08/09/11

se ti chiami Fini il divieto non esiste!



Vi confido, cari lettori di Frews, che a vedere certe immagini faccio veramente fatica a mantenere la calma e non sfociare in insulti pesanti!
Cominciamo dalla notizia, dalla "frews", la rivista Oggi pubblica: Gianfranco Fini ci ricasca: fotocronaca di una immersione proibita.
Ed ecco il link per chi volesse vedere il reportage completo: http://www.oggi.it/...
Praticamente, ancora una volta, sì perché non è affatto la prima volta, Fini è stato pizzicato a fare un'immersione a Giannutri: un'isoletta dell'arcipelago toscano che è riserva integrale e dove ai comuni mortali non è permesso accedervi!

Ma se vi chiamate Gianfranco Fini o se andate a letto con uno che si chiama Gianfranco Fini, allora il discorso cambia completamente! Perché "la Casta" può tutto e di più, anche, e soprattutto, fare ciò che per tutti gli altri è proibito!
Infine, come se non bastasse, da una foto sembra proprio che Gianfranco abbia in mano pure un esemplare di "Pinna Nobilis" (una conchiglia che assomiglia ad una cozza gigante). La Pinna Nobilis è una specie protetta ed è proibito asportarla dai fondali marini. Addirittura qui è stata asportata in una riserva marina integrale!

Io pratico attività subacquea da oltre 30 anni e sono un istruttore subacqueo. Anno dopo anno vengono costituiti un numero sempre maggiore di parchi marini. Quasi tutti i parchi hanno delle "zone A", zone a riserva integrale, dove non si può nemmeno fare il bagno! Un vero peccato, perché moltissimi stupendi luoghi di immersione non si possono più ammirare! E così anche quest'anno in Sardegna non ho potuto accompagnare amici, non solo a fare immersioni, ma nemmeno il bagno in alcuni splendidi posti come ad esempio l'isolotto di Mortorio. In altri, ad esempio a Tavolara, sono obbligato ad andarci accompagnato da un diving-center del posto, pagando parecchie decine di euro, sebbene sia un istruttore molto più anziano del ragazzino che mi accompagna. Questo perché io non mi chiamo Gianfranco Fini e quindi io, ad esempio, non potrò mai immergermi nel paradiso subacqueo di Giannutri!

La motivazione di queste zone a riserva integrale sarebbe quella di voler preservare questi luoghi e consentire il ripopolamento di specie marine. Ma che senso ha preservare una cosa se nessuno poi la può nemmeno ammirare? Ops, mi correggo: che senso ha cercare di preservare zone dove può andarci a razzolare e estirpare specie protette solo chi appartiene alla Casta o è loro amico?

Io non giustifico assolutamente chi usa violenza e non mi passerebbe mai nemmeno per l'anticamera del cervello di incitare qualcuno alla violenza. Sono infatti fermamente convinto che violenza richiama violenza, odio richiama altro odio e quindi non è assolutamente una soluzione. D'altro canto mi appare come un dato di fatto che la Casta negli ultimi anni sia sempre più convinta di poter fare tutto ciò che più l'aggrada e con sempre maggiore arroganza e supponenza. Purtroppo non tutti la pensano come me sulla violenza e non mi stupirei se prima o poi una buona parte della popolazione reagirà in modo violento, esasperata dal fatto che questa Casta si permette di chiedere continui sacrifici agli italiani mentre loro continuano a razzolare e a fare i proprio porci comodi come prima, più di prima.

Uno strumento molto utile: TWITTER. Istruzioni per l'uso



Ho notato che, al momento, solo 12 persone stanno seguendo Frews su Twitter. Credo che questo sia dovuto al fatto che ancora in pochi usano o conoscono appieno le potenzialità di Twitter.
Io stesso l'ho scoperto da poco. Infatti, inizialmente, credevo fosse una sorta di brutta copia di Facebook e l'ho sempre ignorato. Poi, grazie ad un amico, ho scoperto che sono due cose molto diverse; tanto che personalmente ho deciso di cancellarmi da Facebook dopo pochi mesi di utilizzo giudicandolo poco utile e troppo superficiale e banale. Mentre Twitter lo considero uno strumento molto utile. In questo articolo cercherò di spiegare a cosa serve e proporre qualche suggerimento per iniziare ad utilizzarlo. Consiglio anche la lettura di questo interessante articolo scritto qualche mese fa da Beppe Severgnini: http://www.beppesevergnini.com/articoli.php?mese=2011-02-15_it

Partiamo dalla domanda più semplice: cosa è un tweet? Un tweet assomiglia ad un SMS: un breve messaggio di massimo 140 caratteri. E' possibile (sempre all'interno di questi 140 caratteri) aggiungere un link o una foto (che poi sarà sempre un link) che solitamente viene abbreviato per non consumare troppi caratteri. Il sistema può essere impiegato per comunicare con gli amici ma personalmente credo che l'aspetto più interessante e più utile sia un altro.
Prima di usare Twitter, per almeno due o tre volte al giorno entravo nei siti di mio principale interesse (ansa, un blog di economia, frews, ecc.) e andavo a controllare se c'era qualche articolo interessante o se era stata pubblicata qualche novità. Il più delle volte mi collegavo al sito inutilmente perché magari dalla mia ultima connessione non era stato pubblicato nulla. Dopo twitter posso evitare tutto questo, infatti sarà questo strumento ad avvisarmi. Se poi la cosa è di mio interesse con un click aprirò direttamente la pagina per leggerne il contenuto nel dettaglio.

