26/07/11

Un minuto di silenzio per il silenzio

Il silenzio sembra essere morto. Da tempo siamo passati dall'era della comunicazione a quella della comunicazione forzata. Ormai pare impossibile che esistano persone in grado di convivere con il silenzio.
In televisione si vedono programmi di ogni genere dove si susseguono schiere di opinionisti pronti a commentare qualsiasi cosa, spesso promettendo grandi rivelazioni come se dovessero svelare un nuovo mistero di Fatima. Il fenomeno negli ultimi anni si è esteso anche a internet: persone munite di telecamenre che si sentono in dovere di dire cosa pensano dei mali del mondo, sono all'ordine del giorno.
Mi sembra che questa smania di comunicare sia arrivata al punto in cui, pur di essere i primi a esprimere in'opinione, si parla senza riflettere, senza informarsi, senza conoscere realmente quello che (spesso) si critica o (raramente) si loda. Ci si ferma sempre meno a pensare, senza rendersi conto che quello che davvero ci arricchisce come individui è l'elaborazione di un'idea e non una risposta immediata per ogni accadimento.
Comunicare è bello, ma siamo sommersi da migliaia di opinionisti dell'ultima ora e inizio a desiderare la riscoperta del silenzio. Vorrei tornare a chiedere consigli e non esserne sommersa senza aver interpellato qualcuno. Ogni tanto vorrei poter rispondere liberamente "non ho nulla da dire" e non essere scambiata per un alieno.

Sara Citterio

La morte di Amy Winehouse

Non conosco Amy Winehouse e nemmeno una sua canzone. Non so che musica facesse, come si vestisse, e prima di questo post non sapevo neanche che faccia avesse. Anzi, spero di aver messo la foto giusta. E' lei? Non so di che nazione sia. Insomma non conosco nulla: so solo che è morta. Non ho letto molti articoli su di lei in questi giorni ma qualche sottotitolo. Poi mi sono soffermato ed ho pensato al suo nome e cognome: Amy che suona un po' amore, Wine come il vino, House come la casa.
Dicono che sia morta del male d'amore perchè riufiutata dal suo amato, dal suo sposo, e nessun soldo e nessuna droga sono riusciti a colmare quell'abbandonso.
Wine come il vino ed il whisky che invece di darle sicurezza la faceva insucura anche sul palco.
House come la casa, l'amore, l'affetto, il compagno, lo sposo, i figli che voleva perchè nonostante tutto quello che ti ha rovesciato addosso, in termini di fortuna, la vita, alla fine è tutti li che vogliamo ritornare o ripartire: a casa.
Ora Amy sei nel regno dell'Amore e nella tua casa eterna. Fatti un goccio di whisky, con moderazione.

Consigli Fotografici: Protezione della macchina fotografica a costo zero!

Miei cari lettori, bentornati.
Qualche giorno fa mi trovato al matrimonio di una mia carissima amica per realizzarle il servizio fotografico nuziale. Ho preparato tutto la sera prima. Corpo macchina, obiettivo, schede di memoria, cavalletto, pc per ogni evenienza, batteria carica. Tutto perfetto. O, almeno, così credevo.
Mi sveglio al mattino e mi trovo di fronte all'inaspettato. Il diluvio universale. Dannazione!

Questo piccolo contrattempo (poi fortunatamente è tornato il sole) mi ha fatto pensare a quante volte la pioggia ha minacciato di compromettere la mia macchina fotografica. Vi è mai capitato di trattenervi dallo scattare in libertà proprio a causa delle gocce di pioggia che avrebbero potuto bagnare e rovinare il vostro prezioso strumento?

Per ovviare a questo problema ci sono molte soluzioni, che come spesso succede in ambito fotografico prevedono l'utilizzo del vostro portafoglio. Sono state ideate infatti tutta una serie di maschere impermeabili protettive per praticamente qualsiasi modello di fotocamera. Ma perché svuotare le proprie tasche quando esiste una semplice soluzione a costo zero?

Si finisce con l'accorgersi sempre che la soluzione migliore è anche la più semplice. In questo caso, tutto ciò di cui avete bisogno è un sacchetto di plastica, paio di forbici e un elastico. Tutte cose che potete trovare in casa.

