17/10/11

Come vivere (o sopravvivere) da Cattolici nel Popolo della Libertà (pd+elle)

L’appello dei Vescovi per un rinnovato impegno dei cattolici nella vita sociale ed in politica, ripetuto di continuo negli ultimi anni, interroga anzitutto chi la politica già la sta facendo, a vari livelli e con vari incarichi, perché è sempre un bene rimettersi in discussione.
Dopo la fine della DC, sulla cui scomparsa traumatica non entriamo nel merito perché non oggetto di questo articolo (meriterebbe una riflessione a parte) gli eletti cattolici, come è a tutti noto, si sono ritrovati sparsi nei vari partiti trovando unità di azione, e spesso di voto, su alcuni argomenti e leggi ed in alcune occasioni particolari.
Ultimamente, causa soprattutto alcuni presunti comportamenti privati del presidente del Consiglio e presidente fondatore del Popolo della Libertà, balzati ai “disonori” della cronaca a seguito di pubblicazioni indiscriminate sui media nazionali di migliaia di intercettazioni telefoniche, i rappresentanti cattolici eletti nelle fila del Pdl si sono sentiti spesso porre la domanda: “ma come fai a rimanere in un partito con un presidente che si comporta in questo modo?”
Lasciando perdere l’aspetto giudiziario della questione, che farà il suo corso anch’esso in altre sedi, ci vogliamo soffermare sulla domanda e sulla questione che scaturisce da essa, ovvero sul difficile impegno, per i cattolici, di comportarsi sempre in maniera coerente con la propria fede, col proprio cammino, sia nella vita privata sia in quella pubblica mettendo queste due sullo stesso piano perché le riteniamo inscindibili.
E’ questo sicuramente l’aspetto più difficile per un cristiano oggi, vivere con coerenza, e ci asterremo dall’affrontare questo tema per paura di finire ad essere il classico “elefante nella cristalleria” e demandando il tutto al proprio percorso di fede ed al personale discernimento.
E’ necessario però premettere che riteniamo che nessun elettore del centrodestra, dell’attuale Pdl, abbia mai votato Berlusconi perché da lui si aspettasse un esempio di vita cristiana da imitare o da proporre ai proprio figli.
Senza voler qui trarre un giudizio morale sulla persona Berlusconi, non crediamo che neanche gli eletti cattolici nel suo partito lo indichino ai propri sostenitori come modello di vita nella coerenza dei valori cristiani, elencandone semmai altre di virtù presenti ed innegabili.
Vorremmo qui spiegarci bene perché davvero il nostro non vuole essere un giudizio morale sull’uomo Silvio Berlusconi che comunque ha il merito di non aver permesso, sotto i suoi Governi, una deriva laicista peggiore di quella già in corso, lasciando ai politici cattolici ampio spazio di manovra e di proposta per difendere la vita, nascente e morente, la famiglia uomo e donna, la scuola privata e gli aspetti sociali cari a Santa Madre Chiesa.
Su questo aspetto crediamo vada giudicato politicamente il Premier e non sulle sue vicissitudini personali come padre o come sposo.
La lucida risposta dell’onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, alla provocante domanda che ha dato inizio alla nostra riflessione, pensiamo possa essere la sintesi, e la conclusione perfetta del nostro argomentare.
Così ha risposto Lupi: “Penso che per i peccati ci giudicherà Dio. Per i reati, la magistratura. E per la politica gli elettori che giudicheranno la politica svolta e non la vita privata”.
Giorgio Gibertini

16/10/11

Serie A, settima giornata

Questa è la giornata degli 0-0, sono 5 per l'esattezza. Saranno stati gli impegni delle nazionale, sarà una casualità, ma ci sono stati pochi gol e appunto 5 gare a reti bianche. Ma non per questo sono mancati i colpi di scena.

Il Napoli cade nell'anticipo in casa contro il Parma: dopo essere andati sotto, gli azzurri trovano il momentaneo pareggio prima di subire il 2-1 degli emiliani. Sono tra i favoriti nella lotta allo scudetto, ma per vincere il tricolore non basta vincere con le grandi, anzi è con le piccole che si vincono gli scudetti. Milano divisa a metà, le due milanesi erano chiamate ad un pronto riscatto.

La Milano rossonera può sorridere con 3 reti rifilate alla loro bestia nera, il Palermo, anche grazie al ritorno di un Robihno in super forma, oltre ad un Ibra e Cassano a trazione anteriore - alla faccia di certe dichiarazioni sentite nei giorni scorsi. I nerazzurri invece, dopo l'illusione del vantaggio, subiscono due reti dal Catania ed inanellano un'altra incredibile sconfitta, la quarta.

