24/10/11

Stupro e violenza sessuale, i problemi più sentiti dalle donne fuggite dalla Somalia

"Secondo una breve analisi realizzata per il Programma sulla violenza di genere (GBV) a Dadaab, stupro e violenza sessuale sono i problemi più sentiti dalle donne e dalle ragazze fuggite dalla Somalia, e continuano ad esserlo, anche se in misura minore, nei campi". E' quanto si legge in una nota del responsabile del GBV del Comitato internazionale di soccorso (IRC) a Dadaab, pervenuta all'Agenzia Fides. Finora sono stati registrati solo 30 casi di stupro tra gennaio e luglio 2011, segnala l'UNHCR a Dadaab. Non tutte denunciano le violenze per paura di subirne nuove e peggiori. Per molte di loro, che ogni giorno percorrono il cammino verso Dadaab insieme a centinaia di persone stanche, deboli e malnutrite in fuga dalla carestia, è un viaggio straziante. La maggior parte porta i propri figli legati sulla schiena. Le più fortunate, oltre ai propri figli, dalle loro case in Somalia riescono a salvare pochi averi che trasportano sui carri trainati da! gli asini. Una volta arrivate a Dadaab, quasi tutte si dichiarano rifugiate e si sottopongono ai controlli medici con i loro figli. Viene loro assegnata una tenda, senza porta, finestre, mobili e perfino letti, e un kit di base per la casa. Nonostante tutto, è comunque un posto che possono chiamare casa. Alcuni sono nati qui nel 1991, quando il campo fu allestito per la prima volta, e non hanno mai avuto nessun altro riparo. Anche dopo essersi ambientate, le donne non parlano delle violenze subite durante il viaggio. Inoltre, se gli episodi di violenza sembra siano meno frequenti all'interno dei campi, alcune donne confessano di non sentirsi sicure e di aver paura anche di notte, mentre dormono nei loro rifugi improvvisati. Alcune continuano a subire violenza da parte dei loro partner. Il rischio maggiore nel campo è quando sono costrette ad allontanarsi in cerca di legna per il fuoco. (AP) (24/10/2011 Agenzia Fides)

Dalla nostra corrispondente in Australia....1

Difficile fare una classifica dei posti più belli d'Australia..è troppo grossa e piena zeppa di meraviglie. E io ne ho viste troppe poche.
Il primo posto che ho visitato e in cui ho lasciato un pezzetto del mio cuore è una piccola cittadina di mare del New South Wales: Byron Bay.
E' un posto che qualcuno definisce "mistico"..io non so se lo sia, ma se non altro è singolare.
Considerato la Mecca dei surfisti, si può definire come un'oasi hippy, hippy nel vero senso della parola, dove tutti vivono rilassati e sereni, la vita è incentrata sull'oceano e, un po' distrattamente, anche sul turismo. Non so esattamente spiegare perché ci si innamori di Byron Bay, non sono solo le spiagge bianche, la rain forest o la splendida light house..c'è qualcosa di più, un'atmosfera che non può lasciarti indifferente. Quando sono stata sul mio bus di ritorno a casa ho realizzato che la sensazione che stavo provando era di nostalgia, non volevo andarmene, non ancora almeno.
E per il momento non ho conosciuto nessuno che non abbia provato lo stesso..
E' uno strano posto e fino ad ora solo lì mi sono imbattuta in quella che considero la vera vita aussi, quella che mi aspettavo arrivando dall'Italia, quella forse stereotipata ma poetica, fatta di sole, surf, natura pazzesca, birra..e questo non è solo turismo o vacanza, è Australia davvero; se non l'Australia delle grandi città è quella dei piccoli centri sulla costa, di Byron Bay. Dove tutto è easy, la terra del "it's okay", sono gli australiani ad essere così e ti trasmettono serenità, divertimento e voglia di restare.
Ora capisco amici che ci sono arrivati per una visita veloce e ci sono restati per mesi e mesi, rapiti da quella che io considero la vera Australia, quella fatta di piccole realtà, oceano e natura incontaminata.
Credo che uno degli aspetti più belli di questo Paese sia la varietà, il modo in cui tutto cambia di continuo, in ogni momento. E questo vale per un sacco di cose: per esempio il clima che passa da essere caldo afoso ad essere fresco e ventilato, il cielo che può riempirsi di nuvole nel giro di dieci minuti, la pioggia che va e viene come le pare e fare previsioni a volte è davvero complicato, il paesaggio che cambia davvero molto, e ti ritrovi su una spiaggia bianca passando attraverso la foresta tropicale a cui sei riuscito ad accedere attraversando strade costeggiate da verdi colline che ricordano la Svizzera, e la gente che cambia città, stato o lavoro con una semplicità e una disinvoltura che ti lasciano attonito.
Tutto questo è fantastico..niente ti annoia mai.
Vivo questa continua metamorfosi ogni giorno, ma è stata ancora più tangibile durante il mio ultimo breve viaggio, in cui ho avuto la fortuna di visitare una piccola isola ad un paio d'ore di macchina da Melbourne, Phillip Island. Quest'isola ospita la più grande colonia australiana di pinguini, una specie nana di colore blu e bianco. Beh, ecco cosa succede: ogni sera, 365 giorni all'anno, centinaia e centinaia di pinguini aspettano il tramonto per uscire timidi dalle fredde acque dell'Oceano e attraversare impacciati la spiaggia correndo goffi per raggiungere le loro tane nel bush. Ed ogni sera, 365 giorni all'anno, centinaia e centinaia di turisti aspettano emozionati, e spesso al gelo, che questo accada.
Per me è stato uno degli spettacoli più belli ed emozionanti al quale abbia mai assistito. E' difficile spiegare la sensazione e l'emozione di quando vedi spuntare i primi puntini neri farsi largo tra le onde..stupore. Stupore nel vedere quanto la natura sia perfetta, stupore nel vedere questi animali compiere ogni sera lo stesso viaggio nonostante la gente li disturbi e li osservi divertita, stupore nel constatare che possano e riescano ad attirare tante persone ogni giorno.
Questo, così come la forza e la violenza dell'Oceano che ho fotografato sulla Great Ocean Road, mi fanno riflettere: la natura, nonostante i nostri sforzi, continua indisturbata per la sua strada, è più forte di noi e lo dimostra ogni giorno chiaramente. Credo proprio che qui siano natura e clima a fare da padroni, e spero possano continuare a lungo perché riescono davvero a regalarci "fotografie" incredibili.
Caterina

E' morto Marco Simoncelli: parliamo di Marco Simoncelli

Marco Simoncelli (Cattolica, 20 gennaio 1987Sepang, 23 ottobre 2011) è stato un pilota motociclistico italiano, campione del mondo della 250cc nel 2008.
Conosciuto fra gli appassionati con il nomignolo di Supersic,[1] è morto nel 2011 durante una gara al circuito di Sepang, inMalesia.[2].Nato a Cattolica, vive fin da piccolo a Coriano. Comincia a correre a 7 anni con le minimoto nella sua città. A 12 anni è proclamato campione italiano, così come nel 2000, anno nel quale gareggia per il titolo europeo conquistando la 2ª posizione. A 14 anni prende parte al Trofeo Honda NR (sale in 2 occasioni sul podio) ed al campionato italiano 125 GP
Prendo questo informazioni da Wikepedia che, veloce come un Simoncelli qualunque, ha già aggiornato il tempo del verbo al passato!
Tremendo questo fugace mondo internet.
Ieri mi si è freddato il sangue quando l'sms della notizia di Simoncelli mi ha colto poco prima della Comunione durante la messa delle 11.30.
Non sono appassionato di Moto Gp, non ho mai seguito una corsa, ricordo solo che Simoncelli era quello ricciolo ed anche lui simpatico.
Morire così svolgendo al massimo la sua passione.
Però per il breve spazio di un post vorrei parlare di Simoncelli, o meglio, della sua morte anche se non lo conosco e non saprei cosa dire.
Dico questo perché stamattina sentivo alla Radio discussioni sul fatto se ora Valentino Rossi si ritirerà o no, sul fatto che ogni giorno in Italia muoiono tre persone sui luoghi di lavoro, sul fatto che la stessa notte sono morti tre giovanissimi sulla A4 e sui morti sotto il terremoto in Turchia.
Tutto vero.
Però la morte di un uomo è sempre la sua ed a Marco Simoncelli, che comunque rappresentava il sogno, la passione, la gioia di molti, dedichiamogli tutto un suo attimo, un piccolo post e soprattutto una grande preghiera.
Poi del resto ne parleremo da domani.
 

Chi parla dell'importanza della scuola cattolica


Un argomento poco evidenziato della Prolusione del Cardinale Bagnasco è stato quello riguardante la scuola cattolica eppure il Presidente della Cei ne ha parlato, in quel discorso, al capitolo 12 con parole di affetto verso gli studenti (“all’inizio del nuovo anno scolastico, desideriamo rivolgere un augurio sentito ai giovani che si accingono a compiere questo ulteriore tragitto della loro crescita.”) e moniti precisi alla classe politica ed amministrativa: “Alla classe politica e amministrativa chiediamo di dare ragione della centralità della scuola, con lucidità e lungimiranza, adottando decisioni di equità e di giustizia rispetto a tutte le esperienze proficuamente attive, dalla scuola materna all’università, valorizzando anche il patrimonio della scuola cattolica e sostenendo il diritto dei genitori di scegliere l’educazione per i propri figli. Senza considerare che ogni volta che  una scuola paritaria è costretta a chiudere, ne deriva un aggravio economico per lo Stato e una ferita per la scuola nel suo insieme.”
L’ultima frase, quella sul fatto che la chiusura di una scuola paritaria comporti un aggravio economico per lo Stato, potrebbe anche sembrare una boutade ma è singolare notare come questo concetto sia stato evidenziato, qualche giorno prima, anche da Vittorio Feltri (non certo un uomo di chiesa!) in un suo editoriale-lettera aperta al neo Segretario del PDL Angelino Alfano.
Scrive Feltri il 16 settembre:
Caro onorevole Angelino Alfano, scrivo a lei perché è il capo del Pdl, il partito cardine della coalizione di governo, inoltre perché è nota la sua forma­zione e educazione cattolica. Penso quindi sia sensibile al problema che intendo sotto­porle. Si tratta degli asili che, come saprà, nacquero in Lombardia (…) su iniziativa dei preti, che a me sono antipatici (…) ma ai quali bisogna pur riconoscere molti meriti, soprattutto quello di fare ciò che lo Stato non sa fare a sostegno della fami­glia. Ora gli asili li chiamano in modo diverso: scuola materna o d’infanzia; ma la loro funzione è sempre la stessa. L’unica novità sostanziale è che l’esperimento lombardo, avendo avuto successo negli anni, è stato esteso all’Italia intera: l’educazione dei bambini dai 3 ai 6 anni è entrata nella routine e nella tradizione. E non vi provvedono più soltanto i re­ligiosi (i privati in genere) ma anche lo Stato. Il quale gestisce il 43 per cento circa degli ex asili. Pochi comunque in confronto a quelli affidati alle associazioni cattoliche, il 57 per cento. È proprio di questo, caro onorevole, che desidero parlarle. Deve sapere che, a grandi linee, un bambino iscritto alla materna pubblica costa all’amministrazione statale circa 6.000 euro l’anno. Mentre fino a un anno fa un bambino accolto in una struttura privata comportava per la medesima amministrazione l'irrisoria spesa di circa 500 euro l’anno, versati sotto forma di contributo. Fatti due conti, la gestione privata costava un dodicesimo rispetto a quella pubblica.
Ecco che Feltri ha quindi “spiegato” quello che ha scritto il Cardinale Bagnasco. Continua poi così il direttore del Giornale spingendosi oltre con una proposta che se fosse venuta da un qualsiasi esponente della Chiesa Cattolica, pur da un semplice insegnante di religione, sarebbe stato tacciato di ingerenza pontificia!
Perché una simile sproporzione a parità di servizi erogati? Semplice. Lo Stato paga a piè di lista ogni spesa: personale dipendente, materiale didattico, manutenzione degli stabili eccetera. Mentre i preti e i loro collaboratori sono oculati e parsimoniosi per forza di cose: puntano sul volontariato (ad esempio per le pulizie e le riparazioni), sui lasciti, sulle generose elargizioni di cittadini e parrocchiani. L’onere principale è co­stituito dagli stipendi alle maestre. Ecco giustificata la differenza enorme che si riscontra tra i bilanci del pubblico e quelli del privato. Anche un allocco comprende: allo Stato non conviene gestire direttamente la scuola materna; ha tutto l’interesse a delegare il delicato e fondamentale compito alle associazioni religiose o parareligiose.”
Discorsi chiari, verità lampanti con le quali è possibile un ponte di incontro tra tutte le persone di buona volontà. 

23/10/11

Serie A 8° giornata


La serie A oggi regala una nuova capolista solitaria, bianconera, ma non la Juve. Difatti se i bianconeri di Torino, dopo essere andati in vantaggio due volte contro il Genoa, si sono fatti recuperare per un finale di 2-2, l'Udinese invece ne ha date 3 al Novara in casa, con doppietta di Di Natale. Al secondo posto la Lazio che supera la Juve in classifica in virtù della vittoria in casa del Bologna.

A mezzogiorno Milan e Lecce danno vita ad una gara incredibile e intrisa di colpi di scena. Se sul 3-0 per il Lecce dopo il primo tempo non ci avrebbe scommesso nessuno, lo stesso si dica del recupero del Milan, che nel secondo tempo rimonta e va a vincere, con un Boateng pazzesco che firma 3 delle 4 reti. Anche l'Inter sorride, con la vittoria casalinga contro il Chievo. Il Napoli non riesce a superare il Cagliari, rossoblu sono un'altra rivelazione del campionato, il quarto posto dei sardi è meritato.

La Roma dopo il KO nel derby torna alla vittoria con un 1-0 rifilato al Palermo. Fiorentina e Catania si dividono il bottino con un 2-2,  il Siena batte in casa il Cesena per 2-0.

Foto Ansa.

Beatificazione di don Guanella

Con l'Assemblea mondiale del Movimento Laicale Guanelliano si è aperto oggi a Roma il programma delle iniziative per la canonizzazione del Beato don Luigi Guanella, fondatore dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza. All'appuntamento partecipano circa 100 delegati provenienti da Europa, America, Africa ed Asia. Nel pomeriggio di sabato 22, presso la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, ci sarà una Veglia di preghiera. Domenica 23 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale, la canonizzazione presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI in piazza San Pietro. Lunedì 24, festa liturgica di San Luigi Guanella, si terrà presso la Basilica di San Pietro alle ore 10 la Solenne Concelebrazione Eucaristica di Ringraziamento presieduta dal Card. Tarcisio Bertone, con il rinnovo delle promesse delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, dei Servi della Carità e dei Cooperatori guanelliani. Presso la Basilica di San Giuseppe al Tri! onfale a Roma, alle ore 16, ci saranno le professioni perpetue delle religiose guanelliane. Nei giorni successivi il programma proseguirà con il pellegrinaggio a Como e ai luoghi natali del Santo.
Sono oltre 12 mila i pellegrini che parteciperanno alla canonizzazione di don Guanella ed alle iniziative collegate, tra di loro mille provengono dall'estero e mille dalla diocesi di Como. Anche la diocesi svizzera di Lugano sarà ampiamente rappresentata. I guanelliani sono presenti in quattro continenti. In Italia, a Como e a Roma, si trovano le Case ritenute più importanti e significative. A Como, la Casa Divina Provvidenza, è la Casa madre dove, attorno al santuario del Sacro Cuore, si sono sviluppate le prime opere di carità del Fondatore. La Provincia Cruz del Sur ha 26 Centri operativi, in Argentina, Cile e Paraguay; la Provincia Santa Cruz ne ha 25 in quattro regioni del Brasile; la Provincia Nostra Signora di Guadalupe 9 in Colombia, Guatemala, Messico e Spagna. La Provincia Divine Providence ha 18 Centri operativi in India, Filippine e Stati Uniti. La Delegazione Africana Nostra Signora della Speranza ne ha 7 in Ghana, Nigeria e Rep. Dem. del Congo. Oltre alla Curia ! Generalizia con 2 Centri operativi, tra cui il Seminario Teologico Internazionale di Roma e Fiuggi, la Provincia Romana S. Giuseppe conta 25 Centri operativi, disseminati nel Centro-Sud Italia, più una comunità in Polonia. La Provincia Sacro Cuore conta 32 Centri operativi nel Nord Italia, in Svizzera e Israele.
Luigi Guanella nacque in provincia di Sondrio, il 19 dicembre 1842. Si distinse sempre per la sua grande fede arricchita e alimentata dalla pietà popolare, che imparava stando vicino ai semplici e ai poveri. Studiò in vari seminari diocesani. Nel 1866 venne ordinato sacerdote e, dopo poco, nominato parroco. Si dedicò con molto zelo ai giovani e, affascinato dal carisma salesiano, prese contatto con don Bosco e nel 1875 diventò salesiano. Rimase nella congregazione salesiana per tre anni, prima di essere richiamato in diocesi dal Vescovo, che lo mandò a dirigere un ospizio per poveri anziani. Qui trovò un gruppo di Orsoline che organizzò in una congregazione: le Figlie di Santa Maria della Provvidenza, dedite all'educazione della gioventù, specialmente più povera ed emarginata, all'assistenza dei malati, agli anziani trascurati. Sostenuto dal Vescovo, fondò anche il ramo maschile: i Servi della Carità, con le medesime finalità. Le sue congregazioni fiorirono in particolare in I! talia, in Svizzera e negli Sati Uniti. Per sostenere i morenti fondò la Pia Unione del Transito di San Giuseppe. Costruì diverse chiese e opere per gli emigrati e gli emarginati. Morì a Como il 24 ottobre del 1915. (AP) (21/10/2011 Agenzia Fides)

Giornata Missionaria Mondiale: quanti sono e dove sono i cattolici nel mondo?

Come è consuetudine, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, quest'anno domenica 23 ottobre, l'Agenzia Fides presenta alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa missionaria nel mondo. Le tavole sono tratte dall'ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2009) e riguardano i membri della Chiesa, le sue strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Tra parentesi viene indicata la variazione, aumento (+) o diminuzione (-) rispetto all'anno precedente, secondo il confronto effettuato dall'Agenzia Fides.
Popolazione mondiale
Al 31 dicembre 2009 la popolazione mondiale era pari a 6.777.599.000 persone, con un aumento di 79.246.000 unità rispetto all'anno precedente. L'aumento globale riguarda anche quest'anno tutti i continenti: Africa (+19.983.000); America (+8.744.000); Asia (+47.702.000); Oceania (+967.000); Europa (+1.850.000).
Cattolici
Alla stessa data il numero dei cattolici era pari a 1.180.665.000 unità con un aumento complessivo di 14.951.000 unità rispetto all'anno precedente. L'aumento interessa tutti i continenti: Africa (+6.530.000); America (+5.863.000); Asia (+1.814.000); Europa (+597.000); Oceania (+147.000). La percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,02%, attestandosi al 17,42%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in Africa (+0,3); America (+0,04) e Asia (+ 0,01), mentre in diminuzione, come lo scorso anno, sono Europa (- 0,02) e Oceania (- 0,3).
Abitanti e cattolici per sacerdote
Il numero degli abitanti per sacerdote è aumentato anche quest'anno, complessivamente di 139 unità, raggiungendo quota 13.154. La ripartizione per continenti: aumenti in America (+70), Europa (+ 42) ed Oceania (+181), e diminuzioni in Africa (-313) e Asia (-628). Il numero dei cattolici per sacerdote è aumentato complessivamente di 27 unità, raggiungendo il numero di 2.876. Si registrano aumenti in tutti i continenti, mentre l'unica diminuzione è in Asia: Africa (+25); America (+32); Asia (-30); Europa (+16); Oceania (+25).
Circoscrizioni ecclesiastiche e stazioni missionarie
Le circoscrizioni ecclesiastiche sono 11 in più rispetto all'anno precedente, arrivando a 2.956, con nuove circoscrizioni create in Africa (+3), America (+2), Asia (+6). Le stazioni missionarie con sacerdote residente sono complessivamente 1.850 (185 in più rispetto all'anno precedente) e registrano aumenti in Africa (+280) e America (+94). Diminuzioni in Asia (-69), Europa (-110) e Oceania (-10). Le stazioni missionarie senza sacerdote residente sono aumentate complessivamente di 5.459 unità, raggiungendo così il numero di 130.948. Gli aumenti interessano Africa (+2.143), America (+2.131), Asia (+937) ed Oceania (+278), mentre diminuisce l'Europa (-30).
Vescovi
Il numero totale dei Vescovi nel mondo è aumentato di 63 unità, raggiungendo il numero di 5.065. Complessivamente aumentano sia i Vescovi diocesani che quelli religiosi. I Vescovi diocesani sono 3.828 (42 in più rispetto all'anno precedente) mentre i Vescovi religiosi sono 1.237 (21 in più). L'aumento dei Vescovi diocesani interessa tutti i continenti: Africa (+2), America (+19), Asia (+1), Europa (+17), Oceania (+3). Per i Vescovi religiosi l'unica diminuzione si registra in Oceania (-1), mentre in aumento sono Africa (+10), America (+4), Asia (+5) ed Europa (+3).
Sacerdoti
Il numero totale dei sacerdoti nel mondo è aumentato di 1.427 unità rispetto all'anno precedente, raggiungendo quota 410.593. A segnare una diminuzione è ancora una volta l'Europa (-1.674), mentre gli aumenti sono in Africa (+1.155), America (+413), Asia (+1.519) e Oceania (+14). I sacerdoti diocesani nel mondo sono aumentati globalmente di 1.535 unità, raggiungendo il numero di 275.542, con aumenti in Africa (+888), America (+946), Asia (+780) e Oceania (+26) e ancora una diminuzione in Europa (-1.105). I sacerdoti religiosi sono diminuiti di 108 unità e complessivamente sono 135.051. A segnalare un aumento, seguendo la tendenza degli ultimi anni, sono l'Africa (+267) e l'Asia (+739), mentre le diminuzioni interessano America (-533), Europa (-569) ed Oceania (-12).
Diaconi permanenti
I diaconi permanenti nel mondo sono aumentati di 952 unità, raggiungendo il numero di 38.155. L'aumento più consistente si conferma ancora una volta in America (+552) e in Europa (+326), seguite da Oceania (+57) ed Asia (+23). Unica diminuzione in Africa (-6). I diaconi permanenti diocesani sono nel mondo 37.592, con un aumento complessivo di 1.053 unità. Crescono in tutti i continenti ad eccezione dell'Africa (-2), precisamente: America (+623), Asia (+15), Europa (+359) e Oceania (+58). I diaconi permanenti religiosi sono 563, diminuiti di 101 unità rispetto all'anno precedente, con l'unico aumento in Asia (+8) e diminuzioni in Africa (-4), America (-71), Europa (-33), Oceania (-1).
Religiosi e religiose
I religiosi non sacerdoti sono diminuiti globalmente di 412 unità arrivando al numero di 54.229. Aumenti si registrano solo in Africa (+294), mentre diminuiscono America (-195), Asia (-60), Europa (-445) ed Oceania (-6). Si conferma la diminuzione globale delle religiose (-9.697) che sono complessivamente 729.371, così ripartite: si confermano anche quest'anno gli aumenti in Africa (+1.249) e Asia (+1.399), diminuzioni in America (-4.681), Europa (-7.468) e Oceania (-196).
Istituti secolari
I membri degli Istituti secolari maschili sono complessivamente 737 con una diminuzione globale di 6 unità. A livello continentale crescono Africa (+5) ed America (+3), è invariata l'Oceania, mentre diminuiscono Asia (-1) ed Europa (-13). I membri degli Istituti secolari femminili sono invece diminuiti anche quest'anno, complessivamente di 386 unità, per un totale di 26.260 membri. Aumentano in Africa (+37), Asia (+180) e Oceania (+1), in diminuzione America (-30) ed Europa (-574).
Missionari laici e Catechisti
Il numero dei Missionari laici nel mondo è pari a 320.226 unità, con un aumento globale di 3.390 unità ed aumenti in Africa (+736), Asia (+3.774) ed Europa (+428). Diminuzioni si registrano in America (-1.531) ed Oceania (-17). I Catechisti nel mondo sono aumentati complessivamente di 68.515 unità raggiungendo quota 3.151.077. Gli aumenti si registrano in Africa (+19.538), America (+36.319), Asia (+13.365) e Oceania (+287). Unica a diminuire è l'Europa (-994),
Seminaristi maggiori
Il numero dei seminaristi maggiori, diocesani e religiosi, anche quest'anno è aumentato: globalmente sono 954 in più i candidati al sacerdozio, che hanno così raggiunto il numero di 117.978. Gli aumenti, come già avvenuto negli anni precedenti, si registrano in Africa (+565), Asia (+781) e Oceania (+15), mentre diminuiscono anche quest'anno America (-60) ed Europa (-347). I seminaristi maggiori diocesani sono 71.219 (+43 rispetto all'anno precedente) e quelli religiosi 46.759 (+911). Per i seminaristi diocesani gli aumenti interessano Africa (+425) ed Asia (+121), le diminuzioni sono in America (-353), Oceania (-14) ed Europa (-136). I seminaristi religiosi aumentano in Africa (+140), America (+293), Asia (+660) e Oceania (+29) mentre diminuiscono in Europa (-211).
Seminaristi minori
Il numero totale dei seminaristi minori, diocesani e religiosi, è aumentato di 1.631 unità, raggiungendo il numero di 103.991. Sono aumentati complessivamente in Africa (+1.765), Asia (+211) ed Oceania (+53) mentre sono diminuiti in America (-337) ed Europa (-61). I seminaristi minori diocesani sono 79.142 (+1155) e quelli religiosi 24.849 (+476). Per i seminaristi diocesani la diminuzione si registra in America (-264), Asia (-97) ed Europa (-18), mentre crescono Africa (+1.483) ed Oceania (+51). I seminaristi religiosi invece sono in diminuzione in America (-73) ed Europa (-43), sono in crescita in Africa (+282), Asia (+308) ed Oceania (+2).
Istituti di istruzione ed educazione
Nel campo dell'istruzione e dell'educazione la Chiesa gestisce nel mondo 68.119 scuole materne frequentate da 6.522.320 alunni; 92.971 scuole primarie per 30.973.114 alunni; 42.495 istituti secondari per 17.114.737 alunni. Inoltre segue 2.288.258 giovani delle scuole superiori e 3.275.440 studenti universitari. Sia il numero degli Istituti che quello degli studenti, a tutti i livelli, è in crescita rispetto all'anno precedente.
Istituti sanitari, di beneficenza e assistenza
Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa comprendono: 5.558 ospedali con le presenze maggiori in America (1.721) ed Africa (1.290); 17.763 dispensari, per la maggior parte in America (5.495), Africa (5.280) e Asia (3.634); 561 lebbrosari distribuiti principalmente in Asia (288) ed Africa (174); 16.073 case per anziani, malati cronici ed handicappati per la maggior parte in Europa (8.238) ed America (4.144); 9.956 orfanotrofi per circa un terzo in Asia (3.406); 12.387 giardini d'infanzia; 13.736 consultori matrimoniali distribuiti per gran parte in Europa (5.948) ed America (4.696); 36.933 centri di educazione o rieducazione sociale e 12.050 istituzioni di altro tipo, per la maggior parte in America (4.484), Europa (3.939) ed Asia (1.857).
Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Al 1° ottobre 2011 le Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Cep) erano complessivamente 1103. La maggior parte si trova in Africa (499) e in Asia (473). Seguono America (85) ed Oceania (46). (SL) (Agenzia Fides 21/10/2011)

22/10/11

"Se er pelliccia voleva spengere il fuoco lanciandogli l'estintore, gli altri ragazzi lanciando i sanpietrini che cosa volevano fare, ristrutturare il Colosseo?"

"Se er pelliccia voleva spengere il fuoco lanciandogli l'estintore, gli altri ragazzi lanciando i sanpietrini che cosa volevano fare, ristrutturare il Colosseo?"
Questo è il mirabile commento che mi fa un lettore e che dà senso, e compimento, non solo al mio lavoro di giornalista e di blogger ma anche a questa settimana di polemiche post guerriglia urbana a Roma.
Grazie amico!
Certo... le dichiarazioni da sole sono state esilaranti, meritevoli di "galera", sia quelle dei figli sia quelle dei genitori, e sono già state tutte analizzate da psicologi, psicoterapeuti, comici, chimici e via dicendo.
Alcune meritano di restare per sempre.
Er pelliccia che dichiara che voleva spegnere il fuoco e la madre che dice al Corriere della Sera: "Mi ha spiegato che con l'estintore stava solo disperdendo il fumo perché gli dava fastidio un occhio".
Sono genitore anche io e, per ora, i miei figli non lanciano estintori o sanpietrini, data la "tenera" età ovviamente. Però certo non so se sarò mai come i genitori che hanno il coraggio di denunciare alla Polizia i propri figli che si drogano o spacciano, e ce ne sono.
Sicuramente prima gli rifilerei una serie di cazzotti io nel chiuso di casa nostra.
Ma ho capito una cosa: da domani spiegherò ai miei figli il corretto uso dell'estintore che non serve per scacciare il fumo dall'occhio (e neanche dal cervello) ma per spegnere gli incendi, se utilizzato nella corretta maniera.
Poi dirò loro che i sanpietrini sono tipici di Roma e bisogna ammirarli ma stando attenti perché quando bagnati ci si scivola facilmente ma non vanno usati per "ristrutturare il Colosseo" anche perché questo non è un compito che spetta a noi.

Tunisia al voto: grande attesa di tutto il mondo.

"Sono ottimista sul futuro della Tunisia" dice l'Arcivescovo di Tunisi alla vigilia del voto "La situazione è veramente calma. Ieri sera è finita la campagna elettorale senza alcun incidente ed ora stiamo vivendo l'attesa del voto" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi, alla vigilia della prima votazione libera della Tunisia. Domani 23 ottobre, 11.000 candidati si contenderanno i 218 seggi dell'Assemblea Costituzionale che dovrà scrivere la nuova Costituzione. Gli elettori registrati sono 7 milioni e mezzo. C'è un alto numero di partiti in lizza, la maggior parte dei quali formatisi all'indomani dalla caduta del regime di Ben Ali, e riguardo alla possibilità che questa situazione possa generare confusione tra gli elettori, Mons. Lahham risponde: "I partiti tunisini sono 120, dei quali 110 si sono presentati alle elezioni. Questo certamente rischia di provocare confusione tra gli elettori, accentuata dal fatto che è la prima volta che i tunisini votano in elezioni veramente libere. Non sono abituati alla campagna elettorale, condotta peraltro dai partiti promettendo più o meno le stesse cose. C'è entusiasmo ma anche incertezza".
L'Arcivescovo di Tunisi aggiunge che "la Tunisia è comunque avviata sulla strada della democrazia. Sarà un modello di democrazia fatto dai tunisini. Non vi sono modelli standard di democrazia validi per tutti i Paesi. Ciascuno crea un suo modello, adattandolo alle proprie condizioni sociali e culturali. Sono ottimista sul futuro del Paese" conclude Mons. Lahham. (L.M.) (Agenzia Fides 22/10/2011)

Auguri e figli maschi e, se sei stressata, sarà femmina

Ho tre figli maschi, lo sapete: ormai la mia vita (ahimè) è quasi pubblica, per colpa mia e di tutto quello che ho pubblicato.
Ho tre figli maschi ed anche intitolato così un mio libro: Auguri e figli maschi.
E' quello che un po' ti dicono tutti quando ti sposi: difatti io non lo dico più ormai ma esclamo solo Auguri e figli...come vengono.
Ho una amica che ha quattro femmine!
Mi sono sempre chiesto come poter concepire una femmina. C'è anche una amica educatrice sessuale che ci ha dato qualche consiglio ma o i consigli sono sbagliati o noi ci siamo male applicati.
E' di qualche giorno fa la notizia pubblicata da Avvenire: mamma stressata e la figlia nasce femmina. "Care aspiranti mamme, gradite una femminuccia? La volete donna come voi, complice con voi, felice di andare a fare shopping di scarpe assieme a voi? Anziché un maschio che se ne fugge con il marito (il compagno, il partner, insomma lui: siamo di larghe vedute, noi. Purché nasca) alla partita di calcio o resti inchiodato davanti al televisore a divorare film bellici o di zombi, ignorando le vostre richieste di dedicarsi a piccole riparazioni domestiche o fornire un parere sul colore delle tende? Mantenetevi in costante stato ansioso. Anzi, cercate di raggiungere un adeguato livello di stress. Una ricerca del Department of Public Health della Oxford University, presentata alla conferenza annuale dell'American Society of Reproductive Medicine di Orlando, in Florida, ha coinvolto 338 donne che cercavano di restare incinte, monitorando stile di vita e attività sessuale ma soprattutto i livelli di due ormoni, cortisolo e alfa-amilasi, legati a stress e adrenalina. Risultati: chi ha livelli alti concepisce assai più spesso femmine. Stress preconcezionale. E vedrete che sarà femmina.".
Stampo la notizia e la consegno a mia moglie che mi dice sorridendo: eppure mi dici sempre che sono stressata!
Sarà vero o no, non lo so però l'idea di stressare di più mia moglie per una femmina... non mi garba molto!

21/10/11

Dallo Sri Lanka per poi morire all'Infernetto: la storia di Sarang morto ieri a Roma

In Italia da 6 anni, lavorava come cuoco l'uomo che giovedì 20 ottobre è morto nel seminterrato in cui viveva, all'Infernetto, dopo aver messo in salvo moglie e figlia. La testimonianza del cappellano padre Neville Perera di Federica Cifelli
È morto per salvare la sua famiglia, Sarang Perera, 32 anni, l’uomo originario dello Sri Lanka deceduto ieri, giovedì 20 ottobre, nella giornata di nubifragio che ha devastato la Capitale. Dal seminterrato in viale Castel Porziano all’Infernetto, nella periferia sud di Roma, nel quale viveva con la sua famiglia, era riuscito a salire al primo piano per mettere in salvo la sua bambina, Chiara, di appena tre mesi, mettendola al sicuro fra le braccia della moglie. Quindi era tornato giù per recuperare documenti, soldi e l’indispensabile per restare fuori casa per qualche giorno, ma è rimasto incastrato tra i mobili e i detriti di un muro crollato.
A ricostruire la vicenda è padre Neville Joe Perera, cappellano della comunità dello Sri Lanka che si ritrova nella chiesa di Santa Maria dei Pellegrini, all’Infernetto. «La casa dove vivevano, una villa a tre piani, si trova all’incrocio tra due canali di scorrimento dell’acqua - racconta -: da quello più piccolo l’acqua è defluita in quello più grande, che poi però non ha resistito alla violenza della pioggia ed è tracimato, invadendo la strada». L’acqua è arrivata fino al primo piano della villetta e ha sfondato un muro, che è crollato, travolgendo Sarang.
In Italia da 6 anni, l’uomo lavorava come cuoco nel ristorante La Paranzella. «Era un cattolico molto legato alla nostra comunità – riferisce padre Neville -. Un anno fa aveva portato in Italia la moglie dallo Sri Lanka ed era subito venuto a trovarmi con lei. Da allora, ogni sabato sera hanno partecipato insieme alla celebrazione eucaristica della nostra comunità, anche se lei è di fede buddista». Il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco intorno alle 15.30 di ieri. Ora «stiamo tutti lavorando perché la salma possa ritornare in Sri Lanka, presumibilmente intorno a mercoledì», aggiunge il cappellano. E ricorda la solidarietà dei vicini: il commerciante che si è tuffato per tentare di portarlo in salvo, gli altri che hanno cercato di passargli un tubo per farlo respirare. Ma anche gli uomini della Guardia di finanza, con i quali «questa notte abbiamo lavorato fino alle 2 per cercare i documenti di Sarang e della sua famiglia».
A loro, alla Polizia, ai Carabinieri, alla Protezione Civile, ai rappresentanti della giunta di Roma Capitale, ribadisce padre Neville, «va tutta la nostra gratitudine. Adesso chiederemo un sostegno per questa famiglia colpita da un lutto così grave: l’amministrazione comunale è già in dialogo con noi. Sappiamo bene che stanno lavorando per la nostra tutela». Intanto, dalla comunità di Santa Maria dei Pellegrini sale la preghiera per l’unica vittima di quella giornata per la quale Roma Capitale ha richiesto lo stato di emergenza.

60 deputati firmano per fermare Equitalia

"Fermare il disastro economico finanziario di centinaia di migliaia di imprese sull'orlo del fallimento, ripristinare regole corrette per la riscossione, cancellare tutte le norme che hanno consentito a Equitalia di vessare e perseguitare indebitamente il cittadino contribuente". Sono gli obiettivi della proposta di legge presentata ieri dal deputato Pdl Mauro Pili, primo firmatario insieme a ben 60 deputati del Popolo della libertà.
"Un'adesione alla proposta di legge - ha dichiarato Pili - che la dice lunga sulla gravissima situazione che riguarda il sistema nazionale delle imprese e della riscossione. La proposta interviene sul piano legislativo per fermare una politica di riscossione che sta provocando danni irrimediabili sia al sistema economico del paese che alle stesse casse dello Stato.
Nel dettaglio è articolata su tre punti, riduzione dell'aggio a favore di Equitalia da nove al due per cento, la cancellazione di tutti gli oneri accessori che in alcuni casi arrivano a raddoppiare il capitale iniziale, e una moratoria senza oneri per un anno, secondo la situazione economica del territorio e delle imprese.
Pagare il giusto, abrogare l'indebito guadagno della riscossione". "Si tratta - prosegue Pili - di una proposta di legge alla quale hanno aderito parlamentari di tutte le regioni, tutte vessate da un sistema di riscossione che rischia di mettere in ginocchio un'infinità di imprese con rischio fallimento.
La proposta prevede l'abrogazione delle norme relative all'indebito guadagno delle società concessionarie dei tributi con l'eliminazione degli oneri accessori, riduzione degli aggi e la sospensione senza oneri delle procedure esecutive in essere in seguito alla grave crisi economica".

Myanmar: chiese sequestrate, civili percossi, ragazze violentate: abusi dei militari sui cristiani kachin Banmaw

I militari dell'esercito birmano continuano le violenze sui civili e non risparmiano le chiese: è quanto denunciano fonti dell'Agenzia Fides nella diocesi di Banmaw, nel Nord del Mynamar, dove prosegue cruenta la guerra contro le minoranze etniche kachin, circa un milione di indigeni, in maggioranza cristiani.
Una fonte della chiesa locale di Banmaw racconta con preoccupazione all'Agenzia Fides gli ultimi episodi di inaudita violenza: domenica scorsa, 16 ottobre, un battaglione dell'esercito ha preso il controllo della chiesa cattolica del villaggio di Namsan Yang, nella municipalità di Waimaw, dove una ventina di fedeli, soprattutto donne e anziani, si erano riuniti per la Messa domenicale. "L'esercito ha usato il compound della chiesa come base, in un'area dove c'erano combattimenti", spiega la fonte. Un catechista, Jangma Awng Li, che conosce la lingua birmana, ha cercato di parlare con i capi militari, ma è stato brutalmente picchiato. Lui e altri quattro uomini sono stati ammanettati e arrestati dai soldati (e rilasciati dopo alcuni giorni). Le truppe hanno continuato la loro avanzata, utilizzando molti civili cristiani per i lavori forzati e si sono poi accampati nel compund di una chiesa battista, sempre nell'area di Waimaw. Prima di lasciarle, i soldati hanno bruciato le pro! prietà ecclesiastiche di entrambe le chiese.
I fedeli del villaggio, quasi tutti cristiani, sono stati cacciati, alcuni picchiati e costretti ai lavori forzati. Una ragazza di 19 anni è stata presa e ha subìto uno stupro di gruppo da parte dei soldati.
"Ho saputo dell'uccisione di almeno sei civili nelle scorse settimane" dice la fonte di Fides. "Le violenze dei militari continuano e la polizia kachin le percepisce come pulizia etnica. I rifugiati aumentano. Non capiamo la strategia del governo birmano. La questione è: vorrà garantire diritti umani, giustizia e uguaglianza ai cittadini delle minoranze etniche che abitano il paese?". Dopo il blocco della diga di Myitsone, sul fiume Irrawaddy, si sperava in un cambiamento, ma "la situazione resta grave, il popolo kachin non si fida del governo, che ha fatto solo promesse".
Le violenze, documentate anche dall'Ong cristiana "Christian Solidarity Worldwide" (CSW), continuano: a Momauk, circa 500 sfollati interni si sono rifugiati in una chiesa. In un nota inviata a Fides, CSW afferma: "Tali attacchi brutali alle comunità religiose e ai civili sono in netto contrasto con la recente retorica del regime sulla riforma e sulla costruzione della pace. Stupri, lavori forzati e eliminazione di civili sono crimini contro l'umanità. Esortiamo il presidente Thein Sein a porre fine agli attacchi e a dichiarare un cessate il fuoco, per avviare un serio processo di riconciliazione nazionale".(Agenzia Fides)

Gheddafi come il Cristo del Mantegna

Non fa in tempo a finire il nostro Don Matteo8 e ci ritroviamo di colpo nel salotto di Porta a Porta e la nostra casa si riempe, involontariamente, dell'immagine di morte che ha oggi il volto tumefatto e violato di Mu'ammar el Gheddafi.
Non avrei voluto vedere quel programma, non avrei voluto scrivere un editoriale per Frews per rispettare questo momento e non essere io stesso sciacallo, però una frase, buttata lì da Bruno Vespa mentre scorrevano le immagini dell'ultimo minuto di vita di Gheddafi, mi ha fatto riflettere.
Il conduttore ad un certo punto ha detto: "guardando queste immagini uno dei nostri autori dietro le quinte ha detto che sembra il Cristo del Mantegna".
Guardo mia moglie, anche lei ferma davanti a questa video intrusione in casa nostra ma anche lei sollecitata da questa affermazione e mi dice: "in fondo era un uomo anche lui".
Certo, il Cristo del Mantegna attorno a sè ha un clima diverso, di piètas: non viene calpestato, ingiuriato, offeso da morto, almeno in quel momento.
Però il Raìs, in questi ultimi fotogrammi, è sembrato anche lui condotto al macello come quell'altro Uomo che è capace, con la sua misericordia infinita, di degnarci di somigliare a Lui nel momento supremo della morte.
Allora ho riflettuto su due fatti.
Il primo è che Gheddafi comunque era un uomo e non è giusto oltraggiare una persona morta, sia con le scarpe che coi piedi della retorica politica: basterebbe una preghiera di accompagnamento.
Il secondo è che la morte ci rende tutti così uguali ed all'unico Dio lassù spetta tirare le somme della nostra vita.
Pace all'anima tua, Gheddafi.

Che stress....vediamo di che si tratta!

Eccoci qui nella società del terzo millennio, società super progredita, super tecnologica, super avanzata.. eppure a noi che la viviamo, sembra che i conti non tornino, c’è qualcosa che contrasta questa super evoluzione. Oltre al progresso raggiunto se c’è un termine che ben sintetizza e caratterizza la nostra società, e le persone che la compongono, è sicuramente il termine “stress”.
E sì, chi di voi se la sentirebbe di smentirmi se dicessi che siamo tutti un pò stressati? Studi recenti dimostrano che anche i bambini oggi risultano stressati sin dai primi anni di vita, anch’essi infatti vengono risucchiati nel tran tran degli impegni (scuola, palestra, danza, calcetto, nonni, ecc..) e nei ritmi vertiginosi dei genitori. Certo mi riferisco alle società occidentali, difficilmente riusciremmo ad immaginare un bimbo africano stressato, possiamo pertanto affermare che lo stress e le varie patologie fisiche e psicologiche ad esso collegate sono delle “patologie culturalmente determinate”.
Ma cosa si intende con questo termine così diffusamente utilizzato?
Stress vuol dire pressione. Essere stressati pertanto significa essere e soprattutto sentirsi sotto pressione!
L’essere umano è inserito in un cosmo armonico e anch’esso è stato pensato per essere tale, tutta la natura infatti si base su alcuni elementi che coesistono in equilibrio. Le stesse fasi lunari sono in equilibrio, il susseguirsi delle ore nell’arco della giornata e l’alternanza giorno-notte, il susseguirsi delle stagioni ecc.. sono tutti esempi di dinamiche in armonia. In effetti se ci fermassimo un attimo a riflettere su quali potrebbero essere gli equilibri dell’essere umano, scopriremmo che ognuno di noi è fatto di equilibri: basti pensare al ciclo sonno-veglia e alle fasi che compongono il sonno, alla respirazione, al processo di digestione ecc.. Quando qualcosa interferisce con questo bilanciamento e si avverte quindi una pressione, quando ci troviamo davanti ad uno stimolo diverso, nuovo, al quale non reagiamo in maniera automatica o che non abbiamo ancora imparato a gestire, ecco allora che si verifica lo stress.
Riepilogando possiamo definire lo stress come un processo mentale e/o fisiologico che permette ad un individuo di far fronte a situazioni nuove, questo però implica che lo stress in realtà non è una componente necessariamente negativa ( come invece siamo abituati a pensare) ma, è semplicemente un processo adattativo ai cambiamenti e in alcuni casi può persino essere positivo!
Quando l’organismo riesce ad adattarsi ai cambiamenti esteriori modificando gli assetti fisiologici, alternando fasi di stress a fasi di rilassamento, non si verificano particolari problematiche, si ottiene cioè un equilibrio che è tipico delle persone sane.
Davanti ad uno stimolo capace di indurre stress (tecnicamnente chiamato stressòre) si ha una reazione di allarme che porta il corpo umano a prepararsi a reagire, questo avviene attraverso una iperattivazione ( aumento attività cardiaca, aumento tensione muscolare, respiri corti e frequenti, dilatazione pupillare ecc..) dovuto all’aumento di adrenalina e alla produzione di cortisolo; La persona pertanto attraverso le sue capacità cognitive analizza ed elabora velocemente ciò che sta accadendo e cerca di fornire la risposta più adeguata, ne consegue o una risposta idonea di adattamento alla situazione nuova o un esaurimento (nel caso in cui il soggetto non riesca a gestire la situazione e a fornire una giusta soluzione), questo a sua volta può portare ad una rielaborazione e una nuova risoluzione con un ritorno all’equilibrio o può cronicizzarsi sfociando in uno stato di malessere. Da quanto detto si evince che c’è una elevata variabilità di risposte: le caratteristiche di fragilità o rigidità del soggetto giocano un ruolo importante per rispondere in modo adeguato a una modificazione dell'ambiente; inoltre risulta importante anche il proprio modo di percepirsi, la consapevolezza delle proprie capacità cioè del proprio locus of control interno ( capacita interna di gestire eventi esterni) o al contrario l’ adagiarsi allo stimolo esterno… subendolo!
Generalmente questo disequilibrio si manifesta in diversi modi andando a “colpire” gli organi o gli aspetti della nostra psiche che risultano più vulnerabili. A livello organico il malessere dovuto allo stress può manifestarsi con degli squilibri digestivi ( acidità, ulcera, dispepsia ecc), squilibri respiratori (asma, allergie ecc.), squilibri sessuali (eiaculazione precoce, disfunzione del ciclo mestruale ecc.) nonché con manifestazioni dermatologiche, senso di spossatezza, stanchezza, emicrania ecc.; a livello psichico invece possono manifestarsi disturbi di ansia (fobie, preoccupazioni generalizzate, ecc.), depressione (tristezza costante, apatia, perdita di significati, scarso entusiasmo, ecc.), disarmonie emotive (irritabilità, cambiamenti repentini dell’umore, rancori, ecc.), disturbi del sonno (insonnia, ipersonnia), disturbi dell’alimentazione (fame, inappetenza) ed insufficienze cognitive (difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, lentezza nell’apprendimento, ecc). Alcuni di questi fattori sono determinati dal fatto che a causa di uno stress si ha una cattiva produzione e quindi un mal funzionamento di sostanze come la serotonina (importante per dormire bene, per la regolazione della temperatura corporea, per la contrazione muscolare, dell'intestino, dei bronchi, dell'utero e della vescica, nella modificazione della pressione arteriosa, interviene nei processi allergici e infiammatori, riduce il tempo di sanguinamento, determina la sintomatologia dell'emicrania), la noradrenalina ( che funge da mediatore chimico della trasmissione nervosa, controlla il tono dei vasi sanguigni, la muscolatura liscia dell'intestino, dell'utero, dell'iride, la replezione della milza, la produzione pancreatica di insulina, la scissione epatica del glicogeno in glucosio) e la dopamina (importante per la produzione delle endorfine, sostanze tra l'altro regolatrici del senso del dolore, della regolazione del piacere ecc. )
Immagino che molti di voi leggendo questo “bollettino di guerra” si siano riconosciuti in alcuni sintomi individuando così nello stress la causa scatenante.
In realtà il fattore stress non viaggia mai da solo e va sempre associato ad altri fattori!
Abbiamo già detto all’inizio che lo stress in sé è neutro, diventa positivo o negativo in base alla nostra attribuzione di significato, alla nostra capacita di adattamento al nuovo o alla nostra ingestibilità di questa novità.
Inoltre eventuali sintomi di cui risentiamo sono riconducibili sì allo stress, ma non senza una attenta valutazione di quelli che sono i fattori genetici e organici, le nostre abitudini alimentari, nonchè ambientali.
Per la gestione dello stress e il suo riequilibrio risulta necessario pertanto un buon adattamento ad esso, una sana alimentazione e l’eliminazione di eventuali cattive abitudini (fumo, abuso di alcol, vita sregolata ecc..). Inoltre possiamo trovare sostegno avvalendoci di semplici ma efficaci esercizi di rilassamento che possono aiutare il ripristino di quell’equilibrio corpo-mente di cui parlavamo prima. Le terapie di rilassamento determinano una riduzione dei livelli di ansia e stress attraverso un addestramento progressivo all'autocontrollo e al rilassamento muscolare. Il training è finalizzato all’acquisizione di un maggiore controllo delle reazioni fisiologiche della crisi d’ansia. Per questo si ricorre a tecniche di rilassamento dirette al controllo delle tensioni muscolari e della respirazione. Fra queste le principali sono: biofeedback, il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo (basato sull’apprendimento della decontrazione volontaria) ed il controllo della respirazione.
Vorrei infine parlare dell’Eustress che è lo stress positivo! Lo stress infatti quando è rilasciato a “piccole dosi” serve da allenamento aumentando così le capacità che una persona già possiede o aiuta a scoprirne delle nuove. E’ grazie agli stressòri che noi ci attiviamo per fornire nuove soluzioni agli eventi e se queste soluzioni risultano efficaci aumentano la nostra autostima, consolidano il nostro carattere, ci consentono di fidarci un pò più di noi stessi e della nostra intelligenza, a volte lo stress aiuta anche ad ottenere un’ affermazione sociale e in casi estremi persino a farci distinguere dagli altri per la nostra capacità di problem solving (risoluzione di un problema).
Possiamo concludere pertanto guardando lo stress come una chance che la vita ci dà per metterci alla prova e consentirci di migliorare e di riconoscerci nelle nostre (a volte nascoste) straordinarie capacità!
Rita De Francesco
Psicologa
Esperta in psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia