02/11/11

Champions League 4° giornata


Mercoledì dal sapore dolce amaro per le italiane. L'Inter si impone a San Siro contro il Lille per 2-1. Con questa vittoria l'Inter va a 9 punti ed è vicina agli ottavi. La seconda, il Cska Mosca, è a 5 ed oggi ha pareggiato contro il Trabzonospor a reti bianche. Ora ai nerazzurri basta un punto che dovrà cercare di ottenere con la squadra turca nel prossimo turno.

Il Napoli non può nulla contro l'armata Bayern, anche se dopo essere andata sotto per 3-0, ha quasi rimontato fermandosi al 3-2. Ora il Napoli è terzo, superato anche dal Manchester City vittorioso fuori casa per 3-0. Bayern primo a 10, Villareal fermo a 0.

Nel girone C il Manchester United vince 2-0 contro l'Otelul Galati e raggiunge in testa il Benfica, che ha pareggiato 1-1 contro il Basilea. La squadra svizzera è terza a 5 punti, solo 3 dai due team di testa.

Infine nel girone D non si arresta il Real Madrid, vincitore in casa del Lione per 2-0. L'Ajax travolge con 4 reti la Dinamo Zagabria e riesce a superare il team francese, portandosi a 7 punti.

Foto di Sportlive.

Raschiare ad oltranza. Secondo step: patrimoniale?



Come vi ho scritto 4 giorni fa (vedasi qui) la politica economica a livello europeo segue a piedi pari quella degli USA: tamponare ad oltranza. E per fare questo deve obbligatoriamente seguire un "raschiare ad oltranza", perché al contrario degli USA la nostra italietta non può stampare la propria carta moneta e quindi l'unica cosa da fare è raschiare sempre di più!
Notizia di oggi è l'innalzamento delle accise sui carburanti (il 4o in 7 mesi). Si parla di 1 o 1,1 centesimi in più, in effetti mi sembra più che corretto questo ritocco su questa tassa che è estremamente bassa: 55% sulla benzina e 49% sul gasolio. Non dimentichiamo che poi sul totale paghiamo sempre un bel 21% di IVA che è da pochissimo aumentata anch'essa dal 20 al 21%. Fantastico pagare una tassa su un'altra tassa!
Ma come sostengo da un pezzo, siamo solo agli antipasti, perché con un'economia in contrazione, con i tassi dei nostri Btp in costante aumento e con i vari milioni di euro che l'Italia dovrà gettare nel fondo monetario europeo è ovvio che la fame di soldini da parte del nostro Stato sarà in crescita esponenziale nei prossimi mesi/anni!
Anche un bambino sa fare 2+2 e solo persone superficiali, ingenue o peggio ancora in malafede, possono arrivare a sostenere che sono un catastrofista, mentre è più che evidente che sto solo raccontandovi la realtà delle cose e se è una tragica realtà, non credo proprio che sia colpa mia!
Ma ovviamente se preferite leggere le favolette dove vi raccontano che le nostre banche sono le migliori del mondo, che la nostra economia è ottima e che è tutto un complotto da parte degli amerikani e delle loro agenzie di rating che vogliono colpire l'Italia, ebbene non vi resta che comprare un quotidiano classico e sarete completamente soddisfatti!

Tornando a noi, dopo l'antipasto cosa ci aspetterà? Beh l'altro giorno vi ho già parlato del redditometro e di prestare quindi attenzione agli abbonamenti televisivi, alle palestre e a mandare i figli a scuole o asili privati. E questo è un dato di fatto che entrerà in vigore a febbraio prossimo, ma di certo non basta! Occorrono molti più soldini e credo che le voci che circolano da molti mesi acquistino sempre più fondamento. Prepariamoci ad una bella Tassa Patrimoniale, dove probabilmente verranno colpiti conti correnti e immobili. Credo che sia semprè più un problema di "quando" e sempre meno di "se"; ma potete sempre non dare alcun adito alle mie considerazioni e archiviarmi sotto la voce "catastrofista", a voi la scelta e ai posteri l'ardua sentenza.

AGGIORNAMENTO ORE 20.15
Dopo pochi minuti che ho pubblicato questo post, l'amico Stefano Bassi ha pubblicato post sullo stesso argomento. Consiglio la lettura, per chi volesse approfondire: http://www.ilgrandebluff.info/2011/11/si-torna-parlare-di-patrimoniale-senza.html

La Grecia è FALLITA! Quale sarà il prossimo Stato?


Chi mi legge regolarmente, sa che sono mesi che scrivo che la Grecia è esattamente come uno "zombie che cammina" (vedasi ad esempio qui: http://frews...e-se-leuro-stesse-proprio-per-morire.html). E così, anche se non lo leggerete mai in modo diretto sui classici quotidiani e non lo udrete mai ai telegiornali, la Grecia ora è fallita anche ufficialmente! Inizialmente si parlava di un "taglio" dei Btp ellenici del 50% ora si parla addirittura dello 85%. Insomma la Grecia non pagherà la maggior parte dei proprio debiti e questo significa fallimento! E' significativo che quando anni fa questo accadde in Argentina qui in Europa non ci creammo grossi problemi nel chiamarlo con il proprio nome: fallimento; mentre ora per la Grecia sembra che nessuno osi utilizzare questo terribile e temibile termine!
Come vi avevo già scritto precedentemente (vedasi mio post il Grande Inganno) ora inizierà l'effetto domino, l'Europa ha cercato di giocare di anticipo innalzando il "fondo salva-stati" (e soprattutto salva-banche) a 1'000 miliardi di euro! Ma nonostante questo, ieri c'è stato un crollo catastrofico delle borse e ovviamente l'Italia è stata la prima in classifica con un bel -6,80%.
Ovviamente è tutto più che prevedibile, come vi ho già scritto più volte gli stati PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) sono quelli che per primi e in modo maggiore risentiranno delle conseguenze di questa crisi! La politica europea e Usa è ben chiara: tamponare ad oltranza. In USA si parla infatti di un QE3 (ovvero per la terza volta stamperanno tanti bei dollaroni da gettare nel sistema per tenerlo ulteriormente in piedi). L'Europa ha fatto cosa analoga con i mille miliardi di euro di cui ho parlato prima, ma probabilmente non basta e farà ancora altro. In questo modo probabilmente riusciranno a tenere in piedi il castello di sabbia ancora per un po'. Ma i problemi strutturali non si risolvono e presto toccherà per primo probabilmente al Portogallo, poi alla Spagna e poi all'Italia. Probabilmente i tempi si accorceranno sempre di più, perché il contagio si propagherà sempre più velocemente. I dati macro-economici continuano a confermare la tendenza. Ad esempio l'indice Italiano PMI manifatturiero di Ottobre crolla a 43,3 (50 è la parità tra espansione e contrazione)
Prevedo un autunno e un inverno molto rigido e non parlo di meteorologia!
Ringrazio sempre Stefano Bassi del www.ilgrandebluff.info che è una delle mie fonti primarie di informazione in ambito economico.

01/11/11

Champions league 4° giornata


Il Milan si qualifica agli ottavi con due turni d'anticipo, anche se il pareggio contro il Bate Borisov lascia un po' d'amaro in bocca: i rossoneri nel primo tempo avrebbero potuto dilagare e, come spesso succede nel calcio, nel secondo tempo il Bate è giunto ad un insperato pareggio su rigore. Ora sono secondi nel girone dietro al Barcellona, vittorioso in casa del Viktoria Plzen per 4-0. Per puntare a superare il super Barcellona, dovranno cercare l'impresa a San Siro battendo i campioni d'Europa.

Il Chelsea frena in casa del Genk pareggiando per 1-1, il Valencia batte il Bayer Leverkusen, salendo a 5 punti, ad un solo punto di distanza dai tedeschi. Guida il girone il Chelsea ad 8, Genk ultimo a 2.

0-0 tra Arsenal e Marsiglia, ora rispettivamente a 8 e 7 punti, il Borussia Dortmund batte l'Olimpiakos portandosi a 4, alle spalle dei greci, fermi a 3 lunghezze.

L'Apoel è di certo una squadra rivelazione di questa Champions League: sconfigge il Porto - che l'anno scorso aveva vinto l'Europa League - e continua a guidare il girone ad 8 punti. Lo Zenit vince in casa contro lo Shaktar per 1-0, portandosi al secondo posto. Terzo il Porto, lo Shaktar chiude a 2.

Foto presa da Ansa.

