18/10/11

Il nostro saluto al poeta Andrea Zanzotto con la sua poesia "A la Maria Carpèla"

ritratto del poeta Andrea Zanzotto
Andare a cucire
A la Maria Carpèla
(che la ndéa a pontàr par le caze)

Si no l te fèse n paradizo
apòsta par ti, anca si paradìzi no ghe n'é,
al saràe de méter a l'inferno
l'istéso Padretèrno -
la saràe da méter a l'inferno
tuta, tuta quanta « la realtà »,
si par ti no fèse 'n paradizo
pien de bontà come la to bontà,
gnentàltro che 'l paradizo
come che ti tu l'à pensà.

(da Idioma, 1986)

A Maria Carpel (che andava a cucire presso le famiglie). Se non ti facesse un paradiso/ apposta per te, anche se paradisi non ce ne sono,/ sarebbe da mettere all'inferno/ lo stesso Padre Eterno -/ sarebbe da mettere all'inferno/ tutta, tutta quanta « la realtà »,/ se per te non facesse un paradiso/ pieno di bontà, come la tua bontà,/ niente altro che il paradiso/ come tu l'hai pensato.


Zanzotto era nato il 10 ottobre 1921 a Pieve di Soligo, In occasione del suo 90° compleanno il Consiglio regionale del Veneto gli ha assegnato la sua massima onorificenza, il "Leone del Veneto", in quanto "protagonista indiscusso della poesia contemporanea", ma anche "grande veneto che ha fatto la scelta esistenziale di rimanere ancorato alla propria terra, le colline di Pieve di Soligo, e alla propria lingua, il dialetto, trasformandoli però in luogo e linguaggio universale.
Il poeta, deceduto questa mattina, era ricoverato da lunedì all'ospedale di Conegliano (Treviso) per alcune complicazioni cardiache. Galan: "Immortale per la sua poesia"

"Aborigeni e immigrati sono il cuore della missione", dice l'Arcivescovo di Canberra

L'annuncio del Vangelo agli aborigeni resta "il cuore della missione della Chiesa australiana", che confida nei giovani ed è oggi impegnata nel difficile compito di "umanizzare e depoliticizzare la questione dell'immigrazione": sono queste le principali sfide dell'evangelizzazione in Australia, tracciate in una intervista all'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Mark Coleridge, Arcivescovo di Canberra and Goulburn, in visita ad limina a Roma.
Come procede oggi l'opera di evangelizzazione in Australia?
 L'Australia è un paese con grande tradizione di fede cristiana ed anche forte nell'invio di missionari ad extra per l'opera di evangelizzazione. Oggi viviamo una profonda fase di transizione, in cui ai vecchi schemi e alle identità del passato si sostituiscono nuove sfide e nuove questioni. Anche la fede cristiana è in una fase di rinascita. Abbiamo bisogno di una nuova evangelizzazione e di nuova vitalità ed energie nell'annuncio del Vangelo: ci stiamo interrogando su come poterlo fare. Il cambiamento tocca la Chiesa australiana ma anche la società nel suo complesso. Occorre leggere e attingere dal passato, che è stato un tempo di grazia, per proiettarci verso il futuro. Il pericolo è l'introversione, il ripiegarsi su se stessi. Come Vescovi diciamo chiaramente che è tempo di "prendere il largo" per affrontare le nuove forme e le nuove frontiere della missione.
Che ruolo hanno i laici e i giovani in questa fase?
Hanno un ruolo determinante. Molti dicono che i giovani sono "il futuro" della Chiesa. Noi diciamo che i giovani sono "l'oggi" della Chiesa. Le forme nuove di evangelizzazione passano soprattutto attraverso l'opera dei laici e dei giovani. Guardiamo loro come fautori di nuove iniziative e come portatori di nuove energie, nuove idee, nuovo slancio nella missione nel XX secolo.
Cosa può dire della missione fra gli aborigeni?
La missione fra gli aborigeni è da sempre un punto difficile, delicato. La missione è iniziata con i padri benedettini al tempo dei colonizzatori europei. La Chiesa cattolica, nonostante gli sforzi, non è mai riuscita a far fiorire potentemente i semi evangelici piantati nelle comunità aborigene. E' un compito che per noi resta impellente. Ma se le ferite del passato, che esistono fra i bianchi e gli indigeni, non saranno guarite, la questione aborigena resterà sempre un punto dolente per tutta la nazione. La missione fra gli indigeni sarà sempre al cuore della missione della Chiesa in Australia, perché le comunità sono fra le più povere e svantaggiate.
Un'altra sfida importante è quella dell'immigrazione: come la vivete?
 L'Australia è stata un paese di immigrazione per oltre 200 anni. Abbiamo una tradizione di accoglienza e ospitalità che è anche frutto della fede cristiana. Questa tradizione sembra oggi minacciata e compromessa dal modo in cui l'Australia sta trattando persone disperate, che vorrebbero asilo. Sfortunatamente la questione dei richiedenti asilo è stata pesantemente politicizzata e questo non aiuta. Come Vescovi diciamo che urge nuovamente umanizzare e de-politicizzare la questione degli immigrati, per essere fedeli alla nostra grande tradizione di ospitalità. (PA) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Purificare l'aria: ma a che capitolo era scritto?


