04/12/11

Reddito minimo garantito: una proposta del PD Laziale


Il nuovo Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha annunciato l'intenzione di promuovere il reddito minimo garantito. Una misura di sostegno sociale a tempo definito che la passata amministrazione di centrosinistra regionale ha introdotto, prima in Italia, per far fronte alla crisi. La Giunta Polverini l'ha definanziata definendola inutile e controproducente. Eppure è una norma presente nelle grandi democrazie occidentali. Quasi tutti i paesi europei hanno ratificato una precisa direttiva dell'Unione Europea in materia, tranne l'Italia e la Spagna. Almeno nella nostra regione eravamo avanti; da 18 mesi siamo tornati indietro. 
Riccardo Agostini
Direzione romana PD

Iran: fonti militari, abbattuto aereo spia americano




Fonte:
al-Arabiyya.net

Fonti militari iraniane hanno dichiarato oggi ( domenica 4 dicembre) all’agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA che le forze armate di Ahmadi Nejad hanno abbattuto un aereo spia americano senza pilota ( RQ170) al confine orientale del paese con l’Afghanistan. “ Lo spazio aereo iraniano è controllato meticolosamente”, afferma la fonte e “ la risposta iraniana a questo attacco si farà sentire ben oltre i confini del paese”.
La zona di confine tra Iran e Afghanistan è un’area molto delicata in quanto forze
armate americane sono state spiegate in territorio afghano secondo accordi
internazionali per la lotta ai talebani e ad al-Qaeda. La fonte non ha
specificato ora e luogo precisi dell’accaduto.

Tra le riforme e il passato la sinistra italiana è quella di sempre

Ancora una volta la sinistra si ritrova stretta tra le pulsioni riformiste della sua parte più moderna e le tendenze più conservatrici di quella parte che invece guarda con più attenzione ai legami sindacali. E’ questa l’eterna strettoia, quel passo delle Termopili che la nostra sinistra non riesce a superare per mettersi finalmente alla pari con i riformisti socialdemocratici del resto d’Europa.
Questo ritardo storico si riflette negativamente sulla politica italiana. Per giorni, dal leader del Partito democratico Bersani sono arrivate frecciate verso il Popolo della Libertà, criticato in anticipo per una sua pretesa “indipendenza” nei confronti della manovra prossima futura del Governo dei tecnici. Ma come al solito è stata proprio questa sinistra sempre pronta alle critiche a finire nei guai. Il legame con i sindacati non riesce ad assumere nel nostro Paese le vesti della modernità: in concreto, non riesce a passare dalla vecchia “cinghia di trasmissione” di togliattiana memoria al nuovo patto produttivo tra lavoratori e imprese.
Anche se la crisi globale in questo momento investe con la forza di un uragano le basi del nostro debito pubblico, ed è tutta finanziaria, il problema dell’immediato futuro consisterà pur sempre nel rilancio dell’attività produttiva. Ed è qui, nell’economia reale, che verrà in gioco quel meccanismo ormai arrugginito della dialettica sindacale che ha costituito e continua a costituire un freno nei confronti dei concorrenti europei. Sarebbe stato bello vedere per una volta la sinistra riformista all’opera, al tempo della crisi, intenta a lavorare non per il presente e il passato ma per il futuro.
Ancora una volta purtroppo questa speranza andrà delusa. La sinistra incapace di progetti, di proposte, di qualsiasi rinnovamento, è sempre la stessa, non ha avuto un cambio né generazionale né ideologico. Ed è con questa sinistra che il Popolo della Libertà si troverà a fare nuovamente i conti quando la parola tornerà agli elettori, al termine dell’esperienza del Governo dei tecnici.
I cittadini si troveranno inevitabilmente di fronte all’eterno dilemma tra rinnovamento del Paese e conservazione: il Popolo della Libertà potrà mostrare le proprie carte in regola.
Di Paolo

Ma quanti contanti si potranno tenere in tasca?

