In uno dei miei viaggi pro life per l’Italia giunsi tanti anni fa a L’Aquila dove visitai, e porto ancora nel cuore quei momenti, il Monumento ai bambini non nati curato in una zona del cimitero cittadino chiamata “il giardino dei bambini”. Il monumento raffigura una bianca Madonna senza volto con le braccia larghe e che accoglie tantissime testoline di bambini, anche loro senza volta. Dietro campeggia la scritta: ai 50 milioni di bambini ogni anno vittime dell’aborto. Una associazione per la vita locale, d’accordo col Comune, in convenzione assicura sepoltura e degne esequie ai bambini abortiti, o naturalmente o volontariamente.
Ricordo ancora i brividi e la commozione di tutto il gruppo nel sostare davanti a tantissime piccole croci ai piedi della Madonna, come piccoli bambini che tendevano le braccia verso quelle mamme che non sono state capaci di accoglierli.
Leggere oggi sui giornali che in un ospedale della capitale d’Italia sono stati ritrovati “feti malformati e resti umani” in un locale seminterrato, e completamente abbandonato, mi ha fatto riprendere nella memoria quei giorni e decidere di richiedere, ancora con più forza, che anche a Roma vi sia un monumento ai bambini non nati ed un luogo dove raccogliere le loro spoglie e dar loro giusta sepoltura.
La pessima realtà purtroppo supera l’immaginazione e nello scorrere la rassegna stampa su questo caso si legge dovunque la dichiarazione scioccante del direttore del Policlinico Umberto I di Roma: “Sono solo materiale didattico”.
Mi è rimasto il brivido per tutta la giornata a pensare a questa catalogazione che mi suona tanto negazionista dell’olocausto dell’aborto che ogni giorno si consuma nella nostra Italia e, nella nostra Capitale, per almeno 11 mila volte l’anno.
Materiale didattico? Mentre aspettavo i miei due figli non ho mai pensato a mia moglie come un contenitore di materiale didattico. E’ possibile usare ancora questi termini?
Prego per questi figli uccisi tre volte: dall’aborto, dall’oblio di quasi trenta anni in quel sottoscala e dall’antilingua che, per mistificare la verità, non ha neanche il coraggio di chiamarli per nome e di guardarli in faccia.
Quest’anno il Centro di cui sono presidente festeggia i suoi dieci anni e nell’invitare tutte le mamme a scegliere per la vita voglio anche invitare chi di voi, scultore, benefattore, volontario per la vita, voglia intraprendere con me il progetto di realizzare un Monumento ai bambini non nati in un cimitero di Roma. Chiedo al Sindaco di Roma la sua collaborazione nel far si che ogni bambino non strappato all’aborto nella nostra città possa trovare un piccolo lembo di terra dove essere accolto.
Giorgio Gibertini il 13 febbraio 2009
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05/01/12
Lele Mora, la Giustizia italiana e gli amici....quelli veri
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giustizia
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Redazione Frews
Non sarà un santo e nemmeno quello che si dice un cittadino esemplare. La sua fedina penale, del resto, parla chiaro: già negli anni Novanta venne condannato per detenzione di non modiche sostanze stupefacenti. Poi la scalata, il successo come agente dei vip e oggi nuovamente nei guai. L’uomo, insomma, è quello che è. Però, fino a prova contraria, Dario “Lele” Mora è pur sempre un essere umano, una persona con diritti inalienabili. E a me viene il dubbio che, nelle condizioni in cui si trova, tenerlo in cella non sia cosa così umana: dal luglio scorso ad oggi ha perso 40 chili, vive di medicinali, si muove in carrozzella e il 30 dicembre scorso ha pure tentato il suicidio. Mi sembrano indizi sufficienti per farsi venire qualche dubbio.
Anche perché non stiamo parlando di un mafioso o di un terrorista pluriomicida come Cesare Battisti (altrimenti sarebbe già in Francia o in Brasile); e neppure di uno - non foss’altro per la sua precaria salute - pronto a saltare su un aereo per le isole Cayman. Elementi sufficienti, anche qui, per sperare che la sua reiterata richiesta degli arresti domiciliari sia accolta al più presto. Beninteso: qui non c’entra la simpatia per l’uomo Lele Mora – che personalmente non ho - ma il fatto che Lele Mora è un uomo. E come tale va rispettato. Molto di più, per quanto mi riguarda, di coloro che fino a ieri lo frequentavano, magari soggiornavano nella sua villa in Sardegna e oggi fingono di non conoscerlo. Begli amici.
Giuliano Guzzo
Anche perché non stiamo parlando di un mafioso o di un terrorista pluriomicida come Cesare Battisti (altrimenti sarebbe già in Francia o in Brasile); e neppure di uno - non foss’altro per la sua precaria salute - pronto a saltare su un aereo per le isole Cayman. Elementi sufficienti, anche qui, per sperare che la sua reiterata richiesta degli arresti domiciliari sia accolta al più presto. Beninteso: qui non c’entra la simpatia per l’uomo Lele Mora – che personalmente non ho - ma il fatto che Lele Mora è un uomo. E come tale va rispettato. Molto di più, per quanto mi riguarda, di coloro che fino a ieri lo frequentavano, magari soggiornavano nella sua villa in Sardegna e oggi fingono di non conoscerlo. Begli amici.
Giuliano Guzzo
Il Commodore 64 compie 30 anni, io ne farò 40
Pubblicato da
Buongiorgio
La nostra linea immaginaria tra chi è giovane e chi lo è meno oggi si chiama Commodore64, o meglio il C64. Se ti è scesa una lacrimuccia leggendo queste prime righe sei come me, ovvero viaggi spedito e silenzioso verso gli "anta" utilizzando per scrivere un'altra tastiera quasi piatta, od un touch screen, ma ben ricordi la forma da hamburger della tastiera del C64. Se invece questo nome non ti dice nulla, beh, amico mio, sei di un'altra generazione ed il c due punti a capo non potrai mai raccontarlo nel tuo blog.
