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08/01/12
Storia di una donna sudamericana di Dounia Ettaib
Pubblicato da
Laura
Sono arrivata in Italia nel 1982.
Prima vivevo in un piccolo villaggio del Sud America, mio marito era un pescatore, io curava la casa, il nostro orticello e i nostri figli.
Mio marito ha iniziato ad ubriacarsi e a picchiarmi, ho deciso di lasciarlo, un’amica mi ha detto che in Italia si trovava lavoro come colf.
Ho venduto un pezzo di terra mi sono comprata un biglietto aereo e sono atterrata in Italia.
Dopo un breve periodo di ospitalità presso una mia cugina, ho trovato lavoro come donna delle pulizie fissa presso una famiglia numerosa.
Iniziavo a lavorare dalla 7 del mattino fino a mezzanotte.
Dopo pochi mesi ho imparato a cucinare,a stirare e a fare la spesa per settecento mila lire al mese.
Lavoravo ed inviavo del denaro a mia madre che curava i miei figli, che avevano lasciato nel mio paese a soli, 2 anni la piccola e 4 il maschietto, sapevo che dovevo lavorare tantissimo per potermi congiungere a loro.
Lavoravo tutti i giorni, non avevo riposo,potevo uscire solo la domenica pomeriggio e dovevo rientrare all’ora di cena. La domenica uscivo per chiamare i miei figli e stare con le mie amiche.
Dopo cinque anni di duro lavoro sono riuscita a portare con me i miei figli, la Signora dove lavoravo mi ha concesso una settimana per trovare un alloggio per me e i miei figli. Sono riuscita ad affittare una stanza con altri miei connazionali, ma io dovevo continuare a lavorare dalle 7 del mattino fino alle 23 30.
I miei figli sono riuscita ad iscriverli a scuola, hanno imparato presto la strada di casa, dovevano andare a scuola tornare a casa farsi da mangiare da soli e fare i compiti, alle volte andavano all’oratorio vicino per essere aiutati nei compiti.
Io lavoravo tanto anche per poter comprare i biglietti aeri e mandargli in vacanza nel mio paese d’estate ed io continuavo a lavorare.
La Signora mi metteva in regola solo quando dovevo rinnovare il permesso di soggiorno, pagavo io i contributi, poi dopo aver ritirato il permesso di soggiorno mi dimettevo, non riuscivo a pagare i contributi, l’affitto e le spese.
I miei figli sono cresciuti hanno finito le scuole, ma mentre erano adolescenti mi davano una mano in casa dei miei padroni, mio figlio si occupava del giardino, mia figlia mi aiutava con i lavori domestici e durante le vacanze estive faceva da badante alla madre della mia signora, mia figlia aveva solo 15 anni e prendeva per due mesi di lavoro solo 800 mila lire.
Quando i miei figli erano diventati maggiorenni la questura mi ha informato che non potevano rimanere a mio carico nel permesso di soggiorno,dovevano trovarsi lavoro o dimostrare di avere un reddito sufficiente per frequentare le scuole.
Mia figlio all’età di 18 anni aveva trovato lavoro come manovale in nero, l’unica possibilità di avere un contratto dovevamo pagare il datore di lavoro e pagare i contributi, avevo da parte cinque milioni di lire, accettammo questa condizione, pagammo e mio figlio ebbe il suo primo permesso di soggiorno di lavoro.
Mio figlio prese la patante e nell’impresa dove lavorava inizio a guidare il furgone del lavoro, sempre pagandosi i contributi e alzandosi alle 4 del mattino e rincasando alle 2200 di sera.
Mia figlia quando raggiunse i suoi 18 anni trovò lavoro come colf in una famiglia di quattro membri, ma riusciva a frequentare un corso serale per finire i suoi studi.
Dopo il 2000 ho deciso di continuare a pagarmi di continuo i contributi per avere la carta soggiorno e per aver un giorno la pensione.
Mia figlia per un periodo era stata fortunata, aveva finito i suoi studi e aveva trovato lavoro in una grande società, faceva un bellissimo, un lavoro che le permetteva di viaggiare di continuo, ma tutte le volte che subiva un furto e perdeva i documenti doveva rifare la solita trafila nella questura prefettura, per avere il duplicato dei suoi documenti pagava il suo permesso di soggiorno come se lo richiedesse per la prima volta.
Mio figlio in mezzo a tanti sacrifici, riuscì a farsi una famiglia e a prendersi casa con un mutuo.
Entrambi i miei figli in questi due anni sono stati sfortunati hanno perso il lavoro, mio figlio rischia di perdere la sua casa e i suoi figli nati in Italia e parlano solo italiano rischiano di dover ritornare nella patria dei loro genitori che per tutta la loro vita non hanno mai visitato.
Mi a figlia ha perso la sua carta di soggiorno ed ora ha un permesso per ricerca del lavoro, negli anni precedenti aveva inoltrato richiesta per la cittadinanza, pagando i dovuto versamenti dovuti, richiesta che è stata archiviata nel momento in cui ha perso il lavoro quando la sua azienda ha dichiarato banca rotta.
Vivo in questo paese da 28 anni, come straniera, lavoro onestamente, pago i miei contributi con i miei soldi guadagnati con il sudore, ho sempre lavorato dai medesimi datori di lavoro benestanti, che non hanno mai subito problemi economici, da quando sono arrivata ho visto le loro società crescere, hanno alle loro dipendenze 400 persone, ed io che ho fatto sempre tutto, ho pulito la loro casa, ho cresciuto i loro figli, ho curato i loro genitori per me non c’erano soldi per i miei contributi.
Ho cresciuto i miei figli in questo paese sperando di dar loro una nuova patria e una nuova dignità, ho insegnato a loro a lavorare onestamente e a contribuire nella società che ci ha accolti.
I miei figli sognavano di diventare italiani, io sognavo di invecchiare serenamente, non sognavo il passaporto italiano, ma di vivere nel rispetto del mia persona e del mio lavoro e non avere pensieri.
Oggi vivo nel terrore che i miei figli possano diventare irregolari, vivo nel terrore che i miei figli siano costretti ad essere rimpatriati loro e i miei nipoti nati in Italia, vivo questo terrore e sento molti italiani dire che noi stranieri viviamo alle loro spalle e non paghiamo le tasse.
Pagare un rinnovo è giusto e tutti gli stranieri sono d’accordo nel pagare il giusto prezzo, ma dopo anni di sacrifici continui è giusto secondo voi essere cacciati via come dei cani randaggi?
Storia di una donna sud americana, come tante altre.
Dounia Ettaib
Roberto Straccia e altre riflessioni.Non dimentichiamo di insegnare Dio!
Pubblicato da
Francesca

Il cadavere rinvenuto ieri nei pressi di Bari,era abbigliato con indumenti molto,troppo simili a quelli indossati da Roberto Straccia il 14 dicembre 2011,quando era uscito dall'abitazione pescarese che condivide con altri universitari.Uso il presente,nell'ultima frase,perché la famiglia di Roberto non è riuscita,a causa dello stato di decomposizione del corpo,ad identificarlo come quello del figlio anche se,nelle tasche degli abiti dell'uomo senza vita sono stati trovati un mazzo di chiavi e un iPod che la madre dice essere quelli del figlio.Gli investigatori sono certi che si tratti di lui,ma si attende la risposta dell'esame del dna per avere l'inappellabile certezza scientifica.Sorgono ora delle domande:durante le ricerche,tramite i mezzi di informazione,abbiamo visto delle fotografie di Roberto in mezzo al mare col pedalò e sappiamo che era un bravo sportivo,il che fa ipotizzare che fosse un buon nuotatore.Anche se avesse scelto di suicidarsi gettandosi nel freddo Adriatico,per istinto di sopravvivenza,presumo che si sarebbe messo a nuotare.A meno che prima non avesse ingerito sostanze che gli annebbiassero i sensi.Ma possibile che nessuno abbia visto nulla?In qualsiasi periodo dell'anno,tranne in giornate piovose,qui da me le persone passeggiano e corrono tanto sul lungomare che a riva e suppongo anche a Pescara.Possibile che nessuno si fosse accorto di un uomo che si stava dirigendo a largo in una giornata fredda?Eppoi,anche se non sono un'esperta,come può avere fatto il cadavere,seppur con la complicità di correnti e mareggiate,a scavalcare il promontorio del Gargano e ad arrivare da Pescara fino al barese?E adesso voglio aggiungere delle riflessioni mie,riflessioni umane e raccontare perché questo caso mi ha colpita tanto.Anni fa conobbi un gruppo di ragazzi,li vidi un paio di volte al massimo e uno di loro mi riferì che ad un altro della comitiva,parecchio tempo prima,era stato assassinato un fratello che studiava all'università e che non si era mai arrivati alla risoluzione del giallo.Pochi giorni prima della scomparsa di Roberto mi venne in mente questo fatto,non so perché,non c'era nulla che,per associazione di idee avrebbe dovuto riportarmelo alla memoria.Pensai che non è giusto che un genitore faccia tanto per un figlio,se ne occupi per una vita,non vorrebbe mai precederlo nella tomba e si ritrovi a perderlo così,per mano di non si sa chi,magari per le motivazioni più sciocche e banali.E quello che più mi atterrisce è che chi compie simili gesti,forse in un attimo di efferatezza,di perdita del controllo,non senta poi il bisogno di ripulirsi un pò l'anima,dichiarando la propria colpa.Chissà quanti assassini non scoperti fanno i padri di famiglia,gli onesti professionisti,ignorando Dio.Mentre dall'altra parte ci sono genitori,come il padre di Roberto,che malgrado il loro dramma,si rivolgono ancora con un alito di speranza,a Dio.Quante famiglie ci sono che due settimane si saranno sedute a tavola per festeggiare il Santo Natale e non sanno insegnare niente di Dio ai loro figli?Insegnare,soprattutto,che dopo il sacrificio di Cristo,la prima cosa che dovremmo fare nelle nostre vite,è salvare gli innocenti,aiutarli,porgergli la mano,non essere la mano della loro ingiusta morte.
