26/12/11

400 mq di Presepe a Tortona, assolutamente da non perdere

Don Luigi ci apre il Presepe che è stranamente chiuso eppure sono i giorni di Natale ma credo sia dovuto al fatto che è troppo prezioso per lasciarlo incustodito. Si citofona alla casa "Mater Dei" del don Orione, si dice di voler vedere il Presepe, ed eccoci che don Luigi scende disponibile anche a dare spiegazioni. Quattrocento metri quadri di Presepe, un percorso interno al buio con anche le pareti ricostruire con la carta pesta come fossero roccia, tanti scenari tratti dal Vangelo, a partire dal Lago di Tiberiade, per passare per gli accampamenti dei beduini, ad una cascata, al luogo dove le donne lavavamo o tingevano le stoffe ed altro ancora ed ovviamente giungere alla grotta della natività.  Siamo a Tortona al Presepe stabile più grande del mondo aperto (dopo aver citofonato) tutto l'anno e siamo a pochi metri dal Santuario della Madonna della Guardia.
Uno spettacolo unico, per grandi e piccini, uno di quei luoghi che vale la pena visitare prima o poi nella vita, uno di quei posti poco conosciuti in Italia: quante volte anche voi sarete passati da quelle parti, percorrendo la Milano-Genova ad esempio? Ecco, la prossima volta, all'altezza di Tortona scorgerete una Madonna sovrastare la pianura e giungervi in autostrada: uscite e seguitela, vi troverete davanti almeno più di una sorpresa, ma non ve le racconto tutte.
Buongiorgio

La vitamina del giorno: Santo Stefano e Charles darwin

26 Dicembre 2011 segno zodiacale: Capricorno. S. STEFANO è stato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perchè li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santo della Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per il Vangelo . La sua morte viene descritta negli Atti degli Apostoli dove appare evidente che il suo martirio sia avvenuto per lapidazione, alla presenza di S. Paolo
prima della conversione. Morto a Gerusalemme nel 36 d.C. Fu arrestato nel periodo della Pentecoste.
In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo ; ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito e perdona i suoi uccisori. S. Stefano è il patrono di moltissimi comuni italiani.
" Chi osa sprecare un'ora di vita non ha ancora scoperto il valore della vita."
Charles Darwin

25/12/11

Ci vuoi arrivare a vedere Dio? La strenna natalizia

Il bue e l'asino hanno il loro posto fisso in ogni nostro presepe. Da bambino, li guardavo con simpatia, umili e compresi nel loro ruolo accanto al “Bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Lc 2,12).
Il racconto evangelico della nascita di Gesù non li menziona. Ne parlano i Vangeli apocrifi e la tradizione. Probabilmente, l’asinello fu la cavalcatura con cui Maria e Giuseppe arrivarono dalla Gallilea a Betlemme; è pensabile che il bue fosse presente nel rifugio loro offerto, preziosa premura in quella fredda notte. Resta il fatto che il bue e l’asino, fin dall’antichità, fanno parte della scena del natale di Gesù.
Alcuni Padri della Chiesa, esperti della Bibbia, indicando i due animali mansueti vicini a Gesù, ricordavano una sdegnata osservazione del profeta Isaia: «Il bue conosce il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone. Israele invece non com¬prende e il mio popolo non comprende» (Is 1,3).
E spiegavano: il bue rappresenta il popolo di Israele, che porta il giogo della legge, e l’asinello rappresenta i popoli pagani, che ignorano la parola di Dio. Ebrei e pagani, prima separati da un muro d’inimicizia, ora finalmente sono lì, vicini, nel presepio, perché riconoscono la presenza del loro Signore.
In molte raffigurazioni medievali del Natale, il bue e l’asino hanno fattezze quasi umane con un volto molto simile a quello dell'uomo; sembrano essere consapevoli e adoranti dinanzi al mistero del Bambino.
Anche all’“uomo debole e di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi di Dio” (Sap 9,5) sono stati aperti gli occhi e le orecchie così da poter riconoscere il volto del Signore e ascoltare la sua voce. Tale prodigio è avvenuto nel battesimo. Il rito dell’Effetà (Apriti!) illustra questa trasformazione: vengono toccate le orecchie e le labbra del battezzato dicendogli “il Signore Gesù ti conceda di ascoltare presto la sua parola e di professare la tua fede”.
È “l'amore di Dio riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo”(Rm 5,5) che ci rende capaci di vedere e capire Dio, tanto da potergli dire affettuosamente: “Abbà, Padre!”. “La carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori di amore verso Dio”, diceva Don Orione.
Durante l'opera di soccorso dopo il terremoto della Marsica (1915), un alto funzio-nario del Ministero degli Interni, Ernesto Campese, andò a incontrare Don Orione.
"Infatti, ero stato inviato con treni di roba ad Avezzano. Volli parlargli, e, abbordatolo mentre si spostava da un punto all'altro, mi invitò a seguirlo. Ma che passo teneva! Per tenergli dietro inciampai in una trave tra le macerie; non seppi trattenere una bestemmia. Don Orione si fermò a guardarmi; ma, strano!, mi guardava come quando da ragazzo ne facevo qualcuna, mi guardava mia madre.
Poi mi chiese: “A che punto siamo in fatto di religione?”.
Io gli risposi: “Tabula rasa”.
E lui: “Ci vuole arrivare a vederlo Iddio?”.
Ed io: “Eh! Se mi si mostra!”.
Don Orione: “Veda ogni giorno di fare un pochino di bene”.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Buon Natale! Felice anno nuovo 2012!
Don Flavio Peloso FDP
(superiore generale)

Per Roberto Straccia si deve fare l'impossibile!




Al termine del pranzo natalizio siamo andati in un bar a prendere un caffé.Su un ripiano di marmo,c'era un volantino su Roberto Straccia.Io ho detto che continuerò a scrivere di lui su Frews,farò di tutto,nel mio piccolo,perché non ci si dimentichi di lui ma oggi,che è Natale,vorrei rivolgermi a....non so chi.Se qualcuno sa qualcosa,è coinvolto direttamente o indirettamente in questo caso,che parli.Parli non soltanto per Roberto,per la sua famiglia,ma per se stesso:non si può vivere bene,passare un Natale come tutti gli altri,nel caso si abbia un fardello pesante nel cuore.Forse la giustizia umana non è proprio giustizia e la si teme,forse il giudizio umano può essere troppo pesante ed inclemente.Ma l'IO INTERIORE ha bisogno di perdono e il perdono arriva attraverso la VERITA'e la GIUSTIZIA DI DIO.Se qualcuno sa,che parli e non ho dubbi che col tempo il Signore darà una ricompensa.Io ho studiato in Abruzzo anche se non a Pescara,ma avevo amicizie da quelle parti,conosco la città,so quanto siano socievoli gli abruzzesi e sono marchigiana di una zona vicino al paese di origine di Roberto e so quanto noi siamo tenaci perciò,la tenacia dei genitori e la collaborazione dei pescaresi,non ho dubbi che porteranno ad una soluzione.Ho a cuore questo caso perché sono una madre,perché sono orgogliosamente marchigiana e perché adoro gli Abruzzi.Bisogna fare l'impossibile per Roberto!

Photo of The Week N° 20 - Special Edition - Happy Holidays


 
"Piccola stella, il buio più terribile non è quello che ti circonda, ma quello che abita nel tuo cuore, e la luce più brillante non è quella che risplende fuori, ma quella che brilla nei tuoi occhi, l’unica che sale dal cuore. 
Lascia che questa luce ti conduca a compiere il tuo destino, e fidati del tuo istinto, non importa cosa dicono gli altri...

 

 
...Se non corri troppo veloce è solo un sibilo nelle orecchie. 
Ma quando inizi a galoppare e a sfidare l’aria, ti rendi conto che il vento sussurra delle parole al tuo cuore, e all’improvviso trovi le risposte a tanti quesiti difficili che ti porti dentro...

 

 
...Starà a te trovare la vera magia dentro il tuo cuore il giorno in cui assaporerai la libertà che viene dal concentrarti su tutto quello che fai, invece che su quello che non sai fare.” 

(dal libro Stella di S. Bambarèn)




Ser Vlad e Laura,
a nome di tutta la Redazione di Frews,
vi augurano Buone Feste!





Come partecipare

Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?

Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in dimensinoni non superiori a 2024x2024. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico    possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!

Passando anche questo Natale in una corsia di ospedale

Quando eravamo piccoli il Natale era magico, le luci dell'albero, la messa tutte le domeniche... ci si accontentava di stare in famiglia.... tutti i parenti insieme, le nonne che preparavano quantità di cibo per una carovana... si rideva, si raccontava, ci si scambiavano i doni... che bei ricordi.. i nonni erano il trait d'union... a casa loro, sempre modesta ci si stava anche in trenta, tutti stretti, tutti lì ad ascoltare i racconti...o a casa loro.. che bello... racconti... io replicavo la festa del natale ogni volta che andavo a trovarli, erano un vulcano di notizie, di risate, di anedotti e anche di racconti tristi..... Oggi per me il Natale è pieno di malinconia, perchè loro non ci sono più e perchè con il lavoro che faccio mi rendo conto che il Natale a volte può essere davvero triste. Faccio l'infermiera da diversi anni, troppi natali passati in corsia e ogni anno è sempre la stessa storia, cambiano i volti, i nomi, ma la situazione è la stessa... Due giorni prima arrivano diversi anziani, guarda caso caduti in casa... Li ricoveriamo per 48 ore in osservazione.. i parenti, così affettuosi e cosi carini spariscono, dopo aver varcato l'uscita... Tu vedi questi piccoli fagotti, abbandonati nel loro letto.. non hanno un sorriso,non hanno parole, si chiudono in un silenzio lacerante... a volte vedi le lacrime velare quegli occhi spenti e le nascondono subito, cercando di salvare un briciolo di dignità...
A volte riusciamo a superare il loro silenzio, a volte qualcuno cede e racconta... di una vita di sacrifici, di come hanno tirato su i figli, di come hanno seguito i nipoti, dei sacrifici fatti per farli studiare...e poi con un gesto di desolato sconforto mostrano la stanza, vuota, non c'è nessuno a preoccuparsi di loro, nessuno che si preoccupa di come stiano, nessuno che gli dica BUON NATALE...e non esiste parola che possa dar conforto, a volte riesci ad arrivare fino al punto di riuscire ad abbracciarli, la loro fragilità è palpabile.... Io vorrei tanto avere ancora i miei nonni, la loro grande umanità mi manca tanto.... Come si può essere così insensibili nei loro confronti? Che Natale è se nel cuore non c'è Amore? Ma non trovo risposta, il mio Natale sono loro, i miei pazienti.... Niente è più gratificante del prendersi cura di loro, del donargli un sorriso, un abbraccio, ascoltare i loro racconti.. Il Natale è donare, non lo sfrenato consumismo a cui assistiamo ogni anno... Dio si è fatto uomo x portare Amore, troppi di noi hanno dimenticato il valore sacro di questa festa, il mio desiderio, la mia preghiera è che quest'anno sia l'ultimo anno a cui assisto un anziano abbandonato come un fagotto in un letto, con lacrime che non sgorgano sul viso ma si spengono nel cuore...
Gabriella Stazzu

Natale dal mondo: come si festeggia da noi in Italia

"Natale con i tuoi , Pasqua con chi vuoi".é il proverbio che si sente in Italia a Natale, dove questa è soprattutto la festa della famiglia. La festa di Natale dura parecchi giorni e si snoda fra visite a parenti e
amici. Il giorno di Natale comincia con la Messa di Mezzanotte, gremita anche da persone che non vanno a Messa in altre circostanze. Mentre si aspetta la Mezzanotte, la famiglia consuma il tradizionale " cenone
della vigilia" a base soprattutto di pesce e di fritti di ogni genere. Per il pranzo di Natale invece, ci sarà il cappone ripieno e su nessuna tavola mancheranno il panettone , lo spumante e il torrone anche se ogni regione ha il suo dolce tipico: il Panarello in Liguria , il Pangiallo nel Lazio, il Panforte in Toscana, il Parrozzo in Abruzzo, il Panducale in Umbria, la Cassata in Sicilia , la Pastiera in Campania e il Panpepato in Emilia.
L'attesa della Mezzanotte è vissuta in modi diversi nelle varie regioni.Il gioco tipico casalingo è la tombola che si gioca soprattutto con i bambini. La tradizione più diffusa è l'allestimento del presepe, non solo nelle case, ma anche nelle Chiese e per le strade.Gesù Bambino porta i doni per i bambini la notte di Natale depositandoli sotto l'albero.
Sarah Myliz

Peter Banana aiuta Babbo Natale a portare i regali

Quest'anno, come molti di voi sanno, mi sono cimentato nella scrittura di un libro per ragazzi. Lo ho scritto con Mauro e Massimo, i miei primi due figli di 6 e 4 anni. Ci siamo inventati un personaggio, loro mi suggerivano le ambientazioni ed io cominciavo a raccontare. E così è nato "Peter Banana e le vacanze romane" che contiene anche un racconto in stile natalizio che vi voglio qui proporre come racconto per questa giornata, per voi e per i vostri figli o nipoti. Buona lettura.
Peter Banana ed i regali di Natale.
Ogni anno arriva il Natale, la festa dell’accoglienza, della vita, nel giorno in cui si ricorda la nascita di Gesù Bambino. Anche quell’anno fu freddo e neve su tutta la terra ma Babbo Natale purtroppo aveva un problema più grosso di quello meteorologico.Gli abitanti della terra erano cresciuti ed i bambini, sparsi in tutto il mondo, attendevano festosi i regali che avevano chiesto e speravano di trovarli tutti, o in parte, sotto l’albero e vicino al Presepe.Le mamme ed i papà di tutto il mondo avevano già spedito le lettere a Babbo Natale e gli gnomi, aiutanti di Babbo Natale, avevano già provveduto a rispondere a tutti ed a preparare i pacchetti personalizzati con gli indirizzi in bella evidenza: anche quello di preparazione è un lavoro difficile ed importante e bisogna essere in tanti a farlo. La fortuna di Babbo Natale è sempre stata quella che mezzanotte non arriva contemporaneamente in tutto il mondo ma, grazie ai fusi orari, comincia prima in America, passa per l’Europa e finisce in Asia e quindi può organizzarsi per riuscire ad accontentare tutti i bambini del mondo, a scendere da tutti i camini e lasciare tutti i regali. Però quell’anno, alla vigilia di Natale, Babbo Natale si accorse che qualcosa non andava. La slitta, nonostante fosse stata preparata e caricata al massimo, non riusciva a contenere tutti i regali del mondo.
Gli gnomi provavano e riprovavano togliendo e sistemando i pacchetti ma comunque, in tutte le combinazioni possibile, qualche cosa rimaneva sempre fuori ed a terra e questo Babbo Natale non poteva proprio permetterselo, a Natale ogni bambino avrebbe ricevuto il regalo che meritava, ma occorreva una idea, una idea extra da qualcuno. Babbo Natale finì la riunione coi capi degli Gnomi, lasciò le renne e la slitta pronta e si ritirò per qualche minuto nella sua stanza a cercare una soluzione. Si fece portare l’elenco di tutte le persone buone del mondo e cominciò a scorrerle ad una ad una e quando arrivò alla P di Peter Banana, prese il fascicolo, lo lesse attentamente e si soffermò a pensare.
Poi Babbo Natale prese il telefono e compose il numero di Casa di Peter Banana.
Peter rispose puntualmente
“Parlo con Peter Banana?”
“Si sono io chi mi desidera?”
“Sono Babbo Natale”.
“Ah che onore Babbo Natale. Che sorpresa felice proprio il giorno della vigilia. Come posso esserle utile?”
Babbo Natale attese qualche secondo poi spiegò il motivo della telefonata.
“Senti Peter, ho bisogno di te. Ho un grande problema. Ho letto che hai risolto casi impossibili, che sei un ragazzo molto generoso, che aiuti sempre il prossimo. Anche io questa volta ho bisogno del tuo aiuto”
“Mi dica Babbo Natale. Come posso esserle utile- Sarà un piacere per me poterla aiutare se posso!”
“Bene Peter, bene. Ho proprio bisogno di questo entusiasmo e di questa disponibilità. Senti. La slitta è stracolma, piena all’inverosimile ma quest’anno non riesce a contenere tutti i regali del mondo e ci sono tanti bambini che rischiano di non ricevere il regalo domani notte. Come possiamo fare?”
Peter stette qualche secondo in silenzio poi disse:
“Babbo Natale. Una idea ce l’avrei”
“Dimmi subito Peter. Dobbiamo fare presto e speriamo che sia una idea buona, anzi quella buona e definitiva”.
“Io potrei aiutarvi”
“E come Peter?”
“In cantina ho due enormi sci a forma di Banana che sembrano due canoe e che io uso per spedizioni speciali sulla neve. Davanti e dietro posso sistemare tantissimi regali e consegnarli a chi lei mi indicherà. Credo che almeno diecimila regali ci possono stare!”
Babbo Natale sussultò di gioia.
“Ottimo Peter, ottimo davvero, abbiamo proprio bisogno di te. Prendi il primo volo e vieni al Polo Nord che ti aspetta un grande lavoro, che ti aspetta la consegna dei regali per tutti i bambini dell’Alaska e delle zone di montagna dove potrai raggiungerli sciando con i tuoi super sci banana”.
Peter si recò subito all’aereoporto, imbarcò i due grandi sci e si accomodò al suo posto.
In poche ore fu alla Casa di Babbo Natale ed entrò nel vivo degli ultimi preparativi e dovunque tutti cantavano Jingle Bells.
Peter e Babbo Natale si abbracciarono e poi l’anziano signore diede al giovane aiutante l’elenco con gli indirizzi di tutti i dieci mila bambini che doveva raggiungere in quella notte Santa.
Peter prese l’elenco, lo scorse velocemente e poi si incamminò verso i suoi due grandi sci a banana ma Babbo Natale lo fermò sulla soglia della porta:
“Prendi questa – gli disse – e suona un tocco solo, lieve e soffice come la neve, ogni volta che lascerai una casa dove hai consegnato il regalo” ed allungò a Peter Banana una luccicante campanellina.
Peter indossò i grossi sci a banana, Babbo Natale salì sulla slitta ed insieme partirono, uno in direzione nord e l’altro verso sud.
Così quella notte Peter Banana aiutò Babbo Natale a portare i regali in tutti il mondo ed in ogni casa che entrava cercava i bambini, dava loro un leggero bacino sulla fronte mentre dormivano e poi lasciava i giusti regali sotto l’albero o vicino al Presepe.
Poi ripartiva verso un’altra destinazione seguendo l’elenco che gli aveva lasciato Babbo Natale.
Tutte le case di montagna furono raggiunte e l’indomani si poteva scorgere sulla neve una chiara impronta lunga ma non di slitta, un po’ curva, come di una gigante banana. Tutti i bambini ricevettero il regalo anche quel Natale e la festa fu accompagnata da un leggero tocco di campanella che rende tutto più dolce ed anche più vero. Alla fine della consegna anche Peter tornò a casa sua e, sorpresa delle sorprese, trovò vicino al Presepe sia il regalo che gli aveva chiesto sia un altro piccolo pacchetto.Peter si avvicinò e lo aprì con molta emozione e dentro trovò un biglietto con scritto:
“Al mio aiutante preferito, con affetto a grazie di tutto e passa un sereno Natale e rimani sempre così, generoso e disponibile verso gli altri. Babbo Natale”.
Nel pacchetto trovò una piccola banana a forma di stella cometa che subito sistemò sopra l’albero, ed è ancora lì!
Buon natale!
Giorgio Gibertini Jolly

