13/09/11

Champions, il Milan ferma gli extraterrestri

La sfida di cartello di questa prima giornata di Champions vedeva i campioni d'Europa del Barcellona contro il Milan. Sfida davvero difficile per la squadra milanese, che oltretutto ha dovuto giocare senza Ibrahimovic, infortunatosi in allenamento.

Dopo 25 secondi, clamoroso al Bernabeu, Pato compie una manovra stupenda bruciando la difesa blaugrana e insaccando l'1-0 per i rossoneri. Ben presto però la forza della squadra catalana viene fuori, la difesa milanese tiene, anche se Messi colpisce un clamoroso palo su punizione. Ed è proprio lui a bruciare Abate e servire in mezzo per l'1-1 di Pedro. Nel secondo tempo il Barca passa avanti con una punizione perfetta di Villa. Il Milan tenta una timida reazione, ma il Barcellona sembra davvero di un altro pianeta. Fino al 91' quando Thiago Silva colpisce di testa da calcio d'angolo, cogliendo un 2-2 pesantissimo.

Nell'altra gara del girone, Vitoria Pizen e Bate Borisov pareggiano 1-1. Negli altri gironi si registra la vittoria casalinga del Chelsea per 2-0 contro il Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e Arsenal fanno 1-1. Domani le altre gare.

Ustica, arriva la sentenza

Una sentenza storica: condannati i ministeri della Difesa e del Trasporto a risarcire i parenti delle vittime per un valore di 100 milioni di Euro. Motivazione di questa stenza è il non aver protetto i cieli italiani e l'Itavia, compagnia proprietaria del DC-9. Altra motivazione è la responsabilità dei ministeri di aver occultato la verità.

31 anni sono serviti, il colpevole non è stato trovato però il tribunale civile di Palermo ha giudicato responsabili i due ministeri italiani.

Il secondo fine è chiaro, il primo?

SB vola oggi a Bruxelles a presentare ai vertici politici europei la manovra economica (nella sua quarta o quinta versione) e già si susseguono le allusioni sui quotidiani nazionali al fatto che questo appuntamento sia stato richiesto e forzato dal premier italiano per non presentarsi a Napoli a depositare al processo Tarantini. C'è molto di vero e c'è anche qualcosa di falso. La situazione attuale di Berlusconi è tremendamente difficile: se non partecipa ad attività istituzionali, viene accusato di fregarsene dello Stato; se provoca incontri come quello di oggi, che se fosse stato un altro sarebbe stato applaudito per la cura dei rapporti con le istituzioni europee, invece diventa uno che vuole fuggire dai processi.
Sicuramente quest'ultimo aspetto va considerato perché non abbiamo i prosciutti sugli occhi, preferiamo mangiarceli.
Voglio però concentrare la mia attenzione su un altro punto. Una volta scoperto "il secondo fine" di questo viaggio improvvistato a Bruxelles (Buzek, presidente del Parlamento Europeo, dice che incontrerà Berlusconi per due minuti soltanto e come gesto di cortesia...si attendono smentite, sui minuti, ovviamente, non sulla cortesia), quale è il fine primario di questo viaggio, oh caro Silvio?
Da questa manovra finanziaria (la quinta o la sesta, ho perso il conto) sono state tagliate le uniche cose che ci sembravano giuste, ovvero i tagli ai costi della politica: macchè tagli, dimezzamenti vogliamo!
Non vogliamo anche noi cavalcare l'anti-politica di moda però alcune cose le andiamo dicendo da tempo e vorremmo vederle attuate. Poi siamo aperti al confronto.
Per esempio io prima consideravo ineluttabile l'abolizione delle provincie ma, dopo che è stato dimostrato, conti alla mano, che le provincie italiane "costano" annualmente come 12 deputati, beh, preferisco ridurre di quel numero i parlamentari e salvare, per ora, 65 mila posti di lavori.
Mi sembra semplice tutto questo od è chiaro solo a me e così rischio di considerarmi mente illuminata?
Infine oggi voglio trattare solo un'altra questione di grave ingiustizia: le pensioni.
Possibile che la gente comune debba lavorare 40 anni per una misera pensione ed ai deputati o senatori bastano cinque anni? (fino qualche tempo fa era peggio, bastava metà legislatura!). Questa è un'ingiustizia palese e mi domando come abbia fatto a resistere nel tempo e negli anni: ma i nostri predecessori cittadini dormivano od erano sotto effetto di narcotici?
Tu lavori come avvocato, maturi qualche anno di pensione, poi diventi deputato per cinque anni e quegli anni di contributi si sommano agli altri: è così difficile?
Dai Silvio, batti un colpo...di coda ed azzera queste cose!
Giorgio Gibertini Jolly

12/09/11

Medici o burocrati?










