16/07/11

Besame, besame mucho

Nell'ultima carrozza della metropolitana A fa quasi freddo per la poca gente presente e l'aria condizionata a mille o forse è solo la differenza tra il dentro ed il fuori.
Ci accomodiamo per andare a fare un giro in centro.
Appena partito il treno ecco che dalla carrozza vicina giunge una voce al microfono "Buongiorno". Mi sporgo. Una zingara ben vestita attacca l'amplificatore ed il sottofondo musicale e comincia a cantare "Besame mucho". Di fronte a lei una bambina, una zingarella, di rosa vestita, i capelli ben raccolti, profumata e pulita, accompagna solo il ritornello e tiene stretto in mano un bicchiere di carta con qualche spiccio.
E' una situazione tipica di quasi tutte le giornate romane e, penso, in qualsiasi città.
A volte fa anche piacere sentirsi una lieve canzone cantata bene, è il caso di oggi. Altre volte più che altro è il rumore a farla da padrone ed a mischiarsi con quello delle rotaie e delle gallerie.
"Besame mucho" canta la bimba e sorride ed è veramente bella: allungo qualche spiccio, quei pochi che la manovra finanziaria mi ha lasciato e, prima di lunedi, quindi gli ultimi.
Altre volte ci sono violinisti che sono più abili a stare in equilibrio che a suonare ma sempre i loro figli hanno lo sguardo ammirato.
Certo, non ho mai capito perchè questi bambini non vanno a scuola e perchè nessuno interviene: sono sicuro che se mi mettessi a fare il cantante da metropolitana io accorrerebbero subito gli assistenti sociali sia con la camicia di forza per me sia per portare i miei figli in orfanotrofio.
Per questi bambini, per la loro istruzione non viene mai fatto nulla. Perchè?
Non do mai niente sia perchè le mie tasche contengono solo fazzoletti ed una catenina del Rosario, sia perchè non voglio alimentare questo mercato dello sfruttamente.
Eppure oggi "besame mucho" mi ha sorpreso: sarà stato per quella bambina pulita, sorridente, coi capelli raccolti e di rosa vestita.
Giorgio Gibertini Jolly

15/07/11

Quote rosa: non è ghettizzazione questa?

Non sono mai stato per le quote, nè quelle rosa, nè quelle del latte, nè quelle alte o basse. Non mi piacciono le quote rosa. Le considero una ghettizzazione delle donne stesse. Non la pensate come me? Credo siano giuste le pari opportunità di partenza per tutti poi vince chi è il migliore. Sara Ravetto oggi, ha la mia età, è il direttore (la direttrice) di Sky Tg 24; io dirigo Frews. Ogni giorno alla Camera dei deputati, dove lavoro come assistente, sono obbligato ad "accedere" con la giacca altrimenti non mi fanno entrare e non basta il fatto che mi vedano tutti i giorni e che io abbia lasciato su in ufficio la giacca: sono uomo e devo indossare la giacca per accedere altrimenti resto fuori! Ogni giorno alla Camera dei deputati le mie colleghe assistenti (rosa) meno roba hanno indosso meglio è per tutti ed accedono liberamente. E' giusto questo? Voglio la mia quota azzurra. Il Tar del Lazio ha azzerato la giunta del Comune di Roma perchè ci sono poche donne. Evviva, tutto da rifare. Tutti a casa. Altro tempo perso a rinominare i nuovi assessori (rosa) e dove sistemiamo ora i maschi assessori che perdono il posto solo perchè maschi e non perchè non meritano di ricoprire quel ruolo? E' appena passata una legge che stabilisce che almeno il 20 per cento dei consigli di amministrazione delle società a partecipazione pubblica siano composti da donne: non vi sentite ghettizzate? Non è una offesa alla vostra capacità ed intelligenza? Mi sembra una assurdità tutta italiana. Tante donne sono più brave di me e sono più avanti con la carriera. Vanno date loro le pari opportunità, non delle quote obbligate nei listini come fossero soprammobili o delle incapaci di conquistarsi da sole lo spazio. Al mio paese c'era una Sindaca (si faceva chiamare così) molto brava e che vinse regolari elezioni: non fu messa lì per un principio di alternanza. Aboliamo le quote rosa obbligatorie: avremmo ricorsi in meno, perdita di tempo in meno e più dignità per tutti.
Giorgio Gibertini Jolly

Photo Of The Week N°1 - Light Up The Night

E' stato davvero difficile per me dover scegliere la prima Foto della settimana. Una responsabilità non da poco. Un peso non indifferente. Questo è il primo dei tanti scatti (spero) che ci accompagneranno in questa avventura chiamata Frews. Sono orgoglioso di dare inizio a questa sezione e di poterlo fare con uno scatto che ho nel cuore. In coda all'articolo troverete tutte le informazioni per essere voi i protagonisti di questo spazio con i vostri capolavori. Per il momento, dovrete accontentarvi di un mio scatto. Buona Visione.




Foto: Light Up The Night
Questa foto è stata realizzata il 10 Febbraio di quest'anno in quella magica città che risponde al nome di Londra. "There's no place like London", cantava Jhonny Depp in Sweeney Todd. E, a mio parere, aveva perfettamente ragione. Per me, Londra, è semplicemente casa. Il titolo che ho scelto deriva da un più ampio servizio fotografico che ho dedicato alla capitale Inglese dopo il tramonto. Le luci che la avvolgono la rendono un luogo assolutamente indimenticabile. Ho potuto realizzare questo scatto grazie a una Nikon D3000 e all'aiuto di un cavalletto, che mi ha permesso di impostare un tempo di scatto molto lungo.

