18/12/11

Serie A 16° giornata, Milan secondo



Il big match di giornata era tra Lazio e Udinese, le due squadre hanno dato spettacolo nel posticipo serale, con i friulani prima in vantaggio con Floro Flores, poi Lulic e Klose ribaltano il risultato, ma poi ecco il 2-2 definitivo di Pinzi per i friulani. Con questo risultato l'Udinese è agganciato dal Milan a 31 punti.

Milan e Juventus liquidano rispettivamente il Siena e Novara in casa: rossoneri in vantaggio con Nocerino, che si sta rivelando un bomber con 6 reti; seconda rete di Ibrahimovic su rigore. Bianconeri invece in vantaggio dopo 4 minuti con Pepe, 2-0 definitivo di Quagliarella.

Inter ancora vittoriosa contro il Cesena, adesso i nerazzurri sono quinti. Nell'altro posticipo serale, colpaccio della Roma che espugna il difficilissimo campo del Napoli per 3-1. Giallorossi che vanno sul 2-0, poi momentaneo 2-1 per il Napoli e definitivo 3-1 per i capitolini.

Il Genoa batte il Bologna per 2-1 e vede le zone alte della classifica, insieme al Catania, anch'esso vittorioso nel derby siciliano contro il Palermo per 2-0. Il Chievo batte in casa per 2-0 il Cagliari, Fiorentina e Atalanta pareggiano in una gara dai molti colpi di scena: viola in vantaggio, sprecano occasioni per raddoppiare; nel finale gli orobici ribaltano e si ritrovano clamorosamente in vantaggio, poi il definitivo 2-2 dei fiorentini. Altro pareggio rocambolesco tra Parma e Lecce: ducali in vantaggio nel primo tempo, poi i giallorossi ribaltano la gara sul 3-1; infine tra l'86° e il 93° minuti il Parma trova la forza per pareggiare: 3-3, che gara.

Foto di Leggo.

Natale: festa della contemplazione e dell'accoglienza

Natale, e tutti sono più buoni. Che bello, se fosse vero: vero è invece che a Natale restiamo quelli che siamo.
O no? Cosa dovrebbe spingerci a cambiare?Ci dicono e ci scrivono che il Natale è Festa di contemplazione. Contemplare un neonato in una poverissima mangiatoia, nel freddo di una stalla – sistemazione di fortuna, non troppo rara per i tempi, ma sempre di fortuna – certo suscita numerosi
spunti di riflessione. Quindi questo Bambinello viene tirato da un parte dai pacifisti, che ci vedono un segno
di arrendevolezza e mitezza assolute; viene tirato dall’altra dai pauperisti, che ne esaltano la povertà e la carenza di mezzi materiali; e così via. Chi non ci ha mai pensato, tra un regalo di Natale e l’altro? Forse bisognerebbe riflettere anche su un aspetto, talmente immediato che a qualcuno può sfuggire: Gesù si è fatto bambino, si è incarnato in un neonato. Un neonato che da subito ha avuto vita difficile, se è vero come è vero che Erode ha sterminato centinaia di suoi piccoli coetanei, tanta era la paura che ne aveva. Erode ne aveva paura perché sapeva che quel bimbo era venuto a cambiare il mondo: certo, il despota sanguinario non poteva comprendere che il mondo che quel bimbo avrebbe cambiato sarebbe andato ben più in là
dei confini della Palestina, ma a lui non importava, ché bastava avere un contendente ai suoi (sottomessi)
reami per avere un nemico giurato. Gesù era odiato e temuto da prima che nascesse. Duemila anni dopo, a
quanti bimbi spetta questo stesso destino? Quante mamme, quante coppie, temono che un figlio in arrivo
possa cambiare il proprio mondo, possa renderlo insostenibile su un piano economico, e chiedono che quel
figlio svanisca nel buio, che venga cancellato? Ma come Erode fu ingannato da se stesso, così per queste persone l’aborto si rivela il peggiore degli inganni: un figlio non si cancella, non si può cancellare, neppure se non lo si è mai guardato negli occhi. Quegli occhi, nella loro dolcezza priva di condanna, pesano poi per tutta la vita, ci porgono una sofferenza che solo nell’Amore di Dio può essere vissuta e compresa per farci, davvero, migliori, anche dopo un’azione tanto atroce. Questa azione – l’aborto – è bene comprendere che non è figlia solo della volontà di chi ne fa richiesta, quanto soprattutto della scelta di chi asseconda questa volontà, di chi ritiene, senza aver neppure l’attenuante del coinvolgimento emotivo che comporta il vivere una gravidanza difficile in prima persona, che un figlio possa o debba essere soppresso perché di troppo, perché malato, perché non voluto, perché imprevisto. Da sempre esistono mamme che vogliono abortire, ma a causa di certa malata cultura che si è affermata con la menzogna e la violenza oggi a questa mamme risponde addirittura lo Stato, offrendo medici ed infermieri pagati per sopprimere i nascituri, perché nessuno possa mai guardare i loro occhi. A quegli occhi oggi pare non pensare nessuno, si perdono nelle preoccupazioni di chi all’aborto non ha mai pensato, di chi lo ha sempre visto da lontano, magari come una cosa brutta ma che riguarda certamente altri. Quanti cattolici oggi pensano a quegli occhi? Quanti cattolici sanno, ad esempio, che nel 2009 sono stati soppressi nei nostri ospedali oltre centodiciottomila concepiti? Quei bambini, noi, non li incontreremo mai: pensiamoci, mentre, tra le lucine e le statuine di ogni foggia, mettiamo nel Presepe
il Bambinello. Nei presepi, il Bambinello è sempre rappresentato con le braccia aperte, con un gesto – anche
qui – dai molteplici significati. E’ bello vederci subito il gesto immediato ed ingenuo del piccolo che chiede di essere preso in braccio, di essere accolto: questo è diritto di tutti i bambini, questo ci chiedono. I regali di Natale, quelli, verranno dopo.
Massimo Micaletti