L'Art. 32 della nostra Costituzione così recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Questo articolo merita alcune riflessioni. Cominciamo col dire che qui il costituente parlando della salute dell’individuo usa il termine "fondamentale" con lo scopo di impreziosire la valenza giuridica dell’aspettativa alla salute; salute da intendere non soltanto nel senso di assenza di malattia ma di benessere e di equilibrio psicofisico della persona, intesa nel suo complesso. Soprattutto se questa persona si ritrova in una condizione di particolare debolezza e vulnerabilità fisica. Cos’è allora che fa la differenza nell’art. 32? Partendo dall’inizio, la sua motivazione storica risale alla volontà del Costituente di dare vita ad una normativa diversa rispetto alla precedente che prestasse attenzione anzitutto alla dignità della persona del malato, in qualunque sua condizione; evidentemente l’intenzione primaria fu di evitare che un particolare stato di salute potesse divenire un criterio per discriminare e  ghettizzare le persone non sane, in categorie di serie a e di serie b. E’ giusto sottolineare che nella sua finalità argomentativa, l’art. 32 nasce con l’intento preciso di non volere declinare sul valore fondamentale della dignità e libertà umana; proprio perchè trattandosi di valori non negoziabili, avrebbero dovuto rappresentare nella scala dei valori costituzionali, degli univoci capisaldi sui quali poggiare l’alleanza terapeutica tra il medico e il suo paziente. La vita e la salute, sono dei beni tra loro complementari, aventi una connotazione non solo  individuale ma anche sociale, poichè a loro volta sono di supporto alla vigenza di un altro grande valore che è  il bene comune. Infatti se lo si perde di vista, può sorgere il rischio di andare incontro ad una società basata su derive esclusivamente libertarie, dove al massimo possono trovare accoglimento soltanto singoli desideri individuali, sul modo di gestire la propria vita e la propria morte.
Rebus sic stantibus, lo Stato dal canto suo si troverebbe costretto a farsi carico di fronte all'opinione pubblica del principio di autonomia come base di ogni scelta individuale.  Eppure quando si parla di vita, non ci si può esimere dal riferimento all’art.2 della Costituzione nel quale l’ordinamento giuridico riconoscendo l’inviolabilità fondamentale dell'esistenza, ne garantisce la vigenza, rispetto alla stessa organizzazione statale. Vediamo allora che il diritto inviolabile fa parte del nostro ordinamento perchè ha il preciso compito, di qualificare l’individuo al quale si rivolge come essere umano, dotato di dignità intrinseca. Piena e non graduabile. Ciò vuo dire che la dignità afferisce come dicevamo prima, al super valore della vita e di tutti i diritti che ne conseguono e che lo garantiscono. Tra i quali in prima istanza la salute e anche il diritto di libertà personale, sancito nella nostra Costituzione all'art.13. Per l'appunto, leggiamo cosa ci dice una sentenza del Tribunale di Nola del 2009. A quanto pare: "Nel caso del diritto alla salute o di altri diritti essenziali di pari rango a causa del carattere esistenziale di inerenza alla persona che essi rivestono, la rilevanza  centrale del principio di autodeterminazione vale a qualificarli come veri e propri diritti di libertà (ed in questo senso, la risoluzione del parlamento europeo (EU) del maggio 1997 garantisce ai cittadini la più ampia libertà possibile di 'scelta terapeutica'). Ne discende che ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non ha solo il diritto di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi o, eventualmente, a quale struttura più idonea affidare le sue aspettativa di celere e sicura guarigione. Tali principi, già direttamente evincibili dalla nostra Carta costituzionale, hanno trovato piena attuazione nel d. leg. n. 502 del 1992 di riforma del nostro sistema sanitario, laddove, ....si è voluto valorizzare e attuare, in un ottica costituzionalmente orientata, la libertà di scelta curativa del paziente attraverso il passaggio da una visione monopolistico/pubblicistica del settore sanitario ad una visione liberista ed elastica del medesimo, fondata sul pluralismo dell’offerta”. Ma quando si parla del diritto alla salute, non possiamo esimerci dal trattare un altro grande tema controverso, rapprensentato dal diritto del libero consenso, al quale ogni paziente è tenuto ad ottemperare per legge prima di sottoporsi ad ogni trattamento sanitario, disposto dal medico curante. La pronuncia del Tribunale di Milano del dicembre del 2008, qui riportata, ci aiuta a comprendere il ruolo significativo della pratica del consenso del paziente, preventivamente informato sulla natura degli interventi sanitari; in essa si legge che “sulla base della legislazione emanata in ambito sanitario (si richiama l’art.33 l. 833/78 che qualifica i trattamenti sanitari come, di norma volontari) e delle pronunce giurisdizionali, il sistema giuridico si caratterizza attualmente in materia di autodeterminazione consapevole del paziente per una soglia particolarmente elevata di consensi ai trattamenti sanitari, sostenuta da uno scopo di rango elevato qual è il diritto alla salute. E’ proprio questa soglia che qualifica il rapporto fra medico e paziente imponendo al medico di non attribuire alle sue valutazioni e decisioni, per quanto oggettivamente dirette alla salvaguardia del diritto alla salute del paziente, una forza di giustificazione dell’intervento che esse di per sé non hanno….giacchè devono rapportarsi con un altro diritto di rango costituzionale qual è quello della libertà personale che l’art. 13 qualifica come inviolabile”.  Malgrado la lunghezza del punto di vista della Corte di Milano, abbia tentato di essere perentoria sul significato da attribuire al ruolo del medico, essa perde di vista una questione fondamentale. Infatti - forse volutamente – ignora il fatto che dall'approvazione della Costituzione repubblicana,  la salute non è più un valore individuale oggetto della sola autodeterminazione personale ma una questione di carattere “pubblico che incide  direttamente sul funzionamento del sistema”. Con ciò, vorremmo ricordare all’Onorevole Corte che nel rapporto diritti-doveri, il tema della salute, non può risolversi in un problema di sovranità assoluta sulla propria persona; perchè la volontà del paziente, per quanto ampia possa essere - per dirla con le parole di Stuart Mill- finisce inevitabilmente col misurarsi con la coscienza del medico, anch’egli una persona, con la sua autonomia e con la sua scienza. In poche parole, il paziente deve fare i conti con il criterio del limite, direttamente proporzionale al dovere di garanzia del medico, tenuto a comunicare e ad interagire con il suo assistito, fornendogli tutte le informazioni necessarie al suo stato. Insomma tra i due, esisterebbe un dovere reciproco di libertà-responsabilità che non può risolversi in nessuna prevaricazione né da una parte né dall’altra. E dunque se il medico non deve sostituirsi alla responsabilità del paziente è anche vero il contrario e cioè che non è tenuto a ridurre la propria prestazione a mera esecuzione della volontà di quest’ultimo. Casomai deve compatirne la sofferenza cercando di comprenderne il senso, in pratica vivendo l’esperienza della malattia in prossimità dell’altro. Soltanto a queste condizioni il medico può stabilire in modo corretto, caso per caso, le indicazioni o le controindicazioni della terapia da applicare, nell’ambito della sua personale responsabilità; facendo naturalmente salvi i diritti riconosciuti dal codice deontologico al malato, per quanto riguarda il suo consenso e la libertà di esprimere la propria opinione sul suo stato di salute. Almeno per rimanere coerenti con quanto affermato dal Comitato Nazionale di Bioetica, che nel 2008 si premura di ammonire “chi” intende porre anzitempo fine alla propria vita, spiegandogli di non potere pretendere di “esigere da parte del medico una collaborazione a tale azione”. Il punto è: tenendo presente l’idea del bene comune, quanto ciascuno di noi è arbitro assoluto del proprio corpo e quanta libertà spetta ai singoli?



dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma

11/09/11

Serie A: prima giornata

Dopo l'anticipo tra Milan e Lazio, sabato sera il Napoli ha inaugurato il campionato con una vittoria, ottenuta non senza fatica. Difatti dopo l'1-0, i romagnoli hanno pareggiato e hanno tenuto testa per un tempo. Poi i partenopei sono riusciti a segnare 2 reti, portando a casa i primi 3 punti della stagione.

In un campionato sempre più spezzatino, domenica all'ora di pranzo c'è stato un altro anticipo, con la Juventus che parte molto forte con un sonoro 4-1 ai danni del Parma. I tifosi possono essere soddisfatti, è presto dire se è una nuova Juve, ma la partenza è stata di certo scoppiettante. Invece per la Roma arriva a sorpresa una sconfitta in casa, inflitta dal Cagliari: gli isolani vincono per 2-1. Per il tecnico Luis Enrique c'è ancora parecchio da lavorare e settimana prossima c'è subito l'Inter.

Il risultato più clamoroso però arriva in serata dal Barbera, dove l'Inter esce sconfitta contro il Palermo, in una sfida rocambolesca piena di gol. Due volte in vantaggio, i nerazzurri si sono recuperare due volte per poi andare sotto, per un finale di 4-3 per il Palermo.

Catania e il neopromosso Siena non vanno oltre lo 0-0, Chievo e Novara danno vita ad un interessante match con i piemontesi che rimontano uno svantaggio di due reti fuori casa. La Fiorentina vince 2-0 in casa contro il Bologna, scoppiettante 2-2 tra Genoa ed Atalanta, che ricordiamo che parte con 5 punti di penalità a causa della sentenza sulle scommesse. L'Udinese espugna il campo del Lecce per 2-0.

il Grande Inganno (parte seconda)