Vitamina del giorno. Santa Gudula e frase di Antonio Gaudi
Categorie:
vitaminadelgiorno
Pubblicato da
Redazione Frews
8 dicembre 2012, segno zodiacale: Capricorno .S.GUDULA é la patrona del Belgio ed in particolare di Bruxelles dove le èstata dedicata una grandissima chiesa. Poche sono le notizie certe sulla sua vita.Gudula fu esponente di una famiglia impregnata di santità: suo padre il conte Witger, divenne monaco, sua madre fu Santa Amalberga e Santa fu anche sua sorella Raineld. Fu educata nel monastero di Nivelles sotto la guida di sua cugina Santa Gertrude. Poi visse con i genitori ad Hamme dedita alla preghiera, digiuni e opere di carità . Ogni giorno, all'alba si recava alla chiesa di Moorsel, distante 4 Km da casa, per vegliare in orazione. Gudula morì probabilmente verso il 712 e fu sepolta davanti alla porta della chiesa. Poi , con il regno di Carlo Magno, le reliquie furono traslate dietro l'altare maggiore della chiesa del Santissimo Salvatore in Moorsel. Solo nel 978 i resti furono trasferiti nella chiesa di Saint- Gery di Bruxelles per poi essere ancora trasferiti nella chiesa di San Michele ribattezzata in onore di Santa Gudula. Le sue reliquie furono disperse dai calvinisti nel 1579.
" L' originalità consiste nel tornare alle origini"
Antoni Gaudi
Rubrica quotidiana a cura di Sarah Myliz
" L' originalità consiste nel tornare alle origini"
Antoni Gaudi
Rubrica quotidiana a cura di Sarah Myliz
07/01/12
Frewideo: l'attualità in video. Cappuccetto rosso e lo Spread cattivo
Al Teatro Argentina dal 9 gennaio si fa "Tutto per bene"
Categorie:
Spettacolo,
Teatro
Pubblicato da
Sara

Domani alle 19.30 al Teatro Argentina a Roma, debutterà l'opera pirandelliana "Tutto per bene" con la regia di Gabriele Lavia. Nella lettera che nel 1919 Luigi Pirandello scrive a Ruggeri, il drammaturgo confessa di aver pensato questa commedia appositamente per l'attore. Con questa opera l'autore codifica una volta per tutte la cifra del suo teatro maggiore, la "rappresentazione d'un dramma, quand'esso è già da gran tempo finito, il benservito a un uomo, dopo che, a sua insaputa, gli si son fatte rappresentare nel miglior modo possibile e proprio per bene, tutte le parti, d'amico, di marito, di padre, di suocero".
Martino Lori, il protagonista dell'opera, si rende conto di quanto sia illusoria la realtà dopo che, vissuto aggrappato al ricordo dell'amata moglie defunta, scopre dalla figlia Palma di essere stato tradito con la persona che ha sempre creduto suo amico e che in verità non è suo padre. Un uomo che da sempre ha indossato una "maschera" che non gli apparteneva a sua insaputa e che non riuscirà a riappropriarsi della sua vita, rimanendo in sospeso tra passato, presente e futuro.
Interpreti: Gabriele Lavia, Roberto Bisacco, Riccardo Bocci, Giorgio Crisafi, Gianni De Lellis, Giulia Galiani, Lucia Lavia, Riccardo Monitillo, Daniela Poggi, Alessandra Cristiani
Scene: Alessandro Camera
Costumi: Andrea Viotti
Produzione: Teatro di Roma
In scena fino al 10 febbraio
Sara Citterio
Roberto Straccia:trovato cadavere che potrebbe essere il suo.
