Allora, se così stanno le cose, ovvero che da oggi forse ci governerà uno che non ha preso un voto (Mario Monti) sostenuto da una coalizione che ha perso le elezioni di tre anni fa (un po' come quelli che si vedono aggiudicati gli scudetti senza vincerli, insomma), voglio proprio dirla tutta, come si conviene in questi momenti drammatici di solidarietà nazionale.
Caro Presidente Napolitano e Premier in pectore Monti: che ve ne fate di 12 ministri e 1000 parlamentari? Mandateli tutti a casa i parlamentari così risparmiamo sui loro stipendi e quei 350 al primo mandato, e che sperano nel vitalizio, non lo riceveranno mai permettendoci altri risparmi.
Napolitano e Monti a che vi servono 12 ministri? Siete mica Gesù che aveva bisogno di 12 apostoli: voi potete e dovete farcela da soli.
Per mettere in pratica quello che c'è scritto nella lettera della BCE quanta gente serve?
Pensateci voi due e basta!
Commissariate l'Italia per un anno, due, quello che vi serve, tanto state dimostrando che la Politica non serve a niente ed i politici men che meno.
Tutti a casa a cominciare da Fini per finire all'ultimo dei deputati e parlamentari.
Giorgio e Mario pensateci voi. Così almeno il progetto antidemocratico avrebbe più senso e più completezza.
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13/11/11
Dove sono i soldi degli italiani, dove li possiamo trovare?
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economia
Pubblicato da
Francesca
Siamo nel bel mezzo di una crisi economica globale.
In Europa tirano venti che vorrebbero attribuire la colpa all'Euro.
In Italia,al governo Berlusconi.
E se fosse anche colpa di noi italiani?!
Ecco dove sono finiti parte dei soldi che ci mancano:
a nutrire l'orgoglio di genitori che,pur avendo messo al mondo creature scolasticamente negate,che finiscono col minimo dei voti o,peggio ancora con 6-7-addirittura 8 anni il quinquennio di scuola superiore di secondo grado,acconsentono o costringono i figli ad andare all'università a ripetere 3-4 volte lo stesso esame fino a centrare l'obiettivo del fatidico 18,per poi conseguire una laurea in ignoranza ed incompetenza che,salvo prepotente calcio nel sedere di qualcuno che conta,servirà a ben poco(giustamente);
a far trascorrere ai nostri poveri giovani(cioè individui di ambo i sessi che hanno dai 25 ai 45 anni circa)dei week-end di ristoro prima di ricominciare una massacrante settimana lavorativa:quindi ci vogliono 5-6 caffé al bar,almeno 2 aperitivi,almeno 7-8 drink alcolici,percorrere per andare a fare shopping e"serata"circa 200km in due giorni per un costo complessivo di circa 150 euro che per i quattro fine settimana mensili,sono 600 euro;
nei sempre affollati centri estetici e nelle parrucchierie perché al giorno d'oggi dove va una donna se non si fa la ricostruzione delle unghie e non ha o i colpi di sole o la tanto di moda colorazione rosso fuoco in testa?
nelle concessionarie,anche,perché qui dalle mie parti per le strade si vedono parecchie auto con targhe che iniziano per D o per E;
nelle colazioni al bar perché quando al mattino faccio i miei giri,dalle 7 alle 10 li vedo quasi tutti pieni e mi chiedo:è letale fare colazione a casa coi frollini o le fette biscottate?perché pagare 0,05 litri di latte quasi il doppio di un litro?
Ed il bello è che ci si lamenta di"fior di laureati"a spasso;di giovani che non possono fare famiglia perché la vita è troppo cara;del costo troppo alto della benzina;del dover scegliere se comprare pane o pasta al supermercato.
Italiani,siamo meno bugiardi e prendiamoci le nostre colpe.
Non è colpa degli altri se ci piace un life-style pesante per le nostre tasche!
In Europa tirano venti che vorrebbero attribuire la colpa all'Euro.
In Italia,al governo Berlusconi.
E se fosse anche colpa di noi italiani?!
Ecco dove sono finiti parte dei soldi che ci mancano:
a nutrire l'orgoglio di genitori che,pur avendo messo al mondo creature scolasticamente negate,che finiscono col minimo dei voti o,peggio ancora con 6-7-addirittura 8 anni il quinquennio di scuola superiore di secondo grado,acconsentono o costringono i figli ad andare all'università a ripetere 3-4 volte lo stesso esame fino a centrare l'obiettivo del fatidico 18,per poi conseguire una laurea in ignoranza ed incompetenza che,salvo prepotente calcio nel sedere di qualcuno che conta,servirà a ben poco(giustamente);
a far trascorrere ai nostri poveri giovani(cioè individui di ambo i sessi che hanno dai 25 ai 45 anni circa)dei week-end di ristoro prima di ricominciare una massacrante settimana lavorativa:quindi ci vogliono 5-6 caffé al bar,almeno 2 aperitivi,almeno 7-8 drink alcolici,percorrere per andare a fare shopping e"serata"circa 200km in due giorni per un costo complessivo di circa 150 euro che per i quattro fine settimana mensili,sono 600 euro;
nei sempre affollati centri estetici e nelle parrucchierie perché al giorno d'oggi dove va una donna se non si fa la ricostruzione delle unghie e non ha o i colpi di sole o la tanto di moda colorazione rosso fuoco in testa?
nelle concessionarie,anche,perché qui dalle mie parti per le strade si vedono parecchie auto con targhe che iniziano per D o per E;
nelle colazioni al bar perché quando al mattino faccio i miei giri,dalle 7 alle 10 li vedo quasi tutti pieni e mi chiedo:è letale fare colazione a casa coi frollini o le fette biscottate?perché pagare 0,05 litri di latte quasi il doppio di un litro?
Ed il bello è che ci si lamenta di"fior di laureati"a spasso;di giovani che non possono fare famiglia perché la vita è troppo cara;del costo troppo alto della benzina;del dover scegliere se comprare pane o pasta al supermercato.
Italiani,siamo meno bugiardi e prendiamoci le nostre colpe.
Non è colpa degli altri se ci piace un life-style pesante per le nostre tasche!
Cafonaggine vs Volgarità
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Cinema
Pubblicato da
Francesca
Martedì scorso,al Roma Film Festival,l'onorevole La Russa è stato fischiato.
A suo dire,ad aizzare la folla,sarebbe stato l'attore Claudio Amendola,"quello che fischiava più di tutti".
E il Ministro della Difesa ha attribuito ad Amendola un epiteto non troppo garbato,offesa per la quale il comico romano pretende scuse formali al più presto pena un'azione legale contro il parlamentare siciliano.
