01/11/11

Padre Fausto Tentorio, "strumento di pace per Mindanao"

Cotabato - Le indagini sull'omicidio di p. Fausto Tentorio sono in corso e a Mindanao, grande isola nel Sud delle Filippine, si respira un diffuso desiderio di giustizia e di pace: secondo il confratello P. Peter Geremia, PIME, proprio il sacrificio di p. Fausto può essere foriero di una nuova era di pace per Mindanao, grazie alla cooperazione di tutti i soggetti e i protagonisti presenti. "Tutti, il governo, la Chiesa, gli indigeni, i musulmani, i ribelli comunisti del News People's Army - dice P. Peter in una nota inviata a Fides - elogiano la testimonianza di p. Fausto e il suo servizio al popolo. Tutti convergono e si incontrano nel sostenere la sua opera in favore degli ultimi. Questo è segno di una possibile direzione per il processo di pace. Tutti possono unirsi al movimento 'Semina i semi della pace', nello spirito di p. Pops". "Semina i semi della pace" di cui fa parte p. Peter Geremia, è un movimento che promuove, insieme con un network di al! tre organizzazioni, la pace sull'isola di Mindanao, sostenendo i negoziati fra il Governo filippino e i ribelli di matrice islamica, e quelli fra il Governo filippino e i ribelli comunisti. (PA) (Agenzia Fides 31/10/2011)

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un'unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.
Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.
2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che - dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa - già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.
3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e - per dirla con le parole dell’apostolo Paolo - ha ricevuto “la corona della gloria”.
4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione.
5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno dell’anno.
6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”. Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo.
7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo.
8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).
9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra.
10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

Torna il duello Milan Juve



La Juve scappa sola in vetta, il Milan la insegue. E dopo anni si rivede il duello tra bianconeri e rossoneri, era dal 2006 che non vedevamo questo duello. Erano altri anni ed era un'altra Juve, alla fine i bianconeri la spuntarono, ma il Milan che nella prima parte del campionato era molto indietro, ha rosicchiato 9 punti e si è portata a soli 3 punti dalla vetta. Al Milan resta il merito di essere stata l'unica squadra a battere i bianconeri. Poi arrivò calciopoli che sconvolse la classifica e gli esiti del torneo.

La stagione prima ancora duello Milan vs Juventus. Le due squadre si sono affrontate da vicino in un incredibile testa a testa. I bianconeri hanno guidato il campionato, ma se la giornata prima allungavano, la giornata dopo venivano riavvicinati. Poi arriva un Milan Juventus decisivo, con gli uomini di Capello avanti di due punti. Duello che vincono con gol di Trezeguet.

Poi anni ancora senza duelli perché negli anni precedenti Milan e Juve hanno conteso i tricolori contro altri team, tipo Roma, Lazio o Inter. Pensate che il duello scudetto precedente risale al 1995 96, anno in cui la spuntò il Milan. Non possiamo nemmeno considerarlo un vero duello perché allora i bianconeri tentarono un disperato aggancio verso la fine della stagione ma senza successo. Ma quelli erano davvero altri anni, in cui il Milan di Capello era un rullo compressore in serie A - e non solo -, mentre quella Juve quell'anno diventò campione d'Europa.

E' presto per capire se questo sarà un duello che durerà tutto un campionato, però i presupposti ci sono. La Juve sembra avere come punto di forza gli scontri con le grandi, che di solito non fallisce; il Milan dopo essersi perso nelle prime giornate, sembra la squadra dell'anno scorso, penso che ci sarà da divertirsi quest'anno.

Foto tratta da ifioidesanbiaso.

31/10/11

Fotografia - I Grandi Maestri - Jim Lo Scalzo

Cari lettori e amici, la vostra voglia di fotografia cresce sempre più. Lo sento.
E quale modo migliore per placarla della visione dei capolavori di un nuovo Grande Maestro?
Questa volta abbiamo scelto un fotografo di Washington: Jim Lo Scalzo
Abbiamo imparato a conoscerlo sfogliando le pagine di National Geographic. Anche lui come molti dei grandi fotografi da noi scelti ha vinto numerosi premi e ha scritto anche un libro di memorie fotografiche intitolato "Evidence of my Existence" pubblicato nel 2007.

L'immagine che ci ha fatto innamorare di questo grande artista (perchè di arte parliamo, ricordatelo sempre), è stata un 'immagine tanto semplice quanto di impatto emozionale.
 

La tecnica dell'hdr rende vivida l'immagine delle pannocchie che risultano oltremodo "concrete". Lo scatto è stato eseguito in Iowa. E Nell'Iowa le pannocchie seccano prima del racconto autunnale, infatti lo scorso anno lo stato dell'Iowa ha prodotto 56 milioni di tonnellate di granturco, elemento vitale per il mangime del bestiame e per la produzione di etanolo.


"Anche dopo sedici anni passati a scattare per US News e World Report (mica pizza e fichi, ndr), e la mia recentissima entrata nel European PressPhoto Agency (aridaje, ndr), non sono ancora arrivato ad essere il mio ideale di fotografo" (dalla Biografia di Jim Lo Scalzo).

C'è forse modo migliore per esprimere il concetto di "continuare a migliorarsi? Io credo di no.


I membri dell'ordine dei cavalieri della Southern Cross del Ku Klux Klan (KSCKKK), in riunione in Virginia, vicino a Powhatan.
 

L'uragano Irene

Pastori battisti in Louisiana durante un battesimo.

Mai banale, in continua evoluzione e alla ricerca costante di miglioramento. Al di là dei capolavori che abbiamo scelto di proporvi, Jim Lo Scalzo doveva essere protagonista di questa rubrica sopratutto come esempio per tutti noi fotografi. Un esempio che non tarderemo di certo a seguire. Cercate sempre lo scatto perfetto, ben consci del fatto che sarà sempre quello successivo...