Gli strateghi della guerra dell'Ici contro la Chiesa

Non vi è nulla di casuale nei feroci attacchi che la Chiesa Cattolica sta subendo in materia di agevolazioni fiscali. Si tratta di un’offensiva che risponde ad una strategia militare ben precisa e ben orchestrata. La battaglia è iniziata a metà dello scorso agosto. Per l’esattezza il 19 agosto 2011, quando Gustavo Raffi, Gran Maestro della potente obbedienza massonica del Grande Oriente d’Italia, lancia l’attacco. In un comunicato rilasciato dalla Villa Il Vascello, prestigiosa residenza romana e luogo simbolo della repubblica del 1848, Raffi proclama: «E' giusto che lo Stato abolisca le esenzioni dell’Ici per i beni immobili della Chiesa non destinati al culto e di tutti gli altri enti che si avvantaggino di tale esenzione, così come è opportuno congelare per tre anni l’8 per mille fino al raggiungimento del pareggio di bilancio, come fissato nella manovra, destinando le risorse alla ripresa economica dello Stato». Spiega il Comandante massonico delle truppe anticlericali: «In un tempo di grave crisi economica, in cui si chiedono lacrime e sangue ai pensionati e ai più deboli, (…) non sono più ammesse esenzioni feudali né privilegi di casta che hanno il sapore di un autentico insulto alla povertà e a milioni di italiani che lottano quotidianamente per far fronte a difficoltà di ogni tipo». Et voilà, la Chiesa è servita. Del resto, è sempre il battagliero Raffi a precisare che «la Libera Muratoria è dalla parte di chi si rimbocca le maniche per far uscire il Paese dalle secche dell’egoismo e dell’indifferenza».
Con buona pace della Caritas, delle tante comunità di assistenza cattoliche e dei poveri missionari.
Come in ogni antica battaglia romana che si rispetti, quando il console dà l’ordine d’attacco, l’attendente lo comunica ai reparti con il suono del corno.
Così se a Raffi spetta il ruolo di consul, è al quotidiano Repubblica che viene affidata la funzione – degnamente svolta – di cornicen. Il giorno successivo all’ordine (20 agosto 2011), il suono di Repubblica è univoco e chiarissimo, come il titolo dell’articolo di Mauro Favale: Ma la Chiesa si tiene 3 miliardi di euro niente Ici e l’Ires scontata al 50%. A nulla importa che l’articolo sia farcito – in buona o cattiva fede – di omeriche falsità, imprecisioni, numeri inventati, e fantasiose elucubrazioni. L’importante è trasmettere l’ordine d’attacco. Si muove immediatamente la fanteria, ed i solerti pedites radicali avanzano a ranghi serrati. Vengono, infatti, presentati gli emendamenti 2.0.5 e 2.0.17 a firma Bonino, Poretti, Perduca, Carloni e Chiaromonte relativi all’abolizione dell’esenzione dell’Ici per le attività commerciali del Vaticano. L’azione non ottiene un grande successo, poiché viene respinta, il 5 settembre, con un voto alla Commissione Bilancio del Senato.
A questo punto entra in campo la potentissima cavalleria pesante: gli equites di Bruxelles.
L’intervento viene preannunciato, come al solito, dal cornicen. Repubblica del 24 settembre così titola un articolo di Alberto D’Argenio: Sconto Ici alla Chiesa la Ue processa l'Italia. Sottotitolo: Esenzioni per due miliardi l'anno - Bruxelles accelera: “Sono aiuti di Stato” - Se l’Italia sarà condannata, dovrà chiedere il rimborso delle tasse non pagate.
Si viene, quindi, a sapere come sia stata data un’incredibile accelerazione ad un’indagine aperta dalla Commissione Europea contro la Chiesa Cattolica per aiuti di Stato, che sopiva tranquilla da quattro anni. La tempistica di quel repêchage è a dir poco sospetta.