Autore: Mirko “Ser Vlad” Fin
Studente presso la facoltà di Lingue e Culture per l'Editoria a Verona, dove al momento vivo e realizzo la maggior parte dei miei scatti. Ho sempre percepito una particolare variazione nel battito cardiaco al tenere in mano una macchina fotografica, fin da piccolo. Nel corso degli ultimi anni ho capito che la fotografia sarebbe stata la mia vita. Da Ottobre 2010 è attivo il mio blog prevalentemente fotografico denominato “La Quadratura del Cerchio”. 
Cosa è per me la fotografia? Il miglior motivo per alzarsi ogni mattino con il sorriso di chi sa che sta andando a vedere, vivere e immortalare il mondo. E non desidera fare nient'altro nella vita.

La Quadratura Del Cerchio
http://www.servladopenblog.blogspot.com/



Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!

14/07/11

Coppa America, siamo ai quarti

 Foto by Tavitto, Wikipedia.

La fase a gironi si è conclusa, ora entra nel vivo la Coppa America con i quarti di finale.

Il primo turno non è stato semplice per l'Argentina, che ha vinto solo l'ultima gara, conquistando il secondo posto che vale il passaggio del turno. La Colombia - nel girone A con l'Argentina - chiude in testa il girone con 7 punti.

Nel giorne B, anche il Brasile acchiappa la qualificazione con una vittoria nella 3° partita. Vince il girone, anche se a parità di punti con il Venezuela, seconda classificata. Passa il turno anche il Paraguay come seconda miglior terza qualificata.

Nel girone C è il Cile ad aggiudicarsi il primo posto a 7 punti. Dall'Uruguay quarto nel mondiale si sperava di più, invece anche per loro la qualificazione arriva grazie alla vittoria nell'ultima giornata. La nazionale del Perù, giunta terza, passa come miglior terza qualificata.

Ecco quindi le partite che vedremo nei quarti.

Colombia Perù: salvo sorprese, la Colombia non dovrebbe faticare per passare in semifinale: la nazionale colombiana finora ha dimostrato di essere una delle formazioni più in forma di questa coppa.

Argentina Uruguay: è la sfida tra due nazionali che finora hanno deluso. Argentini favoriti, ma l'Uruguay è un avversario più che insidioso: si prospetta una sfida spettacolare.

Brasile Paraguay: queste due nazionali si sono già affrontate nella seconda partita del girone: un 2-2 ottenuto all'ultimo minuto dal Brasile, quando la partita sembrava orientata verso una clamorosa vittoria del Paraguay. Ora i verdeoro sono chiamati ad una prova di maggior carattere, se vogliono proseguire il cammino della coppa.

Cile Venezuela: le due formazioni finora hanno disputato un buon girone; i venezuelani hanno fermato il Brasile sullo 0-0 e hanno fatto delle buone gare, meritandosi la qualificazione. Il Cile ha vinto il girone senza troppi sforzi.

L'energia della Cultura


Partecipare alla creazione di un blog/giornale online come Frews - La Voce del Blogger è un po' come un piccolo sogno che si avvera. 
Costruire qualcosa di libero assieme ad altri scrittori con uno smisurato amore per quello che fanno è senza dubbio un grande onore per me.
Ed è con queste parole che oggi vorrei inaugurare una rubrica alla quale tengo molto e che spero di seguire al meglio delle mie possibilità: Cultura, ovvero Letteratura, Storia e Arte. 

In questo nuovo spazio troverete recensioni di libri, le novità in uscita nelle librerie, i maggiori premi letterari italiani e stranieriarticoli storici e le mostre d'arte presenti su territorio nazionale.
Tutto questo e molto altro ancora, perché la cultura è qualcosa che si evolve in continuazione, cresce assieme a noi, che parliamo e ascoltiamo, che scriviamo e leggiamo.
Sarà una rubrica dedicata a quella parte del mondo che ci regala emozioni indescrivibili attraverso le parole, il tempo e i colori.

Insieme cercheremo di dar vita a questo spazio, di renderlo unico e piacevole, utile e istruttivo. Potremo farlo solo con il vostro appoggio.
Si, sto parlando a voi cari lettori. Voi che siete l'energia, la linfa che ci dà la forza per cominciare questo nuovo progetto!