Pubblicato da
Francesca

Stamattina sulla costa di Palese,cittadina costiera a nord di Bari,è stato trovato un cadavere che,verosimilmente,potrebbe essere quello del giovane scomparso da Pescara il 14 dicembre scorso,Roberto Straccia.Sono intervenuti gli organi competenti e sono in corso degli esami per accertare o smentire che si tratti dello studente marchigiano.Avevo scritto,in uno dei miei precedenti post,che avrei continuato regolarmente ad occuparmi del caso,poi ho mollato.Non potevo dirlo,ma ad un certo punto,tutti quegli avvistamenti,mi sono sembrati fasulli,se fossse stato vivo,anche senza memoria,si sarebbe rivolto a qualcuno;episodi particolari del passato dello stesso,mi hanno fatto presupporre che Roberto potesse essere deceduto.L'idea che mi sono fatta di lui,non conoscendolo,è quella di una persona buona e sensibile.Forse fino al punto di essere fragile.Fragile tanto da fare un gesto disperato o fragile tanto da permettere a qualcuno di fargli del male.E se il corpo rinvenuto nei pressi del capoluogo pugliese,dovesse essere proprio il suo,ci sarà da verificare quale delle due drammatiche ipotesi è quella che ha portato alla tragedia.Anche se fino a prova contraria,io stessa spero che non si tratti di lui.
Voto il Presepe di Venarotta: semplice ma originale
Pubblicato da
Buongiorgio
Di Presepi ne abbiamo, e ne avete, sicuramente visti tanti in questi giorni di Natale in giro per l'Italia. Ho già raccontato anche qui del Presepe Stabile più grande del mondo a Tortona: bellissimo davvero e che merita una visita.
Nel paesino invece da dove proviene mia moglie e dove noi spendiamo le nostre ferie e troviamo il nostro riposo, hanno allestito un Presepe semplice ma credo originale allo stesso momento.
"Il presepe della Parrocchia dei Ss. Cosma e Damiano di Venarotta rappresenta una riproduzione in miniatura della Piazza e della Basilica di San Pietro con la scena della natività cosi come la vediamo nel periodo natalizio tutti gli anni.
Il significato simbolico che gli autori dell’opera hanno voluto esprimere è legato a due elementi:
Gesù è nato per tutti gli uomini in una condizione di umiltà e miseria come ricorda la capanna di Betlemme e alla Chiesa sotto la guida del Vicario di Pietro è stata affidata la missione di diffondere a tutta l’umanità la buona novella di speranza e luce che il Natale intende ricordare.
La piazza che accoglie nel suo centro il Presepe abbraccia idealmente tutti i credenti riportandoli al cuore del messaggio evangelico e contemporaneamente accoglie senza distinzioni tutti gli Uomini di buona volontà."
Vi è un solo errore, purtroppo: il Papa appare all'ultimo piano e non al penultimo ma fa niente, il mio voto ce l'ha lo stesso: l'importante è che ci sia anche il Papa.
Buongiorgio e buon voto.
Nel paesino invece da dove proviene mia moglie e dove noi spendiamo le nostre ferie e troviamo il nostro riposo, hanno allestito un Presepe semplice ma credo originale allo stesso momento.
"Il presepe della Parrocchia dei Ss. Cosma e Damiano di Venarotta rappresenta una riproduzione in miniatura della Piazza e della Basilica di San Pietro con la scena della natività cosi come la vediamo nel periodo natalizio tutti gli anni.
Il significato simbolico che gli autori dell’opera hanno voluto esprimere è legato a due elementi:
Gesù è nato per tutti gli uomini in una condizione di umiltà e miseria come ricorda la capanna di Betlemme e alla Chiesa sotto la guida del Vicario di Pietro è stata affidata la missione di diffondere a tutta l’umanità la buona novella di speranza e luce che il Natale intende ricordare.
La piazza che accoglie nel suo centro il Presepe abbraccia idealmente tutti i credenti riportandoli al cuore del messaggio evangelico e contemporaneamente accoglie senza distinzioni tutti gli Uomini di buona volontà."
Vi è un solo errore, purtroppo: il Papa appare all'ultimo piano e non al penultimo ma fa niente, il mio voto ce l'ha lo stesso: l'importante è che ci sia anche il Papa.
Buongiorgio e buon voto.