Repubblica ci spiega che nell’inchiesta europea sono stati passati al setaccio gli asseriti «privilegi fiscali attribuiti agli enti ecclesiastici in settori in cui “l’azienda Chiesa” (conta circa 100 mila fabbricati) è leader nazionale: ospedali, scuole private, alberghi e altre strutture commerciali che godono di un'esenzione totale dal pagamento dell'Ici e del 50% da quello sull’IRES, con un risparmio annuo che si avvicina ai due miliardi di euro e conseguenti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti laici». Le cifre ballano, ma si sa, in battaglia anche la matematica diventa un’opinione.
Resta il fatto che, a seguito dell’accelerazione, lo scorso ottobre viene formalmente aperta una procedura d’infrazione nei confronti dello Stato italiano, sull’assunto che non appaiano infondate le contestazioni sollevate dai radicali, come si legge nell'introduzione del documento redatto dal commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia (il predecessore di Zapatero alla segreteria nazionale del partito socialista spagnolo): «Alla luce delle informazioni a disposizione la Commissione non può escludere che le misure costituiscano un aiuto di Stato e decide quindi di indagare oltre». Entro 18 mesi dall’inizio della procedura l’Unione Europea dovrà emettere un verdetto.
La condanna, secondo Repubblica, sarà difficile da scampare, stando alle conclusioni preliminari contenute nel documento dello stesso Almunia: l’esistenza dell’aiuto di Stato sarebbe resa chiara dal «minor gettito per l'erario», e la norma violerebbe la concorrenza in quanto i beneficiari degli sconti Ici «sembrano» essere in concorrenza con altri operatori nel settore turistico-alberghiero e della sanità. Quindi, conclude il Commissario, le condizioni dell’esistenza dell'aiuto e della sua incompatibilità con le norme comunitarie «sembrano essere soddisfatte».
Come finirà la battaglia? Sono ardui i pronostici, ma certo preoccupa la risposta sibillina che lo scorso 9 dicembre Mario Monti, proprio mentre si trovava a Bruxelles, ha dato ad una domanda sul tormentone dell’ICI e la Chiesa Cattolica: «Sono anche a conoscenza di una procedura dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato». E di fronte al Moloch dell’Unione, anche il Professore deve inchinarsi. Lo stesso giorno 9 dicembre gli faceva eco il Gran Maestro Raffi, sempre con un comunicato dalla solita sontuosa Villa romana: «Bisogna cancellare i privilegi, senza se e senza ma: anche la Chiesa paghi le tasse, perché nel momento in cui si chiedono lacrime e sangue ai pensionati e alle fasce sociali più deboli, non si possono mantenere feudali esenzioni per gli immobili commerciali di proprietà del clero».
Il rapporto tra il console e la cavalleria, del resto, è molto stretto ed affiatato. Lo dimostra l’intervento che lo stesso Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia ha tenuto al meeting svoltosi il 30 novembre 2011 a Bruxelles, presso la Commissione Europea, con i rappresentanti delle associazioni umanistiche non confessionali. Quell’incontro dal titolo “Un partenariato per la democrazia e una prosperità condivise: una volontà comune di promuovere i diritti e le libertà democratiche” è stato presieduto da Jerzy Buzek, Presidente del Parlamento europeo, Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, e dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso. Non proprio figure di secondo piano nell’organigramma comunitario. Questi altissimi dignitari hanno convintamente applaudito i vari passaggi dell’intervento del Gran Maestro, tra cui uno particolarmente significativo: «Le istituzioni libero-muratorie vogliono impegnarsi in
modo più forte, anche nel solco dell’azione svolta dalla Comunità Europea, per rafforzare il senso di appartenenza culturale all'Europa, svolgendo un’opera di vera e propria Paideia per il cittadino, all’insegna di quei valori di fratellanza, tolleranza, laicità, libertà e democrazia, che devono rimanere saldi anche dinanzi a scenari difficili».
Non sembra mettersi molto bene per la Chiesa Cattolica.
Gianfranco Amato

17/12/11

Musica delle mie brame, chi è la più brava del reame?