“C’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate” si legge, come è stato riportato da tutti i media nazionali, nella Prolusione del Cardinale Presidente al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana svoltosi a Roma dal 26 al 29 settembre scorso.
Ma lo si legge dove?
E’ questo il titolo della Prolusione? Se non il titolo è l’incipit?
Davvero il Cardinale voleva parlare solo della situazione politica italiana, del suo premier, dei comportamenti immorali di quest’ultimo ed ha tenuto i Vescovi inchiodati ad un tavolo per ore ad ascoltare il suo atto di accusa all’Italia per poi prendere tutti assieme la rincorsa e dare la spallata definitiva al Governo in carica?
I media italiani sono famosi nel mondo per essere buffi, ed usiamo questa parola per non abbassare il livello della nostra riflessione.
Se Margareth Thatcher diceva che non si può governare ed insieme leggere i giornali, aneddoto anche citato ma non vissuto anche dal Premier Berlusconi, penso che sia possibile oggi, estremizzando, dire: non puoi cercare la verità ed insieme leggere i giornali, o meglio leggili tutti e poi cercala altrove.
Altrove in questo caso è alla fonte, all’origine.
Potremmo anche qui aprire una breve parentesi sull’era della comunicazione e come oggi i giovani nativi digitali, non solo chi svolge questa professione di giornalista ma anche chi cerca notizie, siano sommersi di informazioni tra le quali è difficile andare alla fonte, alla verità se non con uno sforzo che supera i motori di ricerca e, quindi, richiedendo più tempo ed obbligatorietà di alzarsi dalla sedia, nessuno vuole più compiere.
In questo caso la ricerca della fonte è resa più semplice dalla tempestività e dalla professionalità della Segreteria Cei che ha messo subito a disposizione, dei giornalisti e degli internauti, il discorso intero del Cardinale Bagnasco ma ecco spuntare la domanda delle domande: chi l’ha letto tutto nelle sue 15 pagine? Chi ha davvero scorso parola dopo parola, pagina dopo pagina, con la penna in una mano per sottolineare i passaggi più significativi? Almeno i giornalisti delle Agenzie di Stampa hanno svolto questo compito basilare o si sono concentrati solo su pagina 10 e sulle poche righe citate come apertura del nostro articolo?
Peccato, un vero peccato non averlo fatto perché si sarebbero scoperte tante argomentazioni interessanti che sono il filo conduttore dell’insegnamento della Chiesa dall’inizio ad oggi e quindi si sarebbe capito che il Cardinale Bagnasco, ed i Vescovi tutti, hanno un attento e profondo sguardo generale sulla situazione italiana dentro il quale ricade anche l’attenzione per l’attività politica, sociale ed economica di chi in questo momento ha maggiori responsabilità.
Prima di arrivare al “purificare l’aria” i Vescovi parlano della “speranza collettiva” che sta scemando e costringe anche loro, i pastori, a non essere più “spettatori intimiditi” per “risvegliare la speranza e, ad un tempo, quella tensione alla verità senza la quale non c’è democrazia”
Come secondo passo il Cardinale ha parlato, nella stessa prolusione, del successo dell’ultimo congresso Eucaristico Nazionale (il 25 mo) e di come “la storia dei congressi è intrecciata indissolubilmente alla vita ed alle trasformazioni del Paese e riflette fin dal primo appuntamento, quello di Napoli del 1891, le differenti stagioni civili e culturali che l’hanno coinvolto”. Come a dire: guardate che queste cose le diciamo da sempre!
Ampio spazio della prolusione è stato poi dedicato alla recente GMG di Madrid ed all’insegnamento che i giovani della generazione Benedetto XVI (così li chiama il Cardinale) hanno dato alla Chiesa stessa, agli indignati di tutto il mondo, ai coetanei che hanno messo a ferro e fuoco le città sempre la scorsa estate e che quindi potrebbero dare anche agli adulti che ci governano, se solo venissero ascoltati, se solo venissero maggiormente coinvolti e non solo nelle lettere cubitali degli slogan pre elettorali. “In un’indagine – ha detto il Cardinale Bagnasco ed è scritto nella Prolusione distribuita a tutti i giornalisti – condotta durante la GMG, nove giovani su dieci avrebbero dichiarato di attendersi un grande cambiamento nella loro vita in seguito a quella esperienza. E’ interessante che da questi giovani il cambiamento non sia temuto ma cercato, e noi adulti abbiamo a prendere sul serio questo loro desiderio”.
I due interi capitoli della prolusione dedicati ai giovani ed al grande evento della GMG si chiudono con un invito sempre ai ragazzi che suona così: “Guardate ai santi: avete mai riscontrato tra loro persone sbiadite?”.
Giocando a sostituire la parola “santi” con altri personaggi della società, dai politici, ai giornalisti, che cosa ne verrebbe fuori?
A questo “invito” seguono altre pagine che mettono in parallelo i giovani di Madrid (“né indignati, né rassegnati”) con altri avvenimenti che hanno visto coinvolto in modo tragico i giovani, uno su tutti quello di Oslo che “ci dice che il seme del bene e quello del male sono presenti senza eccezioni nell’animo umano, catturabile talora da un estremismo che corrompe ogni fibra dell’essere, fino ad esplodere in tragedie che superano la stessa immaginazione”.
I Vescovi entrano poi nel vivo della situazione italiana partendo però dalla crisi economica e scrivendo che “…ci preoccupa un affronto serio e responsabile del generale calo demografico, e quindi del rapporto sbilanciato tra la popolazione giovane e quella matura ed anziana. Il fenomeno va ad interessare anche le funzioni previdenziali e pensionistiche non solo delle generazioni a venire ma già di quanti sono oggi giovani. Se non si riescono a far scaturire, nel breve periodo, le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazionale che, considerando anche l’apporto dei nuovi italiani, sia in grado di raccordare fisco, previdenza e pensioni avendo come volano un’efficace politica per la famiglia, l’Italia non potrà invertire il proprio declino: potrà forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciugherà il destino di un popolo.”
Quante volte la Chiesa, ultimamente spesso per bocca anche del Presidente dell’Istituto per le Opere Religiose Ettore Gotti Tedeschi, ha scritto che è investire sulla famiglia la vera soluzione alla generale crisi economica?
Un secondo passo nella situazione italiana avviene a pagina nove e piano piano il focus si centra sempre di più sul “costume e linguaggio pubblico”.
Così scrive il Cardinale Bagnasco: “Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» (Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009 e del 24-27 gennaio 2011).”
A me colpisce la precisione didattica del professor Bagnasco, mi sia concessa la licenza, nel senso che è lui stesso ad indicare le fonti, a scrivere dove si possono trovare altri discorsi simili per ricostruire bene il contesto dell’intervento della Chiesa, quasi conoscesse la pigrizia dei giornalisti di cui abbiamo parlato all’inizio di questo nostro excursus giornalistico.
Ed infine, a pagina 9, dopo una premessa che vale la pena leggere e che recita così: “Nessuno può negare la generosa dedizione e la limpida rettitudine di molti che operano nella gestione della cosa pubblica, come pure dell’economia, della finanza e dell’impresa: a costoro vanno rinnovati stima e convinto incoraggiamento. Si noti tuttavia che la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita. Ecco perché si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate. Chi rientra oggi nella classe dirigente del Paese deve sapere che ha doveri specifici di trasparenza ed economicità: se non altro, per rispettare i cittadini e non umiliare i poveri.”
Ecco la nostra frase! L’abbiamo trovata e letta alla luce di tutto quello che precede assume un significato più alto, e “più altro”, delle riduzioni giornalistiche della prima ora.
Concludo sottolineando come la Prolusione stessa prosegua mettendo l’accento su almeno altri tre argomenti di capitale importanza, e di continuo richiamo, per la chiesa cattolica: il contrasto all’evasione fiscale, il sostegno alla scuola cattolica ed una necessaria sottolineatura, visti i tempi, sull’impegno della Chiesa italiana per aiutare le persone e le famiglie in difficoltà.
Non servirebbe solo purificare l’aria, quindi, ad iniziare dalle redazioni dei giornali ma sarebbe necessario andare anche alle sorgenti della notizia, là in alto, dove l’aria, e la notizia, sono sicuramente pure.

17/10/11

Sarà il Viminale (e non gli arrestati) a risarcire i cittadini romani

Arriveranno dal Viminale i fondi per risarcire i romani danneggiati dalle violenze di sabato: un milione soltanto il conto a carico dei negozianti, secondo le stime di Confcommercio. La Prefettura ha messo a disposizione un fax per i cittadini che vogliano presentare una richiesta di risarcimento, al numero 06/69797409 . Per i fondi, bisognerà attendere gli stanziamenti del ministero. «Quando avremo una stima precisa dei danni, chiederemo un aiuto al Governo», spiega il sindaco Gianni Alemanno. Il Campidoglio, inoltre, mette a disposizione da oggi il numero telefonico 06/67104801 , per assistere i cittadini danneggiati.
Peccato.
Avevamo proposto che fossero quei delinquenti incarcerati a pagare i danni dei cittadini, ovviamente dopo giusto e veloce processo.
Del tipo: mi hai incendiato l'auto per la quale pago ancora 200 euro al mese?
Ecco, la mia finanziaria ti contatta, signor BB (che sta per Black Block e non per Brigitte Bardot) e tu, col tuo lavoro, ogni mese pagherai il mio bollettino, fino ad esaurimento importo totale.
Così facendo invece, ovvero "paga il Viminale", saremo tutti noi a pagare, o meglio, tutti noi a continuare a pagare con le nostre tasse.
Sono contento per i singoli cittadini vittime di violenza ma non mi sembra del tutto giusto: questi teppisti quando cominceranno a pagare?

