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18/02/12
IL GIORNO PRIMO E L’OTTAVO/12. Parole in frantumi
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il giorno primo e l'ottavo
Pubblicato da
don alberto
Qualche giorno fa mi ha attirato in Università il manifesto di pubblicizzazione di un convegno al quale era stato dato questo titolo: La scintilla della parola tra parole in frantumi. Studio in una università pontificia e qui il tema della parola è particolarmente di casa, ovviamente. Non ho avuto occasione di frequentare il convegno, ma il titolo mi pareva dicesse già molto: avevo scritto un post sul tema della parola giusto giusto la settimana scorsa, mi rallegravo di trovare altrove il desiderio di fare approfondimento sul tema. Ci ho pensato un po’ e mi son trovato a riscoprire qualcosa di nuovo. ...
Onu e Lega Araba approvano una risoluzione contro la Siria
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internazionale
Pubblicato da
Redazione Frews
Nella notte arriva la notizia che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 178 voti a favore, 12 contrari e 17 astenuti una risoluzione che condanna la repressione del regime di Damasco contro la sua stessa popolazione. Repressione cruenta che si stima abbia gia' causato più di 6 mila vittime. La Russia e la Cina, dopo aver bloccato per due volte con l'uso del veto l'azione del Consiglio di Sicurezza, hanno votato contro anche al testo presentato dall'Egitto in rappresentanza dei Paesi arabi. Pollice verso anche da parte di Nord Corea, Iran, Venezuela, Siria e Cuba.
Come noto la risoluzione non ha potere vincolante. Tuttavia e' un segnale importante sul ruolo che le Nazioni Unite e la Lega Araba possono e debbono svolgere per la ricerca di soluzioni alla gravissima crisi che da mesi si ripercuote sulla popolazione siriana.
Il nostro Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata ha evidenziato come con questo voto la comunita' internazionale ha dimostrato che e' possibile mobilitarsi per isolare un regime che ha perso ogni credibilità e legittimità. L'Italia prosegue il suo impegno, in stretto raccordo con i partner internazionali e gli attori regionali perché in Siria cessino le ormai inaccettabili violazioni dei diritti umani e si avvii un processo politico che garantisca pacificamente la transizione alla democrazia, restituendo ai siriani la libertà di decidere del proprio futuro.
Maria Leone
Piccola cronaca di Sanremo: la quarta ripresa! GONG!
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Musica
Pubblicato da
Redazione Frews
Una puntata tranquilla. Tutto si è svolto secondo copione. Ospiti di classe, tanti e bravi, ognuno con una sua professionalità. Il violinista tedesco Garrett, la Ballerina Atzori, il comico Siani, Sabrina Ferilli che da qualche tempo ha scoperto che dando fiato alla bocca si può anche parlare.
Vi ricordate le parole di Papa Benedetto quando eravamo sotto la neve?...
Pubblicato da
Francesca

Qui da me da giorni c'è un bel sole.E ogni volta che esco di casa sorrido e penso a Papa Benedetto XVI.Che 13 giorni fa ad una nazione sommersa dalla neve,ha detto che si stava avvicinando la primavera.Mi immagino quanti,alle prese con pale per spalare,auto che slittavano,geloni alle mani e disagi di ogni genere,in cuor loro non gli avranno mandato una benedizione,sentendo quelle parole.Io,l'indomani,volli fare una prova.Uscìi sulle strade ghiacciate per fare una passeggiata.Pur con incertezza e disagio,si riusciva ad avanzare.Volevo cercare di scorgere la primavera.E ci sono riuscita.Se era possibile muoversi senza particolare pericolo,se era possibile stare fuori senza congelare,effettivamente era uno scatto avanti verso la stagione più dolce dell'anno.Io poi,ho avuto un lieve problema di salute,ma finché non si va dal dottore,in alcuni casi,si teme sempre.Non era niente.E mi sento globalmente meno agitata nell'affrontare le giornate.Grazieeeeeee!
Fotografia - Photo Of The Week N° 28 - Manhattan Skyline
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Fotografia,
La foto del giorno,
Photo Of The Week
Pubblicato da
Ser Vlad
"Tu vuo' fa' l'americano..."
