11/09/11

il Grande Inganno (parte seconda)


Oggi, 11 Settembre 2011, anche io desidero scrivere qualche cosa su ciò che accadde 10 anni fa. I due cari amici Jolly e Andrea lo hanno già fatto. Ho potuto leggere uno splendido inno alla Vita da parte di Jolly sfruttando l'analogia tra due tragedie: la caduta di due grattacieli gemelli e la morte di due gemelle siamesi. Andrea invece ci ha ricordato le spendide parole che il Papa pronunciò il giorno che segui quella strage. Io vorrei invece analizzare la cosa da un punto di vista differente. Mi domando infatti: dopo 10 anni, come è possibile che esista ancora qualcuno che crede alla versione ufficiale che ci è stata raccontata?
La risposta a questa domanda l'ho avuta proprio in questi giorni leggendo uno spendido romanzo. Una lettura che mi permetto di consigliare a tutti voi in quanto si tratta di un libro che aiuta ad aprire la mente e il cuore. Stimola a porsi dubbi, domande e ad affrontare i problemi da un punto di vista differente. Il romanzo è intitolato XY ed è scritto da Sandro Veronesi. Nel libro troviamo una forte analogia con l'11 settembre 2001, si racconta infatti di un giorno, in un paesino di montagna in trentino, nel quale accadde un fatto assolutamente inspiegabile utilizzando una logica umana. Si decise di camuffare la realtà del fatti e la versione ufficiale divenne quella di un attentato terroristico talebano. La cosa assurda è che quasi tutti credettero alla versione ufficiale che sosteneva che le vittime furono tutte decapitate; e lo credettero anche coloro che avevano visto con i propri occhi il luogo della strage e sapevano bene che la versione ufficiale non corrispondeva affatto alla realtà.

Io non so cosa sia successo dieci anni fa in America, non sono infatti un mago o un agente dei servizi segreti. In Internet possiamo trovare le più svariate "ipotesi di complotto", alcune rasentano il ridicolo. Ho solo una certezza assoluta: quel giorno non è accaduto quello che ci hanno raccontato.
Sono veramente troppe le incongruenze per poterle ignorare e credo sia giunto il momento di aprire gli occhi e di avere la forza e il coraggio di affrontare una realtà, un mondo, che è decisamente diverso da quello che ci siamo illusi sia.
Richiamando il celebre film Matrix vi esorto ora a scegliere che pastiglietta preferite: la blu per continuare a credere che la realtà sia Matrix, oppure se credete di avere la forza e il coraggio sufficiente potete prendere la pastiglietta rossa, ma attenzione una volta che inizierete a prendere consapevolezza del fatto che esiste un'altra realtà, non sarà poi più possibile tornare indietro: http://video.google.com/videoplay?docid=8097952875248011643

A dieci anni dall’11 settembre


di Andrea Menegotto
11 settembre 2011
Ricorrono oggi esattamente dieci anni dalla fatidica data dell’11 settembre 2001, giorno passato ormai drammaticamente alla storia e inciso nella memoria collettiva in maniera indelebile.
In questa occorrenza, mentre rimandiamo per analisi accurate circa gli scenari di un conflitto mondiale relativi al terrorismo di matrice ultra-fondamentalista islamica a un’apposita sezione del sito del CESNUR e a un volume presentato qui su Frews nel mio pezzo della scorsa settimana, in questa sede oggi ci pare appropriato lasciare spazio non alle parole, ma al silenzio, alla riflessione e ─ per chi ha fede ─ alla preghiera, guidati dalle accoratissime parole che un grande testimone del nostro tempo, papa Giovanni Paolo II, pronunciò l’indomani in occasione dell’udienza generale di mercoledì 12 settembre 2001 a triste commento di quanto accaduto, aprendo un piccolo squarcio di luce nelle tenebre di quei giorni che ─ purtroppo, come mostrano le cronache quotidiane ─ ancora non si sono dissipiate:
«Ieri è stato un giorno buio nella storia dell'umanità, un terribile affronto alla dignità dell'uomo. Appena appresa la notizia, ho seguito con intensa partecipazione l'evolversi della situazione, elevando al Signore la mia accorata preghiera. Come possono verificarsi episodi di così selvaggia efferatezza? Il cuore dell'uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo. Ma la fede ci viene incontro in questi momenti in cui ogni commento appare inadeguato. La parola di Cristo è la sola che possa dare una risposta agli interrogativi che si agitano nel nostro animo. Se anche la forza delle tenebre sembra prevalere, il credente sa che il male e la morte non hanno l'ultima parola. Qui poggia la speranza cristiana; qui si alimenta, in questo momento, la nostra orante fiducia».