Il cambiamento climatico collegato agli interessi economici, una preoccupazione della Chiesa

San Salvador  - Secondo l'Arcivescovo di San Salvador, Mons. José Luis Escobar Alas, il cambiamento climatico è legato direttamente agli interessi economici, e questo, a suo parere, rende difficile fare passi concreti per contribuire a ridurre il riscaldamento globale, non solo in El Salvador ma in tutto il mondo. Per Mons. Escobar Alas il cambiamento climatico è, senza dubbio, il problema più grave dell'umanità in questo momento e quindi si devono adottare misure urgenti per cercare di fermarlo. El Salvador dovrebbe fare la sua parte, comunque sono i paesi industrializzati che stanno causando i danni più gravi. L'Arcivescovo ha accolto con favore la richiesta formulata dal Presidente, Mauricio Funes, secondo il quale i paesi che più influenzano il clima mondiale devono prendersi la loro responsabilità ed agire per evitare future catastrofi. Le dichiarazioni del presidente sono state fatte durante il vertice Centroamericano che ha avuto luogo nel paese do! po che la depressione tropicale 12E aveva flagellato il paese per 10 giorni (vedi Fides 17/10/2011).
Le piogge torrenziali hanno causato più di un centinaio di morti, migliaia di senzatetto e gravi danni in El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Costarica. "Eventi come la tempesta che ci ha colpito questa volta si ripetono di anno in anno, e sono sempre le stesse persone ad essere colpite, la gente più povera" ha dichiarato l'Arcivescovo di San Salvador. Mons. Escobar Alas ha concluso la sua consueta conferenza stampa della domenica affermando che il Salvador dovrebbe prendere parte attiva alla soluzione del problema e non solo aspettare che siano altri paesi ad agire al riguardo. (CE) (Agenzia Fides, 31/10/2011)
foto: tehuacan

Padre Fausto Tentorio, "strumento di pace per Mindanao"

Cotabato - Le indagini sull'omicidio di p. Fausto Tentorio sono in corso e a Mindanao, grande isola nel Sud delle Filippine, si respira un diffuso desiderio di giustizia e di pace: secondo il confratello P. Peter Geremia, PIME, proprio il sacrificio di p. Fausto può essere foriero di una nuova era di pace per Mindanao, grazie alla cooperazione di tutti i soggetti e i protagonisti presenti. "Tutti, il governo, la Chiesa, gli indigeni, i musulmani, i ribelli comunisti del News People's Army - dice P. Peter in una nota inviata a Fides - elogiano la testimonianza di p. Fausto e il suo servizio al popolo. Tutti convergono e si incontrano nel sostenere la sua opera in favore degli ultimi. Questo è segno di una possibile direzione per il processo di pace. Tutti possono unirsi al movimento 'Semina i semi della pace', nello spirito di p. Pops". "Semina i semi della pace" di cui fa parte p. Peter Geremia, è un movimento che promuove, insieme con un network di al! tre organizzazioni, la pace sull'isola di Mindanao, sostenendo i negoziati fra il Governo filippino e i ribelli di matrice islamica, e quelli fra il Governo filippino e i ribelli comunisti. (PA) (Agenzia Fides 31/10/2011)

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un'unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.
Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.
2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che - dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa - già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.
3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e - per dirla con le parole dell’apostolo Paolo - ha ricevuto “la corona della gloria”.
4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione.
5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno dell’anno.
6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”. Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo.
7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo.
8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).
9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra.
10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

Torna il duello Milan Juve



La Juve scappa sola in vetta, il Milan la insegue. E dopo anni si rivede il duello tra bianconeri e rossoneri, era dal 2006 che non vedevamo questo duello. Erano altri anni ed era un'altra Juve, alla fine i bianconeri la spuntarono, ma il Milan che nella prima parte del campionato era molto indietro, ha rosicchiato 9 punti e si è portata a soli 3 punti dalla vetta. Al Milan resta il merito di essere stata l'unica squadra a battere i bianconeri. Poi arrivò calciopoli che sconvolse la classifica e gli esiti del torneo.

La stagione prima ancora duello Milan vs Juventus. Le due squadre si sono affrontate da vicino in un incredibile testa a testa. I bianconeri hanno guidato il campionato, ma se la giornata prima allungavano, la giornata dopo venivano riavvicinati. Poi arriva un Milan Juventus decisivo, con gli uomini di Capello avanti di due punti. Duello che vincono con gol di Trezeguet.

Poi anni ancora senza duelli perché negli anni precedenti Milan e Juve hanno conteso i tricolori contro altri team, tipo Roma, Lazio o Inter. Pensate che il duello scudetto precedente risale al 1995 96, anno in cui la spuntò il Milan. Non possiamo nemmeno considerarlo un vero duello perché allora i bianconeri tentarono un disperato aggancio verso la fine della stagione ma senza successo. Ma quelli erano davvero altri anni, in cui il Milan di Capello era un rullo compressore in serie A - e non solo -, mentre quella Juve quell'anno diventò campione d'Europa.

E' presto per capire se questo sarà un duello che durerà tutto un campionato, però i presupposti ci sono. La Juve sembra avere come punto di forza gli scontri con le grandi, che di solito non fallisce; il Milan dopo essersi perso nelle prime giornate, sembra la squadra dell'anno scorso, penso che ci sarà da divertirsi quest'anno.

Foto tratta da ifioidesanbiaso.

31/10/11

Fotografia - I Grandi Maestri - Jim Lo Scalzo

Cari lettori e amici, la vostra voglia di fotografia cresce sempre più. Lo sento.
E quale modo migliore per placarla della visione dei capolavori di un nuovo Grande Maestro?
Questa volta abbiamo scelto un fotografo di Washington: Jim Lo Scalzo
Abbiamo imparato a conoscerlo sfogliando le pagine di National Geographic. Anche lui come molti dei grandi fotografi da noi scelti ha vinto numerosi premi e ha scritto anche un libro di memorie fotografiche intitolato "Evidence of my Existence" pubblicato nel 2007.

L'immagine che ci ha fatto innamorare di questo grande artista (perchè di arte parliamo, ricordatelo sempre), è stata un 'immagine tanto semplice quanto di impatto emozionale.
 

La tecnica dell'hdr rende vivida l'immagine delle pannocchie che risultano oltremodo "concrete". Lo scatto è stato eseguito in Iowa. E Nell'Iowa le pannocchie seccano prima del racconto autunnale, infatti lo scorso anno lo stato dell'Iowa ha prodotto 56 milioni di tonnellate di granturco, elemento vitale per il mangime del bestiame e per la produzione di etanolo.


"Anche dopo sedici anni passati a scattare per US News e World Report (mica pizza e fichi, ndr), e la mia recentissima entrata nel European PressPhoto Agency (aridaje, ndr), non sono ancora arrivato ad essere il mio ideale di fotografo" (dalla Biografia di Jim Lo Scalzo).

C'è forse modo migliore per esprimere il concetto di "continuare a migliorarsi? Io credo di no.


I membri dell'ordine dei cavalieri della Southern Cross del Ku Klux Klan (KSCKKK), in riunione in Virginia, vicino a Powhatan.
 

L'uragano Irene

Pastori battisti in Louisiana durante un battesimo.

Mai banale, in continua evoluzione e alla ricerca costante di miglioramento. Al di là dei capolavori che abbiamo scelto di proporvi, Jim Lo Scalzo doveva essere protagonista di questa rubrica sopratutto come esempio per tutti noi fotografi. Un esempio che non tarderemo di certo a seguire. Cercate sempre lo scatto perfetto, ben consci del fatto che sarà sempre quello successivo...




Laura & Ser Vlad




"Chiunque governi, dovrà fare i conti con le alte aspettative della gente" dice a Fides l'Arcivescovo di Tunisi


"Per essere state le prime elezioni veramente libere nella storia della Tunisia, quelle del 23 ottobre sono state un successo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi. Nelle elezioni per l'Assemblea Costituente tenutesi domenica 23 ottobre, il partito islamista Ennahda ha ottenuto il 41% dei voti. La leadership del partito ha annunciato la formazione di un nuovo governo entro 10 giorni e di redigere la nuova Costituzione entro un anno.
"Il risultato va accettato e diamo tempo ai vincitori di mettere in pratica quello che hanno promesso durante la campagna elettorale. Certo non sarà facile, perché hanno solo un anno di tempo per redigere la Costituzione e realizzare altre importanti riforme. La gente si aspetta tutto e subito, una cosa che Ennahda o qualsiasi altro partito difficilmente possono assicurare" afferma Mons. Lahham.
A turbare il clima sereno delle elezioni sono stati i disordini scoppiati il 28 ottobre a Sidi Bouzid, dove le autorità hanno imposto il coprifuoco, poi revocato. I dimostranti erano scesi per le strade per protestare per l'esclusione di sei liste di Petition Popoulaire, una formazione guidata da Hechmi Haamdi, un ricchissimo imprenditore, che si dice legato al deposto Presidente Ben Ali.
"Si è trattato di un episodio secondario, che ormai è passato" dice l'Arcivescovo di Tunisi. "Hechmi Haamdi ha impostato la sua campagna elettorale su toni demagogici, cercando di allettare la parte più povera dell'elettorato con promesse quali un sussidio per i disoccupati. Quando la sua lista è stata esclusa dalla votazione per alcune irregolarità, i suoi sostenitori sono scesi in strada provocando gli incidenti di cui si diceva, ma sembra ormai un episodio concluso. Questo personaggio inoltre è troppo legato a Ben Ali per essere veramente popolare tra la maggioranza dei tunisini" conclude Mons. Lahham. (L.M.) (Agenzia Fides 31/10/2011)

Alla Roma servirebbero un po' di romanisti

Non sono un allenatore di calcio, o meglio, lo sono nella misura in cui lo siamo tutti noi italiani. Sono grande tifoso del Milan ed ora anche della Roma visto che vivo nella capitale. Mi permetto un suggerimento particolare che però vorrebbe assumere un carattere generale.
Non mi è dispiaciuta la Roma vista contro il Milan ma soprattutto quella del Derby.
Non mi piace Luis Enrique muto in panchina: i giocatori vanno punzecchiati ogni momento, rincorsi da bordo campo, stimolati, come faceva Mourinho che ha trasformato gli immobili interisti in scale mobili.
A Roma tutto è più sanguigno.
Non si può perdere un Derby in quel modo.
Manca il mordente.
E nel derby soprattutto il mordente te lo dà l'essere di Roma, vivere questa città, sentire la pressione e la passione addosso tutto l'anno anche solo per quella sfida, la stracittadina.
Giocare un derby con due o tre solo romanisti (se non sbaglio c'erano in campo solo De Rossi, Cassetti e Perrotta) non può essere un buon inizio!
Che ne sa della stracittadina Luis Enrique, Heinze, Diaz, Pjanic e chi altri? Gente che neanche sapeva dov'era la Capitale prima di atterrarci con l'aereo.
Di Benedetto, listen to me please: ridai la Roma ai romanisti a cominciare dal Sor Carletto Ancelotti in panchina e poi ci pensa lui in tre anni a portarti ai massimi livelli, riempiendola di giocatori che sanno che a Roma vincere una partita conta di più che in tutto il resto d'Italia, se poi è il derby......


Le norme sui licenziamenti nei principali Paesi del mondo

“Qualcuno dismetta l’abito ideologico. Mi riferisco ai licenziamenti: siamo l’unico paese al mondo che ha regole così rigide”a favore dei lavoratori. Lo afferma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ospite di Uno Mattina, riferendosi alle misure contenute nella lettera all’Ue.
Sacconi replica al giudizio negativo della Cgil della Cisl agli impegni del governo a Bruxelles. “Questo no sindacale lo abbiamo sentito più volte di fronte ai cambiamenti che poi alla fine, come fu per la legge Biagi, sono stati accolti, accettati e utilizzati. Io confido che questo possa accadere ancora, che le riforme pur faticosamente si facciano e alla fine, una volta che qualcuno si è preso la responsabilità di farle, vengano unanimemente accettate”, dice il ministro.
“Io mi auguro che quando entreremo nel merito, e il dialogo con le parti sociali sarà un passaggio decisivo e importante, ci potrà essere un atteggiamento responsabile, magari di controproposta, in modo che il percorso sia costruttivo, perché con i ‘no’ in questo tempo non facciamo sviluppo, non facciamo occupazione”.
Rispetto, in particolare, al tema dei “licenziamenti facili, questo in realtà va letto come maggiore capacità delle nostre imprese di avere la propensione ad assumere. Lo scopo è fare più occupazione, non meno occupazione”, aggiunge Sacconi rilevando la necessità, su sollecitazione dell’Ue, di “creare un mercato del lavoro più dinamico, in cui le imprese si sentano maggiormente incoraggiate ad assumere anche se le prospettive sono incerte. E le prospettive incerte sono la caratteristica del nostro tempo e, temo, destinate a durare”.
Le norme sui licenziamenti nei principali Paesi del mondo
Germania - Si può licenziare legittimamente sia per ragioni di carattere soggettivo che per motivi di carattere economico. Previsto un preavviso da 1 a 7 mesi, con la possibilità affidata alle parti di prevedere anche altrimenti. A fronte di una interruzione illegittima del rapporto di lavoro è previsto un reintegro, salva valutazione da parte del tribunale della improseguibilità del rapporto
Stati Uniti - Vige il principio di libera recedibilità ad eccezioni di ipotesi particolari in alcuni Stati, dove esiste il divieto a licenziare qualora la cosa possa creare problemi di ordine pubblico. L’illegittimità del licenziamento prevede invece il risarcimento dei danni, salvo diritto di reintegrazione in alcuni casi.
Inghilterra - È possibile licenziare sia per ragioni di carattere soggettivo che per motivi di carattere economico con preavviso di 12 settimane (con possibilità di prevedere termini più favorevoli). A fronte di licenziamento illegittimo la legge prevede: riassunzione o reintegro del lavoratore (nella pratica avviene molto raramente) oppure risarcimento del danno.
Francia - Si può licenziare per ragioni di carattere soggettivo che per motivi di carattere economico, con l’esclusione degli interventi finalizzati a migliorare risultati di bilancio e quotazioni di Borsa. Previsto un preavviso di 3 mesi. Di contro un licenziamento illegittimo può far scattare il risarcimento del dipendente oppure, nei casi limite, il diritto al reintegro.

La medicina del futuro è tutta italiana!