Così cantava, ormai più di qualche anno fa, il buon Renato Carosone. Non ho potuto non pensare a questo classico della canzone italiana, miei carissimi lettori, vedendo lo scatto che Stefano, viaggiatore e fotografo per passione, ha deciso di condividere con noi per la Foto della Settimana.
Una foto americana se ce n'è una, che rappresenta uno dei luoghi forse più rappresentativi del Nuovo Mondo: la penisola di Manhattan. Un luogo di culto per certi versi, che una volta visto, inevitabilmente, ti rimane impresso in modo indelebile nella mente, nel bene e nel male.
Ma ora basta con le presentazioni superflue (ma, ahime, è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo). Vi lascio a questo scatto mozzafiato e vi auguro una Buona Settimana di Fotografia a tutti!
Autore: Stefano "Stefanodav"
Impiegato nella provincia di Como ma residente il quella Milanese.
Fin da giovanissimo ho avuto una particolare attrazione per la fotografia che coltivo ancor oggi.
Non sono un fotografo professionista, ma solo qualcuno che ama viaggiare e scattare foto, per ricordare e condividere luoghi, persone e sentimenti.
Quasi per scherzo da poco più di un anno ho cominciato ad alimentare il mio Blog (http://www.stefanodav.blogspot.com/)
E anche un mio sito (http://stefanodav.weebly.com/) di sole fotografie di viaggio.
Tutto è iniziato per condividere i miei scatti con gli amici vicini e lontani, ora il mio Blog ha un piccolo gruppo di amanti della fotografia che mi segue e che spero aumenti in futuro.
Foto: Manhattan Skyline
Questo è uno dei momenti più belli a New York, o meglio a Jersey City. La mattina presto, prima di un'intensa giornata, godersi l'alba su Manhattan (Downtown) da uno dei pontili di Jersey City, sorseggiando una di quelle enormi tazze di caffè americano... bollente.
Questa foto è stata scattata il giorno di S.Stefano 2011 alle 06:46 vicino alla fermata del Path "Exchange Place" a Jersey City.
Forse non è una delle più belle foto scattate durante questa vacanza, ma senza dubbio è tra quelle che mi ricordano la gioia vissuta in quei giorni di festa.
My Blog:
Stefanodav's Shot-Blog
My website:
Stefanodav's Shot
My Panoramio:
Stefanodav Panoramio
Come partecipare
Volete che un vostro scatto sia la prossima "Photo of The Week"?
Non
dovete far altro che mandare una mail a servlad90@yahoo.it con il
vostro scatto, preferibilmente in alta qualità. La foto dovrà
essere accompagnata da un titolo, da una breve descrizione dello
scatto, del supporto che avete utilizzato e di eventuali effetti
impiegati. Inoltre è gradita una vostra breve biografia, in modo
che il nostro pubblico possa conoscervi. Nel caso in cui abbiate un
blog dove pubblicate le vostre foto, vi invitiamo a segnalarcelo.
Buona Fotografia a tutti!
A Lemie, paesino delle Alte Valli di Lanzo, la scelta di appartenenza di 40 profughi
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immigrazione
Pubblicato da
Redazione Frews
“I bimbi che saranno battezzati sono dodici, come i dodici apostoli,” dichiara Suor Liviana Trambajoli, direttrice delle case di assistenza del Cottolengo in Italia. A seguito della cosiddetta emergenza nord Africa, la Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo ha concesso al consorzio Connecting People la struttura di Villa Buzzi a Lemie per aprire una delle prime accoglienze piemontesi per richiedenti asilo. “Queste persone hanno dapprima recuperato la dignità di persone, dopo la disumana traversata sui barconi dalla Libia di Gheddafi, trovando un letto, pasti caldi e l’attenta professionalità dell’équipe multidisciplinare della cooperativa sociale Crescere Insieme e del consorzio Connecting People,” spiega Suor Liviana. “Adesso, con il battesimo, i piccoli raggiungono la dignità di figli di Dio e quella dimensione trascendentale in cui trova compimento la mission cottolenghina,” conclude.