Era il gennaio del 1982 quando al Ces di Las Vegas fu presentato il Commodore 64 (poi c'era anche il fratellino Commodore Vic20). Il Commodore era un simbolo, una macchina all’avanguardia per l’epoca (qui trovate qualche ulteriore info). L’inizio timido dell’informatica di massa. In Italia arrivò un anno dopo, nel marzo del 1983 (negli Usa era commercializzato già dal giugno 1982), dopo aver fatto bella mostra di sé allo Smau di un anno prima. E fu subito un successo, malgrado costasse all’epoca del lancio 973.500 lire, cifra comunque minima per un computer allora, e fu infatti quella la chiave del successo (negli Usa costava 565 dollari contro i 135 stimati di costo di produzione della singola macchina).
Era il gennaio del 1982 quando al Ces di Las Vegas fu presentato il Commodore 64 (poi c'era anche il fratellino Commodore Vic20). Il Commodore era un simbolo, una macchina all’avanguardia per l’epoca (qui trovate qualche ulteriore info). L’inizio timido dell’informatica di massa. In Italia arrivò un anno dopo, nel marzo del 1983 (negli Usa era commercializzato già dal giugno 1982), dopo aver fatto bella mostra di sé allo Smau di un anno prima. E fu subito un successo, malgrado costasse all’epoca del lancio 973.500 lire, cifra comunque minima per un computer allora, e fu infatti quella la chiave del successo (negli Usa costava 565 dollari contro i 135 stimati di costo di produzione della singola macchina).
Io l'ho avuto tra le mani e forse mia madre ancora lo conserva da qualche parte in cantina, come sua consuetudine, e me lo gestivo "litigando" fraternamente con mio fratello.
Poi tutto mi sembra sia andato così in fretta che non si fa in tempo ad innamorarsi di un Pentium che siamo già ai Tablet: troppo in fretta, come i nostri anni che sono già quaranta!
La vitamina del giorno: Santa Amelia ed una frase di Erich Fromm
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vitaminadelgiorno
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Redazione Frews
5 gennaio
2012, segno zodiacale:
Capricorno. S. AMELIA, Vergine e martire. Non si sa
praticamente nulla della sua vita. Appartiene ad un numeroso gruppo di
martiri,uccisi,a Gerona città della Catalogna , in Spagna, durante il IV
secolo all' epoca della persecuzione di Diocleziano( 243-313). Nel 1336
il vesovo della Catalogna scoprì le reliquie dei martiri e dedicò ad essi un
altare nella cattedrale cittadina.
" L' atto di disobbedienza , in quanto atto di libertà, è l' inzio della ragione"
Erich Fromm
" L' atto di disobbedienza , in quanto atto di libertà, è l' inzio della ragione"
Erich Fromm
04/01/12
"RICORDATI DI PAGARE IL CANONE RAI".Si ma.....
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Francesca

Oggi ho visto il promo della prossima,davvero prossima,edizione del conosciutissimo programma"Ballando con le stelle",condotto fin dagli esordi nel palinsesto di RaiUno dall'inossidabole bionda Milly Carlucci.Tra le stelle,cioè i vips,che parteciperanno alle sfide ballerine del sabato sera sulla rete ammiraglia Rai nientepopodimenoche gli ex calciatori Vieri,Delvecchio e addirittura Rivera,la cantante Anna Tatangelo,l'ex Miss Italia ed annunciatrice sempre di mamma Rai Claudia Andreatti e,mi sembra di aver capito nel ruolo di superospite per una puntata il campione Oscar Pistorius.E'crisi per il popolo poi non si bada a spese per far replicare ancora una volta alla Milly nazionale il successo delle edizioni scorse.Ecco perché non mi sembra eccezionale il traguardo record di 13 milioni di telespettatori raggiunti da Fiorello,perché non mi sembra tanto meritevole "Ballando"et via discorrendum:specialmente l'ex codino più famoso della tv,in 4 serate ha portato sullo schermo superpersonaggi che non si vedono in un anno intero,anzi,in un quinquennio e la Carlucci,nel suo piccolo,fa lo stesso.In pratica,svenano noi col canone ma non mettono limiti ai conduttori,a certi conduttori,relativamente al budget a disposizione per ultimare il cast o i partecipanti ad un programma.Ci sono tanti personaggi esordienti e meritevoli che potrebbero lo stesso piacere e costerebbero moooolto,moooolto meno.Ma si sa,quando si hanno i santi in Paradiso...E tu....RICORDATI DI PAGARE IL CANONE RAI!
Tra tette, Pip e pip mentali, difficile vivere da donna!
Pubblicato da
Francesca
Equitalia (o iniquitalia) solo per i cittadini normali e per i vip ed i parlamentari?
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economia
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Redazione Frews
Pensavano di farla franca, dicendo che la commissione Giovannini avrebbe dimostrato che gli onorevoli italiani in realtà guadagnano meno dei colleghi europei. Ma così non è stato: i loro stipendi si sono rivelati quello che sono - altissimi - e allora agli inquilini di Camera e Senato tocca davvero tirare la cinghia, e sottoporsi alla riduzione della busta paga e dei benefit. Io penso che e’ ora e passata !! Ma qui si tergiversa..si temporeggia !! Invece bisogna fare presto !!
In un paese dove un malato di Alzheimer perde la casa per 63 euro non pagate ad Equitalia, e’ ancora tollerabile che qualche giorno di lavoro in parlamento porti a vitalizi di 3.000 € e rotti ??
E’ vero che in Liguria il pm Francesco Pinto avra’ parecchio da fare e chiedera’ il rinvio a giudizio per il direttore ligure della “Iniquitalia”, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci. Ma il povero inquilino riuscira’ a riottenere il suo alloggio ? come..quando ?? e chi lo sa !! Nel frattempo si transa: il vip di turno deve al fisco 300 milioni ?? no problem..”ve ne do’ 150..ok ?” e l’agenzia ovviamente che dira’ ? Ma certo !! meglio pochi, maledetti e subito !! Ma intanto sono 150 milioni in meno per lo stato..per i cittadini..o sbaglio ?? Uno sconto sostanzioso vero ?? Ci esce una casetta al centro !! Ma quel vip..ne aveva bisogno?? Poverino !! E chi deve invece solo una piccola cifretta..minima e irrisoria ?? niente da fare !! o paghi tutto o la casa !! ma dai !! Questa e’ la famosa redistribuzione delle risorse ventilata a destra e a sinistra ?? Qua bisogna scendere in piazza !!