Courtesy of Michael Freeman


L'immagine è più eloquente di qualsiasi spiegazione. Basta inserire la macchina fotografica nel sacchetto lasciando l'obiettivo verso il lato aperto. Avvolgere l'obiettivo con l'elastico, ritagliare i pezzi superflui e il gioco è fatto. Il sacchetto renderà un po' più difficoltoso l'utilizzo della vostra macchina, ma sarà in grado di proteggerla efficentemente da pioggia, polvere, sabbia e neve. E il tutto senza aver speso un solo centesimo!

La medesima tecnica può essere impiegata anche per proteggere il vostro strumento di scatto dalle rigide temperature (in questo caso dovrete togliere l'aria dal sacchetto per evitare che si formi la condensa o utilizzare un sacchetto protettivo di poliestere metallizzato) o dall'eccessivo calore (un foglio di materiale riflettente aiuta la macchina a non surriscaldarsi.

Sperando anche questa volta di esservi stato utile, auguro a tutti una buona fotografia (anche in condizioni avverse)!

Mirko Fin


Avete qualche richiesta particolare o un consiglio da suggerire? Mandate le vostre richieste via mail a servlad90@yahoo.it 
Sarà per noi un piacere esaudire ogni vostra richiesta!

25/07/11

In Etiopia manca acqua e cibo e la gente muore. Ma...




In Etiopia manca acqua e cibo e la gente muore. Ma adesso passiamo alle notizie che tre giornali nazionali on line pubblicano oggi in evidenza:

Il Corriere della Sera:

- Mancini Caccia Balottelli
- Winehouse, una notte di droga e follia
- Rifugi estivi in città. Voi che cosa cercate?
- Con la postura si cura anche il mal di schiena
- Il miliardario innamorato che imbarazza Airbus
- Carla Bruni in accappatoio sulla golf car
- Festa con spogliarello. Democratiche in rivolta

Il Giornale:

- Poker live Italia: si parte il 30 novembre
- La 29esima edizione di Miss Cicciona
- Una Marilyn inedita girò un film porno
- Le mille forme di Naike Rivelli
- Il lato B di Pippa? Merito del jogging
- Set californiano per Kim Kardashian
- Lady Gaga: mi pento della coca presa

Repubblica:
- "Non siete argentini?"Allora niente campionati di tango
- La bella Charlotte Casiraghi disarcionata al Global Tour
- Nuoto, Usa staffetta di bronzo Phelps si consola con Nicole
- Segni particolari: bellissima incoronata Miss Brasile 2011
- La Biancaneve guerriera la strega è Charlize Theron

E adesso per pietà mi fermo.

Sara Citterio

Ho conosciuto Giovanni Allevi a Radio Ascoli

Quando conobbi Giovanni Allevi  lui non era ancora famoso come oggi, io neppure oggi. Correva l'anno 2005 ed io fui chiamato a Radio Ascoli, grazie ad amicizie, a parlare di vita, di procreazione medicalmente assistita, di aiuto alle ragazze madri e via dicendo, in qualità di Responsabile Nazionale Giovani del Movimento per la vita italiano. Arrivato in Radio l'intervistatore mi disse: "guarda, abbiamo una sorpresa quindi ti ruberemo un po' di spazio. C'è in Ascoli Giovanni Allevi, sta passando a trovarci. Lo faremo entrare e parleremo anche un po' con lui ok?". Ovviamente acconsentii sia perché ero a mia volta ospite, sia perché non conoscevo questo Giovanni Allevi. Iniziò l'intervista. Parlavamo di vita e bellezza della vita ed i conduttori lanciarono una pausa musicale improvvisa e, da quella porticina, entrò un lungo e magro e ricciolissimo ragazzo che mi si presentò come Giovanni Allevi. Sedemmo di fianco. Aveva tra le mani un cd, credo uno dei suoi primi. Parlava e gesticolava, gesticolava e parlava e spesso suonava su un immaginario piano forte davanti a lui ma era così convinto lui che anche noi sentivamo la sua musica. Parlammo assieme di vita e di ragazze madri, parlò della persona come "unica ed irripetibile", mi complimentai in diretta e gli chiesi di fare un concerto a Roma per le mie mamme e, al termine della trasmissione, mi lasciò il suo numero di cellulare.
Poi la vita ha preso il suo corso.
Lui è famosissimo ed applaudito, quanto contestato, in tutto il mondo. Io sono responsabile del Centro di aiuto alla vita di Roma. Lo risentii qualche anno dopo e, per i troppi impegni, mi rimandò alla segretaria: è tutto fermo li.
L'altra sera ero ad Ascoli in piazza del Popolo per il suo concerto all'aperto. Già il luogo di per sé è straordinario, con lui e con la sua musica è diventato magico.
Bravo, simpatico, coinvolgente, sensibile, filosofo, folle. Ho ritrovato, nelle sue parole, il concetto di "unico ed irripetibile" sia per lui sia per tutti.
Non vi faccio la cronaca di quella serata. Vi voglio riportare i messaggi che ho lasciato, in tempo reale, su twitter. Magari accompagnateli con la sua musica: forse sembrerà tutto magico anche a voi.

