi concittadini di starsene a casa che era più sicuro di qualsiasi altra azione?
E' colpa sua se poi la gente non ascolta gli inviti alla sicurezza e si espone a rischi?
Troppo facile attaccare ora Marta Vincenzi che fa bene a non dimettersi ma a finire il suo lavoro di pulizia della città: poi decida in coscienza cosa fare, con quella coscienza che, come lei stessa ha detto, per tutta la vita ora avrà il peso di quelle morti.
Giorgio Gibertini

Se comincia a segnare anche Robinho...

Di calcio serio ed obiettivo su Frews se ne occupa l'ottimo Paolo, io parlo di calcio da casa Milan, come se fossi un interno insomma. Vero è che a casa mia sono ammesse solo tre squadre: Milan, Roma (luogo in cui viviamo), Ascoli innocua squadra della città di provenienza della mamma.
Se comincia a segnare anche Robinho, l'uomo che ci era mancato in questi anni proprio per "cattiveria realizzativa" là davanti, siamo messi davvero bene.
E non è poco.
Ibra ha ragione a dire "mi manca Cassano!". Manca a tutti. Giocatore simile a Robinho ma più portato all'assist. Robi invece punta il portiere e spesso prende il palo.
Forse finalmente gli hanno spiegato l'obiettivo principale del "giuoco" del pallone: segnare! Buttarla dentro... per poter fare così poi quel balletto che mi piace molto.
Il Milan, complice il diluvio nel resto d'Italia, è tornato secondo prima della sosta ad un solo punto dalle due ottime prime: la Lazio e la sempre ottima Udinese del cecchino invidiabile Totò Di Natale.
Però, lo ridico, avremo fuori ancora Pato, Mexes, Cassano e via dicendo ma se comincia a segnare anche Robinho e con un Ibracadabra così....."scansateve" pure......
Il diavoletto buono

Strasburgo: scacco matto all'eterologa










La Grande Camera della Corte di Strasburgo ha confermato, il favore dei giudici europei per i diritti dell'uomo, facendo pendere per la seconda volta l'ago della bilancia a favore dei più piccoli e indifesi: quelli che non hanno voce. Questo vulnus però non ha impedito alla Corte europea, di rendere un alta testimonianza di civiltà laica ai concepiti, portandoli ad essere i veri protagonisti del nuovo millennio. Almeno nel nostro caro, vecchio continente.
Il caso S. H. e Altri c. Austria, porta alla ribalta delle cronache la storia di due  coppie di Bregen che hanno portato alla sbarra il governo austriaco, ritenuto colpevole di avere violato l'art.8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel quale è specificamente tutelato "il diritto al rispetto della vita privata e familiare". La questione di per sè molto problematica, ha origine nel divieto della fecondazione eterologa che per procreare una nuova vita, deve necessariamente utilizzare gameti estranei alla coppia. Stando al  parere della Corte, si tratta di una pratica che autorizzerebbe una inevitabile dissociazione all'interno della paternità e della maternità; con ciò ponendo delle fittizzie distinzioni verbali - biologico-sociale-legale che smantellerebbero lo stesso istituto  della filiazione, così come lo ritroviamo negli ordinamenti comuni di diritto positivo.
Ora, con questa decisione, la Corte non entra nel merito della vicenda personale delle coppie interessate ma pone l'alt alla genitorialità non biologica, cercando di bilanciare i differenti interessi in gioco, di ordine culturale, etico, storico, giuridico e sociale con i fondamentali principi di ordine pubblico. Esattamente perchè  - affermano i giudici -  la legge austriaca "riflette lo stato corrente (dell'epoca) della medicina e del consenso sociale..". Certo a prima vista, impedire per legge la genitorialità a chi non è in grado di raggiungerla naturalmente, sembrerebbe un gesto di illecita interferenza da parte delle istituzioni. Infatti per la stessa ragione, sempre l'Austria nel 2010, era stata condannata con sentenza da una delle due camere della stessa Corte per avere violato indirettamente, il diritto "naturale" alla fecondazione in vitro. Con la motivazione che l'art.8 della CEDU includesse, nell'ambito del diritto al rispetto della vita privata e familiare, anche il ricorso alla procreazione medicalmente assistita  per chi volesse diventare genitore; se leggiamo l'articolo, esso recita"...non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell'esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell'ordine....alla protezione della salute e della morale, o alla protezione dei diritti o delle libertà altrui".
Tuttavia in seguito ad una più attenta riflessione, il medesimo collegio ad un anno di distanza è tornato indietro sui suoi passi, rimanendo sulla stessa linea dell'Italia dove sappiamo vige dal 2004 la L.40, votata trasversalmente a maggioranza per garantire a tutti i soggetti "compreso il concepito" i medesimi diritti di tutela alla vita, all'integrità fisica e quindi alla dignità.
Ci chiediamo: può il desiderio di una coppia spingersi al di là del bene e del male dei propri figli anche futuri? Mettendo a repentaglio la certezza dell'identità genitoriale? Dove va a finire il diritto delle generazioni future alla propria identità biologica? Devono nascere persone che avranno un valore minore rispetto alle altre? E se così fosse, in nome di che cosa? A parere di chi scrive, occorrerebbe anzitutto fare appello al principio di precauzione che ci obbliga a non sottovalutare i primari interessi delle generazioni future; come si evince ad esempio dalla Dichiarazione sulle responsabilità delle generazioni presenti verso le generazioni future dove appunto si parla in termini di doveri verso chi verrà dopo di noi.  
Questa considerazione ci porta ad affermare inoltre che la manipolazione del non nato nel mero interesse dei vivi, è un atto in sè biasimevole che lo  priverebbe della nostra compassione. Forse il problema è quello di non giocare alla lotteria con chi non ci ha chiesto di venire al mondo senza una propria identità genetica. Perchè nel nome di un padre, tutti hanno il diritto di conoscere le origini del proprio dna. Per non sentirsi "figli a metà" afferma perentoriamente e con rabbia Joanna Rose, una trentenne nata a Londra grazie al seme di un donatore, la quale nel 2002 fece causa alla HFEA ovvero alla massima autorità bioetica inglese per la fecondazione assistita che regola e controlla tutti i centri per la fertilità in Inghilterra. Va detto in proposito che  quest'ultima non ha nascosto pesanti dubbi sui "fallimenti nei controlli sulla sicurezza delle nuove tecnologie" che addirittura "possono essere catastrofici e creare angosce non dette e vite danneggiate per sempre": come l'angoscia di Joanna che ha rivendicato con forza la speranza di incontrare fra molti visi anonimi, quello familiare del padre o di una sorella.


dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma

06/11/11

Serie A 11° giornata



Serie A che registra due gare annullate a causa del maltempo. Impossibile giocare a Genova - partita Genoa Inter - con l'acqua che ha fatto disastri, ci sarebbe da dire molto sulle responsabilità dell'uomo. Anche a Napoli si è preferito annullare il match con la Juventus per il grosso maltempo.

L'Udinese intanto torna in testa - aspettando il recupero Napoli Juventus che potrebbe giocarsi a dicembre -, battendo il Siena per 2-1, con Di Natale che segna ancora: lui è l'unico italiano candidato al pallone d'oro 2011. Il Milan offre una grossa prova di forza, battendo il Catania, avversario sulla carta non semplice e che finora ha fermato tutte le grandi. La Lazio centra nel finale la vittoria contro il Parma che porta i biancoazzurri a pari punti con l'Udinese.

Il Palermo batte il Bologna per 3-1 e si porta in zona alta della classifica, la Roma sconfigge il Novara fuori casa per 2-0. Torna alla vittoria l'Atalanta, che sconfigge in casa il Cagliari per 1-0, il Cesena perde ancora, questa volta contro il Lecce che si porta al terzultimo posto. Infine vittoria casalinga del Chievo contro la Fiorentina.

Foto tratta da Yahoo Eurosport.

Leader religiosi del Vietnam uniti per la pace e il bene comune, nel nome di Francesco d'Assisi

Ho Chi Minh City - I leader religiosi in Vietnam "lavoreranno per la pace e per il bene comune": è l'impegno solennemente assunto da 35 leader religiosi cattolici, baha'i, buddisti, musulmani, protestanti e di culti indigeni come "hoa hao", "cao dai" e "minh ly".
I leader hanno partecipato ad un incontro interreligioso organizzato dalla Provincia dei Frati Minori e dalla Commissione per Dialogo interreligioso dell'arcidiocesi di Ho Chi Min City, alla presenza del Cardinale John Baptist Pham Minh Man, di altri Vescovi e di oltre 450 fra preti, religiosi e laici.
L'incontro, titolato "Insieme fare pace" e celebrato il 27 ottobre scorso, intendeva approfondire "il significato della pace e del dialogo proposto da Gesù Cristo e vissuto da san Francesco d'Assisi, per dare un'opportunità ai leader delle religioni locali di approfondire la comprensione reciproca", ha spiegato a Fides il francescano p. Giovanni Nguyen Phuoc.
L'evento, in sintonia con la Giornata vissuta dal Papa il 27 ottobre ad Assisi, ha visto relazioni su: "La teologia del dialogo interreligioso", del sacerdote diocesano p. Francis X. Bao Loc; "Storia e significato dello Spirito di Assisi", di fra Francis X. Vu Phan Long, OFM; "San Francesco d'Assisi e lo spirito di pace, di fraternità e di riconciliazione", curata da p. Giovanni di Dio Nguyen Phuoc, OFM; "Vivere lo Spirito di Assisi nel contesto attuale", proposta da p. Paul Nguyen Dinh Vinh, OFM. In quest'ultima relazione, come riferito a Fides, p. Paul Nguyen Dinh Vinh ha suggerito ai seguaci di tutte le religioni di condurre una vita di preghiera, visitando le comunità religiose, rispettando le differenze, scoprendo valori comuni alle tradizioni religiose diverse, servendo i poveri e gli emarginati, lavorando insieme per il bene comune.
Ho Oai Phuoc, leader del culto indigeno "cao dao" - ma con moglie e figli cattolici - ha detto che lo spirito di Assisi incoraggia la gente locale a imparare la tolleranza religiosa nella società multireligiosa del Vietnam. Dai Bac, 72 anni, leader del culto "minh ly", ha espresso la speranza che il governo apra maggiormente le sue politiche religiose e crei le condizioni perchè le religioni possano essere realmente a servizio delle persone. (PA) (Agenzia Fides 4/11/2011)

05/11/11

Photo of The Week N°14 - Ocaso

Bentornati carissimi lettori! Continuiamo oggi il nostro viaggio nella terra di Spagna con Laura, fotografa per passione. Una passione che traspare dai suoi scatti, come quello che vi presentiamo oggi. Un tramonto di quelli che tolgono il fiato, come solo il mare con i suoi riflessi sa creare. Dedichiamo questo scatto all'intera città di Genova, colpita in questi giorni da una terribile inondazione. Sperando che anche per loro possa tornare il sereno al più presto...


Autor: Laura
Me presento. Vivo en Béjar. Salamanca,una ciudad pequeña y muy tranquila, pero soy de Cáceres un lugar precioso para visitar.
Como "mis niños" ya está creciditos tenía que entretenerme en algo y lo he encontrado en la fotografía, la lectura. es otra de mis aficiones

Foto: Ocaso
Me gusta el mar, mucho... su olor. su sonido, ver salir el sol por la mañana temprano y sobre todo cuando "se acuesta por la tarde". Pero vivo lejos de él. Todos los años vamos un par de veces de vacaciones a verlo.
En septiembre este año he visto la puesta de sol más maravillosa del mundo al menos para mí :))
Fue increible en 12 minutos el cielo se puso rojo.


Autore: Laura
Vivo a Bejar vicino a Salamanca, una cittadina piccola e molto tranquilla ma originariamente provengo da Caceres un luogo bellissimo da vedere e visitare. Come i miei "bimbi" ormai cresciuti, dovevo avere un hobby e l'ho trovato nella lettura ma soprattutto nella fotografia.