Giulia Giarola

13/07/11

Genitori perfetti: è possibile? di Rita De Francesco

Si dice che il lavoro di genitori sia quello più difficile, anche perché non ci sono scuole di formazione che preparano a questo ruolo e anche perché è un “lavoro” a tempo pieno, con una grandissima valenza emotiva, dove si mettono in gioco norme ed esperienze vissute in infanzia, dubbi, paure, aspettative, stanchezza ecc.. uno status cioè molto complesso a volte senza sapere cosa fare! Proprio per questo affronterò in questo articolo alcuni schemi individuati da lunghi ed approfonditi studi sulla genitorialità, augurandomi che possano essere di aiuto e soprattutto costituire uno spunto di riflessione sulle proprie modalità di fare il genitore e/o con quale stile genitoriale siamo cresciuti!
Lo stile educativo è la modalità applicata dal genitore, o da chi ne fa le veci, nella relazione con il bambino. Esso dipende dalle credenze individuali, dagli ideali, dalle pratiche sociali, dalle caratteristiche di responsabilità di ogni singolo genitore.
Un corretto stile educativo permetterà al bambino di diventare autonomo, sviluppare le proprie potenzialità, tollerare la frustrazione, avere soddisfacenti relazioni sociali e sentimentali e per consentire ciò il genitore dovrebbe essere coerente, ovvero dare risposte sempre simili per comportamenti simili.
Gli stili educativi rintracciati dagli studi scientifici possono essere identificati in tre tipologie:
1.STILE GENITORIALE AUTORITARIO: è uno stile caratterizzato da comportamenti di tipo repressivo. Il genitore autoritario è colui che dà ordini in forma imperativa, non ammette iniziative personali del bambino, non concede confidenza, dà pochi suggerimenti ed informazioni. L’uso di tale stile anche se in un primo momento può avere degli effetti positivi, ossia maggior disciplina, può in realtà portare alla dipendenza, alla deresponsabilizzazione e ovviamente ad un basso livello di creatività nonché ad una valutazione negativa di sé che potrebbe radicarsi caratterizzando anche la personalità che avrà in età adolescenziale ed adulta.
2.STILE GENITORIALE PERMISSIVO (o Lassista): è lo stile caratterizzato da comportamenti a guida minima e grande permissività. Il genitore permissivo dà spiegazioni e suggerimenti solo se richiesti, lascia la massima libertà di azione e di iniziativa, non aiuta e non stimola, mostra indifferenza e disinteresse.
Nell’uso di questo stile, la produttività, intesa come qualità e quantità del lavoro, tende ad essere bassa e l’aggressività dei bambini può sfogarsi in quanto non è frenata. Il genitore lassista però non dà il sostegno necessario affinché il bambino costruisca un modello interno per seguire norme essenziali e regole necessarie per una buona integrazione sociale; il bambino crescerà cioè nella convinzione e con l’esperienza che in fondo può fare quello che gli va!
3.STILE GENITORIALE AUTOREVOLE: è lo stile caratterizzato da comportamenti che promuovono la collaborazione e l’autonomia dei figli. Il genitore autorevole è capace di intervenire nelle situazioni in modo costruttivo attraverso funzioni orientative e regolative. Il genitore autorevole è colui che collabora, dà suggerimenti al momento opportuno, anche se non sono richiesti, fa critiche obiettive e stimolanti e permette la libera iniziativa. L’uso di questo stile stimola fiducia, responsabilità ed autonomia predisponendo il bambino allo scambio di idee e quindi alla formazione di una buona integrazione sociale.
Alla luce di quanto riportato sono da incoraggiare quegli atteggiamenti del genitore volte al riconoscimento del figlio come persona bisognosa di cure ed attenzioni, dove il genitore è una guida sicura per il piccolo pur riconoscendolo come persona con una propria autonomia e con delle idee, con caratteristiche nuove che vanno incoraggiate e sostenute! Quello che invece un genitore dovrebbe evitare, anche se spinto da motivazioni valide e sacrosante, sono le critiche fine a se stesse, le svalutazioni, lo scoraggiamento, o il sostituirsi al bambino dando sempre le soluzioni: questo porta indirettamente a bloccare le iniziative e la creatività del bambino il quale si sentirà sempre dipendente dall’adulto e non si metterà in gioco per paura di sbagliare, di non essere all’altezza o di deludere.
Le categorie sopra riportate sono state e sono tuttora oggetto di studio, riguardano caratteristiche incastonate in tre categorie chiare e definite, ma nella vita reale e quotidiana questi confini sono spesso confusi ed intrecciati. Pertanto non esiste un modello ideale da adottare, ma questa seppur breve illustrazione, può fornire gli elementi necessari per esaminarsi e alla luce della propria storia di vita individuare quegli elementi da valorizzare nel rapporto con i propri bambini!
Essere genitori implica una continua messa in discussine anche di se stessi, offre nuove opportunità, apre alla possibilità di riscattarsi ed essere persone migliori, più attenti all’ascolto e alle esigenze dell’altro, educa in qualche modo all’umiltà nel riconoscere che a volte abbiamo da imparare anche da persone più piccole, allena alla flessibilità pur rimanendo ancorati a norme sociali e valoriali fermi ed indiscutibili. Soprattutto essere genitori richiede una dose massiccia di equilibrio… bisogna sempre bilanciare la quantità e il peso delle regole con le giuste spiegazioni, bisogna equiparare responsabilità ed affetto, offrire educazione ma anche cortesia.. non si possono pretendere le scuse da un figlio se da genitori non sappiamo riconoscere che abbiamo sbagliato e dobbiamo chiedere scusa noi per primi, le limitazioni e la fermezza devono andare sempre a braccetto con un pò di libertà ed autonomia..
Infine occorre sapere che i bambini amano incondizionatamente i loro genitori e li perdonano se sbagliano e sopra ogni altra cosa bisogna ricordare di non far mai mancare loro l’amore e l’esempio perché questo renderà i genitori forse non perfetti ma certamente credibili!
Dott.ssa Rita De Francesco
Psicologa

Una fresca estate - Insalata di pasta


Ingredienti per 6 persone :


500  gr di farfalle
280  gr di mais  cotto a vapore 
160  gr di tonno in olio EVO
2 pomodori
200  gr di mozzarella
rucola
sale, origano, olio EVO


Preparazione: 


1. Portare a cottura le farfalle in abbondante acqua salata. Scolarle al dente e lasciarle raffreddare mescolandole ogni tanto.

2. Lavare i pomodori, tagliarli  a cubetti e  porli in una ciotola che possa contenere comodamente tutti gli ingredienti.

3. Tagliare la mozzarella  a cubetti.

4. Aggiungere il tonno sott'olio e il mais.

5. Salare leggermente e mescolare il tutto.

6. Quando la pasta sarà completamente fredda, unirla agli altri ingredienti, condire con un filo d'olio EVO , una spolverata di origano e qualche foglia di rucola. Porre l'insalata in frigo per un'ora prima di servire.