Gianpi Maravalli
In un paese dove un malato di Alzheimer perde la casa per 63 euro non pagate ad Equitalia, e’ ancora tollerabile che qualche giorno di lavoro in parlamento porti a vitalizi di 3.000 € e rotti ??
E’ vero che in Liguria il pm Francesco Pinto avra’ parecchio da fare e chiedera’ il rinvio a giudizio per il direttore ligure della “Iniquitalia”, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci. Ma il povero inquilino riuscira’ a riottenere il suo alloggio ? come..quando ?? e chi lo sa !! Nel frattempo si transa: il vip di turno deve al fisco 300 milioni ?? no problem..”ve ne do’ 150..ok ?” e l’agenzia ovviamente che dira’ ? Ma certo !! meglio pochi, maledetti e subito !! Ma intanto sono 150 milioni in meno per lo stato..per i cittadini..o sbaglio ?? Uno sconto sostanzioso vero ?? Ci esce una casetta al centro !! Ma quel vip..ne aveva bisogno?? Poverino !! E chi deve invece solo una piccola cifretta..minima e irrisoria ?? niente da fare !! o paghi tutto o la casa !! ma dai !! Questa e’ la famosa redistribuzione delle risorse ventilata a destra e a sinistra ?? Qua bisogna scendere in piazza !!
Gianpi Maravalli
Insieme per Noemi: raccolti oltre 310 mila euro!
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Società e Varie
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Redazione Frews
Quello di dicembre è stato un mese intenso per la vita dell'Associazione, caratterizzato in particolare da un forte impegno per l'iniziativa “Insieme per Noemi”, che ha raggiunto la somma di 311.200 euro, ma anche da una serie di altre iniziative legate al Progetto Luce, dedicato a Padre Luigi Colnaghi e attivo in Africa dal 2009, specificatamente in Burundi, tra il piccolo villaggio di Buta e l’ospedale provinciale di Bururi nel sud del paese.
Il Progetto, nato per contrastare il progredire della cecità nei bambini e nelle persone adulte e per permettere anche la misurazione gratuita della vista, la correzione della stessa con occhiali nonchè l’invio di un’equipe oculistica per l’intervento chirurgico nelle strutture ospedaliere locali, ha avuto davvero un grande successo. Un nostro ulteriore obiettivo è quello di realizzare missioni di tale rilevanza in altre parti del mondo e già nel mese di ottobre 2012 si attuerà lo stesso progetto anche nella Repubblica Democratica del Congo.
Proprio al fine di supportare il settore sanitario di operatività, durante il mese di Dicembre, sono state realizzate tantissime iniziative, ciascuna delle quali ha contribuito significativamente alla raccolta fondi a favore del Settore LIFE dell’Associazione.
Domenica 11 dicembre 2011 presso la Parrocchia di S. Agostino a Civitavecchia si è svolto infatti il Concerto Gospel dei “Whitest”, il famoso gruppo spiritual/gospel, sempre disponibile a collaborare con progetti che hanno come scopo la solidarietà e il successivo Lunedì si è tenuto lo stand di artigianato cubano e peruviano in occasione della Sagra dell’Olivo a Canino.
Anche la pesca di beneficenza e i mercatini organizzati dai bambini della Scuola elementare di Cupramontana (in provincia di Ancona) hanno avuto moltissimo successo e contribuito ad alimentare le radici della solidarietà tra i più piccoli, così come la Tombolata alla Cittadella organizzata il 16 dicembre dai volontari e dagli amici dell’Associazione, il Mercatino della Scuola Manzi di Aurelia, il Mercatino della Scuola Guglielmotti di Civitavecchia e la Mostra dei Presepi che dal 20 dicembre fino all’8 gennaio sarà aperta al pubblico dei concittadini e non!
Nell’elenco delle iniziative non poteva mancare assolutamente lo Stand di artigianato tenutosi a Vejano in occasione del presepio vivente della cittadina, conosciuto in tutto il Viterbese, e la Tombolata che il 28 dicembre ha visto i cittadini di Vejano accorrere al teatro comunale per trascorrere una serata di beneficenza all’insegna del gioco e della musica!
Stessa atmosfera si è respirata durante il pomeriggio del 28 dicembre nel salone della cittadella dove è stato offerto, dalle volontarie del settore Servizi sociali, un momento di festa per tutte le persone che ricevono, settimanalmente, vestiario e viveri. Una tombolata con premi per tutti ha creato inevitabilmente un clima di famiglia coinvolgendo i numerosi partecipanti.
Con l'anno nuovo, sempre per il Progetto Luce, è previsto un grande concerto a Roma nella Parrocchia di S. Gregorio VII. Proprio il 6 Gennaio, alle ore 19.00, il Coro “Vox Angelorum” si esibirà per l'Associazione al fine di raccogliere fondi per il progetto dell'Africa.
Tutto l'anno 2012 sarà dunque dedicato alle opere da realizzarsi nel continente africano dove si svolgeranno tra Aprile ed Ottobre due missioni, una in Burundi e l'altra in Repubblica Democratica del Congo.
A fronte di tutti questi bellissimi esiti, non rimane che continuare a forgiarci della forza di volontà e del coraggio di mettere in campo i sentimenti più nobili!
Rita e Rossella di Semi Di Pace
Il Progetto, nato per contrastare il progredire della cecità nei bambini e nelle persone adulte e per permettere anche la misurazione gratuita della vista, la correzione della stessa con occhiali nonchè l’invio di un’equipe oculistica per l’intervento chirurgico nelle strutture ospedaliere locali, ha avuto davvero un grande successo. Un nostro ulteriore obiettivo è quello di realizzare missioni di tale rilevanza in altre parti del mondo e già nel mese di ottobre 2012 si attuerà lo stesso progetto anche nella Repubblica Democratica del Congo.
Proprio al fine di supportare il settore sanitario di operatività, durante il mese di Dicembre, sono state realizzate tantissime iniziative, ciascuna delle quali ha contribuito significativamente alla raccolta fondi a favore del Settore LIFE dell’Associazione.
