06/12/11

Il più grande spettacolo dopo lo Spread? Monti e la stagflazione non c'è più!


In questi giorni passerà la mitica manovra di Monti che dovrebbe portare nelle casse dello Stato italiano circa 30 miliardi di euro.
Non voglio entrare in sterili polemiche su quanto sia giusta o ingiusta su quanto sia equa o non equa! La ramazzata doveva arrivare e non poteva che essere così. Come scrivo da mesi è necessario raschiare ad oltranza (vedasi ad esempio qui) solo così si può tenere in piedi il castello di sabbia ancora per un po'! Il problema è che, scusate se continuo a ripetermi, questa ramazzata servirà solo e unicamente a guadagnare un po' di tempo, ma non risolvere nulla e tra qualche mese dovremo aspettarci sicuramente ulteriori raschiate!
30 miliardi è infatti un valore che fa ridere, che non risolve nulla! Il debito pubblico è infatti di circa 1'900 miliardi (63 volte tanto questa manovra) e ogni anno lo Stato Italiano deve pagare circa 80 miliardi di interessi (quasi 3 volte tanto la manovrina di Monti).
Il problema è che più aumenti le tasse (soprattutto alla classe medio-bassa) meno soldi questi avranno da spendere e quindi non solo non si promuove affatto la crescita economica ma si favorisce la recessione! Ed infatti secondo studio di Confcommercio il PIL del 2012 è previsto subire un -0,6%. Quindi è come il cane che si morde la coda, perché meno l'economia gira e sempre meno soldi avremo da spendere e sempre più l'economia (quella vera non le Borse) decrescerà. E il debito rispetto al PIL aumenterà sempre di più!
Inoltre c'è da aspettarsi anche che l'inflazione aumenti sempre di più e così oltre ad avere meno soldi perché avremo tasse sempre più alte, il potere di acquisto del nostro stipendio o della nostra pensione diminuirà sempre di più! Ricordo che nella manovra è compreso anche il fatto che le pensioni sopra i 750 euro/mese non verranno più adeguate alla inflazione (che già il dato dell'inflazione ufficiale è sempre di gran lunga inferiore a quello reale, ma adesso non viene più nemmeno riconosciuto questo).
Questa situazione dove si ha una stagnazione dell'economia (mancanza di crescita) assieme alla inflazione (aumento dei prezzi) viene definiti stagflazione. Ed è la situazione nella quale ci stiamo trovando ora!

Ma allora perché le borse schizzano verso l'alto e lo spread è sceso di colpo? Beh, se avete compreso bene ciò che ho scritto sopra, il motivo non è certamente quello che Monti ha realmente risolto i problemi dell'Italia e/o dell'Europa, quelli restano, si è semplicemente alzato la posta in gioco e spostato semplicemente il problema più in là; ma questo è quello che basta e avanza agli investitori, alle finanziarie: per il momento l'Italia non fallisce, per il momento l'Euro non crolla, quindi si può tornare a speculare anche sul mercato italiano, tutto qui!

Spero quindi di avervi fatto capire questo concetto fondamentale: non si è risolto nulla, anzi, si è dato un ulteriore colpo negativo all'economia (reale) ma questo serve a guadagnare tempo a tirare in là qualche settimana, qualche mese...poi magari a Marzo o ad Aprile, se sarà necessario, ci si inventerà un'altra raschiatina (c'è sempre la carta della tassa patrimoniale che non è ancora stata giocata) e si tirerà avanti qualche altro mese e così via. E poi? Beh anche un bambino sa capire alla fine cosa accadrà! Il dubbio resta solo sul "quando" e sul "come".