La vitamina del giorno di Natale con una frase di San Bernardo

25 Dicembre 2011
segno zodiacale: Capricorno
FELICE NATALE A TUTTI I LETTORI
" Quando Dio si mostra sotto la forma di un bambino ispira amore"
San Bernardo

24/12/11

Il Seprio nel Medioevo – Longobardi nella Lombardia Settentrionale


“Dal Lago Maggiore seguendo il corso del fiume Ticino fino a Padregnano, e da Padregnano a Cerro di Parabiago e da Parabiago a Caronno e da Caronno fino al fiume Seveso, e dal Seveso fino al fiume Tresa fin dove il Tresa si getta nel suddetto Lago Maggiore”. Ecco i confini del Seprio così come li stabiliva, il 10 febbraio 1185, l'imperatore Federico Barbarossa nel Trattato di Reggio. Il documento concedeva ai milanesi le regalie che l'impero aveva nei contadi non solo del Seprio, ma anche della Martesana, della Bulgaria, di Lecco e di Stazzona (Angera). Si trattava di confini ormai ristretti, solo un pallido ricordo di ciò che era stato, nell'alto medioevo, uno dei territori più decisivi – strategicamente, militarmente, commercialmente, politicamente - per la storia non solo d'Italia, ma dell'intera Europa.
A raccontarne la lunga e intensa storia di quest'area oggi appartenente alla Provincia di Varese c'è ora un volume, “Il Seprio nel Medioevo. Longobardi nella Lombardia Settentrionale (secc.VI-XIII)” (ed. Il Cerchio, Rimini) che raccoglie gli atti dell'importante convegno svoltosi a Morazzone, in provincia di Varese, nell'aprile 2010. Un volume e una storia quanto mai attuali dopo il recentissimo ingresso a giugno di quest’anno di Castelseprio e Torba nella World Heritage List dell'Unesco come parte integrante del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 dC)”.
Il libro inizia con un vasto affresco – curato dalla medievista Elena Percivaldi che è anche la curatrice del volume – che ripercorre le vicende del Seprio dal periodo tardo-antico fino all'età di Federico Barbarossa. Gli altri saggi raccolti nel volume analizzano singoli aspetti della storia e dei luoghi del Seprio: Paola Marina De Marchi, direttrice del Parco Archeologico di Castelseprio, ha ricostruito le varie fasi dell'abitato di Sibrium fornendo un'accurata sintesi degli scavi susseguiti nel tempo nonché dei materiali restituiti; lo storico Diego Dalla Gasperina ha focalizzato l'attenzione sulla cittadina di Morazzone ricostruendone le vicende fino alle soglie dell'età moderna; l'archeologo Cristiano Brandolini presenta per la prima volta il resoconto dettagliato sugli scavi svolti nella chiesetta della Maddalena.
Completa il testo una disamina del Sistema museale archeologico della Provincia di Varese (SiMArch) condotta dalla sua coordinatrice Maddalena Pizzo.

Sara Citterio

Persecuzioni razziali che non conosciamo.Non solo nazismo e schiavitù.




Ieri sera,complice un caffé di troppo e il clima festivo,alle 23 ero ancora sveglia e ho disattentamente iniziato a guardare un film su Rai Movie:"La generazione rubata".La mia deconcentrazione è durata poco,perché la tematica affrontata era seria,dolorosa e perché in questa parte di mondo,non credo la si conosca in molti.Il film è tratto dal romanzo"La barriera per conigli"dell'australiana Doris Pilkington e narra la sconvolgente odissea attraversata da sua madre,sua zia e una loro cugina negli anni'30.Le tre bambine erano delle mezzosangue,cioè concepite da madri aborigene e padri nativi inglesi e vivevano nell'insediamento di Jigalong,in una sorta di villaggio femminile,a stretto contatto con la natura.Ma,per volere delle autorità ,come accadde a tantissimi altri piccoli aborigeni tra gli anni'30 e gli anni'70,erano state forzatamente prelevate dall'ambiente di origine per essere condotte in un centro di rieducazione,Moore River.Lo scopo era quello di proteggere gli aborigeni stessi.In che modo?Facendoli sposare con dei civili,di modo che nell'arco di due generazioni sparisse ogni traccia somatica e tradizionale della loro etnia.Il titolo è ripreso dall'altra lotta combattuta a quei tempi dalle autorità del luogo:impedire all'esorbitante numero di conigli di continuare a compiere razzie sulle terre abitate;la soluzione fu costruire delle barriere che li confinassero lontano dagli insediamenti umani.Ma Molly,la maggiore delle tre bambine e mamma dell'autrice,non si adatta alla nuova esistenza,alle regole disumane e convince la sorellina Daisy e la cuginetta Gracie a fuggire.Nessuno ce l'ha mai fatta:la guida del centro,un esperto aborigeno,ha infatti sempre reperito ogni fuggiasco per ricondurlo nella colonia.Per nove settimane la guida e le istituzioni australiane se la vedranno con l'astuzia e la sorprendente tenacia di Molly che non si dissuaderà mai dal suo proposito di ritornare a Jigalong.Purtroppo,un escamotage degli avversari,cioè far sapere alla cugina che la madre la sta aspettando in un altro luogo,porterà quest'ultima ad allontanarsi dalle compagne di sventura e a finire nel loro scacco.Gracie morirà quasi 60anni dopo senza rivedere mai più la terra natìa.La vicenda di Molly e Daisy ha invece un epilogo felice:riescono a riabbracciare la madre e la nonna ma in futuro saranno nuovamente ricondotte al centro di rieducazione e ricompiranno ancora con successo l'impresa.Anche alle figlie di Molly toccherà il destino di essere separate dalla famiglia,ma se la maggiore,Doris,avrà la stessa fortuna della genitrice e potrà addirittura narrare la storia in un romanzo,della sorellina si perderà per sempre ogni notizia.Il film si conclude con le immagini reali delle vecchie Molly e Daisy,nel 2002,mentre camminano nella selvaggia e amata Jigalong e,confesso,la lacrima è uscita.

Novità su Roberto Straccia.Mie perplessità ed ipotesi.




Novità sulla scomparsa dello studente universitario Roberto Straccia,originario di Moresco e sparito da Pescara,dove appunto studia,mercoledì 14 dicembre,dopo essere uscito di casa in abbigliamento sportivo per fare footing,intorno alle 14.30.Dagli esami del dna fatti su un berretto e uno scaldacollo rinvenuti rispettivamente davanti ad uno chalet e in una pineta,è risultato che nessuno dei due appartiene al giovane fermano.Gli inquirenti stanno passando al setaccio le vite dei coinquilini pescaresi di Roberto,dei loro amici e perfino di amici degli amici,in quanto convinti che dai loro racconti sugli ultimi momenti in compagnia del ragazzo,abbiano omesso qualcosa di fondamentale ai fini delle ricerche e insospettiti dall'eccessiva tempestività con cui hanno allertato le forze dell'ordine,appena due ore dopo il mancato ritorno dello Straccia.




Posso confessare che questo aveva messo la pulce anche in me,che nel mio secondo e terzo articolo,anche se non palesemente,ho cercato di soffermarmi sul coinquilino che interviene sempre,quasi in anticipo su eventuali domande che gli possano essere rivolte e poi,come fa ad essere certo che la persona vista da una ragazza mercoledì 14 verso le 20 nei pressi di via D'Avalos a Pescara non possa essere Roberto?Certo,lo studente potrebbe anche essere mosso da un forte legame con l'amico scomparso e quindi il suo zelo potrebbe semplicemente essere frutto di affetto.




E ho avvalorato anche un'ipotesi,magari del tutto errata:l'ultimo fotogramma delle telecamere di sorveglianza,può essere effettivamente ritenuto segno che le tracce di Roberto si siano perse in quel momento e non più tardi?E'certo che,magari seguendo un percorso non videosorvegliato,il ragazzo non si sia rimesso sulla via di casa?

La mia personale lettera di Natale condivisa con tutti voi

Quest'anno per Natale ai miei amici ho regalato un piccolo ma prezioso libricino: "Il giardiniere dell'anima" di Clarissa Pinkola Estés, accompagnato da questa lettera che ho deciso di condividere con tutti voi cari lettori di Frews.

Cari amici,
eccomi qui, come oramai di consueto, a scrivervi un piccolo pensiero per Natale.
Sono andato a rileggere la lettera che scrissi due anni fa, per il Natale del 2009. Ne riporto una parte:

Ho sempre creduto nel “consumismo”, ma credo che l’uomo abbia veramente esagerato, credo che abbiamo veramente esasperato le cose e superato il limite del non ritorno! Non sono così ingenuo da pensare che questo bigliettino potrà cambiare il mondo, ma credo che l’uomo abbia veramente “esagerato” su tutta la linea e stia pagando amaramente tutt’oggi (e pagherà ulteriormente) le conseguenze delle proprie azioni.
...
I detti popolari dei nostri nonni racchiudono sempre tanta saggezza: “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” oppure “tutti i nodi vengono al pettine” e questo è quello che sta accadendo sotto i nostri occhi quotidianamente.

Due anni fa, queste considerazioni potevano apparire assurde, infatti tutti ci raccontavano che il peggio della “crisi” era oramai passato e quasi tutti volevamo illuderci che così fosse. Io ero tra i pochi a sostenere che la “crisi” vera doveva ancora avvenire e che era solo l’inizio, le prime avvisaglie. Oggi sembra che i fatti mi stiano dando sempre più ragione, adesso perlomeno quasi più nessuno osa dire “il peggio è passato”. Io credo che però la situazione sia ancora più grave di quello che pensiamo, il peggio deve ancora arrivare anche perché, come ha detto il Papa in un recente intervento: “la crisi che viviamo oggi, è crisi di significato e di valori, prima che crisi economica”.
Il modo di vivere che abbiamo voluto instaurare ed applicare nel nostro Tempo non sta più in piedi e ogni settimana che passa questo diventa sempre più evidente. Molti mi accusano di essere esageratamente pessimista o addirittura catastrofista, ma io non credo affatto di essere così. Infatti è certamente vero che io vedo grandi tenebre davanti a noi ma poi al di là scorgo anche una bellissima e profondissima Luce. Sottoscrivo quindi queste parole che il nuovo arcivescovo di Milano, Scola, ha pronunciato durante il tradizionale discorso di S. Ambrogio:
Questo tempo in cui la Provvidenza ci chiama più che mai ad agire da co-agonisti nel guidare la storia è simile a quello di un parto, una condizione di sofferenza anche acuta, ma con lo sguardo già rivolto alla vita nascente: «La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo» (Gv 16, 21).
Credo che dovrebbe essere proprio questo lo spirito giusto che dovremmo riuscire ad avere: riuscire a non farci sopraffare dalle difficoltà, capendo che la felicità non è data dalle cose che si posseggono o dallo stile di vita che si riesce a sostenere. Dovremmo riuscire a ri-scoprire il Vero senso della Vita che include anche...la sofferenza e la morte! Lo so anche queste, a prima vista, possono apparire considerazioni assurde, infatti la nostra società da sempre vorebbe imporci di vedere la “sofferenza” e la “morte” come aspetti assolutamente negativi, ma basta osservare la Natura per capire che la cosa non funziona affatto così. Ed è proprio questo il significato profondo del libretto che vi dono quest’anno. Il libro racconta una semplice fiaba, che è stata raccontata da uno zio, un contadino ignorante, all’autrice del libro. Ma quanta Saggezza può esserci trasmessa dalla persone più semplici e più umili di questo mondo...questa semplice fiaba nasconde un profondo significato, spiegato nel libro; ma credo di avervi anticipato già troppo, Vi lascio pertanto alla breve, ma intesa, lettura di questo splendido racconto.

Concludo riportando qui sotto la splendida preghiera/poesia che troverete poi anche riportata nel libro.

Auguro a tutti voi di trascorrere un Vero Buon Natale.
manuel


Rifiutati di cadere.
Se non puoi rifiutarti di cadere,
rifiutati di restare a terra.
Se non puoi rifiutarti di restare a terra,
leva il tuo cuore verso il cielo,
e come un accattone affamato,
chiedi che venga riempito,
e sarà riempito.
Puoi essere spinto giù.
Ti può essere impedito di risollevarti.
Ma nessuno può impedirti
di levare il tuo cuore
verso il cielo -
soltanto tu.
E’ nel pieno della sofferenza
che tanto si fa chiaro.
Colui che dice che nulla di buono
da ciò viene,
ancora non ascolta.

Buon Natale da tutto il mondo: Olanda e Danimarca

In Olanda i festeggiamenti natalizi iniziano il 5 dicembre con la festa di Sinter Klaas(San Nicola) che porta i doni ai bambini che lasciano in cambio carote per il suo cavallo. Il giorno di Natale si consuma il tradizionale pranzo a base di tacchino o oca con ripieno di prugne. Non mancano i dolci a base di melassa e mandorle e soprattutto le tradizionali focacce a forma di animaletti chiamate "speculaas". In Danimarca sono i bambini che hanno il compito di decorare la tavola con lavoretti fatti da loro. I danesi coltivano in un vasetto un giacinto , se fiorisce il giorno di Natale, la famiglia sarà preservata dalla malattia. Il pranzo è piuttosto elaborato. Il riso al latte nasconde sul fondo una mandorla , chi la trova riceverà il regalo più grande e più bello. Dopo il pranzo tutta la famiglia danza intorno all' abete.
Sarah Myliz

La vitamina del giorno: San Delfina e citazione Coco Chanel

24 Dicembre 2011 segno zodiacale. Capricorno. S.DELFINA. Ci sono esempi di santi e di sante che si sono conservati perfettamente casti nella vita coniugale , astenendosi da ogni rapporto sessuale pur vivendo accanto al coniuge. Delfina nasce a Puimichel nel 1285. Giovanissima perde i genitori. A 15 anni viene data in sposa al giovane Elzeario. Quando questo le parla di rapporti sessuali, risponde invocando l'esempio di Cecilia e Valeriano. Durante un viaggio di Elzeario , Delfina decide di fare voto di verginità. Al ritorno anche Elzeario pronuncerà lo stesso voto. Entrambi trascorrono la vita compiendo opere buone , tanto quanto possono. Delfina dorme sempre vestita ed entrambi quando soli nella loro camera si alzano e pregano insieme. Fece anche voto di povertà assoluta , dopo la morte di suo marito. Delfina morì nel 1360 a settantasei anni, dopo tre anni cominciò il processo di beatificazione. Infatti le persone del suo ambiente riferirono di numerosi miracoli accadaduti dopo la sua morte.
" Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto"
Coco Chanel