La vitamina del giorno: san Raimondo e frase Greta Garbo
Categorie:
vitaminadelgiorno
Pubblicato da
Redazione Frews
7 gennaio 2012 , segno zodiacale : Capricorno. S. RAIMONDO DE PENAFORT. Nato a Barcellona nel 1175 e morto nel 1275. Comincia gli studi a Barcellona per poi proseguirli a Bologna. Raimondo viene nominato canonico della cattedrale di Barcellona. Nel 1222 lascia il canonicato per farsi frate domenicano. Nel 1223 aiuta il futuro santo Pietro Nolasco a fondare l' Ordine dei Mercedari per il riscatto degli schiavi. Nel 1234 , il Papa gli offre l'arcivescovado di Tarragona . Ma lui rifiuta. E nel 1238 i suoi confratelli lo vogliono generale dell' Ordine. Ma l' attività intensa che lo vede in tutta Europa lo sfianca. A 70 anni torna alla vita di preghiera, studio e formazione dei nuovi
predicatori nell' Ordine. é il terzo generale dei Domenicani ,dopo Guzman e Giordano di Sassonia.
" Veramente ricco è soltanto colui che possiede il cuore di una persona amata"
Greta Garbo
predicatori nell' Ordine. é il terzo generale dei Domenicani ,dopo Guzman e Giordano di Sassonia.
" Veramente ricco è soltanto colui che possiede il cuore di una persona amata"
Greta Garbo
06/01/12
Fotografia - Photo Of The Week N°22 - London Fireworks
Categorie:
Fotografia,
La foto del giorno,
Photo Of The Week
Pubblicato da
Ser Vlad
Carissimi lettori, Buon 2012!
Un nuovo anno è iniziato, e noi di Frews non potevamo che ripartire dalla rubrica che più ci ha emozionato nel corso degli ultimi mesi: La Foto della Settimana!
Vi avevo promesso che sarei tornato dalla trasferta londinese con un caro di scatti ed emozioni degno di nota, e devo ammettere che il viaggio non ha di certo disatteso le aspettative. E' proprio per questo che oggi vi presento un mio scatto, a rischio di commettere un abuso di potere (Laura approva, quindi sono salvo!).
Spero, attraverso l'immagine più significativa della notte di S. Silvestro, di donarvi un po' di quella passione e di quel senso di maestosa pace che ho provato nel vedere lo spettacolo più bello a cui i miei occhi abbiano mai assistito: I fuochi artificiali sul Thames.
Bando alle ciance, largo agli scatti. Ricordandovi che aspetto i vostri scatti per le prossime edizioni della nostra rubrica settimanale, vi auguro una buona visione!
Autore: Mirko “Ser Vlad” Fin
Studente
presso la facoltà di Lingue e Culture per l'Editoria a Verona, dove al
momento vivo e realizzo la maggior parte dei miei scatti. Ho sempre
percepito una particolare variazione nel battito cardiaco al tenere in
mano una macchina fotografica, fin da piccolo. Nel corso degli ultimi
anni ho capito che la fotografia sarebbe stata la mia vita. Da Ottobre
2010 è attivo il mio blog prevalentemente fotografico denominato “La
Quadratura del Cerchio”.
Cosa è per me la fotografia? Il miglior motivo per alzarsi ogni mattino con il sorriso di chi sa che sta andando a vedere, vivere e immortalare il mondo. E non desidera fare nient'altro nella vita.
Foto: London Fireworks
Quando si assiste a uno spettacolo come quello che io ho avuto il privilegio di vedere la notte del 31 Dicembre dalla Pairlament Square nel quartiere di Westminster, esattamente di fronte alla Sede del Parlamento, non si può rimanere indifferenti. E un fotografo nel cuore, non può resistere dallo scattare, anche quando le gambe tremano e il respiro è affannoso per l'emozione. E così, in quel momento sospeso nel vuoto, sono riuscito a montare il mio cavalletto e a realizzare qualche istantanea dei fuochi artificiali celebrativi. Mantenendo gli ISO a 100, ho chiuso molto la focale per ottenere una maggiore messa a fuoco e ho mantenuto un tempo di scatto medio lungo, per ottenere a pieno il movimento dei fuochi senza correre il rischio di bruciare l'immagine. Ho anche tagliato l'immagine in modo da renderla più "panoramica".
Questo è solo uno (qualcuno dice il migliore) degli scatti di quella sera. Per la serie completa, vi rimando come sempre al mio blog personale, La Quadratura del Cerchio.
