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09/08/11
Anche io come un Nitto Palma qualunque rinuncio al mio viaggio in Polinesia
Mi sovviene dapprima un coro da stadio: "uno di noi, Nitto uno di noi, uno di noi". E via cantando.
Per secondo ragiono che anche io spesso ho rinunciato a nuovi contratti di lavoro prima delle ferie proprio per potermi godere queste ultime. Sarà capitato anche a voi vero? State cercando il lavoro da una vita, nessuno vi risponde, poi a Luglio, quando già avete addosso il salvagente e l'autovettura è già a bordo del traghetto, vi chiamano per iniziare un lavoro molto bello e ben retribuito?
E le vacanze? Ed il mojito al calar del sole? E la chitarra e mentre io suono e canto gli altri....eccetera eccetera? Lavorare? No! Prima la vacanza. Perchè rinunciare alla caparra ed all'autovettura che già svanisce all'orizzonte sul traghetto per la Sardegna?
Allora che fate? Lasciate squillare a vuoto il telefono od inventate la più classica delle scuse: quest'estate devo stare vicino alla nonna che è malata, ne possiamo riparlare a settembre?
E via per il mare! A settembre ci penseremo.
Nitto Palma, prima sottosegretario ed ora Ministro alla Giustizia, aveva già prenotato le vacanze in Polinesia ma ci ha rinunciato per dovere di Stato, per stare vicino a noi, per apprendere il nuovo lavoro. Cosa ovvia! Qualsiasi azienda si sarebbe comportata in questo modo: se ti assumo a fine luglio salti le ferie!
Anche io avrei accettato.
Caro signor Ministro, si consoli, sono dieci anni che rinuncio al mio viaggio in Polinesia, meta agognata da tutti noi sub, per altri motivi soprattutto economici.
Si consoli, siamo in tanti quest'anno a rinunciare alle vacanze e se proprio se la vuole fare una immersione mi faccia un fischio che l'accompagno al Circeo: in giornata facciamo tutto!
08/08/11
Un mio piccolo ricordo di San Patrignano
Ci sono stato a San Patrignano. Era il 2 ottobre di qualche anno fa. Forse il 1992 (vi siete accorti che oggi cerchiamo tutto su Internet ma di ciò che è successo prima del 2000 vi è pochissimo, come se il mondo fosse iniziato allora?). C'era un convegno sul giornalismo a San Patrignano organizzato da il Giornale. C'era come ospite Sgarbi e Veneziani e Gasparri. Conservo da qualche parte (sono un disordinato) una mia foto con Vincenzo Muccioli. Ne vado fiero.Ho vissuto quella giornata di studio nella totale serenità ed organizzazione.
Ecco quello che ricordo di San Patrignano: serenità ed organizzazione.
I ragazzi ospiti sembravano tutti tranquilli ed erano organizzatissimi nel servirci ed ordinati nel loro vivere quotidiano.
Regnava l'armonia generale.
Ricordo questo.
Visto che siamo in estate vi consiglio la lettura del libro di Davide Giacalone ed intitolato: "Disonora il giusto: quello che hanno fatto a Vincenzo Muccioli".Oggi che Andrea Muccioli lascia la guida di San Patrignano voglio ricordare i Muccioli così.
Vincenzo era un leader che ho sempre difeso, nel mio piccolo, e che ho avuto l'onore di conoscere. E di avere una foto con lui (se la ritrovo!)
Totani ripieni.
Morire per sentenza e vivere per legge. Vivere e morire nella società democratica di oggi
Supercoppa al Milan
Dal New Age al Next Age: la svolta individualista

06/08/11
Photo Of The Week N°4 - Il Mare d'Irlanda
Foto: Il Mare d'Irlanda
05/08/11
Problemi Tecnici
01/08/11
Fotografia - What is that? - Il Formato RAW/NEF
Inauguriamo oggi una nuova sezione della vostra rubrica preferita: "What's This?". In questo spazio cercheremo di fare un po' di scuola. Tranquilli, niente di troppo impegantivo. Solo qualche spiegazione utile ai fini della nostra fotografia...
Iniziamo col botto quest'oggi affrontando uno dei temi più importanti in termini di fotografia digitale: il formato RAW/NEF.