In pratica la prima volta che si entra in twitter, ci si dovrà registrare inserendo i soliti 4 dati personali. Dopodiché si apre una schermata molto semplice: sulla sinistra i tweet pubblicati da me (ovviamente inizialmente sarà vuota), sulla destra avrò i "following" ovvero chi sto seguendo e i "follower" chi segue me.
A questo punto dalla pagina web di Frews potete clickare sul grosso pulsante "follow us on twitter" si aprirà così la nostra pagina di twitter e clickando sul pulsante "segui" avrete aggiunto Frews ai vostri "following".

Oppure nella vostra pagina web di twitter in alto avrete una barra strumenti se clickate sulla voce: "chi seguire" potrete cercare i vostri interessi (e/o i vostri amici) ad esempio un quotidiano, una agenzia di informazione (AGI, ANSA, ADNKRONOS, ecc), un cantante, un comico, una squadra di calcio. In questo modo con un unico strumento rimarrete aggiornati su tutti i vostri interessi.
Esistono poi, ovviamente, le applicazioni twitter per smartphone (iphone, android, blackberry, windows mobile), in modo da poter ricevere (e/o inviare) i tweet direttamente sul vostro telefonino. Esistono poi anche dei plug-in per i browser, io ad esempio uso Echofon per Firefox, i quali accedono automaticamente a Twitter, pensano loro a registrarti (comodo perchè si evita ogni volta di dover inserire "user" e "password") e poi all'interno del browser avvisano oppure visualizzano in una finestra i tweet che ricevete.

Beh, non mi resta che augurarvi una buona twittata a tutti e se avete qualche difficoltà o qualche dubbio scrivete pure un commento a questo articolo (o mandatemi un tweet) e sarò lieto di rispondervi e darvi una mano.

Continua la guerra del cappuccino a via Celsa in Roma

Via Celsa a Roma - foto Giorjolly
Ogni mattina scendo dall'autobus alla fermata di Largo Argentina, attraverso la strada ed entro in quel vicoletto conosciuto per caso alla ricerca della Madonna della Strada. Quel vicoletto, via Celsa (talmente piccolo ed unico da non avere neanche le immagini su Google Maps) è oggi "teatro" non solo del Teatro Centrale ivi presente ma anche della sfida a colpi di "diecicentesimi" tra il Bar Ok ed il Baretto. Il Bar Ok prima dell'estate aveva cappuccino e cornetto ad un euro e quaranta. A settembre il Baretto lo ha portato ad un euro e dieci costringendo il Bar Ok a scendere almeno ad un euro e venti.
Tutto sotto gli occhi divertiti di noi passanti e clienti che possiamo solo godere di questa riduzione dei prezzi ed allargare il discorso non sui massimi sistemi ma sua quanto sia semplice capire che la concorrenza fa bene a tutti. Torno a domandarmi: se qui, in pieno centro a Roma, è possibile fare questi prezzi perché altrove no?
Ogni mattina entro in questa via e percorro timoroso i Sanpietrini verso piazza del Gesù: chi dei due titolari uscirà per primo a mettere i tavolini, le insegne ed alzare la serranda e sfidare i clienti che rincorrono i 10 centesimi in meno?
I bar sono uno di fronte all'altro e come in un perenne duello si sfidano.
Non so se si parlino anche, non approfondisco (non è vero ma non lo voglio scrivere).
Si scrutano ogni mattina e si combattono a colpi di "diecicentesimi".
Che bello. Stamattina uno dei due era chiuso, ho potuto scegliere serenamente l'altro sapendo che non avrei dovuto aprire un mutuo per il mio cappuccino e cornetto.

07/09/11

Rischio incombente: il Katla



(eruzione Katla del 1918)

Stamattina stavo pensando di scrivere un articolo sulla futilità e inadeguatezza nel voler aumentare l'IVA del 1% e su come questo intervento possa portare al risultato esattamente opposto a quello desiderato.
Ma ragionando un attimo, ho capito che tutti i quotidiani e i giornali vi avrebbero imbottito il cervello sull'IVA, sulla finanziaria e su tutti i commenti che i vari politici hanno fatto e faranno in questi giorni. E poiché sono fermamente convinto che nei prossimi mesi dovremo affrontare problemi ben più seri di un aumento di un punto di IVA, ho deciso di parlarvi proprio di uno tra questi possibili problemi; un argomento di cui quasi nessuno parla, un argomento che potete trovare solo su un sito di libera informazione, che non viene finanziato da alcuna lobby e che non deve rendere conto a nessuno: proprio come il nostro blog Frews.