10/09/11

Rebecca e Lucia: le due Torri Gemelle

Rebecca e Lucia sono le due gemelle siamesi nate a fine giugno, unite per il torace e l’addome e con un cuore sole ed altri organi danneggiati e sono morte qualche giorno fa, dopo soli due mesi su questa terra della quale hanno visto solo una sala operatoria dell’ospedale Sant’Orsola di Milano.
Rebecca e Lucia sono passate dal luogo più accogliente al mondo, il grembo materno, al luogo più accogliente in eterno: il Paradiso.
Lo voglio credere che siano lì non perché desidero provarmi teologo ma perché, conoscendo la Misericordia di Dio, non può aver pensato tragitto migliore per queste due figlie in questa breve loro vita durata un anno soltanto.
In questi giorni in cui tutti ricordiamo i tragici eventi del crollo delle Torri Gemelle, Rebecca e Lucia se ne sono andate via prima, anche loro gemelle, anche loro dopo un periodo a combattere da sole contro la vita, la forza di gravità, i danni subiti ed un corpo che lentamente si accasciava al suolo col suo fragore.
Forse Rebecca e Lucia non cambieranno il corso della storia, come è avvenuto per le torri di New York se non quella della loro famiglia, di chi è loro stato accanto in questi giorni, anche con un solo pensiero od una preghiera.
Forse Rebecca e Lucia tra dieci anni avranno solo i genitori a portare due mazzi di fiori al cimitero ed anche noi avremo altre vite, altri lutti, altre ricorrenze da celebrare.

Però mi ha fortemente impressionato la frase del padre che, interrogato sulla vicenda ha risposto: “Uccidere due bambine così piccole o una persona alta un metro ed ottanta è la stessa cosa. Non c’è mai stato nulla da scegliere.”
Non c’è mai stato nulla da scegliere…! Che grande insegnamento.
Certo, i dipendenti del WTC sono corsi in strada, dieci anni fa, per sfuggire ad un evento della Storia più grande di loro e chissà in quanti, messisi al riparo, avranno pensato: non c’è stata possibilità di scegliere, qualcun altro lo aveva fatto per noi, ma in quel caso era l’uomo, il male.
Qui invece siamo di fronte alla volontà, a volte difficile, a volte splendida di Dio, del nostro Padre Creatore, davanti al quale è grande gesto di accettazione, e quindi di fede, dire: non c’è mai stato nulla da scegliere.
Così, semplicemente. Ci sono eventi della nostra vita in cui Dio ci parla in questo modo e non esiste la possibilità di modificare noi la sua volontà magari con un precoce aborto: questi genitori hanno lasciato vivere le loro figlie secondo la volontà, secondo natura ed un mese in più od in meno pronosticato non ha cambiato la loro decisione.
Ci sono altri momenti più “facili, ed a me capita quando vedo i miei figli, in cui, nella bellezza della vita, mi domando: non c’è stato nulla da scegliere, eccoli, me li hai donati, cercherò di custodirli ma non li ho scelti: io e mia moglie abbiamo accettato la tua volontà
Rebecca e Lucia è il nome che oggi voglio dare, simbolicamente, alle due torri gemelle.
Giorgio Gibertini

09/09/11

Il campionato è iniziato

Con l'anticipo di stasera è iniziato il campionato. Scusate il ritardo, direbbe qualcuno, dopo una falsa parte degna di Bolt nei 100, oggi si è cominciato con Milan Lazio, anticipo di lusso aperto a tutti i risultati.

Pronti via, il Milan è sotto di due reti, i campioni d'Italia subiscono il gioco della Lazio rinforzata da Klose e Cissé: questi due fanno vedere i sorci verdi e alla fine trovano un clamoroso doppio vantaggio. A quel punto il Milan come un leone ferito, caccia fuori le unghie.

Ibrahimovic inizia a servire palloni a tutto andare, poi servito da un ottimo assist del barese, trova l'1-2. La Lazio sembra tramortita, il Milan insiste trovando il 2-2 di Cassano.

Nel secondo tempo le squadre sono più chiuse e lo spettacolo cala, ma non ci si annoia. Palo di Ibra, Cissé annusa il gol, non fosse per un intervento di Nesta che ha dell'incredibile. Poi purtroppo arriva il nemico dello spettacolo, la stanchezza si comincia a far sentire. E' un vero peccato che una gara così si sia giocata solo alla seconda giornata, la prima effettiva, quando i giocatori non sono ancora in forma.

Al Milan manca solo la vittoria, ma ha subito fatto capire di che pasta è fatta. Sotto di due reti ,esce il carattere dei campioni d'Italia, che hanno mancato tante, troppe volte il gol. Non sottovalutate la Lazio, ha fatto un'ottima campagna acquisti, ha le carte in regola per fare un ottimo campionato. Non è da tutti entrare al Meazza e mettere in seria difficoltà i campioni d'Italia.

E adesso sotto con le prossime gare.

E se l'Euro stesse proprio per morire?


Cari lettori di Frews, dopo essermi rilassato nello scrivervi una guida su Twitter e nel darmi al gossip (vedi articolo su Fini) torno di nuovo a fare ciò che mi riesce meglio: l'uccello del malaugurio!
Nella realtà io non credo affatto di fare la parte del menagramo ma semplicemente ho il coraggio di guardare in faccia la dura realtà della situazione nella quale ci troviamo!
Scusate, ma rimanendo in tema di volatili, lo struzzo non riesco proprio a farlo. Non riesco proprio a fare come la maggior parte dei nostri politici, giornalisti, economisti e bancari, che continuano a comportarsi come se nulla fosse! Io invece non sono preoccupato, ma molto di più, infatti ci troviamo di fronte ad una situazione gravissima e al contempo assurda; assurda perché non solo quasi nessuno ha il coraggio di dire quanto sia grave ma non si tenta nemmeno di prendere qualche provvedimento serio (probabilmente anche doloroso) per cercare realmente di risolvere il problema. Si preferisce continuare a fare finta di niente a mettere piccoli futili tamponi e andare avanti così, affermando una sorta di "ci pensiamo domani".