L’illusione del New Age

30/07/11
Alcune semplici riflessioni sull’etica, la scienza, il diritto e il senso della vita umana
Mettiamo le cose in chiaro. La vita è un bene disponibile o indisponibile? Il problema di fondo allora è quello di stabilire prima di tutto se la vita è un diritto oggettivamente assoluto valido per tutti, nessuno escluso oppure un valore, relativo alla volontà del singolo soggetto-persona. Ma chi può essere definito persona a tutti gli effetti e soprattutto c’è da chiedersi, chi può stabilirlo. La legge, i giudici, mah un mistero. O forse no, in realtà ultimamente stiamo assistendo ad una mutazione culturale del nostro ordinamento giuridico, da sempre regolato da un sistema basato sulla legge positiva che a quanto pare invece sta piano, piano trasformandosi in un altro, molto simile al common law anglosassone. Dove a farla da padrone, non sono le leggi positive stabilite dal parlamento quanto le decisioni del giudice che caso per caso, giudizio per giudizio, crea le leggi. Ma procediamo per ordine. Partiamo dalla vita e citiamo per esempio, un documento a caso: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo del 1948. In essa a proposito dei diritti fondamentali, tra i quali la vita, l’art. 30 stabilisce che “nulla nella presente dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati”. Sappiamo inoltre che ai sensi dell’art.2 della nostra Cost. tra i diritti fondamentali, inviolabili, assoluti, fondamentali, il primo avente validità assiologica è proprio il diritto alla vita. E infine, come potremmo non citare la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e gli art.1,2e 3 posti rispettivamente a tutela dell’inviolabilità della dignità umana, del diritto alla vita “ogni individuo ha diritto alla vita” e dell’integrità della persona? A quanto pare, gli interrogativi sono tanti, il che vuol dire che la nostra società si dibatte quotidianamente in mezzo a innumerevoli questioni che non riesce a risolvere unanimemente, nonostante l’estrema semplicità dei contenuti di valore dei principi universali, sanciti dai comuni ordinamenti internazionali. In proposito ho trovato molto interessante, il punto di vista dell’arcivescovo Carlo Caffarra, secondo il quale oggi, l’uomo vive una vera e propria rivoluzione culturale che subordina “la ragionevolezza pratica alla sola ragionevolezza tecnica o scientifica”. Con il risultato di avere inferto un colpo mortale alla ragione e di avere del tutto smarrito il punto di vista centrale dell’etica che avrebbe al contrario dovuto mantenere, una sua autonomia di senso per garantire il raggiungimento dell’obiettivo del bene comune dell’uomo. Quanto detto, non è poco anzi direi essenziale, soprattutto considerando da un lato che il “sequestro” della ragionevolezza etica da parte della ragionevolezza tecnica, è il frutto della loro mancata interazione; e dall’altro che questa stortura a sua volta sta generando, una cultura tecno-centrica riduttiva, peraltro portata ad escludere del tutto le innate capacità razionali dell’uomo. Fa bene, l’arcivescovo Caffarra a segnalare il grande pericolo nel quale ci stiamo tutti imbattendo ovvero la costruzione di una realtà nella quale l’etica è decontestualizzata. Nella quale come sottolineato da una Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede del 2002, è gravemente compromessa “l’essenza dell’ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona”. La verità prosegue la Nota è che “esistono esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili” alle quali dovrebbero adeguarsi le “attività politiche” per la “realizzazione estremamente concreta del vero bene umano e sociale in un contesto storico, geografico, economico, tecnologico e culturale ben determinato”. E’ altrettanto vero come rileva Anna Arendt che allo stato attuale, l’enorme accrescimento del sapere umano e del suo potere nei confronti della natura si è talmente evoluto da essere quasi in grado di “distruggere tutta vita organica sulla terra”. Infatti la scienza ormai ci consente di riprodurre artificialmente alcuni “processi che non si verificano sulla terra” e di “agire su di essa dall’esterno”. Il punto è che il nostro nuovo potere creativo, ci sta spingendo oltre sino a “produrre nuovi elementi mai trovati in natura” e perchè no forse anche lo stesso “miracolo della vita”. Sembrerebbe fantascienza, eppure “abbiamo già “cominciato a popolare lo spazio che circonda la terra con stelle artificiali creando, per così dire, in forma di satelliti, nuovi corpi celesti”. Non c’è dubbio quanto tutto questo sia di per sé affascinante e attraente per la mente umana, tuttavia rimane in piedi il quesito di fondo: il ruolo dell’essere umano. In una scala di valori, quale posto gli spetterebbe? A mio parere la logica ispiratrice, dovrebbe comunque tenere ben saldo il principio fondamentale della tutela della dignità, non negoziabile e strumentalizzabile in nessuna circostanza, al fine di scongiurare le tragiche violazioni ben conosciute nella passata epoca del Nazionalsocialismo. Senza pertanto smarrire il senso della libertà individuale, l’uomo non dovrebbe perdere mai di vista il significato originario della sua dignità; così come formulata dalla stessa tradizione costituzionale europea con un preciso significato oggettivo, riferibile a qualunque essere umano in qualunque fase della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale. D’altronde seguendo il concetto laico della indisponibilità della vita umana, non dovrebbe essere tanto difficile riuscire a pensare in termini kantiani e concludere che “l’uomo non può disporre di se stesso” distruggendo anche la propria esistenza.