Se cinquecento vi sembrano giusti . Attenti a quanti soldi tenete in tasca e per favore sbirciate nel portafogli del vicino prima di dargli confidenza. Infatti, come ci ha fatto sapere Milena Gabanelli, “quali categorie hanno assolutamente bisogno di contante? Lo spacciatore, il tangentista, il riciclatore”. Pur dicendosi non esperta di finanza ma solo giornalista generica, con la sua ricetta per la salvezza dell’Italia con l’arma della guerra contro il diabolico uso della carta moneta sembra aver fatto breccia nel cuore e nel portafogli (non a caso stanno entrambi a sinistra) del governo tecnico. Dove si medita perciò, dicono le cronache, di abbassare fortemente il tetto di utilizzo del denaro contante, almeno a 500 euro, forse a 300. Un limite nel quale – ha osservato Berlusconi- è inserito il pericolo reale di uno stato di polizia tributaria.
E per fortuna che non viene preso in seria considerazione il vaneggiamento della stessa Gabanelli, laddove spiega che per le necessità di un normale cittadino (si è dimenticata di aggiungere “di 16 anni”) sono più che sufficienti 50 euro a settimana. Insomma, la soluzione potrebbe essere di farci tornare alla paghetta adolescenziale decisa dallo Stato padre-padrone. Per non parlare della proposta di mettere una tassa sull’uso del contante, con trattenuta alla fonte quando un cittadino ritira in banca i proprio risparmi (già abbondantemente tosati all’origine).
Certo è che il tetto tra 300 e 500 euro è molto, ma molto vicino a queste proposte estreme, ben al di sotto di quella “quota mille”, che era sostenuta dal Pd quando un provvedimento del governo Berlusconi la portò agli attuali 2500 euro.
La lotta all’evasione fiscale va fatta (e i risultati del governo Berlusconi, cifre alla mano, sono stati eccellenti) ma non certamente con provvedimenti di questo genere, che fanno di ogni erba un fascio creando difficoltà più alle categorie deboli e anziane, con poca dimestichezza con la tecnologia (carte di credito, pin e codici vari) e ancor meno con i paradisi fiscali, laddove operano davvero “spacciatori, tangentisti e riciclatori”. Senza contare che proprio i più sprovveduti sono maggiormente esposti alle truffe perché i livelli di sicurezza nell’uso della moneta elettronica mostrano ancora la corda. E ancora si potrebbe ricordare che solo pagando in contanti un acquisto si riesce ad ottenere quel piccolo sconto che con la carta di credito va in tasca alle banche.
E poi la tracciabilità dei movimenti di somme sempre più basse consente una intrusione intollerabile dello Stato della privacy dei cittadini, con la possibilità di costruire il profilo di ognuno di noi non limitatamente ai redditi, ma anche riguardo alle preferenze politiche, sessuali, religiose, associative. E’ quello stato di polizia di cui parla Berlusconi.
Ma si dice che la “fuga dai 500 euro” sia già iniziata, con gli sfortunati possessori (certo tutti mascalzoni) costretti a scambiare la maledetta banconota con 450 euro in monetine da 50 centesimi. E, se andate su Internet, troverete il vostro e nostro futuro nelle proposte di una grande multinazionale, la Mondex, che prepara la soluzione finale: via il contante da tutto il mondo con un microchip piazzato nel corpo umano (come nei cani) e in grado di operare come una carta di credito. Così lo Stato e le banche sapranno sempre dove siamo e dove andiamo. 
Per favore, salvateci da questo incubo.
Di Paolo

Domani ritorno alla libertà per Erika. Ancora dalla penna pungente.