La Juventus poteva tornare dopo anni in testa da sola, ma non riesce a superare il Chievo, nonostante le moltissime occasioni e il gol sfiorato più volte. Invece dovrà ancora contendere la testa con l'Udinese, anch'essa fermata in un pareggio senza reti contro l'Atalanta. Anche il Cagliari non coglie l'occasione per andare in testa e pareggia per 0-0 contro il Siena.

Nella sera va di scena il derby di Roma. Giallorossi in vantaggio dopo appena 5 minuti, ma la Lazio rimonta e trova il vantaggio al 93' minuto, per il finale di 2-1. Nelle altre gare, pareggio tra Cesena e Fiorentina a reti bianche, stesso risultato tra Lecce e Genoa. Invece il Bologna espugna il campo di Novara con due reti, è la prima vittoria del campionato per i rossoblu.

Black Block a lavorare per pagare i danni dei cittadini di Roma

La Capitale ferita sanguina e non solo per l'immagine desolante data all'estero ed ai turisti di tutto il mondo ma per i suoi cittadini doppiamente feriti.
Vedere questi teppisti salire sulla Scala Santa per lanciare pietre e bottiglie alla Polizia fa veramente sdegnare anche chi quella Scala se l'è fatta in ginocchio ed in preghiera.
Vedere la statua della Madonna sbattuta a terra e spaccata in decine di pezzi irrita anche chi custodisce ogni giorno la coroncina del Rosario in tasca e sa che quella Madre ha già perdonato queste bestie smarrite.
Ascoltare i proclami dei nostri politici non fa che ampliare il senso di rabbia che raggiunge l'ennesima potenza quando ascolti, o leggi, le interviste ai cittadini, cittadini come me, che vivono in quelle strade, che lì hanno negozi, casa, famiglia, affetti e che hanno avuto paura, in un sol pomeriggio, di perdere tutto.
Chi pagherà i loro danni?
Le assicurazioni, quelle stipulate con fatica e che avranno, alla riga 118, scritto in piccolissimo, che non sono coperti atti vandalici?
Il Comune che col suo Sindaco si è già affrettato a denunciare i danni di immagine subiti ed ha calcolato in 1 milione di euro quelli reali?
Gli organizzatori della manifestazione? Chi, quelli che non si sono accorti che c'erano 500 incappucciati tra le proprie fila e che lanciavano il sasso e poi nascondevano la mano?
Il Ministro Maroni appare in tivù scuro in volto e dice che non dovrà essere come le scorse volte e che quindi i 12 arrestati, ai quali speriamo se ne aggiungano altri, saranno puniti severamente ed in modo esemplare.
Sinceramente non ci credo che questo accadrà conoscendo un po' come è l'Italia e come è andata l'altra volta: basta registrare il fatto che su 82 manifestazioni in tutto il Mondo, gli incidenti sono avvenuti solo a Roma!
Ma oltre a non credere a questo "pugno duro" dico anche di più, ovvero che preferirei, da cittadino di Roma, che questi delinquenti fossero messi ai lavori forzati (pretendere che tornino al loro è un'utopia perché non credo qualcuno di questi abbia una occupazione seria oltre a quella di occupare le cose degli altri) e ripagare i danni alla signora che si è trovata l'auto sfasciata, a quella famigliola con figlia piccola che si è impaurita ai giardinetti ed ora se ne vuole andare via da Roma ed a tutti i negozianti della zona che dovranno rifarsi le vetrine della propria bottega.
Non teneteli in carcere che ci costano anche, un po' ogni giorno e poi ci costa il processo.
C'è bisogno di processarli veramente? Non può bastare in questo caso la condanna unanime dei cittadini assieme alle immagini alla televisione?
Condannateli a pagare i danni della povera gente che non c'entra niente con la crisi globale o col Governo ma che si è vista distrutta in un attimo i risparmi, se non di una vita, di parte di essa.

Fatto 30 facciamo anche 31 (qui si parla di due linee autobus di Roma)

Sono a Piazzale Clodio e sto cercando una linea autobus Atac Roma per tornare a casa. I gentilissimi autisti dell'Atac stanno chiacchierando tra di loro in attesa di partire ognuno col proprio autobus. Mi avvicino alzando il ditino: scusino, per Pineta Sacchetti?
I cinque autisti si scrutano tra di loro cercando la soluzione migliore e ce ne sono davvero tante.
Poi uno degli autisti getta la sigaretta e mi dice: "venga con me, ho fatto il 30 ora faccio il 31 e le dico dove scendere".
Non capisco e gli chiedo: che vuol dire?
Mi risponde: "Dovevo proseguire il mio turno con la linea 30 Express ma mi hanno appena comunicato di passare alla linea 31 che passa per Valle Aurelia e poi lì lei prende il 994 e sale su verso Pineta Sacchetti".
Sorrido e lo seguo e, gentilissimo, quasi mi porta a casa e mi offre un caffè.
Ho fatto il 30 ed ora faccio il 31 mi ha detto ed io penso: "ecco da dove è nato il famoso modo di dire: abbiamo fatto trenta facciamo trentuno!" Ed io che pensavo si riferisse a quando Papa Leone X, il 1º luglio 1517 creò trenta nuovi cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse pure degno di quell'onore e nominò cardinale anche lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il papa, che aveva deciso di fare trenta cardinali, ne avesse poi fatto uno di più, Leone X rispose "Chi ha fatto trenta può fare trentuno".
Invece no: il detto è nato tanti anni fa a Piazzale Clodio quando cinque autisti di allora stavano discutendo e.....

15/10/11

Myanmar: dopo 50 anni, di nuovo legali i sindacati: per i Vescovi è "un passo importante"

Con una ulteriore mossa di apertura verso forme di governo più democratiche, il regime birmano torna a dare legittimità e legalità ai sindacati, che erano stai vietati da 1962. Il presidente Thein Sein ha firmato una legge che consente ai lavoratori di formare sindacati (con un minimo di 30 memrbi), prevede il diritto di sciopero e anche possibili sanzioni per i datori di lavoro.
Le autorità birmane hanno consultato gli esperti Organizzazione Internazionale per il Lavoro (ILO) prima di promulgare la legge che, secondo il governo " dovrebbe "migliorare la trasparenza e contribuire ad aumentare gli investimenti stranieri".
Secondo fonti di Fides in Mynmar, i diversi passi compiuti dal governo negli ultimi mesi - pur restando ancora molte questioni aperte - "rappresentano un chiaro orientamento verso democrazia e riforme": la liberazione della leader pro-democrazia Aung San Suu Kyi e la libertà di movimento che le viene concessa; la formazione di due specifiche Commissioni, un per Minoranze etniche, una per i Diritti Umani; il blocco della diga di Mytston sul fiume Irrawaddy, con le possibili ricadute positive di pacificazione con le minoranze etniche; la liberazione di oltre 6.000 detenuti, fra i quali oltre 100 prigionieri politici; la legalizzazione dei sindacati.
Interpellato da Fides, Mons. Bishop Alexander Cho, Vescovo di Pyay, commenta: "Per quanto possiamo vedere, il presidente sta cercando fare di sforzi per il bene della nazione. La legalizzazione dei sindacati è un passo importante, un buon segnale. Laa gente, laici, preti, nelle comunità locali pensa che ci si sta muovendo nella direzione giusta. La situazione sociale sta migliora e ne siamo felici di questo. La fiducia verso il futuro sta crescendo". Le prossime sfide, rimarca il Vescovo, sono "fermare i conflitti con le minoranze e riconciliare la nazione. Speriamo che questo possa avverarsi presto". (PA) (Agenzia Fides 15/10/2011)

Censimento di Gesù bambino...e dei miei bambini

Ho ricevuto con emozione la busta Istat contenente il plico bianco/verde (manca il rosso) del 15esimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. E' il mio primo che compilerò come capo famiglia e come padre. Che bello.
Sono emozionato. Riesco ancora ad emozionarmi davanti ad un plico a punto metallico. In questi giorno lo compilerò mettendoci tutto di me, della mia famiglia, di mia moglie e dei miei figli. Mi sento un po' come Giuseppe che salì in Giudea alla città di Davide per farsi registrare. Per ora, visto che non ho affrontato il Censimento se non nella sua copertina, voglio lasciar perdere le polemiche sull'utilità o meno del tutto e sulla duplicazione di consegna di informazioni che lo Stato dovrebbe già avere. Per ora voglio solo emozionarmi come Padre e contribuire direttamente a questa fotografia dell'Italia. Per il resto riassaporate con me la bellezza nel racconto di quell'altro censimento....
[1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per
loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro
gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:
«Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore."

14/10/11

In Politica, alla fine, contano sempre i numeri... non quelli che si danno, ma quelli che si ottengono

In Politica, alla fine, contano sempre i numeri... non quelli che si danno, ma quelli che si ottengono. Tutti mi chiedono, credendo che io sia un politologo (anche se qui ci vorrebbe un fattucchiere) che cosa succederà oggi: mi è stato persino chiesto ieri sera durante la doccia nel dopo partita e tra un pre litigio e l'altro in preparazione del Derby. Io, non abbassandomi a prendere la saponetta, ho solo detto che secondo me la fiducia passerà anche oggi, magari per 4 voti ma che sicuramente non si supereranno i 316 voti per la fiducia assoluta, e quindi questo condannerà il Governo a portare a casa una vittoria ai punti ed a vivacchiare fino a Natale.
Perchè penso questo?
Uno perchè penso che oggi, bastando anche solo un voto per vincere, si riconferma una regola che è dai più dimenticata, ovvero che in Politica contano i voti, per essere eletti, per rimanere al governo, per prendere le decisioni.
E proprio per parlare di numeri vorrei ricordare che 247 deputati sono alla loro prima (per molti ultima) legislatura ed hanno tutto l'interesse ad arrivare al 2013 per potersi godere un minino vitalizio di 3 mila euro al mese: voi che fareste al loro posto?
Rivotereste la fiducia a Berlusconi o no?
Certo, la variabile è che Berlusconi cada, il Parlamento resti in piedi assicurandosi il vitalizio grazie ad una nuova fiducia ad un qualsiasi Premier indicato da Napolitano: considerate che vi sono anche 103 Senatori al loro primo mandato e che puntano ad Aprile 2013.
Dovrebbero questi 350 Parlamentari (uomini, donne, professionisti, ex studentesse, ex lasciamo perdere) accogliere volentieri l'idea di tornarsene a casa per il "bene comune"?
Voi che fareste?
Io lo dico sinceramente: pur di arrivare a fine mandato, sapendo che potrebbe essere l'ultima mia occasione d'oro, voterei anche Romano Prodi presidente del "mio" Consiglio.
In politica quindi contano i numeri, non solo quelli che si danno, e sono tanti, ma quelli che si prendono e quelli che spiegano perchè, se anche il Governo cadrà, elezioni non ci saranno.

Lettera Hai Parlamentari (con la H) dell'on. Santo Versace: riceviamo e pubblichiamo

Da: "Versace Santo" <versace_s@camera.it>
Data: 07/10/2011 15.45 Oggetto: COMUNICATO STAMPA DELL'ONOREVOLE SANTO VERSACE - NON ABBIATE PAURA -
COMUNICATO STAMPA DELL’ONOREVOLE SANTO VERSACE – NON ABBIATE PAURA -
<<Non abbiate paura>> così l’onorevole Versace rivolto hai Parlamentari del PDL che in questi giorni stanno valutando cosa fare per il bene del paese di fronte alla evidente inadeguatezza del governo in carica. Rivolgendosi a coloro che ritengono di poter dare un contributo per affrontare la difficoltà in cui versa il paese , Versace ha detto :<< lo facciano in modo esplicito e coerente alla luce del sole>> Se come io credo vi sono in Parlamento le energie e le volontà , occorrono atti di coraggio, non sono ammissibili congiure di palazzo,occorre una schietta e seria presa di coscienza, che si traduca in un voto di sfiducia al governo Berlusconi, unica via riconoscibile dall’opinione pubblica come legittima . << Non abbiate paura >> è ciò che si dicevano reciprocamente gli italiani usciti dalla guerra quando si trattò di ricostruire un Paese distrutto. Oggi occorre ritrovare lo stesso spirito e i Parlamentari italiani devono mostrare al Paese di anteporre la ricerca del bene comune ai propri interessi personali e alla paura di non essere ricandidati. Non possiamo accettare che un grande Paese qual è l’Italia sia bloccato dai timori della crisi. Un’alternativa c’è sempre si tratta di costruirla insieme, tra le forze politiche responsabili. Lo dobbiamo fare per i nostri figli.

Photo Of The Week N° 11 - Colours Of Bruxelles


Ho sempre pensato che il concetto di fotografia fosse indissolubilmente legato a quello di viaggio. Se si rimane fermi e statici, non si riuscirà mai a trovare il giusto soggetto da ritrarre. Questo ragionamento, ha una duplive valenza. Fisica e mentale. Si deve viaggiare fisicamente verso mete nuove per trovare nuovi stimoli e nuovi soggetti. Ma si deve anche viaggiare con la mente, per scoprire anche nel quotidiano la bellezza del mondo; bisogna aprire la propria mente per ammirare ciò che ci circonda. E allora, questa settimana, viaggiamo insieme a Veronica (che già ci aveva deliziato qualche settimana fa con un suo scatto) verso la città di Bruxelles e attraverso i suoi colori. Buona visione a tutti!