La Russa ha tirato in ballo il contratto milionario che lega Amendola a Mediaset,quindi ha accusato quest'ultimo,come il comico Iacchetti,presentatore di"Striscia la notizia",di sputare nel piatto in cui mangia.
(Ma perché non diciamo"sputa nel piatto da cui mangia"?)
Essere legato a qualcuno da un rapporto di lavoro,non significa però doverne condividere l'agire ed il pensare.
Inoltre,le tendenze politiche di Amendola non sono una novità.
Diverso è il caso di Iacchetti che prima di adesso non si era mai esposto su un certo fronte.
Non ho particolare simpatia per il protagonista della celeberrima fiction"I Cesaroni"e non mi suscita ammirazione neanche sul piano artistico,ma trovo grave la reazione dell'onorevole La Russa.
E'grave anche che Amendola abbia scelto una forma di contestazione come il fischiare.
Personalmente trovo fischi,ole,insulti verbali e cori,volgari allo stadio,figurarsi in altri contesti.
Cartellino non giallo ma rosso per entrambi.
Mala tempora currunt.
Ieri,come ho scritto in un commento,ero a cena in un centro commerciale mentre Berlusconi andava a dimettersi dal suo incarico di Premier;un uomo seduto con la moglie vicino al mio tavolo fa:-Era ora che se ne andava.
E subito dopo,rivolto alla consorte:-Andiamo che devo c.....
Dentro di me ho riflettuto che Berlusconi è pure troppo per"governare"cafoni come lui.
A suo dire,ad aizzare la folla,sarebbe stato l'attore Claudio Amendola,"quello che fischiava più di tutti".
E il Ministro della Difesa ha attribuito ad Amendola un epiteto non troppo garbato,offesa per la quale il comico romano pretende scuse formali al più presto pena un'azione legale contro il parlamentare siciliano.
La Russa ha tirato in ballo il contratto milionario che lega Amendola a Mediaset,quindi ha accusato quest'ultimo,come il comico Iacchetti,presentatore di"Striscia la notizia",di sputare nel piatto in cui mangia.
(Ma perché non diciamo"sputa nel piatto da cui mangia"?)
Essere legato a qualcuno da un rapporto di lavoro,non significa però doverne condividere l'agire ed il pensare.
Inoltre,le tendenze politiche di Amendola non sono una novità.
Diverso è il caso di Iacchetti che prima di adesso non si era mai esposto su un certo fronte.
Non ho particolare simpatia per il protagonista della celeberrima fiction"I Cesaroni"e non mi suscita ammirazione neanche sul piano artistico,ma trovo grave la reazione dell'onorevole La Russa.
E'grave anche che Amendola abbia scelto una forma di contestazione come il fischiare.
Personalmente trovo fischi,ole,insulti verbali e cori,volgari allo stadio,figurarsi in altri contesti.
Cartellino non giallo ma rosso per entrambi.
Mala tempora currunt.
Ieri,come ho scritto in un commento,ero a cena in un centro commerciale mentre Berlusconi andava a dimettersi dal suo incarico di Premier;un uomo seduto con la moglie vicino al mio tavolo fa:-Era ora che se ne andava.
E subito dopo,rivolto alla consorte:-Andiamo che devo c.....
Dentro di me ho riflettuto che Berlusconi è pure troppo per"governare"cafoni come lui.
Caro Silvio ti scrivo...di Assuntina Morresi
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Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
Caro Silvio Berlusconi,
sono una qualsiasi dei milioni dei tuoi elettori.
Ho visto le immagini di stasera: quattro scalmanati cresciuti a odio e Santoro, che non riuscendo mai a vincere le elezioni ( e chi li vota?) si sono ridotti a festeggiare le dimissioni di una persona che invece le ha vinte tante volte. Quattro scalmanati che salutano come salvatore della patria un banchiere mai votato da nessuno (Monti), indicato da un comunista mai pentito di aver sostenuto le peggiori dittature del secolo scorso (Napolitano).
Allora ho deciso di scriverti, per ringraziarti, invece, dei vent’anni di libertà che ci hai regalato.
Ti ringrazio, perché scendendo in campo nel ’94 ci hai salvato dalla “gioiosa macchina da guerra” che avrebbe voluto fare dell’Italia un paese governato da alcune procure. Le stesse che ti hanno perseguitato per vent’anni, e se adesso quei poteri sembrano aver vinto, sappi che non potranno avere la meglio come sarebbe stato vent’anni fa, perché nel frattempo le tue incredibili vicende ci hanno aperto gli occhi. Non praevalebunt.
Ti ringrazio, perché ci hai liberato dagli inciuci della Prima Repubblica, e ci hai fatto vedere che noi cittadini possiamo scegliere il nostro premier, e anche la coalizione che ci governa. E se ci stanno riprovando, le stesse facce di allora, a ripetere la storia – figliocci della “parte oscura” della DC – adesso siamo consapevoli del fatto che quella non è l’unica politica possibile.
Ti ringrazio perché ci hai fatto vedere che quelli del cosiddetto salotto buono del paese – a partire dai direttori del Corriere, di Repubblica, insieme a tanti sussiegosi e vuoti editorialisti, incapaci di costruire alcunché nella loro vita, e insieme a vili servi dei potenti, assoldati come giornalisti “anticasta” (ma la loro è la vera casta) – ecco, quelli del cosiddetto salotto buono sono solo vogliosi di potere, sprezzanti del popolo, e per loro è insopportabile che gente al di fuori della loro cerchia possa avere accesso alle istituzioni.
Per questo non ti hanno mai tollerato: tu non sei mai stato asservito a loro, non sei uno di loro, non sei quello che ha le parole giuste, le amicizie giuste, i vestiti giusti, i modi giusti, insomma, tutto giusto al posto giusto. Tu parli come uno di noi, e, paradossalmente, pur immensamente ricco, sei uno di noi. Per questo non ti tollerano.
Ti ringrazio perché hai cercato di salvare Eluana Englaro, con un coraggio che pure certi illustri prelati se lo sognano. Chi salva una vita, o cerca di salvarla, salva il mondo intero, e Dio te ne renderà merito. Solo tu avresti potuto farlo, quel tentativo disperato, e sta’ certo che comunque in tanti non lo dimenticheremo mai, come non dimenticheremo il vile timore di tanti che sono pronti a riempirsi la bocca di parole in difesa della vita, e che allora, invece, erano atterriti dallo scontro con il compagno Napolitano.
Un grande cardinale ha spiegato che è meglio essere contestati che irrilevanti. Te lo voglio ripetere, in questa sera amara e dura, non per consolarti ma perché questa è la sorte di chi nella storia ci entra con tutti e due i piedi, e ci mette la sua faccia, sbagliando pure, e magari pure sbagliando tanto, ma mettendo in gioco tutto se stesso, come hai fatto tu, che di tanto puoi essere accusato ma non certo di irrilevanza.