Una mamma con carrozzina fatta scendere dal 49 perchè ingombra la corsia

Sono quasi le 7 ed attendo l'autobus presso la fermata Pineta Sacchetti/Bolognetti (Roma) per andare verso la stazione metropolitana di Cornelia. Dove vivo io è una zona abbastanza servita. A questa palina dell'autobus fermano tre linee dirette alla metropolitana: il 446, il 994 ed il 49. Stesso percorso, tre possibilità. Stamattina arriva il 49 blu. Specifico blu perché a questa linea sono affidati veicoli arancioni classici ed anche una serie di autobus blu scomodissimi e sporchissimi, di quelli da gita scolastica, per intendersi, che hanno due posti a sedere su ogni lato, un corridoio strettissimo e solo due entrate, quella davanti e quella centrale. Non sono per nulla adatti alla viabilità metropolitana. Gli altri autobus, quelli classici arancioni, hanno il corridoio più largo, tre entrate e molto spazio per stare in piedi. Inoltre questa linea blu è molto sporca. Ha i sedili di stoffa che sono diventati fogli blu per le scritte di adolescenti innamorati o di deficienti cronici, ed hanno una lunga fila di sedili in fondo (modello gita ed io con chitarra che canto) che spesso diventa una discarica a bus chiuso. Però stamattina alle 7 circa è arrivato il 49 blu ed ho preso quello. Alla fermata con me molta gente ed una signora, penso peruviana, con carrozzina. Salgo e mi infilo in fondo in quei posti a quattro e, prese le minime precauzione igieniche, mi siedo. Il bus riparte. Prima fermata, nulla. Seconda fermata nulla. Terza fermata comincio a sentire un vociferare. Una signora italiana simil bionda inveisce ad alta voce contro questa mamma peruviana perché, non trovando spazio per sistemare la carrozzina, si è fermata davanti all'ingresso centrale ed ostruisce il passaggio. Le manovre di salita e discesa sono notevolmente rallentate. La signora peruviana prova a difendersi dicendo che da sola come fa a prendere in braccio il bambino, con le borse, il biberon ed intanto piegare il passeggino come le viene ricordato essere suo dovere "perché così dice il regolamento?". La discussione prosegue a distanza fino all'arrivo alla fermata di Cornelia dove vi è anche un grande Capolinea di autobus. Si sentono spintoni, la gente sale e scende a fatica, l'autista, un giovanotto robusto con un po' di barba rimane fermo, si alza dal suo posto e si sporge verso dietro e con fare imperioso da quel suo pulpito improvvisato urla: "Signora, adesso basta. Mi sta bloccando la corsia. O chiude quel passeggino o scende e prende un altro autobus, non possiamo star fermi  così tanto tempo ogni volta. O scende od io non mi muovo di qua".
Silenzio generale nell'autobus. La mamma, anticipando di una fermata la sua discesa, gira il passeggino e scende. L'autobus riparte.
Le considerazione da fare sarebbero tantissime e ne provo alcune.
La prima è che ho capito perchè mia moglie non si muove mai coi mezzi. Con tre figli di cui uno ancora col passeggino come potrebbe?
La seconda è che sicuramente ha ragione l'autista o chi per lui, il regolamento, però come può una mamma da sola che, ogni volta che esce con un neonato, inevitabilmente si deve portare dietro metà casa, chiudere il passeggino (che notoriamente è pieno di altre cose e non si chiude mai al volo) e sedersi con il figlio in braccio? Ed il passeggino dove lo mette poi?
Non so se l'autista ieri sera ha saputo che la fidanzata (ipotizzo) ha un tumore e quindi era nervoso; non so neanche se la simil bionda, forse madre anche lei, ma da qualche decennio, ha scoperto che il figlio si droga e quindi era alterata già alle sette del mattino. Voglio dire, un autobus carico di gente è carico anche delle vite e delle tensioni di ognuno quindi non me la sento di giudicare nessuno, voglio solo dire che per una mamma con passeggino è praticamente impossibile prendere i mezzi pubblici di superficie a Roma. O dovrebbero anche loro ogni volta chiamare l'auto sostitutiva come possono fare le persone in carrozzina causa handicap?
Non voglio neanche allargare il discorso al clima generale ma solo invitare tutti ad un po' più di serenità, se possibile, per cominciare meglio la giornata, per non far sentire troppo in colpa questo figlio di Roma che già erediterà da noi tanti problemi e tanti debiti, ma almeno lasciamogli digerire in pace il latte del biberon!
Mi spiace che si è persa tutti un'occasione, io per primo, per avvicinarci alla mamma ed aiutarla ad accomodarsi nel miglior modo possibile.
Certo, se quello era un cane col trasportino forse nessuno le avrebbe detto niente ed in tanti se lo sarebbero anche coccolato...ma questo fa parte di un'altra storia.