Io ho il coraggio di dire che l'euro in questo momento è come un malato gravissimo, se non addirittura un malato terminale!
Datemi pure del pazzo, del pessimista, del catastrofista, ma se affermo certe cose è perché ne sono convinto non perché voglio shockare, fare scoop o vendere spazio pubblicitario (che, almeno per momento, non esiste qui su Frews).
Non sto parlando di fantascienza, infatti in passato fatti similari sono accaduti; ricorderete tutti quello che accadde a quella nazione che è quasi un po' come la nostra gemella di secondo grado: l'Argentina.
E forse oggi la situazione qui da noi è ancora più insostenibile e ancora più assurda di quanto lo fosse negli anni che precedettero il default in Argentina!

Mi fa rabbia il pensare che stiamo affogando eppure si continua a fare finta di nulla, eppure i segnali evidenti sono tantissimi:
  • oggi a Londra l'oro ha toccato un nuovo record: 1'367 euro all'oncia (per chi non lo sapesse sono decine di mesi che l'oro continua ad aumentare)
  • nel giro di un anno il franco svizzero è raddoppiato rispetto all'euro
  • India e Cina negli ultima anni hanno acquistato ingenti quantitativi di oro (fisico)
  • Negozi "compro oro" sono sorti come funghi nelle nostre città e nei nostri paesi.
  • la Grecia non sta fallendo, è già fallita da un pezzo, ma non ufficialmente, ufficialmente è uno zombie che cammina.
In Grecia infatti hanno: un tasso di disoccupazione del 16%!
un'economia in enorme contrazione: PIL -7,3% nel II trimestred 2011
E mi spiegate come faranno mai a pagare interessi del genere?
Bond annuale: rendimento 95%
Bond biennale: rendimento 55%
Bond decennale: rendimento 20%


Non dimentichiamo infine l'effetto domino che ho accennato nell'articolo precedente (il Grande Inganno). Infatti le banche tedesche, belghe, francesi, sono piene zeppe di titoli di stato ellenici e quando la Grecia fallirà ufficialmente cosa accadrà? E cosa accadrà agli altri Stati che si trovano in gravissime situazioni, quelli che sono stati definiti PIIGS: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna? Come si farà ad evitare l'effetto contagio?

Beh, se voi riuscite a continuare a dormire sonni tranquilli, sono proprio contento per voi, io è dalla crisi iniziata nel 2009 che continuo a ribadire agli amici che non è finito nulla, che è una crisi del sistema e che abbiamo avuto solo una piccola avvisaglia; ed infatti i dati, mese dopo mese, anno dopo anno, mi stanno dando sempre più ragione e sembra che la polvere sotto il tappetto abbia oramai raggiunto un livello dove è veramente difficile riuscire a continuare a nasconderla...

Ora provate per un attimo ad immaginare cosa succederebbe in caso di contagio da Grecia agli altri PIIGS; secondo voi Germania e Francia continueranno e riusciranno a sostenere tutti i PIIGS? la BCE potrà continuare ad oltranza ad acquistare BOND dei PIIGS e mantenere in piedi ad oltranza l'euro e il nostro attuale sistema? Oppure Germania e Francia ad un certo punto inizieranno a pensare solo a se stesse?

Lo spettacolo del calcio

Mi fa piacere che prima di questo tormentatissimo inizio di campionato vi sia stata l'inaugurazione del nuovo stadio della Juventus. Uno stadio, dicono, moderno, comodo, sicuro e per famiglia. Due asili con 50 posti per i bambini ed un ipermercato. Cambierà davvero qualcosa in Italia? Potremo tornare allo stadio con i nostri figli? Speriamo di si.
Quando i figli crescono e cominciano a voler provare quella esperienza è difficile dir loro di no soprattutto se si è un genitore che vorrebbe la "scusa" del figlio per andare allo stadio!
Non mi interessano oggi le polemiche sui 29 scudetti (o 27), sulle coppe, sulla serie B, sul litigio perenne con l'Inter.
Ieri sera la Juve si è vestita veramente da gran Signora ed ha dato una lezione di stile e di ottimismo a tutti: stile per il nuovo stadio, ottimismo per l'investimento di 200 milioni di euro non verso un giocatore dal cognome brasiliano, ma verso un luogo di "culto" che può diventare anche di incontro.
Poi da stasera sarà di nuovo campionato e che vinca il migliore quindi, per ciò che mi riguarda: forza Milan!

Ad Atreju si festeggia la vita

IMG 0397 342x227 Atreju 2011: si festeggia la vitaPer la prima volta in 9 anni abbiamo uno spazio Cav ad Atreju, la manifestazione dei giovani del Pdl che si concluderà, dopo un ricco anzi ricchissimo programma, domenica 11 settembre. Saremo presenti col nostro sorriso, le nostre magliette, le spille, i nostri gadget e la nostra documentazione per la vita.

08/09/11

se ti chiami Fini il divieto non esiste!



Vi confido, cari lettori di Frews, che a vedere certe immagini faccio veramente fatica a mantenere la calma e non sfociare in insulti pesanti!
Cominciamo dalla notizia, dalla "frews", la rivista Oggi pubblica: Gianfranco Fini ci ricasca: fotocronaca di una immersione proibita.
Ed ecco il link per chi volesse vedere il reportage completo: http://www.oggi.it/...
Praticamente, ancora una volta, sì perché non è affatto la prima volta, Fini è stato pizzicato a fare un'immersione a Giannutri: un'isoletta dell'arcipelago toscano che è riserva integrale e dove ai comuni mortali non è permesso accedervi!

Ma se vi chiamate Gianfranco Fini o se andate a letto con uno che si chiama Gianfranco Fini, allora il discorso cambia completamente! Perché "la Casta" può tutto e di più, anche, e soprattutto, fare ciò che per tutti gli altri è proibito!
Infine, come se non bastasse, da una foto sembra proprio che Gianfranco abbia in mano pure un esemplare di "Pinna Nobilis" (una conchiglia che assomiglia ad una cozza gigante). La Pinna Nobilis è una specie protetta ed è proibito asportarla dai fondali marini. Addirittura qui è stata asportata in una riserva marina integrale!

Io pratico attività subacquea da oltre 30 anni e sono un istruttore subacqueo. Anno dopo anno vengono costituiti un numero sempre maggiore di parchi marini. Quasi tutti i parchi hanno delle "zone A", zone a riserva integrale, dove non si può nemmeno fare il bagno! Un vero peccato, perché moltissimi stupendi luoghi di immersione non si possono più ammirare! E così anche quest'anno in Sardegna non ho potuto accompagnare amici, non solo a fare immersioni, ma nemmeno il bagno in alcuni splendidi posti come ad esempio l'isolotto di Mortorio. In altri, ad esempio a Tavolara, sono obbligato ad andarci accompagnato da un diving-center del posto, pagando parecchie decine di euro, sebbene sia un istruttore molto più anziano del ragazzino che mi accompagna. Questo perché io non mi chiamo Gianfranco Fini e quindi io, ad esempio, non potrò mai immergermi nel paradiso subacqueo di Giannutri!

La motivazione di queste zone a riserva integrale sarebbe quella di voler preservare questi luoghi e consentire il ripopolamento di specie marine. Ma che senso ha preservare una cosa se nessuno poi la può nemmeno ammirare? Ops, mi correggo: che senso ha cercare di preservare zone dove può andarci a razzolare e estirpare specie protette solo chi appartiene alla Casta o è loro amico?

Io non giustifico assolutamente chi usa violenza e non mi passerebbe mai nemmeno per l'anticamera del cervello di incitare qualcuno alla violenza. Sono infatti fermamente convinto che violenza richiama violenza, odio richiama altro odio e quindi non è assolutamente una soluzione. D'altro canto mi appare come un dato di fatto che la Casta negli ultimi anni sia sempre più convinta di poter fare tutto ciò che più l'aggrada e con sempre maggiore arroganza e supponenza. Purtroppo non tutti la pensano come me sulla violenza e non mi stupirei se prima o poi una buona parte della popolazione reagirà in modo violento, esasperata dal fatto che questa Casta si permette di chiedere continui sacrifici agli italiani mentre loro continuano a razzolare e a fare i proprio porci comodi come prima, più di prima.

Uno strumento molto utile: TWITTER. Istruzioni per l'uso



Ho notato che, al momento, solo 12 persone stanno seguendo Frews su Twitter. Credo che questo sia dovuto al fatto che ancora in pochi usano o conoscono appieno le potenzialità di Twitter.
Io stesso l'ho scoperto da poco. Infatti, inizialmente, credevo fosse una sorta di brutta copia di Facebook e l'ho sempre ignorato. Poi, grazie ad un amico, ho scoperto che sono due cose molto diverse; tanto che personalmente ho deciso di cancellarmi da Facebook dopo pochi mesi di utilizzo giudicandolo poco utile e troppo superficiale e banale. Mentre Twitter lo considero uno strumento molto utile. In questo articolo cercherò di spiegare a cosa serve e proporre qualche suggerimento per iniziare ad utilizzarlo. Consiglio anche la lettura di questo interessante articolo scritto qualche mese fa da Beppe Severgnini: http://www.beppesevergnini.com/articoli.php?mese=2011-02-15_it

Partiamo dalla domanda più semplice: cosa è un tweet? Un tweet assomiglia ad un SMS: un breve messaggio di massimo 140 caratteri. E' possibile (sempre all'interno di questi 140 caratteri) aggiungere un link o una foto (che poi sarà sempre un link) che solitamente viene abbreviato per non consumare troppi caratteri. Il sistema può essere impiegato per comunicare con gli amici ma personalmente credo che l'aspetto più interessante e più utile sia un altro.
Prima di usare Twitter, per almeno due o tre volte al giorno entravo nei siti di mio principale interesse (ansa, un blog di economia, frews, ecc.) e andavo a controllare se c'era qualche articolo interessante o se era stata pubblicata qualche novità. Il più delle volte mi collegavo al sito inutilmente perché magari dalla mia ultima connessione non era stato pubblicato nulla. Dopo twitter posso evitare tutto questo, infatti sarà questo strumento ad avvisarmi. Se poi la cosa è di mio interesse con un click aprirò direttamente la pagina per leggerne il contenuto nel dettaglio.