Florence Leontine Mary Welch in arte Florence + Machine .
È lei la più brava! Tanto che può permettersi di avere un gruppo di grandi musicisti che collaborano con lei per creare musica per la sua voce. Voglio citarne solo alcuni: Mark Saunders , Isabella Summers, Chris Lloyd Hayden , Robert Acroyd e Tom Monger. Florence ha da poco pubblicato il suo secondo album “ Ceremonials”. Lei non è come tutte le “ altre”. Come tutte le “altre” che cantano o fanno finta di farlo.
Un’ immagine di donna d’altri tempi , stanca ma sognante, appoggiata ad uno specchio. Capelli rossi, ma di quel rosso non fasullo, pelle trasparente e candida e un abito scuro a fasciare un corpo straordinariamente normale. Così appare nell’immagine di copertina. E così appare nei suoi video, quadri dipinti lasciati aperti nella cornice per abbandonarsi alla piena libertà d’espressione. Florence rappresenta nella voce e nella sostanza la donna naturale e quella vera . Bella ,incredibilmente bella, senza essere mai volgare, senza seni rifatti, senza botulino aggiunto, nel suo profilo imperfetto e con quegli zigomi troppo alti. Sul palco mostra centimetri di se stessa che non hanno voglia di demoralizzare, ma che anzi fanno venire desiderio a noi donne di amarci per quello che siamo. La sua voce incanta, spezza il cuore, turba il contenuto del quale siamo fatti.
Te la senti scivolare addosso che sia secca o vibrante . Come corrente d’ acqua, di vento, elettrica. I testi non raccontano ma parlano e la differenza è notevole. C' è la realtà dentro, la quotidianità che non viene romanzata o fantasticata ma diventa un componimento di verità. Qualcosa che hai già vissuto o che comunque hai condiviso con un mondo che, fuori o dentro, ti appartiene.

“ …Mi lasceresti se ti dicessi quello che ho fatto?

E avresti bisogno di me se ti dicessi quello che sono diventata?

Perché è così facile dirlo in mezzo a una folla

Ma è così difficile , amore mio, dirlo a te stesso.

…Una rivelazione alla luce del giorno .

Non puoi scegliere quello che rimane e quello che svanisce.”

Così Florence esprime la trasformazione che una relazione amorosa porta a ognuno di noi nel testodel terzo singolo “ No light, No light”.

O come in “ Girl with oneeye”, del primo cd “ Lungs”, in cui ci viene presentato l’omicidio dopo una violenza sessuale di una ragazza , fatto purtroppo all’ ordine del giorno:

“…Le ho detto di non agitarsi e di rilassarsi. Il suo viso piccolo e grazioso mi ha fatto fermare mentre ero in corsa.

…Ho fatto scivolare la mano sotto la sua gonna

Ho detto non preoccuparti non farà male.

…Ecco perché dormi con un occhio aperto

Ecco il prezzo che hai pagato…”

Questa è Florence, questa è una donna che potrebbe rappresentare l’ universo femminile che non ha spazio o l’autonomia di esternare ciò che invece vorrebbe.

Non conosco la sua vita privata , neppure ne provo interesse perché ciò che mi coinvolge è la musica e le parole che solo lei è riuscita a produrre.

E per questo le sarò grata!

Sarah Myliz

Al centro del mio mondo, l'esordio letterario di Cinzia Bertazzo



Incontriamo
Cinzia Bertazzo che ha pubblicato il suo primo libro.

"Al centro del mio mondo" è un libro che parla di una vera storia d’amore, lontana dai classici romanzi rosa a cui siamo abituati.

Cinzia, perché hai deciso di scrivere un libro così personale?

L'idea di scrivere questo libro è nata da un'esigenza, quella di far saper a mia figlia, il cui padre mi ha lasciata incinta al quarto mese, e da cui ho ottenuto il decadimento della patria potestà, da dove ha avuto origine il suo arrivo in questo mondo. Appena ottenuta la sentenza dal tribunale dei minori, mi sono ritrovata a fare pulizia nella casella di posta e, viste le e-mail scambiate col padre, ho d'istinto deciso di metterle in ordine cronologico, così da poterle dare a mia figlia, se e quando un giorno dovesse chiedermi chi era suo padre. Mi piaceva, e mi piace tuttora, pensare che mia figlia possa capire e farsi un'opinione autonoma di chi sia suo padre, senza interferenze soggettive da parte mia. Una volta finita l'opera di sistemazione delle e-mail, mi sono resa conto che la mia storia, la mia esperienza, e il messaggio positivo che ne esce, avrebbe potuto essere di aiuto ad altre donne a cui è capitata la stessa "avventura".


Sembra che tu veda questo libro come una terapia interiore. Perché? Come ti ha aiutata?

Rileggere tutte le e-mail che io e il padre di mia figlia ci eravamo scambiati, mi ha costretta a fare i conti con la nostra storia. Mi sono ritrovata a doverla razionalizzare e affrontare da esterna, come se quella storia d'amore non fosse stata la mia. E vedendola con gli occhi di un osservatore distaccato, ho capito molti errori miei, e soprattutto molti miei non errori. Ho capito soprattutto che, come dice il titolo, avevo ceduto il ruolo di protagonista nel mio mondo e nella mia vita a lui, e che dovevo invece rimettermi al centro del mio universo. Non è stato facile rivivere tutta la storia dall'inizio. Ogni volta che rileggo il romanzo, la rivivo ancora. Ma alla fine di tutto questo lavoro, ero riuscita finalmente a trovare un punto di serenità nella mia vita e in parte ero riuscita a buttarmi alle spalle la sofferenza che mi aveva causato questa storia. E soprattutto mi sono detta che se questa esperienza forte e dolorosa mi ha comunque portata a scrivere questo libro è perché c'è stato un motivo originario del perché sia
successo.
Di cosa è fatto il tuo mondo? Cosa conta davvero nella tua vita?