Bruce Dickinson & Elio: Quale la scelta migliore?

Quando si dice: "un'offerta che si può rifiutare". 
E' quanto ha fatto recentemente Bruce Dickinson, leader vocale e carismatico degli Iron Maiden, storico gruppo metal britannico recentemente di passaggio in Italia a Imola sui palchi del Sonisphere festival. Ricevuta un'offerta (molto sostanziosa a quanto pare) di partecipare come giudice alla seconda edizione del Talent Show "The Voice", l'X-Factor d'Oltremanica.
Una proposta che quelli della BBC (produttrice del programma) credevano fosse davvero di Coppoliana memoria e quindi irrifiutabile. Credevano, appunto. Perchè si sono visti non solo declinare l'offerta senza alcun peso sul cuore da parte del cantante 53enne, ma anzi hanno pure ricevuto uno schiaffo imprevisto. "Quello show è una merda ed è degradante per chi ci partecipa. Ho provato grande piacere nel rifiutare l’incarico della BBC. X Factor è già abbastanza orribile". Punto. Nessuna possibilità di replica.

Una replica pepata che ha esaltato il pubblico metal di tutto il mondo, in stragrande maggioranza avverso a tutti i reality-talent show che sull'onda dei successi americani sono sbarcati nel nostro Paese negli ultimi anni. Una reazione ben diversa rispetto a quella che suscitò lo scorso anno la notizia che l'edizione italiana proprio di X-Factor avrebbe avuto come ospite d'eccezione Elio, personaggio amato universalmente dal pubblico musicale italiano. 

Grande era al tempo lo stupore, tra chi gridava alla bufola, chi cambiò subito opinione sul cantante milanese e chi, più calmo, volle attendere qualche dichiarazione prima di prendere posizione. Dichiarazioni che arrivarono forti e altrettanto stupefacenti su TV Sorrisi e Canzoni, dove Elio definì X-Factor "una delle ultime trasmissioni rimaste in cui si parla davvero di musica, forse l’unica" e dichiarò, molto serenamente che incassava molto di più facendo il giudice piuttosto che con i concerti dal vivo o le vendite di dischi. Una mera questione di soldi, quindi? E' la domanda che tutti ci siamo fatti.


Questione di stile. Questione di come si intende davvero la musica. O forse solo di opinione, di contesto e di pensiero differente. Questo noi, non possiamo saperlo. Possiamo solo leggere le dichiarazioni dei due personaggi e dire con sicurezza che hanno deciso di prendere due direzioni opposte.
La vera domanda è: Voi da che parte state?


Mirko Fin

Noi in Afghanistan a morire per la Pace - intervista

Una mia intervista di qualche tempo fa. Sempre attuale.
"La notizia della morte del Caporal maggiore Sanna lo ha raggiunto qui in Italia, nella sua casa di Follonica, dove sta trascorrendo un breve periodo di riposo (“Finalmente un po’ di spazio anche per me e per la mia famiglia”, ci ha sussurrato), ma presto ripartirà per Herat, in Afghanistan. Le prime parole sono dedicate alla famiglia del commilitone ucciso, poi il Caporal Maggiore Capo scelto della Folgore Gianfranco Calipari accetta di rispondere a qualche nostra domanda sul senso della presenza italiana in Afghanistan.
Che cosa vuol dire missione di pace in una situazione di guerra come quella afghana?Missione di pace significa, prima di tutto, "guadagnarsi" la fiducia della popolazione cercando di trasmetterle sicurezza e serenità attraverso un atteggiamento che porti rispetto a leggi e tradizioni, poiché non si è invasori ma risorsa fondamentale per dare, da un lato, un appoggio alle forze di polizia e governative del paese ospitante, e dall'altro, aiuti umanitari alla popolazione nel pieno rispetto della dignità umana. Le missioni di pace vengono così definite poiché non si è invasori ma tutori dei diritti umani. Ciò viene dimostrato dal fatto che le regole di ingaggio delle missioni di pace del contingente italiano, sono sempre fondate sul divieto di ricorrere all'utilizzo della forza, ad esclusione dei casi in cui è necessario difendere e tutelare l'incolumità del contingente stesso, della popolazione e dell'ambiente in cui vive.
Che cosa fate concretamente?
In concreto il contingente si occupa di: pattugliare e controllare le vie di comunicazione , se necessario,anche attraverso l'utilizzo di check -point; di sorvegliare l'incolumità dei beni culturali e religiosi spesso distrutti durante le guerre tra etnie diverse; costruire e ricostruire, scuole, ospedali, sistemi d'irrigazione e quant'altro è necessario per garantire il benessere della popolazione; interventi medici di primo soccorso, effettuati all'interno delle varie basi militari; distribuzione di viveri e di materiale scolastico nei villaggi e centri urbani; impiego di personale civile locale, all'interno delle basi militari, per dare un'opportunità lavorativa ed economica alla popolazione locale, oltre al fatto che è segno di fiducia ed amicizia verso il paese ospitante.
Quanto pesa il sacrificio della famiglia? (E qui risponde anche la moglie Federica Vinciarelli)
Gianfranco: Quando un ragazzo svolge i primi anni di servizio militare, le missioni rappresentano un momento di crescita lavorativa e formativa ricche di esperienze che contribuiscono ad accrescere e rafforzare le motivazioni che sostengono questo tipo di vita non solo da un punto di vista lavorativo, ma anche da un punto di vista personale, poiché ti offrono la possibilità di vedere oltre. Quando, accanto a questo tipo di bagaglio personale, si affianca la scelta di costruire una famiglia, la missione non si svolge più singolarmente, ma la si vive e condivide con essa. Mi chiedo: vale solo 25.000 euro annue la vita di ognuno di noi? Vale per questa o per ogni altra cifra, lasciare crescere i propri figli senza la presenza del papà? La vita militare è una vocazione perché non è da tutti trascorrere più giornate con i propri colleghi che con la propria famiglia e rischiare quotidianamente la vita se non si crede veramente in qualcosa. Vale la pena vivere e morire per la pace, l'amore e la solidarietà verso il prossimo, e credere nelle nostre istituzioni e per la nostra bandiera, portatrice di pace e democrazia.
Federica: Quando mi sono innamorata di Gianfranco, mi sono innamorata anche del suo lavoro, perché era ed è parte di lui. Tante volte mi sono trovata a non comprendere il sacrificio e l'impegno che metteva in tutto ciò che faceva, credevo che a volte non ne valesse la pena...ma lui mi diceva sempre con gli occhi che gli brillavano davvero, che ogni sua azione ed impegno aveva un significato ed un alto valore, non solo per se, ma per tutti noi. E' dura crescere un figlio, trovandosi spesso da sola, dovendo scegliere e decidere da sola.....e accontentarsi di averlo vicino solo telefonicamente o grazie alla web, sperando che l'appuntamento virtuale non salti per un chissà quale motivo.....Poi purtroppo lo sconforto che a volte ti prende ha un grosso scossone che ti riporta al valore importante delle cose:"morti sei paracadutisti in un attentato..."il cuore in gola e le lacrime che ti riempiono gli occhi, ti ricordano che tuo marito è la per un qualcosa che è al di sopra di tutto e tutti: la pace e la democrazia. Tutti utilizzano questa parola senza ricordare che se non fosse stata garantita da coloro che hanno sacrificato la propria vita per essa, saremmo anche noi schiavi di qualcosa, o qualcuno....Sono orgogliosa di avere un uomo che vive e lavora per costruire un mondo di pace, un uomo ed un padre che ha scelto di mettere la vita a servizio di tutti noi e che quotidianamente ci insegna a vivere nel rispetto di tutti."
di Giorgio Gibertini