In pratica la prima volta che si entra in twitter, ci si dovrà registrare inserendo i soliti 4 dati personali. Dopodiché si apre una schermata molto semplice: sulla sinistra i tweet pubblicati da me (ovviamente inizialmente sarà vuota), sulla destra avrò i "following" ovvero chi sto seguendo e i "follower" chi segue me.
A questo punto dalla pagina web di Frews potete clickare sul grosso pulsante "follow us on twitter" si aprirà così la nostra pagina di twitter e clickando sul pulsante "segui" avrete aggiunto Frews ai vostri "following".

Oppure nella vostra pagina web di twitter in alto avrete una barra strumenti se clickate sulla voce: "chi seguire" potrete cercare i vostri interessi (e/o i vostri amici) ad esempio un quotidiano, una agenzia di informazione (AGI, ANSA, ADNKRONOS, ecc), un cantante, un comico, una squadra di calcio. In questo modo con un unico strumento rimarrete aggiornati su tutti i vostri interessi.
Esistono poi, ovviamente, le applicazioni twitter per smartphone (iphone, android, blackberry, windows mobile), in modo da poter ricevere (e/o inviare) i tweet direttamente sul vostro telefonino. Esistono poi anche dei plug-in per i browser, io ad esempio uso Echofon per Firefox, i quali accedono automaticamente a Twitter, pensano loro a registrarti (comodo perchè si evita ogni volta di dover inserire "user" e "password") e poi all'interno del browser avvisano oppure visualizzano in una finestra i tweet che ricevete.

Beh, non mi resta che augurarvi una buona twittata a tutti e se avete qualche difficoltà o qualche dubbio scrivete pure un commento a questo articolo (o mandatemi un tweet) e sarò lieto di rispondervi e darvi una mano.

Continua la guerra del cappuccino a via Celsa in Roma

Via Celsa a Roma - foto Giorjolly
Ogni mattina scendo dall'autobus alla fermata di Largo Argentina, attraverso la strada ed entro in quel vicoletto conosciuto per caso alla ricerca della Madonna della Strada. Quel vicoletto, via Celsa (talmente piccolo ed unico da non avere neanche le immagini su Google Maps) è oggi "teatro" non solo del Teatro Centrale ivi presente ma anche della sfida a colpi di "diecicentesimi" tra il Bar Ok ed il Baretto. Il Bar Ok prima dell'estate aveva cappuccino e cornetto ad un euro e quaranta. A settembre il Baretto lo ha portato ad un euro e dieci costringendo il Bar Ok a scendere almeno ad un euro e venti.
Tutto sotto gli occhi divertiti di noi passanti e clienti che possiamo solo godere di questa riduzione dei prezzi ed allargare il discorso non sui massimi sistemi ma sua quanto sia semplice capire che la concorrenza fa bene a tutti. Torno a domandarmi: se qui, in pieno centro a Roma, è possibile fare questi prezzi perché altrove no?
Ogni mattina entro in questa via e percorro timoroso i Sanpietrini verso piazza del Gesù: chi dei due titolari uscirà per primo a mettere i tavolini, le insegne ed alzare la serranda e sfidare i clienti che rincorrono i 10 centesimi in meno?
I bar sono uno di fronte all'altro e come in un perenne duello si sfidano.
Non so se si parlino anche, non approfondisco (non è vero ma non lo voglio scrivere).
Si scrutano ogni mattina e si combattono a colpi di "diecicentesimi".
Che bello. Stamattina uno dei due era chiuso, ho potuto scegliere serenamente l'altro sapendo che non avrei dovuto aprire un mutuo per il mio cappuccino e cornetto.

07/09/11

Rischio incombente: il Katla



(eruzione Katla del 1918)

Stamattina stavo pensando di scrivere un articolo sulla futilità e inadeguatezza nel voler aumentare l'IVA del 1% e su come questo intervento possa portare al risultato esattamente opposto a quello desiderato.
Ma ragionando un attimo, ho capito che tutti i quotidiani e i giornali vi avrebbero imbottito il cervello sull'IVA, sulla finanziaria e su tutti i commenti che i vari politici hanno fatto e faranno in questi giorni. E poiché sono fermamente convinto che nei prossimi mesi dovremo affrontare problemi ben più seri di un aumento di un punto di IVA, ho deciso di parlarvi proprio di uno tra questi possibili problemi; un argomento di cui quasi nessuno parla, un argomento che potete trovare solo su un sito di libera informazione, che non viene finanziato da alcuna lobby e che non deve rendere conto a nessuno: proprio come il nostro blog Frews.

Una mamma con carrozzina fatta scendere dal 49 perchè ingombra la corsia

Sono quasi le 7 ed attendo l'autobus presso la fermata Pineta Sacchetti/Bolognetti (Roma) per andare verso la stazione metropolitana di Cornelia. Dove vivo io è una zona abbastanza servita. A questa palina dell'autobus fermano tre linee dirette alla metropolitana: il 446, il 994 ed il 49. Stesso percorso, tre possibilità. Stamattina arriva il 49 blu. Specifico blu perché a questa linea sono affidati veicoli arancioni classici ed anche una serie di autobus blu scomodissimi e sporchissimi, di quelli da gita scolastica, per intendersi, che hanno due posti a sedere su ogni lato, un corridoio strettissimo e solo due entrate, quella davanti e quella centrale. Non sono per nulla adatti alla viabilità metropolitana. Gli altri autobus, quelli classici arancioni, hanno il corridoio più largo, tre entrate e molto spazio per stare in piedi. Inoltre questa linea blu è molto sporca. Ha i sedili di stoffa che sono diventati fogli blu per le scritte di adolescenti innamorati o di deficienti cronici, ed hanno una lunga fila di sedili in fondo (modello gita ed io con chitarra che canto) che spesso diventa una discarica a bus chiuso. Però stamattina alle 7 circa è arrivato il 49 blu ed ho preso quello. Alla fermata con me molta gente ed una signora, penso peruviana, con carrozzina. Salgo e mi infilo in fondo in quei posti a quattro e, prese le minime precauzione igieniche, mi siedo. Il bus riparte. Prima fermata, nulla. Seconda fermata nulla. Terza fermata comincio a sentire un vociferare. Una signora italiana simil bionda inveisce ad alta voce contro questa mamma peruviana perché, non trovando spazio per sistemare la carrozzina, si è fermata davanti all'ingresso centrale ed ostruisce il passaggio. Le manovre di salita e discesa sono notevolmente rallentate. La signora peruviana prova a difendersi dicendo che da sola come fa a prendere in braccio il bambino, con le borse, il biberon ed intanto piegare il passeggino come le viene ricordato essere suo dovere "perché così dice il regolamento?". La discussione prosegue a distanza fino all'arrivo alla fermata di Cornelia dove vi è anche un grande Capolinea di autobus. Si sentono spintoni, la gente sale e scende a fatica, l'autista, un giovanotto robusto con un po' di barba rimane fermo, si alza dal suo posto e si sporge verso dietro e con fare imperioso da quel suo pulpito improvvisato urla: "Signora, adesso basta. Mi sta bloccando la corsia. O chiude quel passeggino o scende e prende un altro autobus, non possiamo star fermi  così tanto tempo ogni volta. O scende od io non mi muovo di qua".
Silenzio generale nell'autobus. La mamma, anticipando di una fermata la sua discesa, gira il passeggino e scende. L'autobus riparte.
Le considerazione da fare sarebbero tantissime e ne provo alcune.
La prima è che ho capito perchè mia moglie non si muove mai coi mezzi. Con tre figli di cui uno ancora col passeggino come potrebbe?
La seconda è che sicuramente ha ragione l'autista o chi per lui, il regolamento, però come può una mamma da sola che, ogni volta che esce con un neonato, inevitabilmente si deve portare dietro metà casa, chiudere il passeggino (che notoriamente è pieno di altre cose e non si chiude mai al volo) e sedersi con il figlio in braccio? Ed il passeggino dove lo mette poi?
Non so se l'autista ieri sera ha saputo che la fidanzata (ipotizzo) ha un tumore e quindi era nervoso; non so neanche se la simil bionda, forse madre anche lei, ma da qualche decennio, ha scoperto che il figlio si droga e quindi era alterata già alle sette del mattino. Voglio dire, un autobus carico di gente è carico anche delle vite e delle tensioni di ognuno quindi non me la sento di giudicare nessuno, voglio solo dire che per una mamma con passeggino è praticamente impossibile prendere i mezzi pubblici di superficie a Roma. O dovrebbero anche loro ogni volta chiamare l'auto sostitutiva come possono fare le persone in carrozzina causa handicap?
Non voglio neanche allargare il discorso al clima generale ma solo invitare tutti ad un po' più di serenità, se possibile, per cominciare meglio la giornata, per non far sentire troppo in colpa questo figlio di Roma che già erediterà da noi tanti problemi e tanti debiti, ma almeno lasciamogli digerire in pace il latte del biberon!
Mi spiace che si è persa tutti un'occasione, io per primo, per avvicinarci alla mamma ed aiutarla ad accomodarsi nel miglior modo possibile.
Certo, se quello era un cane col trasportino forse nessuno le avrebbe detto niente ed in tanti se lo sarebbero anche coccolato...ma questo fa parte di un'altra storia.