Sabato prossimo, 18 febbraio, i dodici bambini saranno battezzati da Padre Paul, padre camerunense della Pastorale Migranti, che ha accompagnato le famiglie in un percorso cadenzato da sabati di preghiera e di canto. “Tutte le famiglie sono cristiane,” afferma Padre Paul, “ma non tutte sono cattoliche. La loro semplicità mi ha colpito. Sono fratelli e sorelle bisognosi, ma sono anche persone piene di esperienza e di ricchezze umane da scoprire.”
Tre dei dodici bambini sono nati qui in Italia, dopo l’arrivo dei loro genitori a Lemie. Gli altri nove sono nati in Africa, durante il viaggio della loro famiglia dall’Africa subsahariana – Nigeria, Congo, Camerun – alla Libia, prima, e dalla Libia all’Italia, poi. Al loro arrivo, i profughi erano 36. Adesso, dopo 9 mesi, sono 40. Si sono aggiunti 3 neonati e un giovane diciassettenne che si è appena ricongiunto alla famiglia, grazie al lavoro degli operatori, dopo averne perse le tracce.
E per il futuro che cosa possiamo aspettarci? “La settimana scorsa tutti i nostri ospiti hanno sostenuto l’intervista con la commissione ministeriale preposta all’esame delle loro domande di asilo,” spiega Mauro Maurino, consigliere di amministrazione del consorzio Connecting People. “Adesso, siamo in attesa delle risposte. Certamente,” continua Maurino, “la festa di sabato ha per noi, operatori dell’accoglienza, un grande significato. Vediamo in esso una scelta di appartenenza ad un luogo, ad un tempo, ad una comunità. Possiamo solo dire che si tratta di una scelta reciproca”.
Infatti, i padrini e le madrine dei battezzandi saranno il sindaco di Lemie, Giacomo Liso, alcuni residenti, il pediatra del paese, due suore del Cottolengo (Suor Elisa, medico, e Suor Liviana Trambajoli), alcuni volontari del luogo e operatori della cooperativa Crescere Insieme. “Lenzuola ricamate, copertine, bavaglini,” dice Ivana Albano, responsabile di Crescere Insieme. “Molti regali sono stati confezionati dalle Suore e dalle ospiti della Piccola Casa. Assisto a una vera e propria mobilitazione di affetto per questi bambini,” conclude. Anche lei sarà madrina di una delle bimbe nate in Italia.
Serena Naldini
Sabato prossimo, 18 febbraio, i dodici bambini saranno battezzati da Padre Paul, padre camerunense della Pastorale Migranti, che ha accompagnato le famiglie in un percorso cadenzato da sabati di preghiera e di canto. “Tutte le famiglie sono cristiane,” afferma Padre Paul, “ma non tutte sono cattoliche. La loro semplicità mi ha colpito. Sono fratelli e sorelle bisognosi, ma sono anche persone piene di esperienza e di ricchezze umane da scoprire.”
Tre dei dodici bambini sono nati qui in Italia, dopo l’arrivo dei loro genitori a Lemie. Gli altri nove sono nati in Africa, durante il viaggio della loro famiglia dall’Africa subsahariana – Nigeria, Congo, Camerun – alla Libia, prima, e dalla Libia all’Italia, poi. Al loro arrivo, i profughi erano 36. Adesso, dopo 9 mesi, sono 40. Si sono aggiunti 3 neonati e un giovane diciassettenne che si è appena ricongiunto alla famiglia, grazie al lavoro degli operatori, dopo averne perse le tracce.
E per il futuro che cosa possiamo aspettarci? “La settimana scorsa tutti i nostri ospiti hanno sostenuto l’intervista con la commissione ministeriale preposta all’esame delle loro domande di asilo,” spiega Mauro Maurino, consigliere di amministrazione del consorzio Connecting People. “Adesso, siamo in attesa delle risposte. Certamente,” continua Maurino, “la festa di sabato ha per noi, operatori dell’accoglienza, un grande significato. Vediamo in esso una scelta di appartenenza ad un luogo, ad un tempo, ad una comunità. Possiamo solo dire che si tratta di una scelta reciproca”.