12/07/11

Trent'anni di Medugorje

Fra il 24 e il 25 giugno scorsi, con gran concorso di folla, si è celebrato il trentesimo anniversario della prima apparizione della Madonna a Međugorje, un piccolo (e sino ad allora) sconosciuto villaggio a circa 30 chilometri da Mostar, in Bosnia-Erzegovina.
Infatti, il 24 giugno del 1981, presso Biakovici, una delle quattro frazioni che formano il villaggio di Međugorje, cinque adolescenti e un bambino di dieci anni affermano di aver visto e parlato con la Madonna. Si tratta di Ivanka Ivankovic, Mirijana Dragičević, Vicka Ivankovic, Marija Pavlovic, Ivan Dragičević e Jakov Colo, nato appunto nel 1971, cui da allora la “Gospa” (termine croato che indica il vocabolo “Signora”) affida messaggi, destinati all'umanità intera e alla Parrocchia stessa di Medjugorje, che spronano alla conversione, alla pace e alla preghiera.
I veggenti oggi non vivono più tutti a Međugorje e sono padri e madri di famiglia; alcuni di loro continuano a vedere la “Gospa” quotidianamente, altri in scadenze prefissate e in maniera più saltuaria. I veggenti sono concordi nell’affermare che la Madonna ha comunicato loro dieci segreti, affidando a Mirjana Dragićević il compito di rivelarli al mondo tre giorni prima del loro verificarsi, utilizzando come portavoce il padre francescano Petar Ljubicic.
Da anni, folle numerose accorrono nel piccolo borgo che fa parte di una regione drammaticamente toccata, una decina di anni dopo l’inizio delle apparizioni, dalla devastante guerra dei Balcani, così come si moltiplicano le presenze agli incontri organizzati in un po’ tutta Italia da gruppi di devoti, spesso con la presenza di qualcuno dei veggenti. I pellegrini raccontano di eventi straordinari, guarigioni, ma soprattutto di conversioni e drastici “cambi di rotta” in molte vite prima estranee o lontane e oggi cattolici fedeli e zelanti. Da questo punto di vista, certamente impressiona la costante fila di fedeli in attesa di accostarsi al Sacramento della Confessione nell’area appositamente dedicata a fianco della chiesa parrocchiale.
Secondo i dati forniti dall’Ufficio informazioni della Parrocchia, il 25 giugno erano presenti a Medjugorje pellegrini da tutti i continenti. Oltre a numerosi pellegrini provenienti dalla Croazia e dalla Bosnia Erzegovina, i gruppi organizzati più numerosi sono stati quelli registrati come provenienti dall’Austria, dalla Germania, dagli USA, dall’Irlanda, dal Messico, dalla Slovenia, dalla Lituania, dall’Italia, dall’Olanda, dalla Slovacchia, dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Romania, dalla Polonia, dalla Repubblica Ceca, dal Belgio, dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Corea, dall’Ucraina, dal Canada, dalla Costa d’Avorio e dal Libano. Oltre a diversi gruppi di pellegrini provenienti dalla Corea, per il trentesimo anniversario sono giunti in modo organizzato anche gruppi dalla Cina e dalla Nuova Zelanda. Nel corso della giornata nella chiesa parrocchiale e nella cappella dell’Adorazione sono state celebrate ben ventidue Sante Messe.
Al fenomeno e alla figura dei veggenti sono stati dedicati molti libri (non vi mancano neppure quelli critici) e ultimamente trasmissioni televisive, ma Međugorje più che da raccontare è forse un’esperienza da vivere, di quelle che rischiano di lasciare un segno indelebile.
Accanto alla testimonianza entusiastica e concreta di molti fedeli si affianca il fatto che Međugorje rimane anche un dilemma per la Chiesa ufficiale, tant’è che il 17 marzo 2010 la Santa Sede ha istituito presso la Congregazione per la Dottrina della Fede una commissione internazionale di inchiesta e di studio, presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da una ventina di membri fra cardinali, vescovi, periti ed esperti. Compito non facile affidato alla commissione è quello di discernere sulla bontà e l’autenticità del fenomeno, ponderando posizioni critiche anche da parte di alcuni Vescovi con i frutti innegabili di conversione e di guarigione fisica su cui sussistono numerosissime testimonianze.
Dal canto suo, il beato Papa Giovanni Paolo II pare non nutrisse alcun dubbio sulla bontà del fenomeno in questione, pur non avendo preso mai ufficialmente posizione; infatti, così come afferma il Postulatore della causa di beatificazione monsignor Slawomir Oder nel volume Perché è santo (Rizzoli, Milano 2010), «Nel 1987, durante un breve colloquio, Karol Wojtyla confidò alla veggente Mirijana Dragičević: “Se non fossi papa, sarei già a Međugorje a confessare”», mentre in altre occasioni ebbe ad affermare: «Dire cha a Međugorje non accade nulla significa negare la testimonianza vivente e orante di migliaia di persone che sono state là» (p. 174) e, ancora: «Međugorje è la continuazione di Fatima, è la realizzazione di Fatima» (p. 175). Ma probabilmente l’affermazione più forte di Giovanni Paolo II è quella, peraltro riportata anche dal Postulatore nel volume citato, in cui rivolgendosi a monsignor Maurillo Krieger, vescovo emerito di Florianopolis (Brasile), che si sarebbe recato in pellegrinaggio a Međugorje per la quarta volta, il Papa affermò, dopo una breve pausa di meditazione: «Međugorje, Međugorje. È il centro spirituale del mondo».
Andrea Menegotto

CARO MICHELE SANTORO: LAVORERESTI A FREWS PER UN EURO?

Un direttore serio cerca collaboratori per far crescere il proprio giornale. Frews (free news) ha esordito ieri grazie alla follia  ed alla voglia di fare di un gruppo di bloggers  che non si conoscono tra di loro ma che sono uniti da queste due caratteristiche oggi difficili da trovare. Lavoriamo tutti gratis per Frews perchè ci piace farlo, ci piace scrivere, ci piace comunicare.  Ci piace. Poi se domani un grosso editore viene con tanti soldi e ci compra, lasciandoci la nostra libertà, beh ci pensiamo. La nostra Redazione, che è riunita perennemente tutto il giorno in un gruppo chiuso su Facebook per elaborare e confrontarsi in un caos creativo che sta prendendo ordine, per ora gioisce del fatto che i contatti aumentano di minuto in minuto e che la soddisfazione ed il gradimento non sono solo figli di un insano ed innato onanismo.

Alla ricerca quindi dell'articolo che ci possa fare la svolta, ammesso che questo non sia già accaduto, mi rivolgo ad un giornalista veramente in gamba e che è in circolazione senza contratto, ad un collega insomma: caro Michele (Santoro), venendo via, od essendo stato mandato via non mi interessa, dalla Rai hai anche dichiarato: lavorerei anche la prossimo per la Rai per un euro a puntata. Senti, in confidenza, non è che puoi fare lo stesso trattamento per noi di Frews? Anzi, già che ci sei, ti chiedo uno sforzo maggiore: a zero euro ci manderesti qualche contributo originale dei tuoi? Non tutti i giorni, ovviamente, quando te la senti, quando hai qualcosa che quelli de La7 non vogliono e non sai dove piazzare. Noi di Frews cresceremo, certo, ma col tuoi aiuto cresceremmo più velocemente. Però almeno per quest'anno stipendio parificato per tutti, me compreso: zero euro ma tanto entusiasmo creativo. Ci stai? Se ci sei batti un colpo... oppure mandaci direttamente il primo pezzo.



Giorgio Gibertini

La Nostra Fotografia

Devo essere sincero con voi. Appena mi hanno fatto la proposta di collaborare a questo giornale online, ho subito pensato a una rubrica fotografica. Perché, penserete voi. Che successo potrà mai avere in un blog informativo come questo uno spazio fisso che tratta di obiettivi, corpi macchina, Nikon, Canon, Manfrotto, esposimetri, flash e quant'altro?
Ebbene signori, sembrerà una banalità, ma il motivo della mia sicurezza risiede nel fatto che questa non sarà una rubrica come tutte le altre. Mi spiego meglio...

Innanzitutto, si tratta di uno spazio creato da voi e per voi. Cosa significa? Letteralmente che sarete voi lettori a costruire e modellare questa rubrica. Non siamo e non pretendiamo di essere (ancora) dei professionisti. Chi cerca qualcosa di professionale e “accademico” difficilmente si vorrà rivolgere a noi. Noi tratteremo di quella fotografia che è alla portata di tutti. Da chi prende in mano la sua compatta solo in alcune occasioni ma che vorrebbe imparare qualche trucchetto utile per rendere i migliori i propri scatti, a chi tiene tra le mani una reflex e si sente di non sfruttarla a pieno. Senza dimenticare chi, conscio dei propri mezzi, trova che ci sia sempre qualcosa da imparare.