In questo momento il mio mondo
è formato da, come amo chiamarla, la mia tribù. Ci sono le mie figlie, le mie gatte e il mio cane. Tutte rigorosamente al femminile. Nella mia vita contano i valori veri, quelli magari anche un po' scontati e terra terra. L'amore. L'amore per tutti gli esseri viventi. Io sono anche vegetariana e animalista. Credo in una sorta di Madre Natura che tutto crea e che ci governa. E credo nel destino. E' molto importante l'amicizia. Senza le mie amiche non avrei superato molti dei miei momenti bui. Credo molto nella libertà. Libertà di essere quello che si è e che si vuole e libertà di accettare gli altri per quello che sono e che vogliono essere. E per me è fondamentale la sincerità. Quando si è sinceri, tutto il resto della nostra vita scivola via dritto e in discesa.
Hai in cantiere nuovi progetti?

Sto scrivendo
il mio secondo romanzo. E' la storia di una donna, che un giorno si rende conto di essere drogata di sesso, e decide di uscire da questa forma di dipendenza. E per farlo intraprende un viaggio, non fisico, spostandosi in altri luoghi, ma mentale, all'interno di se stessa. Alla ricerca del suo vero Io. E decide di prendersi un anno sabbatico dal mondo esterno, per ritrovarsi all'interno. Quindi questo viaggio inizia il primo gennaio e si conclude il 31 dicembre. E' un percorso difficile e doloroso, che la porta a scontrarsi con aspetti di se stessa che non le piacciono, e che mai avrebbe pensato le appartenessero. Ma proprio questo confronto allo specchio le permette di avvicinarsi al suo centro.

Sara Citterio------------------------------
Associazione Officine Briantee

officinebriantee@gmail.com

16/12/11

Photo of the week N° 19 - Termoli, belvedere sul porto

Carissimi lettori,
Bentornati tra le pagine di Frews con il nostro immancabile appuntamento fotografico settimanale.
Per questo numero di "Photo Of The Week" abbiamo un ospite di eccezione. Un "pezzo grosso", come si suol dire. Abbiamo l'onore oggi di ospitare uno scatto realizzato da Gaetano Vallini, Segretario di Redazione presso L'Osservatore Romano. La fotografia come passione e, almeno in parte, come lavoro. Cosa chiedere di meglio?
Lo scatto che ci presenta e che ho davvero il piacere di mostrarmi è uno di quelli che rimangono impressi nella memoria. Uno di quelli che, quando senti il "clik", sai sarà non una foto qualunque. Lo senti...
Vi lascio ora alla splendida visione di questo capolavoro. Buona settimana e buona fotografia a tutti!






Autore: Gaetano Vallini
Sono un giornalista, lavoro a “L'Osservatore Romano”, il quotidiano della Santa Sede dal 1984. Dopo aver seguito per 17 anni, come caposervizio, le pagine dedicate all'Italia (interni e cronaca), dal 2005 ho l'incarico di Segretario di redazione e collaboro in particolare con la redazione cultura occupandomi, tra l'altro, di cinema e di fotografia (libri e mostre). Dunque, la fotografia è una passione, un hobby che però riesco a coltivare solo saltuariamente tra lavoro e famiglia. Ma quando posso imbracciare la macchinetta fotografica provo a fermare tempo e spazio per cogliere quella frazione di secondo unica e irripetibile in grado di emozionare. A volte ci riesco, molte altre volte no. Ma fotografare non è forse l'arte di negoziare con il caso, sperando di strappare un buon compromesso?


Fotografia: Termoli, belvedere sul porto.
La foto è stata scattata il 22 ottobre di quest'anno a Termoli, sulla costa molisana. Come spesso mi accade quando sono a casa dai miei – prendendomi una pausa dalla frenetica Roma – giro per la cittadina alla ricerca di qualcosa da catturare con l'obiettivo. Quel pomeriggio era quasi perfetto. Il cielo minacciava pioggia, tra le dense nubi filtrava qualche sprazzo di azzurro e si intravedevano bagliori di tramonto. Lì sul porto una luce particolare dava al mare riflessi di un colore incredibile. La presenza degli anziani che osservavano le barche da pesca ormeggiate rendeva la scena più intensa. Non potevo certo farmela scappare. L'immagine è stata scattata con una Nikon D7000 (16 mm, 1/80 di sec., f. 4,5, iso 400) e post prodotta in Hdr Toning.


Blog:
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per le foto



Come partecipare

Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?

Non dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo che il nostro pubblico    possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo. Buona Fotografia a tutti!