06/09/11

Abbiamo bisogno di un Generale ma che non sia Sciopero

Non sono mai stato convinto verso nessuno sciopero e non sono stato mai convinto da nessuno sciopero. Sin dai tempo della scuola una giornata di sciopero voleva dire cinque ore in meno di divertimento ed anche di studio. Poi col lavoro da fare ho sempre evitato scioperi nella mia azienda spiegando ai miei 32 dipendenti come quella giornata di stop ci avrebbe fatto uscire dal mercato, in una situazione economica generale che, 15 anni fa cominciava ad intravvedersi essere quella che è poi oggi.
Oggigiorno poi scioperano i calciatori e quindi, questa forma di "lotta" sembra sempre più una farsa tipica della commedia all'italiana.
Ma meno ridere e più pena mi fa ancora la Cgil per lo "sciopero generale" indetto per questa giornata per protestare contro proposte di manovra finanziaria che tra l'altro sono rimaste tali e non troveranno approvazione in nessuna legge.
Cortei in cento città, disagi nei trasporti, tutti col cappellino da rapper alla Camusso.
Se anche il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, si è permesso nel suo editoriale di ieri di criticare la scelta della Sciopero generale, forse qualcosa sta cambiando.
Anche stamattina il direttore, intervistato a Skytg24, ha usato parole durissime contro la Camusso e contro lo Sciopero. Il suo giornale è l'unico a non uscire oggi ed il danno economico è sotto gli occhi di tutti non solo per la giornata in meno di vendite ma perchè la gente è stufa e già legge meno i giornali, se poi non ti trova in edicola rischi anche che si affezioni ad un'altra testata.
In generale sono contro gli scioperi, quindi, perchè non producono niente e vanno contro il principio naturale supremo, ovvero quello che dice che la tua libertà finisce quando comincia la mia.
Sì, è questo che mi da rabbia.
La vostra libertà di scioperare, sancita dalla costituzione, non deve ledere oggi il mio diritto di muovermi per Roma, coi mezzi pubblici già pagati dall'abbonamento annuale, e non deve inficiare la mia libertà di leggermi il Corriere della Sera od usufruire di tutti gli altri servizi che oggi non vi saranno.
Questo, nel clima attuale, non fa altro che aumentare la tensione nella gente e quindi, cara Camusso, il tuo non è un gesto distensivo ma un dispero (spero) colpo di coda per provare a dire che siete ancora vivi.
Di tutto abbiamo bisogno in questo periodo, di proposte, tagli, buona volontà ma sicuramente non di uno sciopero generale verso il quale "sciopero" mentalmente non volendo neanche approfondire le motivazioni perché già in partenza so essere insignificanti rispetto al momento attuale.
Di un Generale avremmo sì bisogno, uno che ci conduca fuori, con determinazione, fermezza ed un paio di bastonate ove necessario. Dieci anni e poi tutti a gozzovigliare ancora.

05/09/11

Cosa sta succedendo nel mondo islamico?


Recensione di un recente volume di Massimo Introvigne
di Andrea Menegotto
5 settembre 2011
Improvvisamente, nel 2011, antiche certezze nel mondo islamico si sono sgretolate. Regimi che sembravano solidissimi, dalla Tunisia di Ben Ali all’Egitto di Mubarak, sono caduti in poche settimane. La guerra alla Libia di Gheddafi ha sconvolto la politica europea. In Siria, in Yemen, in Bahrain, in Palestina quelle che sembravano certezze sono state rimesse in discussione. Su questo scenario, già di per sé difficile e confuso, ha fatto irruzione il 2 maggio 2011 la notizia della morte di Osama bin Laden, che ha indotto a ripensare l’intera questione del terrorismo.
Dunque, che cosa sta succedendo nel mondo islamico?

Il diritto alla salute e l'individuo. Siamo davvero padroni della nostra vita? Parte seconda: Il ruolo del medico e il coro di Antigone.