E il vostro ruolo allora quale sarà? Semplicissimo. La rubrica sarà strutturata secondo quattro diverse sottosezioni a cui voi contribuirete costantemente. La più importante è la “Photo of The Week”. Ogni settimana pubblicheremo lo scatto della settimana che sarete voi stessi a mandarci. Un modo per farvi conoscere, mostrare i vostri lavori e confrontarsi con altri fotografi. A questo si aggiungono le sezioni “Consigli utili” e “What Is That?”, in cui vi verranno forniti consigli pratici da utilizzare ogni giorno con qualsiasi supporto voi possediate, e alcune delucidazioni su componenti, effetti e modi d'uso della vostra macchina fotografica, in modo da illuminare quei termini che ora risultano ingiustamente oscuri. La nostra redazione, anche qui, ascolterà la vostra voce. Se avrete qualche richiesta particolare, noi saremmo qui appositamente per voi.
Ultima ma non ultima la sezione “Mostre e concorsi”, dove vi segnaleremo (e ovviamente potrete segnalarci) tutte le mostre e concorsi fotografici di cui verremo a conoscenza.

Non siete anche voi convinti del successo di questa rubrica? E allora iniziamo questa avventura. Noi, voi, insieme.


Mirko Fin

11/07/11

Lettera aperta Fondazione ANT Italia Onlus

Gentilissima direzione,
in relazione alla controversia lavorativa che ci vede contrapposti io rinnovo di nuovo l’invito al dialogo per dirimere questa situazione, nell’ottica  di una soluzione che non leda la mia dignitàlavorativa. I legali della Fondazione ben sapranno che ho decine e decine di testimoni anche dell’ospedale maggiore,oltre al fatto che ho prove di carattere documentale che ho raccolto che attestano che il mio rapporto lavorativo èstato sin dal 12 luglio del 2007 di lavoratore subordinato cioè dipendente e non collaboratore. Spero quindi che possiate rivalutare la mia posizione e il reintegro in organico dimostrando cosi buona volontà.Nel frattempo io continuerò in quello che è un mio diritto e cioè rivendicare il tempo indeterminato visto che il mio iter lavorativo è stato lo stesso di **** **** al quale voi dal 1 agosto 2009 avete fatto un regolare contratto a tempo indeterminato. Quindi detto questo e per opportuna conoscenza  sarò il promotore di una iniziativa supportato da Libera Stampa e da tanti privati cittadini,oltre ad essere appoggiato dalle autorità ecclesiastiche e civili e cioè in settimana protocollerò la richiesta di audizione presso la “Commissione sanità della Regione Puglia” presieduta dal dottor  Marino a cui spiegherò le mie, anzi le nostre, ragioni.

IN SINTESI CHIEDERO’ALLA COMMISSIONE SANITA’ DELLA REGIONE PUGLIA

  1. se è giusto che si licenzi in alcuni casi anche in maniera pretestuosa adducendo a motivi di razionalizzazione organico, in una regione la Puglia dove si è firmata la convenzione più alta d’Italia e dove c’è un contributo da parte della Regione Puglia che negli anni scorsi è stato di 300000  euro e quest’anno è stato di 100000 euro.
  2. se è giusto che a fronte di una invidiabile salute economica-finanziaria della Fondazione ANT  Italia Onlus (e a fronte di  nuove assunzioni  che cozzano con le lettere di licenziamento che ci sono pervenute, in cui si dice che per la congiuntura economica internazionale che ha colpito anche il nostro paese) non si proceda al reintegro di personale.
  3. se la Fondazione ANT Italia Onlus si sia resa conto che in una regione martoriata dalla disoccupazione come la Puglia, non si può lasciare per strada dei lavoratori alcuni dei quali con famiglia e che hanno assunto impegni
    economici che oggi hanno difficoltà ad assolvere.
  4. se la Regione Puglia non intenda visto l’attuale atteggiamento della direzione nella persona del suo attuale presidente  dottoressa Pannuti rivedere i termini dell’accordo stipulato e agevolare altre associazioni meritorie sul territorio che possano sviluppare anche sinergie sull’intero territorio regionale con le UOCP,come è successo con il progetto sperimentale del Dottor Conversano  a  Monopoli che tanto successo ha riscosso.
Nella speranza di ottenere notizie positive che ripeto mi aiuterebbero e nonpoco. 
Saluto e attendo risposta. 
Cordiali saluti.