06/09/11

Abbiamo bisogno di un Generale ma che non sia Sciopero

Non sono mai stato convinto verso nessuno sciopero e non sono stato mai convinto da nessuno sciopero. Sin dai tempo della scuola una giornata di sciopero voleva dire cinque ore in meno di divertimento ed anche di studio. Poi col lavoro da fare ho sempre evitato scioperi nella mia azienda spiegando ai miei 32 dipendenti come quella giornata di stop ci avrebbe fatto uscire dal mercato, in una situazione economica generale che, 15 anni fa cominciava ad intravvedersi essere quella che è poi oggi.
Oggigiorno poi scioperano i calciatori e quindi, questa forma di "lotta" sembra sempre più una farsa tipica della commedia all'italiana.
Ma meno ridere e più pena mi fa ancora la Cgil per lo "sciopero generale" indetto per questa giornata per protestare contro proposte di manovra finanziaria che tra l'altro sono rimaste tali e non troveranno approvazione in nessuna legge.
Cortei in cento città, disagi nei trasporti, tutti col cappellino da rapper alla Camusso.
Se anche il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, si è permesso nel suo editoriale di ieri di criticare la scelta della Sciopero generale, forse qualcosa sta cambiando.
Anche stamattina il direttore, intervistato a Skytg24, ha usato parole durissime contro la Camusso e contro lo Sciopero. Il suo giornale è l'unico a non uscire oggi ed il danno economico è sotto gli occhi di tutti non solo per la giornata in meno di vendite ma perchè la gente è stufa e già legge meno i giornali, se poi non ti trova in edicola rischi anche che si affezioni ad un'altra testata.
In generale sono contro gli scioperi, quindi, perchè non producono niente e vanno contro il principio naturale supremo, ovvero quello che dice che la tua libertà finisce quando comincia la mia.
Sì, è questo che mi da rabbia.
La vostra libertà di scioperare, sancita dalla costituzione, non deve ledere oggi il mio diritto di muovermi per Roma, coi mezzi pubblici già pagati dall'abbonamento annuale, e non deve inficiare la mia libertà di leggermi il Corriere della Sera od usufruire di tutti gli altri servizi che oggi non vi saranno.
Questo, nel clima attuale, non fa altro che aumentare la tensione nella gente e quindi, cara Camusso, il tuo non è un gesto distensivo ma un dispero (spero) colpo di coda per provare a dire che siete ancora vivi.
Di tutto abbiamo bisogno in questo periodo, di proposte, tagli, buona volontà ma sicuramente non di uno sciopero generale verso il quale "sciopero" mentalmente non volendo neanche approfondire le motivazioni perché già in partenza so essere insignificanti rispetto al momento attuale.
Di un Generale avremmo sì bisogno, uno che ci conduca fuori, con determinazione, fermezza ed un paio di bastonate ove necessario. Dieci anni e poi tutti a gozzovigliare ancora.

05/09/11

Cosa sta succedendo nel mondo islamico?


Recensione di un recente volume di Massimo Introvigne
di Andrea Menegotto
5 settembre 2011
Improvvisamente, nel 2011, antiche certezze nel mondo islamico si sono sgretolate. Regimi che sembravano solidissimi, dalla Tunisia di Ben Ali all’Egitto di Mubarak, sono caduti in poche settimane. La guerra alla Libia di Gheddafi ha sconvolto la politica europea. In Siria, in Yemen, in Bahrain, in Palestina quelle che sembravano certezze sono state rimesse in discussione. Su questo scenario, già di per sé difficile e confuso, ha fatto irruzione il 2 maggio 2011 la notizia della morte di Osama bin Laden, che ha indotto a ripensare l’intera questione del terrorismo.
Dunque, che cosa sta succedendo nel mondo islamico?

Il diritto alla salute e l'individuo. Siamo davvero padroni della nostra vita? Parte seconda: Il ruolo del medico e il coro di Antigone.