In questi tre anni per fermarti hanno fatto di tutto, approfittando certo anche di tuoi errori, ma non è questo il punto: sei stato alla mercè delle procure, ti hanno origliato come neanche in Unione Sovietica, coperto di fango e svillaneggiato, poteri forti e circuiti mediatici e giudiziari che pur di farti fuori hanno messo in seria difficoltà il paese, e adesso, gli stessi, dicono di volere un altro governo per il bene dell’Italia. Quell’Italia che loro, e non tu, hanno gettato nel ridicolo agli occhi del mondo.
Voglio ringraziarti perché ti sei battuto come un leone, fino alla fine.
Abbiamo assistito obtorto collo ad un golpe. Non avresti potuto fare diversamente: saresti stato il capro espiatorio dello spread, dei mercati, e di tutte le altre diavolerie che hanno lanciato contro l’Italia per farti fuori, e farci fuori. Votare adesso, subito, avrebbe significato votare sotto le bombe, col terrorismo mediatico sul paese che sprofondava, e tutta la colpa sarebbe stata tua. La democrazia è stata momentaneamente sospesa.
Ma non finisce qua. Adesso comincia. Noi, intanto, teniamo gli occhi ben aperti, su Monti & C..
Per ora, un grande, grandissimo e affettuoso abbraccio: siamo in piedi sulle sedie, in tanti, a salutarti “o capitano mio capitano”, ma a questo film, stavolta, un seguito ci sarà.
Assuntina Morresi
sono una qualsiasi dei milioni dei tuoi elettori.
Ho visto le immagini di stasera: quattro scalmanati cresciuti a odio e Santoro, che non riuscendo mai a vincere le elezioni ( e chi li vota?) si sono ridotti a festeggiare le dimissioni di una persona che invece le ha vinte tante volte. Quattro scalmanati che salutano come salvatore della patria un banchiere mai votato da nessuno (Monti), indicato da un comunista mai pentito di aver sostenuto le peggiori dittature del secolo scorso (Napolitano).
Allora ho deciso di scriverti, per ringraziarti, invece, dei vent’anni di libertà che ci hai regalato.
Ti ringrazio, perché scendendo in campo nel ’94 ci hai salvato dalla “gioiosa macchina da guerra” che avrebbe voluto fare dell’Italia un paese governato da alcune procure. Le stesse che ti hanno perseguitato per vent’anni, e se adesso quei poteri sembrano aver vinto, sappi che non potranno avere la meglio come sarebbe stato vent’anni fa, perché nel frattempo le tue incredibili vicende ci hanno aperto gli occhi. Non praevalebunt.
Ti ringrazio, perché ci hai liberato dagli inciuci della Prima Repubblica, e ci hai fatto vedere che noi cittadini possiamo scegliere il nostro premier, e anche la coalizione che ci governa. E se ci stanno riprovando, le stesse facce di allora, a ripetere la storia – figliocci della “parte oscura” della DC – adesso siamo consapevoli del fatto che quella non è l’unica politica possibile.
Ti ringrazio perché ci hai fatto vedere che quelli del cosiddetto salotto buono del paese – a partire dai direttori del Corriere, di Repubblica, insieme a tanti sussiegosi e vuoti editorialisti, incapaci di costruire alcunché nella loro vita, e insieme a vili servi dei potenti, assoldati come giornalisti “anticasta” (ma la loro è la vera casta) – ecco, quelli del cosiddetto salotto buono sono solo vogliosi di potere, sprezzanti del popolo, e per loro è insopportabile che gente al di fuori della loro cerchia possa avere accesso alle istituzioni.
Per questo non ti hanno mai tollerato: tu non sei mai stato asservito a loro, non sei uno di loro, non sei quello che ha le parole giuste, le amicizie giuste, i vestiti giusti, i modi giusti, insomma, tutto giusto al posto giusto. Tu parli come uno di noi, e, paradossalmente, pur immensamente ricco, sei uno di noi. Per questo non ti tollerano.
Ti ringrazio perché hai cercato di salvare Eluana Englaro, con un coraggio che pure certi illustri prelati se lo sognano. Chi salva una vita, o cerca di salvarla, salva il mondo intero, e Dio te ne renderà merito. Solo tu avresti potuto farlo, quel tentativo disperato, e sta’ certo che comunque in tanti non lo dimenticheremo mai, come non dimenticheremo il vile timore di tanti che sono pronti a riempirsi la bocca di parole in difesa della vita, e che allora, invece, erano atterriti dallo scontro con il compagno Napolitano.
Un grande cardinale ha spiegato che è meglio essere contestati che irrilevanti. Te lo voglio ripetere, in questa sera amara e dura, non per consolarti ma perché questa è la sorte di chi nella storia ci entra con tutti e due i piedi, e ci mette la sua faccia, sbagliando pure, e magari pure sbagliando tanto, ma mettendo in gioco tutto se stesso, come hai fatto tu, che di tanto puoi essere accusato ma non certo di irrilevanza.
In questi tre anni per fermarti hanno fatto di tutto, approfittando certo anche di tuoi errori, ma non è questo il punto: sei stato alla mercè delle procure, ti hanno origliato come neanche in Unione Sovietica, coperto di fango e svillaneggiato, poteri forti e circuiti mediatici e giudiziari che pur di farti fuori hanno messo in seria difficoltà il paese, e adesso, gli stessi, dicono di volere un altro governo per il bene dell’Italia. Quell’Italia che loro, e non tu, hanno gettato nel ridicolo agli occhi del mondo.
Voglio ringraziarti perché ti sei battuto come un leone, fino alla fine.
Abbiamo assistito obtorto collo ad un golpe. Non avresti potuto fare diversamente: saresti stato il capro espiatorio dello spread, dei mercati, e di tutte le altre diavolerie che hanno lanciato contro l’Italia per farti fuori, e farci fuori. Votare adesso, subito, avrebbe significato votare sotto le bombe, col terrorismo mediatico sul paese che sprofondava, e tutta la colpa sarebbe stata tua. La democrazia è stata momentaneamente sospesa.
Ma non finisce qua. Adesso comincia. Noi, intanto, teniamo gli occhi ben aperti, su Monti & C..
Per ora, un grande, grandissimo e affettuoso abbraccio: siamo in piedi sulle sedie, in tanti, a salutarti “o capitano mio capitano”, ma a questo film, stavolta, un seguito ci sarà.
Assuntina Morresi
12/11/11
Il vero problema resta l'Euro
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economia
Pubblicato da
Buongiorgio
Prima o poi verrà scritta la storia di questi nostri tempi, la storia dell’Italia berlusconiana ma anche dell’Europa dell’euro e della sua crisi. Allora, quasi certamente, molti giudizi dovranno essere riformulati.
La conferma delle dimissioni di Berlusconi all’indomani dell’approvazione, ad opera del Parlamento, della manovra di stabilità comprensiva del maxiemendamento che recepisce le indicazioni della Bce, ha dato un po’ di respiro ai mercati finanziari, ma non in misura eccezionale, nonostante i molti segnali che indicano che il prossimo inquilino di Palazzo Chigi sarà Mario Monti. Anzi, la pressione si è sposta sui titoli pubblici francesi. Così la serie si allunga: Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, Italia e adesso la Francia.
Tutto questo significa che c’è qualcosa che non va in termini concettuali, di concezione, cioè, della moneta unica, di questa particolare moneta unica che è l’euro. Giappone e Stati Uniti, per fare due esempi di proporzione adeguata, hanno alti debiti pubblici ma non minacciano l’economia mondiale come si dice, invece, per i guai che potrebbero provocare alcuni Paesi appartenenti all’Eurozona.
Allora non è solo il basso tasso di sviluppo, una riforma in più o in meno, un diverso tasso di evasione fiscale, la maggiore o minore rigidità del mondo del lavoro: se si confrontassero i “più” e i “meno” di ciascun Paese, forse si arriverebbe a una forma di allineamento.
La differenza sta nelle caratteristiche anomale della moneta europea che, essa sì, ha provocato e sta provocando alcune macro-rigidità che rendono più complicate le scelte dei singoli Paesi: sia di quelli che dovrebbero aiutare (come la Germania) sia di quelli che dovrebbero essere aiutati.
Conclusione: nel trattare della crisi italiana, a Bruxelles o a Roma, invece che guardare all’ultimo tratto del percorso, bisognerebbe risalire alla stazione di partenza, capire che cosa non va nel meccanismo che è stato messo a punto. Senza negare specifiche responsabilità, ma senza evitare di andare a fondo nelle cause prime della crisi attuale, che sarebbe superficiale e sbagliato attribuire a qualche leader o a qualche formula di governo. Ciò aiuterebbe anche tutte le forze politiche, se riuscissero a guardare un po’ oltre la punta del loro naso, a trovare le soluzioni più adeguate alla situazione presente ma con la prospettiva di ripensare il quadro generale europeo.
Di Paolo
Tagliare i tassi aiuta ma non risolve la crisi
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economia
Pubblicato da
Buongiorgio
L’arrivo di Mario Draghi alla Banca centrale 'europea è coinciso con un taglio dei tassi. Una misura auspicata da economisti di diversa scuola, che in nulla deve farci temere un ritorno agli anni dell'azione discrezionale da parte delle banche centrali «inflazioniste»: Draghi è di un'altra pasta, un civil servant serio che sarà «tedesco» quanto basta da tutelare l'euro sopra ogni cosa. E sa benissimo che un conto è tagliare i tassi di quanto basta per agevolare un poco la ripresa, e ben altra cosa è l'ipotesi impossibile di usare - come in passato - l'inflazione come valvola d'uscita dalla crisi. Un euro forte è un bene per tutti: perché dalla reputazione della moneta dipende quella di tutta la Ue.
Le imprese italiane, tradizionalmente esportatrici, saranno aiutate dal taglio dei tassi. Ma non è dalla Bce che può venire la soluzione alla crisi del debito, e ce ne stiamo accorgendo anche noi. La cosa migliore che possiamo prendere dalla Bce sono i buoni consigli che prima jean-Claude Trichet e ora Draghi non si sono rifiutati di darci, come italiani. Idee preziose e importanti a cominciare da quella di una importante riforma del mercato dei lavoro che tocchi anche la flessibilità in uscita.
Perché quelle riforme siano possibili, però, ci vuole - come ha detto il capo dello Stato - coesione nazionale. Bisogna che la classe politica, ma anche giornali, opinione pubblica ed elettori rifiutino quella veduta corta che troppo spesso contrassegna i nostri tempi. E fondamentale che noi si ritrovi il coraggio e la passione di guardare lungo, di pensare che le scelte che faremo nei prossimi mesi saranno fondamentali non solo e non tanto per noi ma per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.
Mancur Olson, un grande economista e scienziato politico, sostenne che a un certo punto i gruppi d'interesse arrivano a comporre un equilibrio. Non significa che vadano d'amore e d'accordo gli uni con gli altri, ma si «sistemano» in modo tale che le domande degli uni e degli altri non vengono a elidersi a vicenda. Questo equilibrio, questa stratificazione degli interessi particolari, rende più difficile il cammino delle riforme. Perché esse possono andare nell'interesse generale, ma si fermano a causa dei tanti che esercitano un potere di veto in nome di istanze particolari. È per questo motivo che anche in momenti così drammatici come quelli che stiamo vivendo la riforma delle professioni piuttosto che la riforma delle pensioni piuttosto che la riforma degli incentivi alle imprese non riescono a essere portate a compimento.
Luca Ricolfi ha scritto bene sulla Stampa, chiamando il bluff di quanti attaccano il governo a ogni piè sospinto ma fanno sempre proposte all'insegna del «benaltrismo»: nel senso che sono ben altri a dover pagare il conto della modernizzazione. Si parla del passo indietro che Silvio Berlusconi dovrebbe praticare. Il primo passo indietro dovrebbero farlo le lobby e lobbine che troppo spesso continuano a frenare lo sviluppo. Patriottismo è rinunciare ai propri vantaggi, per vivere in un Paese migliore.
E del resto anche quelle imprese e quelle associazioni avrebbero ben poco da gioire, in un contesto nel quale l'economia fosse permanentemente depressa. Più sviluppo, più crescita nel lungo periodo faranno bene anche a loro. Coraggio, allora: facciamo tutti un passo indietro (riguardo alle nostre rispettive caste e corporazioni) che si risolverà in un grande passo in avanti e in alto per il bene dell'Italia. Più Italia, meno corporazioni.
Gianpiero Cantoni
Le imprese italiane, tradizionalmente esportatrici, saranno aiutate dal taglio dei tassi. Ma non è dalla Bce che può venire la soluzione alla crisi del debito, e ce ne stiamo accorgendo anche noi. La cosa migliore che possiamo prendere dalla Bce sono i buoni consigli che prima jean-Claude Trichet e ora Draghi non si sono rifiutati di darci, come italiani. Idee preziose e importanti a cominciare da quella di una importante riforma del mercato dei lavoro che tocchi anche la flessibilità in uscita.
Perché quelle riforme siano possibili, però, ci vuole - come ha detto il capo dello Stato - coesione nazionale. Bisogna che la classe politica, ma anche giornali, opinione pubblica ed elettori rifiutino quella veduta corta che troppo spesso contrassegna i nostri tempi. E fondamentale che noi si ritrovi il coraggio e la passione di guardare lungo, di pensare che le scelte che faremo nei prossimi mesi saranno fondamentali non solo e non tanto per noi ma per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.
Mancur Olson, un grande economista e scienziato politico, sostenne che a un certo punto i gruppi d'interesse arrivano a comporre un equilibrio. Non significa che vadano d'amore e d'accordo gli uni con gli altri, ma si «sistemano» in modo tale che le domande degli uni e degli altri non vengono a elidersi a vicenda. Questo equilibrio, questa stratificazione degli interessi particolari, rende più difficile il cammino delle riforme. Perché esse possono andare nell'interesse generale, ma si fermano a causa dei tanti che esercitano un potere di veto in nome di istanze particolari. È per questo motivo che anche in momenti così drammatici come quelli che stiamo vivendo la riforma delle professioni piuttosto che la riforma delle pensioni piuttosto che la riforma degli incentivi alle imprese non riescono a essere portate a compimento.
Luca Ricolfi ha scritto bene sulla Stampa, chiamando il bluff di quanti attaccano il governo a ogni piè sospinto ma fanno sempre proposte all'insegna del «benaltrismo»: nel senso che sono ben altri a dover pagare il conto della modernizzazione. Si parla del passo indietro che Silvio Berlusconi dovrebbe praticare. Il primo passo indietro dovrebbero farlo le lobby e lobbine che troppo spesso continuano a frenare lo sviluppo. Patriottismo è rinunciare ai propri vantaggi, per vivere in un Paese migliore.
E del resto anche quelle imprese e quelle associazioni avrebbero ben poco da gioire, in un contesto nel quale l'economia fosse permanentemente depressa. Più sviluppo, più crescita nel lungo periodo faranno bene anche a loro. Coraggio, allora: facciamo tutti un passo indietro (riguardo alle nostre rispettive caste e corporazioni) che si risolverà in un grande passo in avanti e in alto per il bene dell'Italia. Più Italia, meno corporazioni.
Gianpiero Cantoni
L'eredità del Governo Berlusconi per chiunque verrà dopo
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Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
Chiunque andrà a prendere il posto di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi non troverà una situazione da anno zero. Non dovrà ricostruire dalle fondamenta né il Paese né l’azione di governo.In questi tre anni e mezzo l’esecutivo moderato del Popolo della Libertà e della Lega, sotto la guida del premier, ha innanzi tutto messo in ordine i conti dell’Italia: che oggi – a parte il debito ereditato dai decenni passati – sono tutti positivi rispetto ai partner europei.
Il deficit sarà a fine 2011 al di sotto del 4%, rispetto al 5,8 della Francia: il nostro disavanzo sarà il migliore d’Europa dopo la Germania. Ciò che più conta è l’avanzo primario, il saldo tra entrate e spese al netto degli interessi sui titoli pubblici: l’avanzo c’è già nel 2011 per 13 miliardi. A fine 2014 arriveremo ad oltre 88 miliardi. Soprattutto questo è il cuscino di sicurezza per i Btp , che in queste settimane sono stati attaccati in maniera inverosimile dai mercati: l’Italia potrà comunque e sempre onorare il proprio debito come ha sempre fatto .
Ma nel 2013 avremo anche il pareggio di bilancio, per la prima volta nella storia dai tempi di Quintino Sella, e l’anno successivo un avanzo dello 0,2% del Pil. E questo grazie a manovre per 265 miliardi già attivate tra il 2008 e il 2014, di cui oltre 60 miliardi quest’anno.
A questi risultati hanno contribuito tutti i settori chiave, e tutti i ministeri.
Scuola e Università hanno praticamente completato riforme attese da decenni.
La stessa cosa si può dire per l’impianto della Funzione Pubblica: le linee guida sono state date anche se l’apparato stenta ad adeguarsi.
Il sistema previdenziale è in equilibrio: da noi si andrà in pensione di vecchiaia, uomini e donne, a 67 anni, prima dei tedeschi e molto prima dei francesi che hanno approvato l’innalzamento da 60 a 62 anni ma solo dal 2017.
Il mercato del Lavoro è stato profondamente innovato dando dignità di legge alla contrattazione aziendale, esattamente come chiede l’Europa. Anche qui contro la piazza della Cgil, il ‘no’ del Pd e, da ultimo, gli inverosimili distinguo di Emma Marcegaglia.
Tutto ciò è stato fatto garantendo un tasso di disoccupazione che è al di sotto di un punto e mezzo rispetto alla media della zona euro (8,1% contro 9,6), inferiore a Paesi come Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti. Ed un risparmio e una proprietà privata ai primi posti del mondo.
Auguri dunque e buon lavoro a chi andrà a Palazzo Chigi: che appunto non partirà da zero, e non potrà non tenere conto di ciò che in questi anni terribili (per il mondo, non solo per noi) è stato fatto. Con risultati dei quali andiamo orgogliosi .
Il deficit sarà a fine 2011 al di sotto del 4%, rispetto al 5,8 della Francia: il nostro disavanzo sarà il migliore d’Europa dopo la Germania. Ciò che più conta è l’avanzo primario, il saldo tra entrate e spese al netto degli interessi sui titoli pubblici: l’avanzo c’è già nel 2011 per 13 miliardi. A fine 2014 arriveremo ad oltre 88 miliardi. Soprattutto questo è il cuscino di sicurezza per i Btp , che in queste settimane sono stati attaccati in maniera inverosimile dai mercati: l’Italia potrà comunque e sempre onorare il proprio debito come ha sempre fatto .
Ma nel 2013 avremo anche il pareggio di bilancio, per la prima volta nella storia dai tempi di Quintino Sella, e l’anno successivo un avanzo dello 0,2% del Pil. E questo grazie a manovre per 265 miliardi già attivate tra il 2008 e il 2014, di cui oltre 60 miliardi quest’anno.
A questi risultati hanno contribuito tutti i settori chiave, e tutti i ministeri.
Scuola e Università hanno praticamente completato riforme attese da decenni.
La stessa cosa si può dire per l’impianto della Funzione Pubblica: le linee guida sono state date anche se l’apparato stenta ad adeguarsi.
Il sistema previdenziale è in equilibrio: da noi si andrà in pensione di vecchiaia, uomini e donne, a 67 anni, prima dei tedeschi e molto prima dei francesi che hanno approvato l’innalzamento da 60 a 62 anni ma solo dal 2017.
Il mercato del Lavoro è stato profondamente innovato dando dignità di legge alla contrattazione aziendale, esattamente come chiede l’Europa. Anche qui contro la piazza della Cgil, il ‘no’ del Pd e, da ultimo, gli inverosimili distinguo di Emma Marcegaglia.
Tutto ciò è stato fatto garantendo un tasso di disoccupazione che è al di sotto di un punto e mezzo rispetto alla media della zona euro (8,1% contro 9,6), inferiore a Paesi come Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti. Ed un risparmio e una proprietà privata ai primi posti del mondo.
Auguri dunque e buon lavoro a chi andrà a Palazzo Chigi: che appunto non partirà da zero, e non potrà non tenere conto di ciò che in questi anni terribili (per il mondo, non solo per noi) è stato fatto. Con risultati dei quali andiamo orgogliosi .
Di Paolo
Le nouveau Zidane
Categorie:
Sport
Pubblicato da
Buongiorgio
Si chiama Madin Mohammad,dovrebbe avere circa 9 anni,come si evince dal nome è di origine magrebina e dovrebbe giocare nelle categorie minori della squadra di calcio del Bordeaux,in Francia.
Mi sono casualmente imbattuta in alcuni video su Youtube che lo riprendono mentre compie autentiche,meravigliose prodezze col pallone.
Che sia un fenomeno,non c'è dubbio.
Che per gli appassionati di bel calcio,vederlo danzare con la palla di cuoio ai piedi sia una delizia,è altrettanto indiscutibile.
Peccato che in altri video questo"nuovo Zidane",com'è soprannominato,venga accompagnato dai genitori in importanti salotti televisi d'Oltralpe e che già vengano registrati servizi sulla giornata-tipo del baby-fuoriclasse.
Madin gioca a calcio,è un asso in questo,perciò dovrebbe correre dietro al pallone e stare sui libri:non glielo auguro ma un infortunio può stroncare la carriera di qualsiasi calciatore,quindi,sapere e saper fare qualcos'altro,potrebbe sempre tornargli utile.
Perché obbligarlo a fare il divo?
Sono sicura che Zidane a 9 anni non aveva telecamere puntate addosso.
Francesca
11/11/11
Photo Of The Week N° 15 - Huevo y Alambre
Categorie:
Fotografia,
La foto del giorno,
Photo Of The Week
Pubblicato da
Ser Vlad
Che volete farci: la Spagna ci piace proprio!
Bentornati cari lettori al nostro appuntamento fisso con la foto della settimana. Terza tappa del nostro tour spagnolo che oggi ci permette di conoscere Remei, fotografa tanto di poche parole quanto di gusto eccezionale in termini di foto. E allora lasciamo parlare la fotografia cari ragazzi... Buona Visione!
Autore: Remei
Foto: Huevos y AlambreEsta foto se me ocurrió hacerla haciendo limpieza en el frigorífico, los huevos habían caducado y en ese instante entró mi marido a la cocina con un alambre para reparar una cosa.
Al momento vi la composición...
Nunca pienso las fotos, salen cuando menos me lo espero
Autore: Remei
Mi chiamo Remei e faccio foto da 8 mesi, uso una fotocamera compatta. Fare foto mi distare e mi rende felice.
Foto: Uva e fil di ferro
questa foto nasce facendo pulizia nel frigorifero. Le uova erano scadute e in quel momento in cucina è entrato mio marito con un fil di ferro da riparazione. Vidi subito la composizione della foto. Non penso prima alle foto perchè nascono quando meno me lo aspetto.
Bentornati cari lettori al nostro appuntamento fisso con la foto della settimana. Terza tappa del nostro tour spagnolo che oggi ci permette di conoscere Remei, fotografa tanto di poche parole quanto di gusto eccezionale in termini di foto. E allora lasciamo parlare la fotografia cari ragazzi... Buona Visione!
Autore: Remei
Me llamo Remei y hace 8 meses que hago fotos, uso una cámara compacta. Hacer fotos me distrae y me hace sonreir...
Foto: Huevos y AlambreEsta foto se me ocurrió hacerla haciendo limpieza en el frigorífico, los huevos habían caducado y en ese instante entró mi marido a la cocina con un alambre para reparar una cosa.
Al momento vi la composición...
Nunca pienso las fotos, salen cuando menos me lo espero
Autore: Remei
Mi chiamo Remei e faccio foto da 8 mesi, uso una fotocamera compatta. Fare foto mi distare e mi rende felice.
Foto: Uva e fil di ferro
questa foto nasce facendo pulizia nel frigorifero. Le uova erano scadute e in quel momento in cucina è entrato mio marito con un fil di ferro da riparazione. Vidi subito la composizione della foto. Non penso prima alle foto perchè nascono quando meno me lo aspetto.
Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non
dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il
vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere
accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del
supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è
gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico
possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le
vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!
11/11/'11. Più tradizionalmente,11 novembre San Martino
Categorie:
chiesa
Pubblicato da
Francesca
Ecco il mio esordio su Frews.
Confesso di aver avuto il classico blocco.
Che scrivo?
Di sicuro questo stile non è il più consono ad un articolo ma io non riesco a non mettere del sentimentalismo in tutto quello che faccio e se la cronaca,l'attualità,il gossip e così via offrono molti spunti,per oggi voglio scrivere questo.
E'l'11 novembre e da stamattina chi fa informazione ne sta parlando molto:è l'11/11/'11.
E vabbè! Manco fossimo nell'anno 1111! Siamo nove secoli oltre. Oggi è San Martino.
Quando andavo all'asilo la maestra Lilli e Suor Michelina ci spiegarono chi era:San Martino era un uomo che aveva diviso il suo mantello con un povero infreddolito. Dopodiché avevano voluto che facessimo un disegno che illustrasse la scena.
Questo era"l'evento"di novembre.
A dicembre c'era la nascita di Gesù e quello che volevano che tenessimo a mente era che il figlio del Signore era nato al freddo ma potevamo stare sereni:l'avevano riscaldato il bue e l'asinello.
Poi arrivava la primavera che portava la Pasqua,la Resurrezione di Gesù che prima di morire in croce,aveva chiesto al padre di perdonare quelli che lo stavano uccidendo.
Io ho frequentato un asilo laico,ogni mattina dicevamo una preghiera e ogni volta che c'era un litigio le educatrici ci rammentavano gli insegnamenti di Gesù o di San Francesco o di San Martino.
Male non mi hanno fatto,anzi.
A fine ottobre a mia figlia hanno fatto disegnare una zucca.
Per ora va al nido ma spero che negli anni a venire le insegnino ad associare novembre a San Martino.
Non perché riceva un'educazione cattolica,ma perché i primi rudimenti di morale io li ho ricevuti così.
Qual è la morale della festa di Halloween?
Confesso di aver avuto il classico blocco.
Che scrivo?
Di sicuro questo stile non è il più consono ad un articolo ma io non riesco a non mettere del sentimentalismo in tutto quello che faccio e se la cronaca,l'attualità,il gossip e così via offrono molti spunti,per oggi voglio scrivere questo.
E'l'11 novembre e da stamattina chi fa informazione ne sta parlando molto:è l'11/11/'11.
E vabbè! Manco fossimo nell'anno 1111! Siamo nove secoli oltre. Oggi è San Martino.
Quando andavo all'asilo la maestra Lilli e Suor Michelina ci spiegarono chi era:San Martino era un uomo che aveva diviso il suo mantello con un povero infreddolito. Dopodiché avevano voluto che facessimo un disegno che illustrasse la scena.
Questo era"l'evento"di novembre.
A dicembre c'era la nascita di Gesù e quello che volevano che tenessimo a mente era che il figlio del Signore era nato al freddo ma potevamo stare sereni:l'avevano riscaldato il bue e l'asinello.
Poi arrivava la primavera che portava la Pasqua,la Resurrezione di Gesù che prima di morire in croce,aveva chiesto al padre di perdonare quelli che lo stavano uccidendo.
Io ho frequentato un asilo laico,ogni mattina dicevamo una preghiera e ogni volta che c'era un litigio le educatrici ci rammentavano gli insegnamenti di Gesù o di San Francesco o di San Martino.
Male non mi hanno fatto,anzi.
A fine ottobre a mia figlia hanno fatto disegnare una zucca.
Per ora va al nido ma spero che negli anni a venire le insegnino ad associare novembre a San Martino.
Non perché riceva un'educazione cattolica,ma perché i primi rudimenti di morale io li ho ricevuti così.
Qual è la morale della festa di Halloween?
Ricordate? Fini: ‘mi dimetterò solo dopo Berlusconi!’ Lo farà?
Categorie:
Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
“Ci si dimette entrambi per consentire poi agli italiani di esprimersi attraverso il voto. Sono pronto anche domani mattina”. Di chi è questa promessa? Dimissioni in coppia e poi voto, senza se e senza ma? Ma certo che è lui, Gianfranco Fini. Era il 13 febbraio non di un secolo fa ma di quest'anno. L'altro, cui si riferisce l'Uomo di Parola, è ovviamente Silvio Berlusconi. Aggiunse il profetico presidente della Camera: “Sono sicuro che a Berlusconi non gli passera neanche dall'anticamera del cervello di dimettersi. Peccato, faremmo tutti una splendida figura”.
Per una volta siamo d'accordo su tutto, ma proprio anche sulle virgole con Fini. Dimissioni, elezioni? Un programma fantastico. Poi in Fini è prevalsa l'idea molto umile di lasciare la “splendida figura” a Berlusconi, e lui di accontentarsi di una figura un po' di palta insieme alla cadrega. Poveretto come soffre per questo sacrificio.
Per una volta siamo d'accordo su tutto, ma proprio anche sulle virgole con Fini. Dimissioni, elezioni? Un programma fantastico. Poi in Fini è prevalsa l'idea molto umile di lasciare la “splendida figura” a Berlusconi, e lui di accontentarsi di una figura un po' di palta insieme alla cadrega. Poveretto come soffre per questo sacrificio.
Di Paolo
Toto ministri o Totò ministro mentre nessuno si è ancora dimesso!
Categorie:
Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
Evviva Totò ministro. Sì, lui, un comico serio non quelli di oggi che sanno solo far ridere a senso unico e che sono in crisi per la presunta scomparsa, dalla scena politica, di Berlusconi. Potranno da lunedì ridere di Monti? Potranno mandargli il Tapiro sotto casa? Potranno seguire le macchine che entrano ed escano da casa di Monti e dire a tutti a chi appartengono?
Mi fa ancor più ridere questo toto ministri perché non ha senso visto che nessuno di quelli in carica si è ancora dimesso ed il Premier dovrebbe farlo domani: lo farà?
Oggi SB dicono abbia la febbre.
Qui, dal mio ormai famoso "Balcone del Grazie Silvio di Piazza Grazioli 18", vedo solo imposte chiuse, anzi serrate e tante macchine ferme in Piazza.
Silvio è ammalato, ha la bolla dell'acqua sul pancino, il termometro in....sotto le ascelle: febbre conclamata.
Io ce l'ho da una settimana Silvio, non riesco a debellarla: chiuditi in casa.
Lo so che domani devi salire al Colle, lo so, ma lissù tira un forte vento che nei tuoi confronti è abbastanza freddo.
Rimanda le dimissioni.
Così tutti questi che già hanno fatto le consultazioni e già parlano da primo ministro (o secondo e terzo) dovranno rimangiarsi un po' di parole.
Altro che ministri, qui siamo di fronte a veri e propri avvoltoi.
Parlare di toto ministri con ancora gli altri ministri in carica vuol dire che il Governo del Presidente è gia bello pronto? Allora a che servono le elezioni, 1000 parlamentari, venti ministri e quella cosa chiamata democrazia?
Giorgio, pensaci tu.
Mi fa ancor più ridere questo toto ministri perché non ha senso visto che nessuno di quelli in carica si è ancora dimesso ed il Premier dovrebbe farlo domani: lo farà?
Oggi SB dicono abbia la febbre.
Qui, dal mio ormai famoso "Balcone del Grazie Silvio di Piazza Grazioli 18", vedo solo imposte chiuse, anzi serrate e tante macchine ferme in Piazza.
Silvio è ammalato, ha la bolla dell'acqua sul pancino, il termometro in....sotto le ascelle: febbre conclamata.
Io ce l'ho da una settimana Silvio, non riesco a debellarla: chiuditi in casa.
Lo so che domani devi salire al Colle, lo so, ma lissù tira un forte vento che nei tuoi confronti è abbastanza freddo.
Rimanda le dimissioni.
Così tutti questi che già hanno fatto le consultazioni e già parlano da primo ministro (o secondo e terzo) dovranno rimangiarsi un po' di parole.
Altro che ministri, qui siamo di fronte a veri e propri avvoltoi.
Parlare di toto ministri con ancora gli altri ministri in carica vuol dire che il Governo del Presidente è gia bello pronto? Allora a che servono le elezioni, 1000 parlamentari, venti ministri e quella cosa chiamata democrazia?
Giorgio, pensaci tu.
Er pelliccia fuori di carcere: consigliato corso anti incendio!
Categorie:
Società e Varie
Pubblicato da
Buongiorgio
Dopo soli 23 giorni di carcere, Er Pelliccia torna tra le braccia della sua mamma, il quartiere San Giovanni è del tutto pulito, i cittadini che hanno subìto danni sicuramente stanno ancora cercando qualche Santo a cui votarsi per farsi risarcire: ci penserà anche Monti per loro?
Da Bassano Romano il nostro dichiara: «Hai presente Fantozzi?». E che c'entra il ragionier Ugo? «I black bloc sfasciano tutto, danno fuoco alle macchine, quasi bruciano vivi due carabinieri...». E Fantozzi? «Quando tutto è finito arrivo io, tiro un estintore in aria. Ma quelli sono già andati via e chi ti finisce in carcere? Lo sfigato di turno».
Bene, caro sfigato, ti do un piccolo suggerimento. Visto che sei già uscito di carcere immeritatamente e non stai pagando i danni ai s' sfigati cittadini di quel quartiere di Roma, (ne abbiamo parlato anche su Frews) , ti consiglio di trovare tempo per iscriverti ad un corso antincendio in modo da imparare il corretto utilizzo dell'estintore e come si spegne un incendio.
Da Bassano Romano il nostro dichiara: «Hai presente Fantozzi?». E che c'entra il ragionier Ugo? «I black bloc sfasciano tutto, danno fuoco alle macchine, quasi bruciano vivi due carabinieri...». E Fantozzi? «Quando tutto è finito arrivo io, tiro un estintore in aria. Ma quelli sono già andati via e chi ti finisce in carcere? Lo sfigato di turno».
Bene, caro sfigato, ti do un piccolo suggerimento. Visto che sei già uscito di carcere immeritatamente e non stai pagando i danni ai s' sfigati cittadini di quel quartiere di Roma, (ne abbiamo parlato anche su Frews) , ti consiglio di trovare tempo per iscriverti ad un corso antincendio in modo da imparare il corretto utilizzo dell'estintore e come si spegne un incendio.
Fatti accompagnare dalla mamma che mi sa che anche lei necessita di qualche "ripetizione".
Per facilitarti la ricerca clicca pure su questo sito contenente numerosi corsi di formazione in Roma.
Jolly
11.11.11 Bentornata Laura Pausini!
Categorie:
Musica
Pubblicato da
Laura
Laura Pausini ritorna dopo circa due anni d’assenza sulle
scene discografiche con il suo nuovo lavoro intitolato “Inedito”.
Parlando di questo nuovo lavoro discografico la Pausini
afferma che “La voglia di fermarsi per
due anni è stata una coincidenza che ho voluto prendere come un treno in corsa.
Ma non sono il tipo che si siede nell'ultimo vagone a me piace comandare e
condurre la corsa. Quando ero più piccola ero molto più timida di oggi ma
dentro di me esistono ancora molte paure e molte insicurezze. Io sono una
cantante e questo mi interessa e lo farò con tutta la gioia del mondo. Ho
intitolato il disco 'Inedito' perché ho scritto con alcuni autori un percorso,
un cammino che è stato appunto inedito e circondato da silenzi che non
conoscevo durante la scrittura. Ma anche da una calma che non conoscevo, da una
semplicità che da tempo che non faceva più parte della mia vita. Ho
interpretato tante canzoni in questi 18 anni della mia carriera e sono sempre
state la fotocopia della mia vita e anche questo disco è un'espressione di
quello che sto vivendo e tutta positiva".
E riguardo a "Benvenuto" il singolo che fa anche da apripista ad “Inedito”, Laura ribadisce nei
confronti degli scettici “Volevo un pezzo
grintoso e che fosse dedicato alle persone che non hanno paura di essere loro
stesse e non si nascondono mai. Volevo una canzone gioiosa, so bene che non è
piaciuta a molti critici ma pazienza.”
Il disco ha visto la sua presentazione, ieri, in piazza Duomo a
Milano con un flash- mob, che ha coinvolto cento giovani ballerini.
Questa sera si prosegue con lo speciale tv da Piero
Chiambretti, di cui sarà ospite per la prima della trasmissione Chiambretti
Muzik Show, in onda alle ore 21,11 su Italia 1.
Non ci resta che concludere dicendo: Bentornata Laura!
Laura
Video del singolo "Benvenuto"
Video del flash mob di Piazza Duomo, Milano
Mario Monti: "Basta privilegi" ed intanto si fa nominare Senatore a Vita
Categorie:
Politica
Pubblicato da
Buongiorgio
"Basta privilegi" sibila Mario Monti, primi ministro in pectore, dal Colle più Alto di Roma, luogo in cui di privilegi ce ne si intende alla grande.
Già Monti che sale al Colle sembra un paradosso, comunque in questa situazione ormai tutti passano tutto.
"Basta privilegi, riforma elettorale ed applicazione della lettera Ue" dice Monti, quello che prima era Tre-Monti ed adesso, in situazione di taglia alla casta, un Monti solo.
Basta privilegi!
Bravo.
Peccato che i rumors di Palazzo dicano che prima di accettare l'incarico (tra l'altro non ancora avuto e non ancora accettato perchè Silvio è ancora lì, fino a prova contraria) il buon Monti abbia detto al buon Presidente della Repubblica una frase del tipo: "Ah Napolitano, io accetto di passare come sanguisuga per prendere i soldi dai barboni (gli italiani) che poi presto si accorgeranno che sono peggio di Dracula e simile ad Amato, quindi non potrò neanche più andare al Cinema e trovarmi un altro lavoro, perciò comincia a ripagare questo mio enorme sacrificio facendomi Senatore a Vita, in modo che anche qualsiasi magistrato d'Italia mi lasci lavorare in Pace".
Hai proprio ragione, deve aver risposto Napolitano, ti nomino subito Senatore a Vita però poi, subito dopo, dichiariamo: "Basta privilegi"...agli altri, come sempre, tanto non li hanno mai visti!
Dal Colle ai Monti.
Giorgio Gibertini Jolly
Già Monti che sale al Colle sembra un paradosso, comunque in questa situazione ormai tutti passano tutto.
"Basta privilegi, riforma elettorale ed applicazione della lettera Ue" dice Monti, quello che prima era Tre-Monti ed adesso, in situazione di taglia alla casta, un Monti solo.
Basta privilegi!
Bravo.
Peccato che i rumors di Palazzo dicano che prima di accettare l'incarico (tra l'altro non ancora avuto e non ancora accettato perchè Silvio è ancora lì, fino a prova contraria) il buon Monti abbia detto al buon Presidente della Repubblica una frase del tipo: "Ah Napolitano, io accetto di passare come sanguisuga per prendere i soldi dai barboni (gli italiani) che poi presto si accorgeranno che sono peggio di Dracula e simile ad Amato, quindi non potrò neanche più andare al Cinema e trovarmi un altro lavoro, perciò comincia a ripagare questo mio enorme sacrificio facendomi Senatore a Vita, in modo che anche qualsiasi magistrato d'Italia mi lasci lavorare in Pace".
Hai proprio ragione, deve aver risposto Napolitano, ti nomino subito Senatore a Vita però poi, subito dopo, dichiariamo: "Basta privilegi"...agli altri, come sempre, tanto non li hanno mai visti!
Dal Colle ai Monti.
Giorgio Gibertini Jolly
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