Iphone 5 - Rumors, data di uscita e caratteristiche

L’attesa è di quelle che non lasciano scampo: per questo autunno Apple vuol proprio fare il botto. Come? Ma con l’uscita sul mercato del nuovo modello dell’Iphone di casa Cupertino. Il quinto della serie.
Il concept più accreditato
Pare infatti, secondo rumors e passaparola, che l'annuncio ufficiale del nuovo malafonino avverrà, verosimilmente per l'inizio dell'autunno, quindi fine di settembre o inizio di ottobre. I maggiori pettegolezzi sono ovviamente legati al del design del nuovo prodotto. Una scocca posteriore in alluminio e minor spessore dell'apparecchio e schermo da 4''. Quello che non è ancora certo è se il nuovo Iphone sarà assolutamente simile in generale al suo predecessore, Iphone 4 (commercializzato non più di un anno fa) oppure se, come pensano in molti, sarà una rivoluzione anche in questo senso. Alcuni concept più azzardati presentano un Iphone del tutto rivoluzionario, bastano pochi click sul web per trovare migliaia di immagini del nuovo prodotto, ovviamente tutte fake, dato che nulla di ufficiale è stato ancora rilasciato. Quello qui sopra è il concept più verosimile, scocca più sottile e uno schermo più ampio, così come annunciato tempo addietro da Apple stessa. Il nuovo Iphone monterà una fotocamera da 8 megapixel probabilmente con doppio flash con tecnologia LED e sarà dotato del nuovissimo processore A5 dual core da 1,5 GHz (Il fornitore sarà la taiwanese TSMC), ovviamente con iOS5, da pochissimo rilasciato. E' possibile ipotizzare quindi anche un piccolo flash sulla parte anteriore del telefono, ma anche questo è un pettegolezzo come tanti altri.
Nel corso di questo 2011 Apple ha dovuto fare i conti con i nuovi smartphone di Android e con una concorrenza ovviamente spietata dato che, riguardo le fasce di prezzo, Android batte casa Apple a occhi chiusi. E' ipotizzabile che Apple rilascerà il nuovo melafonino, come in passato, all'incirca al prezzo di 938$ (659€). Così facendo il suo predecessore, Iphone 4, dovrebbe calare a quota 539€ (così come è in vendita adesso Iphone 3 da 8GB). Ma ancora così, come pensa Apple di coprire la fascia di utenti medi di cui Android è invece ghiotta? Parliamo degli smartphone compresi tra i 90 e i 200 euro, costi accessibili a gran parte della popolazione occidentale. Ebbene, secondo rumors, Apple starebbe valutando l'idea di proporre il suo telefono low cost, similmente per la fascia di prezzo compresa tra i 349 e 280 dollari (250 e 200 euro). Sono ancora prezzi importanti ma in confronto a quelli ufficiali di Iphone sono veramente ridotti. Così Apple dovrebbe afferrare la fascia di mercato che finora è rimasta esclusa dall'acquisto, visti i costi eccessivi. Quindi un nuovo melafonino o una strategia completamente diversa? Apple potrebbe anche attaccare in altre maniere, ovvero potrebbe rilasciare Iphone 5 al prezzo base, tipico, di 938 dollari e mantenere Iphone 4 (base) a 760 dollari. Potrebbe essere rilasciata la versione S dell'Iphone 4 invece che andrebbe a coprire quota 350 dollari, oppure, non rilasciando nessuna versione S, mantenere i 3 Iphone (versione 3, 4, e 5) rispettivamente a 350, 760 e 938 dollari. Così facendo Apple dovrebbe gestire una solo nuova commercializzazione (Iphone 5) mentre rivaluta Iphone 3 continuando a vendere Iphone 4. Questa sarebbe probabilmente una strategia vincente.
Se invece Apple pensasse di rilasciare anche una nuovissima versione del melafonino low cost, si troverebbe così a commercializzare e pubblicizzare due prodotti differenti, estremamente differenti, e a correre un grossissimo rischio. Come potrebbe essere prevedibile, gli utenti potrebbero preferire il nuovo Iphone low cost al nuovo arrivato numero five, così Iphone 5 potrebbe rivelarsi un flop epico, che di certo Apple vorrà scongiurare.
Non ci resta che attendere dei chiarimenti e delle notizie ufficiali da casa Cupertino. Restate in linea con noi per ulteriori aggiornamenti!

Frews...come una breve ed indolore scossa di terremoto


Alle 2 e qualcosa di questa notte, dopo un leggero abbaiare del cane del vicino, un piccolissimo impercettibile rumore ha scosso la mia casa di Roma ed un piccolo libretto è caduto sui nostri corpi addormentati dalla libreria sopra il letto.
Mi sono svegliato di soprassalto, con mia moglie abbiamo controllato il lampadario (non oscillava) e la stanza dei bambini che dormivano serenamente. Siamo tornati a letto.
Incuriosito ho cercato il libro che era caduto su di noi. Trattasi di un piccolo libricino che mia moglie mi regalò a suo tempo e che è una raccolta di aforismi, citazioni, belli esempi e porta il titolo di "Il coraggio di cambiare il mondo".  Sul retro del libretto la frase di un anonimo: "Ho pensato: Perchè qualcuno non si dà da fare per migliorare il mondo? Ed ho compreso che sono io questo qualcuno".
Mia moglie, fiduciosa delle mie possibilità, me lo ha regalato.
Con la breve, leggera scossa di terremoto questo libro è tornato alla mia mente proprio nella notte che ci ha condotto all'inaugurazione di Frews (Free News) - La voce del blogger" e l'editoriale di apertura si è scritto da solo con le parole di questo Anonimo.
Sicuramente oggi inaugurare un quotidiano on line non ha nulla di originale ma questo ci stimola ancora di più perchè la concorrenza è altissima, elevata, ma non ci spaventa.
Non ci spaventa perchè qui nessuno lavora per "frews", nessuno vive di "frews": siamo tanti bloggers ma nessuno di noi scrive per vivere, tutti viviamo per scrivere.
Siamo... chi siamo? Lo scoprirete seguendoci anche perchè l'originalità di questo progetto è quella di unire tanti cuori, tante intelligenze, tante creatività senza che nessuno di noi si conoscesse dal vivo ma a seguito di una frequentazione in rete. Anche io conosco poco i miei collaboratori e l'unica cosa che so è che scrivono con l'intelligenza attingendo al cuore. Mi basta. Se qualcuno vuole aggiungersi è il benvenuto.
"Frews" vuole essere quella leggera scossa di terremoto che non provoca danni a cose o persone ma che è capace di scuotere anche per un sol attimo il sonno generale in cui la società è piombata e quindi entrare come un fruscio nelle coscienze di molti e, dove necessario risvegliarle, altrimenti radunarle.
Buona lettura a tutti.
Giorgio Gibertini Jolly