La Quadratura Del Cerchio
http://www.servladopenblog.blogspot.com/
Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non
dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il
vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere
accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del
supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è
gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico
possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le
vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
La vitamina del giorno: Epifania del Signore e frase di Galilei
Categorie:
vitaminadelgiorno
Pubblicato da
Redazione Frews
6 gennaio 2012 segno zodiacale: Capricorno, Epifania del Signore. " Epifania" significa rivelazione, manifestazione. I latini usavano la parola " festivitas declarationis", con il prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei Magi. L'episodio dei Magi possiamo considerarlo il simbolo e la manifestazione della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i Magi furono l' esplicita dichiarazione che il Vangelo era da predicare a tutte le genti. I Re Magi , secondo la tradizione, vengono da Oriente a portare i loro doni a Bambino Gesù. Casta sacerdotale nel regno dei Medi , che durante la conquista persiana abbracciò la religione di Zarathustra . Erano persone di cultura , esperte di astrologia . Quelli di cui parla l' evangelista Matteo sono arrivati a Gerusalemme, guidati da una stella.
Che fossero in tre e che i loro nomi fossero Melchiorre, Baldassarre e Gaspare e che fossero re è una tradizione che risale al VI secolo.)" Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi."
Galileo Galilei
Che fossero in tre e che i loro nomi fossero Melchiorre, Baldassarre e Gaspare e che fossero re è una tradizione che risale al VI secolo.)" Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi."
Galileo Galilei
05/01/12
La befana tra leggenda e tradizione
Pubblicato da
Laura
"La befana vien di notte..." chi non la conosce questa piccola filastrocca? Credo un pò tutti.
Ma da dove arriva la parola befana? Da una curruzione del termine "Pefana" (dal greco "Επιφαίνω") che ancora viene usato in alcuni luoghi d'Italia come per esempio a Montignoso in provincia di Massa Carrara.
L'origine della vecchina con la scopa è collegata alle tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso,che ormai è pronto ad iniziare come anno nuovo.
La befana rappresenta, infatti, la conclusione delle festività natalizie come passaggio tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare. L'aspetto da vecchietta che la contraddistingue, simboleggia l'anno vecchio che una volta concluso lo si può bruciare. Tradizione che è ancora viva in varie parti d'Italia nel mese di gennaio.
Dalle mie parti, infatti, l'ultimo giovedì del mese di gennaio si brucia la Giöbia (un fantoccio con abiti logori).
A Busto Arsizio (VA) e Gallarate (VA) la Festa della Giöbia, è una festa di antica tradizione di origine precristiana, in cui decine di fantocci raffiguranti una donna vecchia e di brutto aspetto vengono bruciati. Inoltre, nella piazza principale della città, piazza San Giovanni Battista, vengono offerti polenta e risotto con la luganiga, simbolo di fertilità.
Tantissime sono le leggende legate a questa figura. Ma tra quelle più curiose mi è piaciuta questa:
"Tre re (i Re Magi), Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Attraversarono molti paesi seguendo una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all'ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo motivo la vecchina non vide Gesù Bambino.
Da allora, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù."
Laura M.
Ora anche a Roma è possibile seppellire i bambini abortiti
Pubblicato da
Buongiorgio
In uno dei miei viaggi pro life per l’Italia giunsi tanti anni fa a L’Aquila dove visitai, e porto ancora nel cuore quei momenti, il Monumento ai bambini non nati curato in una zona del cimitero cittadino chiamata “il giardino dei bambini”. Il monumento raffigura una bianca Madonna senza volto con le braccia larghe e che accoglie tantissime testoline di bambini, anche loro senza volta. Dietro campeggia la scritta: ai 50 milioni di bambini ogni anno vittime dell’aborto. Una associazione per la vita locale, d’accordo col Comune, in convenzione assicura sepoltura e degne esequie ai bambini abortiti, o naturalmente o volontariamente.
Ricordo ancora i brividi e la commozione di tutto il gruppo nel sostare davanti a tantissime piccole croci ai piedi della Madonna, come piccoli bambini che tendevano le braccia verso quelle mamme che non sono state capaci di accoglierli.
Leggere oggi sui giornali che in un ospedale della capitale d’Italia sono stati ritrovati “feti malformati e resti umani” in un locale seminterrato, e completamente abbandonato, mi ha fatto riprendere nella memoria quei giorni e decidere di richiedere, ancora con più forza, che anche a Roma vi sia un monumento ai bambini non nati ed un luogo dove raccogliere le loro spoglie e dar loro giusta sepoltura.
La pessima realtà purtroppo supera l’immaginazione e nello scorrere la rassegna stampa su questo caso si legge dovunque la dichiarazione scioccante del direttore del Policlinico Umberto I di Roma: “Sono solo materiale didattico”.
Mi è rimasto il brivido per tutta la giornata a pensare a questa catalogazione che mi suona tanto negazionista dell’olocausto dell’aborto che ogni giorno si consuma nella nostra Italia e, nella nostra Capitale, per almeno 11 mila volte l’anno.