Oggi la categoria medica contemporanea, rischia di compromettere la relazione con i propri pazienti, trovandosi incredibilmente nella condizione di non essere in grado di trasformare in certezza qualunque loro desiderio soggettivo. Eppure nemmeno gli scienziati che condividono la cultura biotecnologica più moderna possibile, ritengono giusto escludere l'importanza della cura, della premura verso il paziente che si trova in uno stato di fragilità. Il Comitato Nazionale di bioetica nel  2001 affermava che “l'obiettivo della 'guarigione' diventa solo uno tra i tanti che la Medicina può prefiggersi ed assicurare. In queste inevitabili incertezze, che gravano su moltissimi casi, si annida il germe delle possibili reazioni di delusione, di ripulsa e di conflitto perché il "contratto" tra medico e paziente, per esplicito ed informato che sia , ha troppi margini di aleatorietà per non comportare un elevato tasso di potenziale disillusione dei pazienti e di una loro reazione negativa nei confronti del medico” . Allora quale dovrebbe essere il ruolo del medico oggi, in questo nuovo contesto biotecnologico postmoderno? Stando al pensiero di Hans Jonas "l'uomo non è stato mai privo di tecnologia". Allora a quanto pare "la questione" piuttosto sembra vertere "sulla differenza, in relazione a esso, tra la tecnologia moderna e quella antecedente". La quale - vecchia e nuova- è sempre andata avanti  coniugando di "pari passo" tra loro "la profanazione della natura e la civilizzazione dell'umanità". Quindi - secondo il pensiero del filosofo - l'uomo usa il creato, con tutto ciò che esiste al suo interno come se si trattasse di qualcosa "di sua proprietà" che può maneggiare a suo piacimento. Di conseguanza gli elementi della natura come le creature viventi "del mare, dell'aria" e "della Terra" in genere, sono sempre stati oggetto della sua volontà o azione manipolativa. Da sempre. Ciò vuol dire che dalla sua comparsa sulla terra, l'umanità è stata "perennemente" dedita "alla conquista". Per confermare questo assunto, il famoso filosofo cita il Coro dell'Antigone di Sofocle, dove è possibile scorgere un ampio riferimento alla condizione umana e alla sua innata capacità di agire sulla natura. Ne citiamo alcuni passaggi: " Molte le cose tremende, ma di tutte più tremenda è l'uomo.....Le specie degli uccelli volubili cattura, e le stirpi delle bestie selvatiche e le forme viventi nel mare salato, tra le maglie di rete annodate avvolgendole, fraudolento, l'uomo. Doma con trucchi le bestie....A sè stesso insegnò la parola e il pensiero simile al vento...Mai in difetto d'ingegno a ogni destino fa fronte...con sforzo comune apprestò vie di scampo  a mali irrimediabili. Capisce, inventa, ha sulle arti dominio....e ora al bene, ora al male serpeggiando volge".  Dunque da questa descrizione, viene fuori un'immagine dell'uomo quasi molto potente che artefice della sua vita, riesce a volgere le leggi della natura spesso a suo favore, sconfiggendo tanti pericoli. Eppure la madre Terra, sebbene sia tutt'ora invasa e saccheggiata   arrogantemente, non muta il suo ordine cosmico di fronte al quale l'uomo "mortale" rimane inerme, poichè " le sue capacità nulla possono contro la morte" e "la sua condizione" rimane sempre vulnerabile. Quindi, riassumendo: il rapporto tra l'uomo e la techne, nel senso di "mondo extra-umano" ancora oggi rimane lo stesso. Mentre -secondo Jonas - ciò che è mutato nel tempo, è la natura dell'agire umano o meglio, l'influenza determinante che la moderna tecnologia esercita sulle nostre azioni. Di modo che è sorta una "nuova dimensione eticamente significativa, di cui non esistono precedenti nei criteri e nei canoni dell'etica tradizionale". Il punto è che "l'etica è connessa con l'agire" e dunque di conseguenza, questo importa che "la mutata natura dell'agire umano, richiede anche un mutamento dell'etica". Mi scusi il lettore, se mi sono dilungata nel riportare più citazioni testuali di Jonas. Ma la mia, è una cultura di matrice strettamente giuridica e dunque non avrei potuto affrontare la questione morale con parole più significative, di quelle appena riportate.  Infatti in sintesi, Jonas ci vuole dire che la "nuova" tecnologia rende il nostro agire differente rispetto al passato e di questo, noi tutti dobbiamo prenderne atto con un notevole senso di responsabilità. Il mondo ultimamente è cambiato in modo radicale. Ciò che continua a non mutare è la nostra paura, impotenza di fronte alla morte che per questa ragione rimane un mistero quasi inconoscibile. Allora nel nuovo millennio, tanto ricco di tecnica come dobbiamo comportarci moralmente. Anche qui, Jonas da una risposta molto chiara e cita Kant, il quale ci dice che "in sede morale" anche "l'intelligenza comune" può guidarci a compiere una "azione moralmente buona". Perciò - parafrasando il suo pensiero - possiamo dire che non occorre essere necessariamente, persone di scienza per agire secondo virtù e saggezza, essendo queste categorie accessibili a tutti. E il medico di oggi come deve interagire con il nuovo che stravolge perfino la nostra natura umana? E il nostro comune senso della vita e della morte? Di certo la società, non può pretendere di trasformarlo in un esecutore dei suoi desideri, senza alcuna autonoma volontà, senza incorrere nel rischio di intaccare il suo ruolo di garante della nostra salute e di prezioso alleato. Egli pertanto, è tenuto ad esprimere la sua decisione, in estrema libertà di scienza e coscienza, naturalmente dopo avere  prestato assoluta attenzione alla volontà del paziente stesso o in sua vece - nel caso di concreta incapacità - del suo fiduciario o dei suoi familiari. D'altro canto, nella drammatica tensione tra natura e artificio, ciò che deve primeggiare è l'alleanza terapeutica tra il medico e il suo assistito che escluda perentoriamente ogni tipo di prevaricazione da una parte e dall'altra. Da un altro verso, il grande giurista Giorgio Oppo ci ricorda la grande difficoltà del diritto nel gestire la moderna umanità che "vuole appropiarsi della fine come del principio della vita" pretendendo dal personale sanitario, di sottostare ai propri voleri. Eppure l'alleanza terapeutica, va vista - secondo l'opinione di C. M. Martini -  soprattutto nel senso della ricerca di un equilibrio tra "la forza della medicina e il sapiente e prudente giudizio della persona".  In questo contesto lo scopo del medico non dev'essere quello di cambiare l'umanità, quanto di comprenderla per realizzare il suo essenziale dovere anzitutto umano e professionale. Ma il paziente, è il padrone della sua vita?



dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma

03/09/11

il Grande Inganno



Cari lettori di Frews mi presento: sono Manuel, un amico di Giorgio anche se io l'ho sempre chiamato con il suo soprannome: Jolly.
Jolly lo conosco fin dalla prima liceo, scuola che frequentammo assieme; potete immaginare quindi da quanti anni ci conosciamo visto che ora entrambi abbiamo già figli che dovremmo iniziare a chiamare ragazzi e non più bambini.

Qualche mese fa, l'amico Jolly, mi chiese di collaborare con lui in un sito di informazione online, quell'esperienza non andò molto bene e si concluse forse quasi ancor prima di nascere. Ma riuscii comunque a scrivere due-tre interventi. In quegli "articoli" scrissi in modo molto diretto e critico, cercando di denunciare il sistema marcio nel quale viviamo. Puntai il dito soprattutto contro i politici di turno. Sai che novità, critico tanto Beppe Grillo ma non avevo fatto altro che urlare, sbraitare e puntare il dito sugli "altri" proprio come fa lui da decenni!
Per questo motivo quando Jolly mi ha chiesto di seguirlo anche qui su Frews, non mi sono buttato a pesce come la volta precedente ma ho voluto fermarmi, pensare e riflettere un attimo, prima di pubblicare questo primo pezzo.
Non ho affatto cambiato idea sul fatto che il nostro sistema, il nostro mondo sia un po' storto, un po' marcio, ma ho capito che serve veramente a poco puntare il dito e criticare gli altri, come sembra invece che vada tanto di moda in questi anni! Se accendiamo la televisione o se ascoltiamo il politico di turno in un dibattito o se entriamo in un bar o in un salotto tra amici, è sempre un criticare qualcun altro: un politico, un banchiere (non un bancario), il proprio datore di lavoro, il proprio insegnate, il sacerdote, il Papa, un dato imprenditore o il più classico dei classici: il nostro famoso imprenditore-politico per eccellenza il bersaglio più amato degli ultimi anni!

Quasi sempre queste critiche non sono totalmente sbagliate o infondate, ma il problema è che hanno la stessa valenza del "processo del lunedì" di Biscardi, ovvero sono solo tante parole!
Il "Grande Inganno" esiste: viviamo in un mondo sempre più finto, sempre più superficiale, sempre più egoistico, ma il problema è che gli ingannati sono anche gli stessi ingannatori e viceversa. Oppure per dirla con le parole di una celebre canzone di Umberto Tozzi, che io è Jolly cantavamo per i corridoi del liceo: "gli altri siamo noi". Per chi non la conoscesse consiglio di ascoltare e leggere bene il testo di questa splendida canzone.
Ecco questa è la considerazione che vorrei fare oggi: se vogliamo tentare di migliorare il mondo nel quale viviamo dobbiamo smetterla di puntare il dito sugli altri ma seguire il consiglio che ci diede Gandhi parecchi anni fa: "Siate voi il cambiamento che vorreste vedere nel mondo".

Possiamo fare tutte le leggi, tutte le finanziare, tutte le tasse di solidarietà che vogliamo, ma fino a che non riusciremo a cambiare dentro di noi, ognuno nel proprio, saranno solo dei palliativi e il mondo (almeno per come lo conosciamo noi) sarà destinato alla sua inesorabile distruzione!
So che per molti posso sembrare esageratamente pessimista o catastrofista, ma è veramente giunto il momento di iniziare ad aprire gli occhi e rendersi conto del disastro enorme che abbiamo fatto e che stiamo continuando a fare! Abbiamo costruito un bellissimo castello di sabbia, nel quale abbiamo vissuto molto bene per parecchi anni. Magari in modo un po' egoistico non preoccupandoci molto di quelli che stavano fuori da quel castello, ma in ogni caso ce la siamo spassata per bene. Il problema è negli ultimi anni la marea ha cominciato ad innalzarsi lentamente e il castello ha iniziato a sgretolarsi, e quello che si è deciso di fare è stato quello di voler tamponare con altra sabbia. Ma non occorre essere profeti, pessimisti o apocalittici per capire che inesorabilmente arriverà prima o poi un onda più alta che spazzerà via il castello! E' solo questione di tempo! Non essendo un profeta non posso dire se sarà domani o fra vent'anni, ma so solo che prima o poi accadrà!

Se c'è qualcuno che ancora crede che non si tratti di un castello di sabbia, potrò cercare di darvi alcuni indizi in qualche articolo successivo, per il momento cominciate a considerare un semplice dato: bond biennale Greco ha toccato oggi il suo massimo storico: 46,84%. Questo significa che se io oggi compro 1'000 euro di bond ellenici oggi, tra due anni ne dovrei (mai il condizionale fu così necessario) ricevere indietro quasi 1'500 euro. Come fa a non essere considerato in fallimento uno Stato che si trova in queste condizioni?
E purtroppo la Grecia non è affatto un caso isolato ma è semplicemente la prima pedina del domino che è già caduta!

L'Italia del Cappuccino e cornetto

Di ritorno dalle vacanze ho trovato il mio baretto BOK di Via Celsa ancora chiuso. Per la colazione sono andato al baretto di fronte, il Baretto, malvolentieri perchè ero abituato ad un bel 1,40 per cappuccino e cornetto. I prezzi variano a Roma in base alla zona ma anche alla generosità, od intelligenza che dir si voglia, dei gestori. Dove abito io, zona quasi periferica, cappuccino e cornetto costano 1,60. Vicino a piazza Re di Roma l'ho trovato anche a 1,70. A Termini, già ne parlai, 2,20. Alla buvette degli assistenti della Camera dei Deputati 1,65. Non so in altre zone. Al BOK di via Celsa, come abbiamo detto, 1,40. Trovandolo chiuso, dicevo, mi sono avventurato nell'altro bar e, udite udite, ho pagato 1,10. Quando il giovane barista mi ha comunicato il prezzo gli ho detto: ma ha sbagliato od è una cosa momentanea? Risposta: "no, è una politica che abbiamo adottato e sta avendo successo". Ed io ho risposto loro che da oggi avrebbero avuto un cliente in più.
Non voglio qui fare pubblicità ai bar di via Celsa ma allargare il ragionamento e chiedermi, e chiederci. Chi bara?  Dov'è il trucco?
Cappuccino e cornetto nella stessa città come fanno a costare da 1,10 al doppio? Lavorano in perdita i primi o ci marciano sopra alla grande i secondi? E quelli che lo fanno pagare 1,65? Quest'ultimo è il prezzo del nostro bar alla Camera dei Deputati e di solito è il più basso ma ho qui dimostrato che così non è. Dov'è il trucco? L'acqua è diversa da quartiere a quartiere? Il Cacao costa di più a Primavalle? E cambiando zona d'Italia perchè a Milano costa fisso 2,10? La lievitazione avviene in modo più difficoltoso e lento?
In questo periodo di occhi puntati sugli sprechi della casta e dei loro pranzi al Senato, non sarebbe anche il caso di allargare lo sguardo e puntare l'indice anche contro quei bar che fanno pagare un panino 5 euro?
E' sbagliato pagare poco al Senato o pagare troppo fuori nei ristoranti?
Trovare posti economici (almeno a Roma) su può. Non so nel resto d'Italia.