IL GIORNO PRIMO E L’OTTAVO/5. Erika e quell’uomo via dai riflettori

Continuando nell’intento di offrire degli spunti di riflessione per quel tempo sacro in cui ci dovremmo dedicare a cose altrettanto sacre, vorrei ritornare sulla vicenda di Erika, la ragazza che, dopo aver ucciso la mamma e il fratellino all’età di 17 anni, ora dopo 10 anni di carcere e a motivo della sua buona condotta si ritrova in libertà. La cosa ha spiazzato molti ...

La ricetta per uscire dalla crisi? Sicuramente non è quella di scioperare

Scioperare, secondo me, non porta a niente, eppure continuano a farlo. Delle due l'una: o non gli è stato comunicato che Silvio Berlusconi non c'è più. oppure questo dello scioperare è una abitudine anche per loro e che li serve per farli sentire vive.
L'Italia crolla, la recessione sta arrivando prima della Stella Cometa (o staziona da tempo su di noi), la gente non ha i soldi da buttare via a Natale (meno male!) e loro scioperano!
Scioperano costringendoci a raggiungere i luoghi di lavoro con mille peripezie od affogando ancora di più le nostre città perché bloccati per ore in coda!
Scioperano ed hanno obbligato un mio amico a prendersi il Taxi (30 euro!) per andare ad un colloquio di lavoro. Sapete che cosa sono i colloqui di lavoro? Quelle rarità che le Stelle Alpine a confronto sono molto diffuse (non parlo delle Stelle Marine perchè quelle stanno tutte nell'acquario di casa Fini).
Scioperano ed una coppia di amici deve rimandare il viaggio per tornare a casa per Natale e che colpa ne hanno loro ed i familiari che li aspettavano in Calabria?
Scioperano e la badante romena non riesce ad arrivare da tua nonna e chi la accudisce oggi che tu, mamma, devi portare i figli a scuola e via dicendo?
Ma quando questa gente sciopera si mette mai nei panni degli altri?
Scioperano: a me viene sempre voglia di prenderli a calci, qualunque siano le ragioni dello sciopero, e non le voglio neanche sapere!


La Provincia di Trento adotta 50 ragazze madri

Com’è abitudine, nei giorni antecedenti le festività natalizie, l’Assemblea legislativa del Trentino è impegnata nella discussione della Legge finanziaria per l’anno 2012. Data la rilevanza istituzionale dell’appuntamento, che delinea anche finanziare strategiche per le politiche del Trentino, ho inteso avanzare una proposta di ordine del giorno atta ad impegnare la Giunta provinciale a finanziare ben cinquanta “Progetto Gemma” per l’adozione di altrettante giovani madri in difficoltà per una gravidanza inattesa o

Chi è quello spacca-maroni che ha brevettato l'apparecchio-shuttle per il rino-wash?




Ieri mia figlia ha di nuovo vomitato catarro.Si riduce così perché a meno che non la si costringa a prendere dei farmaci adoperando metodi molto fascisti,ma molto davvero,non ce n'è! Il pediatra dice che deve fare rino-wash. Hanno inventato una sorta di siringone identico per forma ad uno shuttle che va attaccato alla macchina per l'aerosol,si piga un pulsantino di quest'accricco dopo aver infilato la punta in una narice e non ho capito cosa accada,comunque lo si fa un pò di volte per parte e....dura poco,sui 5 minuti. Torna a casa il papà e gli chiedo di andare in farmacia insieme a vedere cos'è quella roba e come si usa. La gentilissima farmacista ci spiega,finché il mio compagno,che ben conosce l'erede,non esclama:-Dai,prendiamolo e andiamo subito in ferramenta a comprare le catene! I cinque farmacisti,ridendo,smettono di occuparsi degli altri clienti,incuranti della fila e vengono ad ascoltare. Quella che ci sta servendo azzarda:-Distraetela con qualcosa,coi cartoni animati....Fatelo mentre dorme.... E io:-Già provato con l'aerosol tradizionale... Mi interrompe il papà:-Nostra figlia è autolesionista,se facciamo qualcosa che non vuole,dà testate al muro,si butta dalla culla.... Interviene uno dei colleghi:-Una signora usa un metodo che funziona,è da servizi sociali però... Mi avvicino:-Me lo dice? -Arrotola un asciugamano intorno al corpo della figlia,poi il padre tiene bloccata la testa e lei glielo fa. Mi sento sollevata!Mi sembra quello che fa per noi. Finché un'altra di loro dice:-Il mio non se le vuole fare e non se lo fa.Tanto se dice di no è no. E la dottoressa con cui avevamo iniziato:-Tanto già vi ha prescritto l'antibiotico,che disinfetta tutto,in più vomita e vuol dire che l'organismo si libera da solo....Se poi proprio lo volete,tornate a prenderlo. Ok,per stavolta lo shuttle rimane lì. Jennifer ha passato una notte serena e stamattina ha rotto i congones come suo solito,il che è segno che è in ripresa. Ma questi che inventano 'sti marchingegni infernali,li testano mai su bambini di tutti i tipi?! Perché l'uomo che riuscisse a fare rino-wash a mia figlia senza legarlo,sarebbe da Nobel per la pace! Quant'è duro il mestiere di genitore!