Fotografia - I Grandi Maestri - Walter Leonardi



Bentornati cari amici di Frews avidi di fotografia al secondo appuntamento con i grandi maestri della nostra arte prediletta. Oggi andiamo a presentarvi la vita, ma sopratutto gli scatti, di un fotografo italiano: Walter Leonardi. 



Walter Leonardi nasce in Sicilia a San Cataldo. Sarà proprio la sua terra natia la prima fonte di ispirazione e la prima sorgente che alimenterà la sua passione per la pellicola. Una passione che lo porta ad essere membro delle prestigiose agenzie fotografiche Gamma Liaison di New York e Gamma di Parigi. 




14.000 sono le sue immagini pubblicate in tutto il mondo; 5.500 le pagine redazionali corredate dai suoi scatti nelle più importanti riviste italiane ed estere.
1.000.000 le diapositive del suo immenso archivio; una decina i libri monografici pubblicati in diverse lingue; una cinquantina gli attori hollywoodiani immortalati nelle loro case.




Perché la nostra scelta è caduta proprio su Walter Leonardi? Perché gli scatti che state ammirando in questo articolo, io ho avuto la fortuna di vederli dal vivo.

Infatti, il fotografo ha portato per le vie di Milano la mostra "Sicilia il Viaggio". Un viaggio attraverso  i 100 scatti memorabili della sua terra. Un viaggio che iniziava da via Dante attraverso Pzza Cordusio ed infine si concludeva in Corso Vittorio Emanuele. Immagini davvero suggestive che oltre ad adornare culturalmente e visivamente le vie della città, erano di grosso impatto emozionale.




Emozioni, come solo la grande fotografia sa regalre
Se volete vedere qualche immagine in più cliccate il seguente link:

Buona fotografia a tutti!

Laura



Ucciso a Mindanao un missionario impegnato nell'apostolato fra i tribali


Kidapawan (Agenzia Fides) - Padre Fausto Tentorio, missionario italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), parroco di Arakan Valley, sulla grande isola di Mindanao (Filippine Sud), è stato ucciso questa mattina, fra le 8,30 e le 9, davanti alla sua parrocchia. Lo conferma all'Agenzia Fides il suo confratello p. Giovani Vettorello, PIME, che viveva con lui da otto anni. Il missionario stava recandosi ad un incontro dei presbiteri della diocesi di Kidapawan, quando è stato assalito da due uomini armati che gli hanno sparato a sangue freddo, alla testa e alla schiena. Il sacerdote è stato portato in ospedale (ad Antipa, circa 20 km dal luogo del delitto) ma i medici ne hanno potuto solo constatare il decesso. Quando la notizia è giunta a Kidapawan, il Vescovo, Mons. Romulo De La Cruz, "inorridito e senza parole", e il suo confratello, p. Vettorello, sono tornati ad Arakan e poi accorsi in ospedale. La salma si trova ora nella sua parrocchia, dove i fedeli locali! la stanno vegliando, pregando ininterrottamente.
L'omicidio "ha preso tutti di sorpresa" dice p. Vettorello a Fides. "Non viviamo una fase di particolare tensione, come in passato. Certo, il lavoro missionario comporta sempre rischi, ma p. Tentorio non aveva nemici, nè mi ha mai detto di aver ricevuto minacce, né c'è stato un episodio eclatante per motivare il delitto. Era anche persona molto accorta e prudente. P. Tentorio lavorava nell'apostolato fra i tribali. Ma prima di intraprendere un programma o un progetto, sondava il terreno per capire possibili difficoltà grazie a personale locale".
Il confratello dice: "Ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads, in particolare alle tribù dei manobo. Sono popolazioni povere ed emarginate. Ha realizzato programmi di scolarizzazione, costruito condutture idriche per dare acqua potabile ai villaggi e ai campi, ha attivato corsi di formazione. In tal modo dava la sua testimonianza cristiana di amore e servizio al prossimo, ai poveri". In quest'opera, forse, nota p. Vettorello, "possono sorgere problemi relativi al possesso di terre, ai conflitti fra agricoltori, alle dispute fra tribù diverse. Ma nessuno poteva aspettarsi tale tragico evento. Sono convito che il sangue di p. Fausto sia il sangue di un martire che darà buoni frutti alla missione nelle Filippine" conclude p. Giovanni.
Padre Tentorio, nelle Filippine dal 1978, operava nella diocesi di Kidapawan dal 1980, Attualmente era Direttore diocesano dell'Apostolato fra i lumads. P. Tentorio è il terzo missionario italiano del Pime ucciso a Mindanao: nel 1985 fu ucciso P. Tullio Favali, sempre a Kidpawan; mentre nel 1992 fu ucciso a Zamboanga City P. Salvadore Carzedda. (PA) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Come vivere (o sopravvivere) da Cattolici nel Popolo della Libertà (pd+elle)