02/09/11

"No, tu te li fumi e non te li do più" dice la vecchietta al barbone

Fuori di Chiesa, Piazza del Gesù, Roma. Un barbone (posso chiamarlo così, è politically correct?) accasciato sotto il semaforo chiede elemosina tutti i giorni dopo una notte a dormire nei vicoli li attorno. Appena vede la conosciuta anziana signora uscire di messa mostra il suo sorriso migliore e porge la mano.Ma oggi la signora non ha il sorriso e si avvicina e dice: "E no. Tu te li fumi ed io non te li do più i soldi". Il Barbone spegne anche il sorriso e, nonostante lo sporco addosso, intravvedo un rossore. Non pronuncia parola. Colto in fallo non sa come difendersi. La nonnetta attacca ancora : "Che cosa ti do a fare l'elemosina se poi te la fumi? Ti ho visto fumare sai?".
Il semaforo si fa verde.
Attraverso la strada.

01/09/11

1300 emendamenti: e poi dicono che i parlamentari non lavorano

1300 emendamenti in Commissione Bilancio al Senato alla nuova Manovra correttiva del Governo: e poi dicono che i parlamentari non lavorano.
Milletrecento annunciano i "tiggi" entusiasti come se la quantità facesse la qualità.
"E dovranno lavorare tutta notte" annuncia l'annunciatrice annunziante di "Scaitiggiventiquattro". Porelli. Stanotte vado davvero li al Senato a vedere se ci sono le luci accese e gli occhi aperti.
Allora se potete aggiungete anche questo emendamento: "siano soppressi tutti gli emendamenti e chi li ha proposti".
E' il 1301 esimo.
Se lo votate per primo vi risparmiate una notte di "insonnia". E la risparmiate anche a noi.

31/08/11

Queste due persone non hanno profilo su Facebook ma sono amiche lo stesso!

Mi sono trovato in una stanza io solo con loro. Io, Sara (mia moglie) e Paolo un suo vecchio amico del paese, ed ancora amico. Io con profilo Facebook, twitter, linkedin, smartphone google + e chi più ne ha più ne googli .Loro niente. Un cellulare di prima generazione ed un'amicizia che dura da ancor prima.
Loro insieme parlano, ridono, ricordano il passato al mare con le rispettive famiglie, vanno a prendersi un gelato assieme, anche una pizza, riescono a rimanere in contatto senza post, tap, poke e click.
Loro riescono a rimanere amici senza Facebook. Li ho guardati con ammirazione. "Eppure esistono", mi son detto. "Un altro mondo è possibile" ho sentito tuonare dentro di me. "E sono anche felici" ho constatato dopo un pò. Ero in minoranza. Forse caso più unico che raro al mondo mi sono trovato io in una stanza con tre persone due delle quali non hanno profilo su Facebook. E se lo sapesse Zuckerberg! Gli ho chiesto: "posso fotografarvi". E loro hanno acconsentito. Gli ho chiesto: "Posso parlare di voi in un prossimo post?" e già non ci hanno capito niente ma si fidano sull'amicizia e sull'amore (ovviamente mia moglie).
Li ho guardati, ammirati e ve li voglio presentare. Ah, non cercateli qui dentro in questo mondo. Non li troverete.

30/08/11

Mamma mandami una cartolina.....


Con la complicità dei figli che stanno cominciando ad imparare a scrivere, quest'anno abbiamo scritto quattro cartoline. Quattro di numero, non per modo di dire.
Era tanto che non lo facevamo. Voi quante ne avete scritte?
Gli sms, gli mms, hanno sostituito le cartoline. Eppure che bello riceverle, forse ancora più che scriverle.
Due di queste erano indirizzate ad Anita dei Bagni Checco di Sori per i quali i miei figli, dopo anni di frequentazione, hanno una vera e sana "passione".
Così ci ha risposto lei in facebook:
"Sono arrivate due splendide cartoline.... Mi sono commossa!!!! Grazie davvero di cuore. Un abbraccio enorme, speriamo di vederci presto!!! Ciaooooooooooooooo!!!!!"
Le cartoline commuovono. Sono rimaste l'unica posta gradita tra una serie di bollette e di proposte commerciali. Riprendiamo a scriverle. 
Le cartoline denotano l'impegno di essersi messi li a sceglierle, comprarle, poi il francobollo, poi la frase quasi originale.
Le cartoline fanno sorridere e commuovono.
Riprendiamo a scriverle anche perchè aiutano a ricordare l'indirizzo dell'amico visto che i numeri di cellulare cambiano spesso.
Ricordate la canzone di Pippo Franco: mamma ma mandami una cartolina.......

29/08/11

Perché la Chiesa è ricca

Entrando nell’ufficio di don Fulvio Ferrari, Economo Generale della Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) uno pensa di venire subito sommerso da un mondo di calcolatrici che aleggiano inseguendo fogli contabili, tabelle, tavole pitagoriche e numeri in ordine sparso. Invece il tutto ha un ordine maniacale, i fogli sul tavolo sono appunti o note scritte a mano, fuori posto solo un assegno di un donatore in attesa di registrazione e nell’aria tanta solida spiritualità.
“Prima che iniziamo l’intervista – mi dice don Fulvio facendomi accomodare – ti voglio dire che sono stato eletto Economo Generale nel Venticinquesimo della mia ordinazione sacerdotale, che cade il 10 agosto, ovvero il giorno di San Lorenzo che era un diacono ed il tesoriere della Chiesa di Roma. Il suo martirio avvenne nel 258 dopo Cristo. Venne catturato assieme a Papa Sisto II nelle Catacombe di San Callisto il 6 agosto di quell’anno. L’imperatore Valeriano aveva promulgato un decreto che metteva a morte vescovi, presbiteri e diaconi. Scoprendo che Lorenzo era tesoriere della chiesa non lo uccise subito ma gli diede tre giorni di tempo perché consegnasse il tesoro della chiesa di Roma. Lorenzo si presentò tre giorni dopo con una schiera innumerevole di orfani, derelitti e vedove e disse all’imperatore: “Ecco il vero tesoro della chiesa di Roma”. Questa è la mia impostazione di Economo Generale, ovvero il servizio ai poveri: se devo essere solo un esattore o tesoriere non mi va bene. Non voglio impostare un discorso sull’accumulo per rimpinguare il conto in banca ma solo avere a disposizione risorse per i poveri che sono la ricchezza della chiesa”.
L’economo quindi non solo deve far quadrare i conti?
L’economo deve tenere i conti in ordine ma soprattutto cercare le risorse per l’iniziative che la Congregazione sta portando avanti nel mondo e poi intervenire su quegli aspetti o quelle attività che destano qualche preoccupazione: ovviamente tutto questo in accordo col Consiglio Generale.
Perché non far svolgere il ruolo di Economo ad un laico?
La contabilità è una cosa ed abbiamo validissimi collaboratori che la svolgono. L’Economo generale continua ad essere un religioso perché la politica della congregazione deve essere sempre in mano ai religiosi anche quando si prendono scelte di indirizzo generale su dove e come investire. Anche in questo senso noi parliamo di Pastorale Amministrativa economica. Mio compito infatti è educare anche al risparmio ed alla oculata gestione dei beni chi, nelle case periferiche, si occupa della gestione dei conti. Già don Orione, ancora studente, aprendo il I° collegio a Tortona scriveva nel quaderno dell’economia : Entrate – Uscite, e sotto ciascuna parola Provvidenza. Come a dire: mi metto sotto le ali della Provvidenza, ma il controllare le entrate e le uscite tocca a me. Della Provvidenza si fidava moltissimo fino a trascurare l’economia. Mons. Daffra, vescovo di Sanremo, vedendo come andavano i conti del convitto S. Romolo, inaugurato in città due anni prima, gli scrisse in una lettera: “va bene la Provvidenza ma un po’ di economia…”. Fu chiaro il richiamo alla attenzione che si deve prestare all’economia per la buona riuscita delle opere. Il denaro deve essere in giusta misura perché basti al buon andamento e non sia sperperato se è in abbondanza. Il denaro è un bene se gestito bene.
Oggi nel periodo della Crisi globale ne risentono anche le donazioni?
Un calo quantitativo delle donazioni lo sentiamo anche noi sicuramente perché la situazione è difficile per tutti e bisogna tenere conto del fatto che la nostra famiglia è molto grande e molto diffusa in tutto il mondo con grandi e piccole case ed un numero alto di dipendenti.
La congregazione è ricca?
La congregazione è solida. Abbiamo basi sicure, le case ed i piccoli cottolenghi sono nostre, quindi sono strutture che si sono valorizzate negli anni creando un capitale di base che ci da serenità e tranquillità anche davanti ad eventuali imprevisti. Mi piace proprio dire che la Congregazione è solida spiritualmente ed economicamente e questo ci permette di progettare ed aiutare i nostri poveri anche a lungo periodo. Questo dà anche fiducia a chi vuole donare qualcosa per i nostri progetti perché sa che non scompariamo da un momento all’altro come tante onlus, ma che daremo seguito, nel tempo e negli anni, alle iniziative cominciate.
La chiesa spesso è accusata di essere inutilmente ricca: che ne pensa?
Bisogna sicuramente stare attenti a non ostentare, a non cedere allo sfarzo ed a non sprecare. Quando in casa di Lazzaro la sorella Maria unge i piedi di Gesù con olio profumato prezioso, ci fu uno dei commensali che commentò stizzito: “lo si poteva vendere e dare ai poveri, quanto spreco”. Questo era Giuda che non era interessato ai poveri ma siccome era ladro avrebbe preso i soldi derubandoli. Spesso non vi è una critica positiva verso la chiesa quando la si accusa di vivere nello sfarzo. Se io amo una persona faccio di tutto per renderla contenta. Il fatto di dare un culto al Signore è quindi una cosa positiva. San Francesco era povero, poverissimo. Le case da lui costruite avevano celle della massima povertà. Appena morto lui frate Elia ha costruito Assisi con i tesori artistici che ancora oggi conosciamo: è tradimento di San Francesco questo? Od in Assisi si continua a vivere San Francesco? E’ la perfetta continuità anche in modo diverso.
Giorgio Gibertini
Intervista Pubblicata sul Don Orione Oggi di giugno 2011