manuel




Se le donne imparassero ad amarsi di Dounia Ettaib



Da secoli le donne sono sempre state protagoniste di immense sofferenze, ma tutte le donne hanno in comune un dono immenso la vita e sanno difenderla con tutte le loro forze.
Sono sempre stata convinta che in nome di questa forza ovunque siamo dobbiamo considerarci uniche.
Ieri ho visto un servizio trasmesso da Rai 5 su Hebron, città a 30 km a sud di Gerusalemme.
Questo servizio mi ha toccato profondamente, ho sempre creduto nella  libertà di Israele e nella libertà assoluta di ogni forma di vita.
Le sofferenze del popolo ebraico fanno parte purtroppo della nostra triste storia, l’olocausto è il dramma più oscuro della nostra umanità, sono convinta che tutti noi umani dobbiamo combattere con tutti i nostri mezzi ogni forma di oppressione umana, ma questo non giustifica nessuna forma di oppressione e soprusi ingiusti.
Comprendo a fondo la paura degli ebrei, comprendo benissimo la voglia di difendere la propria storia, ma non comprendo perché la storia si debba ripetere?
Ho sempre creduto che sono gli uomini a generare le guerre, ho sempre creduto che sono gli uomini a voler dominare il mondo, ieri per la prima volta in vita mia, mi sono dovuta ricredere, vedere una donna ebrea picchiare una donna palestinese solo perché è palestinese, una donna ebrea che insegna l’odio ai suoi bambini verso gli arabi è terribile.
Le donne devono essere ponti di pace, sono  portatrici di vita, come può una donna pensare che un’altra donna sia inferiore di lei solo perché non è ebrea?
Come può essere una donna ad insegnare ai suoi figli l’odio?
Chi ha subito l’odio, come può generare altro odio?
Se le donne si amassero quanti ponti avrebbe il mondo.
L’estremismo porta solo ad altro estremismo, le vere vittime dell’estremismo sono sempre le donne, sono sempre loro a piangere i loro cari, i loro mariti e i loro figlia, le donne piangono sia che sono ebree o arabe.

Dounia Ettaib

Manovra"Buttalo in quel posto all'economia nazional-natalizia"

Oggi è il tredicesimo giorno.Dopo dodici mattine di lavoro,è la volta in cui a mamma tocca il turno pomeridiano.Lavora come aiuto-cuoca alla mensa di un convitto.Stamattina abbiamo fatto quattro chiacchiere e mi ha detto della decurtazione della tredicesima.Una delle tante inutili manovre per raddrizzare una nazione che pende troppo.Dov'è il problema,mamma?La manovra era inevitabile.Ma tu lavori tutto l'anno,fai gli straordinari,torni a casa coi vestiti intrisi di odori di cibi e dicembre è il mese più gratificante,quando puoi fare contento chi ti sta intorno,le figlie,la nipotina.Mamma,noi siamo contente lo stesso.Io voglio questo regalo:non devi far girare l'economia natalizia.Il panettone lo regalerà qualche ditta a babbo,lo spumante idem,Rò farà Natale dai suoceri e noi non ci scandalizziamo se si mangia come tutti i giorni.Fortunatamente,Jennifer è nata a novembre,quindi ha appena preso tanti regali;a Natale le mettiamo i soldi da parte.Anzi,a gennaio.Così,anche noi avremo fatto la nostra manovra,la manovra"Buttalo in quel posto all'economia nazional-natalizia".

E il più grande spettacolo dopo il weekend chiude con il botto!


Come da previsione lo show di Fiorello ha visto, ieri sera, toccare la vetta del 50, 2% di share, un vero record per la televisione italiana. Che se ne possa dire bene o male, che sia piaciuto o meno, questo varietà di  quattro puntate ha saputo coinvolgere il grande pubblico sdrammatizzando temi politici e di attualità.

Bellissima come sempre l’anteprima “rassegna stampa” che ha fatto da apripista a tutte le quattro puntate. Così come l’eccezionale carica del balletto e di Jovanotti con il riadattamento della sua canzone “Il più grande spettacolo dopo il big bang” leitmotiv di tutto il programma.  E poi ancora l’entrata in scena del magnifico Roberto Bolle, che sembrava volasse sulle note di All by myself.

Per non parlare del tormentone della serata “Lacrime e sangue” in vista della nuova manovra economica facendo ironia sul nuovo ministro Monti "Non ci doveva andare da Vespa. Lo aveva già fatto qualcun altro. Ve lo ricordate? - ha detto Fiorello - andò da Vespa e fece un contratto con gli italiani. Ora lei, Monti, che farà? Il testamento?".

Spettacolari, a mio parere, sono state le parodie di Twilight e il mitico vampiro Edward che è così veloce da non vedersi nemmeno…accompagnato questa volta da Jasper (Jovanotti) il vampiro biondo della serie  e poi ancora Morgano e Ariso insuperabili nel giudicare l’altissimo “Jovanotto” che alla fine colpo scena è arrivato ai due con il fattore X.

Una serata in grande stile con grandi ospiti: Benigni, M. Ayane, P. Baudo, Jovanotti.  Soprattutto l’intervento di Benigni è stato seguito da mezz’Italia di seguito i dati statistici parlano da soli:
Il picco di ascolto dell'ultima puntata si e' avuto alle 23.10, durante l'esibizione di Benigni e piu' precisamente all'inizio dell' ''Inno del corpo sciolto'' con 16 milioni 60 mila spettatori. Il picco di share si e' avuto alle 23.17, verso la fine dell'esibizione di Benigni, e ha registrato il 61.55. L'intervento di Benigni nel suo complesso, dalle 22.48 alle 23.18, ha registrato una media di 15 milioni 582 mila spettatori e il 57.11 di share. i risultati de IL PIU' BREVE SPETTACOLO sono stati: nei 7 minuti dalle 24.15 alle24.22 ha registrato una media di 4 milioni 169 mila spettatori con il 32.60 di share.

Il più grande spettacolo dopo il weekend siamo  noi? Ai posteri l’ardua sentenza.

Laura M.

Video Jovanotti che canta la sigla

R. Bolle e Fiorello

 Vampiri
Morgano e Ariso con Jovanotti

Pakistan: Proteste e boicottaggio dei cristiani contro "le scarpe blasfeme"

Una ditta di calzature pakistana ha diffuso sul mercato modelli di scarpe che portano sul dorso il disegno della Croce: il fenomeno ha generato forti protese e una campagna di boicottaggio della comunità cristiana in Pakistan. P. Joseph Louis, parroco cattolico della chiesa di Maria Immacolata a Lahore, ha scritto alle autorità e ha chiesto di registrare una denuncia ufficiale per blasfemia verso la religione cristiana. "E' un fatto che umilia e ferisce gravemente i cristiani. Chiediamo alla autorità di intraprendere azioni immediate per il rispetto dei valori e dei simboli religiosi cristiani" spiega p. Louis all'Agenzia Fides.
Il "Pakistan Minorities Movement", che promuove l'uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini nella nazione, ha avviato un campagna di protesta e di boicottaggio, manifestando con numerosi attivisti davanti ai negozi che vendono tali calzature, rimarcando "la sottile offesa di volere mettere ai piedi il simbolo maggiormente significativo del cristianesimo". Come riferito a Fides, il movimento ha ottenuto la registrazione di un "First Information Report" contro Ajub Gull, proprietario della fabbrica calzaturiera, nella stazione di polizia di Anarkali, per violazione dell'articolo 295a del Codice Penale (che punisce le offese verso qualsiasi simbolo religioso).
Molte altre organizzazioni cristiane, come la "Masihi Foundation", si sono attivate e stanno promuovendo una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, annunciando che intraprenderanno ogni azione legale necessaria per far ritirare i prodotti dal mercato. (PA) (Agenzia Fides 6/12/2011)

Caro Benigni ti preferisco quando fai il serio ormai non fai più ridere

Caro Benigni ieri sera non mi sei piaciuto per niente. Non fai più ridere e, se era trenta anni che non cantavi in televisione "L'Inno del Corpo Sciolto", forse un motivo serio c'era e ieri sera lo abbiamo capito tutti. L'Inno lo cantavo venti anni fa al liceo, negli spogliatoi coi compagni di classe ed un po' ce ne vergognavamo anche noi allora. Che delusione che Fiorello te l'abbia chiesto e l'abbiate fatta passare come una canzone per bambini "sulla cacca" che tutti facciamo "e che è una parola che i bambini imparano prima di dire papà". Che caduta di stile nel "Varietà".
Quindici minuti di battute scontate un po' su Silvio ed un po' sul sesso: non fai più ridere. Sembri anche tu un disco rotto od un vecchio che si diverte con battute minorenni.
Ti ho preferito nel finale, quando hai lanciato messaggi all'Italia, ai giovani, quando hai citato Pertini e Pazienza.
Ti preferisco quando parli dell'Ecclesiaste o ci incanti con la tua recita della Divina Commedia: sei più credibile e più in linea con la tua statura di comico ed artista che ti sei conquistato col tempo.
Basta con queste cadute di tono. Una volta tanto che Fiorello aveva tenuto altro, per tre puntate e mezzo, il livello dello spettacolo ieri sera, invece di un grande addio, si è rischiato, secondo me, un pessimo finale.
Se poi è vero, come si dice in giro in rete, che per questa "cagata di esibizione" Benigni ha preso 400 mila euro dai contribuenti, hai voglia poi a chiederci, caro Fiorello, di pagare il Canone Rai: in un colpo solo ci hai fatto passare la voglia!