Laura & Ser Vlad




"Chiunque governi, dovrà fare i conti con le alte aspettative della gente" dice a Fides l'Arcivescovo di Tunisi


"Per essere state le prime elezioni veramente libere nella storia della Tunisia, quelle del 23 ottobre sono state un successo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi. Nelle elezioni per l'Assemblea Costituente tenutesi domenica 23 ottobre, il partito islamista Ennahda ha ottenuto il 41% dei voti. La leadership del partito ha annunciato la formazione di un nuovo governo entro 10 giorni e di redigere la nuova Costituzione entro un anno.
"Il risultato va accettato e diamo tempo ai vincitori di mettere in pratica quello che hanno promesso durante la campagna elettorale. Certo non sarà facile, perché hanno solo un anno di tempo per redigere la Costituzione e realizzare altre importanti riforme. La gente si aspetta tutto e subito, una cosa che Ennahda o qualsiasi altro partito difficilmente possono assicurare" afferma Mons. Lahham.
A turbare il clima sereno delle elezioni sono stati i disordini scoppiati il 28 ottobre a Sidi Bouzid, dove le autorità hanno imposto il coprifuoco, poi revocato. I dimostranti erano scesi per le strade per protestare per l'esclusione di sei liste di Petition Popoulaire, una formazione guidata da Hechmi Haamdi, un ricchissimo imprenditore, che si dice legato al deposto Presidente Ben Ali.
"Si è trattato di un episodio secondario, che ormai è passato" dice l'Arcivescovo di Tunisi. "Hechmi Haamdi ha impostato la sua campagna elettorale su toni demagogici, cercando di allettare la parte più povera dell'elettorato con promesse quali un sussidio per i disoccupati. Quando la sua lista è stata esclusa dalla votazione per alcune irregolarità, i suoi sostenitori sono scesi in strada provocando gli incidenti di cui si diceva, ma sembra ormai un episodio concluso. Questo personaggio inoltre è troppo legato a Ben Ali per essere veramente popolare tra la maggioranza dei tunisini" conclude Mons. Lahham. (L.M.) (Agenzia Fides 31/10/2011)

Alla Roma servirebbero un po' di romanisti

Non sono un allenatore di calcio, o meglio, lo sono nella misura in cui lo siamo tutti noi italiani. Sono grande tifoso del Milan ed ora anche della Roma visto che vivo nella capitale. Mi permetto un suggerimento particolare che però vorrebbe assumere un carattere generale.
Non mi è dispiaciuta la Roma vista contro il Milan ma soprattutto quella del Derby.
Non mi piace Luis Enrique muto in panchina: i giocatori vanno punzecchiati ogni momento, rincorsi da bordo campo, stimolati, come faceva Mourinho che ha trasformato gli immobili interisti in scale mobili.
A Roma tutto è più sanguigno.
Non si può perdere un Derby in quel modo.
Manca il mordente.
E nel derby soprattutto il mordente te lo dà l'essere di Roma, vivere questa città, sentire la pressione e la passione addosso tutto l'anno anche solo per quella sfida, la stracittadina.
Giocare un derby con due o tre solo romanisti (se non sbaglio c'erano in campo solo De Rossi, Cassetti e Perrotta) non può essere un buon inizio!
Che ne sa della stracittadina Luis Enrique, Heinze, Diaz, Pjanic e chi altri? Gente che neanche sapeva dov'era la Capitale prima di atterrarci con l'aereo.
Di Benedetto, listen to me please: ridai la Roma ai romanisti a cominciare dal Sor Carletto Ancelotti in panchina e poi ci pensa lui in tre anni a portarti ai massimi livelli, riempiendola di giocatori che sanno che a Roma vincere una partita conta di più che in tutto il resto d'Italia, se poi è il derby......


Le norme sui licenziamenti nei principali Paesi del mondo

“Qualcuno dismetta l’abito ideologico. Mi riferisco ai licenziamenti: siamo l’unico paese al mondo che ha regole così rigide”a favore dei lavoratori. Lo afferma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ospite di Uno Mattina, riferendosi alle misure contenute nella lettera all’Ue.
Sacconi replica al giudizio negativo della Cgil della Cisl agli impegni del governo a Bruxelles. “Questo no sindacale lo abbiamo sentito più volte di fronte ai cambiamenti che poi alla fine, come fu per la legge Biagi, sono stati accolti, accettati e utilizzati. Io confido che questo possa accadere ancora, che le riforme pur faticosamente si facciano e alla fine, una volta che qualcuno si è preso la responsabilità di farle, vengano unanimemente accettate”, dice il ministro.
“Io mi auguro che quando entreremo nel merito, e il dialogo con le parti sociali sarà un passaggio decisivo e importante, ci potrà essere un atteggiamento responsabile, magari di controproposta, in modo che il percorso sia costruttivo, perché con i ‘no’ in questo tempo non facciamo sviluppo, non facciamo occupazione”.
Rispetto, in particolare, al tema dei “licenziamenti facili, questo in realtà va letto come maggiore capacità delle nostre imprese di avere la propensione ad assumere. Lo scopo è fare più occupazione, non meno occupazione”, aggiunge Sacconi rilevando la necessità, su sollecitazione dell’Ue, di “creare un mercato del lavoro più dinamico, in cui le imprese si sentano maggiormente incoraggiate ad assumere anche se le prospettive sono incerte. E le prospettive incerte sono la caratteristica del nostro tempo e, temo, destinate a durare”.
Le norme sui licenziamenti nei principali Paesi del mondo
Germania - Si può licenziare legittimamente sia per ragioni di carattere soggettivo che per motivi di carattere economico. Previsto un preavviso da 1 a 7 mesi, con la possibilità affidata alle parti di prevedere anche altrimenti. A fronte di una interruzione illegittima del rapporto di lavoro è previsto un reintegro, salva valutazione da parte del tribunale della improseguibilità del rapporto
Stati Uniti - Vige il principio di libera recedibilità ad eccezioni di ipotesi particolari in alcuni Stati, dove esiste il divieto a licenziare qualora la cosa possa creare problemi di ordine pubblico. L’illegittimità del licenziamento prevede invece il risarcimento dei danni, salvo diritto di reintegrazione in alcuni casi.
Inghilterra - È possibile licenziare sia per ragioni di carattere soggettivo che per motivi di carattere economico con preavviso di 12 settimane (con possibilità di prevedere termini più favorevoli). A fronte di licenziamento illegittimo la legge prevede: riassunzione o reintegro del lavoratore (nella pratica avviene molto raramente) oppure risarcimento del danno.
Francia - Si può licenziare per ragioni di carattere soggettivo che per motivi di carattere economico, con l’esclusione degli interventi finalizzati a migliorare risultati di bilancio e quotazioni di Borsa. Previsto un preavviso di 3 mesi. Di contro un licenziamento illegittimo può far scattare il risarcimento del dipendente oppure, nei casi limite, il diritto al reintegro.

La medicina del futuro è tutta italiana!