Foto: Colours Of Bruxelles

E dopo il grigio mare d’Irlanda, sono nuovamente ospite di questa bellissima rubrica con uno scatto decisamente meno cupo, realizzato con la mia Nikon D3000. L’arcobaleno di fiori ritratto nella foto si trova presso il Parlamento europeo, a Bruxelles. La serietà ed imponenza di un edificio immenso si scontrano con i colori vivaci, un cielo azzurro e nuvole che sembrano disegnate dalla mano di un bambino. Politica e naїveté, un arcobaleno che voglio interpretare come un ponte tra culture ed esigenze diverse. La città è cosmopolita, s’incontrano persone d’ogni etnia e nazione, tutti parlano fluentemente almeno due lingue (ma la maggior parte ne parla tre), e pare che i pregiudizi siano rimasti solo all’Italia della tradizione. Anche da questo viaggio ho avuto molto da imparare, non mi resta che aspettare di ripartire verso una nuova meta!

Autore: Veronica
Sono una studentessa del terzo anno di Lingue e Culture per l’editoria di Verona, appassionata di libri, musica, scrittura e, naturalmente, fotografia. Alla domanda “cos’è per te la fotografia?”, che spesso mi viene posta, credo di poter rispondere che lei è vita per me, il mezzo che mi permette di dar forma alle sensazioni, lo strumento con il quale posso documentare, trasmettere un’idea. E’ il brivido che provo nel sentire quel click, il modo di vedere la realtà che mi circonda, il motivo per affrontare una nuova giornata.
Da qualche mese ho aperto un blog in cui pubblico scatti e parole, i nuovi visitatori saranno naturalmente i benvenuti!

Festina Lente


Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
 
 
 
 

13/10/11

Un primo dato politico della discussione in corso: sta avvenendo un processo pubblico non a Berlusconi ma a Fini

In pochi ieri abbiamo colto un atteggiamento sbagliato di Fini che, vista l'opportunità di buttare giù finalmente Berlusconi e dare senso alle sue giornate, si è lasciato prendere la mano e si è auto incaricato (anche mettendo in anticipo sulla comunicazione verbale un annuncio su Twitter) di andare dal Presidente della Repubblica a "esporre" il parere delle opposizioni sulla attuale situazione Politica.
Gongolava ieri Fini e con lui tutta l'opposizione.
Stamattina è in corso la discussione alla Camera e come tutti sappiamo l'opposizione quasi compatta (i radicali sono in Aula) hanno disertato l'intervento del Premier e stanno disertando pure quelli dei leader del centro destra e si ripresenteranno solo domani per votare contro il Governo.
Cosa sta succedendo?
I non sempre coraggiosi esponenti del Pdl, di Popolo e Territorio e degli altri partiti di maggioranza hanno preso coraggio e stanno rinfacciando tutto a Fini partendo proprio da quella "non imparzialità" ormai manifesta ai più.
Quello che doveva essere un processo mediatico a Berlusconi si sta trasformando in un processo televisivo a Fini, senza contraddittorio perchè ad opposizione assente non si sentono neanche i mugugni di Giacchetti o Franceschini e quindi, guardando il dibattito in tivu, sembra che tutti ce l'abbiano con Fini.
Complimenti Gianfranco, ottima idea quella di rimanere solo a prendere le botte per tutti!
Peccato solo che l'inquadratura sia fissa sul relatore e non ci siano, per ora, fermi immagini della faccia di Fini preso a "pescare" ancora in zone vietate: quelle della strategia politica

Non è solo Di Pietro a dire....e se ci scappa il morto?

E se ci scappa il morto? disse Di Pietro qualche giorno fa interrompendo il suo solito refrain sulle dimissioni di Berlusconi, e fu sommerso di critiche per la gravità delle parole.
Ora questo incidente mortale lo temono in tanti, a Palazzo ed attorno circola questa paura e non a seguito del discorso che tra pochi minuti terrà Berlusconi alla Camera, per il quale sono previsti solo suicidi dell'intelligenza e delle intelligenze, ma soprattutto con riferimento alla manifestazione degli "indignados" di Sabato prossima in Roma.
Chi siano questi Indignati un po' si sa, un po' no, nel senso che molti sono i soliti facinorosi dei centri sociali che protestano contro tutti, altri sono balck block proveniente da mezz'Europa (chissà perchè si dice sempre mezza e mai intera) altri ancora sono persone di passaggio che però, con un sanpietrino in mano, si sentono onnipotenti.
La tensione è sicuramente alta, altissima ed è alimentata un po' da tutti.
Personalmente ritengo irresponsabili tutti i deputati che hanno bocciato, per beghe di partito e rancori personali, il rendiconto di Bilancio esponendo ancora di più lo Stato, quello che ognuno di loro professa di servire, e tutti noi, quelli che ognuno di loro professa di rispettare, al ridicolo e peggio ancora allo sbando nei confronti delle economie europeo che ci stanno mangiando a spizzichi e bocconi.
Voto peggiore ovviamente per quelli della maggioranza, obbligati a far passare il provvedimento ma è ora di mettere in un calderone tutti e buttare via davvero, con l'acqua sporca, pure il bambino parlamento.
Il clima è questo, lo viviamo tutti, chi più chi meno.
Serpeggia nell'aria una pesante cappa di gas velenoso di odio e di casus belli: scontri, qualche pazzo che cerca di sfondare la testa a qualcun altro con magari un estintore in mano, un colpo di pistola che parte nel caos e Berlusconi, dopo tutto questo (ed in questo pronome metteteci dentro quello che volete) che si dimette perché sarebbe davvero troppo.
Questo "morto" è il convitato di pietra di tante discussioni, articolesse, relazioni: non è scritto ma è sottinteso, immanente.
E dopo che rimarrebbe?
Ho paura a pensare tutto questo, immaginatevi voi a scriverlo.

12/10/11

Alcune semplici riflessioni sull'etica, la scienza, il diritto e il senso della vita umana










Mettiamo le cose in chiaro. La vita è un bene disponibile o indisponibile? Il problema di fondo allora è quello di stabilire prima di tutto se la vita è un diritto oggettivamente assoluto valido per tutti, nessuno escluso oppure un valore, relativo alla volontà del singolo soggetto-persona. Ma chi può essere definito persona a tutti gli effetti e soprattutto c’è da chiedersi, chi può stabilirlo. La legge, i giudici, mah un mistero. O forse no, in realtà ultimamente stiamo assistendo ad una mutazione culturale del nostro ordinamento giuridico, da sempre regolato da un sistema basato sulla legge positiva che a quanto pare invece sta piano, piano trasformandosi in un altro, molto simile al common law anglosassone. Dove a farla da padrone, non sono le leggi positive stabilite dal parlamento quanto le decisioni del giudice che caso per caso, giudizio per giudizio, crea le leggi. Ma procediamo per ordine. Partiamo dalla vita e citiamo per esempio, un documento a caso: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo del 1948. In essa a proposito dei diritti fondamentali, tra i quali la vita, l’art. 30 stabilisce che “nulla nella presente dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati”. Sappiamo inoltre che ai sensi dell’art.2 della nostra Cost. tra i diritti fondamentali, inviolabili, assoluti, fondamentali, il primo avente validità assiologica è proprio il diritto alla vita. E infine, come potremmo non citare la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e gli art.1,2e 3 posti rispettivamente a tutela dell’inviolabilità della dignità umana, del diritto alla vita “ogni individuo ha diritto alla vita” e dell’integrità della persona? A quanto pare, gli interrogativi sono tanti, il che vuol dire che la nostra società si dibatte quotidianamente in mezzo a innumerevoli questioni che non riesce a risolvere unanimemente, nonostante l’estrema semplicità dei contenuti di valore dei principi universali, sanciti dai comuni ordinamenti internazionali. In proposito ho trovato molto interessante, il punto di vista dell’arcivescovo Carlo Caffarra, secondo il quale oggi, l’uomo vive una vera e propria rivoluzione culturale che subordina “la ragionevolezza pratica alla sola ragionevolezza tecnica o scientifica”. Con il risultato di avere inferto un colpo mortale alla ragione e di avere del tutto smarrito il punto di vista centrale dell’etica che avrebbe al contrario dovuto mantenere, una sua autonomia di senso per garantire il raggiungimento dell’obiettivo del bene comune dell’uomo. Quanto detto, non è poco anzi direi essenziale, soprattutto considerando da un lato che il “sequestro” della ragionevolezza etica da parte della ragionevolezza tecnica, è il frutto della loro mancata interazione; e dall’altro che questa stortura a sua volta sta generando, una cultura tecno-centrica riduttiva, peraltro portata ad escludere del tutto le innate capacità razionali dell’uomo. Fa bene, l’arcivescovo Caffarra a segnalare il grande pericolo nel quale ci stiamo tutti imbattendo ovvero la costruzione di una realtà nella quale l’etica è decontestualizzata. Nella quale come sottolineato da una Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede del 2002, è gravemente compromessa “l’essenza dell’ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona”. La verità prosegue la Nota è che “esistono esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili” alle quali dovrebbero adeguarsi le “attività politiche” per la “realizzazione estremamente concreta del vero bene umano e sociale in un contesto storico, geografico, economico, tecnologico e culturale ben determinato”. E’ altrettanto vero come rileva Anna Arendt che allo stato attuale, l’enorme accrescimento del sapere umano e del suo potere nei confronti della natura si è talmente evoluto da essere quasi in grado di “distruggere tutta vita organica sulla terra”. Infatti la scienza ormai ci consente di riprodurre artificialmente alcuni “processi che non si verificano sulla terra” e di “agire su di essa dall’esterno”. Il punto è che il nostro nuovo potere creativo, ci sta spingendo oltre sino a “produrre nuovi elementi mai trovati in natura” e perchè no forse anche lo stesso “miracolo della vita”. Sembrerebbe fantascienza, eppure “abbiamo già “cominciato a popolare lo spazio che circonda la terra con stelle artificiali creando, per così dire, in forma di satelliti, nuovi corpi celesti”. Non c’è dubbio quanto tutto questo sia di per sé affascinante e attraente per la mente umana, tuttavia rimane in piedi il quesito di fondo: il ruolo dell’essere umano. In una scala di valori, quale posto gli spetterebbe? A mio parere la logica ispiratrice, dovrebbe comunque tenere ben saldo il principio fondamentale della tutela della dignità, non negoziabile e strumentalizzabile in nessuna circostanza, al fine di scongiurare le tragiche violazioni ben conosciute nella passata epoca del Nazionalsocialismo. Senza pertanto smarrire il senso della libertà individuale, l’uomo non dovrebbe perdere mai di vista il significato originario della sua dignità; così come formulata dalla stessa tradizione costituzionale europea con un preciso significato oggettivo, riferibile a qualunque essere umano in qualunque fase della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale.
D’altronde seguendo il concetto laico della indisponibilità della vita umana, non dovrebbe essere tanto difficile riuscire a pensare in termini kantiani e concludere che “l’uomo non può disporre di se stesso” distruggendo anche la propria esistenza.
dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma

Fini ammette di salire al Quirinale come capo dell'opposizione

Ci ha messo un po' ma ce l'ha fatta ad ammettere quello che pubblicamente tutti sappiamo ormai da almeno due anni, cioè che lui, Gianfranco Fini, è il vero capo dell'opposizione all'attuale Governo o, meglio ancora, a Silvio Berlusconi.
Ci ha provato in tutti i modi.
Prima è salito come secondo sul predellino perchè aveva capito di essere relegato in un angolino. Poi si è fatto eleggere presidente della Camera, ha imposto suoi candidati imbranati in giro per l'Italia (si veda su tutti la Polverini) senza sostenerli, poi ha fatto opposizione verbale uscendo con dichiarazioni antitetiche a quelle del Premier ogni qualvolta ne aveva l'occasione.
Ha mostrato il ditino e come un bambino ha detto: "Che fai mi cacci?" ed ha scippato 40 parlamentari al voto popolare e fondato un suo partito coi soldi della Presidenza della Camera.
Per gli ultimi mesi del 2010 era la star conclamata di tutti i media contro Berlusconi (confrontate lo spazio cubitale riservato a Fini sul Corriere della Sera nel settembre 2010 con le poche righe del settembre 2011) per provare, il 14 dicembre scorso, a dare la spallata dal piano di sopra, lasciando che in Aula il Premier, lo stesso che lo aveva ripreso dalla polvere, venisse costantemente insultato da Di Pietro.
Niente spallata e piano piano il giochino che si sfilaccia ma Fini rimane ancorato alla Presidenza della Camera da dove continua con una guerriglia quotidiana a minare SB ed il PDL.
Oggi l'apoteosi.
Il Governo va sotto, è in crisi piena, e lui, il Fini, dichiara di salire al Quirinale come portavoce delle opposizioni. Non ci credete. Leggete qui quello che ha detto:
"In sede di capigruppo le opposizioni mi hanno chiesto di esporre al presidente della Repubblica che non è possibile, dopo l'accaduto di ieri sull'articolo 1, dare corso alle comunicazioni del presidente del Consiglio. Pertanto sarò ricevuto dal capo dello Stato".
Ora, che cosa succederà quando scenderà dal Quirinale?
In che veste lo farà? Si fermerà a Fontana di Trevi a buttare una monetina od a raccogliere quelle lasciate lì dai turisti?

Frews cambia vestito (ma non filosofia e contenuti)


Cari lettori di Frews, come state certamente notando, stiamo lavorando sulla veste grafica del nostro blog.

"stiamo" si fa per dire, nella realtà è il nostro esperto informatico, il nostro British Lord Emanuele, che con grandissima pazienza cerca di accontentare i capricci di ognuno di noi.
Ne approfitto quindi anche per ringraziarlo ufficialmente del tempo che sta dedicando.

Ci scusiamo per eventuali disagi nella visualizzazione e ogni consiglio da parte vostra sarà ben accetto.

Purificare l’aria…. cominciando da sotto casa nostra

L’immagine splendida usata dal Cardinale Bagnasco nella sua ultima prolusione al Consiglio Permanente Cei – purificare l’aria - e ripresa con varie sfumature da tutti i media nazionali, mi ha a lungo tormentato in questi giorni perché prima di pensare a chi fosse indirizzata (al mio prossimo), l’ho sentita a lungo nelle mie orecchie.
 “Ecco perché – dice il Cardinale- si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria perché le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate.”
Ho pensato dapprima a me, a mia moglie, ai miei figli per poi passare ai miei vicini, ai miei colleghi di ufficio, al gruppo famiglie della mia parrocchia e via dicendo.
Voglio raccontare alcuni esempi per farmi capire.
Mia moglie era alla ricerca di un tipografo economico per stampare le copie della tesi che presto lei si accingerà a discutere. Prezzi altissimi dovunque finché un amico della Parrocchia che frequentiamo ci invia da un altro ragazzo, catechista, che di mestiere fa il tipografo. Concordato l’ottimo prezzo avviamo la stampa.
Ritirando le copie della tesi mia moglie chiede: puoi farmi per favore la fattura? E di risposta si sente dire: eh no, allora devo farti il venti per cento in più.
A parte che oggi è il ventuno per cento mi domando, quando cominciamo noi (io) per primi a purificare la nostra aria?
E’ un piccolo esempio lo so, ma credo che sia significato del fatto che se non ci mettiamo tutti di impegno, ognuno nel proprio ambito, questa purificazione non avverrà mai, non potrà esserci solo calata addosso dall’alto: quel cambiamento non temuto ma cercato!
E così mi sono venuti in mente poi quei saloni dove avvengono le riunioni di condominio, di lavoro, i direttivi delle nostre associazioni e che dopo ore ed ore di discussioni e litigi sono intrisi di ripicche, odio, parole non dette se non alle spalle e quella sensazione generale di essere finiti in un labirinto che richiede, per venirne fuori, uno sforzo supplementare di perdono che non siamo più capaci di fare. Poi la corsa alla porta per uscire fuori, respirare aria nuova e cercare con lo sguardo i consiglieri più giovani per dire loro: non è sempre così.
Potranno contribuire i cattolici col loro nuovo e più grande impegno in politica a portare questa purificazione? Credo proprio di sì.
Anche qui voglio fare un piccolo esempio.
Nel mio lungo percorso di giornalista ho potuto incontrare tante volte molti cattolici che ricoprivano, e ricoprono ancora, ruoli di governo o nelle amministrazioni locali od in quelle nazionali.
Giovedì scorso ero in piazza alla manifestazione delle Famiglie Numerose (di cui il nostro Avvenire ha dato ampio resoconto) ed ho incontrato Gigi De Palo, attuale assessore alla Famiglia del Comune di Roma, padre di quattro figli (uno in arrivo!) ed anche lui con noi incatenatosi per protestare contro l’abbandono della famiglia da parte dello Stato.
Tra un tintinnare di catene e l’altro l’assessore De Palo, ex presidente Acli di Roma ed ex presidente Forum Famiglie del Lazio, mi ha confidato: “Non ci crederai perché i giornali ne parlano poco ma sono riuscito a fare di più per la famiglia in pochi mesi di assessore che in tanti anni ai vertici di due importanti associazioni nazionali.”
Ci credo eccome e mi pare la risposta più efficace a chi si chiede ancora se sia così importante, come cattolici, impegnarsi ed arrivare là dove si comanda, là nelle varie “stanze dei bottoni”.
Da sempre la Chiesa lo dice, ora forse vi è più insistenza perché i tempi lo chiedono ed anche qui c’è bisogno dello spirito dei giovani della Gmg che non temono il cambiamento ma lo cercano.
Giorgio Gibertini