Cosce, glutei, sex symbol e l'ossessione femminile della magrezza





Gerard Piqué è un difensore della squadra di calcio del Barcellona che il prossimo 2 febbraio compirà appena 25 anni.E'un bel ragazzone e potrebbe essere fidanzato con una di quelle modelle che hanno gambe dall'infinita lunghezza e sono poco più che ragazzine,bellissime e freschissime anche senza trucco.Invece no! Piqué sta da un anno con la celeberrima cantante colombiana Shakira, nata il suo stesso giorno ma dieci anni prima, più bassa ancora di me, nota al pubblico per le sue carriera musicale ma anche per il suo sodo deretano. Non è bellissima, almeno non secondo i canoni ora in auge, ma sento tanti, tanti ragazzi parlare di lei come di un sex symbol. La portoricana è ancora più famosa Jennifer Lopez è oltre gli anta, ha un sederone enorme che la rende,secondo me,sproporzionata,eppure domina classifiche di bellezza,viene chiamata per un sacco di spot pubblicitari, tramuta in oro quello che tocca.E'una nanetta anche lei e ha pure le cosce grosse!Anche Rihanna e Beyoncé sono due coscione,io le metterei subito a dieta!!! E invece piacciono!E anche tanto.E'un trionfo di culoni! Per me è bella Kate Moss,mi sembra in forma Elisabetta Canalis e mi sento un pochino in colpa perché mangio due piatti di pasta,sono golosa di salame,non resisto a cioccolato in inverno e gelato in estate, ultimamente ho la fissa con i cornetti alla crema di un forno che fa pure dei panini ai cereali squisiti! Se scrivessi il mio peso,che dopo una gravidanza in cui ho preso 18 kg è tornato il solito, cioè quello di quando avevo 12 anni, sarei giudicata fortunata eppure io mi ripeto che se fossi capace di resistere a tutte queste tentazioni, compreso il bicchierino di vov,peserei 2-3 kg in meno! Ma perché noi donne siamo ossessionate dalla magrezza?!

O'Spread è il nome del nuovo botto di Capodanno 2012

Tempi duri per tutti con la crisi, anche a Natale, ma non per i bancarellari di Napoli che hanno inventato O’Spread, il nuovo botto artigianale per il Capodanno che si avvicina, come racconta il quotidiano della città Il Mattino. Così, dopo i fuochi d’artificio in onore di Maradona o Lavezzi, il razzo di Bin Laden, “a’ capata” di Zidane, arriva quello più temuto, lo spread. Il termine, fino a poco tempo fa conosciuto solo agli economisti, è diventato sinonimo di crisi economica e proprio per questo, assicurano i creatori, avrà un costo ridotto rispetto alle altre creazioni, circa 50 euro.
Ridotto per chi?
Come sarà questo O'Spread? 
Non è una “bomba”, ma un fuoco d’artificio che si alza in cielo con un zigzag luminoso. Ora tutti possono sapere cos’è uno Spread, almeno a Napoli.
Nella speranza di fare solo questo botto, per il 2012, auguro a tutti un buongiorgio

15/12/11

"Anche io manderei un pacco bomba ad Equitalia" mi dice la collega

No le bombe no per favore! Non scherziamo! Comunico alla mia collega di ufficio della nuova lettera con esplosiva appena recapitata in una delle sedi di Equitalia a Roma. Lei, senza scherzare, mi dice: anche io gli manderei un pacco bomba. Il terzo collega annuisce. Allargando il discorso, in quanti ragioniamo così?
Non posso essere d'accordo. Violenza mai, per favore. Diciamolo chiaro. Io posso dirlo visto che sia dalle autorevoli pagine di Frews sia in quelle personali, ho condotto, e conduco, una battaglia contro l'oppressione fiscale italiana e gli ancor più opprimenti sedicenti controlli di Equitalia.
Ma le bombe no.
Non si incitano neanche per scherzo!
Cerchiamo tutti di rientrare nei ranghi sia perchè non è questo il modo di condurre una giusta battaglia di equità sia perché in quelle sedi lavorano persone, padri di famiglia (Mario ti abbraccio!) che svolgono semplicemente il loro lavoro e nulla c'entrano col regime oppressivo messo in atto dalle Leggi italiane e di cui Equitalia è solo la longa manus.
A proposito di mani lunghe: riponiamole tutti in tasca, nelle proprie tasche intendo, sia Equitalia sia i bombaroli: con le bombe non si scherza e non si risolvono i problemi ma si ammazzano gli innocenti.