Preparandomi per il concerto di Giovanni Allevi stasera piazza del popolo ascoli Piceno
Ero in in punto preciso della stazione di Tokyo e un gruppo di note si é scontrato nella mia testa ed ha dato vita a Tokyo station
É nell ascoltatore che si realizza l'opera d'arte per questo motivo alla fine del concerto vorrei essere io a chiedervi l'autografo.
Siamo alieni siamo tutti unici ed irripetibili #Allevi molto pro Life il ragazzo... Penso io
Solo chi ama è in grado di vedere l'altri come è veramente #allevi
Il passaggio dalla eternità all'esistenza è significato dsl primo battito del cuore sia esso umsno o animale proviene dagli dei.
La mia forza é la mia fragilità e fare questa scoperta é stato come tornare a vivere a respirare Back to Life
Ora ascoltiamo quello che accade quando la musica di Bach incontra quella da discoteca #Allevi. E poi il suo riso quasi soffocato ma folle
Allevi mi sembra un folletto quando suona sta curvo curvo sul pianoforte e potrebbe toccare i tasti col naso ma le dita sono velocissime
Al bar gli stiamo dando fastidio noi
I suoi concittadini sono pazzi di lui ce ne é uno in quarta fila coi capelli identici ma non si sa se cosi bravo come musicista
Finita la canzone sosta sempre qualche secondo mano in alto a liberare del tutto la poesia e a magia
Poi si alza con una mano si appoggia al piano e con l'altra si batte il petto prima di inchinarsi e sistemarsi i capelli
Mi piace che si appoggi sempre al piano quasi a tenerselo vicino suo compagno di viaggio rifugio sicuro #Allevi
Meditazione per solo mano destra per Helena che si é riavvicinata alla musica grazie a questa composizione che #Allevi. regalo + grande
Sta suonando con la sola mano destra
Joie é un brano pieno di gioia ma io non ci trovo nulla da gioire perché per me troppo difficile da suonare
Aria un brano per respirare #Allevi. E seduto al pianoforte vistosamente si esibisce in lunghi e profondi respiri


Uruguay campione d'America


Almeno la finale non ha riservato sorprese: ha vinto la squadra data per favorita. L'Uruguay ha battuto 3-0 il Paraguay con gol di Suarez e doppietta di Forlan. Un risultato netto, gli uruguagi tornano campioni dopo la vittoria del 1995. Nella finalina per il 3° e 4° posto Il Cile ha agilmente battuto il Venezuela per 4-1.

Con il sipario che si chiude su questa coppa faccio un bilancio. La coppa in sé è stata sotto le aspettative, troppe gare sono finite 0-0 o con 1 o 2 reti per gara. Infine tre gare tra quarti e semifinali hanno richiesto i calci di rigore. Insomma dove'è finito lo spettacolo del calcio sudamericano? Sembrava di assistere agli europei, con squadre che pensano molto alla tattica mentre la fantasia è un po' mancata.

Comunque onore all'Uruguay che è la squadra più forte dell'America, alla faccia delle blasonate Brasile e Argentina.


La «giustizia templare» su Oslo


Note sull’ideologia dell’autore della duplice strage in Norvegia 
Se da un lato, le inquietanti notizie riguardanti il duplice attacco messo a segno lo scorso venerdì pomeriggio in Norvegia e costato la vita, secondo un bilancio ufficiale a 76 persone, ci lasciano sgomenti e ci distolgono dal clima vacanziero di questo fine luglio, dall’altro ci interrogano sulle reali motivazioni che hanno condotto Anders Behring Breivik, il trentaduenne accusato di essere l’unico autore della strage, a compiere un simile atto.

23/07/11

I Gruppi di Facebook sono contro la privacy!

Ho dato mandato al mio legale di tutelare i miei interessi. Giusta frase per questo momento ufficiale. Che cosa è successo? Questo fine settimana sono stato inserito, a mia insaputa e senza il mio permesso, in tre Gruppi di Facebook da tre miei contatti. Mi sono ritrovato così in questi gruppi e, peggio dei peggio, inondato di emails di notifiche. Sapete tutti che se uno non vuole stare in un gruppo o ricevere le notifiche via mail deve entrare nel gruppo e cliccare o su abbandona, per il primo caso, o su modifica