E' una notizia recentissima riportata dalla rivista scientifica Stem Cells. La coppia dei ricercatori italiani (marito e moglie) Ilaria Decimo e Francesco Bifari, entrambi dell'Università di Verona, hanno isolato le cellule staminali prelevate dal rivestimento esterno del tessuto nervoso "le meningi" e sono riusciti ad attivarle, risvegliandole, dopo un trauma. 
Il risultato ottenuto, ha una portata decisiva nella sperimentazione della terapia che un domani potrebbe risolvere, i danni cerebrali che causano la paralisi del corpo.
Occorre dire che le staminali, sono forme cellulari «primitive» che hanno la capacità di specializzarsi. Questa attitudine, consente loro di potersi attivare nel midollo spinale in seguito ad un trauma. Non solo ma a quanto pare, l'applicazione della cura, sarebbe utile sia per le lesioni gravi del midollo, responsabili di infermità permanente sia per le patologie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer. Entrambi i ricercatori hanno spiegato che "Gli esperimenti sono stati condotti su dei ratti adulti" e "quindi in esemplari completamente sviluppati, in cui è più difficile che avvenga la rigenerazione dei tessuti. La scoperta è importante per due aspetti: l’individuazione di una fonte di cellule staminali e il fatto che quest’ultime possono differenziarsi. Il fatto che si tratti di staminali "adulte", utilizzabili per trapianti autologi, cioè sullo stesso soggetto, permette di superare le problematiche etiche proprie delle staminali embrionali».
Vediamo come anche in questo caso, possiamo rinvenire un esempio di quanto sia positivo voler abbassare il livello delle malattie trasmissibili geneticamente. Quindi, il problema etico, nel quale ci si imbatte sistematicamente in questo genere di dibattito, è sempre la scelta idonea dei mezzi tecnici utilizzati per perseguire il raggiungimento di questi nobili fini.
Bisogna portare avanti la ricerca ad ogni costo o vi sono dei confini etici da rispettare caso per caso? La domanda appena posta, ha un forte impatto emotivo che cambia significato a seconda del rispetto che si ritiene giusto dare al concetto di essere umano. E sopratutto alla sua intrinseca dignità. Sarebbe opportuno ricordare a chi legge che il vero limite, viene imposto dalla stessa protezione della vita umana, in senso ampio. Da quanto detto, discende automaticamente che nessun essere umano, sin dalla formazione delle prime cellule totipotenti, fino al momento della sua nascita e poi fino alla sua morte naturale debba, in alcun modo e per nessun motivo, essere eliminato. Neppure per superiori interessi della scienza e l'esperenza di Oviedo nel '97, ce lo ha insegnato molto bene; l'art. 15 Regola generale, così recita: "la ricerca scientifica nel campo della biologia e della medicina si esercita liberamente sotto riserva delle disposizioni della presente Convenzione e delle altre disposizioni giuridiche che assicurano la protezione dell’essere umano". Si evince chiaramente che dalla Convenzione in poi, il tema della brevettabilità costituisce un nodo complesso che porta sempre più la nostra civiltà di fronte al bivio della decisione di poter rilasciare brevetti, nonostante questi rappresentino una offesa alla moralità e alla dignità umana. La gestione tecnoscientifica delle linee della vita e in particolar modo embrionarie, coinvolge infatti sempre più l'esigenza di una riflessione sociale, culturale, giuridica, politica e filosofica, in una parola bioetica. 
In questa direzione, la neonata sentenza UE sulla causa Brustle-Granpeace, ha dimostrato quanto l'intento del Consiglio d'Europa, sia sempre stato quello di far conciliare al massimo l'equilibrio tra il progresso scientifico e il rispetto della dignità umana. Soprattutto quando lo sviluppo delle rierche sul materiale biologico, ha avuto ad oggetto gli embrioni umani. D'altra parte il Consiglio, attraverso l'istituzione del CDBI - Comitato Direttivo per la Bioetica - ha voluto chiarire come gli stessi principi chiave, naturalmente a favore della difesa della vita umana, stabiliscano in modo uniforme che la scienza debba essere al servizio dell'individuo e non il contrario.
Tra l'altro, se guardiamo alla Risoluzione del Parlamento europeo sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche, viene presa in considerazione la direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche. E tra i vari considerando, alla lettera f) si afferma che l'ufficio europeo del brevetti, accoglie "l'opposizione al brevetto dell'Università di Edimburgo sulla base del fatto che esso rappresentava una offesa alla moralità pubblica (ordine pubblico) dichiarando che non possono essere rilasciati brevetti sulle cellule staminali embrionali umane". Ciò per perseguire il raggiungimento di due scopi. Anzitutto per invitare (al successivo n.2) l'Ufficio europeo dei brevetti, in conformità all'art.53 bis della Convenzione sul brevetto europeo "a non rilasciare brevetti che costituiscano un offesa" al "rispetto della dignità dell'essere umano in tutte le fasi del suo sviluppo"; e secondariamente per ribadire " la propria opposizione alla concessione di un brevetto che includa le cellule staminali embrionali umane e gli stessi embrioni". 
Dunque, se vogliamo tutelare la stessa sopravvivenza dell'uomo oggi e nel suo futuro, dobbiamo evitare i rischi derivanti da certi tipi di biotecnologie e far salvo il principio della responsabilità intergenerazionale. Forse soltanto a queste condizioni potremo riuscire a vedere nel futuro la continuzione della nostra specie e a salvaguardare le condizioni fondamentali per la nostra stessa sussistenza.
dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. ROMA

30/10/11

Serie a 10° giornata



I match che contano sono tutti - o quasi - di sabato. In serata a San Siro si tiene la classicissima Inter Juventus che regala molte emozioni, specie nel primo tempo con i bianconeri che passano in vantaggio con Vucinic. Poi arriva il momentaneo 1-1 di Maicon e poi Marchisio chiude col definitivo 2-1. Nel secondo tempo le squadre ci provano ma la gara finisce così con i bianconeri che rimangono in testa.

Ma dietro il Milan resta in scia con una pesante vittoria contro la Roma all'Olimpico: non succedeva dal 2005. Rossoneri in vantaggio con Ibra di testa, poi momentaneo 1-1 di Burdisso che dura giusto un minuto, perché poi ancora un colpo di testa, stavolta di Nesta, riporta i rossoneri in vantaggio. Nel secondo tempo Ibra chiude, ma la Roma tenta una disperata rimonta col gol di Bojan. Ma alla fine è 3-2 e i rossoneri superano anche il Napoli.

La squadra di Mazzarri difatti continua con la sua tendenza: forte con le forti ma debole con le deboli, stavolta cade clamorosamente in casa del Catania, dopo essere passato in vantaggio, si fa prima pareggiare. L'espulsione di Mascara costringe il Napoli a giocare tutto il secondo tempo in 10, gli etnei ne approfittano e passano in vantaggio. Finisce 2-1 per il Catania, che aggancia il Napoli in classifica e respira aria da alta classifica.

Nella domenica pomeriggio l'Udinese conferma il suo secondo posto, tra Juve e Milan, grazie alla vittoria contro il Palermo per 1-0. In serata la Lazio supera fuori casa il Cagliari con un netto 3-0, mantenendo il secondo posto insieme ai friulani.

Il Bologna sembra aver smaltito il brutto momento e sconfigge per 3-1 un'Atalanta che comincia a rallentare dopo la partenza a sprint. Il Siena regola in casa il Chievo con un netto 4-1, la Fiorentina ha la meglio sul Genoa per 1-0, il Parma vince 2-0, lasciando sempre più ultimo il Cesena. Nelle retrovie Novara e Lecce si spartiscono la posta con il risultato di 1-1. 

Foto tratta da Eurosport Yahoo.

Il Fini di ieri dimetterebbe quello di oggi

Si era nel 2007 e Fausto Bertinotti, uomo di un partito politicamente “estremo” ma allora Presidente della Camera che si ricorda come sommamente rispettoso - dentro ma anche e soprattutto fuori dall’emiciclo - del ruolo istituzionale e di un comportamento super partes che si vorrebbe connaturato alla terza carica dello Stato, si arrischiò ad esprimersi a favore di una manifestazione di lavoratori. Aggiungendo che ci sarebbe andato se solo avesse potuto; marcando così la sua naturale impossibilità a partecipare per rispetto al proprio ruolo.
Gianfranco Fini, l’attuale Presidente della Camera, ci andò giù duro con queste precise parole: “Bertinotti dice: ci andrei (alla manifestazione) se non fossi Presidente della Camera. E’ facile rispondergli che se proprio ci tiene si dimetta. Il presidente della Camera è in una situazione che un tempo avremmo definito di lotta e di governo. Non di governo perché il presidente della Camera non governa, ma rappresenta la terza carica istituzionale della Repubblica, è cosciente che lui ha il dovere di non partecipare a manifestazioni, credo che dovrebbe avvertire anche la sensibilità di non pronunciarsi, proprio per la carica che ricopre” (Intervista in voce trasmessa mercoledì sera alle 20 da Radio 24 nella rubrica La Zanzara e che è possibile riascoltare su internet).
In un libro del senatore Domenico Nania, oggi ripreso dalla stampa, si ritrovano altre vecchie citazioni attribuibili all’onorevole Fini: quando ad esempio “bastonava” l’allora presidente della Camera Irene Pivetti per la sua attiva partecipazione ad una manifestazione della Lega e la invitava a “prendere in considerazione l’ipotesi di rimettere il suo mandato”.
Una delle tante dichiarazioni che entrerebbero a buon diritto nell’archivio delle “ultime parole famose”, celeberrima rubrica della Settimana Enigmistica.
E a proposito di enigmi, soltanto Gianfranco Fini può sciogliere quello che lo riguarda, spiegando agli italiani quale sia l’opinione vera e autentica di Gianfranco Fini sul ruolo delle massime cariche istituzionali: super partes in Aula e faziose sulla piazza? Rispettose di tutti in Aula e offensive fino alle malevolenze private in tv? Può il Fini, annata 2011, fare e dire quel che il Fini annata 2007 proibiva a Bertinotti perfino di pensare?
L’anno scorso Fini scrisse al Corriere della Sera sul Fli rivendicando “il diritto a cambiare opinione, assumendomene tutta la responsabilità”. Più di un proverbio lo sorregge in questo, dai “cretini che sono gli unici a non cambiare mai opinione” al fatto che “occorre più coraggio per cambiare idea che per restarvi fedele”. Suggeriamo un aforisma che meglio può sciogliere l’enigma Fini: “Non sempre io sono del mio parere” (Paul Valery). Ci sembra più calzante e su questo, sia chiaro, non cambiamo opinione.
Di Paolo