Domani,5 dicembre 2011,Erika De Nardo tornerà libera, pochi mesi dopo l'ex fidanzatino Omar Favaro. I due,ancora minorenni, il 21 febbraio del 2001 accoltellarono la madre e il fratellino di lei, nella villetta della famiglia De Nardo a Novi Ligure. In un primo momento cercarono di far ricadere la colpa del duplice delitto su dei fantomatici extracomunitari ma ben presto la verità venne alla luce, assieme al diario segreto della ragazza, le cui pagine grondavano odio nei confronti della genitrice e di quel fratello minore sentito come un rivale. Il papà perdonò immediatamente la figlia assassina che ha trascorso gli anni a seguire prima in un carcere minorile milanese, poi in un carcere e infine in una comunità, entrambi nel bresciano.
Omar, scontata la pena, ha continuato a darsi le medesime attenuanti, pur ammettendo la sua colpa: era completamente ottenebrato dalla folle fidanzatina, fino ad assecondarla in quell'agghiacciante ed irrimediabile azione; non si è fatto mancare, al fine di riabilitare la sua immagine pubblica, tv e foto sui giornali,arrivando a farsi paparazzare davanti alle tombe delle due sciagurate vittime.
Erika ora si sfoga con una lettera di indignazione al QN, con la quale insulta il ragazzo reo a suo avviso di farsi pubblicità, sfruttando i suoi famigliari che non ci sono più.
Inopportuna e lucrosa la scelta del giovane di esternare ai media i suoi sentimenti.
Ma mi lascia di sasso che Erika, dopo tanti anni, ancora sputi veleno, ancora si innalzi a giudice di qualcuno.
Sono entrambi degli assassini ma Omar,se non avesse incontrato lei, non lo sarebbe stato.Con questo non intendo assolverlo, ma il diario intriso di cattiveria verso i suoi consanguinei, era il suo.
Comunque, è indubbio che anche la popolarità del ragazzo sia sempre frutto del loro incontro, perciò, se uscito di prigione ne ha beneficiato lui, ovvio che Erika si senta in diritto di fare altrettanto e di prepararsi un rientro in società coi fiocchi. A cominciare dalla lettera di cui sopra.

iPhone fuorilegge in Siria... Chiunque ne utilizzi uno è una possibile spia!





Le autorità siriane da venerdì scorso hanno messo al bando gli apparecchi iPhone, un ennesimo tentativo di isolare i dissidenti del regime di Assad e di coprire la violenta e sanguinosa repressione dei manifestanti che aspirano alla democrazia. Chiunque possegga un apparecchio iPhone in terra di Siria sarà considerato una possibile spia o un pericoloso dissidente. Anche i turisti sono inclusi nel divieto e dunque chiunque voglia visitare la bellissima Siria faccia attenzione con foto dal telefonino o quant’altro. Sembra che l’ultima geniale tecnologia della Apple abbia messo in crisi la tradizionale strategia dei regimi volta ad oscurare l’informazione in tempi di rivoluzione e crisi politica. Chissà cosa avrebbe detto a riguardo Steve Jobs che, ironia
della sorte, era figlio di padre siriano.
Alle porte del 2012 pare che ormai dittatori e oppressori abbiano un nemico sempre più pericoloso da affrontare: la tecnologia. Nell`era delle comunicazioni è sempre più difficile gestire le nuove tecnologie ed asservirle ai propri scopi. Se ai signori del potere non rimane che prendersela con gli smart phone significa forse che siamo arrivati al punto in cui il genio dell’uomo spaventa la stupidità umana o che forse un uomo come Steve Jobs abbia dato un enorme contributo al cammino dell’uomo verso la libertà e verso l’emancipazione dall’invisibile controllo che esercita su di noi chi ci governa. Assad è ormai sull’orlo del precipizio, questa sua ultima mossa palesa quanto sia ormai la paura a guidare le sue iniziative e tutti sappiamo che quando siamo mossi dalla paura finiamo sempre per sbagliare o per fallire.

Pakistan: Mariah Manisha, un'altra martire della fede

La Chiesa cattolica locale la definisce "una martire della fede": Mariah Manisha era una ragazza cattolica di Faisalabd uccisa una settimana fa da un uomo musulmano che l'ha sequestrata e che intendeva sposarla. P. Zafal Iqbal, parroco cattolico di Khushpur, dove vive la famiglia della 18enne Mariah, riferisce a Fides che "la ragazza ha resistito, non ha voluto convertirsi all'islam e non ha sposato quell'uomo, che per questo l'ha uccisa. E' una martire".

Il caso è stato portato da p. Iqbal all'attenzione della Commissione "Giustizia e Pace" e del Vescovo di Faisalabad, Mons. Joseph Cutts. "Il colpevole è stato arrestato e la polizia sta indagando. Speriamo che venga fatta giustizia, mentre la comunità è triste e sconvolta" nota a Fides p. Iqbal. "Casi come questi avvengono quotidianamente in Punjab" conferma a Fides p. Khalid Rashid Asi, Vicario generale della diocesi di Faisalabad. "E' molto triste, i cristiani, spesso le ragazze, sono vittime indifese".
Un altro caso, risolto nei giorni scorsi, è quello del 72enne cattolico di Faisalabad, Rehmat Masih, liberato una settimana fa, dopo 2 anni di carcere e di immani sofferenze, in seguito a un falsa accusa di blasfemia. (PA) (Agenzia Fides 2/12/2011)

03/12/11

Il consigliere Paolo Voltaggio interviene sulla questione Milano90

on. Paolo Voltaggio - UDC
Sulla questione del licenziamento di massa di 350 dipendenti della Milano 90 (ne abbiamo dato ampio resoconto con due articoli su Frews) abbiamo intervistato l'onorevole Paolo Voltaggio, consigliere UDC del Comune di Roma Capitale e tra i primi ad intervenire, via Twitter, per esprimere solidarietà concreta ai dipendenti in sciopero.
Il Comune di Roma ha preso a cuore la questione dei 350 dipendenti della Milano90 licenziati da Scarpellini: basterà un ordine del giorno per fermare questo licenziamento di massa?
Ho paura di no, anche se altre volte alzare la voce e manifestare ha portato a riconsiderare situazioni che sembravano irrimediabili. In ogni caso l'ordine del giorno approvato all'unanimità dall'Assemblea Capitolina è un segnale molto significativo ed un atto dovuto nei confronti dei dipendenti della Milano 90 che ogni giorno e ad ogni ora negli Uffici di Largo Loria, dove ha sede il Gruppo Consiliare UDC, ci accolgono sempre con cordialità e simpatia.
La solidarietà manifestata da tutti i Consiglieri e dai dipendenti comunali è stata unanime a dimostrazione dell'elevata qualità del servizio reso dai dipendenti della Milano 90.
Lei ha detto su Twitter che non possono essere i lavoratori a pagare i tagli alla politica, che intende?
Non entro nel merito dei motivi che hanno portato alla riduzione dei contratti tra Camera dei Deputati e Milano 90 ma non è possibile che le conseguenze dei tagli degli sperperi della politica ricadano sui lavoratori. Sono altri gli sperperi sui quali intervenire: benefit, privilegi, vitalizi sproporzionati, doppi incarichi, opere pubbliche inutili: questi sono i tagli da operare.
Forse è anche il caso di cominciare a pensare che si deve tener conto delle ricadute sociali dei tagli che si operano per evitare che il rimedio sia peggiore del male.
Aumentare la disoccupazione per risparmiare rischia di essere infatti assai più oneroso dei tagli stessi sia in termini sociali che economici.
Forse più che accusare la politica non è il caso di chiamare Scarpellini alle proprie responsabilità visto che in tutti questi anni ci ha guadagnato abbastanza con affitti spropositati allo Stato?
Non vorrei evocare un noto slogan un pò volgare in voga ai tempi del '68 nel quale si evidenziava lo stato di soggezione dell'operaio alle decisioni dure e pesanti del datore di lavoro ma senz'altro anche il mondo dell'imprenditoria deve farsi un esame di coscienza e porre l'etica tra le materie prima della produzione.
Scegliere il licenziamento come conseguenza prima della riduzione di commesse ed immobili senza che vengano studiate soluzioni alternative di salvaguardia dei lavoratori o di assegnazione ad altri siti o mansioni è una soluzione troppo facile, la più immediata, ma la più deleteria.
E' singolare e clamoroso che per rimediare agli sperperi di affitti troppo alti e mal controllati di cui si è avvantaggiato Scarpellini vengano affamate famiglie e giovani che hanno contribuito negli anni precedenti a garantire efficienza ad un servizio che gli ha prodotto consistenti utili e guadagni.
Mi auguro che si trovi con urgenza una soluzione alternativa al licenziamento per far sì che i ragazzi e le ragazze sorridenti e cordiali della Milano 90 e le loro famiglie possano trascorrere un Natale sereno e privo di ansie.
Giorgio Gibertini Jolly

Benigni al più grande spettacolo dopo il weekend!


Fiorello ce l’ha fatta. Ciò che aveva sperato all’inizio del suo spettacolo si è avverato. Roberto Benigni parteciperà, infatti, all’ultima puntata del più grande spettacolo dopo il weekend. 

E si sa, dove c’è Benigni il successo è assicurato. Anche se  lo show di Fiorello  ha sempre avuto  uno share di audience altissimo. Insieme a Benigni e Fiorello pare ci sia anche la presenza di Pippo Baudo.  Pare smentita, invece, l’ospitata di Penelope Cruz, che è in Italia per girare un film  di Castellitto.

Star della serata sarà anche Jovanotti, che canterà quasi certamente Il più grande spettacolo dopo il Big Bang.

Grandi ospiti e aspettative, quindi, per l’ultima puntata del mattatore!

Anche se non è tutto rose e fiori. Sul social network più amato da Fiorello : twitter, leggiamo la risposta ad un suo follower che chiedeva allo showman se ci sarebbe stata la quinta puntata “Sì, l’avevo detto! Ma andar bene non significa solo fare grandi numeri.. tanta invidia intorno a me. Goodbye tv”.

Laura M.

02/12/11

Photo of the week N° 18 - Come un filo d'erba

Carissimi lettori,
eccoci arrivati al momento fotografico fisso della settimana: photo of the week.

 Il mese di dicembre ha aperto ormai le sue porte e chissà che voi non siate ispirati da qualche scatto d'atmosfera...visto che ormai le feste natalizie sono alle porte.

A ricordarci, però, il meraviglioso autunno è Elena con il suo scatto come un filo d'erba. Tutti allora a guardarlo. Buona visione e Buon fine settimana ricco di click!



Autore: Elena

Diplomata in Perito Elettronico in Telecomunicazioni. Oggi gestisco un negozio di calzature e pelletteria oltre ad avere una passione sfrenata per la grafica alla quale dedico parecchio del mio tempo libero. Appassionata oltresì di fotografia. Inizio a scattare durante le vacanze estive nel lontano 1997 utilizzando una CANON analogica, (conservata come un gioiellino di famiglia) che è stata sostituita qualche anno fa, con la mia unica attuale reflex digitale CANON EOS350D. Fedele compagna di tutte le mie uscite fotografiche e non, mi permette di emozionare gli altri con ciò che ha attirato la mia attenzione.
Condivido questa passione dallo scorso anno con amici fotoamatori sul blog : Emozioni in un click
La fotografia? ...è come i sogni. Si fanno in bianco e nero e nella realtà si dipingono con sfumature di colore .


Foto: Come un filo d'erba
La ricerca con madre natura è sempre al primo posto...Oltre alle macro che sono la mia grande passione, qualche volta vado alla ricerca di click emozionali. Come un filo d'erba è uno di questi, aggiungo sempre una frase che completa quel che è una mia emozione...
Nulla sarei solo...
sono,
perchè insieme siamo!

Blog:


Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico    possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!

IL GIORNO PRIMO E L'OTTAVO/3. Cronaca di un inizio

Quando Giorgio mi chiese, un mese fa circa, di collaborare col blog Frews, confesso che mi trovai abbastanza spiazzato: per quanto anche io usi internet, non sono un grande amante dello spazio virtuale, preferendovi di gran lunga sempre quello più materiale dove i nomi hanno dei volti, la frutta ha dei sapori, i dolci hanno profumi, i capelli delle donne si muovono, la luce non è mai uguale… insomma: dove la realtà è toccabile e mi può sempre comunicare una eccezionalità che ritengo insuperabile

Europei, urna ostica agli azzurri


Oggi si sono disputati i sorteggi dei gironi degli Europei 2012, che si disputeranno in Polonia e Ucraina. L'Italia ha pescato quanto di peggio potesse trovare: nel suo girone - il C - troveranno i campioni del Mondo della Spagna, l'EIRE di Trapattoni e la Croazia. Di certo è un girone tosto per l'Italia, gli azzurri esordiscono il 10 giugno contro la Spagna alle 18, poi giocheranno contro la Croazia il 14 sempre alle 18, per chiudere con l'EIRE il 18 giugno alle 20.45.

Vediamo gli altri gironi: nel girone A invece ci son Polonia, Repubblica Ceca, Grecia e Russia: girone equilibrato, senza grossi team, la nazionale polacca avrà il vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico. Il girone B è di certo un gruppo di ferro, con Olanda, Germania, Portogallo e Danimarca: due squadre quali gli orange e la nazionale tedesca possono puntare al titolo, il Portogallo di Cristiano Ronaldo potrebbe inserirsi come pesante terza incomoda. Infine nel girone D l'altra nazionale ospitante, l'Ucraina, se la vedrà con la Francia, l'Inghilterra di Capello e la Svezia di Ibrahimovic.

Donne musulmane e donne islamiche di Dounia Ettaib


Negli ultimi 10 anni questi termini ormai vanno parte del nostro quotidiano.

Le tematiche sulle donne parlano di continuo della situazione delle donne musulmane, sia che vivano nel nostro paese o che vivano nei loro paesi di origine.

Personalmente sono cinque anni che quotidianamente, mi scontro in realtà sconcertanti, ma quello che mi lascia sempre senza parole è il relativismo di questo occidente che a tutti i costi in nome di un rispetto condanna la donna alle sue sofferenze imposte in nome della tradizione.



Dopo mille fallimenti, cause perse, donne morte, mi sono detta guardiamo cosa sta succedendo dall’altra parte: è vero le donne in Arabia Saudita sognano di poter guidare un giorno la macchina, ma nessuno impedisce loro di andare a scuola, all’università o di spendere i loro soldi come credono. Molti di voi mi diranno ma come vanno in giro tutte con il burqa, io risponderei non vanno in giro affatto, sono servite e riverite.

Al contrario di molte donne islamiche che vivono da noi, queste sono libere di andare in giro per le nostre strade? Eppure l’Italia non è l’Arabia, dove una donna rischia di essere rapita perché appunto lì non vedono donne in giro.

Storie che voi sapete già, io ad esempio non sapevo che in un altro piccolo stato arabo il Bahrein, le donne avevano ottenuto il diritto all’istruzione già nel 1929, come non sapevo che il vice presidente della Borsa del Bahrein è una donna, eletta a maggioranza anche dagli uomini, eppure è un paese islamico dove viene applicata la Sharia islamica.

Il mio incontro con donne del Bahrein mi ha lasciato senza parole, io in questo paese devo lottare per far capire ad un magistrato italiano se una donna musulmana viene picchiata il marito merita di essere perseguitato con la legge e non bisogna dargli la condizionale religiosa, in un paese islamico dove tutti noi siamo convinti che le donne vivano rinchiuse nelle loro stanze, mi dicono che le donne lavorano, studiano e sono anche imprenditrici da sole senza i padri, mariti e figli maschi!!

Come in Kuwait,paese dove le donne hanno ottenuto il diritto al voto solo nel 2005, ma già negli anni sessanta moltissime donne erano imprenditrici, la prima insegnante nel 1953 aveva 13 anni era una ragazzina, nel 1961 la prima holding petrolifera a siglare un accordo con gli USA era diretta da una donna.

Noi negli anni 2000 assistiamo in Italia ancora a cronache nere, dove padri islamici uccidono le loro figlie,perché si innamorano di italiani o perché vogliono lavorare.

Qual è il costo della libertà per una donna islamica in Italia?

Dounia Ettaib

Tanti auguri a mio padre. Ora che sono genitore ho cominciato a capirlo.



Oggi è il compleanno di mio padre.Per anni ho creduto di non volergli bene.Perché mio padre tornava dal lavoro nervoso,perché non mi chiedeva come andava a scuola,perché era iperprotettivo con mia sorella mentre il giorno in cui venni investita da un'auto,volle che con tanto di stampelle attraversassi qualche ora dopo quello stesso tratto di strada. Io adoravo mio nonno paterno che non c'è più da alcuni anni e quando è nata mia figlia,ero certa che non avrebbe avuto un nonno come il mio. Invece,all'improvviso ho capito mio padre e mi sono resa conto che è vero che siamo uguali:lui era nervoso perché,a differenza di mia madre,più ciarliera,più incline all'approssimazione,si preoccupava troppo per noi.Mamma se stavamo male rispondeva:-Non ce pensà che te se passa.Babbo no,soffriva,si agitava finché non stavamo di nuovo bene. E non mi domandava del profitto scolastico perché sapeva che ero brava e in tanti mi fermavano per strada per dirmi quant'ero brava,che mio padre mi elogiava sempre.E adesso si arrabbia con mia sorella perché non ha il mio carattere combattivo e so perché quella volta mi ha subito fatto attraversare quella strada. Jennifer piange la sera quando deve lasciare il nonno e anche io ho capito quanto gli voglio bene. Ora mia madre è più legata a mia sorella,mi rinfaccia di essere una rompic.......come mio padre,ma a me va bene così.

Non c'è carta igienica per gli assistenti parlamentari

Ieri abbiamo scelto di dare voce ai dipendenti della Milano 90 che ci scrivevano da Piazza Monte Citorio dove erano presenti, una volta tanto, per protestare e non per "prestare servizio" ai Deputati. Le loro ragioni alla base dello sciopero che hanno indetto sono ben esposte qui.
Oggi vorrei dare voce, in sordina, al mio Lato B ed a quello di tutti gli Assistenti Parlamentari, anch'essi vittime di questa situazione.
Gli uffici di via del Pozzetto 105, dove hanno spazio i deputati della ex maggioranza e dove ora, a seguito dismissione Palazzo Marini 1, stanno arrivando anche 180 deputati della ex minoranza, coi loro assistenti, sono una discarica non a cielo aperto, peggio, a corridoio chiusi.
Da due giorni i dipendenti della Milano 90 timbrano (che strano sciopero) e scioperano non consegnando la posta, non facendo fotocopie, non accompagnando gli ospiti dai deputati ma soprattutto non ritirando la monnezza e non sostituendo carta igienica e sapone.
I Commessi della Camera, quei dipendenti stra pagati per intendersi, che controllano solo gli ingressi ma sono troppo "alti in grado per poter raccogliere l'immondizia" se ne fregano e rimandano le responsabilità!
Non si sa fino a quando questo Stato delle cose durerà. Chiaro è il disegno di Scarpellini che vuole addossare i disagi ai deputati per costringere la Camera a rinnovargli il contratto, ma chiaro è anche il disegno di chi, come noi Assistenti, che nulla centriamo con questo gioco delle responsabilità, lì dentro lavoriamo dalle 8 alle 10 ore e per andare in bagno ci dobbiamo arrangiare alla vecchia maniera.
Sui termini "vecchia maniera" ognuno speculi come meglio crede: vi lascio libertà d'immaginazione.
Certo è, cari miei amici (e lo dico davvero) della Milano 90 così è difficile avere la nostra solidarietà.
Chi la dura la vince? Vedremo.
Intanto devo andare... che mi scappa.....
Giorgio Gibertini Jolly