Domenica 11 dicembre 2011 presso la Parrocchia di S. Agostino a Civitavecchia si è svolto infatti il Concerto Gospel dei “Whitest”, il famoso gruppo spiritual/gospel, sempre disponibile a collaborare con progetti che hanno come scopo la solidarietà e il successivo Lunedì si è tenuto lo stand di artigianato cubano e peruviano in occasione della Sagra dell’Olivo a Canino.
Anche la pesca di beneficenza e i mercatini organizzati dai bambini della Scuola elementare di Cupramontana (in provincia di Ancona) hanno avuto moltissimo successo e contribuito ad alimentare le radici della solidarietà tra i più piccoli, così come la Tombolata alla Cittadella organizzata il 16 dicembre dai volontari e dagli amici dell’Associazione, il Mercatino della Scuola Manzi di Aurelia, il Mercatino della Scuola Guglielmotti di Civitavecchia e la Mostra dei Presepi che dal 20 dicembre fino all’8 gennaio sarà aperta al pubblico dei concittadini e non!
Nell’elenco delle iniziative non poteva mancare assolutamente lo Stand di artigianato tenutosi a Vejano in occasione del presepio vivente della cittadina, conosciuto in tutto il Viterbese, e la Tombolata che il 28 dicembre ha visto i cittadini di Vejano accorrere al teatro comunale per trascorrere una serata di beneficenza all’insegna del gioco e della musica!
Stessa atmosfera si è respirata durante il pomeriggio del 28 dicembre nel salone della cittadella dove è stato offerto, dalle volontarie del settore Servizi sociali, un momento di festa per tutte le persone che ricevono, settimanalmente, vestiario e viveri. Una tombolata con premi per tutti ha creato inevitabilmente un clima di famiglia coinvolgendo i numerosi partecipanti.
Con l'anno nuovo, sempre per il Progetto Luce, è previsto un grande concerto a Roma nella Parrocchia di S. Gregorio VII. Proprio il 6 Gennaio, alle ore 19.00, il Coro “Vox Angelorum” si esibirà per l'Associazione al fine di raccogliere fondi per il progetto dell'Africa.
Tutto l'anno 2012 sarà dunque dedicato alle opere da realizzarsi nel continente africano dove si svolgeranno tra Aprile ed Ottobre due missioni, una in Burundi e l'altra in Repubblica Democratica del Congo.
A fronte di tutti questi bellissimi esiti, non rimane che continuare a forgiarci della forza di volontà e del coraggio di mettere in campo i sentimenti più nobili!
Rita e Rossella di Semi Di Pace
Per Asia News i personaggi del 2011 sono due vescovi cattolici in Cina
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chiesa
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Redazione Frews
Alla fine dell’anno molte riviste e siti web stilano una classifica dei personaggi più famosi del 2011, che si sono distinti in qualche opera o hanno determinato l’informazione mondiale.
Di solito sono personaggi della politica, della cultura, o un movimento intero, come è quest’anno per la rivista americana Time, che ha consacrato a “personaggio” (collettivo) del 2011 i giovani della “primavera araba” e a tutti i dimostranti del mondo.
Noi di AsiaNews vogliamo fare una scelta controcorrente: dare un premio a chi non è mai stato citato dai media, chi non ha avuto alcun riconoscimento pubblico, chi è dimenticato nonostante anni di lotta per la verità, la dignità e la giustizia: insomma un premio “all’illustre sconosciuto”.
Come Time, anche noi vogliamo dedicare un premio “collettivo”, a due grandi sconosciuti: due vescovi cinesi della comunità sotterranea che da decenni sono stati rapiti dalla polizia e dei quali nessuno sa più nulla.
Il primo è mons. Giacomo Su Zhimin, quasi 80 anni, vescovo di Baoding (Hebei), arrestato dalla polizia l’8 ottobre 1997.
Da allora nessuno conosce né l’accusa che ha causato l’arresto, né se vi sia stato un processo, né il suo luogo di detenzione.
Nel novembre 2003 è stato per caso scoperto in cura in un ospedale di Pechino, circondato da poliziotti della pubblica sicurezza. Dopo una breve e frettolosa visita dei parenti, la polizia lo ha fatto scomparire ancora fino ad oggi.
Il secondo è mons. Cosma Shi Enxiang, di 90 anni, vescovo di Yixian (Hebei), arrestato il 13 aprile 2001. Di lui non si sa davvero nulla, anche se i suoi parenti e fedeli continuano a domandare alla polizia almeno qualche notizia.
Essi meritano di essere ricordati accanto a famosi personaggi della dissidenza come il premio Nobel Liu Xiaobo o il grande Bao Tong perché come loro – e da molto più tempo – combattono per la libertà dell’individuo e per la loro fede.
In qualche modo essi sono i profeti della dissidenza: primi a subire persecuzione; primi a subire arresti e condanne; primi a lanciare appelli alla comunità internazionale; i primi ad essere dimenticati.
Prima dell’ultimo arresto, mons. Su Zhimin ha passato a fasi alterne almeno 26 anni in carcere o ai lavori forzati, bollato come “controrivoluzionario” solo perché , fin dagli anni ’50, si è sempre rifiutato di aderire all’Associazione patriottica, che vuole edificare una chiesa nazionale staccata dal papa.
Nel ’96 – da un luogo nascosto perché ricercato – era riuscito a diffondere una lettera aperta al governo cinese perché rispettasse i diritti umani e la libertà religiosa del popolo. In tutto ha già speso 40 anni in cattività.
Mons. Shi Enxiang è stato incarcerato ancora più a lungo: dal 1957 fino al 1980, costretto ai lavori forzati agricoli nell’Heilongjiang, fino a fare il minatore nelle miniere di carbone dello Shanxi.
È arrestato ancora per tre anni nel 1983, poi subisce tre anni di arresti domiciliari.
Nell’89 – alla costituzione della Conferenza episcopale dei vescovi sotterranei – viene ancora arrestato e rilasciato solo nel ’93, fino al suo ultimo arresto nel 2001. In tutto egli ha passato già 51 anni in prigione.
Mentre in Cina crescono le rivolte sociali per la giustizia e la dignità degli operai e dei contadini, vale la pena ricordare questi campioni perché essi hanno lottato come loro e prima di loro per la verità, senza mai imbracciare le armi, spesso da soli, senza il conforto dei network di Facebook o di Twitter.
Vale la pena ricordarli anche perché c’è il timore che il regime cinese li faccia morire sotto le torture, come in passato è avvenuto per altri vescovi cinesi imprigionati (mons. Giuseppe Fan Xueyan nel ’92; mons. Giovanni Gao Kexian nel 2006; mons. Giovanni Han Dingxian nel 2007).
Allo stesso tempo, vale la pena ricordarli per mostrare quanto è ridicolo il governo di Pechino, che davanti a richieste di personalità politiche internazionale sulla sorte dei due vescovi, si nasconde rispondendo: “Non sappiamo”: dovremmo credere che il governo con un gigantesco apparato poliziesco, una superba rete spionistica e di controllo capillare sulla sua popolazione, ignora dove si trovino questi due anziani vescovi, che la cultura cinese imporrebbe di rispettare e onorare?
Il “non sappiamo” è anche la risposta che il Vaticano riceve quando – in incontri privatissimi con qualche burocrate cinese – osa levare la questione sui due prelati scomparsi.
Così, per il timore che la loro sorte peggiori, i loro nomi non vengono mai citati nemmeno nelle preghiere per i perseguitati.
La dolcezza vaticana, mostrata finora nel dialogo con le autorità cinesi, non è riuscita ancora a liberare questi vescovi, né le decine di sacerdoti sotterranei che languono nei laogai (lager) cinesi.
Il nostro augurio per la Commissione vaticana sulla Chiesa in Cina è che essa ponga la loro liberazione come condizione per far ripartire qualunque dialogo.
E la nostra richiesta a chiunque, cristiani e non, è ricordarsi di questi due anziani campioni della fede, della verità, della dignità dell’uomo.
A loro indiscutibilmente va il nostro premio e soprattutto la nostra gratitudine. Per questo vogliamo iniziare il 2012 con una campagna a loro favore.
Bernardo Cervellera
Direttore di “Asianews”, agenzia del Pontificio istituto missioni estere
Di solito sono personaggi della politica, della cultura, o un movimento intero, come è quest’anno per la rivista americana Time, che ha consacrato a “personaggio” (collettivo) del 2011 i giovani della “primavera araba” e a tutti i dimostranti del mondo.
Noi di AsiaNews vogliamo fare una scelta controcorrente: dare un premio a chi non è mai stato citato dai media, chi non ha avuto alcun riconoscimento pubblico, chi è dimenticato nonostante anni di lotta per la verità, la dignità e la giustizia: insomma un premio “all’illustre sconosciuto”.
Come Time, anche noi vogliamo dedicare un premio “collettivo”, a due grandi sconosciuti: due vescovi cinesi della comunità sotterranea che da decenni sono stati rapiti dalla polizia e dei quali nessuno sa più nulla.
Il primo è mons. Giacomo Su Zhimin, quasi 80 anni, vescovo di Baoding (Hebei), arrestato dalla polizia l’8 ottobre 1997.
Da allora nessuno conosce né l’accusa che ha causato l’arresto, né se vi sia stato un processo, né il suo luogo di detenzione.
Nel novembre 2003 è stato per caso scoperto in cura in un ospedale di Pechino, circondato da poliziotti della pubblica sicurezza. Dopo una breve e frettolosa visita dei parenti, la polizia lo ha fatto scomparire ancora fino ad oggi.
Il secondo è mons. Cosma Shi Enxiang, di 90 anni, vescovo di Yixian (Hebei), arrestato il 13 aprile 2001. Di lui non si sa davvero nulla, anche se i suoi parenti e fedeli continuano a domandare alla polizia almeno qualche notizia.
Essi meritano di essere ricordati accanto a famosi personaggi della dissidenza come il premio Nobel Liu Xiaobo o il grande Bao Tong perché come loro – e da molto più tempo – combattono per la libertà dell’individuo e per la loro fede.
In qualche modo essi sono i profeti della dissidenza: primi a subire persecuzione; primi a subire arresti e condanne; primi a lanciare appelli alla comunità internazionale; i primi ad essere dimenticati.
Prima dell’ultimo arresto, mons. Su Zhimin ha passato a fasi alterne almeno 26 anni in carcere o ai lavori forzati, bollato come “controrivoluzionario” solo perché , fin dagli anni ’50, si è sempre rifiutato di aderire all’Associazione patriottica, che vuole edificare una chiesa nazionale staccata dal papa.
Nel ’96 – da un luogo nascosto perché ricercato – era riuscito a diffondere una lettera aperta al governo cinese perché rispettasse i diritti umani e la libertà religiosa del popolo. In tutto ha già speso 40 anni in cattività.
Mons. Shi Enxiang è stato incarcerato ancora più a lungo: dal 1957 fino al 1980, costretto ai lavori forzati agricoli nell’Heilongjiang, fino a fare il minatore nelle miniere di carbone dello Shanxi.
È arrestato ancora per tre anni nel 1983, poi subisce tre anni di arresti domiciliari.
Nell’89 – alla costituzione della Conferenza episcopale dei vescovi sotterranei – viene ancora arrestato e rilasciato solo nel ’93, fino al suo ultimo arresto nel 2001. In tutto egli ha passato già 51 anni in prigione.
Mentre in Cina crescono le rivolte sociali per la giustizia e la dignità degli operai e dei contadini, vale la pena ricordare questi campioni perché essi hanno lottato come loro e prima di loro per la verità, senza mai imbracciare le armi, spesso da soli, senza il conforto dei network di Facebook o di Twitter.
Vale la pena ricordarli anche perché c’è il timore che il regime cinese li faccia morire sotto le torture, come in passato è avvenuto per altri vescovi cinesi imprigionati (mons. Giuseppe Fan Xueyan nel ’92; mons. Giovanni Gao Kexian nel 2006; mons. Giovanni Han Dingxian nel 2007).
Allo stesso tempo, vale la pena ricordarli per mostrare quanto è ridicolo il governo di Pechino, che davanti a richieste di personalità politiche internazionale sulla sorte dei due vescovi, si nasconde rispondendo: “Non sappiamo”: dovremmo credere che il governo con un gigantesco apparato poliziesco, una superba rete spionistica e di controllo capillare sulla sua popolazione, ignora dove si trovino questi due anziani vescovi, che la cultura cinese imporrebbe di rispettare e onorare?
Il “non sappiamo” è anche la risposta che il Vaticano riceve quando – in incontri privatissimi con qualche burocrate cinese – osa levare la questione sui due prelati scomparsi.
Così, per il timore che la loro sorte peggiori, i loro nomi non vengono mai citati nemmeno nelle preghiere per i perseguitati.
La dolcezza vaticana, mostrata finora nel dialogo con le autorità cinesi, non è riuscita ancora a liberare questi vescovi, né le decine di sacerdoti sotterranei che languono nei laogai (lager) cinesi.
Il nostro augurio per la Commissione vaticana sulla Chiesa in Cina è che essa ponga la loro liberazione come condizione per far ripartire qualunque dialogo.
E la nostra richiesta a chiunque, cristiani e non, è ricordarsi di questi due anziani campioni della fede, della verità, della dignità dell’uomo.
A loro indiscutibilmente va il nostro premio e soprattutto la nostra gratitudine. Per questo vogliamo iniziare il 2012 con una campagna a loro favore.
Bernardo Cervellera
Direttore di “Asianews”, agenzia del Pontificio istituto missioni estere
Come hai fatto a convincerla a non abortire? Le ho sabotato la sveglia
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bioetica,
Editoriale,
opinioni
Pubblicato da
Buongiorgio
Come a dire: una sveglia salva la vita. Come hai fatto per convincerla a non andare all’appuntamento in ospedale per abortire?” le richiede attonita la nostra volontaria addetta ai colloqui con le mamme. L’amica (il contatto) guarda la mamma che ha scelto di tenersi i bambini, le prende la mano e ripete: “Ho spostato le lancette dell’orologio, la sveglia non è suonata e quando si è svegliata… era tardi per abortire”.
03/01/12
Connecting People esprime solidarietà a Goel dopo la bomba di Caulonia
Pubblicato da
Redazione Frews
"La bomba ha fatto saltare i pavimenti e divelto tutte le porte. È stata piazzata davanti l'ingresso. È un atto di stampo chiaramente mafioso, uno dei tanti che hanno colpito la Locride e la Calabria negli ultimi giorni". A parlare è Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel 1, che dal 2003 si contrappone allo strapotere economico della 'ndrangheta. La bomba è stata fatta esplodere ieri a Caulonia (Reggio Calabria) davanti all'ingresso di un locale che il gruppo stava per aprire: un laboratorio sociale per l'inserimento lavorativo.
Il gruppo Goel gestisce vari progetti di accoglienza di rifugiati politici e di minori stranieri non accompagnati insieme ai comuni della Locride. Il locale dell'attentato si trova a Caulonia ed era stato affittato da Goel con l'intenzione di aprire un ristorante multietnico dove formare e inserire al lavoro gli ospiti dei progetti di accoglienza. "La bomba - racconta Linarello - è stata fatta esplodere immediatamente davanti l'ingresso principale, probabilmente nella notte del primo dell'anno. Subito sono intervenuti sul posto i carabinieri che hanno già avviato le indagini, affidando le analisi alla Scientifica".
"Andiamo avanti nella lotta alla 'ndrangheta". "Nel corso della sua vita il gruppo Goel ha già subito una decina di intimidazioni di stampo mafioso", ricorda Linarello. Anche per questo le cooperative della Locride chiedono che "il governo dia un chiaro segnale di rafforzamento della lotta alla 'ndrangheta". Il gruppo Goel promette poi che continuerà "le attività di accoglienza degli immigrati per sottrarli al controllo della malavita", promuoverà "un mercato locale degli agrumi che premi gli agricoltori che si oppongono alla 'ndrangheta" e infine persisterà "a ignorare e disprezzare le regole non scritte che la 'ndrangheta impone a livello sociale ed economico". Subito si è fatta sentire la voce del Consorzio Connecting People che in un comunicato così scrive: " Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Connecting People esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi del Gruppo Cooperativo Goel vittime di un gravissimo attentato la scorsa notte di Capodanno a Caulonia (RC). Ancor di più possiamo capire la gravità di questo gesto essendo stati anche noi, nel corso degli anni, ripetutamente oggetti di attentati e minacce anche personali. Confidiamo che le forze dell'ordine risalgano celermente ai responsabili di questo vile gesto e, nell'augurare agli operatori di Goel una tempestiva ripresa della loro lodevole attività, assicuriamo tutto il nostro supporto e la nostra disponibilità ove necessari."
Redazione
Il gruppo Goel gestisce vari progetti di accoglienza di rifugiati politici e di minori stranieri non accompagnati insieme ai comuni della Locride. Il locale dell'attentato si trova a Caulonia ed era stato affittato da Goel con l'intenzione di aprire un ristorante multietnico dove formare e inserire al lavoro gli ospiti dei progetti di accoglienza. "La bomba - racconta Linarello - è stata fatta esplodere immediatamente davanti l'ingresso principale, probabilmente nella notte del primo dell'anno. Subito sono intervenuti sul posto i carabinieri che hanno già avviato le indagini, affidando le analisi alla Scientifica".
"Andiamo avanti nella lotta alla 'ndrangheta". "Nel corso della sua vita il gruppo Goel ha già subito una decina di intimidazioni di stampo mafioso", ricorda Linarello. Anche per questo le cooperative della Locride chiedono che "il governo dia un chiaro segnale di rafforzamento della lotta alla 'ndrangheta". Il gruppo Goel promette poi che continuerà "le attività di accoglienza degli immigrati per sottrarli al controllo della malavita", promuoverà "un mercato locale degli agrumi che premi gli agricoltori che si oppongono alla 'ndrangheta" e infine persisterà "a ignorare e disprezzare le regole non scritte che la 'ndrangheta impone a livello sociale ed economico". Subito si è fatta sentire la voce del Consorzio Connecting People che in un comunicato così scrive: " Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Connecting People esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi del Gruppo Cooperativo Goel vittime di un gravissimo attentato la scorsa notte di Capodanno a Caulonia (RC). Ancor di più possiamo capire la gravità di questo gesto essendo stati anche noi, nel corso degli anni, ripetutamente oggetti di attentati e minacce anche personali. Confidiamo che le forze dell'ordine risalgano celermente ai responsabili di questo vile gesto e, nell'augurare agli operatori di Goel una tempestiva ripresa della loro lodevole attività, assicuriamo tutto il nostro supporto e la nostra disponibilità ove necessari."
Redazione
L'Europa piange, è vero, ma Stati Uniti e Cina non ridono
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economia
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Redazione Frews
Non tutto il mondo piange alla stessa maniera in questo inizio di anno sotto la sferza della crisi globale. A Wall Street le operazioni del 2011 si sono concluse con un rialzo del 6 per cento, in tutta l'America c'è ancora incertezza sulla casa ma nel settore immobiliare sono in netta ripresa gli investimenti in terreni destinati all'industria, segnale evidente che molti pensano ad un consolidamento e ad un rilancio della produzione nel corso del 2012. Le vendite di fine anno nei grandi magazzini Usa sono state un successo e in buona parte è tornata la fiducia dei consumatori nel futuro: si spera che possa presto salire l'indice dei posti di lavoro in modo tale da poter parlare di ripresa consolidata in questo che sarà un anno cruciale di elezioni per il nuovo presidente americano. L'altro gigante dell'economia mondiale, la Cina, prevede addirittura un aumento del Pil, il prodotto interno lordo, superiore al 7 per cento. Nessun rallentamento e' previsto per l'India, ne' per tutti quei Paesi che producono nel campo delle tecnologie avanzate.
Gli Stati Uniti dunque non ridono, però puntano decisi verso un anno migliore. E lo stesso farà anche il Giappone che si appresta a superare il periodo difficile creato dallo "tsunami" dello scorso anno. I guai, secondo le analisi delle grandi catene televisive internazionali, riguarderanno soprattutto l'area dell'euro, dove niente lascia pensare che le turbolenze siano in via di esaurimento se la signora Merkel e il presidente Sarkozy proprio in queste ore dichiarano che siamo in mezzo ad una crisi dura.
In Italia la preoccupazione addirittura per 300.000 posti di lavoro espressa da tutti i sindacati taglia le gambe a qualsiasi speranza di ripresa immediata. Inquietanti sono anche i dati che vedono 25 italiani su 100 nell'area della povertà mentre i rincari di tutti i servizi e la stangata fiscale mettono alle corde i ceti produttivi. Il guaio è che molti effetti recessivi della manovra del Governo dei tecnici si debbono ancora manifestare in tutta la loro potenza negativa. E il dovere di un grande partito dei moderati come il Popolo della Libertà consiste nello stare pronti e carichi di idee nuove per qualsiasi evenienza, soprattutto per quando si tornerà di nuovo alle urne.
Di Paolo
Perchè i Parlamentari leghisti non "indossano" prodotti padani?
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moda,
Politica
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Redazione Frews
Non essendo nata in questo paese ho avuto la fortuna di amare questa patria e sentirmela mia.Fin da bambina, quando ancora non vivevo in Italia, tutti mi raccontavano della cultura italiana, la storia romana, il paese dell’amore e del buon cibo, senza dimenticare la grande creazione di moda per esaltare la bellezza femminile che tutte le donne del mondo invidiano all’Italia.
Non dimenticherò mai l’immagine della principessa Diana e della borsa marrone italiana, sfoggiata ovunque anche durante i suoi free park traking.
Poi man mano che crescevo assistevo ad un politica con l’obbiettivo di distruggere i prodotti italiani, a partire dal latte italiano, all’olio e così via.
Frequentavo ancora le superiori e dicevo dentro di me: l’Italia ha tanto latte perché deve subire l’imposizione di acquistare altro latte? Pensavo alla cultura e alla tradizione della lavorazione dell’olio, del vino, l’eredità data da padre in figlio il sapere che si acquisisce lavorando con le mani.
La notte degli oscar per me non era un successo per gli attori, ma un successo per gli stilisti italiani, le dive facevano a gara per sfoggiare firme italiane!
Sentire gli stilisti come si ispiravano per creare le loro meraviglie, una donna sognava di indossare una creazione di Versace o Valentino, piuttosto che avere un gioiello.
Finalmente dopo anni, esattamente credo se la memoria non mi inganna negli anni novanta, abbiamo iniziato a sentire di un partito nato per difendere i valori nostrani, anzi valori padani, parlare dei prodotti italiani.
Ovviamente senza escludere la sua ideologia umana (ricordoagli esordi l’idea di spartire di nuovo l’Italia) non riuscivo a capire come ci si sente così diversi essendo tutti italiani: poi dai meridionali si è passato agli immigrati, fino agli islamici, ma questo per ora non è il pensiero che mi turba.
Tornando a questo partito la Lega, ho iniziato a credere che avrebbero avviato campagne per tutelare tutto il made in Italy, non solo prodotti agricoli , ma anche manifatturiero.
Insomma nei leghisti ho sempre visto gli anti global, oltre alla loro divisa classica, camicia e cravatta verde, ero convinta che indossassero solo made in Italy.
Vedendo degli spezzoni ai vari Tg, scorgevo varie deputate leghiste e sottosegretari indossare la borsa Luis Vuitton mi sono chiesta e l’amore per i prodotti nostrani che fine ha fatto?
Ovviamente mi sono detta che forse Versace e Valentino non essendo naturalmente padani, i loro prodotti non erano tanto nostrani per loro, però mi sono venute in mente tante case di moda cosiddette padane : La Bottega Veneta, le loro borse ce li invidiano in tutto il mondo, Benetton è accessibile a tutti, Raffaella Curiel stilista pluripremiata ed erede di una grande casa conosciuta nel mondo dagli anni 50, Armani, senza dimenticare tutte le case di moda padane fallite e senza nessun intervento per salvarle.
Se si difendono le proprie radici e i propri prodotti, perché si sfoggiano brand non italiani?
Parlando di politica, perché non si è mai incentivano a promuovere tanto il made in Italy per gli italiani e si è incentivato tantissimo la presenza di Oviesse, HM, Zara, Kiabi e altre ancora?
Molti mi risponderanno che siamo in Europa e viviamo una realtà no global: sono d’accordo, però nessuna legge impedisce ai paesi di incentivare i loro prodotti interni e di investire nel lavoro locale, allo stesso sono dell’idea come molti di usufruire di più di brand italiani ed indossare abiti italiani ,visto che le creazioni italiane sono sognate nel mondo intero.
Non ho niente contro altri brand, anzi sono più accessibili dei nostri, ma se potessi invece che spendere migliaia di euro in una Luis Vuitton, opterei per una borsa Bottega Veneta oppure una Trussardi: chi fa politica su questi slogan dovrebbe dare il buon esempio.
Da bambina mi dicevano per essere italiana devi mangiare la pasta e vestire all’italiana: forse questa è solo una leggenda da raccontare ai bambini che sognano di diventare italiani.
Dounia Ettaib
Brasile: oltre un milione di bambini lavoratori nel paese
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immigrazione
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Redazione Frews
Secondo gli ultimi dati del censimento demografico effettuato dall'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), oltre un milione di bambini tra i 10 ed i 14 anni continuano a lavorare nel paese, nonostante i provvedimenti governativi contro lo sfruttamento minorile. Lo studio, reso noto dal quotidiano locale "Folha de Sao Paulo", dimostra che grazie all'impegno del governo nell'ultimo decennio, si è riusciti a ridurre, sia pure in modo contenuto, la percentuale dei bambini e degli adolescenti che cercano di sopravvivere lavorando, passando dal 6,6% nel 2000 al 6,2%, nel 2010. Il problema è particolarmente grave nell'Amazzonia brasiliana, dove i minori lavoratori sono il 10%. La eradicazione del fenomeno entro il 2020 è una delle mete del Brasile, tuttavia, secondo gli esperti, per raggiungerla sarà necessario uno sforzo in più da parte del governo, poiché l'attuale sistema di monitoraggio non riesce a rilevare i bambini che lavorano ! come domestici o in piccole aziende agricole, in particolare nei luoghi più difficilmente raggiungibili, dove è maggiormente diffuso il lavoro minorile invisibile. Un'altra difficoltà del governo è di natura culturale, visto che si tratta di una pratica generalmente accettata nelle zone rurali del Brasile. (AP) (02/01/2012 Agenzia Fides)
Il dialogo fitto tra un neonato ed una malata terminale
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bioetica
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Buongiorgio
La nonna non sta bene. Supera abbondantemente gli 80 anni ma gli ultimi cinque li sta passando in un letto di una casa di cura: l'alzheimer non le sta lasciando scampo ed assieme la tiene in vita e la uccide lentamente. La nonna ora è solo una testa fuori dalle lenzuola, due occhi sempre sbarrati, una lingua frenetica che cerca saliva anche fuori dalla bocca e qualche vocale in dialetto che ogni tanto a noi ricorda la parola "amore" ma spesso ci sembra che anche lei dica mamma.
Mi vergogno di andare a visitarla così poco ed anche quel poco mi sembra nulla e fatico a venire via sapendo che passeranno per lei altre ore interminabili, giornate lunghissime, forse mesi prima di sentir raccogliere le sue vocali da qualche nipote.
Mi vergogno di andare a visitarla così poco ed anche quel poco mi sembra nulla e fatico a venire via sapendo che passeranno per lei altre ore interminabili, giornate lunghissime, forse mesi prima di sentir raccogliere le sue vocali da qualche nipote.
Dicono che non morirà mai: qui dentro è ben curata, tutte le analisi a posto, temperatura esterna ed interna ideali per vivere a lungo. Così.
Ho in braccio il mio Matteo, poco più di un anno.
Ad un certo punto ecco la magia dell'incontro tra un neonato ed una persona malata incosciente. Matteo sembra rispondere ai vocalizzi di nonna con le sue di vocali e pure nonna sembra instaurare un dialogo fitto e sereno con lui: i due dialogano, parlano, sembrano comprendersi più di noi.
Per qualche minuto osservo attonito questo scena e mi viene in mente il richiamo evangelico: "se non tornerere come bambini" ma ancor di più mi risuonano le parole di quel professore che invitava a considerare gli ammalati in coma, o comunque in stato di incoscienza, come dei neonati: "i neonati - diceva - non sappiamo cosa pensano, cosa vogliono dire eppure ci fanno tenerezza e non li uccidiamo perchè sappiamo che sono vivi: ecco, così le persone in coma vanno considerati come loro".
La vedo poco la nonna di Acquasanta ma quella manciata di minuti sono sempre un pugno alle mie certezze, alle mie domande, al mio star bene però mai mi ha sfiorato il desiderio di "farla fuori": come potrei pensarlo ora dopo il dialogo fitto con mio figlio Matteo?
Giorgio Gibertini Jolly
Ho in braccio il mio Matteo, poco più di un anno.
Ad un certo punto ecco la magia dell'incontro tra un neonato ed una persona malata incosciente. Matteo sembra rispondere ai vocalizzi di nonna con le sue di vocali e pure nonna sembra instaurare un dialogo fitto e sereno con lui: i due dialogano, parlano, sembrano comprendersi più di noi.
Per qualche minuto osservo attonito questo scena e mi viene in mente il richiamo evangelico: "se non tornerere come bambini" ma ancor di più mi risuonano le parole di quel professore che invitava a considerare gli ammalati in coma, o comunque in stato di incoscienza, come dei neonati: "i neonati - diceva - non sappiamo cosa pensano, cosa vogliono dire eppure ci fanno tenerezza e non li uccidiamo perchè sappiamo che sono vivi: ecco, così le persone in coma vanno considerati come loro".
La vedo poco la nonna di Acquasanta ma quella manciata di minuti sono sempre un pugno alle mie certezze, alle mie domande, al mio star bene però mai mi ha sfiorato il desiderio di "farla fuori": come potrei pensarlo ora dopo il dialogo fitto con mio figlio Matteo?
Giorgio Gibertini Jolly
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