Materiale didattico? Mentre aspettavo i miei due figli non ho mai pensato a mia moglie come un contenitore di materiale didattico. E’ possibile usare ancora questi termini?
Prego per questi figli uccisi tre volte: dall’aborto, dall’oblio di quasi trenta anni in quel sottoscala e dall’antilingua che, per mistificare la verità, non ha neanche il coraggio di chiamarli per nome e di guardarli in faccia.
Quest’anno il Centro di cui sono presidente festeggia i suoi dieci anni e nell’invitare tutte le mamme a scegliere per la vita voglio anche invitare chi di voi, scultore, benefattore, volontario per la vita, voglia intraprendere con me il progetto di realizzare un Monumento ai bambini non nati in un cimitero di Roma. Chiedo al Sindaco di Roma la sua collaborazione nel far si che ogni bambino non strappato all’aborto nella nostra città possa trovare un piccolo lembo di terra dove essere accolto.
Giorgio Gibertini il 13 febbraio 2009
Ricordo ancora i brividi e la commozione di tutto il gruppo nel sostare davanti a tantissime piccole croci ai piedi della Madonna, come piccoli bambini che tendevano le braccia verso quelle mamme che non sono state capaci di accoglierli.
Leggere oggi sui giornali che in un ospedale della capitale d’Italia sono stati ritrovati “feti malformati e resti umani” in un locale seminterrato, e completamente abbandonato, mi ha fatto riprendere nella memoria quei giorni e decidere di richiedere, ancora con più forza, che anche a Roma vi sia un monumento ai bambini non nati ed un luogo dove raccogliere le loro spoglie e dar loro giusta sepoltura.
La pessima realtà purtroppo supera l’immaginazione e nello scorrere la rassegna stampa su questo caso si legge dovunque la dichiarazione scioccante del direttore del Policlinico Umberto I di Roma: “Sono solo materiale didattico”.
Mi è rimasto il brivido per tutta la giornata a pensare a questa catalogazione che mi suona tanto negazionista dell’olocausto dell’aborto che ogni giorno si consuma nella nostra Italia e, nella nostra Capitale, per almeno 11 mila volte l’anno.
Materiale didattico? Mentre aspettavo i miei due figli non ho mai pensato a mia moglie come un contenitore di materiale didattico. E’ possibile usare ancora questi termini?
Prego per questi figli uccisi tre volte: dall’aborto, dall’oblio di quasi trenta anni in quel sottoscala e dall’antilingua che, per mistificare la verità, non ha neanche il coraggio di chiamarli per nome e di guardarli in faccia.
Quest’anno il Centro di cui sono presidente festeggia i suoi dieci anni e nell’invitare tutte le mamme a scegliere per la vita voglio anche invitare chi di voi, scultore, benefattore, volontario per la vita, voglia intraprendere con me il progetto di realizzare un Monumento ai bambini non nati in un cimitero di Roma. Chiedo al Sindaco di Roma la sua collaborazione nel far si che ogni bambino non strappato all’aborto nella nostra città possa trovare un piccolo lembo di terra dove essere accolto.
Giorgio Gibertini il 13 febbraio 2009
Lele Mora, la Giustizia italiana e gli amici....quelli veri
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giustizia
Pubblicato da
Redazione Frews
Non sarà un santo e nemmeno quello che si dice un cittadino esemplare. La sua fedina penale, del resto, parla chiaro: già negli anni Novanta venne condannato per detenzione di non modiche sostanze stupefacenti. Poi la scalata, il successo come agente dei vip e oggi nuovamente nei guai. L’uomo, insomma, è quello che è. Però, fino a prova contraria, Dario “Lele” Mora è pur sempre un essere umano, una persona con diritti inalienabili. E a me viene il dubbio che, nelle condizioni in cui si trova, tenerlo in cella non sia cosa così umana: dal luglio scorso ad oggi ha perso 40 chili, vive di medicinali, si muove in carrozzella e il 30 dicembre scorso ha pure tentato il suicidio. Mi sembrano indizi sufficienti per farsi venire qualche dubbio.
Anche perché non stiamo parlando di un mafioso o di un terrorista pluriomicida come Cesare Battisti (altrimenti sarebbe già in Francia o in Brasile); e neppure di uno - non foss’altro per la sua precaria salute - pronto a saltare su un aereo per le isole Cayman. Elementi sufficienti, anche qui, per sperare che la sua reiterata richiesta degli arresti domiciliari sia accolta al più presto. Beninteso: qui non c’entra la simpatia per l’uomo Lele Mora – che personalmente non ho - ma il fatto che Lele Mora è un uomo. E come tale va rispettato. Molto di più, per quanto mi riguarda, di coloro che fino a ieri lo frequentavano, magari soggiornavano nella sua villa in Sardegna e oggi fingono di non conoscerlo. Begli amici.
Giuliano Guzzo
Anche perché non stiamo parlando di un mafioso o di un terrorista pluriomicida come Cesare Battisti (altrimenti sarebbe già in Francia o in Brasile); e neppure di uno - non foss’altro per la sua precaria salute - pronto a saltare su un aereo per le isole Cayman. Elementi sufficienti, anche qui, per sperare che la sua reiterata richiesta degli arresti domiciliari sia accolta al più presto. Beninteso: qui non c’entra la simpatia per l’uomo Lele Mora – che personalmente non ho - ma il fatto che Lele Mora è un uomo. E come tale va rispettato. Molto di più, per quanto mi riguarda, di coloro che fino a ieri lo frequentavano, magari soggiornavano nella sua villa in Sardegna e oggi fingono di non conoscerlo. Begli amici.
Giuliano Guzzo
Il Commodore 64 compie 30 anni, io ne farò 40
Pubblicato da
Buongiorgio
La nostra linea immaginaria tra chi è giovane e chi lo è meno oggi si chiama Commodore64, o meglio il C64. Se ti è scesa una lacrimuccia leggendo queste prime righe sei come me, ovvero viaggi spedito e silenzioso verso gli "anta" utilizzando per scrivere un'altra tastiera quasi piatta, od un touch screen, ma ben ricordi la forma da hamburger della tastiera del C64. Se invece questo nome non ti dice nulla, beh, amico mio, sei di un'altra generazione ed il c due punti a capo non potrai mai raccontarlo nel tuo blog.
Era il gennaio del 1982 quando al Ces di Las Vegas fu presentato il Commodore 64 (poi c'era anche il fratellino Commodore Vic20). Il Commodore era un simbolo, una macchina all’avanguardia per l’epoca (qui trovate qualche ulteriore info). L’inizio timido dell’informatica di massa. In Italia arrivò un anno dopo, nel marzo del 1983 (negli Usa era commercializzato già dal giugno 1982), dopo aver fatto bella mostra di sé allo Smau di un anno prima. E fu subito un successo, malgrado costasse all’epoca del lancio 973.500 lire, cifra comunque minima per un computer allora, e fu infatti quella la chiave del successo (negli Usa costava 565 dollari contro i 135 stimati di costo di produzione della singola macchina).
Era il gennaio del 1982 quando al Ces di Las Vegas fu presentato il Commodore 64 (poi c'era anche il fratellino Commodore Vic20). Il Commodore era un simbolo, una macchina all’avanguardia per l’epoca (qui trovate qualche ulteriore info). L’inizio timido dell’informatica di massa. In Italia arrivò un anno dopo, nel marzo del 1983 (negli Usa era commercializzato già dal giugno 1982), dopo aver fatto bella mostra di sé allo Smau di un anno prima. E fu subito un successo, malgrado costasse all’epoca del lancio 973.500 lire, cifra comunque minima per un computer allora, e fu infatti quella la chiave del successo (negli Usa costava 565 dollari contro i 135 stimati di costo di produzione della singola macchina).
Io l'ho avuto tra le mani e forse mia madre ancora lo conserva da qualche parte in cantina, come sua consuetudine, e me lo gestivo "litigando" fraternamente con mio fratello.
Poi tutto mi sembra sia andato così in fretta che non si fa in tempo ad innamorarsi di un Pentium che siamo già ai Tablet: troppo in fretta, come i nostri anni che sono già quaranta!
La vitamina del giorno: Santa Amelia ed una frase di Erich Fromm
Categorie:
vitaminadelgiorno
Pubblicato da
Redazione Frews
5 gennaio
2012, segno zodiacale:
Capricorno. S. AMELIA, Vergine e martire. Non si sa
praticamente nulla della sua vita. Appartiene ad un numeroso gruppo di
martiri,uccisi,a Gerona città della Catalogna , in Spagna, durante il IV
secolo all' epoca della persecuzione di Diocleziano( 243-313). Nel 1336
il vesovo della Catalogna scoprì le reliquie dei martiri e dedicò ad essi un
altare nella cattedrale cittadina.
" L' atto di disobbedienza , in quanto atto di libertà, è l' inzio della ragione"
Erich Fromm
" L' atto di disobbedienza , in quanto atto di libertà, è l' inzio della ragione"
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