Singer o Mengele? “Zwillinge heraus!” Fuori i gemelli! di Silvia Bosio


Vi racconto una storia, accaduta non tantissimo tempo fa, quando la sorte dei diritti umani era affidata al potente di turno o a pochi eletti, in grado di stabilire chi doveva vivere e morire, chi avrebbe potuto essere felice e chi invece no. Semplicemente perchè quel qualcuno aveva la colpa originaria, di non possedere quei requisiti necessari per essere considerato dai più, degno di vivere. La storia che qui ci riguarda da vicino, è una storia vera che in tutta la sua crudeltà, si svolse nella prima metà del novecento e che ha per protagonista uno scienziato tedesco, meglio conosciuto come dottor Mengele. Il suo nome era molto noto in campo scientifico per le ricerche svolte sulle coppie dei gemelli, costretti a subire la così detta zw o legge del bavaglio, con il quale venivano soffocati i gemiti di dolore delle piccole vittime, sottoposti alle più atroci torture. Eppure secondo l’ideologia “eugenetica” dell’epoca, queste povere vite, appartenevano ad esseri umani meritevoli di una dignità minore, sacrificabile in vista dei progressi della scienza. Poco importava se a morire alla fine erano loro, perchè in nome del mito della razza ariana, esisteva sempre una buona ragione per uccidere chi non era considerato di pari grado. Basti considerare che alla base di questo modo di pensare, allora come oggi, vi era la distinzione tra essere umano e persona e cioè la differenza tra un concetto che fa riferimento alla specie e un altro che invece allude, agli esseri dotati di determinate specifiche caratteristiche razionali. In breve allora come oggi  venivano considerate persone, soltanto quegli esseri umani in grado di interagire con l’ambiente, di essere autocoscienti e di provare piacere o dolore. Queste pochi e semplici parametri, legittimavano gli intellettuali di quel momento a ritenere che la salute e la vita, non fossero un uguale diritto spettante a tutti indistintamente, ma un appannaggio riservato a pochi eletti. In breve, malati gravi, disabili, handicappati, minorati fisici e mentali e i soggetti comatosi, venivano pertanto ascritti alla categoria delle non persone che includeva degli esseri umani, addirittura inferiori a certi animali non umani. E’ ragionevole pensare un diritto che giudica giusto, lasciare morire chi non è attualmente o non è più autosufficiente o cosciente? Un diritto plagiato da una logica nichilista che non riconosce ad ogni vita umana, un suo valore intrinseco? Se ancora oggi rispondessimo affermativamente a questa domanda tanto inquietante, dovremmo anche essere disposti ad abbracciare i diktat dell’utilitarismo totale, secondo il quale quando una vita è arrivata alla fine o è inutile, va soppressa; specialmente quando si è diventati esseri umani senza qualità, senza quelle caratteristiche che identificano le “persone” nel senso comune del termine. Di fronte a queste ciniche osservazioni, il rischio concreto che stiamo attualmente vivendo è di regredire alla preistoria dei diritti umani e quindi ad un periodo nel quale non esisteva l’elaborazione culturale dei diritti e vigeva piuttosto un sistema giuridico assolutamente irragionevole. Ma tutto è possibile, basta soltanto volerlo. E allora la nostra società potrebbe addirittura con un plebiscito, ritenere opportuno anche il ripristino della schiavitù, della rupe Tarpea, della monarchia assoluta e perchè no dei servi della gleba. I quali nel medioevo com’è a tutti noto, erano titolari di un grado di umanità talmente irrilevante, da non potere essere distinti dagli animali più nobili. E se vi dicessi che “uccidere un neonato con malformazioni non è equivalente a uccidere una persona” poiché “molto spesso non è per niente sbagliato”? A cosa pensereste? Ad una pura provocazione, magari espressa da Adolf Hitler in persona? Non è così. Purtroppo, questo ragionamento proviene da un noto e contemporaneo filosofo australiano, Peter Singer,  secondo il quale uccidere una vita segnata dalla anormalità e condannata all’infelicità, non rappresenta un fatto immorale da porre “sullo stesso piano dell’uccidere esseri umani normali, o qualsiasi essere umano autocosciente”. Infatti in queste situazioni “anche se il bambino potrà avere una vita senza eccessiva sofferenza, come nel caso della sindrome di Down, ma i genitori pensano che sia un peso eccessivo per loro e vogliono averne un altro, questa può essere una ragione per ucciderlo”. E ancora il filosofo prosegue dicendo: “E’ un diritto ragionevole lasciar morire i malati neurovegetativi perché essi sono simili agli infanti disabili, non sono esseri coscienti, razionali, autonomi, la loro vita non ha valore intrinseco, il loro viaggio è arrivato alla fine”. In questa prospettiva “I feti, i bambini appena nati e i disabili sono non-persone, meno coscienti e razionali di certi animali non umani. E’ legittimo ucciderli”; perchè  “L’idea di attribuire a tutti un uguale diritto alla vita, è un’arma a doppio taglio. Se la vita con quadriplegia (paralisi) è buona come la vita senza paralisi, non c’è alcun beneficio di salute a curarla”. Dunque il dato scandaloso da segnalare  in questa sede è che recentemente l’UNICEF – la nota agenzia dell’Onu- ha sponsorizzato senza battere ciglio, una conferenza di Singer all’Università Luiss che ha aperto una serie di convegni, aventi ad oggetto il tema della filantropia. Non certo nei confronti degli esseri incapaci di difendersi da soli, né tanto meno verso i bambini, considerando l’atteggiamento direi poco filantropo del filosofo che suggerisce ai genitori l’infanticidio. Per conoscenza, a questo punto vanno menzionati una serie di riferimenti giuridici di portata internazionale, nati proprio per tutelare fino in fondo i minori. A titolo esemplificativo ne citiamo alcuni. Anzitutto, l’art.3 della Convenzione universale sui diritti del fanciullo (ONU, 20 novembre 1989): “in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche e private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi,  l’interesse superiore del fanciullo deve avere una considerazione preminente”; la Dichiarazione  universale (ONU, 20 novembre 1959): “gli Stati devono dare ai fanciulli il meglio di sé stessi”; l’art. 53 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali (1950): “Nessuna delle disposizioni della presente convezione può esser interpretata in modo da pregiudicare i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali che possono essere riconosciuti in base alle leggi di ogni parte contraente o in base ad ogni altro accordo al quale essa partecipi”; e ancora l’art.24  della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che ribadisce esattamente il contenuto dell’art. 3 della Convenzione prima citata. Non credo che i dati appena riportati, siano condivisibili dagli intellettuali come Singer che considerano la vita come un bene disponibile. E’ certo che il nazismo predicava un progetto di "eugenetica" diretto ad ottenere un miglioramento della "razza" germanica coltivando e favorendo i caratteri ereditari favorevoli ("eugenici") e impedendo lo sviluppo dei caratteri ereditari sfavorevoli ("disgenici"). All'interno di questo progetto di eugenetica non trovavano ovviamente posto i malati incurabili e i disabili fisici e psichici. C’è da chiedersi se con Singer sia resuscitato il Mengele del nuovo millennio. Su di lui si racconta un aneddoto raccapricciante:  quando i prigionieri giungevano ad Auschwitz, i bambini gemelli erano selezionati  personalmente dallo scienziato tedesco, il quale aggirandosi lungo le fila dei prigionieri usava gridare "Zwillinge heraus!" "Fuori i gemelli"! Quasi si trattasse di specie inferiori. Quando vengono riportate alla memoria questi episodi di inciviltà, anche ai giorni nostri sarebbe meglio astenersi da certi atteggiamenti farisaici e piuttosto gridare a gran voce che nella condizione di dipendenza la difesa della dignità, richiede un altissimo grado di umanità!

Silvia Bosio

22/07/11

Anche io sono salito sullo Shuttle!

Alla casa al mare in Liguria, trenta anni fa, i miei genitori, visto il numero dei figli aumentare, decisero di mettere, nella stanzetta di noi ragazzi, due letti a castelli: uno lo chiamarono Shuttle e l'altro Challenger. Io scelsi lo Shuttle per dormire, nei piani alti, ed ogni sera per me cominciava l'avventura ed il mio volo con la fantasia.
L'avventura ed i voli sono invece finiti per il programma Space Shuttle ieri mattina al Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida ed erano le 5,57 locali.
Dopo 135 missioni effettuate (due delle quali andate male con scoppi in diretta tivu che tutti ricordiamo), 1328 giorni nello spazio, 20958 orbite percorse tutto questo per far si che ora, intorno alla Terra, 400 chilome­tri sopra le nostre teste, possa girare finalmente completa­ta, la Stazione spaziale interna­zionale.
A bordo del laboratorio scientifico si trovano astronauti di tre diverse nazionalità: americana, giapponese e russa. La massa del­l’intero complesso orbitante supera le 400 tonnel­late. La stazione spaziale è frutto della collaborazione tra 15 diverse nazioni. Lo Shuttle ha compiuto la sua missione e può andare in pensione.
A noi giovani di oggi (accidenti...ormai giovani di ieri) che voliamo verso i 40 e che siamo cresciuti con figure di riferimento come Giovanni Paolo II, Madre Teresa, non penso sia irriverente dire, come ho voluto raccontare in premessa, che anche la navetta spaziale del Progetto Shuttle (ed i nomi che si sono via via avvicendati) ci ha accompagnata per tutti questi anni.
Tutti noi ricordiamo lo scoppio tremendo in diretta tivu del 1986 e quello più recente, ma non alla partenza, del 2003. Tutti noi ricordiamo le partenze e gli arrivi, le dirette dallo spazio, le manone giganti giganti che fanno ciao e quelle tute spaziali di nome e di fatto!
Sono stato una volta a Cape Canaveral. Favoloso. Penso di aver speso uno stipendio in ricordi e ricordini. Bellissimo. Che emozione. Finalmente li su quella tribuna da dove gli spettatori assistono al countdown ed al decollo. Splendido anche se non vi era in programma nessuna partenza. Il giro col pullman di tutto lo Space Center, la sala comanda "Frews Frews abbiamo un problema" e via dicendo, e via ricordando, e via che il mondo cambia.
Il mondo cambia. Ci sono anche 1800 persone che a causa della fine del trentennale progetto Shuttle perderanno lavoro. Sicuramente loro hanno un motivo in più per commuoversi oggi.

Photo Of The Week N°2 - Notturno

Bentornati al nostro appuntamento fisso con la Foto della settimana. Oggi vi presentiamo uno scatto notturno (il titolo è eloquente) realizzato da Laura Moiana, mia carissima amica e mia stretta collaboratrice nella realizzazione di questa rubrica. Per una migliore visione dello scatto a tutto schermo, cliccate sull'immagine. Buona visione.


Foto: Notturno
Questa foto è stata scattata il 27 febbraio 2011 a Marsa Alam, Egitto. Un luogo decisamente affascinante e che si presta ad essere fotografato, un luogo che è per me "ritorno" e "rinascita". Un luogo dove le stelle sorridono e dove le luci sono poche perchè è già il cielo di notte che illumina tutto. E così, quest'anno sono andata davanti al mio pontile di notte. E non poteva che essere "Notturno" il titolo della mia foto. "Notturno" come la splendida canzone di Mia Martini. Perchè la notte è così a Marsa Alam, ti lascia sempre senza fiato. E così mi sono armata di macchina fotografica , Canon 60D e cavalletto per portare a casa lo scatto del pontile notturno, con tempo lungo e Iso alto.

Autore: Laura
Laureata in Lingue e letterature straniere. Oggi insegnante. Appassionata di fotografia. Pellicola, compatte digitali, reflex digitale...l'importante è sempre stato scattare e vedere qualsiasi cosa dietro l'obiettivo. Passione condivisa dal 2009 in un blog intitolato se fotografando.
La fotografia? un attimo, una passione, un'idea.
 
Se Fotografando
 

Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
 

21/07/11

Io non manderei in galera nessuno prima di averne certificato la reale colpevolezza

Non so voi ma a me questa questione di Alfonso Papa proprio non convince anzi, per dirla tutta, mi intristisce, e fortemente. Perchè? Non conosco Alfonso Papa. Non mi interessa la questione che sia del Pdl o del Pd senza elle! Mi interessa l'uomo, il padre. Sarà colpevole? Non lo so. Non ho letto le migliaia di pagine che hanno accompagnato la richiesta del giudice di Napoli: non le voglio neanche leggere. Però conosco troppa gente finita ingiustamente in carcere, per mesi, alcuni anni prima di ricevere la sentenza finale al terzo grado di giudizio ed a volte questa era anche positiva per loro. Si dice che molti parlamentari abbiano voluto dare un segnale al paese: e che segnale sarebbe? Ecco, vi do in pasto un Papa, tanto se ne farà un altro. Molti parlamentari dicono che temevano di trovare fuori da Monecitorio, ad accoglierli, una tempesta di monetine: ma da chi? Siamo così poveri che non credo nessuno si metta a tirarvi le monetine anche perchè siamo consapevoli che ve le terreste tutte, senza restituirci un centesimo. Che un padre di famiglia sia buttato in carcero così dopo aver chiesto anche invano di essere ascoltato dal giudice di Napoli: non mi va! Davvero, non mi va ed ho paura per le conseguenze di questo gesto non sugli altri parlamentari ma su tutti noi cittadini che certamente non abbiamo placato la fame di giustizia con questo pranzo da papa.
Mi spiace. Mi spiace che l'Udc abbia votato a favore e che dopo Cesa abbia dichiarato: "Sono dispiaciuto, non ce l'aspettavamo!". Mi spiace che Maroni abbia ostentato quell'indice a votare Si come fosse una manetta e dire che il voto doveva essere segreto: caro Ministro dell'Interno, se io la prossima volta in cabina fotografo il mio voto e lo metto sul blog che mi succede? Non è vietato dalla legge? E perchè i suoi sodali l'hanno fatto?
In ultimo penso ad una cosa. Alfonso Papa è capitato nel posto sbagliato ma al momento giusto. Molti volevano mandare un segnale a Berlusconi, al Governo ed hanno usato la questione Papa come capro espiatorio. Secondo me Papa si è trovato in una situazione più grande di lui e sarà l'unico a pagarne le conseguenze. Almeno da subito difatti è l'unica persona a passare la notte in carcere.
E' capitato a tutti nella vita. A me capitò nel 2008. Finii all'interno di un gioco di potere e fui licenziato come capro espiatorio. Certo, non finii in carcere però è per dire che a volte può capitare che qualcosa vada male e ci si trovi nel posto sbagliato. A volte, come per Papa, va peggio.

Che direbbe oggi Montanelli dei quotidiani on line?

Non so perché in questi giorni tutti stanno parlando di Montanelli: vi sarà qualche ricorrenza. Tra i grandi giornalisti di sempre, Montanelli come si sarebbe comportato di fronte ai quotidiani on line, alle nuove possibilità di scrivere, farsi leggere?

Coppa America, sarà Uruguay Paraguay


Le semifinali, orfane di diverse big, tra cui le blasonate Brasile ed Argentina, hanno decretato le due finaliste. Uruguay e Paraguay si incontreranno in una finale inedita per questa coppa. Gli uruguagi hanno all'attivo 14 vittorie - l'ultima nel 1995 -, mentre il Paraguay ha conquistato il trofeo 2 volte - ultima nel 1979 -.

La nazionale di Tabarez arriva all'ultima partita grazie al 2-0 inflitto al Perù - doppietta di Suarez -. Il Paraguay invece giunge in finale dopo un'altra lotteria dei rigori. Il campo non ha regalato alcun gol tra i biancorossi e il Venezuela. Una curiosità: il Paraguay arriva alla finale senza aver mai vinto una gara: nel girone ha ottenuto 3 pareggi, passando il turno come seconda miglior terza classificata. Poi arrivano i quarti di finale dove elimina il Brasile dagli 11 metri ed ora un'altra vittoria dal dischetto.

Il cammino dell'Uruguay comincia con due pareggi, fino alla vittoria contro il Messico che le permette di passare ai quarti - secondo posto nel girone dietro il Cile -. Ai quarti elimina l'Argentina dal dischetto, poi arriva in semifinale la vittoria col Perù.

Chi vincerà? L'Uruguay forse è leggermente favorita, ma guai dare per scontata una vittoria in una finale, specie in una coppa dai continu colpi di scena come questa.

20/07/11

Ecco chi comanda in casa Murdoch!

Mannaggia che schiaffo che gli ha tirato Wendi Deng, la signora numero tre (come le giunte di Alemanno) di Murdoch Rupert detto lo Squalo anche se ieri sembrava come gli animali malati di artrite del Bioparco di Roma. Lo schiaffo l'ha ricevuto in pieno volto l'aggressore di Murdoch, un sedicente comico che a quanto pare sa far ridere anche quando tenta di aggredire le persone. Voleva riempire di schiuma da barba Murdoch e non si capisce se è per il fatto che Rupert aveva la barba incolta o per altro però, conosciuta la tempra della moglie, mi sa che il viso lo Squalo se lo tiene bello pulito e liscio se no sono schiaffoni tutte le mattine. Bellissima la scena. Il comico aggressore tramite cellulare mette su twitter l'annuncio del gesto che sta per compiere. Pochi secondi e, mentre i deputati incalzano di domande Rupert e James Murdoch si alza, si dirige verso il tycoon (taccone!) australiano e succede di tutto e qui riassumo nell'ordine: il figlio James si scosta per non prendere la schiuma da barba sulla sua giacca costosa come lo stipendio di dieci suoi dipendenti puntualmente spiati al telefono; una signora in prima fila si mette le mani nei capelli e grida; una guarda inciccionita dagli anni fatica a muoversi tra le sedie; Murdoch padre non si accorge di niente (non si è accorto di quello che combinavano i suoi dipendenti, figurati se si accorge di chi lo attacca alle spalle) e lei, l'eroina del giorno, Wendi Deng in abito succinto fucsia, forse perchè follower su twitter del comico, anticipa tutti, compreso l'aggressore, e gli rifila una cinquina sulla guancia ed è talmente tanta la foga che finisce per terra. Da questo fatto è chiaro tutto soprattutto chi comanda in casa Murdoch. Lo Squalo, che più che altro sembrava ieri il nonno appisolato di uno squalo, è sotto scacco della moglie ed obbedisce ed ormai gira voce che sia come Fini con la Tulliani, dedito anche ai fornelli. Il processo riprende e l'unica cosa che cambia nella monotonia delle domande e risposte è Murdoch che si ripresenta senza giacca ma con solo camicia bianca: bianco schiuma da barba su bianco camicia si vede meno.