Susanna e il mondo del denaro: come spiegare l'economia mondiale


Dare vita alle cose
Il 24 novembre Wim Dierckxsens ha presentato il suo libro “Susanna e il mondo del denaro” (Ed. autorinediti , 2011) ai ragazzi della scuola Familiare di Nomadelfia
Abbiamo l'abitudine all'acquisto, facciamo soldi per comprare oggetti sempre nuovi per voler stare meglio, spesso non riuscendoci. Siamo abituati a produrre rifiuti, separandoli poi, con cura, negli appositi cassonetti, bianco (per la carta), blu (per vetro e plastica), marrone (per tutto il resto).
Ci sforziamo di percorrere questa strada per salvare il salvabile del nostro pianeta Terra, sentendoci virtuosi a volte, ma più spesso inadeguati e impotenti di fronte ai meccanismi del macro-riciclo.
Ma questa non è l'unica via.
Susanna è una bambina che ha il nonno economista in giro per il mondo. È una bambina che si fa domande importanti sul mondo degli adulti e si chiede perché questo “mondo al contrario” vorrebbe inglobarla.
Suo nonno è un signore di 63 anni, con barba e capelli bianchi, che cerca di rispondere alla nipotina spiegando l'economia in termini comprensibili. Susanna mette a nudo le profonde contraddizioni del nostro sistema di vita. Come tutte le bambine vorrebbe passare più tempo con i suoi genitori, ma loro sono sempre al lavoro per guadagnare denaro e comprare nuove cose per stare meglio; per comprare anche la giacchetta alla moda che Susanna ha visto nel cartellone pubblicitario, davanti a casa sua, e che vorrebbe indossare per andare a a spasso con le amiche.
Suo nonno conosce le grandi contraddizioni sulle quali si basa l'economia: se gli oggetti prendessero vita come in un cartone, non li si sciuperebbe e li si farebbe durare il più possibile; l'equazione “più consumo = più guadagno” proposta dal consumismo non avrebbe più presa.
Susanna, con le sue domande innocenti, convince il nonno che è necessario cambiare il nostro modo di pensare il mondo: non come una miniera inesauribile di risorse ma come un luogo caro da conservare e accudire, un tutto di cui facciamo parte.
Questo nonno si chiama Wim Dierckxsens, economista di fama internazionale, ed è venuto a Nomadelfia a spiegare l'economia mondiale e le sue contraddizioni agli alunni di medie e superiori.
Susanna è la sua nipotina e ha le stesse domande di ogni bambino del mondo; come ogni bambino desidera una vita diversa per sé e per i suoi genitori, con più tempo di relazione e meno fretta.
In fondo Susanna rivela il desiderio nascosto di noi tutti.

Due centesimi di euro, in India, possono valere una vita


Due centesimi di euro: quella moneta,in Europa ed in Italia,s’è addirittura pensato di abolirla;sono in molti,trovandosela nelle tasche o nel portamonete,a trovare quel piccolo pezzo color rame fastidioso e,quando si può,si trova a darlo via o si rifiuta di prenderlo come resto. Una moneta di due centesimi,in India,corrisponderebbe a una rubia. Fatte queste doverose premesse,credo concorderete nel trovare duro da digerire il titolo di giornale pubblicato,qualche mese fa,da molte testate:”Non ha una rupia per la merenda:si uccide a dodici anni”. La storia raccontata è quella della Sania,piccola abitante del villaggio di Malda,nei pressi di Calcutta;la sua casa,come molte delle storie che,ahimè,giungono da quelle regioni,era una tenda di juta concessa dal governo del West Bengala(la regione che ha,come capitale,la città di Madre Teresa),e Sania ci viveva con la mamma,Janiab.Suo papà è morto,per cui la mamma provava a mantenere sua figlia e lei lavorando a servizio presso una casa privata:un lavoro da,al massimo,12-13 dollari(o euro,siamo lì)al mese per comprare il cibo. Quel giorno,però,non c’era nemmeno una moneta:una rubia,appunto,per comprare il riso soffiato e i biscotti che Sania aveva visto mangiare da alcuni compagni di scuola. Così,stanca della povertà,dal desiderio di qualcosa di più,dagli stenti,ha fatto finta di andare a scuola e ha scelto la maniera più tragica per mettere fine alle sue sofferenze. E’sempre difficile mettere a confronto realtà,economie e stili di vita diversi senza scadere nel luogo comune,nella frase fatta. Ma esempi come questo riescono,in maniera immediata quanto efficace,a porre in luce le difficoltà che certe popolazioni si trovano a vivere. Un modo anche per capire come certi sprechi,certe superficialità del nostro mondo potrebbero essere evitate e, magari, convogliate nell’aiuto all’altro, a chi, anche con quel poco che noi, spesso, sottovalutiamo o disprezziamo, potrebbe trovare nuovi stimoli per vivere e maggiore felicità.

Luca Bondi Presidente di Semi di Pace

05/12/11

Mi spiegate che vuol dire"falso moralismo"? Arrogarsi la libertà di pensare?



Or ora sono andata a vedere se c'erano nuovi commenti al post di Giorgio sulla Panda che fa riferimento(a doppio senso)ad una escort.Di nuovo leggo tirato in ballo il falso moralismo.Cos'è per chi accusa qualcun altro di falso moralismo,il falso moralismo?Personalmenete mi sono rotta i maroni anche se non li ho,del politically correct,dell'accettazione obbligatoria di qualsiasi situazione per non sentirsi dire:-Sei razzista.-Sei omofobo. O simili.

Siamo sottilmente bombardati dall'obbligo di doverci formare una nuova morale.

Seguo una fiction Rai giunta alla terza stagione e ci mettono di tutto:la ragazzina di 18 anni incinta che molla gli studi e il papà che fa ammenda del suo errore di preoccuparsi,di volerla accompagnare dal medico.La signorina in questione è fidanzata con un sieropositivo,bravissimo ragazzo,che ha contratto la malattia dalla sua ex.Come a dire,hai voglia a proteggersi,tanto è questione di sorte!Puoi avere cento rapporti occasionali protetti con persone sane e ti innamori di quella di cui ti fidi che invece è malata.Poi c'è la ragazza lesbica che non guarda le forme della partner,come fanno i vogliosi maschi.Ma si,meglio una fidanzata dolce che un fidanzato materialista!C'è anche una bambina che diventata emo si tinge i capelli di nero e la mamma la prende bene,non la porta immediatamente a rasarsi per imparare che certe cazzate non si fanno.Non manca nemmeno una simpaticissima ninfomane.

Non bisogna temere il diverso,l'importante è conoscerlo.E allora,in virtù di questo,guai a dire che basta stranieri in Italia perché lavorando sottopagati e in condizioni di degrado,permettono ai padroni di arricchirsi e di lasciare gli italiani che vorrebbero lavorare in condizioni eque,a casa. Guai a dire che gli islamici non ci adorano perché sono felici se un'italiana diventa la moglie di un uomo di quella fede e non viceversa. Guai a dire che fa un pò impressione vedere una persona,per rifarmi a un comico di Mai dire che imitava Povia,con le poppe dell'Arcuri e la faccia di Gattuso.Una sera ho visto una puntata di una trasmissione con Adriana Fonzi Cruciani...sono rimasta choccata,posso dirlo?Una donna che si snaturalizza,come un uomo che si snaturalizza per prendere sembianze dell'altro sesso,mi sembrano un insulto a Dio,come chi va in fissa con la chirurgia plastica. Ognuno è e fa quello che vuole,ma ognuno è anche libero di avere un proprio pensiero.

Posso anche accettare la definizione di"falsa moralista"se indica chi certe cose preferisce farle che parlarne.

C'era una mia compagna di classe anoressica che ci ripeteva sempre quanto mangiasse e quanto amasse cucinare....

Videogiochi Made in Italy: un’opportunità per i giovani e per il Paese

Il Made in Italy dei videogiochi è un’opportunità di crescita per il Paese, ma servono azioni concrete ed allineate tra l’industria e le istituzioni.
Di questo e di altro si è discusso settimana scorsa al Games Forum 2011, appuntamento annuale organizzato da AESVI alla Camera dei Deputati giunto alla sua terza edizione
Presidiare il game development a livello del sistema paese è essenziale, per essere partecipi della crescita dell'industria a livello internazionale, per cogliere l'occasione di acquisire un posizionamento chiaro in una filiera in evoluzione e alimentare il rinnovamento del tessuto economico attraverso settori ad alto tasso di conoscenza legati alle nuove tecnologie, in grado di agire da vettore imprenditoriale per giovani delle ultime generazioni. Questo uno dei punti che emergono dalla relazione introduttiva realizzata su iniziativa di AESVI dal Centro di Ricerca ASK dell’Università Bocconi – prima parte di uno studio che si concluderà nel mese di maggio del 2012 – presentata nel corso del Games Forum 2011.
Giunto alla terza edizione, il Games Forum è un evento promosso da AESVI e sostenuto dall’On. Antonio Palmieri, membro della Commissione Cultura, Scienze ed Istruzione della Camera dei Deputati, con lo scopo di creare un momento di incontro tra le istituzioni e i principali attori dell’industria videoludica italiana.
L’edizione 2011, dal titolo "Videogiochi Made in Italy: un’opportunità per i giovani e per il Paese", che gode del patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha l’obiettivo di fare il punto sulle potenziali aree di sviluppo per lo scenario italiano e sulle principali azioni da mettere in atto a supporto della crescita imprenditoriale e professionale legata al settore che, come dimostrano diverse esperienze internazionali, può incidere in maniera rilevante e positiva sull’economia di un Paese.
Partendo da uno sguardo agli ultimi dati disponibili sul settore, la relazione presentata al Games Forum dalla Bocconi ha messo in risalto innanzitutto il valore del mercato dei videogiochi che si attesta oggi a livello internazionale tra i 57 e i 65 miliardi di euro con un tasso medio annuo di crescita dell’11,4% tra il 2006 e il 2011 e che si stima possa registrare nel triennio 2012-2015 una crescita annua del 6,4%.
In seguito, la Bocconi partendo dall’analisi di benchmarking di tre esperienze internazionali di successo – Canada, Irlanda e Finlandia – in cui il settore del game development è cresciuto grazie al supporto di adeguate politiche di sviluppo, ha individuato tre possibili asset su cui intervenire per il modello italiano: 1) condizioni di base, 2) imprenditorialità e sviluppo, 3) policy istituzionale. Per crescere sul fronte imprenditoriale bisognerebbe sicuramente essere pronti a cogliere le opportunità legate alle nuove piattaforme, sviluppare relazioni chiave con partner finanziari che possono investire nel settore e valorizzare le eccellenze per ispirare potenziali imprenditori e attrarre talenti anche dall’estero. Sul fronte istituzionale, bisognerebbe, invece, far leva sullo sviluppo dell’agenda digitale, stimolare l’imprenditorialità con incentivi alla generazione di nuove imprese e alla produzione di contenuti di qualità, e infine sviluppare un piano di azione coordinato tra attori pubblici ed economici.
Ha dichiarato l’Onorevole Antonio Palmieri, promotore del Games Forum: "Il riconoscimento del settore dal punto di vista istituzionale è molto importante per promuovere le condizioni di base per lo sviluppo dell'industria dei videogiochi a livello nazionale. È proprio per questo che con AESVI abbiamo deciso di costruire il Games Forum di quest’anno su questo tema, per ribadire l’importanza del settore dei videogiochi dal punto di vista culturale, educativo e lavorativo. Sono infatti convinto che, grazie ad un'alleanza proficua tra imprese e decisori pubblici a tutti i livelli, europeo, statale e regionale, possiamo metterci sulla buona strada per affermare l'Italia come una terra di sviluppatori di videogiochi e offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani".
Ha aggiunto Andrea Persegati, Presidente AESVI: "Siamo convinti che l’Italia debba cogliere l’opportunità di affermare la propria competitività in un momento storico in cui è possibile assicurare alle nostre imprese un posto di rilievo nello scenario del game development internazionale con investimenti più contenuti che in passato. Oggi l’industria videoludica italiana è orfana di qualsiasi tipo di contributo, sia pubblico che privato. Con il nostro impegno associativo ci auguriamo si possa agevolare l’adozione di misure di sostegno da parte delle istituzioni e contemporaneamente identificare investitori che vedono nell’industria videoludica una fonte possibile di profitto. Il settore è pronto a cogliere la sfida, ora è sufficiente trovare il modo per mettere in moto il volano della crescita".
AESVI è l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi che rappresenta i produttori di console, gli editori e gli sviluppatori di videogiochi operanti in Italia. L’Associazione nasce nel 2001 per rappresentare, promuovere e tutelare gli interessi collettivi del settore. AESVI conta attualmente 27 membri ed ha una rappresentatività completa del mercato di riferimento. È dotata di un Consiglio Direttivo composto da 8 membri, di un Presidente e di un Segretario Generale. A livello internazionale AESVI aderisce dal 2002 all’Associazione di categoria europea ISFE (Interactive Software Federation of Europe) con sede a Bruxelles e dal 2005 è membro del Board of Directors della medesima. Dal 2010 è socio aggregato di Confindustria Cultura Italia, la Federazione Italianaè l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi che rappresenta i produttori di console, gli editori e gli sviluppatori di videogiochi operanti in Italia. L’Associazione nasce nel 2001 per rappresentare, promuovere e tutelare gli interessi collettivi del settore. AESVI conta attualmente 27 membri ed ha una rappresentatività completa del mercato di riferimento. È dotata di un Consiglio Direttivo composto da 8 membri, di un Presidente e di un Segretario Generale. A livello internazionale AESVI aderisce dal 2002 all’Associazione di categoria europea ISFE (Interactive Software Federation of Europe) con sede a Bruxelles e dal 2005 è membro del Board of Directors della medesima. Dal 2010 è socio aggregato di Confindustria Cultura Italia, la Federazione ItalianaAndrea Persegati, Presidente AESVI: "Siamo convinti che l’Italia debba cogliere l’opportunità di affermare la propria competitività in un momento storico in cui è possibile assicurare alle nostre imprese un posto di rilievo nello scenario del game development internazionale con investimenti più contenuti che in passato. Oggi l’industria videoludica italiana è orfana di qualsiasi tipo di contributo, sia pubblico che privato. Con il nostro impegno associativo ci auguriamo si possa agevolare l’adozione di misure di sostegno da parte delle istituzioni e contemporaneamente identificare investitori che vedono nell’industria videoludica una fonte possibile di profitto. Il settore è pronto a cogliere la sfida, ora è sufficiente trovare il modo per mettere in moto il volano della crescita".

Tra moda,crisi,acceleratore e freno sull'impulso a spendere.


Stamattina passeggiavo per le vie del centro, ho passato in rassegna tutte le vetrine di abbigliamento; alcuni, non tutti, hanno ceduto al tradizionale fascino natalizio e quindi hanno messo in bella mostra nelle vetrine giubbini ed abiti rossi, platino, dorati.

Non vorrei essere Francesco, il padre di Erika De Nardo

Oggi Erika De Nardo (o basterebbe solo Erika di Novi Ligure) torna in libertà dopo 11 anni di galera e reclusione presso alcune strutture di recupero, a seguito dell'omicidio da lei compiuto, con Omar Favaro, di sua mamma e di suo fratello.
Purtroppo 11 anni fa ero già abbastanza grande per non poter dimenticare l'accaduto o solo derubricarlo a fatto di cronaca.
Mi sono sempre domandato come sia stato possibile e continuo a domandarmelo.
11 anni dopo sono padre e non voglio mettermi nei panni di Francesco De Nardo, il padre di Erika ma anche padre del piccolo Gianluca (allora aveva 11 anni e la sorella ed Omar lo uccisero con 57 coltellata dopo aver tentato di farlo fuori con un topicida),  e sposo, marito di Susanna ammazzata dai due fidanzatini con 40 coltellate.
Oggi tutti parlano di Erika, Omar della loro riabilitazione. Io li voglio ignorare e chiedo perdono, ancora una volta, per i pensieri su di loro che resteranno tali e non troveranno la forma scritta.
Voglio invece ripetere, e ripetermi, i nomi delle vittime: Gianluca e Susanna.
Voglio invece ripetere, e ripetermi, il nome del Padre, Francesco, che il giorno del funerale fece arrivare due corone di fiori con scritto su una: “Da tuo marito e da tua figlia” e  sull’altra: “Da tuo padre e da tua sorella”.
Un padre che è sempre stato accanto, in questi undici anni, alla figlia andando sempre a trovarla in carcere, aiutandola nel suo percorso di recupero, incentivandola a laurearsi ed è sempre rimasto lontano, lontanissimo dai riflettori.
Quel padre che oggi riporterà Erika a casa loro, nella stessa villetta che ha subìto solo una imbiancatura per togliere i segni del sangue
Quel padre che non vorrei mai essere non solo per sventare tale sciagura sulla mia famiglia ma soprattutto perchè non sarei capace di approssimare.
Se e come sia possibile è cosa che sa solo quel padre, la sua è una storia che atterrisce e letteralmente graffia l’anima di chiunque la ripercorra.
Come possa riuscirci, come possa essere padre insieme di Erika e Gianluca è un mistero della paternità che va rispettato. Comprenderlo però è qualcosa che va al di là e oltre i limiti della ragione.
Giorgio Gibertini Jolly

Abbattuto aereo spia americano in Afghanistan

Fonti militari iraniane hanno dichiarato ieri ( domenica 4 dicembre) all’agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA che le forze armate di Ahmadi Nejad hanno abbattuto un aereo spia americano senza pilota ( RQ170) al confine orientale del paese con l’Afghanistan. “ Lo spazio aereo iraniano è controllato meticolosamente”, afferma la fonte e “ la risposta iraniana a questo attacco si farà sentire ben oltre i confini del paese”. La zona di confine tra Iran e Afghanistan è un’area molto delicata in quanto forze armate americane sono state spiegate in territorio afghano secondo accordi internazionali per la lotta ai talebani e ad al-Qaeda. La fonte non ha specificato ora e luogo precisi dell’accaduto.

Santori interviene e rilancia sul caso Milano 90: petizione online

Non si comprende come i tagli annunciati alla casta siano rinviati alle prossime legislature, mentre i posti di lavoro tagliati subito. Questo è vergognoso e non può essere accettato dai cittadini comuni e dai lavoratori onesti che tutti giorni si guadagnano da vivere con sacrificio per portare avanti le proprie famiglie. È inaccettabile penalizzare i più deboli e continuare a tutelare gli interessi dei pochi. È inammissibile che in un momento di forte crisi e ristrettezze, imprenditori che per anni hanno goduto del privilegio di proventi pubblici affittando locali alla pubblica amministrazione possano far leva sul disagio di numerose famiglie, per poi incriminare la politica e scaricare le proprie responsabilità sulle istituzioni. La Milano 90 apra subito una trattativa con i dipendenti che stanno giustamente astenendosi dal lavoro per protestare contro i licenziamenti imminenti. Se il sistema non cambia, se non salviamo la Politica, rischieremo di consegnare questa Nazione ai poteri forti e personalità che non rappresenteranno la volontà popolare. Per questo abbiamo invitato tutti i cittadini a dire no ai privilegi su http://blog.fabriziosantori.com», lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere di Roma Capitale, che ha sostenuto insieme all'intera Assemblea Capitolina un ordine del giorno per tutelare 350 posti di lavoro della società Milano 90, i cui dipendenti sono da giorni riuniti in assemblea nella speranza di scongiurare il licenziamento di massa
Giorgio Gibertini Jolly

La crisi del settimo anno: ed io che pensavo si riferisse al mio matrimonio

La crisi del settimo anno o da sette anni? Com'è il detto aggiornato 2011?
Sette anni fa, oggi, convolai a giuste nozze. Giuste e belle. Che divertimento quella giornata, e quella sera e quelle notti dopo e poi anche i giorni. Da gennaio di quest'anno io e mia moglie ci domandiamo: quando capiterà questa crisi? Durante l'anno, il giorno proprio dell'anniversario o subito dopo?
Un po' ci scherziamo su, ed anche giù, un po' esorcizziamo questa "paura" che abbiamo dentro tutti sin da piccoli e che ti accompagna da quel SI sull'altare.
Mah.
Mi sono informato su internet ed in Yahoo Answer ho trovato la spiegazione del perché si dice crisi del settimo anni.
"E’ il numero biblico, il numero del mistero, il settimo giorno è dedicato al riposo, alla contemplazione e alla meditazione. Si dice:  «sono al settimo cielo» per esprimere uno stato di felicità. Si sa che il cielo è il simbolo della gioia pura, la luce divina, per arrivare al cielo bisogna salire i gradini di ascesa, il misterioso 7 è l’apoteosi.
Il 7 conclude l’ascesa e ritorna al principio. Si dice: «la crisi del settimo anno» facendo riferimento all’antica convinzione che ogni 7 anni c’è un cambiamento."
Speriamo che da oggi i cambiamenti siano solo belli perché di crisi ne abbiamo piene le scatole da almeno sette anni!
Giorgio Gibertini Jolly