03/03/12

Oggi è S.Anselmo. Nomi Erinna , Ercole. Frase di Nureyev.



3 marzo 2012 segno zodiacale : Pesci

Il sole sorge alle 6.43 e cala alle 18.

S.ANSELMO di NONANTOLA di stirpe longobarda Anselmo fu duca del Friuli.

Nel 749, abbandonata la vita politica, fondò un cenobio ed un ospizio per pellegrini nella valle del Pànaro.

In seguito ad una donazione, con i suoi monaci, costruì la chiesa e il monastero di Nonantola( nei pressi di Modena), dotto la regola di S.Benedetto e facendone un centro ragguardevole di ascesi , di cultura, di lavoro e di assistenza ospedaliera.

Anselmo fu mediatore di pace nella guerra franco-longobarda.

Muore 3 marzo 803 e fu sepolto nella chiesa del monastero.

NAME OF THE DAY: Female ERINNA deriva dal greco Erinuse significa " discordia". Si festeggia il 1 novembre, festa di tutti i Santi. La sua pietra è lo smeraldo.

Male ERCOLE è un antico nome greco Hérakles e significa " persona illustre per la protezione di Era". Si festeggia il 12 agosto. La sua pietra è il diamante.

" Uno pensa sempre di aver dato più di quel che ha ricevuto, ma per dare bisogna avere qualcosa dentro".

Rudolf Nurayew

02/03/12

Oggi venerdì di digiuno: un'usanza di altri tempi?

Pochi giorni fa mi stavo proprio domando se il "digiuno" avesse effettivamente un certo valore, se potesse effettivamente portare un effettivo beneficio all'uomo (ovviamente non solamente da un punto di vista fisiologico). La domanda probabilmente nasceva anche dal ripensare al Vangelo di Domenica scorsa in cui Gesù stava a digiuno nel deserto per ben 40 giorni! La domanda è restata nell'aria...e non ci ho più ripensato.
Pochi minuti fa stavo "googlando" prima di spegnere il PC e tornare a casa dopo la giornata odierna di lavoro, e mi capita "per caso" di entrare in un sito che riporta un libro: il libro di Enzo Bianchi intitolato: "Lessico della vita interiore". Nel libro vengono analizzate alcune parole e tra queste parole cosa ti trovo? Ovviamente la parola "digiuno". Le considerazione che Enzo espone sul "digiuno" mi sono piaciute molto e ho così deciso di riportarle anche qui, in fin dei conti si tratta di "attualità" essendo oggi per i cristiani giorno di digiuno.

Assistiamo oggi in Occidente a un' eliminazione de facto della pratica ecclesiale del digiuno: così una prassi vissuta già da Israele, riproposta da Cristo, accolta dalla grande tradizione ecclesiale, è sempre meno presente, non più richiesta... Eppure, per ritrovare la propria verità, quella verità umana che con la grazia diventa la verità cristiana, occorre pensare, pregare, condividere i beni, conoscere il male che ci abita, ma anche digiunare, inteso come disciplina dell' oralità. il mangiare appartiene al registro del desiderio, deborda la semplice funzione nutritiva per rivestire rilevanti connotazioni affettive e simboliche. L'uomo, in quanto uomo, non si nutre di solo cibo, ma di parole e gesti scambiati, di relazioni, di amore, cioè di tutto ciò che dà senso alla vita nutrita e sostentata dal cibo. il mangiare del resto avviene insieme, in una dimensione di convivialità, di scambio.
L'oralità è connessa alle dimensioni del «mangiare», del «parlare», del «baciare», dunque alle dimensioni biologica, comunicativa e affettiva dell' esistenza umana, e per questo ci rinvia alla totalità della persona che «vive» di queste dimensioni. il digiuno svolge così la fondamentale funzione di farci sapere qual è la nostra fame, di che cosa viviamo, di che cosa ci nutriamo, e di ordinare i nostri appetiti intorno a ciò che è veramente centrale. E tuttavia sarebbe profondamente ingannevole pensare che il digiuno - nella varietà di forme e gradi che la tradizione cristiana ha sviluppato: digiuno totale, astinenza dalle carni, assunzione di cibi vegetali o soltanto di pane e acqua - sia sostituibile con qualsiasi altra mortificazione o privazione. Il mangiare infatti rinvia al primo modo di relazione del bambino con il mondo esterno: il bambino non si nutre solo del latte materno, ma inizialmente conosce l'in distinzione fra madre e cibo; quindi si nutre delle presenze che lo attorniano: egli «mangia», introietta voci, odori, forme, visi, e così, pian piano, si edifica la sua personalità relazionale e affettiva. Questo significa che la valenza simbolica del digiuno è attinente alla globalità di questi aspetti e pertanto la sua peculiarità non può trovare degli «equivalenti»in altre forme di ascesi che, rivestendo altre valenze simboliche, non possono svolgere la sua funzione. Gli esercizi ascetici non sono interscambiabili!
Con il digiuno noi impariamo a conoscere e a moderare i nostri tanti appetiti attraverso la moderazione dell'appetito fondamentale e vitale: la fame, e impariamo a disciplinare le nostre relazioni con gli altri, con la realtà esterna e con Dio, relazioni sempre tentate di voracità. Il digiuno è ascesi del bisogno ed educazione del desiderio. Solo un cristianesimo insipido e stolto che si comprende sempre più come morale sociale può liquidare il digiuno come sostanzialmente irrilevante e pensare che qualsiasi privazione di cose superflue (dunque non vitali come il mangiare) possa essergli sostituita. Questa è una tendenza docetica che rende «apparente» la creaturalità umana e che dimentica sia lo spessore del corpo sia il suo essere tempio dello Spirito santo. In verità il digiuno è la forma con cui il credente confessa la fede nel Signore con il suo stesso corpo, è antidoto alla riduzione intellettualistica della vita spirituale o alla sua confusione con lo psicologico. Certamente, poiché il rischio di fare del digiuno un' opera meritoria, una performance ascetica è presente, la tradizione cristiana ricorda che esso deve avvenire nel segreto, nell'umiltà, con uno scopo preciso: la giustizia, la condivisione, l'amore per Dio e per il prossimo (Isaia 58,4-7; Matteo 6,I-I8). Ecco perché la tradizione cristiana è molto equilibrata e sapiente su questo tema: «Il digiuno è inutile e anche dannoso per chi non ne conosce i caratteri e le condizioni» (Giovanni Crisostomo); «È meglio mangiare carne e bere vino piuttosto che divorare con la maldicenza i propri fratelli» (abba Iperechio); «Se praticate l'ascesi di un regolare digiuno, non inorgoglitevi. Se per questo vi insuperbite, piuttosto mangiate carne, perché è meglio mangiare carne che gonfiarsi e vantarsi» (Isidoro Presbitero).
Sì, noi siamo ciò che mangiamo, e il credente non vive di solo pane, ma soprattutto della Parola e del Pane eucaristici, della vita divina: una prassi personale ed ecclesiale di digiuno fa parte della sequela di Gesù che ha digiunato (Matteo 4,2), è obbedienza al Signore che ha chiesto ai suoi discepoli la preghiera e il digiuno (Matteo 6,16-18; 9,15; Marco 9,29; cfr. Atti 13,2-3; 14,23), è confessione di fede fatta con il corpo, è pedagogia che porta la totalità della persona all' adorazione di Dio (e si noti che 1'etimologia di «adorare» contiene il rimando alla bocca, os-oris, alla dimensione dell'oralità). In un tempo in cui il consumismo ottunde la capacità di discernere tra veri e falsi bisogni, in cui lo stesso digiuno e le terapie dietetiche divengono oggetto di business, in cui pratiche orientali di ascesi ripropongono il digiuno, e la quaresima è sbrigativamente letta come 1'equivalente del ramadan musulmano, il cristiano ricordi il fondamento antropologico e la specificità cristiana del digiuno: esso è in relazione alla fede perché fonda la domanda: «Cristiano, di che cosa vivi?».

Quanti voti possono "smuovere" oggi i Social Media in Italia?

Che ruolo hanno i social network in politica? Cosa è cambiato, dopo la loro diffusione, nel modo di comunicare? Quanto peseranno in vista delle prossime elezioni? E, ancora, come possono i politici sfruttare al meglio uno strumento rivoluzionario in termini di comunicazione con gli elettori? Essere presenti sui Social basta o bisogna investire tempo per essere credibili? Sono solo alcuni degli interessanti quesiti posti da alcuni esperti di web communication durante la presentazione del libro di Francesco Pira (ricercatore di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi di Udine), “La Net Comunicazione Politica”, svoltasi ieri alla Camera dei Deputati. Al dibattito, presieduto da Carmelo Sardo (giornalista del Tg5), in veste di moderatore, hanno partecipato, oltre l’autore, Antonello Canzano, docente dell’Università “G.D’annunzio” di Pescara, Stefano Epifani, docente dell’Università La Sapienza di Roma, Roberta Maggio, responsabile New Media del Partito Democratico e Antonio Palmieri, deputato del Pdl e responsabile nazionale internet del partito. “Noi giornalisti - ha esordito Carmelo Sardo - prendiamo più spunto dalle notizie che arrivano dai Social che non dalle agenzie di stampa. E se questi strumenti - ha aggiunto - sono importanti per noi, figuriamoci quanto possono esserlo per i nostri politici.

Oggi è indispensabile esserci anche se il punto non è quello, piuttosto come esserci”. Proprio quest’ultimo concetto è stato il perno centrale di un confronto che non ha risparmiato aspre critiche dei metodi di utilizzo dei Social da parte di molti politici, sia a livello nazionale che locale. “Twitter, Facebook, i blog, sono strumenti che non funzionano se non c’è un vero dialogo tra l’elettore e l’eletto”, ha affermato Francesco Piro. “I Social - ha continuato - sono funzionali se fanno parte di una strategia comune, perché ognuno di noi, al giorno d’oggi, è un nodo della rete”. Secondo Epifani, invece, il linguaggio della politica “è radicalmente cambiato rispetto a molti anni fa. Ora bisogna capire se i nostri politici se ne sono accorti”, ha sottolineato, nutrendo qualche dubbio. “C’è una spasmodica ricerca dell’attenzione, oggigiorno, che spinge molti a un’uso improprio di questi strumenti. Basti pensare che dopo le ultime amministrative l’81% dei profili appartenenti a sindaci e amministratori locali sono stati letteralmente abbandonati. Ma quanto durerà questo gioco? Per quanto gli italiani potranno sopportarlo?”. Molto critica anche Roberta Maggio del Pd: “L’Italia è molto indietro sia per quanto riguarda l’uso dei Social che per il linguaggio utilizzato per interagire. Questo perché si vive in un’ottica quantitativa più che qualitativa. Un alto numero di follower - ha aggiunto, chiosando - non è sinonimo di qualità”. Più ottimista Antonello Canzano, secondo il quale “l’incremento dell’uso dei Social sta favorendo una democrazia più diretta, una democrazia dove si può interagire con il politico e dove si può percepire un proprio ruolo”. Ma come si ci deve comportare? Come fare per essere vincenti? A spiegarlo ci ha provato l’unico politico presente all’incontro, Antonio Palmieri:”Bisogna essere se stessi, essere spontanei ma soprattutto bisogna avere qualcosa da dire. Obama nel 2008 vinse perché trovò qualcosa di vincente da dire e non solo perché diede un ruolo centrale ai Social”. Il deputato del Pdl, poi, avverte:”Internet è come un bambino piccolo che ha sempre fame. E’ un rapporto che va costantemente alimentato”. Per questo motivo ha annunciato, durante il suo intervento, che da martedì prossimo il suo partito darà il via alla PDA,, un progetto nato con il fine di spiegare ai Parlamentari del Pdl le giuste regole per stare sui Social.

Social che, nonostante le diversità di idee e di veduta, hanno messo d'accordo tutti i partecipanti al confronto sul ruolo di grande importanza che avranno nell'imminente futuro. Twitter, Facebook, Google Plus e i blog, infatti, saranno importanti già per le prossime amministrative ma lo saranno ancor di più in vista delle politiche del 2013. E' forse azzardo definirle determinanti?




Eugenio Cipolla

Arrivederci Lucio: un nostro particolare ricordo

Mi piace ricordarlo nell'ultima volta che ho avuto la fortuna di ascoltarlo.
Nella mia Piazza del Popolo...nella mia Ascoli (Piceno), con l'amico di molti concerti Francesco De Gregori.
Lo ricorderò con addosso quel cappello bianco e nero che nella mia città è sempre di moda oltre che un modo per essere eletto ad eroe, e con quella sua aria scanzonata, molto più a suo agio su un palco rispetto al suo collega romano.
Era un "animale da palcoscenico", buon clarinettista ed ottimo sassofonista non disdegnava neanche le tastiere incombenza però che lasciava a De Gregori sia in Banana Republic che nel recente tour insieme "Work in Progress"

L'immagine più nitida che ho di lui è mentre dal palco spiega la storia del suo ultimo singolo "Sono un Gigolò", e la magistrale interpretazione del pezzo con una mimica incredibile.
Inutile dire che molte delle sue canzoni resteranno nella storia della musica italiana, su tutte a mio avviso 4-3-1943 (sua data di nascita), ma anche "Attenti al lupo", uscita quando io ero ancora un bambino, e con quel suo ritmo da cartone animato mi ha subito conquistato come neanche "L'uomo Tigre"(musicalmente parlando) era riuscito a fare.

Smisurata la sua passione per le auto veloci, la velocità ed anche appassionato di automobilismo tanto da chiamare un album "Automobili" , e dedicare canzoni ai più grandi piloti dell'immaginario collettivo Ayrton Senna e Tazio Nuvolari.

Sono sicuro che domenica prossima ci sarà un mazzo di fiori nel posto che occupava di consueto al dall'Ara di Bologna ed il suo amico e concittadino, nonchè presidente onorario del club Gianni Morandi renderà omaggio anche al tifoso oltre che all'artista...Nessuno poteva immaginare che quello di Sanremo sarebbe stato l'ultimo palcoscenico italiano...avevavoluto che la sua tourneè cominciasse dalla Svizzera...

Dio, il caso, fato, ha voluto che ci lasciasse a Montreux ,dove 2 giorni prima aveva tenuto un concerto , la città in cui ha vissuto gli ultimi anni e dove tutt'ora è conservata la statua in onore di Freddie Mercury, la città è celebre anche per il suo festival Jazz, musica della quale il cantautore bolognese era un grande conoscitore e da cui spesso prendeva ispirazione.

...Ballando ballando
non sono mai stanco
mi muovo d'istinto
Yeah....

BCE: immissioni di liquidità che servirà per famiglie ed imprese


Il nocciolo della questione che si discute tra i Paesi membri dell'Unione Europea e' l'aumento delle risorse al cosiddetto Fondo salva-Stati, quel fondo destinato alla solidarietà verso chi e' già in crisi oppure rischia di entrarvi presto. Un punto difficile da digerire per la Germania Federale che spera invece in un impatto positivo delle politiche di rigore, tale da rendere inutile l'esborso di altri eventuali e futuri finanziamenti dalle casse tedesche.

La consueta disputa comprende anche una sempre più forte pressione verso la politica dello sviluppo da parte di una serie di Paesi tra i quali l'Italia, la Gran Bretagna e la Spagna, determinati a puntare sul rilancio delle imprese e dei servizi. Su questo sfondo, il governatore della Banca Centrale Europea ha lanciato un prestito davvero maxi e superiore a tutte le attese, per 530 miliardi di euro, alle banche.

Questa gigantesca iniezione di liquidità sul mercato dovrebbe avere, nelle speranze, almeno due effetti positivi. Da un lato, favorire la tanto sospirata riapertura dei rubinetti del credito bancario verso le famiglie e verso le imprese; dall'altro lato, rendere più agevole l'acquisto di titoli di Stato sui sempre turbolenti mercati finanziari. Alle banche italiane, e' questo il dato, sono andati quasi 140 miliardi di euro, quasi un terzo del totale, suddivisi tra Intesa San Paolo, Unicredit, Ubi Banca, Monte dei Paschi, Banco Popolare, Mediobanca.

Non solo e' da registrare in maniera positiva la grande boccata d'ossigeno per gli istituti bancari, ma anche la ricomparsa, tra quanti hanno approfittato del maxi prestito, delle banche di medie e piccole dimensioni.Si sta tornando verso la normalità nella erogazione del credito? Possono sopratutto tornare a sperare le piccole e le medie imprese di casa nostra costrette ad una fase di quasi asfissia? E possono allo stesso tempo cominciare a vedere meno scuro quanti hanno contratto mutui? Sono queste le domande che si fanno i cittadini, di riflesso ai grandi eventi della politica europea. E sono anche le domande alle quali oggi più di prima devono dare risposta quei partiti, come il Popolo della Libertà, che con i loro elettori hanno conservato un saldo e forte legame anche al tempo del Governo dei professori.

Di Paolo

Però il made in Italy è il made in Italy e non si batte!


Mi sono ritrovata in quella boutique per caso.Non ho creduto ai saldi fino all'80%decantati dai cartelloni all'esterno.Era pieno di annose mogli di squali,inadatte per età e per stazza a quegli abiti.Ho scoperto di adorare Gucci(capirai che scoperta!)perché ogni abito che mi piaceva era suo.Alla fine,quando mi sono ritrovata sulle braccia un abito tortora a tubino ma dal taglio particolarissimo,non ho resistito.

A prezzo pieno era marcato 1.200 euro.Taglia 38,manco la fortuna che non fosse la mia,così da posarlo subito.Allora,ho cercato di convincermi che essendo io solo 1,60,sarebbe stato lungo.E ho fatto l'errore di provarlo.Il vestito più bello che abbia mai messo.Perfetto.Pure con le scarpe da ginnastica sotto,figurarsi coi tacchi!Ho fatto il calcolo che in saldo sarebbe costato sui 500.Sempre troppi.Il mio lui quasi voleva fare la pazzia.Poi abbiamo riso pensando che usciamo solo il sabato e la domenica pomeriggio per portare nostra figlia a prendere lo yogurt gelato con topping al cioccolato e fragoline e quel vestito sarebbe decisamente inadeguato.Menomale!Fiuuuuuuuuu......
L'abito è proprio quello nella foto!Dommage!

Ho rinunciato ad un milione di sterline, anzi a due


E' già la seconda mail di questo tono che mi raggiunge. Mi sa che alla terza mi convincono e do tutti i miei riferimenti. Che dite? Glieli devo dare? Una promozione (sembra) della British Telecom Promo mi ha assegnato un milione di sterline, settimana scorsa, e siccome non ho risposto me li hanno riassegnati anche stamattina. 
Mi sorge un dubbio.
Il milione è lo stesso o sono due? 
Perchè se sono due...comincio a pensarci...che dite?
E' o no un buongiorgio questo?


Il tuo indirizzo e-mail è stato assegnato un milione di sterline in British Telecom Promo. fornire;
Posta in arrivo
x

SANDRA BONNER busaide@shaw.ca
00:06 (9 ore fa)
a destinatari nascosti
Name:
Age:
Tel:

Oggi è S.Carmelo. Nomi Erica, Erasmo. Frase di Novalis.



2 marzo 2012 segno zodiacale: Pesci

Il sole sorge alle 6.43 e cala alle 18.

S. CARMELO era di origine piemontese appartenente alla famiglia dei duchi di Savoia.

Lasciati gli studi per dedicarsi alla vita militare, dopo un sogno, decise di farsi religioso mercedario, fece i voti a Barcellona il 25 marzo del 1542.

Nel periodo giovanile subì molte tentazioni da parte del demonio, successivamente si dedicò allo studio della teologia .

Fu grande devoto della Madonna con la quale dialogava molto spesso e la considerava la sua " Sposa Mistica", difese estenuamente il dogma dell' Immacolata Concezione e a lei dedicò un libro.

San Carmelo fu vescovo di Teruel ( Spagna) , quando in realtà questa diocesi non era stata ancora fondata ma fu molto popolare fra la gente per tanti miracoli compiuti.

Morì a Barcellona il 28 maggio 1558.

L' Ordine lo commemora il 2 marzo.

NAME OF THE DAY: Female ERICA è un nome scandinavo. Il nome può essere collegato alla pianta selvatica delle brughiere, caratterizzata da piccoli e delicati fiori violetti. Si festeggia il 1 novembre , festa di tutti i Santi. La sua pietra è l' ametista.

Male ERASMO deriva dal nome greco Erào era un nome augurale che significa" piacevole, desiderato". Si festeggia il 2 giugno. La sua pietra è l' ametista.

" L' uomo è un sole, i sensi sono i suoi pianeti".

Novalis

01/03/12

Il cuore di Hachiko (lo conoscete?) che ogni cane ha





Pierrot vende gli agrumi su un banchetto di legno poco prima di una rotatoria.E'sempre lì,con qualsiasi condizione climatica.E con lui c'è il suo amico del cuore,piccolo,bianco,pieno di pelo lungo e liscio.Resta per tutto il giorno immobile accanto al padrone e sembra felice,gli basta quello per non cercare altro.Neppure il più fedele e pio di noi umani riuscirebbe a fare altrettanto,neppure per la persona che più ama al mondo.Quale sarà il segreto dei cani?

(Se non sapete chi sia Hachiko fate una ricerca su Internet)

Tutti citano Pier Paolo Pasolini: noi ve lo facciamo leggere, per intero


Io no, amici. Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente. Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri.Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di esser stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità. La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli, la casupolatra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassisulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc.

E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di ranciofureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente, é lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese): senza più sorriso, senza più amicizia col mondo, separati, esclusi (in una esclusione che non ha uguali); umiliati dalla perdita della qualità di uomini per quella di poliziotti (l'essere odiati fa odiare).Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care. Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia. Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papà, avete bastonato, appartengono all'altra classe sociale.A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici.[...]

Pier Paolo Pasolini "pagine corsare"

Credo non ci sia nulla da aggiungere


Niko Orsini

Prima serata Frews: il direttore Gibertini incontra la criminologa Bruzzone

Bruzzone e Gibertini foto A. Grutt
 Frews in mezzo alla gente, Frews al Pub, Frews incontra gli autori. Si è svolta ieri sera la prima serata Frews in collaborazione con la associazione Culturale Ad Maiora per il ciclo di incontri "I sentieri di Enzo". Obiettivo dichiarato delle serate nel Pub è quello di portare la cultura anche fuori dal Centro : "Il metodo è lo stesso di Fres - ha detto il direttore - ovvero parlare con la gente che non frequenta i soliti siti, virtuali e reali, ed incontrarla dove vive, dove la sua vita pulsa, divisa tra famiglia e lavoro. Roma è uan città immensa e c'è gente che per scendere in centro per una serata culturale deve prendersi ore di permesso dal lavoro. Così Frews. Gli altri siti danno confusione e tutto, noi portiamo a casa del lettore una notizia di qualità che è scritta col cuore e col commento nostro, quindi originale e vissuta".

interno Pub Best cafè - foto A. Grutt


Madrina e prima autrice della serata è stata la famosa criminologa Roberta Bruzzone che ha presentato, davanti ai trenta partecipanti, il suo libro "Chi è l'assassino". Come lavora, e ragiona, una criminologa? Quali tracce osserva sulla scena del delitto? Come conduce un interrogatorio? Da quali elementi risale al movente di un omicidio? Come ricostruisce il profilo dell'assassino? Come riconosce i tentativi di depistaggio?

Roberta Bruzzone, criminologa, psicologa forense ed esperta di analisi e ricostruzione della scena del crimine, è stata consulente tecnico in alcuni degli episodi di cronaca nera più rilevanti degli ultimi anni, dalla strage di Erba all'omicidio di Sarah Scazzi. In questo libro ripercorre in prima persona tutte le tappe dei suoi casi più significativi: gli interrogatori, lo studio degli incartamenti, le analisi delle tracce sul luogo del delitto, i ragionamenti per entrare nella testa dell'assassino e risalire, passo dopo passo, al colpevole. I racconti della Bruzzone portano il lettore nel cuore delle dinamiche investigative più sofisticate, e negli anfratti più oscuri dell'animo umano.




La serata si è conclusa con la degustazione delle mozzarelle di Antonella de L'Isola del Gusto e con un brindisi offerto da Danilo titolare del Best Cafè di via della Pineta Sacchetti.

Prossimo appuntamento per Lunedì 19 marzo alle ore 18 con Fiamma Nirenstein autrice del Libro "A Gerusalemme".


Vi mando come pecorelle in Val Di Susa in mezzo ai lupi

Tutti parlano di lui (finalmente), del giovane carabinieri di Oristano che ha resistito, impassibile, agli insulti ed alle provocazioni del contestatore No Tav che, vedendosi circondato da telecamere, sperava nel colpo grosso per diventare celebre, un eroe nazionale, mentre ora il video di Corriere TV lo tramanderà per sempre come il vigliacco globale.
Si, vigliacco, perché è troppo facile trincerarsi dietro un guard rail, protetto dalle telecamere, sperando che l'infame poliziotto o carabiniere ti colpisca per poi finire con una targa appesa in una sala della Camera dei Deputati.
L'eroe invece è quel carabiniere che insultato nell'orgoglio, nel coraggio, nell'intimo, ("dai anche i bacini alla tua ragazza con quella mascherina così non gli attacchi le malattie?) rimane fermo, fa il suo dovere (come dirà dopo) e ritorna nell'ombra, dietro le quinte a compiere il suo lavoro.


Il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, elogia il suo carabinieri "per la compostezza professionale dimostrata, che ha impedito ad una situazione delicata di degenerare": il giovane sarà insignito di un encomio solenne.
Mi è venuto in mento quel brano di Vangelo di Matteo che dice: ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi.
Non so se è venuto in mente anche al Comandante Gallitelli, a quel giovane carabiniere, al provocatore con la barba rossa.

Ad ognuno il suo ruolo, nella vita come nel Vangelo.

Del vigliacco si sa tutto, si chiama Bruno Marco. Del Carabiniere non si sa giustamente nulla. Meglio.Così tutti noi potremo identificarci con l'anonimo cittadino, mentre di Bruno Marco ne basta uno solo.


La necessità di un divorzio più breve possibile nell' interesse della donna e dei figli.



Nel 1996 l' OMS ha definito la violenza domestica come: " ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto i soggetti che hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, quanto soggetti che all' interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo".

In Italia 6,7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni ( che corrisponde al 31,9% delle donne in questa fascia d'età) hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita.

Il 69,7% degli stupri è opera di un partner ex o attuale.

Ma il 93% delle violenze causate dal partner non viene denunciato e cosa ancora più grave, solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato.

Sono dati dell' indagine ISTAT del 2007.

Questi numeri sono aumentati vertiginosamente.

Rifletto,dunque, sul pensiero comune di chi afferma che il matrimonio non ha più valore, che ci lasci al primo ostacolo così come fosse niente o come se la" promessa"non fosse stata mantenuta.

Rifletto su chi insiste a considerare la separazione o il divorzio un grave danno per i figli che si trovano, loro malgrado, a sopportarla.

Si deve però anche tenere conto di quante volte la separazione e il divorzio siano per alcuni di loro l' unica ancora di salvezza.

I dati parlano chiaro!

Impossibile non tenerne conto e continuare a negare le tante violenze consumate all' interno della sfera familiare dalle donne che sono coloro che hanno dato il respiro, il cuore e la vita per le loro creature.

Ancora una volta ci si scontra con coloro che credono nei cambiamenti, negli aiuti esterni di specialisti che dovrebbero curare la mente malata di un uomo che non ha alcuna considerazione e rispetto per la donna che ha sposato.

E quindi, è necessario che i coniugi debbano restare uniti?

Se nella coppia si deve mettere al primo posto l' amore, come ci si deve comportare quando a questo viene sostituita la brutalità?

E' logico giustificare quel 93% di donne che si rifiutano di denunciare per paura, per il senso di colpa che provano nei confronti dei figli e per non essere mandate fuori di casa senza soldi e senza possibilità di ripresa?

No, non si può giustificare!

Giustifico invece il diritto di ogni donna maltrattata fisicamente e psicologicamente di poter chiedere e ottenere prima la separazione e poi un divorzio nel minor tempo possibile.

Lo chiamano " breve". Ma saranno brevi 2 anni per queste donne? Siamo sicuri che nell' arco di questo tempo qualcuna di loro non finirà sulle pagine di cronaca nera? Siamo sicuri che qualcuna non continuerà ad essere picchiata, violentata nell' intimo e umiliata?

Per esperienza personale posso affermare che il male non si ferma ma aumenta senza fine.

I bambini , che naturalmente, sono insicuri e fragili assistono alle liti dei genitori e questo scatena in loro diverse paure. E le paure producono angoscia.

I genitori sono responsabili della maturazione interiore del bambino.

Se perdurano i dissidi fra i due , se si mettono in luce difronte ai figli i torti dell' altro, non ci saranno né stima né affetto da parte di questi che hanno diritto all' attenzione e all' amore.

Secondo il mio parere il divorzio per questi casi non è solo necessario ma dovrebbe arrivare con la prima denuncia.

Gli uomini che lasciano segni visibili lasciano per sempre anche segni invisibili più grandi e imperdonabili.

Non c'è speranza di metamorfosi. Restano gli stessi.

La legge purtroppo non aiuta...e a volte peggiora solo le cose.

Anche chi denuncia non può nulla. Le pene, quelle vere, valgono solo in caso di omicidio.

Perchè si fa un gran parlare ma alla fine è questa la verità e la vita. Tutto si risolve con un breve colloquio di 15 minuti davanti alle autorità competenti.

E poi si torna a casa e si finisce per aspettare la separazione e il divorzio in una camera sempre chiusa a chiave perchè la cattiveria è ai massimi livelli e il terrore paralizza.

Perciò ringrazio coloro che hanno, finalmente, ripreso la discussione su questo tema.

Perchè, francamente, credo che per le donne questa sia una piccola, anche se mai riparatrice, vittoria.

Nessuno potrà ridarci indietro la vita, ma fare in modo che la dignità ritrovata ci porti ancora a sperare non è un privilegio ma un diritto e un miracolo.




Sarah MYLIZ











Non so che cosa mi attende oggi, ma Tu lo sai

"Signore io non so cosa mi attende oggi ma so che lo sai tu e tanto mi basta". Il parroco riporta questa frase di una Santa Francese condannata a morte e recitata prima di salire al patibolo. Tanto mi basta per questa giornata e questo Marzo che iniziano portando le loro e le nostre novità, che non sappiamo.
Tanto mi basta per sperare di poter avere anche io questa certezza, questa solidità, diciamolo, questa Fede. Si potrebbe anche vivere più sereni così facendo, ma come è possibile?
L'incognita non solo del domani ma a volte dell'oggi, del pomeriggio, ci attanaglia e non ci fa vivere sereni.
Chissà che questo cammino ci porti anche questa certezza per dire ogni giorno "buongiorgio" tanto, lo sai Tu, quello che succederà.
Buongiorgio

Oggi è S.Albino. Nomi Elide, Enrico. Frase di Nobel.



1 marzo 2012 segno zodiacale: Pesci

Il sole sorge alle 6.58 e cala alle 17.48

S. ALBINO di ANGERS Nasce intorno al 470. Albino fu monaco e quindi abate per 25 anni, a Nantilly, nei pressi di Saumur.

Nel 529 fu eletto per acclamazione popolare, vescovo di Angers.

Fu uno dei promotori del terzo Concilio di Orleans, che riformò la Chiesa dei Franchi con grande fermezza.

E' ricordato come difensore dei poveri e dei prigionieri.

Inoltre richiamò i signori merovingi al rispetto del vincolo matrimoniale.

Muore il 1 marzo 550.

NAME OF THE DAY: Female ELIDE deriva dal greco Elis o Elidòs ed è il nome di un antica regione del Peloponneso occidentale. Si festeggia il 1 novembre, festa di tutti i Santi. La sua pietra è l'opale.

Male ENRICO deriva dal germanico Haimrich e significa "persona potente, dominatore nella sua patria". Si festeggia il 13 luglio. La sua pietra è l'ametista.

" La speranza è quel velo della natura che nasconde le nudità della verità.

Alfred Nobel