Oggi, 11 Settembre 2011, anche io desidero scrivere qualche cosa su ciò che accadde 10 anni fa. I due cari amici Jolly e Andrea lo hanno già fatto. Ho potuto leggere uno splendido inno alla Vita da parte di Jolly sfruttando l'analogia tra due tragedie: la caduta di due grattacieli gemelli e la morte di due gemelle siamesi. Andrea invece ci ha ricordato le spendide parole che il Papa pronunciò il giorno che segui quella strage. Io vorrei invece analizzare la cosa da un punto di vista differente. Mi domando infatti: dopo 10 anni, come è possibile che esista ancora qualcuno che crede alla versione ufficiale che ci è stata raccontata?
La risposta a questa domanda l'ho avuta proprio in questi giorni leggendo uno spendido romanzo. Una lettura che mi permetto di consigliare a tutti voi in quanto si tratta di un libro che aiuta ad aprire la mente e il cuore. Stimola a porsi dubbi, domande e ad affrontare i problemi da un punto di vista differente. Il romanzo è intitolato XY ed è scritto da Sandro Veronesi. Nel libro troviamo una forte analogia con l'11 settembre 2001, si racconta infatti di un giorno, in un paesino di montagna in trentino, nel quale accadde un fatto assolutamente inspiegabile utilizzando una logica umana. Si decise di camuffare la realtà del fatti e la versione ufficiale divenne quella di un attentato terroristico talebano. La cosa assurda è che quasi tutti credettero alla versione ufficiale che sosteneva che le vittime furono tutte decapitate; e lo credettero anche coloro che avevano visto con i propri occhi il luogo della strage e sapevano bene che la versione ufficiale non corrispondeva affatto alla realtà.

Io non so cosa sia successo dieci anni fa in America, non sono infatti un mago o un agente dei servizi segreti. In Internet possiamo trovare le più svariate "ipotesi di complotto", alcune rasentano il ridicolo. Ho solo una certezza assoluta: quel giorno non è accaduto quello che ci hanno raccontato.
Sono veramente troppe le incongruenze per poterle ignorare e credo sia giunto il momento di aprire gli occhi e di avere la forza e il coraggio di affrontare una realtà, un mondo, che è decisamente diverso da quello che ci siamo illusi sia.
Richiamando il celebre film Matrix vi esorto ora a scegliere che pastiglietta preferite: la blu per continuare a credere che la realtà sia Matrix, oppure se credete di avere la forza e il coraggio sufficiente potete prendere la pastiglietta rossa, ma attenzione una volta che inizierete a prendere consapevolezza del fatto che esiste un'altra realtà, non sarà poi più possibile tornare indietro: http://video.google.com/videoplay?docid=8097952875248011643

A dieci anni dall’11 settembre


di Andrea Menegotto
11 settembre 2011
Ricorrono oggi esattamente dieci anni dalla fatidica data dell’11 settembre 2001, giorno passato ormai drammaticamente alla storia e inciso nella memoria collettiva in maniera indelebile.
In questa occorrenza, mentre rimandiamo per analisi accurate circa gli scenari di un conflitto mondiale relativi al terrorismo di matrice ultra-fondamentalista islamica a un’apposita sezione del sito del CESNUR e a un volume presentato qui su Frews nel mio pezzo della scorsa settimana, in questa sede oggi ci pare appropriato lasciare spazio non alle parole, ma al silenzio, alla riflessione e ─ per chi ha fede ─ alla preghiera, guidati dalle accoratissime parole che un grande testimone del nostro tempo, papa Giovanni Paolo II, pronunciò l’indomani in occasione dell’udienza generale di mercoledì 12 settembre 2001 a triste commento di quanto accaduto, aprendo un piccolo squarcio di luce nelle tenebre di quei giorni che ─ purtroppo, come mostrano le cronache quotidiane ─ ancora non si sono dissipiate:
«Ieri è stato un giorno buio nella storia dell'umanità, un terribile affronto alla dignità dell'uomo. Appena appresa la notizia, ho seguito con intensa partecipazione l'evolversi della situazione, elevando al Signore la mia accorata preghiera. Come possono verificarsi episodi di così selvaggia efferatezza? Il cuore dell'uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo. Ma la fede ci viene incontro in questi momenti in cui ogni commento appare inadeguato. La parola di Cristo è la sola che possa dare una risposta agli interrogativi che si agitano nel nostro animo. Se anche la forza delle tenebre sembra prevalere, il credente sa che il male e la morte non hanno l'ultima parola. Qui poggia la speranza cristiana; qui si alimenta, in questo momento, la nostra orante fiducia».

10/09/11

Rebecca e Lucia: le due Torri Gemelle

Rebecca e Lucia sono le due gemelle siamesi nate a fine giugno, unite per il torace e l’addome e con un cuore sole ed altri organi danneggiati e sono morte qualche giorno fa, dopo soli due mesi su questa terra della quale hanno visto solo una sala operatoria dell’ospedale Sant’Orsola di Milano.
Rebecca e Lucia sono passate dal luogo più accogliente al mondo, il grembo materno, al luogo più accogliente in eterno: il Paradiso.
Lo voglio credere che siano lì non perché desidero provarmi teologo ma perché, conoscendo la Misericordia di Dio, non può aver pensato tragitto migliore per queste due figlie in questa breve loro vita durata un anno soltanto.
In questi giorni in cui tutti ricordiamo i tragici eventi del crollo delle Torri Gemelle, Rebecca e Lucia se ne sono andate via prima, anche loro gemelle, anche loro dopo un periodo a combattere da sole contro la vita, la forza di gravità, i danni subiti ed un corpo che lentamente si accasciava al suolo col suo fragore.
Forse Rebecca e Lucia non cambieranno il corso della storia, come è avvenuto per le torri di New York se non quella della loro famiglia, di chi è loro stato accanto in questi giorni, anche con un solo pensiero od una preghiera.
Forse Rebecca e Lucia tra dieci anni avranno solo i genitori a portare due mazzi di fiori al cimitero ed anche noi avremo altre vite, altri lutti, altre ricorrenze da celebrare.

Però mi ha fortemente impressionato la frase del padre che, interrogato sulla vicenda ha risposto: “Uccidere due bambine così piccole o una persona alta un metro ed ottanta è la stessa cosa. Non c’è mai stato nulla da scegliere.”
Non c’è mai stato nulla da scegliere…! Che grande insegnamento.
Certo, i dipendenti del WTC sono corsi in strada, dieci anni fa, per sfuggire ad un evento della Storia più grande di loro e chissà in quanti, messisi al riparo, avranno pensato: non c’è stata possibilità di scegliere, qualcun altro lo aveva fatto per noi, ma in quel caso era l’uomo, il male.
Qui invece siamo di fronte alla volontà, a volte difficile, a volte splendida di Dio, del nostro Padre Creatore, davanti al quale è grande gesto di accettazione, e quindi di fede, dire: non c’è mai stato nulla da scegliere.
Così, semplicemente. Ci sono eventi della nostra vita in cui Dio ci parla in questo modo e non esiste la possibilità di modificare noi la sua volontà magari con un precoce aborto: questi genitori hanno lasciato vivere le loro figlie secondo la volontà, secondo natura ed un mese in più od in meno pronosticato non ha cambiato la loro decisione.
Ci sono altri momenti più “facili, ed a me capita quando vedo i miei figli, in cui, nella bellezza della vita, mi domando: non c’è stato nulla da scegliere, eccoli, me li hai donati, cercherò di custodirli ma non li ho scelti: io e mia moglie abbiamo accettato la tua volontà
Rebecca e Lucia è il nome che oggi voglio dare, simbolicamente, alle due torri gemelle.
Giorgio Gibertini

09/09/11

Il campionato è iniziato

Con l'anticipo di stasera è iniziato il campionato. Scusate il ritardo, direbbe qualcuno, dopo una falsa parte degna di Bolt nei 100, oggi si è cominciato con Milan Lazio, anticipo di lusso aperto a tutti i risultati.

Pronti via, il Milan è sotto di due reti, i campioni d'Italia subiscono il gioco della Lazio rinforzata da Klose e Cissé: questi due fanno vedere i sorci verdi e alla fine trovano un clamoroso doppio vantaggio. A quel punto il Milan come un leone ferito, caccia fuori le unghie.

Ibrahimovic inizia a servire palloni a tutto andare, poi servito da un ottimo assist del barese, trova l'1-2. La Lazio sembra tramortita, il Milan insiste trovando il 2-2 di Cassano.

Nel secondo tempo le squadre sono più chiuse e lo spettacolo cala, ma non ci si annoia. Palo di Ibra, Cissé annusa il gol, non fosse per un intervento di Nesta che ha dell'incredibile. Poi purtroppo arriva il nemico dello spettacolo, la stanchezza si comincia a far sentire. E' un vero peccato che una gara così si sia giocata solo alla seconda giornata, la prima effettiva, quando i giocatori non sono ancora in forma.

Al Milan manca solo la vittoria, ma ha subito fatto capire di che pasta è fatta. Sotto di due reti ,esce il carattere dei campioni d'Italia, che hanno mancato tante, troppe volte il gol. Non sottovalutate la Lazio, ha fatto un'ottima campagna acquisti, ha le carte in regola per fare un ottimo campionato. Non è da tutti entrare al Meazza e mettere in seria difficoltà i campioni d'Italia.

E adesso sotto con le prossime gare.

E se l'Euro stesse proprio per morire?


Cari lettori di Frews, dopo essermi rilassato nello scrivervi una guida su Twitter e nel darmi al gossip (vedi articolo su Fini) torno di nuovo a fare ciò che mi riesce meglio: l'uccello del malaugurio!
Nella realtà io non credo affatto di fare la parte del menagramo ma semplicemente ho il coraggio di guardare in faccia la dura realtà della situazione nella quale ci troviamo!
Scusate, ma rimanendo in tema di volatili, lo struzzo non riesco proprio a farlo. Non riesco proprio a fare come la maggior parte dei nostri politici, giornalisti, economisti e bancari, che continuano a comportarsi come se nulla fosse! Io invece non sono preoccupato, ma molto di più, infatti ci troviamo di fronte ad una situazione gravissima e al contempo assurda; assurda perché non solo quasi nessuno ha il coraggio di dire quanto sia grave ma non si tenta nemmeno di prendere qualche provvedimento serio (probabilmente anche doloroso) per cercare realmente di risolvere il problema. Si preferisce continuare a fare finta di niente a mettere piccoli futili tamponi e andare avanti così, affermando una sorta di "ci pensiamo domani".

Io ho il coraggio di dire che l'euro in questo momento è come un malato gravissimo, se non addirittura un malato terminale!
Datemi pure del pazzo, del pessimista, del catastrofista, ma se affermo certe cose è perché ne sono convinto non perché voglio shockare, fare scoop o vendere spazio pubblicitario (che, almeno per momento, non esiste qui su Frews).
Non sto parlando di fantascienza, infatti in passato fatti similari sono accaduti; ricorderete tutti quello che accadde a quella nazione che è quasi un po' come la nostra gemella di secondo grado: l'Argentina.
E forse oggi la situazione qui da noi è ancora più insostenibile e ancora più assurda di quanto lo fosse negli anni che precedettero il default in Argentina!

Mi fa rabbia il pensare che stiamo affogando eppure si continua a fare finta di nulla, eppure i segnali evidenti sono tantissimi:
  • oggi a Londra l'oro ha toccato un nuovo record: 1'367 euro all'oncia (per chi non lo sapesse sono decine di mesi che l'oro continua ad aumentare)
  • nel giro di un anno il franco svizzero è raddoppiato rispetto all'euro
  • India e Cina negli ultima anni hanno acquistato ingenti quantitativi di oro (fisico)
  • Negozi "compro oro" sono sorti come funghi nelle nostre città e nei nostri paesi.
  • la Grecia non sta fallendo, è già fallita da un pezzo, ma non ufficialmente, ufficialmente è uno zombie che cammina.
In Grecia infatti hanno: un tasso di disoccupazione del 16%!
un'economia in enorme contrazione: PIL -7,3% nel II trimestred 2011
E mi spiegate come faranno mai a pagare interessi del genere?
Bond annuale: rendimento 95%
Bond biennale: rendimento 55%
Bond decennale: rendimento 20%


Non dimentichiamo infine l'effetto domino che ho accennato nell'articolo precedente (il Grande Inganno). Infatti le banche tedesche, belghe, francesi, sono piene zeppe di titoli di stato ellenici e quando la Grecia fallirà ufficialmente cosa accadrà? E cosa accadrà agli altri Stati che si trovano in gravissime situazioni, quelli che sono stati definiti PIIGS: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna? Come si farà ad evitare l'effetto contagio?

Beh, se voi riuscite a continuare a dormire sonni tranquilli, sono proprio contento per voi, io è dalla crisi iniziata nel 2009 che continuo a ribadire agli amici che non è finito nulla, che è una crisi del sistema e che abbiamo avuto solo una piccola avvisaglia; ed infatti i dati, mese dopo mese, anno dopo anno, mi stanno dando sempre più ragione e sembra che la polvere sotto il tappetto abbia oramai raggiunto un livello dove è veramente difficile riuscire a continuare a nasconderla...

Ora provate per un attimo ad immaginare cosa succederebbe in caso di contagio da Grecia agli altri PIIGS; secondo voi Germania e Francia continueranno e riusciranno a sostenere tutti i PIIGS? la BCE potrà continuare ad oltranza ad acquistare BOND dei PIIGS e mantenere in piedi ad oltranza l'euro e il nostro attuale sistema? Oppure Germania e Francia ad un certo punto inizieranno a pensare solo a se stesse?

Lo spettacolo del calcio

Mi fa piacere che prima di questo tormentatissimo inizio di campionato vi sia stata l'inaugurazione del nuovo stadio della Juventus. Uno stadio, dicono, moderno, comodo, sicuro e per famiglia. Due asili con 50 posti per i bambini ed un ipermercato. Cambierà davvero qualcosa in Italia? Potremo tornare allo stadio con i nostri figli? Speriamo di si.
Quando i figli crescono e cominciano a voler provare quella esperienza è difficile dir loro di no soprattutto se si è un genitore che vorrebbe la "scusa" del figlio per andare allo stadio!
Non mi interessano oggi le polemiche sui 29 scudetti (o 27), sulle coppe, sulla serie B, sul litigio perenne con l'Inter.
Ieri sera la Juve si è vestita veramente da gran Signora ed ha dato una lezione di stile e di ottimismo a tutti: stile per il nuovo stadio, ottimismo per l'investimento di 200 milioni di euro non verso un giocatore dal cognome brasiliano, ma verso un luogo di "culto" che può diventare anche di incontro.
Poi da stasera sarà di nuovo campionato e che vinca il migliore quindi, per ciò che mi riguarda: forza Milan!

Ad Atreju si festeggia la vita

IMG 0397 342x227 Atreju 2011: si festeggia la vitaPer la prima volta in 9 anni abbiamo uno spazio Cav ad Atreju, la manifestazione dei giovani del Pdl che si concluderà, dopo un ricco anzi ricchissimo programma, domenica 11 settembre. Saremo presenti col nostro sorriso, le nostre magliette, le spille, i nostri gadget e la nostra documentazione per la vita.

08/09/11

se ti chiami Fini il divieto non esiste!



Vi confido, cari lettori di Frews, che a vedere certe immagini faccio veramente fatica a mantenere la calma e non sfociare in insulti pesanti!
Cominciamo dalla notizia, dalla "frews", la rivista Oggi pubblica: Gianfranco Fini ci ricasca: fotocronaca di una immersione proibita.
Ed ecco il link per chi volesse vedere il reportage completo: http://www.oggi.it/...
Praticamente, ancora una volta, sì perché non è affatto la prima volta, Fini è stato pizzicato a fare un'immersione a Giannutri: un'isoletta dell'arcipelago toscano che è riserva integrale e dove ai comuni mortali non è permesso accedervi!

Ma se vi chiamate Gianfranco Fini o se andate a letto con uno che si chiama Gianfranco Fini, allora il discorso cambia completamente! Perché "la Casta" può tutto e di più, anche, e soprattutto, fare ciò che per tutti gli altri è proibito!
Infine, come se non bastasse, da una foto sembra proprio che Gianfranco abbia in mano pure un esemplare di "Pinna Nobilis" (una conchiglia che assomiglia ad una cozza gigante). La Pinna Nobilis è una specie protetta ed è proibito asportarla dai fondali marini. Addirittura qui è stata asportata in una riserva marina integrale!

Io pratico attività subacquea da oltre 30 anni e sono un istruttore subacqueo. Anno dopo anno vengono costituiti un numero sempre maggiore di parchi marini. Quasi tutti i parchi hanno delle "zone A", zone a riserva integrale, dove non si può nemmeno fare il bagno! Un vero peccato, perché moltissimi stupendi luoghi di immersione non si possono più ammirare! E così anche quest'anno in Sardegna non ho potuto accompagnare amici, non solo a fare immersioni, ma nemmeno il bagno in alcuni splendidi posti come ad esempio l'isolotto di Mortorio. In altri, ad esempio a Tavolara, sono obbligato ad andarci accompagnato da un diving-center del posto, pagando parecchie decine di euro, sebbene sia un istruttore molto più anziano del ragazzino che mi accompagna. Questo perché io non mi chiamo Gianfranco Fini e quindi io, ad esempio, non potrò mai immergermi nel paradiso subacqueo di Giannutri!

La motivazione di queste zone a riserva integrale sarebbe quella di voler preservare questi luoghi e consentire il ripopolamento di specie marine. Ma che senso ha preservare una cosa se nessuno poi la può nemmeno ammirare? Ops, mi correggo: che senso ha cercare di preservare zone dove può andarci a razzolare e estirpare specie protette solo chi appartiene alla Casta o è loro amico?

Io non giustifico assolutamente chi usa violenza e non mi passerebbe mai nemmeno per l'anticamera del cervello di incitare qualcuno alla violenza. Sono infatti fermamente convinto che violenza richiama violenza, odio richiama altro odio e quindi non è assolutamente una soluzione. D'altro canto mi appare come un dato di fatto che la Casta negli ultimi anni sia sempre più convinta di poter fare tutto ciò che più l'aggrada e con sempre maggiore arroganza e supponenza. Purtroppo non tutti la pensano come me sulla violenza e non mi stupirei se prima o poi una buona parte della popolazione reagirà in modo violento, esasperata dal fatto che questa Casta si permette di chiedere continui sacrifici agli italiani mentre loro continuano a razzolare e a fare i proprio porci comodi come prima, più di prima.

Uno strumento molto utile: TWITTER. Istruzioni per l'uso



Ho notato che, al momento, solo 12 persone stanno seguendo Frews su Twitter. Credo che questo sia dovuto al fatto che ancora in pochi usano o conoscono appieno le potenzialità di Twitter.
Io stesso l'ho scoperto da poco. Infatti, inizialmente, credevo fosse una sorta di brutta copia di Facebook e l'ho sempre ignorato. Poi, grazie ad un amico, ho scoperto che sono due cose molto diverse; tanto che personalmente ho deciso di cancellarmi da Facebook dopo pochi mesi di utilizzo giudicandolo poco utile e troppo superficiale e banale. Mentre Twitter lo considero uno strumento molto utile. In questo articolo cercherò di spiegare a cosa serve e proporre qualche suggerimento per iniziare ad utilizzarlo. Consiglio anche la lettura di questo interessante articolo scritto qualche mese fa da Beppe Severgnini: http://www.beppesevergnini.com/articoli.php?mese=2011-02-15_it

Partiamo dalla domanda più semplice: cosa è un tweet? Un tweet assomiglia ad un SMS: un breve messaggio di massimo 140 caratteri. E' possibile (sempre all'interno di questi 140 caratteri) aggiungere un link o una foto (che poi sarà sempre un link) che solitamente viene abbreviato per non consumare troppi caratteri. Il sistema può essere impiegato per comunicare con gli amici ma personalmente credo che l'aspetto più interessante e più utile sia un altro.
Prima di usare Twitter, per almeno due o tre volte al giorno entravo nei siti di mio principale interesse (ansa, un blog di economia, frews, ecc.) e andavo a controllare se c'era qualche articolo interessante o se era stata pubblicata qualche novità. Il più delle volte mi collegavo al sito inutilmente perché magari dalla mia ultima connessione non era stato pubblicato nulla. Dopo twitter posso evitare tutto questo, infatti sarà questo strumento ad avvisarmi. Se poi la cosa è di mio interesse con un click aprirò direttamente la pagina per leggerne il contenuto nel dettaglio.

In pratica la prima volta che si entra in twitter, ci si dovrà registrare inserendo i soliti 4 dati personali. Dopodiché si apre una schermata molto semplice: sulla sinistra i tweet pubblicati da me (ovviamente inizialmente sarà vuota), sulla destra avrò i "following" ovvero chi sto seguendo e i "follower" chi segue me.
A questo punto dalla pagina web di Frews potete clickare sul grosso pulsante "follow us on twitter" si aprirà così la nostra pagina di twitter e clickando sul pulsante "segui" avrete aggiunto Frews ai vostri "following".

Oppure nella vostra pagina web di twitter in alto avrete una barra strumenti se clickate sulla voce: "chi seguire" potrete cercare i vostri interessi (e/o i vostri amici) ad esempio un quotidiano, una agenzia di informazione (AGI, ANSA, ADNKRONOS, ecc), un cantante, un comico, una squadra di calcio. In questo modo con un unico strumento rimarrete aggiornati su tutti i vostri interessi.
Esistono poi, ovviamente, le applicazioni twitter per smartphone (iphone, android, blackberry, windows mobile), in modo da poter ricevere (e/o inviare) i tweet direttamente sul vostro telefonino. Esistono poi anche dei plug-in per i browser, io ad esempio uso Echofon per Firefox, i quali accedono automaticamente a Twitter, pensano loro a registrarti (comodo perchè si evita ogni volta di dover inserire "user" e "password") e poi all'interno del browser avvisano oppure visualizzano in una finestra i tweet che ricevete.

Beh, non mi resta che augurarvi una buona twittata a tutti e se avete qualche difficoltà o qualche dubbio scrivete pure un commento a questo articolo (o mandatemi un tweet) e sarò lieto di rispondervi e darvi una mano.

Continua la guerra del cappuccino a via Celsa in Roma

Via Celsa a Roma - foto Giorjolly
Ogni mattina scendo dall'autobus alla fermata di Largo Argentina, attraverso la strada ed entro in quel vicoletto conosciuto per caso alla ricerca della Madonna della Strada. Quel vicoletto, via Celsa (talmente piccolo ed unico da non avere neanche le immagini su Google Maps) è oggi "teatro" non solo del Teatro Centrale ivi presente ma anche della sfida a colpi di "diecicentesimi" tra il Bar Ok ed il Baretto. Il Bar Ok prima dell'estate aveva cappuccino e cornetto ad un euro e quaranta. A settembre il Baretto lo ha portato ad un euro e dieci costringendo il Bar Ok a scendere almeno ad un euro e venti.
Tutto sotto gli occhi divertiti di noi passanti e clienti che possiamo solo godere di questa riduzione dei prezzi ed allargare il discorso non sui massimi sistemi ma sua quanto sia semplice capire che la concorrenza fa bene a tutti. Torno a domandarmi: se qui, in pieno centro a Roma, è possibile fare questi prezzi perché altrove no?
Ogni mattina entro in questa via e percorro timoroso i Sanpietrini verso piazza del Gesù: chi dei due titolari uscirà per primo a mettere i tavolini, le insegne ed alzare la serranda e sfidare i clienti che rincorrono i 10 centesimi in meno?
I bar sono uno di fronte all'altro e come in un perenne duello si sfidano.
Non so se si parlino anche, non approfondisco (non è vero ma non lo voglio scrivere).
Si scrutano ogni mattina e si combattono a colpi di "diecicentesimi".
Che bello. Stamattina uno dei due era chiuso, ho potuto scegliere serenamente l'altro sapendo che non avrei dovuto aprire un mutuo per il mio cappuccino e cornetto.