L’appello dei Vescovi per un rinnovato impegno dei cattolici nella vita sociale ed in politica, ripetuto di continuo negli ultimi anni, interroga anzitutto chi la politica già la sta facendo, a vari livelli e con vari incarichi, perché è sempre un bene rimettersi in discussione.
Dopo la fine della DC, sulla cui scomparsa traumatica non entriamo nel merito perché non oggetto di questo articolo (meriterebbe una riflessione a parte) gli eletti cattolici, come è a tutti noto, si sono ritrovati sparsi nei vari partiti trovando unità di azione, e spesso di voto, su alcuni argomenti e leggi ed in alcune occasioni particolari.
Ultimamente, causa soprattutto alcuni presunti comportamenti privati del presidente del Consiglio e presidente fondatore del Popolo della Libertà, balzati ai “disonori” della cronaca a seguito di pubblicazioni indiscriminate sui media nazionali di migliaia di intercettazioni telefoniche, i rappresentanti cattolici eletti nelle fila del Pdl si sono sentiti spesso porre la domanda: “ma come fai a rimanere in un partito con un presidente che si comporta in questo modo?”
Lasciando perdere l’aspetto giudiziario della questione, che farà il suo corso anch’esso in altre sedi, ci vogliamo soffermare sulla domanda e sulla questione che scaturisce da essa, ovvero sul difficile impegno, per i cattolici, di comportarsi sempre in maniera coerente con la propria fede, col proprio cammino, sia nella vita privata sia in quella pubblica mettendo queste due sullo stesso piano perché le riteniamo inscindibili.
E’ questo sicuramente l’aspetto più difficile per un cristiano oggi, vivere con coerenza, e ci asterremo dall’affrontare questo tema per paura di finire ad essere il classico “elefante nella cristalleria” e demandando il tutto al proprio percorso di fede ed al personale discernimento.
E’ necessario però premettere che riteniamo che nessun elettore del centrodestra, dell’attuale Pdl, abbia mai votato Berlusconi perché da lui si aspettasse un esempio di vita cristiana da imitare o da proporre ai proprio figli.
Senza voler qui trarre un giudizio morale sulla persona Berlusconi, non crediamo che neanche gli eletti cattolici nel suo partito lo indichino ai propri sostenitori come modello di vita nella coerenza dei valori cristiani, elencandone semmai altre di virtù presenti ed innegabili.
Vorremmo qui spiegarci bene perché davvero il nostro non vuole essere un giudizio morale sull’uomo Silvio Berlusconi che comunque ha il merito di non aver permesso, sotto i suoi Governi, una deriva laicista peggiore di quella già in corso, lasciando ai politici cattolici ampio spazio di manovra e di proposta per difendere la vita, nascente e morente, la famiglia uomo e donna, la scuola privata e gli aspetti sociali cari a Santa Madre Chiesa.
Su questo aspetto crediamo vada giudicato politicamente il Premier e non sulle sue vicissitudini personali come padre o come sposo.
La lucida risposta dell’onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, alla provocante domanda che ha dato inizio alla nostra riflessione, pensiamo possa essere la sintesi, e la conclusione perfetta del nostro argomentare.
Così ha risposto Lupi: “Penso che per i peccati ci giudicherà Dio. Per i reati, la magistratura. E per la politica gli elettori che giudicheranno la politica svolta e non la vita privata”.
Giorgio Gibertini

16/10/11

Serie A, settima giornata

Questa è la giornata degli 0-0, sono 5 per l'esattezza. Saranno stati gli impegni delle nazionale, sarà una casualità, ma ci sono stati pochi gol e appunto 5 gare a reti bianche. Ma non per questo sono mancati i colpi di scena.

Il Napoli cade nell'anticipo in casa contro il Parma: dopo essere andati sotto, gli azzurri trovano il momentaneo pareggio prima di subire il 2-1 degli emiliani. Sono tra i favoriti nella lotta allo scudetto, ma per vincere il tricolore non basta vincere con le grandi, anzi è con le piccole che si vincono gli scudetti. Milano divisa a metà, le due milanesi erano chiamate ad un pronto riscatto.

La Milano rossonera può sorridere con 3 reti rifilate alla loro bestia nera, il Palermo, anche grazie al ritorno di un Robihno in super forma, oltre ad un Ibra e Cassano a trazione anteriore - alla faccia di certe dichiarazioni sentite nei giorni scorsi. I nerazzurri invece, dopo l'illusione del vantaggio, subiscono due reti dal Catania ed inanellano un'altra incredibile sconfitta, la quarta.

La Juventus poteva tornare dopo anni in testa da sola, ma non riesce a superare il Chievo, nonostante le moltissime occasioni e il gol sfiorato più volte. Invece dovrà ancora contendere la testa con l'Udinese, anch'essa fermata in un pareggio senza reti contro l'Atalanta. Anche il Cagliari non coglie l'occasione per andare in testa e pareggia per 0-0 contro il Siena.

Nella sera va di scena il derby di Roma. Giallorossi in vantaggio dopo appena 5 minuti, ma la Lazio rimonta e trova il vantaggio al 93' minuto, per il finale di 2-1. Nelle altre gare, pareggio tra Cesena e Fiorentina a reti bianche, stesso risultato tra Lecce e Genoa. Invece il Bologna espugna il campo di Novara con due reti, è la prima vittoria del campionato per i rossoblu.

Black Block a lavorare per pagare i danni dei cittadini di Roma

La Capitale ferita sanguina e non solo per l'immagine desolante data all'estero ed ai turisti di tutto il mondo ma per i suoi cittadini doppiamente feriti.
Vedere questi teppisti salire sulla Scala Santa per lanciare pietre e bottiglie alla Polizia fa veramente sdegnare anche chi quella Scala se l'è fatta in ginocchio ed in preghiera.
Vedere la statua della Madonna sbattuta a terra e spaccata in decine di pezzi irrita anche chi custodisce ogni giorno la coroncina del Rosario in tasca e sa che quella Madre ha già perdonato queste bestie smarrite.
Ascoltare i proclami dei nostri politici non fa che ampliare il senso di rabbia che raggiunge l'ennesima potenza quando ascolti, o leggi, le interviste ai cittadini, cittadini come me, che vivono in quelle strade, che lì hanno negozi, casa, famiglia, affetti e che hanno avuto paura, in un sol pomeriggio, di perdere tutto.
Chi pagherà i loro danni?
Le assicurazioni, quelle stipulate con fatica e che avranno, alla riga 118, scritto in piccolissimo, che non sono coperti atti vandalici?
Il Comune che col suo Sindaco si è già affrettato a denunciare i danni di immagine subiti ed ha calcolato in 1 milione di euro quelli reali?
Gli organizzatori della manifestazione? Chi, quelli che non si sono accorti che c'erano 500 incappucciati tra le proprie fila e che lanciavano il sasso e poi nascondevano la mano?
Il Ministro Maroni appare in tivù scuro in volto e dice che non dovrà essere come le scorse volte e che quindi i 12 arrestati, ai quali speriamo se ne aggiungano altri, saranno puniti severamente ed in modo esemplare.
Sinceramente non ci credo che questo accadrà conoscendo un po' come è l'Italia e come è andata l'altra volta: basta registrare il fatto che su 82 manifestazioni in tutto il Mondo, gli incidenti sono avvenuti solo a Roma!
Ma oltre a non credere a questo "pugno duro" dico anche di più, ovvero che preferirei, da cittadino di Roma, che questi delinquenti fossero messi ai lavori forzati (pretendere che tornino al loro è un'utopia perché non credo qualcuno di questi abbia una occupazione seria oltre a quella di occupare le cose degli altri) e ripagare i danni alla signora che si è trovata l'auto sfasciata, a quella famigliola con figlia piccola che si è impaurita ai giardinetti ed ora se ne vuole andare via da Roma ed a tutti i negozianti della zona che dovranno rifarsi le vetrine della propria bottega.
Non teneteli in carcere che ci costano anche, un po' ogni giorno e poi ci costa il processo.
C'è bisogno di processarli veramente? Non può bastare in questo caso la condanna unanime dei cittadini assieme alle immagini alla televisione?
Condannateli a pagare i danni della povera gente che non c'entra niente con la crisi globale o col Governo ma che si è vista distrutta in un attimo i risparmi, se non di una vita, di parte di essa.

Fatto 30 facciamo anche 31 (qui si parla di due linee autobus di Roma)

Sono a Piazzale Clodio e sto cercando una linea autobus Atac Roma per tornare a casa. I gentilissimi autisti dell'Atac stanno chiacchierando tra di loro in attesa di partire ognuno col proprio autobus. Mi avvicino alzando il ditino: scusino, per Pineta Sacchetti?
I cinque autisti si scrutano tra di loro cercando la soluzione migliore e ce ne sono davvero tante.
Poi uno degli autisti getta la sigaretta e mi dice: "venga con me, ho fatto il 30 ora faccio il 31 e le dico dove scendere".
Non capisco e gli chiedo: che vuol dire?
Mi risponde: "Dovevo proseguire il mio turno con la linea 30 Express ma mi hanno appena comunicato di passare alla linea 31 che passa per Valle Aurelia e poi lì lei prende il 994 e sale su verso Pineta Sacchetti".
Sorrido e lo seguo e, gentilissimo, quasi mi porta a casa e mi offre un caffè.
Ho fatto il 30 ed ora faccio il 31 mi ha detto ed io penso: "ecco da dove è nato il famoso modo di dire: abbiamo fatto trenta facciamo trentuno!" Ed io che pensavo si riferisse a quando Papa Leone X, il 1º luglio 1517 creò trenta nuovi cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse pure degno di quell'onore e nominò cardinale anche lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il papa, che aveva deciso di fare trenta cardinali, ne avesse poi fatto uno di più, Leone X rispose "Chi ha fatto trenta può fare trentuno".
Invece no: il detto è nato tanti anni fa a Piazzale Clodio quando cinque autisti di allora stavano discutendo e.....

15/10/11

Myanmar: dopo 50 anni, di nuovo legali i sindacati: per i Vescovi è "un passo importante"

Con una ulteriore mossa di apertura verso forme di governo più democratiche, il regime birmano torna a dare legittimità e legalità ai sindacati, che erano stai vietati da 1962. Il presidente Thein Sein ha firmato una legge che consente ai lavoratori di formare sindacati (con un minimo di 30 memrbi), prevede il diritto di sciopero e anche possibili sanzioni per i datori di lavoro.
Le autorità birmane hanno consultato gli esperti Organizzazione Internazionale per il Lavoro (ILO) prima di promulgare la legge che, secondo il governo " dovrebbe "migliorare la trasparenza e contribuire ad aumentare gli investimenti stranieri".
Secondo fonti di Fides in Mynmar, i diversi passi compiuti dal governo negli ultimi mesi - pur restando ancora molte questioni aperte - "rappresentano un chiaro orientamento verso democrazia e riforme": la liberazione della leader pro-democrazia Aung San Suu Kyi e la libertà di movimento che le viene concessa; la formazione di due specifiche Commissioni, un per Minoranze etniche, una per i Diritti Umani; il blocco della diga di Mytston sul fiume Irrawaddy, con le possibili ricadute positive di pacificazione con le minoranze etniche; la liberazione di oltre 6.000 detenuti, fra i quali oltre 100 prigionieri politici; la legalizzazione dei sindacati.
Interpellato da Fides, Mons. Bishop Alexander Cho, Vescovo di Pyay, commenta: "Per quanto possiamo vedere, il presidente sta cercando fare di sforzi per il bene della nazione. La legalizzazione dei sindacati è un passo importante, un buon segnale. Laa gente, laici, preti, nelle comunità locali pensa che ci si sta muovendo nella direzione giusta. La situazione sociale sta migliora e ne siamo felici di questo. La fiducia verso il futuro sta crescendo". Le prossime sfide, rimarca il Vescovo, sono "fermare i conflitti con le minoranze e riconciliare la nazione. Speriamo che questo possa avverarsi presto". (PA) (Agenzia Fides 15/10/2011)

Censimento di Gesù bambino...e dei miei bambini

Ho ricevuto con emozione la busta Istat contenente il plico bianco/verde (manca il rosso) del 15esimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. E' il mio primo che compilerò come capo famiglia e come padre. Che bello.
Sono emozionato. Riesco ancora ad emozionarmi davanti ad un plico a punto metallico. In questi giorno lo compilerò mettendoci tutto di me, della mia famiglia, di mia moglie e dei miei figli. Mi sento un po' come Giuseppe che salì in Giudea alla città di Davide per farsi registrare. Per ora, visto che non ho affrontato il Censimento se non nella sua copertina, voglio lasciar perdere le polemiche sull'utilità o meno del tutto e sulla duplicazione di consegna di informazioni che lo Stato dovrebbe già avere. Per ora voglio solo emozionarmi come Padre e contribuire direttamente a questa fotografia dell'Italia. Per il resto riassaporate con me la bellezza nel racconto di quell'altro censimento....
[1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per
loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro
gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:
«Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore."

14/10/11

In Politica, alla fine, contano sempre i numeri... non quelli che si danno, ma quelli che si ottengono

In Politica, alla fine, contano sempre i numeri... non quelli che si danno, ma quelli che si ottengono. Tutti mi chiedono, credendo che io sia un politologo (anche se qui ci vorrebbe un fattucchiere) che cosa succederà oggi: mi è stato persino chiesto ieri sera durante la doccia nel dopo partita e tra un pre litigio e l'altro in preparazione del Derby. Io, non abbassandomi a prendere la saponetta, ho solo detto che secondo me la fiducia passerà anche oggi, magari per 4 voti ma che sicuramente non si supereranno i 316 voti per la fiducia assoluta, e quindi questo condannerà il Governo a portare a casa una vittoria ai punti ed a vivacchiare fino a Natale.
Perchè penso questo?
Uno perchè penso che oggi, bastando anche solo un voto per vincere, si riconferma una regola che è dai più dimenticata, ovvero che in Politica contano i voti, per essere eletti, per rimanere al governo, per prendere le decisioni.
E proprio per parlare di numeri vorrei ricordare che 247 deputati sono alla loro prima (per molti ultima) legislatura ed hanno tutto l'interesse ad arrivare al 2013 per potersi godere un minino vitalizio di 3 mila euro al mese: voi che fareste al loro posto?
Rivotereste la fiducia a Berlusconi o no?
Certo, la variabile è che Berlusconi cada, il Parlamento resti in piedi assicurandosi il vitalizio grazie ad una nuova fiducia ad un qualsiasi Premier indicato da Napolitano: considerate che vi sono anche 103 Senatori al loro primo mandato e che puntano ad Aprile 2013.
Dovrebbero questi 350 Parlamentari (uomini, donne, professionisti, ex studentesse, ex lasciamo perdere) accogliere volentieri l'idea di tornarsene a casa per il "bene comune"?
Voi che fareste?
Io lo dico sinceramente: pur di arrivare a fine mandato, sapendo che potrebbe essere l'ultima mia occasione d'oro, voterei anche Romano Prodi presidente del "mio" Consiglio.
In politica quindi contano i numeri, non solo quelli che si danno, e sono tanti, ma quelli che si prendono e quelli che spiegano perchè, se anche il Governo cadrà, elezioni non ci saranno.

Lettera Hai Parlamentari (con la H) dell'on. Santo Versace: riceviamo e pubblichiamo

Da: "Versace Santo" <versace_s@camera.it>
Data: 07/10/2011 15.45 Oggetto: COMUNICATO STAMPA DELL'ONOREVOLE SANTO VERSACE - NON ABBIATE PAURA -
COMUNICATO STAMPA DELL’ONOREVOLE SANTO VERSACE – NON ABBIATE PAURA -
<<Non abbiate paura>> così l’onorevole Versace rivolto hai Parlamentari del PDL che in questi giorni stanno valutando cosa fare per il bene del paese di fronte alla evidente inadeguatezza del governo in carica. Rivolgendosi a coloro che ritengono di poter dare un contributo per affrontare la difficoltà in cui versa il paese , Versace ha detto :<< lo facciano in modo esplicito e coerente alla luce del sole>> Se come io credo vi sono in Parlamento le energie e le volontà , occorrono atti di coraggio, non sono ammissibili congiure di palazzo,occorre una schietta e seria presa di coscienza, che si traduca in un voto di sfiducia al governo Berlusconi, unica via riconoscibile dall’opinione pubblica come legittima . << Non abbiate paura >> è ciò che si dicevano reciprocamente gli italiani usciti dalla guerra quando si trattò di ricostruire un Paese distrutto. Oggi occorre ritrovare lo stesso spirito e i Parlamentari italiani devono mostrare al Paese di anteporre la ricerca del bene comune ai propri interessi personali e alla paura di non essere ricandidati. Non possiamo accettare che un grande Paese qual è l’Italia sia bloccato dai timori della crisi. Un’alternativa c’è sempre si tratta di costruirla insieme, tra le forze politiche responsabili. Lo dobbiamo fare per i nostri figli.

Photo Of The Week N° 11 - Colours Of Bruxelles


Ho sempre pensato che il concetto di fotografia fosse indissolubilmente legato a quello di viaggio. Se si rimane fermi e statici, non si riuscirà mai a trovare il giusto soggetto da ritrarre. Questo ragionamento, ha una duplive valenza. Fisica e mentale. Si deve viaggiare fisicamente verso mete nuove per trovare nuovi stimoli e nuovi soggetti. Ma si deve anche viaggiare con la mente, per scoprire anche nel quotidiano la bellezza del mondo; bisogna aprire la propria mente per ammirare ciò che ci circonda. E allora, questa settimana, viaggiamo insieme a Veronica (che già ci aveva deliziato qualche settimana fa con un suo scatto) verso la città di Bruxelles e attraverso i suoi colori. Buona visione a tutti!


Foto: Colours Of Bruxelles

E dopo il grigio mare d’Irlanda, sono nuovamente ospite di questa bellissima rubrica con uno scatto decisamente meno cupo, realizzato con la mia Nikon D3000. L’arcobaleno di fiori ritratto nella foto si trova presso il Parlamento europeo, a Bruxelles. La serietà ed imponenza di un edificio immenso si scontrano con i colori vivaci, un cielo azzurro e nuvole che sembrano disegnate dalla mano di un bambino. Politica e naїveté, un arcobaleno che voglio interpretare come un ponte tra culture ed esigenze diverse. La città è cosmopolita, s’incontrano persone d’ogni etnia e nazione, tutti parlano fluentemente almeno due lingue (ma la maggior parte ne parla tre), e pare che i pregiudizi siano rimasti solo all’Italia della tradizione. Anche da questo viaggio ho avuto molto da imparare, non mi resta che aspettare di ripartire verso una nuova meta!

Autore: Veronica
Sono una studentessa del terzo anno di Lingue e Culture per l’editoria di Verona, appassionata di libri, musica, scrittura e, naturalmente, fotografia. Alla domanda “cos’è per te la fotografia?”, che spesso mi viene posta, credo di poter rispondere che lei è vita per me, il mezzo che mi permette di dar forma alle sensazioni, lo strumento con il quale posso documentare, trasmettere un’idea. E’ il brivido che provo nel sentire quel click, il modo di vedere la realtà che mi circonda, il motivo per affrontare una nuova giornata.
Da qualche mese ho aperto un blog in cui pubblico scatti e parole, i nuovi visitatori saranno naturalmente i benvenuti!

Festina Lente


Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!