Per Fam.Cristiana Napolitano è l'Italiano dell'anno: ad Eluana chi glielo dice?

Le agenzie battono veloci:  Giorgio Napolitano italiano dell'anno. Il riconoscimento per il Capo dello Stato arriva dalla direzione e dalla redazione di Famiglia Cristiana, allargata a numerosi esperti e prestigiosi collaboratori del settimanale. "Una scelta - spiega l'Adnkronos citando Famiglia Cristiana- sottolineata da unanimita' corale, dettata da quanto Giorgio Napolitano ha saputo fare per il bene del Paese in un momento particolarmente difficile, caratterizzato da incertezza politica ed economica e da un appannamento dei valori della convivenza civile e della solidarieta' del Paese.
Il riconoscimento e' stato conferito con la seguente motivazione: "Nell'anno della celebrazione dei 150 anni dell'unita' d'Italia, il presidente Napolitano ha colpito il cuore e la mente di tutti gli italiani per la sua totale dedizione ai destini del Paese.
Nel pieno di una crisi economica e politica difficilissima, il Presidente e' stato per l'intera nazione un punto di riferimento imprescindibile, una bussola credibile e affidabile al di sopra di ogni schieramento di parte. A livello internazionale ha svolto con grande efficacia il compito di autorevole garante della credibilita' dell'Italia".
"E in Italia - prosegue la motivazione - non ha mai mancato di accompagnare e sostenere indispensabili battaglie di civilta', come quella contro gli infortuni sul lavoro o quella per la cittadinanza ai figli degli immigrati, indicando sempre cio' che unisce il Paese a scapito di cio' che divide. Il presidente Napolitano ha inoltre sostenuto l'impegno pubblico per la Famiglia, considerandola 'una straordinaria risorsa sia per il rinnovamento etico di cui ha bisogno il Paese, sia per lo sviluppo di una societa' aperta e solidale, punto di riferimento essenziale della convivenza civile e della coesione sociale'". Al presidente Napolitano Famiglia Cristiana dedichera' la copertina del primo numero del 2012 con ampi servizi sia nella versione cartacea sia nelle versioni digitali.
Famiglia Cristiana quindi premia colui che, non firmando, ha permesso l'uccisione di Eluana Englaro. Giova ricordare i fatti.
Anzitutto il Governo, consiglio dei ministri all'unanimità, nel pieno della bufera mediatica che spingeva a sacrificare Eluana sul tavolo del relativismo etico, il 6 febbraio 2009 (tre giorni prima della morte della ragazza) varò un decreto per interrompere il protocollo di sospensione dell’alimentazione artificiale, già iniziata alla Casa di cura ‘La Quiete’ di Udine. Silvio Berlusconi (lui, lo stesso sempre sotto accusa per questioni private) dichiarò: "Non voglio la responsabilità della morte di Eluana". Ve lo ricordavate questo?
Ricordiamoci però anche che subito il presidente Napolitano cominciò a far sapere che non avrebbe firmato il decreto perchè non sussistevano i presupposti di necessità ed urgenza.
Berlusconi spiegò ancora che nel caso di Eluana «sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti». «Eluana è una persona viva - ha aggiunto Berlusconi - respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire». Il premier ha poi criticato l'atteggiamento di Napolitano: «Con la sua lettera si introduce una innovazione: il capo dello Stato in corso d'opera del Cdm può intervenire anticipando la decisione sulla necessità e urgenza di un provvedimento. Per questo abbiamo deciso all'unanimità di affermare con forza che il giudizio è assegnato alla responsabilità del governo. Se il capo dello Stato non firmasse e si caricasse di questa responsabilità nei confronti di una vita, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas e approvare in due o tre giorni una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo».
Sappiamo tutti come è, purtroppo, finita.
Napolitano no ha firmato. La Legge è ancora lì da venire. Eluana è morta.
Napolitano, da tanti elogiato in questo periodo per la sua presunta "imparzialità", a me quel giorno non è per nulla piaciuto, quel giorno si è schierato dalla parte della cultura della morte.
Salvare Eluana e dare un segnale di attenzione agli altri 2500 Eluana presenti in Italia non aveva i presupposti di necessità ed urgenza, caro presidente?
E chissà se tra quei 2500 c'è qualche lettore od abbonato di Famiglia Cristiana: mi piacerebbe sentire il loro parere in questo momento!
Questo intanto è il mio!
Giorgio Gibertini Jolly

Il viaggio della speranza dal Nord al Sud: e se non fosse tutto uno scherzo?


TORINO – Tra qualche giorno è Natale e come ogni anno faccio parte di quella miriade di persone che si mette in coda ai check-in aeroportuali per volare (è giusto il caso di dire) dai proprio parenti, amici, familiari. Faccio parte di questa miriade di speranzosi viaggiatori. E come dice il detto? “Chi di speranza vive di speranza muore!”. E si sa, i detti hanno sempre ragione.