E' una notizia recentissima riportata dalla rivista scientifica Stem Cells. La coppia dei ricercatori italiani (marito e moglie) Ilaria Decimo e Francesco Bifari, entrambi dell'Università di Verona, hanno isolato le cellule staminali prelevate dal rivestimento esterno del tessuto nervoso "le meningi" e sono riusciti ad attivarle, risvegliandole, dopo un trauma. 
Il risultato ottenuto, ha una portata decisiva nella sperimentazione della terapia che un domani potrebbe risolvere, i danni cerebrali che causano la paralisi del corpo.
Occorre dire che le staminali, sono forme cellulari «primitive» che hanno la capacità di specializzarsi. Questa attitudine, consente loro di potersi attivare nel midollo spinale in seguito ad un trauma. Non solo ma a quanto pare, l'applicazione della cura, sarebbe utile sia per le lesioni gravi del midollo, responsabili di infermità permanente sia per le patologie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer. Entrambi i ricercatori hanno spiegato che "Gli esperimenti sono stati condotti su dei ratti adulti" e "quindi in esemplari completamente sviluppati, in cui è più difficile che avvenga la rigenerazione dei tessuti. La scoperta è importante per due aspetti: l’individuazione di una fonte di cellule staminali e il fatto che quest’ultime possono differenziarsi. Il fatto che si tratti di staminali "adulte", utilizzabili per trapianti autologi, cioè sullo stesso soggetto, permette di superare le problematiche etiche proprie delle staminali embrionali».
Vediamo come anche in questo caso, possiamo rinvenire un esempio di quanto sia positivo voler abbassare il livello delle malattie trasmissibili geneticamente. Quindi, il problema etico, nel quale ci si imbatte sistematicamente in questo genere di dibattito, è sempre la scelta idonea dei mezzi tecnici utilizzati per perseguire il raggiungimento di questi nobili fini.
Bisogna portare avanti la ricerca ad ogni costo o vi sono dei confini etici da rispettare caso per caso? La domanda appena posta, ha un forte impatto emotivo che cambia significato a seconda del rispetto che si ritiene giusto dare al concetto di essere umano. E sopratutto alla sua intrinseca dignità. Sarebbe opportuno ricordare a chi legge che il vero limite, viene imposto dalla stessa protezione della vita umana, in senso ampio. Da quanto detto, discende automaticamente che nessun essere umano, sin dalla formazione delle prime cellule totipotenti, fino al momento della sua nascita e poi fino alla sua morte naturale debba, in alcun modo e per nessun motivo, essere eliminato. Neppure per superiori interessi della scienza e l'esperenza di Oviedo nel '97, ce lo ha insegnato molto bene; l'art. 15 Regola generale, così recita: "la ricerca scientifica nel campo della biologia e della medicina si esercita liberamente sotto riserva delle disposizioni della presente Convenzione e delle altre disposizioni giuridiche che assicurano la protezione dell’essere umano". Si evince chiaramente che dalla Convenzione in poi, il tema della brevettabilità costituisce un nodo complesso che porta sempre più la nostra civiltà di fronte al bivio della decisione di poter rilasciare brevetti, nonostante questi rappresentino una offesa alla moralità e alla dignità umana. La gestione tecnoscientifica delle linee della vita e in particolar modo embrionarie, coinvolge infatti sempre più l'esigenza di una riflessione sociale, culturale, giuridica, politica e filosofica, in una parola bioetica. 
In questa direzione, la neonata sentenza UE sulla causa Brustle-Granpeace, ha dimostrato quanto l'intento del Consiglio d'Europa, sia sempre stato quello di far conciliare al massimo l'equilibrio tra il progresso scientifico e il rispetto della dignità umana. Soprattutto quando lo sviluppo delle rierche sul materiale biologico, ha avuto ad oggetto gli embrioni umani. D'altra parte il Consiglio, attraverso l'istituzione del CDBI - Comitato Direttivo per la Bioetica - ha voluto chiarire come gli stessi principi chiave, naturalmente a favore della difesa della vita umana, stabiliscano in modo uniforme che la scienza debba essere al servizio dell'individuo e non il contrario.
Tra l'altro, se guardiamo alla Risoluzione del Parlamento europeo sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche, viene presa in considerazione la direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche. E tra i vari considerando, alla lettera f) si afferma che l'ufficio europeo del brevetti, accoglie "l'opposizione al brevetto dell'Università di Edimburgo sulla base del fatto che esso rappresentava una offesa alla moralità pubblica (ordine pubblico) dichiarando che non possono essere rilasciati brevetti sulle cellule staminali embrionali umane". Ciò per perseguire il raggiungimento di due scopi. Anzitutto per invitare (al successivo n.2) l'Ufficio europeo dei brevetti, in conformità all'art.53 bis della Convenzione sul brevetto europeo "a non rilasciare brevetti che costituiscano un offesa" al "rispetto della dignità dell'essere umano in tutte le fasi del suo sviluppo"; e secondariamente per ribadire " la propria opposizione alla concessione di un brevetto che includa le cellule staminali embrionali umane e gli stessi embrioni". 
Dunque, se vogliamo tutelare la stessa sopravvivenza dell'uomo oggi e nel suo futuro, dobbiamo evitare i rischi derivanti da certi tipi di biotecnologie e far salvo il principio della responsabilità intergenerazionale. Forse soltanto a queste condizioni potremo riuscire a vedere nel futuro la continuzione della nostra specie e a salvaguardare le condizioni fondamentali per la nostra stessa sussistenza.
dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. ROMA

30/10/11

Serie a 10° giornata



I match che contano sono tutti - o quasi - di sabato. In serata a San Siro si tiene la classicissima Inter Juventus che regala molte emozioni, specie nel primo tempo con i bianconeri che passano in vantaggio con Vucinic. Poi arriva il momentaneo 1-1 di Maicon e poi Marchisio chiude col definitivo 2-1. Nel secondo tempo le squadre ci provano ma la gara finisce così con i bianconeri che rimangono in testa.

Ma dietro il Milan resta in scia con una pesante vittoria contro la Roma all'Olimpico: non succedeva dal 2005. Rossoneri in vantaggio con Ibra di testa, poi momentaneo 1-1 di Burdisso che dura giusto un minuto, perché poi ancora un colpo di testa, stavolta di Nesta, riporta i rossoneri in vantaggio. Nel secondo tempo Ibra chiude, ma la Roma tenta una disperata rimonta col gol di Bojan. Ma alla fine è 3-2 e i rossoneri superano anche il Napoli.

La squadra di Mazzarri difatti continua con la sua tendenza: forte con le forti ma debole con le deboli, stavolta cade clamorosamente in casa del Catania, dopo essere passato in vantaggio, si fa prima pareggiare. L'espulsione di Mascara costringe il Napoli a giocare tutto il secondo tempo in 10, gli etnei ne approfittano e passano in vantaggio. Finisce 2-1 per il Catania, che aggancia il Napoli in classifica e respira aria da alta classifica.

Nella domenica pomeriggio l'Udinese conferma il suo secondo posto, tra Juve e Milan, grazie alla vittoria contro il Palermo per 1-0. In serata la Lazio supera fuori casa il Cagliari con un netto 3-0, mantenendo il secondo posto insieme ai friulani.

Il Bologna sembra aver smaltito il brutto momento e sconfigge per 3-1 un'Atalanta che comincia a rallentare dopo la partenza a sprint. Il Siena regola in casa il Chievo con un netto 4-1, la Fiorentina ha la meglio sul Genoa per 1-0, il Parma vince 2-0, lasciando sempre più ultimo il Cesena. Nelle retrovie Novara e Lecce si spartiscono la posta con il risultato di 1-1. 

Foto tratta da Eurosport Yahoo.

Il Fini di ieri dimetterebbe quello di oggi

Si era nel 2007 e Fausto Bertinotti, uomo di un partito politicamente “estremo” ma allora Presidente della Camera che si ricorda come sommamente rispettoso - dentro ma anche e soprattutto fuori dall’emiciclo - del ruolo istituzionale e di un comportamento super partes che si vorrebbe connaturato alla terza carica dello Stato, si arrischiò ad esprimersi a favore di una manifestazione di lavoratori. Aggiungendo che ci sarebbe andato se solo avesse potuto; marcando così la sua naturale impossibilità a partecipare per rispetto al proprio ruolo.
Gianfranco Fini, l’attuale Presidente della Camera, ci andò giù duro con queste precise parole: “Bertinotti dice: ci andrei (alla manifestazione) se non fossi Presidente della Camera. E’ facile rispondergli che se proprio ci tiene si dimetta. Il presidente della Camera è in una situazione che un tempo avremmo definito di lotta e di governo. Non di governo perché il presidente della Camera non governa, ma rappresenta la terza carica istituzionale della Repubblica, è cosciente che lui ha il dovere di non partecipare a manifestazioni, credo che dovrebbe avvertire anche la sensibilità di non pronunciarsi, proprio per la carica che ricopre” (Intervista in voce trasmessa mercoledì sera alle 20 da Radio 24 nella rubrica La Zanzara e che è possibile riascoltare su internet).
In un libro del senatore Domenico Nania, oggi ripreso dalla stampa, si ritrovano altre vecchie citazioni attribuibili all’onorevole Fini: quando ad esempio “bastonava” l’allora presidente della Camera Irene Pivetti per la sua attiva partecipazione ad una manifestazione della Lega e la invitava a “prendere in considerazione l’ipotesi di rimettere il suo mandato”.
Una delle tante dichiarazioni che entrerebbero a buon diritto nell’archivio delle “ultime parole famose”, celeberrima rubrica della Settimana Enigmistica.
E a proposito di enigmi, soltanto Gianfranco Fini può sciogliere quello che lo riguarda, spiegando agli italiani quale sia l’opinione vera e autentica di Gianfranco Fini sul ruolo delle massime cariche istituzionali: super partes in Aula e faziose sulla piazza? Rispettose di tutti in Aula e offensive fino alle malevolenze private in tv? Può il Fini, annata 2011, fare e dire quel che il Fini annata 2007 proibiva a Bertinotti perfino di pensare?
L’anno scorso Fini scrisse al Corriere della Sera sul Fli rivendicando “il diritto a cambiare opinione, assumendomene tutta la responsabilità”. Più di un proverbio lo sorregge in questo, dai “cretini che sono gli unici a non cambiare mai opinione” al fatto che “occorre più coraggio per cambiare idea che per restarvi fedele”. Suggeriamo un aforisma che meglio può sciogliere l’enigma Fini: “Non sempre io sono del mio parere” (Paul Valery). Ci sembra più calzante e su questo, sia chiaro, non cambiamo opinione.
Di Paolo

29/10/11

La strada del "triplo dialogo": cristiani e musulmani in comunione con l'incontro di Assisi


Semarang - Incontri interreligiosi fra cristiani e musulmani si svolgono oggi e si svolgeranno in diverse parti dell'Indonesia per celebrare e vivere "lo spirito di Assisi": è quanto l'Agenzia Fides apprende da fonti nella Chiesa indonesiana.
A Yoyakarata (isola di Giava), nell'arcidiocesi di Semarang, su iniziativa dell'Arcivescovo Mons. Johannes Pujasumarta, che è anche Segretario Generale della Conferenza Episcopale, i leader e le comunità cristiane locali stano organizzando, insieme con i leader delle maggiori organizzazioni musulmane, un incontro sul modello di quello vissuto ad Assisi, per ribadire un messaggio di pace e di convivenza alla nazione. Vi parteciperanno anche leader di altre religioni (come buddisti e induisti), in un evento accolto con entusiasmo soprattutto fra i giovani.
Nell'arcidiocesi di Medan, sull'isola di Sumatra - in un'area a larga prevalenza islamica, dove sono presenti anche movimenti islamici favorevoli alla sharia (vedi Banda Aceh) - l'Arcivescovo Martinus Situmornag, Presidente della Conferenza Episcopale, in occasione dell'incontro di Assisi, ha sensibilizzato i leader religiosi per tenere viva nella popolazione locale "la forza di un'evento simbolico di dialogo e di pace, che è pienamente nello spirito del Pancasila", la legge fondamentale dello stato. La commissione locale di Giustizia e Pace organizzerà un grande meeting interreligioso nel gennaio 2012. Anche in altre diocesi come Larantuka, sull'isola di Flores, si tengono incontri commemorativi, in contemporanea con l'incontro di Assisi e in piena comunione con il Santo Padre, organizzati specialmente da movimenti cattolici come la Comunità di Sant'Egidio e i Focolari.
L'Arcivescovo Pujasumarta ha rimarcato in un colloquio con Fides: "In Indonesia il dialogo è determinante, è parte integrante della vita quotidiana. Il nostro programma è promuovere un dialogo su tre livelli: con le religioni, con le culture e con la società. Ne derivano tre parole chiave: rispettivamente, inculturazione, fraternità e sviluppo. Vi sono molte esperienze in cui questo 'triplo dialogo' si realizza: ad esempio, nella solidarietà alla popolazione colpita dall'eruzione del vulcano Merapi; ma anche negli incontri come quelli odierni, ispirati allo Spirito di Assisi. Siamo in comunione con il Papa e con la Chiesa universale". (PA) (Agenzia Fides 27/10/2011)

Mexico...altro paese, altra realtà

La terra trasuda storia.. una storia antichissima che viene dalle note civiltà che vissero qui, da una presenza ancora viva di tradizioni, immagini e luoghi che riferiscono chiaramente il loro antico splendore e regalano a questa terra particolare fascino.
Al mio arrivo quasi vivo uno shock. Una metropoli di oltre 20 milioni di persone, auto di lusso e non in grande quantità, offerta di qualsiasi tipo di cibo ad ogni angolo di strada. Rumori, clacson, negozi, strade pulite e scorci cittadini di grande interesse. Che differenza rispetto a Cuba.
Dopo pochi giorni, mi allontano felicemente dalla città per arrivare a Puruagua, paese a 300km da Città del Mexico.
Il suo nome significa acqua pura, qui difatti c'è una sorgente di acqua dolce e non solo. A pochi km ci sono delle piscine di acqua termale. Tutt'intorno colline verdi e qualche casa. Blanca, la suora con la quale lavoro qui, mi racconta con grande entusiasmo la vita del paesello, delle persone ma anche dei problemi che vivono famiglie e bambini.
Mi incuriosisce ma allo stesso tempo mi lascia perplessa. Apparentemente tutto sembra tranquillo, una felice e tranquilla realtà di paese. Quasi non vedo la mia utilità qui.
Non ho tardato molto però nel rendermi conto della veridicità delle parole di Blanca......la prima notte, dopo aver spento la luce, pronta per il sonno ecco sentire colpi di arma da fuoco.
I Federali fanno irruzione verso le 22, fra i campi verdi che ci sono tutt'intorno esistono anche coltivazioni di droga. E loro vengono per "portar via qualcuno". I giorni seguono, si inizia a lavora-re con i bambini, conosco una marea di persone che con un gran sorriso accolgono me e gli altri volontari.
Osservo, ascolto, parlo, rifletto e pian piano il puzzle si compone.
Il pezzo più grande porta il nome della Violenza.
Nelle famiglie come fuori. Le donne vengono picchiate, sono sottomesse al ruolo del maschio maschilista, la cui figura e presenza è forte e ben marcata. Anche i bambini vengono picchiati e talvolta vanno a scuola preoccupati perché sanno che hanno lasciato sola la madre, la quale probabilmente sarà malmenata. (Vi ho riportato quanto riferito da un piccolo di 7anni).
 Ma la sottomissione e la dipendenza di queste donne arriva a livelli, per me incomprensibili. Mi viene la pelle d'oca quando sento la storia di una donna che scopre che il marito abusa della figlia di soli 3 anni. La convincono a denunciarlo (pratica che tra l’altro è scartata a priori) e lo arrestano.
Dopo poche settimane , lei ritira la denuncia e lo riaccoglie in casa. Perché? Perché è sola e povera. Ha figli e l'uomo è l'unico che, con il lavoro, può sostenere la famiglia in qualche modo. E aggiungo.... qui alcuni bambini camminano anche per ore, pur di arrivare alla scuola di Puruagua. Un paio di bambine sono state violentate da uomini che le svuotano della loro infanzia, mentre armate di serenità e innocenza vanno a scuola, magari sperando in un futuro migliore.
E non manca neanche la violenza ad opera di fratelli più grandi. Nausea, indignazione, disgusto, rabbia. Questo ho sentito e continuo a sentire.
L'altro pezzo del puzzle porta il nome della Povertà.
La possibilità di lavoro è praticamente nulla. Le donne preparano tortillas o lavorano come donna delle pulizie pur di guadagnare qualche soldo. L'unica via di uscita, qui, sembra l'America. Molti tentano di entrare illegalmente negli Stati Uniti, alcuni ci riescono. Ed ecco che nasce una nuova professione: “los polleros”. Cioè quelli che accompagnano le persone fino al confine, attraversando il deserto. Quello che bisogna sapere è che queste persone a volte ammazzano e violentano le don-ne. Ci sono luoghi d'accoglienza al confine, nei quali vengono date le pillole del giorno dopo alle donne. Loro si dirigono verso il confine avendo la quasi certezza che verranno violentate.
E i bambini non vanno a scuola perché non possono permettersi di pagare 5 dollari al mese. Senza parole!
E purtroppo c'è anche il pezzo dell'Infanzia Negata.
I bambini, che non mangiano, non vanno a scuola perché lavorano nei campi, vestono abiti sporchi, portano gli animali al pasco-lo, aiutano i genitori in qualsiasi tipo di lavoro, non sperano nel futuro, sono privi di grandi sogni, nei loro occhi una velata malin-conia...per alcuni quasi rassegnazione. Bambini abbandonati dalle madri, altri che hanno vissuto per strada con i genitori drogati, questi stessi bambini hanno subito abusi da parte di altri drogati. Quanto orrore, se solo potesse finire.



Infine, la presenza di tifo, scorpioni e difficoltà nella gestione dell'acqua completano il puzzle.

Anche di queste ne ho avuto la prova.

Ma se dovessero raccontarmi tutto questo e darmi la possibilità di tornare indietro nel tempo, sce-glierei altre 1000 volte di essere qui. Non ho mai desiderato essere altrove in questi mesi. Avrei voluto avere la possibilità di chiacchierare o abbracciare ciascuno di voi,anche solo per un attimo.....ma vi sento tutti molto vicini e ve ne sono grata. Con totale sincerità.

Questo mi mantiene serena e mi fa piacere, tanto. Anch'io ho sempre un pensiero per ognuno di voi.

Con immenso affetto,

Laura.

Halloween


Dalla tradizione al “secondo Carnevale” passando per il “fondamentalismo” nostrano
di Andrea Menegotto
29 ottobre 2011
Fra pochi giorni ricorre la notte di Halloween, la cui grafia corretta – come ricordava il giornalista e studioso esperto di cultura americana e anglosassone Marco Respinti in un articolo dell’ottobre 2000 – risulterebbe essere, passando per “All Hallowe’en” e “Allhallows’ Eve” di Cornovaglia, Hallowe’en. Il termine “Hallowe’en” rimanda all’inglese “All Hallows’ Eve”, cioè la vigilia (eve ed e’en, da even “sera”) della solennità cristiana di Ognissanti.
I Santi sono coloro che, avendo preso a modello di vita Cristo, si trovano in Paradiso, cosicché la Chiesa cattolica – e altre Chiese cristiane – li celebrano il giorno successivo, peraltro insistendo ogni anno, fra il 1° e il 2 novembre, sulla stretta relazione fra defunti e imitatori di Cristo, a cui è dedicato appunto il 2 novembre, giorno in cui si è invitati a ricordare e affidare alla misericordia di Dio coloro che ci hanno preceduto nel viaggio della vita in hac lacrimarum valle.
Nell’espressione “Hallowe’en” ricorre dunque, anche dal punto di vista etimologico, il richiamo al termine “santo”: «[...] si dice hallow all’anglosassone (termine che significa pure “santuario” e, al plurale, “reliquie di santi”) invece che saint alla latina (nell’inglese moderno esistono numerosi lemmi doppi per una medesima realtà, l’uno di derivazione teutonico-anglo-sassone, l’altro di origine latina e tale o – poco frequentemente – per importo diretto della parziale conquista romana delle isole britanniche, oppure – più spesso – per derivazione franco-normanna, dalla battaglia di Hastings, 1066, in poi). La dizione hallow resta ancora oggi nel verbo to hallow — “santificare”, “rendere santo”, “beatificare”, “consacrare”, “venerare”, “santificare” (giorni festivi) – e deriva da holy, sanctus nell’inglese sassone. Viene dall’anglosassone (Old English) halig, il quale risale al norreno heill, cioè “buon auspicio”, all’antico irlandese cél — omen, “presagio”, “augurio” — e probabilmente ancora all’anglosassone hal. Quest’ultimo è un’espressione antichissima che sta per “pieno”, “intero”, “sano”: ovvero, la santità è la pienezza e la salute della persona, dell’essere umano. Il suo compimento» (M. Respinti, “In difesa degli spiriti di Hallowe’ en”, in Il Domenicale, 31 ottobre 2000).
Halloween dunque – almeno in senso etimologico – parla di sacro, del legame fra cielo e terra; tuttavia da molti detrattori in ambito cristiano è spesso presentato come un tentativo di immettere richiami forti al paganesimo nella società.
Certamente le origini di Halloween risalgono al calendario celtico, in cui Samonios (o Samhain) rappresentava il capodanno che cade a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre. Peraltro, tracce di questo rito arcaico si ritrovano in Lombardia e in molte aree del Nord Europa ben prima della reimportazione di Halloween dagli Stati Uniti d’America, avvenuta soltanto in anni recenti sulla spinta di un fenomeno di carattere soprattutto commerciale. In effetti, almeno fino alla metà degli anni 1900, in molte zone rurali della Pianura Padana e delle Prealpi, secondo diverse testimonianze, i bambini festeggiavano Ognissanti trasformando le zucche nella nota raffigurazione che la tradizione irlandese riconosce come Jack O’Lantern.
La notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre è dunque considerata, anche a livello folklorico “la notte delle streghe”, una notte magica particolare; infatti secondo la tradizione celtico-druidica i momenti di transizione tra due stadi di vita della terra – le stagioni – erano caratterizzati da particolari poteri magici. Il Samonios, da questo punto di vista, era il più grande e importante momento di transizione dell’anno, momento in cui gli antichi celti credevano che si potesse aprire una sorta di varco di connessione con il mondo dei morti, ovvero di coloro cioè che avevano fatto esperienza dell'ultima transizione – quella tra la vita e la morte appunto –, fino a pensare che durante questa ricorrenza il mondo dei vivi fosse in stretto contatto con quello dei defunti, tanto che gli spiriti dei morti potessero viaggiare nuovamente sulla terra.
Dunque, scrive ancora Respinti tornando al senso di Halloween: «Una paganata? Una tradizione cristiana che, come tutte le tradizione cristiane, assume e sussume il meglio di ciò che l’ha preceduta, santificando il buono spirito di uomini religiosi del passato ante-cristiano non anti-cristiano. Quante tradizioni, usanze e costumanze dell’era cristiana sono morfologicamente debitrici nei confronti di tradizioni sacrali precedenti. […] Esistono evidentemente dei limiti da non oltrepassare, ma sono limiti che vanno visti di volta in volta, a seconda dei tempi e delle occasioni. Non relativisticamente, ma con saggia ragion pratica. […] Se c’è chiarezza là dove deve esserci, che oltre ai santi magi dell’Epifania ci sia altresì la befana non mette paura; soprattutto per i bimbi e per le comunità umane “bambine”, cioè semplici, ingenue, pure e sveglie (vigilanti, veglianti) di fronte al sacro, nonché weberianamente incantate dal mondo. Come diceva il buon Tolkien, il Vangelo è la storia più bella perché oltretutto è anche vera. È la storia che riassume tutte le storie nella Verità. È la fiaba delle fiabe. E santifica tutti: uomini, nani, elfi e draghi».
Al di là delle celebrazioni folkloriche e delle rievocazioni storiche tipiche del modo del revival celtico, fenomeno che da anni è oggetto di studio e osservazione da parte di chi scrive e ambito in cui certamente interessi almeno latu sensu spirituali non sono assenti, ancorché non prevalenti, è innegabile che Samonios sia un momento importante per alcuni gruppi magico-esoterici, del filone neopagano e anche per una certa sub-cultura satanica così come danno testimonianza in questi giorni diversi siti Internet e forum legati a questo mondo. In ogni caso, come documentiamo a livello anche statistico, si tratta di realtà che riguardano percentuali molto basse della popolazione, che fanno del neo-paganesimo la loro fede, certamente a prescindere dal fenomeno di Halloween così come esso è vissuto a livello popolare e commerciale, ma che attribuiscono alla ricorrenza, caso mai, la specificità di una data particolare e del tutto speciale in quanto vissuta in base alla loro visione del mondo, drasticamente diversa e lontana dalle semplici feste a tema macabro organizzate per l’occasione o dalle ronde dei bambini travestiti da streghe, vampiri, zombie o scheletri alla ricerca di divertimento e di qualche dolcetto.
Tuttavia, la vera notizia è rappresentata dal diffondersi a livello internazionale e da qualche anno in maniera massiccia anche in Italia, di alcune tendenze “fondamentaliste” critiche nei confronti di Halloween così come di alcuni prodotti letterari e cinematografici di genere horror o fantasy a tematica magica, in primis – a fronte del suo successo – la saga di Harry Potter, accusati di avvicinare bambini e adolescenti al mondo della magia e del satanismo. A tal proposito vale forse la pena di notare che le tre giovani assassine di Chiavenna, che nella notte fra il 6 e il 7 giugno 2000 – ispirandosi ad una subcultura che trae spunti dal satanismo – davano la morte a suor Maria Laura Mainetti, attuando una sorta di rituale casereccio, non erano, al contrario di molti loro coetanei e come vorrebbero alcuni «fondamentalisti» nostrani, fra le lettrici e fans di Harry Potter. Così come non lo erano gli appartenenti alle Bestie di Satana, che di certo non aspettavano la notte di Halloween travestendosi da maghi e streghe e suonando ai campanelli dei vicini (come molti bimbi e ragazzini ormai fanno anche in Italia) annunciando «Dolcetto o scherzetto?» per compiere i loro delitti e le loro efferatezze. In assenza della controprova, ci si consenta peraltro di ipotizzare che la lettura delle avventure di Harry, caratterizzate dalla netta distinzione fra la sfera del bene e quella del male (dove il male è vinto da scelte di carattere morale) avrebbe solo fatto bene alle tre sventurate e agli ex appartenenti alle Bestie di Satana ormai da anni in carcere, le cui vite parlano drammaticamente il linguaggio del disagio, di una sessualità vissuta in maniera ossessiva, del “male di vivere”, e del grande fascino per tematiche quali la morte, la droga e la disperazione e non certo di travestimenti per partecipare a feste a tema la notte di Halloween. Il passaggio fra la “magia” che vive sul piano fantastico – anche nelle atmosfere legate Halloween che coinvolgono molti giovanissimi – e i fenomeni reali che determinano sociologicamente il «ritorno della magia» nella nostra epoca è tutt’altro che scontato: a separare i due ambiti sta l’imbocco del «Binario Nove e Tre Quarti» da cui parte alle ore 11 l’espresso per la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, che Harry Potter riesce a prendere in orario, ma che – naturalmente – esiste solo nella fantasia della scrittrice Joanne Kathleen Rowling e dei numerosi appassionati dei suoi romanzi.
Lungi quindi dal demonizzare Halloween come invito diretto al neo-paganesimo e all’occultismo, forse il vero problema di questa ricorrenza è la sua mercificazione, questione identica alla “babbonatalizzazione” del Natale, e la sua importazione forzata, grazie soprattutto ai mass-media, in contesti diversi da quello statunitense in cui tale festa si è diffusa in epoca moderna e contemporanea, incardinandosi nella stessa tradizione americana. Comunque sia, ormai Halloween anche in Italia è un fenomeno a livello commerciale e popolare e, nei giorni precedenti, molti insegnanti della scuola primaria occupano gli alunni con spiegazioni dei simboli della ricorrenza e lavoretti ad hoc.
In fondo, a ben vedere, si tratta di una sorta di “secondo Carnevale”, ma proprio questo dovrebbe farci ancora riflettere. Il Carnevale, sovrappostosi ai saturnalia orgiastici dell’antichità romana, ha avuto il suo massimo fulgore non a caso nel medioevo cristiano: semel in anno licet insanere... Nel giorno della “pazzia” era lecito per un tempo stabilito sovvertire e farsi beffe dell’ordine costituito, ma – appunto – il resto del tempo vige l’ordine. Si sapeva ridere sobriamente del bene e si canzonava ferocemente il male esorcizzandolo perché si sapeva cos’era. Ed è per questo che oggi ha poco senso: è Carnevale tutti i giorni….
Ciò potrebbe valere anche per Halloween: ha senso solo se si crede all’esistenza degli spiriti cattivi e di quelli buoni, ovvero se si è aperti a una visione del mondo disposta ad alzare lo sguardo al di là del semplice qui ed ora – perché no – anche un po’ sdrammatizzando e scherzandoci su, pur consapevoli che nei due giorni seguenti saremo richiamati alla serietà della nostra avventura terrena prima dall’esempio di chi ci ha preceduto con passi da gigante sulla via della fede in Cristo e poi tramite il ricordo di tutti coloro che ci sono passati accanto precedendoci verso la Vita vera.

Raschiare ad oltranza. Primo step: il redditometro.


Due giorni fa ho scritto (vedi qui) come i nostri cari politici che pensano solo e unicamente al benessere di noi comuni cittadini, abbiano deciso di tenere in piedi a tutti i costi il sistema, per donarci ancora tanto benessere e tanta felicità!
Per fare questo la parola d'ordine applicata è, come vi ho appunto scritto l'altro giorno: "tamponare ad oltranza". Ma ovviamente per fare ciò occorrono tanti soldini, infatti vi ho scritto appunto che hanno promesso 1'000 miliardi di euro per salvare Stati e banche. Che altruismo, che generosità, che gesto caritatevole! Quindi capirete bene che il "tamponare ad oltranza" deve obbligatoriamente essere seguito da un "raschiare ad oltranza".
Ma non dobbiamo lamentarci, perché sono sacrifici che ci chiedono (e ci chiederanno sempre più insistentemente) per il nostro bene! Per salvare questo fantastico sistema! Che ha permesso a tutti noi (in occidente, fa niente se poi in altre parti del mondo muoiono di fame e sono sommersi dai nostri rifiuti) di avere una vita agiata.

Pertanto è con estrema gioia e orgoglio che oggi vi voglio parlare del meraviglioso sistema che il nostro governo ha deciso di fare entrare in vigore a febbraio 2012: il nuovo redditometro! Un sistema equo e giusto! Infatti può capitare che una banca vi venda delle obbligazioni Parmalat e poi dopo qualche mese queste abbiano lo stesso valore della carta igienica che tenete appesa in bagno. Le banche non sono perfette e possono sbagliare anche loro, ma non lo fanno mai in malafede! Le banche infatti pensano sempre e solo al bene di noi comuni cittadini e per questo è giusto che vadano sempre e comunque aiutate con tanti bei soldini del Fondo Monetario Europeo (i famosi 1'000 miliardi).
Invece quel dannato imbianchino che non ci fa la fattura e ci chiede 200 euro in nero, perché cerca di sopravvivere in un sistema che lo obbligherebbe a versare circa il 40% di imposte (oltre poi a tutte le altre imposte indirette), deve darsi una regolata! A partire da febbraio le cose cambieranno, perché il Fisco ti farà i conti in tasca: controllerà se sei iscritto ad una palestra, se hai frequentato centri benessere, se possiedi un abbonamento SKY o Mediaset Premium, se mandi i figli ad un asilo privato, oppure se hai speso 30 euro per un volo low-cost per una piccola vacanza che non avresti potuto permetterti! Non ci sarà più scampo, caro barista, se hai fatto un paio di cappuccini senza emettere scontrino ti pescheranno subito perché dovrai poi riuscire a dimostrare come diavolo ti sei potuto permettere di comprare la nuova Fiat Freemont! Insomma con una banca che fa azzardate speculazioni miliardarie non solo si può chiudere un occhio ma bisogna dargli ulteriori aiuti perché la banca è parte fondamentale del sistema, una benefattrice che ci permette questo fantastico stile di vita. Ma con te, piccolo artigiano o commerciante, viscido evasore fiscale per natura, feccia della società, non bisogna avere più la minima pietà! Devi adeguarti e anche tu imparare ad essere solidale, caritatevole e dare quello che è giusto che tu dia: il tuo piccolo contributo per mantenere il mondo idilliaco nel quale vivi! Guarda gli ottimi servizi che ricevi dallo Stato! Pensa alla pensione che riceverai quando arriverai a 67 o 70 o 75 o 80 o 90 anni! Non si può sempre e solo pretendere, bisogna imparare anche dare! In fin dei conti non ti viene chiesto molto, ti viene chiesto solo di versare il 40% sugli utili che hai fatto, un ulteriore 5,25% di IRAP e poi su quello che ti rimane pagare sempre il 21% di IVA su tutto quello che compri, il canone per la televisione, il bollo dell'auto, le accise sul carburante (è solo poco più del 50% del costo), tassa rifiuti, autostrada, ticket sanitario e se non fumi e non bevi alcolici non devi nemmeno pagare le accise su questi articoli.

A me sembra veramente pochissimo quello che ci chiedono, confrontandolo sopratutto a tutto quello che ci danno! Per questo motivo io propongo anche di attivare un numero di telefono, come si fa per le raccolte di fondi per scopi benefici, in modo che digitando quel numero sul proprio apparecchio chi lo desidera possa donare un ulteriore euro a telefonata. Si potrebbe usare uno slogan del genere: "Save your Planet: save your bank"

28/10/11

Photo Of The Week N° 13 - Mujer de Rojo Sobre un Campo de Ruinas

¡Hola Mis Amigos!
No ragazzi, non avete sbagliato blog e noi di Frews non siamo emigrati in Spagna (anche se ad alcuni di noi, come il sottoscritto, piacerebbe molto). Oggi, in occasione della tredicesima edizione della foto della settimana, abbiamo un'ospite d'eccezione proprio dalla penisola Iberica. Si tratta di un amico di rete della nostra cara Laura, ed ha l'onore di essere il nostro primo ospite straniero per questa rubrica. Un onore che ha ripagato con uno scatto davvero fenomenale. Buona visione a tutti!


ACERCA DE LA FOTOGRAFÍA:
Tomé la imagen hace unos días cuando visitaba el Conjunto Arqueológico de Madinat al-Zahra, que está situado a ocho kilómetros de Córdoba. En este magnífico recinto se conservan los vestigios de una ciudad palatina que fue mandada construir por Abd al-Rahman III, califa de al-Andalus en los tiempos de la Edad Media.
Estaba tomando, desde lo alto de las murallas del alcázar, algunas panorámicas del yacimiento cuando reparé en la presencia de la mujer. Pensé de inmediato que su camiseta roja habría de suponer un elemento de interés en la imagen.

ACERCA DEL AUTOR:
Vivo en Córdoba, ciudad de Andalucía (España) sintiéndome muy atraido, a nivel de simple afición, por la fotografía. Alguna vez dije que la razón de que uno haga fotografías es algo sencillo: hacer fotografías me ayuda a vivir.
Creo que es cierto algo que dejó escrito A. de Saint Exupery: "Se ve solo con el corazón, lo esencial es invisible para los ojos".  En sintonía con esas palabras, pienso, como ya apuntó Robert Frank, que quizás lo más hermoso de la fotografía solo se consiga cuando el fotógrafo es capaz de captar eso que resulta invisible para los demás. A veces, gracias a la magia de la fotografía, se consiguen atrapar esos momentos mágicos, usualmente invisibles, de la vida. 
Francesc Catalá Roca pensaba que al contrario de lo que se acostumbra decir la fotografía se parece más a la literatura que a la pintura. Creo que tiene razón.
La magia de la vida nos está aguardando en cada momento. Salgamos a fotografiarla...


Foto: Mujer de Rojo Sobre un Campo de Ruinas
Ho scattato questa foto quando ho visitato il complesso Arqueológico de Madinat al-Zahra, che è situato ad 8 Km da Cordova, in questa magnifica area sono conservati i resti di una città palazzo che fu costruito da Abd al-Rahman III, califfo di al-Andalus al tempo del Medioevo. Stavo scattando dall'alto delle mura del castello, qualche panoramica dei resti quando mi resi conto della presenza di una donna. Ho pensato immediatamente che il rosso della sua camicetta poteva essere un elemento interessante nel quadro della foto.
 
Autore: Antiqva Photo
Vivo a  Cordova, città dell'Andalusia in Spagna e mi sono sempre sentito attratto amatorialmente dalla fotografia. Qualche volta mi sono chiesto la ragione per cui uno debba scattare foto ed è molto semplice: Fare fotografie mi aiuta a vivere.
Credo sia vero ciò che scrisse A. de Saint Exupery  "Si vede solo col cuore, l'essenziale è invibisile agli occhi".  In linea con queste parole, penso, come Robert Frank ha detto, forse la fotografia più bella è raggiunta solo quando il fotografo è in grado di catturare ciò che è invisibile agli altri. A volte, grazie alla magia della fotografia, si riescono a catturare quei momenti magici, di solito invisibili, della vita.
Francesc Catala Roca ha pensato che, contrariamente a ciò che è consuetudine dire che la fotografia è più vicina alla letteratura che alla pittura. Penso che abbia ragione.
La magia della vita ci aspetta in ogni momento. Andiamo fuori a fotografare ...




Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!