Oggi la categoria medica contemporanea, rischia di compromettere la relazione con i propri pazienti, trovandosi incredibilmente nella condizione di non essere in grado di trasformare in certezza qualunque loro desiderio soggettivo. Eppure nemmeno gli scienziati che condividono la cultura biotecnologica più moderna possibile, ritengono giusto escludere l'importanza della cura, della premura verso il paziente che si trova in uno stato di fragilità. Il Comitato Nazionale di bioetica nel  2001 affermava che “l'obiettivo della 'guarigione' diventa solo uno tra i tanti che la Medicina può prefiggersi ed assicurare. In queste inevitabili incertezze, che gravano su moltissimi casi, si annida il germe delle possibili reazioni di delusione, di ripulsa e di conflitto perché il "contratto" tra medico e paziente, per esplicito ed informato che sia , ha troppi margini di aleatorietà per non comportare un elevato tasso di potenziale disillusione dei pazienti e di una loro reazione negativa nei confronti del medico” . Allora quale dovrebbe essere il ruolo del medico oggi, in questo nuovo contesto biotecnologico postmoderno? Stando al pensiero di Hans Jonas "l'uomo non è stato mai privo di tecnologia". Allora a quanto pare "la questione" piuttosto sembra vertere "sulla differenza, in relazione a esso, tra la tecnologia moderna e quella antecedente". La quale - vecchia e nuova- è sempre andata avanti  coniugando di "pari passo" tra loro "la profanazione della natura e la civilizzazione dell'umanità". Quindi - secondo il pensiero del filosofo - l'uomo usa il creato, con tutto ciò che esiste al suo interno come se si trattasse di qualcosa "di sua proprietà" che può maneggiare a suo piacimento. Di conseguanza gli elementi della natura come le creature viventi "del mare, dell'aria" e "della Terra" in genere, sono sempre stati oggetto della sua volontà o azione manipolativa. Da sempre. Ciò vuol dire che dalla sua comparsa sulla terra, l'umanità è stata "perennemente" dedita "alla conquista". Per confermare questo assunto, il famoso filosofo cita il Coro dell'Antigone di Sofocle, dove è possibile scorgere un ampio riferimento alla condizione umana e alla sua innata capacità di agire sulla natura. Ne citiamo alcuni passaggi: " Molte le cose tremende, ma di tutte più tremenda è l'uomo.....Le specie degli uccelli volubili cattura, e le stirpi delle bestie selvatiche e le forme viventi nel mare salato, tra le maglie di rete annodate avvolgendole, fraudolento, l'uomo. Doma con trucchi le bestie....A sè stesso insegnò la parola e il pensiero simile al vento...Mai in difetto d'ingegno a ogni destino fa fronte...con sforzo comune apprestò vie di scampo  a mali irrimediabili. Capisce, inventa, ha sulle arti dominio....e ora al bene, ora al male serpeggiando volge".  Dunque da questa descrizione, viene fuori un'immagine dell'uomo quasi molto potente che artefice della sua vita, riesce a volgere le leggi della natura spesso a suo favore, sconfiggendo tanti pericoli. Eppure la madre Terra, sebbene sia tutt'ora invasa e saccheggiata   arrogantemente, non muta il suo ordine cosmico di fronte al quale l'uomo "mortale" rimane inerme, poichè " le sue capacità nulla possono contro la morte" e "la sua condizione" rimane sempre vulnerabile. Quindi, riassumendo: il rapporto tra l'uomo e la techne, nel senso di "mondo extra-umano" ancora oggi rimane lo stesso. Mentre -secondo Jonas - ciò che è mutato nel tempo, è la natura dell'agire umano o meglio, l'influenza determinante che la moderna tecnologia esercita sulle nostre azioni. Di modo che è sorta una "nuova dimensione eticamente significativa, di cui non esistono precedenti nei criteri e nei canoni dell'etica tradizionale". Il punto è che "l'etica è connessa con l'agire" e dunque di conseguenza, questo importa che "la mutata natura dell'agire umano, richiede anche un mutamento dell'etica". Mi scusi il lettore, se mi sono dilungata nel riportare più citazioni testuali di Jonas. Ma la mia, è una cultura di matrice strettamente giuridica e dunque non avrei potuto affrontare la questione morale con parole più significative, di quelle appena riportate.  Infatti in sintesi, Jonas ci vuole dire che la "nuova" tecnologia rende il nostro agire differente rispetto al passato e di questo, noi tutti dobbiamo prenderne atto con un notevole senso di responsabilità. Il mondo ultimamente è cambiato in modo radicale. Ciò che continua a non mutare è la nostra paura, impotenza di fronte alla morte che per questa ragione rimane un mistero quasi inconoscibile. Allora nel nuovo millennio, tanto ricco di tecnica come dobbiamo comportarci moralmente. Anche qui, Jonas da una risposta molto chiara e cita Kant, il quale ci dice che "in sede morale" anche "l'intelligenza comune" può guidarci a compiere una "azione moralmente buona". Perciò - parafrasando il suo pensiero - possiamo dire che non occorre essere necessariamente, persone di scienza per agire secondo virtù e saggezza, essendo queste categorie accessibili a tutti. E il medico di oggi come deve interagire con il nuovo che stravolge perfino la nostra natura umana? E il nostro comune senso della vita e della morte? Di certo la società, non può pretendere di trasformarlo in un esecutore dei suoi desideri, senza alcuna autonoma volontà, senza incorrere nel rischio di intaccare il suo ruolo di garante della nostra salute e di prezioso alleato. Egli pertanto, è tenuto ad esprimere la sua decisione, in estrema libertà di scienza e coscienza, naturalmente dopo avere  prestato assoluta attenzione alla volontà del paziente stesso o in sua vece - nel caso di concreta incapacità - del suo fiduciario o dei suoi familiari. D'altro canto, nella drammatica tensione tra natura e artificio, ciò che deve primeggiare è l'alleanza terapeutica tra il medico e il suo assistito che escluda perentoriamente ogni tipo di prevaricazione da una parte e dall'altra. Da un altro verso, il grande giurista Giorgio Oppo ci ricorda la grande difficoltà del diritto nel gestire la moderna umanità che "vuole appropiarsi della fine come del principio della vita" pretendendo dal personale sanitario, di sottostare ai propri voleri. Eppure l'alleanza terapeutica, va vista - secondo l'opinione di C. M. Martini -  soprattutto nel senso della ricerca di un equilibrio tra "la forza della medicina e il sapiente e prudente giudizio della persona".  In questo contesto lo scopo del medico non dev'essere quello di cambiare l'umanità, quanto di comprenderla per realizzare il suo essenziale dovere anzitutto umano e professionale. Ma il paziente, è il padrone della sua vita?



dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma