11/10/11

Euro 2012, nazionali qualificate

Con le gare di stasera si sono decise tutte o quasi le nazionali qualificate ad Euro 2012. Ancora 4 mancano all'appello, che verranno fuori dagli spareggi.

Da diverse giornate già qualificata l'Italia: la cura Prandelli funziona e gli azzurri si sono qualificati con largo anticipo. Meglio di noi la Germania schiacciasassi, con 10 vittorie su 10 gare; la Turchia vince e supera il Belgio, accedendo agli spareggi. Qualificata anche  l'Olanda, con 9 vittorie, davanti alla Svezia che è la miglior seconda, quindi è qualificata direttamente all'europeo. Anche Inghilterra qualificata da alcune giornate, con 5 vittorie e 3 pareggi, dietro ad un sorprendente Montenegro, che ha strappato due pari agli inglesi e si guadagna i play off. Spagna schiacciasassi, stravince il girone alle spalle del vuoto, dato che la Repubblica Ceca, seconda, dista 11 punti.

Ma per altre nazionali, il traguardo non è stato assolutamente facile: in diversi gironi tutto era in bilico fino all'ultima giornata. Nel gruppo B la Russia vince il girone, rendendo vana la vittoria dell'Irlanda che ora dovrà passare per gli spareggi. Stasera c'era anche Danimarca Portogallo, spareggio per il primo posto. Ai portoghesi bastava il pareggio, ma la Danimarca vince. Ora il Portogallo dovrà affrontare lo spareggio. Francia che rischiava grosso con la Bosnia, a pochi minuti dalla fine agguanta il pari per 1-1 La Grecia, vincendo fuori casa contro la Georgia, accede agli Europei: Croazia seconda, andrà agli spareggi.

Fotografia - What is That? - Bokeh



Carissimi lettori, bentornati sulla rubrica fotografica di Frews.
Oggi torniamo a scuola. Tranquilli, non scappate urlando facendo preoccupare le persone che avete attorno. Non è niente di grave! La nostra scuola non ha voti, pagelle, note o interrogazioni...
Siete su What Is That?, la nostra personalissima sezione di insegnamento dove tutti ammettiamo la nostra "beata ignoranza" (di chi legge, ma sopratutto di chi vi scrive) e insieme cerchiamo di farci un po' di spazio attraverso la nomenclatura fotografica. Mettetevi comodi quindi, che oggi si parla di Bokeh.



Molti di voi, alla lettura dell'argomento odierno, avranno strabuzzato gli occhi. Altri, saranno ancora fermi alla riga precedente e leggeranno queste parole solo tra qualche minuto, ancora persi nel tentativo di pronunciare quella strana parola. Tutta quella parte di voi che ho appena descritto, con tutta probabilità a fine post se ne uscirà con un bel: "Eh! Potevi dirlo subito che parlavi di quella roba lì! senza sti paroloni!".
Perchè? Perchè a discapito del nome che pare tanto complicato, non stiamo parlando d'altro che di un semplicissimo effetto fotografico che tutti, principianti e esperti, possiamo utilizzare per rendere unici alcuni nostri scatti. Addirittura, molti di noi lo han già utilizzato senza rendersene nemmeno conto...


Andiamo però con ordine. Partiamo proprio dal termine tanto ostico. La parola "Bokeh" deriva dalla lingua giapponese, nello specifico dalla parola "Boke", il cui significato viene identificato in sfocatura o più in generale in confusione mentale. Assimilato dal gergo fotografico a fine anni '90, il termine indica delle zone dell'immagine fotografica volutamente non messe a fuoco che contribuiscono ad esaltare e arricchire l'immagine stessa. Si parla pertanto di resa dello sfuocato e di contributo delle zone fuori fuoco.


Come potete vedere dagli esempi, che rendono sicuramente meglio di molte parole, si tratta di immagini che molto spesso vediamo e magari realizziamo inconsciamente. E' importante però conoscere questo tipo di tecnica e sopratutto come si realizza per poterla poi impiegare al momento giusto. E allora, come si realizza?
 

Se parliamo di messa a fuoco, inevitabilmente ci addentriamo nel concetto di profondità di campo, ossia la parte anteriore e posteriore al soggetto principale dell'immagine che risulta nitida (per capirci, a fuoco). Il bokeh infatti viene realizzato tramite un basso rapporto focale, cioè con una profondità di campo ridotta.
Il rapporto focale, come sapete, dipende essenzialmente dall'apertura del diaframma. Più chiuso sarà il diaframma, maggiore sarà la profondità di campo. Pertanto, per realizzare i nostri bokeh dobbiamo necessariamente utilizzare una ampia apertura del diaframma (che per chi non lo sapesse è indicato con una lettera F sulla vostra macchina fotografica: l'ampiezza è indicata da un numero basso: F 4 o 5).
Sono consigliati preferibilmente obiettivi tele e mediotele 85-100 mm.



Le moderne reflex digitali ci forniscono un ulteriore strumento per realizzare questo tipo di effetto. Smanettando con la vostra macchina, vi sarete di certo imbattuti nella possibilità di settaggio del puntatore di messa a fuoco. Le possibilità, solitamente, sono: punto di messa a fuoco singolo, multiplo e con effetto 3D. Il punto di messa a fuoco singolo, ci aiuta nel rendere nitido un singolo dettaglio, lasciando sfocato il resto dell'immagine.



Ma in quali casi è consigliato utilizzare questa tecnica?
Beh, non esiste una regola assoluta. Sta alla vostra sensibilità e al vostro stile trovare la giusta collocazione per questo particolarissimo effetto. Personalmente, lo utilizzo spesso per concentrare l'attenzione di chi guarda lo scatto su un singolo dettaglio, lasciando che lo sfondo sfocato funga da cornice quasi surreale. Oppure è proprio lo sfondo sfocato ad assumere, per assurdo il ruolo di protagonista. Tutto dipende da come interpretate la tecnica.

E per oggi la lezione è finita. Compiti per casa? Certo! Provate questa nuova tecnica e mandatemi i vostri scatti al solito indirizzo mail per partecipare alla Photo Of The Week o anche solo semplicemente per qualche consiglio o scambio di idee. Buona fotografia a tutti!


Avete qualche richiesta particolare o un dubbio amletico che vi assale? Mandate i vostri questiti via mail a servlad90@yahoo.it 
Sarà per noi un piacere esaudire ogni vostra richiesta!
  