Foto: Tramonto
Mi piace il mare, molto. Mi piace il suo profumo, il suo suono e vedere nascere il sole alla mattina presto e soprattutto quando "va a dormire la sera". Anche se io vivo lontana dal mare. Tutti gli anni lo vedo durante le mie vacanze. A settembre di quest'anno ho visto il tramonto più meraviglioso del mondo, perlomeno secondo me.
In solo 12 minuti il cielo è diventato rosso.




Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico    possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!


Bagnasco e la Cei in prima linea per Genova

"Sono stato anch’io testimone della violenza e delle conseguenze devastanti del nubifragio di oggi a Genova. Esprimo sincera vicinanza ed elevo al Signore della vita la preghiera più intensa, anzitutto per le vittime e, quindi, per tutte le persone coinvolte in questo doloroso evento. Mi auguro che si accresca la mobilitazione di ogni persona di buona volontà per alleviare le difficoltà più urgenti di queste ore. I parroci con le loro comunità sin da ora si rendono disponibili per affrontare i problemi più impellenti. Anche i seminaristi sono vicini alle persone più sole e in grave difficoltà."
Angelo Card. Bagnasco
Per rispondere alle necessità delle popolazioni liguri e toscane colpite in questi giorni dall’alluvione, la Presidenza della CEI ha disposto un contributo straordinario di un milione di euro dai fondi dell’otto per mille destinati alla Chiesa cattolica. Tale somma si aggiunge alle raccolte promosse a livello locale dalla Caritas.

Migranti, emigranti, Rom, zingari...ma come si chiamano?

Un volume di 64 pagine curato da associazioni di cronisti e Comunità di Sant’Egidio per spiegare i termini più adeguati da usare nelle notizie relative al mondo dei migranti da Redattore Sociale
La stima sul numero di rom presenti in Italia è di 140mila persone, di cui il 60% è costituito da italiani e il 90% è stanziale. Tanti sono arrivati in Italia già nel 1400. Più della metà è residente e ha la cittadinanza del nostro paese, tanti vivono in appartamento e svolgono qualsiasi tipo di lavoro. Non è vero quindi che i rom sono per definizione nomadi e stranieri. Ma la stampa italiana continua a ignorare questa verità sostanziale dei fatti, al rispetto della quale richiamano l’articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti e la Carta di Roma del 2008, un protocollo deontologico riferito alle notizie sui migranti. Il popolo romanì ha chiesto di non utilizzare il termine zingari perché ha assunto nel tempo una connotazione dispregiativa, eppure dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle principali testate nazionali è ormai comune parlare di zingaropoli. Per questo nasce un vademecum per i giornalisti che trattano notizie sui rom, realizzato dall’Associazione Stampa Romana, con l’Associazione giornalisti Scuola di Perugia, la Comunità di Sant’Egidio e l’Assessorato lavoro e formazione della Regione Lazio. «Che un cittadino qualunque si esprima in questo modo non sorprende, ma che degli stessi preconcetti siano portatori i professionisti dell’informazione è inaccettabile», scrive il segretario dell’associazione Stampa Roma Paolo Butturini nel primo intervento del vademecum. Il volumetto si intitola: «Ho visto anche degli zingari felici. Di chi parliamo quando parliamo di rom», è a cura di Titty Santoriello ed è intervallato da disegni fatti dai bimbi rom delle scuole della pace della Comunità di Sant’Egidio. 
Salta però subito agli occhi, scorrendo l’indice, che un solo paragrafo è redatto da un autore rom. «Questo è un tipico esempio di esclusione cognitiva della popolazione romanì – scrive subito Nazareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì – se oggi la condizione della nostra popolazione è peggiorata rispetto al passato, malgrado le iniziative attivate, la responsabilità è da attribuire al mancato coinvolgimento dei diretti interessati ed in particolare delle professionalità rom». Il contributo di Guarnieri spiega le distinzioni nel variegato mondo romanì. Ci sono cinque grandi comunità romanès, Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals. Insieme formano il popolo Rom, chiamato anche ‘romanì, romanò, romanipè’, con un’unica lingua che ha al suo interno 18 dialetti. Esiste la bandiera rom, verde e azzurra con una ruota a 16 raggi, e un inno (gelem gelem).
«Rendere normale ciò che è percepito come eccezionale» è il titolo del paragrafo scritto da don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, editore di Redattore Sociale. «Suscitano allerta e mai simpatia – dice don Vinicio – vanno raccontati i fatti della realtà semplicemente, senza scelte pregiudiziali negative, ma nemmeno positive». Di «razzismo democratico» verso i rom parla Luca Bravi, docente all’Università di Firenze, intervistato per il vademecum. Il professor Bravi spiega l’origine dello stereotipo del nomadismo, che affonda le radici nel «Porrajmos» (il grande divoramento) l’olocausto negato dei rom, che fece circa 500mila vittime tra campi di concentramento ed esecuzioni sommarie. «Durante il periodo nazista – spiega – rom e sinti negli Stati europei praticavano una resistenza di basso profilo che significava trovare le modalità di permanenza per restare dove si erano stanziati. Si spostavano tra i confini. In quegli anni si diffusero teorie della razza secondo le quali il nomadismo era una colpa che stava nel loro sangue. Non era così: si spostavano per ragioni lavorative, molti ad esempio erano giostrai”. Il vademecum si conclude con le parole del papa Benedetto XVI. Lo scorso 11 giugno il Pontefice ha ricevuto i rappresentanti dei Rom da tutta Europa in Vaticano e li ha accolti dicendo: «siete un’amata porzione del popolo di Dio pellegrinante». La Chiesa cattolica ricorda anche un beato martire rom, Zefirino Giménez Malla, ucciso con il rosario in mano durante la guerra civile spagnola. Una sua raffigurazione si trova nel santuario dei santi Cosma e Damiano a Riace (Rc) ed è meta di un pellegrinaggio rom ogni anno a fine settembre.

Autobus Roma arriva la scorta dei carabinieri in congedo

Si chiama "Presenza amica" l'iniziativa annunciata in Campidoglio, al via dal 7 novembre. Gli ex militari garantiranno la sicurezza di autisti e viaggiatori sulle linee più affollate e periferiche di F. Cif.
A partire da lunedì 7 novembre Roma Capitale raddoppia la vigilanza sugli autobus negli orari più a rischio, dalle 18 alle 22, e nei luoghi e sulle linee più critiche in tema di sicurezza. Divisa e fascia bianca al braccio con il logo di Roma Capitale e dell’Atac, arrivano i carabinieri in congedo, divisi in 54 unità operative al giorno e suddivisi in 18 gruppi composti da tre associati ciascuno. Una “Presenza amica”, per garantire la sicurezza di passeggeri e personale viaggiante, che si affianca a quella delle guardie giurate, già presenti dal novembre 2010 sulle linee più a rischio dei bus romani.
L’iniziativa, frutto della collaborazione tra l’amministrazione capitolina, Atac e associazione dei Carabinieri in congedo, è stata presentata ieri in Campidoglio dal sindaco Alemanno, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma e dell’amministratore delegato dell’Atac Carlo Tosti. La fase iniziale del progetto andrà avanti fino a gennaio; quindi l’iniziativa entrerà a far parte del III Patto per Roma sicura. Coinvolte per il momento le linee che effettuano servizio a Ostia, Tor Bella Monaca, sul 451 che percorre viale Palmiro Togaliatti, sul 558, nella zona di Centocelle, sulla linea H dedicata agli ospedali e sul 5, che percorre la Prenestina. Ancora, “Presenza amica” anche su alcune linee che attraversano il centro storico, particolarmente frequentate dai turisti, come il 60 e il 64, dove i carabinieri in congedo saranno presenti anche dalle 10 alle 14.
Il sindaco Alemanno presentando l’iniziativa ha posto l’accento sullo «spirito di volontariato» che la anima. L’assessore Aurigemma invece ha annunciato che «entro dicembre verranno installate altre 180 cabine blindate», già presenti in 50 dei mezzi in servizio. Aumenteranno anche gli impianti di sorveglianza e i dispositivi radiomobili. Si tratta di interventi fortemente voluti dall’Atac dopo il preoccupante aumento dei casi di violenza subiti da autisti e controllori a bordo degli autobus. «Lo sforzo che Atac sta compiendo è fondamentale – ha rilevato il sindaco Alemanno - non solo per il personale ma anche per i cittadini».