Infatti, i padrini e le madrine dei battezzandi saranno il sindaco di Lemie, Giacomo Liso, alcuni residenti, il pediatra del paese, due suore del Cottolengo (Suor Elisa, medico, e Suor Liviana Trambajoli), alcuni volontari del luogo e operatori della cooperativa Crescere Insieme. “Lenzuola ricamate, copertine, bavaglini,” dice Ivana Albano, responsabile di Crescere Insieme. “Molti regali sono stati confezionati dalle Suore e dalle ospiti della Piccola Casa. Assisto a una vera e propria mobilitazione di affetto per questi bambini,” conclude. Anche lei sarà madrina di una delle bimbe nate in Italia.
Serena Naldini
Oggi è S.Geltrude. Nomi Edda e Efrem. Frase di Montessori.
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vitaminadelgiorno
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Sarah MYLIZ

18 febbraio 2012 segno zodiacale: Acquario
il sole sorge alle 7.11 e cala alle 17.36.
S.GELTRUDE nasce a Bienno ( Bs) , il 18 gennaio 1847.
Svela fin da bambina la sua parte eucaristica.
Nel 1886 entra nella Compagnia di Sant'AngelaMerici.
Nasce in lei l' idea di un Istituto di Adoratrici attente ai bisogni educativi del tempo.
A Bergamo con il sacerdote Francesco Spinelli , nel 1882, fonda l'Istituto delle "Suore Adoratrici"", e prende il nome di Madre Gelrtrude,
Continua la sua opera a Rivolta d'Adda .
Muore il 18 febbraio 1903.
NAME OF THE DAY: Female EDDA è di etimologia controversa. Alcuni lo fanno derivare dal nome anglosassone hesdhu che significa guerra. Altri dalla forma abbreviata del nome danese Edwige e significa" combattente per la felicità". Si festeggia il 15 ottobre. La sua pietra è l'ametista.
Male EFREM deriva dall' ebraico e significa " colui che porta frutti, fertile". Si festeggia il 9 giugno . La sua pietra è l'opale.
" La scuola è quell' esilio in cui l' adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio".
Maria Montessori
17/02/12
Lazio: per volare in Europa servono rinforzi alle ali dell'Aquila
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Calcio
Pubblicato da
Redazione Frews
Una Lazio raramente cosi molle e impacciata cade all'Olimpico nell'andata dei sedicesimi di finale di Europa League. I troppi infortunei, per una squadra con ambizioni da Champions, non possono essere un alibi, soprattutto se la societa non è intervenuta sul mercato come avrebbe dovuto.
Ieri è scesa in campo una squadra senza idee, confusa, molle, ma soprattutto una squadra con interpreti non all'altezza del palcoscenico europeo. Il campionato scorso avrebbe dovuto essere di esempio. Si rischia di sciupare di nuovo una stagione nata sotto i migliori auspici, con l'acquisto di gente del calibro di Klose. L' 1-3 rifilato dall'Atletico è una lezione durissima ma sacrosanta per quello che si è visto in campo. Fuori dalla coppa italia, la Lazio dice addio anche ai sogni di gloria europea; rimane il campionato, sperando che i ragazzi di Reja siano più forti dei soliti errori di una società che ancora una volta non si è dimostrata all'altezza.
Lorenzo Pesce
Esclusiva: Alemanno nuovo testimonial dei biscotti Bucaneve
Pubblicato da
Buongiorgio
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Alemanno ed i Bucaneve foto Frews |
Esclusiva Frews! La notizia è di quelle da far tremare le tastiere a tutti i giornalisti, pure a quelli che non le hanno più perchè usano solo touch!
Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno è il nuovo testimonial (involontario) dei famosi biscottini Doria chiamati Bucaneve.
Bucaneve è fatto con ingredienti genuini e semplici: zucchero, latte, uova e farina, provenienti dalle migliori materie prime, controllate e selezionate per garantirti la massima qualità. Come gli altri prodotti Doria, è privo di conservanti, coloranti, grassi idrogenati e OGM. Il colore ambrato della pastafrolla deriva dall'insieme di elementi proteici e zuccherini che in cottura reagiscono tra loro conferendo a Bucaneve quel colore invitante e stuzzicante.
Tutto questo e molto di più (soprattutto l'ottima gestione dell'emergenza neve nella capitale) ha convinto i proprietari della azienda di Verona di investire su questo nuovo, azzeccatissimo testimonial di pastafrolla.