DAT e Senato




Secondo i promotori  del diritto all'autodeterminazione la legge sulle DAT attualmente in discussione al senato sarebbe palesemente ideologica "perchè contro la volontà dei pazienti e dei medici" (Livia Turco). Non solo ma a parere di altri "oggetto" di questo disegno di legge sarebbe "la continuazione non voluta di una persistenza vegetativa senza speranza"..."qui è il punto vero, e" con esso "la vera necessità mancata di un'alleanza fra concezioni e speranze diverse" (Adriano Sofri).
Intanto, chi l'ha detto che un paziente in stato di continuativa non consapevolezza, si trovi in una condizione "persistente" e senza speranza?  Più volte infatti si è visto che certi pazienti, apparentemente irrecuperabili, sono venuti fuori da stati di totale assenza percettiva. Come se, pur non avendo potuto partecipare alla vita di relazione, avessero continuato invece a possedere una coscienza personale. Infatti sfogliando alcune interviste pubblicate sui giornali, si legge quanto questi pazienti, fossero stati in grado di percepire in modo nitido il mondo circostante e quanto abbiano sofferto nell'impossibilità di comunicare la loro presenza vitale. E la cosa è ancor più vera se si tiene presente che sotto il profilo scientifico, non si hanno notizie  che stabiliscono il contrario. Dunque prima di negare la presenza di personalità, in un essere umano che non riesce a manifestare se stesso, bisognerebbe almeno chiedersi fino a che punto quella precisa irreversibilità sia o meno effettiva e non riguardi invece gli stati di morte cerebrale, in cui il cervello è completamente inattivo. Proprio perchè il paziente non c'è più, nel senso che è deceduto.
Ed eccoci arrivati al tema centrale del presente articolo: la legge sulle DAT. Che cosa ci dice esattamente, quale interesse tutela e soprattutto a chi è rivolta?
Come ha giustamento precisato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella «lo spirito della legge è quello dell’articolo 32 della Costituzione italiana che assicura il diritto a scegliere le terapie». Così il consenso informato finalmente «diventa norma». Ma in cosa consiste il consenso informato? Esso - prosegue la Roccella -  è "un’informazione da parte di un medico a un paziente che cerca di scegliere, sempre fino a un certo punto. E questo perché l’ultima parola è sempre del medico, anche quando siamo coscienti». Dunque la legge - aggiunge la Roccella -  «serve a garantire la possibilità di un paziente di scegliere anche quando non è cosciente e allo stesso tempo anche assicura il diritto del medico di scegliere in scienza e coscienza. Tutto questo, attraverso la dichiarazione anticipata di trattamento (dat)». Non essendoci certezze scientifiche sugli stati vegetativi, dunque, «quando si firma una dat, queste indicazioni non possono essere rigide». Ma entrando nel dettaglio della normativa in discussione, ci accorgiamo che essa cerca di portare avanti il senso di una cooperazione dinamica, nella relazione clinica tra il medico e il paziente che non viene orientata in modo fatalistico verso un esito finale ma è adeguata alla salvaguardia dell'uno e dell'altro soggetto di questo rapporto. A condizione che siano presi in seria considerazione i desideri del paziente, sempre che questi siano al tempo stesso ragionevoli e legittimabili. Appunto perchè il senso delle dat è il raggiungimento degli obiettivi di fiducia, speranza, rispetto della vita, professionalità, etica del lavoro e di argine alla medicina difensiva. E' possibile e ammirevole, secondo voi, tentare di realizzare queste aspettative nel nostro paese fortemente basato su una medicina tecnologica? La risposta cambia, e tanto, a seconda che si voglia far prevalere una visione del diritto ispirata al semplice individualismo o al contrario, ad una visione antropologica dello stesso, dove si faccia invece strada il rispetto solidale per la vita, in qualsiasi sua manifestazione.  Se guardiamo al passato, il testo che per la prima volta cerca di offrire al malato terminale la possibilità di interrompere i trattamenti necessari per rimanere in vita è il "Natural Death Act del 1976" in California, attualmente non più in vigore. Successivamente nel 1990 - sempre negli Stati Uniti - fu approvato il "Federal Patient Self Determination Act"  per dare ai pazienti la possibilità di avere informazioni sulla possibilità di stilare delle direttive anticipate. Tuttavia, questa proposta di legge, non ebbe seguito, perchè fu bloccata in seguito ad una consultazione popolare, nello stato di Washington, l'anno dopo, nel 1991.
Guardando all'Europa, i primi paesi che hanno legiferato in questa materia, sono stati l'Olanda, il Belgio, la Spagna e la Francia. Mentre, per quanto riguarda il nostro Paese, il primo vero dibattito sul testamento biologico avvenne nel 1990, con la proposta da parte della Consulta di bioetica di Milano, della "biocard" o "carta di autodeterminazione".  Con l'uso di tale documento, ogni cittadino italiano  nella fase terminale della sua vita, avrebbe potuto stabilire sia il tipo di trattamento sanitario  che il rifiuto dei provvedimenti di sostegno vitale, come l'alimentazione e l'dratazione artificiali.
E qui entriamo nel vivo della questione. A seguito della proposta della biocard, il Comitato Nazionale di Bioetica, nel 2003 cerca di dare un equilibrio, centrando la normativa del fine vita sul concetto di alleanza terapeutica. Così secondo il parere del Comitato ogni cittadino italiano avrebbe  dovuto  avere, piuttosto la possibilità di stabilire  anticipatamente con delle dichiarazioni scritte, un dialogo col proprio medico di fiducia da continuare idealmente anche in assenza di coscienza. Non solo. L'anno dopo, sempre il CNB espresse un secondo parere, nel quale affermava che "cure quotidiane e indispensabili come – ma non solo – l’idratazione e l’alimentazione (anche se somministrate per via enterale o parenterale), qualora disponibili attraverso il sistema sanitario e sino a quando risultino realmente efficaci, a motivo delle favorevoli condizioni cliniche in cui versa il paziente, nel fornire sostanze essenziali per i processi metabolici dell’organismo umano, rappresentano sempre un mezzo ordinario e proporzionato in ordine alla sopravvivenza del paziente. Chi intende privarsene per porre fine anzitempo alla propria vita non può esigere da parte del medico una collaborazione a tale azione. La prosecuzione di tali cure del corpo da parte di chi assiste il paziente, salvo il caso in cui esse risultino futili perchè non contribuiscono alla conservazione dell’omeostasi del suo corpo, non costituisce un "accanimento" e rappresenta un dovere umano e professionale. Al contrario, non iniziarle o sospenderle (fatto sempre salvo il caso sopra citato) rappresenterebbe una figura di "abbandono" umano e professionale del malato, ancor più grave in una società nella quale non mancano persone e mezzi per attuare tali cure essenziali, anche senza oneri per il paziente ed i suoi familiari". Poi nel marzo del 2009, il dibattito sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, finalmente trovò ingresso nel nostro Parlamento con il ddl Calabrò che riaffermò in modo inequivocabile, la assoluta indisponibilità della vita umana anche da parte di terzi, seppure molto vicini alla persona del malato. Infatti il ddl all'art. 1: "riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile". Quindi, esso "vieta ai sensi degli articoli 575, 579 e 580 del Codice penale ogni forma di eutanasia"; così impone l'obbligo al medico di informare il paziente (...) sul divieto di qualunque forma di eutanasia". Questo divieto poi è rafforzato dal successivo art.3 dove si afferma che  alimentazione e idratazione "non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento" anche perchè, in base all'art.4 non è consentito ricostruire la volontà presunta del paziente. Mentre secondo l'art. 6 "il fiduciario "si impegna a verificare attentamente che non si determino a carico del paziente situazioni" di cui "agli articoli 575, 579, e 580 del Codice penale".
A conferma di ciò, in base all'art. 7, il "medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente".
Il punto centrale dell ddl è che, il diritto alla vita appartiene anzitutto al soggetto stesso del malato e quindi anche allo Stato nel quale vive; e ciò spiega perchè il dissenso a praticare determinate terapie necessarie al sostentamento, non può essere considerato per legge patrimonio di altri, soprattutto di chi ha rapporti molto stretti con il paziente. Ed ecco perchè riguardo all'idratazione e all'alimentazione, bisogna considerare il momento esatto in cui il soggetto esprime la propria volontà che non sempre può coincidere con il tempo in cui effettivamente questi trattamenti avranno luogo. Dunque il problema riguarda le esigenze di più soggetti, quelli direttamente interessati e quelli che sono coinvolti indirettamente o meglio de relato. Probabilmente allora "gli uomini dovrebbero lasciare che la loro condotta fosse guidata dagli stessi principi: principi tali che seguendoli ne deriverebbero a tutti la massima sicurezza e soddisfazione e la minima sofferenza possibili"..poichè "se gli uomini, in quanto individui, si arrendono al richiamo dei loro istinti elementari, sfuggendo il dolore e cercando il piacere solo per sè stessi, il risultato...non può che essere uno stato di insicurezza, di paura, e di confusa sofferenza... se oltre a ciò, essi usano la loro intelligenza partendo da presupposti individualistici, vale a dire egoistici...difficilmente le cose andranno meglio" (Albert Einstein).


dott.ssa Silvia Bosio
Dottore di Ricerca in Bioetica
U.C.S.C. Roma


10/10/11

Grana Padana: la fine della Lega

Quello che esce sui giornali è sempre meno di quello che realmente è successo. Ieri è forse finita la Lega, o almeno la Lega di Bossi, quella forza prima di protesta, poi di opposizione e poi Governo che è cresciuta negli anni spingendosi con ottimi risultati fino in Toscana. Silenzio assoluto quando prende la parola Umberto Bossi ma subito dopo scoppia il caos quando il presidente dell'Assemblea Gibelli propone, ed impone, Maurilio Canton per la poltrona di segretario provinciale. Un nostro amico che da vent'anni vive con passione l'impegno della Lega ci racconta, in questa lettera aperta, il dolore di quei momenti e quello che realmente è successo a Varese e che ha segnato la svolta personale di molti militanti e forse la fine del partito del Nord.
"Caro direttore,
questo è un giorno triste per noi leghisti che abbiamo sempre creduto nel partito e nella figura che lo ha creato, cresciuto e portato avanti. È il giorno dopo, il momento peggiore perché la rabbia lentamente passa e ci si rende conto di quello che è successo e sta succedendo.
Rileggo i commenti che gli amici stanno lasciando su Facebook ed è triste vedere come in poche ore un pugno di persone (ma molti dopo ieri non riescono più a definirle persone) ha cancellato quello per cui alcuni di noi si battono anche da più di vent’anni.
Amici e conoscenti presenti a Varese definiscono la giornata di ieri come “il giorno più brutto della storia della Lega Nord”. Chi non era a Varese ma che alla Lega ha donato cuore e tempo senza mai chiedere qualcosa in cambio (né una sedia, né un riconoscimento, e spesso nemmeno un bicchiere di vino offerto), aveva previsto che la protesta sarebbe esplosa.
La nomina del segretario della provincia di Varese, culla del partito, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un segretario eletto non per votazione, né per acclamazione, né per ovazione. Semplicemente è stato messo lì, nonostante la maggior parte dei presenti non lo volesse. Hanno dovuto pronunciare le parole che lo hanno portato alla “cadrega”, ma la base li ha stoppati unendosi in un grido pieno di rabbia: “Voto! Voto! Voto!”. In poche parole preferivano votare un personaggio dei fumetti o dei cartoni animati piuttosto che avere quel segretario imposto senza possibilità di discussione. Qualcuno che ha parlato ha anche provato a spiegare la differenza tra autorità e autorevolezza, ma evidentemente il messaggio non è stato recepito dagli interessati ma solo dai partecipanti che già la conoscevano questa non poco sottile differenza.
Si potrebbe dire che in fondo non si è mai andati contro il volere di Bossi e che ha sempre comandato lui la nave, portandola dove voleva. È così, la base non ha mai voltato le spalle al capo, ma la base prima sapeva che era per il bene comune, che la nave viaggiava su quelle acque e il popolo respirava insieme. Da tempo però noi, la vera base che non ha “cadreghe” da difendere, ci siamo accorti che al comando della nave ci sono altre persone che giocano a distrarre il vecchio capitano e che ci stanno mandando verso gli scogli.
A Pontida la protesta era passata attraverso grandi manifesti scritti da militanti comuni che vennero tolti per ordine di “qualcUNO”. A Venezia la protesta per alcuni di noi si è trasformata in silenzio e assenteismo. A Varese Bossi ha detto “volevo portare aria nuova” e aria nuova ha avuto (aria che forse si trasformerà in tifone), ma non come lui (o altri) intendevano.
Ho raccolto per lei e per il suo periodico la rabbia, l’amarezza e la tristezza di quattro amici che ieri si sono ritrovati con le lacrime negli occhi e nel cuore dopo questo spettacolo a dir poco osceno. Sono parole che in molti oggi pronunciano e che difficilmente si potranno fermare visto che sono dette da persone che non hanno nulla da perdere.
C’è chi nota il fenomeno “tengo cadrega” e lo commenta nel modo più semplice possibile: “guarda caso il "popolo" sta tutto da una parte, chi invece ha un pezzo, un pezzettino o un pezzettone di cadrega si schiera dall'altra. La verità è che se vanno avanti così alle urne politiche si ritroveranno con la metà dei voti. Un breve riassunto sulla giornata di ieri? Democrazia inesistente, ideali calpestati, popolo usato e imbrogliato. Poltronisti, poltronari e loro lacchè che negano l’evidenza.”
C’è chi è sfiduciato e aspetta solo di vedere la fine di questo tunnel: “Le Vostre battaglie fatele tra di Voi. I militanti non c'entrano nulla. Io non appartengo a nessuna corrente pretendo solo rispetto. Nella vita si riceve per ciò che si da. Sempre. Basta aspettare. Io non mi fermo ma non sono un suddito, ragiono con la mia testa. Non avevano consensi, ecco perché non ci hanno fatto votare.”
C’è chi si sente usato: “Oggi ero presente ed è stata una cosa a dir poco vergognosa. Si sono calpestati i diritti di noi delegati, non abbiamo potuto votare democraticamente. Capiamo solo che la militanza in Lega molto probabilmente serve solo ad attaccare i manifesti, guai a loro se osano pensare con il loro cervello!”
Infine vorrei presentarle l’amico che stimo più di tutti in questo momento. Colui che, con un passato di anni di militanza in Lega, mi ha scritto le parole più amare e dure da digerire:
“Le premesse del congresso non erano delle migliori, nei giorni scorsi i due candidati che si opponevano al candidato scelto da Bossi (mah…) sono stati "costretti" a ritirare le loro candidature, nonostante avessero quasi un terzo ciascuno delle sottoscrizioni dei delegati a loro favore. Già si partiva con il piede sbagliato. Terminate le procedure di rito, il congresso, presieduto da un personaggio di primo piano regionale della Lega, è iniziato con i primi interventi dei delegati, in verità non erano molti iscritti a parlare. Tutti i presenti sapevano già cosa aspettarsi e cosa avrebbero sentito dire. Interventi accomunati con sfumature più o meno colorite ma con un tema unico: attacco frontale alla corrente interna del Cerchio Magico, che non ha nessun peso sulla base e non è da questa appoggiata, ma che purtroppo ha creato un canale diretto riservato con Bossi. I componenti si rivolgevano proprio a lui, Bossi, per fargli capire che la base ha fiducia in lui ma che non può imporre un candidato sgradito praticamente a tutti.
Qui le prime scaramucce quando il presidente, terminati gli interventi dei delegati (nessun big ha mai preso la parola dal palco, tranne un sindaco nel concitato tentativo di portare un po’ di calma e smorzare i toni), decide di posticipare l'elezione del segretario dopo l'intervento del segretario federale, e di procedere con quelle del direttivo. I primi fischi e i primi malumori che annunciavano quello che sarebbe successo dopo. Poi ecco che arriva il capo, Bossi, e tutti lo ascoltano in assoluto silenzio.
Con un colpo di mano alla fine hanno dato la segreteria a chi avevano scelto. Dopo ore di scontri (anche fisici), di insulti, spintoni, accuse e parole di tutti contro tutti la Lega è finita.
Ci sono state tensioni altissime, ma alla fine il presidente dell'assemblea, che evidentemente aveva già ricevuto l'ordine di far uscire il candidato unico a qualsiasi costo, violando ogni norma che vieta l'acclamazione e precisa che anche a candidato unico l'elezione debba avvenire per voto segreto e a maggioranza assoluta dei votanti, ha proclamato il candidato unico segretario provinciale di Varese. Il tutto stravolgendo le parole di Bossi che aveva faticosamente (ma chiaramente) detto che lui indicava di VOTARE il candidato unico e di non lasciare schede bianche o nulle. Votazione che non è mai avvenuta.
Al che è successo di tutto e di più, tutti gridavano energicamente "voto, voto, voto", gente allontanata, urla, sputi, qualcuno ha tentato di mettersi le mani addosso, la gente che contestava tutto e tutti al grido di "Infami! È una farsa".
Una bolgia dantesca mai vista in 17 anni in Lega, nella cuore della Lega, a Varese. Il silenzio assordante da parte di alcuni parlamentari, i sotterfugi, le facce tesissime.
Hanno atteso tre ore prima di proclamare in sordina la chiusura del congresso nel caos totale. Cose mai viste. Gente che piangeva, anziani e giovani. Una scena surreale. Alla fine hanno aperto le porte ai giornalisti e si sono proclamati vincitori dicendo che il nuovo segretario è stato acclamato e i giornalisti si chiedevano da chi, visto che l'aula ormai era vuota. Perché gli altri dove erano? Già andati via dalla rabbia e dalla disperazione.”
Per quanto riguarda me, caro direttore, sto vivendo questo momento nero come il realizzarsi di cose che già da un po’ di tempo sentivo nell’aria. Sentir chiamare alcuni amici “fascisti” solo perché chiedevano un elezione democratica è stato un pugno allo stomaco.
Forse adesso arriverà qualche espulsione e noi non ci stupiremo visto i metodi che hanno usato per imporre una sola persona. Se così sarà ne prenderemo atto e affronteremo la cosa a testa alta, fieri di non aver mai tradito le idee che sono alla base della fondazione della Lega.
Di certo c’è che si stanno imponendo uomini che non hanno voti alle spalle e che se si continuerà così, sarà davvero la fine della Lega e di Bossi.
In questi due giorni tra noi militanti, amici e fratelli di partito, sta girando questo celebre discorso preso dal film “Gli ammutinati del Bounty”:
“Giustizia e dignità o sono chiuse nel cuore del capitano o a bordo non albergano. È per questa ragione che la Corte ha sempre voluto che i suoi ufficiali prima fossero dei gentiluomini. Alla Corte rincresce notare che la nomina del capitano Bligh fu sotto questo aspetto uno sbaglio”.
In questa “elezione” sono mancate giustizia e dignità, ma è mancata anche la figura di un gentiluomo."

"Impraticabile e ingiusta": Alfano non è un ingrato

Visto che è Domenica e preferiamo starcene in famiglia, apprendiamo dalle agenzie di stampa una notizia nella notizia.
Chiedere di "accantonare Berlusconi" è "una condizione impraticabile e ingiusta". Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, durante la kermesse 'Verso un nuovo Pdl' organizzata dal ministro, Gianfranco Rotondi.
La condizione che ci viene posta - ha spiegato - è 'accantonate Berlusconi', ma è una condizione che io ritengo impraticabile e ingiusta".
Io dico con chiarezza - ha sottolineato Alfano - che lavoro per un percorso di aggregazioni moderate senza condizioni capestro. La nostra è una posizione molto netta e molto chiara e lavoriamo perché si arrivi a quell'approdo".
Perchè diciamo notizia nella notizia?
La prima è quella politica, ovvero riguarda tutti i movimenti, sotterranei e noi, per prepararci all'approdo verso la terza repubblica, una specie di Italia 3.0
La seconda è, secondo noi, la notizia vera, ovvero che esiste ancora qualcuno nel Pdl che non rinnega Berlusconi, che non "sputa nel piatto in cui ha mangiato per tutti questi anni", che non chiede un passo indietro a  SB per magari farne due in avanti lui, che non butta via vent'anni per un piatto di lenticchie e via metaforando: costui è Angelino Alfano segretario nazionale del PDL.
Dicono, i maligni, che purtroppo Alfano deve fare così, ovvero tenersi buono il padre padrone se no questo se lo pappa in un sol boccone.
Dicono, gli altri maligni, che Alfano è una marionetta di SB quindi non può che parlare in questo modo.
Dicono, gli ultimi maligni poi abbiamo finito, che Alfano sarà mangiato dal compagno S (Scajola) e da tutti gli altri appena sarà finita l'epoca di Re Silvio.
Dicono eccetera eccetera.
A noi piace constatare e credere che quella di Angelino Alfano sia vera gratitudine verso l'uomo e verso il politico Silvio Berlusconi che lo ha fatto crescere, gli ha dato possibilità enormi, lo ha nominato prima ministro e poi proposto come Segretario nazionale del Pdl.
Non è il termine "impraticabile" che ha captato la mia attenzione ma quell' "ingiusta" detto subito dopo.
Accantonare Berlusconi, soprattutto dall'interno, è ingiusto, siete dei figli ingrati per non dire dei traditori.
Poi succederà quel che succederà e nessuno ha la palla di vetro per districarsi nel futuro prossimo della politica italiana ma un punto fermo oggi l'abbiamo messo: Angelino non è un traditore, non è uno di quelli che ha avuto la macchina in dono dal padre e se ne va lontano anzi, torna spesso a casa e, pur se non condivide, magari, tutte le mosse del padre, sa ancora dire grazie e sa che cosa vuol dire la parola "riconoscenza".
In ultimo vorrei far notare che ieri, per la prima volta, al convegno organizzato dal ministro Rotondi campeggiava il logo Pdl senza la scritta "Berlusconi presidente".
E' o non è un altro passo indietro del Premier questo?
Ne vogliamo tenere conto? Che cosa dovrebbe fare di più SB? Buttarsi dalla finestra? No, sarebbe ingiusto, dapprima umanamente, per il politicamente ci penserà la Storia a dirlo.
Sei giusto Angelino, continua così.

08/10/11

La chiesa non fa governi e non li manda a casa


“La Chiesa non fa governi e non li manda a casa” con queste parole il segretario generale della Cei, Monsignor Crociato, ha voluto ribadire l’ovvio sentendo la necessità di farlo visto il gran fumo alzatosi attorno alle parole del Cardinale Bagnasco.
"Si scrivono molte cose, debbo ribadire che da parte nostra non c'è iniziativa volta a proporre partiti: non abbiamo partiti da promuovere o organizzare". Lo ha detto il Segretario Generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, nella conferenza stampa di chiusura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, rispondendo ai giornalisti in merito all'appello del cardinale Bagnasco a un rinnovato impegno dei cattolici in campo sociale e politico. "Partiamo - ha detto Crociata - dalla nostra responsabilità di cattolici presenti nel nostro Paese, una presenza attiva, partecipe e corresponsabile in questa fase della vita non solo nazionale che vede in atto una crisi globale, mentre assistiamo a una evoluzione sociale convulsa e accelerata". La prolusione, dunque, "invita a una rinnovata presa di coscienza di questa responsabilità, a rivitalizzare cioè il giacimento culturale dei cattolici, quel patrimonio di valori diffuso che deve essere risvegliato e reinvestito per il bene del Paese".
Monsignor Crociata si è poi spinto ancora oltre ben consapevole delle domande pronte sui taccuini dei giornalisti.
"Non abbiamo da esprimere giudizi nemmeno sulla maggiore o minore vicinanza di sensibilità di un Governo, piuttosto che di un altro, rispetto a quella della Cei: questo ci porterebbe su un terreno politico. Per nostra vocazione e come istituzione dobbiamo esprimere una valutazione laddove sono in gioco valori essenziali come la persona e la vita. Riteniamo – ha proseguito - di dover esprimere una valutazione, indirizzi, suggerimenti, in riferimento ai temi, alle questioni che toccano il senso stesso della missione della Chiesa, cioè sull'identità e la vita delle persone nella società".
Per Crociata, "è importante tale distinzione, perchè la Chiesa non ha soltanto il diritto ma anche il dovere di rapportarsi all'istituzione Governo che ha una legittimazione che viene dal popolo e dal Paese, ma solo nel merito dei problemi, e questo deve farlo quando entra in gioco la sua missione, qualunque sia il Governo in carica".
Crociata è tornato anche sul tema dei "valori non negoziabili", altro tema importante che però la grancassa mediatica ha snobato, dicendo che "non rappresentano un vestito stagionale che si mette secondo le mode e l'atmosfera della giornata".
Infine, tanto per rimanere nel campo del ribadire l’ovvio, il Segretario Generale della Cei ha confermato che la prolusione è stata pubblicata come sempre dall'Osservatore Romano e “…delle questioni di cui si tratta il cardinale Bagnasco ha parlato previamente e personalmente, come di prassi, con il Papa".
Come di prassi: repetita iuvant.

07/10/11

Ma il Katla non doveva eruttare?


In molti mi pongono la domanda: "non avevi scritto che il Katla doveva eruttare?"
Ci si riferisce ovviamente al post che ho pubblicato esattamente un mese fa: "Rischio incombente: il Katla"
Sottoscrivo nuovamente tutto quello che scrissi in quel post! Infatti continuano ad essere rilevate scosse in prossimità del vulcano, il che dimostra che la "pentola sta continuando a bollire".
Come potete vedere dal grafico qui sotto riportato un paio di giorni fa c'è stata una scossa anche di magnitudo 3.


L'immagine di copertina è invece una rappresentazione 3D elaborata dal Dr. Dietmar Müller dell'Università di Sydney. Veramente sorprendete quell'enorme colonna alta 400 Km che presenta una temperatura di parecchie centinaia di gradi superiore alla normale temperatura del mantello terrestre. Questo ci fa capire come mai l'isola venga anche chiamata terra di ghiaccio e di fuoco.
Il problema è che i tempi geologici non sono i tempi umani. Pertanto imminente non significa necessariamente "domani mattina" ma potrebbe significare anche tra qualche mese o tra qualche anno. Certo è che l'attività lì sotto non cenna a placarsi e quindi mi sento di confermare che permane una elevata possibilità di eruzione tra breve.
Per chi volesse rimanere aggiornato sul monitoraggio del Katla, può farlo direttamente qui.

Photo Of The Week N°10 - Summer's Almost Gone


Carissimi lettori e amatori della fotografia, bentornati. Siamo pronti anche oggi per donarvi la vostra settimanale razione di fotografia con lo scatto più rappresentativo degli ultimi sette giorni.
La scorsa settimana Laura ci ha accompagnato in quello che pensavamo (e alcuni di noi, come il sottoscritto, speravano) fosse l'inizio della stagione Autunnale. Ma l'Estate sembra proprio non voler finire. Ecco che allora facciamo un piccolo passo indietro assieme a Giovanna, eccezionale fotografa che ho conosciuto proprio questa estate sotto il palco di un concerto, rigorosamente con la macchina in mano. Vi lascio alla sua arte che, ne sono certo, allieterà i vostri occhi come solo la grande fotografia da fare.




Foto: Summer's Almost Gone
Conosco Carlotta dai tempi del liceo, quando passavamo le innumerevoli ore di lezione fianco a fianco da fedeli compagne di banco e la scuola era praticamente tutto il nostro mondo. Sono passati anni, scelte e sogni diversi ci hanno portate su strade differenti, ma il nostro legame è sempre vivo e ogni volta che riusciamo a vederci è una festa. Lei è una di quelle persone dall'anima buona e dalla bellezza disarmante, di quelle che vorresti ce ne fossero di più in giro.
Le ho chiesto di posare con l'idea di realizzare qualche scatto dall'atmosfera autunnale e abbiamo scelto come location un piccolo bosco, purtroppo ancora verdeggiante viste le temperature estive di questo ottobre pazzo.
Ho realizzato lo scatto con una Nikon d300s e il classico 50mm f1.8 che ha permesso la forte sfocatura dello sfondo. Ho scelto il bianco e nero molto contrastato per dare forza al soggetto ed eliminare eventuali distrazioni date dal colore dello sfondo.
Questa foto mi è particolarmente cara per l'espressività e la malinconia di cui è carica, sentimenti che in questo periodo accomunano entrambe, fotografa e modella. Come se l'autunno fosse già parte di noi.


Autore: Giovanna Aprili
Laureata in scienze dei beni culturali, ho venduto l'anima alla fotografia e da allora passo il mio tempo a pensare a come fotograferei chi ho di fronte. Dopo aver abbandonato la strada vecchia per la nuova, frequento un master di fotografia alla scuola Mohole di Milano che considero un po' come la mia seconda casa, anche se è più il tempo che passo in treno per raggiungerla. Tutto questo per fare della fotografia una professione che mi permetta di vivere con la Nikon al collo e la felicità nel cuore.
E' facile trovarmi sotto al palco di concerti ed eventi prevalentemente rock-metal della provincia veronese. Amo la musica, amo la fotografia, fate due più due.
A parte questo, il soggetto che preferisco avere davanti all'obiettivo sono le persone.Ho terrore del tempo che passa, dei cambiamenti di cui la vita abbonda, e considero la fotografia è la mia piccola arma congela-attimi, una sorta di rivalsa insomma.
Scrivo un blog dove spiego come nascono i miei scatti, raccolgo ispirazioni e parlo di esperienze fotografiche-lavorative.


Happy Photography
http://happy-photography.tumblr.com/


Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!

Forza Gnocca e sito Pdl: tutto collegato? Palmieri smentisce!

foto da www.libero-news.eu
Sicuramente in tanti di voi pure avranno provato da ieri sera. Digitando www.forzagnocca.it si veniva indirizzati, guarda caso, sul sito nazionale del PDL, ovvero su www.pdl.it .
Causalità?
Saranno contenti quelli del PDL che forse hanno avuto un incremento di visite ma non sembra che lo scherzo, di questi tempi, sia stato gradito.
Così scrive Palmieri, responsabile internet del Pdl, sul suo sito.
“Per una volta sono completamente d’accordo con l’on Donadi: reindirizzare forzagnocca.it sul sito del Pdl è proprio uno scherzo di pessimo gusto”. Lo dichiara l’on. Antonio Palmieri, responsabile nazionale internet del Pdl. “In altri momenti farebbe sorridere – prosegue Palmieri - ma i nostri  apocalittici avversari trasformano tutto in tragedia. Facendo una semplice  ricerca si può vedere che il dominio forzagnocca.it è registrato da tale signor  Mastroianni, che nulla ha a che vedere con il Popolo della Libertà. Stiamo  attuando le contromisure tecniche per porre fine alla goliardata inutile”.
Ribadiamo: quella degli gnocchi, ieri, che era giovedi (il giovedi gnocchi) era una battuta!

iParadise: l'ultima applicazione di Steve Jobs

Le applicazioni per Ipad sono diventate, in poco tempo, un must ed anche un sogno per tutti quelli che hanno un minino di fantasia e cercano l'idea giusta da tramutare in "apps" per fare soldi facili. E' questo uno degli ultimi sogni regalatici da Steve Jobs in questi anni che è riuscito a portare il mondo, e la nostra vita, in giro su 137 grammi.
Io non ho un macintosh, non ho un ipod, nemmeno un iphone e neanche l'ipad: mi sono sempre accontentato di similari prodotti anche più economici.
Recentemente un amico è "passato al Mac" (uno dei tanti) e gli ho chiesto com'è l'adattamento e lui mi ha risposto: è come cambiare sesso!
Non ho neanche affrontato, e non intendo farlo, questa ultima esperienza.
Perà ammetto, da utilizzatore di windows, che è stata solo la pigrizia, d'adattamento e soprattutto quella economica, a tenermi lontano da quei goiellini che funzionano alla perfezione e vanno oltre l'essere uno status symbol.
In autobus stamattina tre ragazze si scambiavano messaggi e foto e quant'altro dai loro iphone. Ho detto loro: è morto Steve Jobs. E chi è? Mi han chiesto.
Forse ci vorrebbe l'applicazione iSteve che racchiudesse tutti i discorsi sulla vita di questo 56enne da 7 anni malato di cancro al Pancreas: memorabili le sue presentazioni come le sue lezioni ai giovani. Facile ritrovarle in internet.
Ma iSteve dovrebbe essere l'applicazione di un uomo che tutta la vita si è applicato, instancabilmente, diventando un guru e cambiando realmente il modo di vivere di tutti noi: uno dei più grandi inventori, uno dei più grandi innovatori.
Un uomo che dal palcoscenico di un teatro, in compagnia di questo oggetto di dimensioni sempre più piccole, inscenava per ora una rappresentazione della vita, un sogno, a portata di mano per tutti e non solo in termini di grandezza fisica.
Un uomo che si è applicato tutta la vita e che ora, a soli 56 anni, muore perchè quella livella (qualcuno ironizza già sull'applicazione iLivella) non guarda in faccia nessuno e se hai quella malattia muori anche giovane come tuo suocero, come tuo padre, come l'amico e come Steve Jobs che ha lottato con tutti i mezzi contro la malattia senza trovare l'applicazione giusta per uscirne, lui e tutti noi.
Girano già in rete tantissimi commenti. Mi piace riportare questo. Tre mele cambiarono il mondo: quella di Adamo ed Eva, quella di Newton e quella di Steve Jobs.
Riporto solo una delle tante frasi che ce lo hanno reso celebre e lo rendono eterno: "La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita: spazza via il vecchio per far spazio al nuovo"
Muore anche lui a 56 anni: giovane, non vecchio, e non ci consola il dire che "di là" avranno bisogno di lui forse per implementare iParadise, l'applicazione che ci riguarda tutti, quella che dobbiamo lasciare accesa tutto il giorno, compresa la notte, per poter arrivare al cospetto del più grande inventore di tutti, Dio Padre.
Salutacelo, Steve!

06/10/11

Sono io un comunista o lo sei tu? O lo siamo un po' tutti?


Questa estate, mentre stavo trascorrendo una serata in compagnia di amici, la conversazione è finita sulla crisi dell'attuale nostro sistema economico/sociale/politico.
Io ho esposto il mio punto di vista "catastrofico-anarchico-pessimista".
Sostenevo che questo sistema ci ha dato la grande illusione di renderci tutti più felici, più sereni e più belli (vedasi chirurgia estetica), ma nella realtà ogni giorno aumentano sempre di più i segni che evidenziano la crisi del sistema e che questo "castello di sabbia", che abbiamo costruito in questi ultimi 50 anni, sta per crollarci addosso.
Ho aggiunto che come i sistemi comunisti hanno tutti dimostrato la propria inadeguatezza altrettanto sta accadendo al sistema "consumistico": l'economia non può continuare a crescere all'infinito, dal mio punto di vista dovremmo tornare ad un sistema più a misura di uomo, maggiormente in equilibrio con la natura, con la Terra.
Ebbene, giunto a questo punto, per tutta risposta, mi sono sentito dare del "comunista".
Mi sono messo a ridere, perché io sono sempre stato di idee decisamente differenti dal comunismo e non ho nemmeno osato formulare nessuna replica che, in quel momento, sarebbe risultata inutile e superflua.

La cosa mi ha comunque fatto riflettere, infatti non credo in nessuna "ideologia", ma credo che ogni ideologia possa contenere comunque elementi interessanti e positivi; credo che questo sia applicabile anche al comunismo stesso! Credo inoltre che la società occidentale pochi anni fa abbia voluto (ma solo apparentemente) gettare via immediatamente lo scomodo e "fuori-moda" comunismo. In questo modo il simbolo della "falce e martello" è sparito da ogni dove, ma non basta gettare via un simbolo per cancellare decine di anni duranti i quali una certa ideologia ha dilagato e attecchito.

L'ideologia comunista infatti oltre hai concetti più noti e messi alla gogna ha anche sempre sostenuto che l'uomo con il passare degli anni si continua sempre più ad evolvere, la scienza compie ogni anno passi da gigante e ormai l'uomo e la sua scienza, sono in grado di spiegare quasi tutto. Bisogna quindi abbandonare definitivamente certe retrograde superstizioni, come le religioni, nate semplicemente per cercare di dare spiegazioni a misteri che oggi la scienza ha spiegato in modo più che soddisfacente! Inutile illudere l'uomo che possa esistere altro oltre a quello che si vede, che si tocca e che si sente! Inutile illudere l'uomo che possa esistere qualche cosa dopo la morte! La scienza ha ampiamente dimostrato che quando si muore nulla rimane e tutto si decompone e svanisce!

Ebbene io credo che questa parte dell'ideologia comunista non solo non è stata assolutamente gettata via, ma al contrario tende a crescere e svilupparsi sempre più all'interno della nostra società. Questo porta alla conseguenza di un modo di comportarsi e di vivere sempre più egocentrico! Perché al centro deve ovviamente esserci l'uomo, l'Io, con annessi desideri (spesso sessuali) e capricci! Tutto il resto ruota attorno al mio Io! E forse non è nemmeno una coincidenza che gli anglosassoni scrivano comunemente Io sempre in maiuscolo: I! Questo modo di credere e di vivere diventa sempre più comune e quindi mi appare veramente inutile stupirsi, lamentarsi o arrivare persino a stracciarsi le vesti per gli atteggiamenti dei politici che ci rappresentano, vedasi in primis il nostro caro presidente Silvio Berlusconi. Infatti essi non fanno altro che rispecchiare il comune modo di pensare e di vivere: al centro ci sono Io!
E si arriva poi persino a dare del comunista a tutti quelli che cercano di mettere i bastoni tra le ruote al tuo Io ma forse sei proprio tu con il tuo egocentrismo, con la tua mancanza di umiltà, con la tua supponenza, con il tuo egoismo ad essere, in realtà, il più comunista di tutti!

Personalmente credo che, per un certo aspetto, siamo molto più comunisti oggi di quanto lo fossimo nel '68 o di quanto lo fossero i Russi negli anni '70. E devo ammettere che la cosa mi inquieta non poco.

La solita stampa comunista. Silvio dice "Giovedi gnocchi" e loro capiscono "forza gnocca"

C'eravamo anche noi di Frews fuori da Palazzo Chigi ad aspettare l'uscita dei Ministri dopo il loro Consiglio in cui hanno ancora una volta deciso delle nostre sorti.
Al comparire del nostro Presidente del Consiglio ci siamo anche noi buttati ai suoi piedi per cogliere le dichiarazioni di rito e capire quali importantissimi provvedimenti erano stati presi per l'Italia e per il futuro del "sistema paese".
Abbiamo storto il naso quando quel collega giornalista gli ha chiesto il nome del prossimo partito e si capiva che era lì solo per provocare e non fare informazione.
Abbiamo poi accolto con gioia la risposta del Premier, ed era poco prima di pranzo, che ha detto: "Il giovedì gnocchi" e ci siamo impegnati in un larghissimo sorriso e siamo andati anche noi a pranzo.
Che tristezza poi constatare che la solita stampa COMUNISTA ha travisato le parole del Premier ed ha parlato di "gnocca" e non "di gnocchi".
E' la stampa comunista...bellezza!

Un saluto a Steve



Personalmente, nonostante sia molto appassionato di elettronica, non ho mai amato i prodotti di Machintosh/Apple. Li ho sempre giudicati dei buoni prodotti, affidabili, per alcuni aspetti innovativi, ma sono sempre stato infastidito dal fatto che, solo perché portavano il simbolino di una mela morsicata, avevano un prezzo esageratamente superiore rispetto a prodotti analoghi della concorrenza.
Credo di essere stato uno dei pochi in Italia ad aver avuto la possibilità di utilizzare il primo PC della IBM nel 1980: processore 8088 con dischetti da 5 pollici e un quarto ( gli hard-disk non esistevano ancora). Dopo qualche anno cominciarono ad essere commercializzati i primi "compatibili", ovvero dei PC prodotti da altre aziende (non IBM) ma che erano compatibili al 100% con il sistema operativo DOS. In quegli anni, per la precisione nel 1984, uscì il primo Machintosh, ovviamente con un proprio differente sistema operativo e con una innovativa interfaccia di lavoro grafica a "finestre" (anticipando di un anno Microsoft).
L'anno dopo, 1985, usci il primo sistema Windows e così in pochi anni i PC-Windows invasero il mondo, entrando prima nelle aziende e poi anche nelle case di tutto il mondo. I Mac rimasero invece dei prodotti di nicchia, utilizzati quasi esclusivamente in ambito professionale per applicazioni grafiche.
Fino a quando, nel 1998, venne lanciato il famoso iMac, un computer all-in-one, tutto integrato (monitor compreso) con un design accattivante. Credo che questo passaggio abbia rappresentato per Apple una svolta epocale: da questo momento in poi, i prodotti Apple iniziarono a diventare una sorta di "status symbol" (e per questo motivo iniziai ad odiarli ancora di più). A ruota seguirono tutti gli altri prodotti che diventarono dei veri e propri must: iPod (nel 2001), iPhone, Ipad.
Ed in questo modo, negli ultimi 10 anni, Apple è diventata un colosso, un vero e proprio impero! I suoi prodotti hanno invaso il mondo, le azioni di Apple sono passate da un valore inferiore a 10 dollari (nel 1999) al valore odierno di circa 400 dollari: 40 volte tanto!

E l'imperatore di tutto questo era Steve Jobs!

Ma questa notte Steve ci ha lasciato. Di fronte alla morte non esiste più alcun imperatore, diventiamo tutti uguali! In quel momento chiunque si rende conto che non contano più né le ricchezze che si è accumulato né l'impero che si è costruito né i propri progetti futuri. Ci si rende conto che non siamo noi a dirigere questo "film" e ci si trova obbligati, a poco più di 50 anni (a volte anche meno), ad accettare una malattia che ci conduce inesorabilmente alla morte. Ci si rende conto che non possiamo nemmeno rispondere del nostro domani!
Così Steve è diventato ai miei occhi molto più umano e molto più simpatico! Mi auguro veramente che non abbia commesso l'errore, durante la propria vita, di pensare solo e unicamente al suo magnifico impero, ma che abbia coltivato anche altro. Spero quindi che ieri sera la moglie e i suoi quattro figli gli siano stati vicini sostenendolo durante quei momenti difficili e strazianti; stringendogli la mano e riscaldandolo con sincero affetto; un tipo di calore che nessun strumento elettronico sarà mai in grado di dare!

Ciao Steve, buon viaggio!

05/10/11

Rivoluzione diritti Tv


Arriva una sentenza storica per i diritti tv delle partite: per l'alta corte europea un consumatore ha il pieno diritto di scegliere l'operatore televisivo più economico, senza alcun limite territoriale. Quindi se trovate una pay tv satellitare di uno stato estero che trasmette il campionato italiano ad un prezzo più conveniente, da oggi potrete abbonarvi per risparmiare soldi.

Molti la definiscono la sentenza Bosman dei diritti: in effetti rivoluzionerà le pay tv perché adesso le aziende che forniscono le gare di calcio non dovranno solo badare alle tariffe dei concorrenti nazionali, ma stare attente anche alle aziende estere. Quindi il consumatore ha tutto da guadagnare con un aumento di concorrenza e la possibilità di scegliere tra una moltitudine di offerte.

E pensare che, come nella sentenza Bosman, è tutto nato dal caso, da una causa della Premier League contro alcuni pub che trasmettevano le gare del campionato inglese grazie ad un abbonamento con una tv greca, più economica. Alla fine l'hanno spuntata i pub ed anche noi consumatori.

Foto di yosoyluismi, Flickr.

Amanda se ne è tornata negli States in aereo..pensavo a nuoto

Torno su Amanda Knox spero per l'ultima volta. Desta meraviglia che ci si meravigli che ora, mentre scriviamo, la signorina Amanda è già a Seattle: lo avevamo scritto ieri non perchè possediamo chissà quale canale segreto di informazioni ma perchè voi non avreste fatto lo stesso?
Ha preso forse il primo volo per Londra e da lì ponte per aereo per gli Usa dove la aspettavano gli amici per la festa, la conferenza stampa, i brindisi e via dicendo.
Io sarei partito a nuoto, per anticipare i tempi e scapparmene da questa Italia che l'ha messa in carcere per 4 anni.
Non so voi.
Non mi meraviglio neanche che stia pensando ad un libro, ad un film, alle televisioni sia per avere un risarcimento economico, sia per sfruttare la popolarità del momento. Questa popolarità, sulla pelle della povera Meredith, chi gliel'ha portata? Chi gliel'ha buttata addosso prima negativamente ed ora, forse, positivamente?
Il processo andrà avanti. Magari la chiameranno in Italia a testimoniare e non verrà. E' innocente? Non lo so. So che per ora è stata così dichiarata in Appello. Dopo che si è dichiarati innocenti in un grado di giudizio è possibile che si possa subire un altro processo?
Non ho letto nulla di questa storia se non le dichiarazioni di Raffaele ed Amanda.
So che lei ha preso il primo volo.
Ribadisco. Io sarei andato di corsa e mi sarei tuffato nel primo mare direzione Seattle.