Silvia Bosio
Un agosto da “Cabarevolution”

“Cabarevolution” è uno spettacolo da consigliare a chi ama il cabaret milanese. Walter Di Gemma, artista milanese che nasce dal cabaret tradizionale, ci descrive non solo una città a cui sente di appartenere, ma il bisogno e la voglia di poesia e di fantasia.
“Cabarevolution” non è uno spettacolo per chi vuole la battuta grassa e fine a sé stessa, lo spettacolo pur rimanendo ancorato in molti casi allo spirito popolare, presenta atmosfere e situazioni al di fuori del campanilismo retorico e sterile.
L'autore intende recuperare la percezione del termine "Cabaret" in senso più autentico, senza quelle etichette che lo hanno relegato a concetto di comicità televisiva, troppo spesso legata a fini evidentemente politici.
Il pubblico che segue Walter Di Gemma è proprio per questo che gli è affezionato. È un personaggio eclettico e attento a ciò che gli accade intorno. Trae dall'umanità gli spunti per una crescita in continua evoluzione. La sua naturale capacità di improvvisazione lo aiuta ad accorparsi ogni volta con qualsiasi tipo di spettatore che si lascia coinvolgere dalla sua presenza.
Gli appuntamenti previsti per il mese di agosto saranno:
LUNEDI' 1 AGOSTO - BARZIO (LC) Piazza, Ore 21.00
VENERDI' 5 AGOSTO - CASARGO (LC) Piazza, Ore 21.00
SABATO 6 AGOSTO - ARGEGNO (CO) Piazza, Ore 21.00
VENERDI' 12 AGOSTO - ONNO (LC) Teatro, Ore 21.00
Sara Citterio
La punizione per Borghezio? Tre mesi dai famigliari delle vittime di Utoya
Ovvio che l'ultima sparata in difesa e condivisione delle idee del "cretino apocalittico"che ha ucciso quasi cento persone ha lasciato maggiormente il segno anche per la intempestività dell'uscita pubblica.
Tre mesi di sospensione.
Qualsiasi "punizione" per Borghezio è sempre troppo poco : io l'avrei anche messo dietro la lavagna. Con un'amica si era pensato dapprima di scrivere un editoriale in questo modo:
"Ecco che cosa pensiamo di Borghezio: xxxxxxxxx, bip, xxxx, bip bip bip" dove avremmo lasciato la libertà al letto di sostituire le x ed i bip con improperi tipici della propria regione.
Oggi vogliamo spingerci oltre proponendo due cose all'altezza della nostra serietà.
La prima che Borghezio sia obbligato a passare quei tre mesi, od il tempo necessario, a conoscere i famigliari delle vittime di Utoya.
La seconda è che se Breivik verrà giustamente condannato per crimini contro l'umanità, Borghezio lo sia definitivamente per crimini contro l'intelligenza.
29/07/11
Photo Of The Week N°3 - Ciliegi
Se anche la Lega perde la trebisonda siamo proprio messi male
In lingua italiana il nome, sostantivato, della città viene utilizzato nella frase "perdere la trebisonda" con utilizzo e significato analogo a quello di "perdere la bussola" (o "la tramontana"): essere disorientati o confusi e con il significato aggiuntivo di perdere il controllo, inquietarsi.