Celentano fa il gioco di chi vuole impadronirsi della Rai
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televisione
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Redazione Frews
Non possiamo e non vogliamo credere che il vaniloquio di Celentano possa essere utilizzato per scardinare l’attuale sistema di governance della RAI che resta la più grande azienda culturale italiana.
Solo poche settimane fa, ospite della trasmissione di Fabio Fazio, il premier aveva dichiarato di non aver pensato al riassetto RAI. Martedì scorso invece ha voluto incontrare il presidente Paolo Garimberti e ha lasciato trapelare il contenuto di quel colloquio e soprattutto l’intenzione dell’Esecutivo di intervenire sulla materia, magari non prorogando l’attuale consiglio di amministrazione che rappresenta (con tutti i possibili limiti) il rapporto tra l’azienda e il Parlamento.
Il caso Celentano, successivo all’incontro con il presidente dell’azienda, favorirebbe insomma un decisionismo di Monti che si sentirebbe pronto ad intervenire direttamente sul sistema di governance aziendale. Non a caso nei maggiori organi di informazione, cavalcando lo sconcerto per la performance profumatamente pagata del “Molleggiato”, si ipotizza la sostituzione del direttore generale con un manager di fiducia dello stesso premier e l’intenzione del governo di procedere nei tempi previsti a nominare il (suo) rappresentante del Ministero dell’Economia nell’organo di controllo dell’azienda radiotelevisiva pubblica.
Con il suo voto e con quello del futuro presidente (magari sempre Garimberti) ribalterebbe l’attuale maggioranza nel Consiglio di amministrazione, ridotto secondo una attendibile ricostruzione a soli cinque membri. Al di la delle formule che si volessero adottare, un intervento così diretto e profondo dell’Esecutivo, finirebbe per stravolgere quello che da sempre è il rapporto tra la RAI e il Parlamento che è il suo unico editore. Non è accettabile che l’antipolitica, tutta tesa a delegittimare i partiti e il loro ruolo di rappresentanza popolare, come qualunque incidente gestionale possano favorire un cambio delle regole che non tiene conto della volontà del Parlamento. Anche per come questa si configura all’interno della Commissione Bicamerale di Vigilanza.Così come non è accettabile che un eventuale intervento di Palazzo Chigi sulla governance della Rai possa prendere lo spunto dalla necessità di nuovi tagli sui costi interni.
Forse è giunto il momento che siano i partiti, in uno spirito di nuova consapevolezza per il clima che chiede un eccesso di interventismo governativo su qualunque materia, a indicare una alternativa di cambiamento e di efficienza . In modo che ciascuno, a livello politico e istituzionale, faccia la sua parte senza inopportune invasioni di campo.
Di Paolo
Solo poche settimane fa, ospite della trasmissione di Fabio Fazio, il premier aveva dichiarato di non aver pensato al riassetto RAI. Martedì scorso invece ha voluto incontrare il presidente Paolo Garimberti e ha lasciato trapelare il contenuto di quel colloquio e soprattutto l’intenzione dell’Esecutivo di intervenire sulla materia, magari non prorogando l’attuale consiglio di amministrazione che rappresenta (con tutti i possibili limiti) il rapporto tra l’azienda e il Parlamento.
Il caso Celentano, successivo all’incontro con il presidente dell’azienda, favorirebbe insomma un decisionismo di Monti che si sentirebbe pronto ad intervenire direttamente sul sistema di governance aziendale. Non a caso nei maggiori organi di informazione, cavalcando lo sconcerto per la performance profumatamente pagata del “Molleggiato”, si ipotizza la sostituzione del direttore generale con un manager di fiducia dello stesso premier e l’intenzione del governo di procedere nei tempi previsti a nominare il (suo) rappresentante del Ministero dell’Economia nell’organo di controllo dell’azienda radiotelevisiva pubblica.
Con il suo voto e con quello del futuro presidente (magari sempre Garimberti) ribalterebbe l’attuale maggioranza nel Consiglio di amministrazione, ridotto secondo una attendibile ricostruzione a soli cinque membri. Al di la delle formule che si volessero adottare, un intervento così diretto e profondo dell’Esecutivo, finirebbe per stravolgere quello che da sempre è il rapporto tra la RAI e il Parlamento che è il suo unico editore. Non è accettabile che l’antipolitica, tutta tesa a delegittimare i partiti e il loro ruolo di rappresentanza popolare, come qualunque incidente gestionale possano favorire un cambio delle regole che non tiene conto della volontà del Parlamento. Anche per come questa si configura all’interno della Commissione Bicamerale di Vigilanza.Così come non è accettabile che un eventuale intervento di Palazzo Chigi sulla governance della Rai possa prendere lo spunto dalla necessità di nuovi tagli sui costi interni.
Forse è giunto il momento che siano i partiti, in uno spirito di nuova consapevolezza per il clima che chiede un eccesso di interventismo governativo su qualunque materia, a indicare una alternativa di cambiamento e di efficienza . In modo che ciascuno, a livello politico e istituzionale, faccia la sua parte senza inopportune invasioni di campo.
Di Paolo
Medio Oriente. una grande e continua guerra, tanti piccoli episodi di pace
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Medioriente
Pubblicato da
Redazione Frews
"C'e' piena collaborazione tra gli operatori israeliani e palestinesi" commenta un medico israeliano impegnato nel soccorrere le vittime dell'incidente avvenuto ieri nella zona nord di Gerusalemme. Purtroppo dieci bambini palestinesi sono morti e almeno trenta sono i feriti nel rogo causato dallo scontro tra lo scuolabus su cui viaggiavano e un camion israeliano.
La notizia non e' l'incidente e nemmeno le vittime destano attenzione. I media sono attratti dal fatto che i soccorritori, medici israeliani e vigili del fuoco palestinesi, lavorino insieme.
In realtà questo e' solo uno degli episodi in cui si registra collaborazione tra i due popoli eternamente in conflitto. Ricordo di aver letto lo scorso novembre la storia di una dottoressa iraniana di una clinica universitaria che dopo aver contattato il dottor Adì Weissbuch, esperto di gravidanze a rischio del Kaplan Medical Center di Rehovot (in Israele), ha salvato la vita di una giovane donna. Altro episodio divenuto famoso risale agli anni dell'Intifada quando Hamas uccideva civili israeliani a migliaia in attentati cruenti ed efferati la piccola Elham di tre anni, figlia del Ministro degli Interni del governo di Hamas, aveva subito ad Amman (in Palestina) un'operazione fallita al cuore. Portata poi in gravissime condizioni all'ospedale Barzilazi di Ashkelon (in Israele) la bimba e' stata salvata. Sono migliaia gli arabi guariti dalla medicina israeliana che con la ricerca ha identificato un gene difettoso che riguarda solo gli infanti arabi: e' un gene recessivo trovato in tanti gruppi diversi fra cui i beduini del Negev, in Arabia Saudita, nel Kuwait.
Non si può dire pero' che la riconoscenza sia stata altrettanto disinteressata. All'inizio del 2010 un'organizzazione no-profit israeliana si e' fatta carico del caso di una bimba di sei anni con un tumore ad un occhio. Il ricovero nell'ospedale di Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme ed un delicato intervento le hanno salvato la vita. Dopo l'attentato con armi automatiche che a giugno dello stesso anno aveva colpito la struttura ospedaliera si e' scoperto che il padre della bimba, affiliato ad una cellula terroristica, nell'assistere la figlia progettava l'attentato. Era stata curata in un ospedale israeliano anche l'aspirante "martire" Wafa Al-Biss. Studentessa di Sociologia era stata ricoverata nel 2005 al Saroka di Beer Sheva con gravissime ustioni dovute all'esplosione accidentale di una bombola di gas nella sua abitazione. Sei mesi più tardi e' stata arrestata per aver cercato di farsi saltare in aria all'ingresso dello stesso ospedale. Questi sono solo due di tanti episodi registrati dalle cronache del Medio Oriente. Peccato. A volte sembrerebbe così facile dire: "grazie!"
Maria Leone
La notizia non e' l'incidente e nemmeno le vittime destano attenzione. I media sono attratti dal fatto che i soccorritori, medici israeliani e vigili del fuoco palestinesi, lavorino insieme.
In realtà questo e' solo uno degli episodi in cui si registra collaborazione tra i due popoli eternamente in conflitto. Ricordo di aver letto lo scorso novembre la storia di una dottoressa iraniana di una clinica universitaria che dopo aver contattato il dottor Adì Weissbuch, esperto di gravidanze a rischio del Kaplan Medical Center di Rehovot (in Israele), ha salvato la vita di una giovane donna. Altro episodio divenuto famoso risale agli anni dell'Intifada quando Hamas uccideva civili israeliani a migliaia in attentati cruenti ed efferati la piccola Elham di tre anni, figlia del Ministro degli Interni del governo di Hamas, aveva subito ad Amman (in Palestina) un'operazione fallita al cuore. Portata poi in gravissime condizioni all'ospedale Barzilazi di Ashkelon (in Israele) la bimba e' stata salvata. Sono migliaia gli arabi guariti dalla medicina israeliana che con la ricerca ha identificato un gene difettoso che riguarda solo gli infanti arabi: e' un gene recessivo trovato in tanti gruppi diversi fra cui i beduini del Negev, in Arabia Saudita, nel Kuwait.
Non si può dire pero' che la riconoscenza sia stata altrettanto disinteressata. All'inizio del 2010 un'organizzazione no-profit israeliana si e' fatta carico del caso di una bimba di sei anni con un tumore ad un occhio. Il ricovero nell'ospedale di Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme ed un delicato intervento le hanno salvato la vita. Dopo l'attentato con armi automatiche che a giugno dello stesso anno aveva colpito la struttura ospedaliera si e' scoperto che il padre della bimba, affiliato ad una cellula terroristica, nell'assistere la figlia progettava l'attentato. Era stata curata in un ospedale israeliano anche l'aspirante "martire" Wafa Al-Biss. Studentessa di Sociologia era stata ricoverata nel 2005 al Saroka di Beer Sheva con gravissime ustioni dovute all'esplosione accidentale di una bombola di gas nella sua abitazione. Sei mesi più tardi e' stata arrestata per aver cercato di farsi saltare in aria all'ingresso dello stesso ospedale. Questi sono solo due di tanti episodi registrati dalle cronache del Medio Oriente. Peccato. A volte sembrerebbe così facile dire: "grazie!"
Maria Leone
Io sono cresciuta con Famiglia Cristiana: non toccatemela
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televisione
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Redazione Frews

Ho 32 anni, e da 32 anni vedo “girovagare” per casa questa rivista, strattonata a destra e a sinistra tra me , le mie due sorelle, e i miei genitori. Quasi come fosse un gioco dispettoso … “rubare dai comodini di casa Famiglia Cristiana”: una Istituzione nel panorama dei newsmagazine e una Istituzione da sempre a casa nostra.
C’è un’affezione storica, lo ammetto, da parte mia (come potrò mai dimenticare che quel dieci preso al compito di italiano della maturità è frutto di un articolo che avevo letto il giorno prima su Famiglia Cristiana?). Ma c’è senz’altro la consapevolezza che “qualcuno”, sfruttando le regole dello show, dello share, dell’artista che tutto può e augurando la chiusura delle riviste cattoliche, ha un po’ sforato.
Ha sforato in termini di minuti (che sono costati 700.000 euro circa in meno di pubblicità alla Rai) ma soprattutto in termini di contenuto. Non voglio addentrarmi sulle polemiche che in queste ore stanno riempendo le prime pagine dei giornali, voglio solo manifestare la mia solidarietà nei confronti di una testata che rappresenta a mio parere un esempio di editoria indiscutibile: proprio quel bouquet di articoli su cui ogni lettore trova notizie utili alla famiglia e spunti di riflessione sociale è la forza di Famiglia Cristiana. Come figlia, come
moglie, come lettrice… auguro a tutto il team della redazione di continuare a fornire un servizio alla famiglia come ha sempre fatto cosicché un giorno, se sarò mamma, anche i miei figli potranno contare su una fonte utilissima di informazione per il proprio sapere.
Alessandra
Piccola cronaca di Sanremo: la terza ripresa! Gong!
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Musica
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Redazione Frews
FESTIVAL TERZA RIPRESA – SanRemo, vistosamente ammaccato dopo i due primi round, è seduto nel suo angolo assistito dai secondi che lo tamponano alla meglio, ma non possono più di tanto. Se almeno ci fossero i fiori! Ma glielo hanno detto dall’inizio: quelli no, costano cari (loro), e vanno tagliati.
Tutti pazzi per una farfalla e se fosse stata una violetta?
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buongiorgio,
poesia
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Buongiorgio
Tutti impazziti per il tatuaggio della farfalla di Belen, una farfalla che non vola, non sbatte le ali, e si è già posata. Oggi i quotidiani nazionali riparlano tutti di questo tatuaggio e sembra davvero che Sanremo non sia più il paese dei fiori ma delle farfalle che non si posano sui fiori.
Spero che stasera qualcuno vi faccia vedere la sua "violetta" (vi perché io non guardo il Festival di Sanremo, mi diverto a leggere le cronache del dopo) così sarebbe bello che Rocco Papaleo recitasse la nota poesia di Trilussa.
La violetta e la farfalla
Una vorta, 'na Farfalla
mezza nera e mezza gialla,
se posò su la Viola
senza manco salutalla,
senza dije 'na parola.
La Viola, dispiacente
d'esse tanto trascurata,
je lo disse chiaramente:
- Quanto sei maleducata!
M'hai pijato gnente gnente
Per un piede d'insalata
Io so' er fiore più grazzioso,
più odoroso de 'sto monno,
so' ciumaca e nun ce poso,
so' carina e m'annisconno.
Nun m'importa de 'sta accanto
a l'ortica e a la cicoria:
nun me preme, io nun ciò boria:
so' modesta e me ne vanto!
Se so' fresca, per un sòrdo
vado in mano a le signore;
appassita, so' un ricordo;
secca, curo er raffreddore
Prima o poi so' sempre quella,
sempre bella, sempre bona:
piacio all'ommini e a le donne,
a qualunque sia persona.
Tu, d'artronne, sei 'na bestia,
nun capischi certe cose? -
La Farfalla j'arispose:
- Accidenti, che modestia!
Buongiorgio
Oggi è S. Marianna. Nomi Ebe , Edoardo. Frase di Montand.
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vitaminadelgiorno
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Sarah MYLIZ
17 febbraio 2012 segno zodiacale : Acquario
Il sole sorge alle 7.11 e cala alle 17.36.
S. MARIANNA suora francescana, martire in Cina. Nel 1886 quando aveva 11 anni le morì la mamma e venne mandata dalla zia.
Nel 1892 vestì l'abito e prese il nome di Maria della Pace.
Fu inviata a Parigi nella prima Casa fondata dalla beata Maria della Passione. La novizia vi rimase per 6 anni.
Visse con le altre suore in ristrettezze derivanti dal poco spazio disponibile e per il numero di assistiti, 800 tra fanciulli e anziani, e le tante altre attività dell' Istituzione.
Nel 1896 fu necessario aprire un asilo a Parigi, che venne affidato a Suor Maria della Pace.
Nel 1898 fu inviata prima a Torino, poi a Vienna e poi a Obendorf, una nuova Casa della Congregazione , dove emise i voti perpetui.
Nello stesso anno fu scelta come assistente di Maria Ermellina, superiora del gruppo delle 7 Francescane Missionarie di Maria in partenza per la missione in Cina.
Salpò per questa destinazione il 12 marzo 1899.
Nella missione s'interessò dell' ambulatorio, dell' orfanotrofio, della sagrestia ; ovunque era presente, ma soprattutto nel dare lezioni di canto alle orfanelle.
Quando Maria della Pace il 9 luglio 1900 fu condotta nel cortile del tribunale dei suoi persecutori, intonò l' Inno Ambrosiano, che la spada del carnefice troncò con l' improvvisa decapitazione, seguita dalla carneficina dei 29 martiri radunati nel cortile.
NAME OF THE DAY: Female EBE deriva dal greco he'be e significa " bellezza giovanile. Si festeggia il 1 novembre festa di tutti i Santi. La sua pietra è l' opale .
Male EDOARDO è un antico nome anglosassone Eadward e significa " proprietà , ricchezza". Si festeggia il 18 marzo. La sua pietra è il rubino.
" Da vecchi e da innamorati si torna bambini".
Yves Montand
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