19/10/11

I parchi nazionali Durmitor e Sutjeska fanno un passo avanti nel percorso verso l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette

I parchi nazionali del Durmitor in Montenegro e del Sutjeska in Bosnia Erzegovina fanno un passo avanti nel percorso verso l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette e si confrontano con l’esperienza dei parchi Alpi Marittime (Italia) e Mercantur (Francia)

Una settimana di visite, incontri e scambi di esperienze per parlare di parchi naturali, gestione ambientale e cooperazione per lo sviluppo del turismo sostenibile nelle aree protette: dal 9 al 15 ottobre i direttori dei parchi nazionali del Durmitor in Montenegro e del Sutjeska in Bosnia Erzegovina, insieme ai rappresentanti delle municipalita e i gestori delle imprese turistiche locali sono stati ospiti dei parchi Alpi Marittime (Italia) e Mercantur (Francia), confrontandosi con l’esperienza di cooperazione transfrontaliera italo-francese. L’iniziativa è inserita nel progetto “Sviluppo del turismo sostenibile e protezione dell’ambiente nel nord del Montenegro e Bosnia meridionale”, finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’ong COSV.

I Parchi Durmitor e Sutjeska nei Balcani stanno lavorando con il COSV per la gestione sostenibile e comune dell’area protetta, creando opportunita di crescita socio-economiche attraverso l’implementazione di un turismo che sia sostenibile e attento. Tra gli obiettivi dei due parchi c’è anche l’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio per la tutela e lo sviluppo del patrimonio naturale.

“Il gemellaggio è importante per la collaborazione e l’amicizia tra i popoli: le popolazioni locali sono sempre vicine dall’una e l’altra parte del confine, parlano gli stessi dialetti, hanno la stessa gastronomia, hanno una tradizione musicale simile. Nella costruzione di un gemellaggio transfrontaliero bisogna mettere nella forma un’unita che di fatto gia esiste” dice Patrizia Rossi, direttrice del parco regionale Alpi Marittime. “La storia della nostra cooperazione si fonda su una situazione geografica ben precisa: le due aree protette sorgono sui due versanti dello stesso massiccio, è chiaro ed inevitabile che lavorino insieme. Nel contesto del Sutjeska –Durmitor, geograficamente simile, c’è anche un discorso di costruzione di processi di pacificazione e avvicinamento dei popoli, che alla fine della seconda guerra mondiale apparteneva anche a noi”.

Il programma della visita, che ha previsto tour naturalistici per comprendere il territorio, soggiorno in strutture locali certificate Ecolabel, incontri con i direttori dei parchi e delle strutture ricettive e confronto diretto con gli operatori turistici dei parchi, ha messo in evidenza i prossimi step per l’avvicinamento alla certificazione europea. Čarapić Slobodan, direttore esecutivo del parco nazionale del Sutjeska, ha notato come “la cooperazione con la popolazione e l’economica locale è piu intensa e diversificata rispetto alla nostra esperienza. Anche per quanto riguarda normative e procedure, i parchi italo-francesi hanno un livello superiore che comporta una gestione piu fluida e funzionale. Il nostro compito sara ora quello di considerare l’applicabilita di questo modello di gestione nel nostro contesto e metterlo in pratica”.

Tomo Pajović, direttore del parco nazionale del Durmitor - patrimono dell’Unesco, ha sottolineato l’importanza della costruzione di una sinergia locale con le municipalità e le imprese locali per lo sviluppo di un’offerta turistica comune e attenta alla salvaguardia naturale. “Grazie al progetto, ci troviamo nelle condizioni di poter procedere verso questi obiettivi: il centro visitatori previsto a cui stiamo lavorando sara un centro di riferimento per la cultura, la natura e la storia dei due parchi. Il nostro è un territorio comune, marcato solo dal confine amministrativo dei due paesi; ha una conformazione geologica unica che deve essere gestito insieme, nel rispetto della tutela ambientale”.

I due parchi nazionali del Durmitor e del Sutjeska, con la loro presenza alla VII conferenza di Europarc Federation sullo sviluppo sostenibile nelle aree protette e il percorso verso la Carta Europea, stanno creando contatti importanti per l’inserimento in network internazionali. “Ho percepito grande interesse e voglia di collaborare”, ha affermato Patrizia Rossi. “Credo che questa visita potra influire su una apertura dei due parchi balcanici verso l’Europa, verso uno sguardo più internazionale".(www.cosv.org)

P. Tentorio: omicidio su commissione, opera di killer professionisti Kidapawan

L'omicidio di padre Fausto Tentorio, PIME, è stato commissionato e compiuto da killer professionisti. E' quanto affermano le autorità di polizia, responsabili delle indagini sul delitto. Come l'Agenzia Fides apprende da fonti locali, dopo i rilievi della polizia scientifica e conclusa l'autopsia, gli inquirenti hanno concluso che, dalle modalità, dalle armi di precisione e dalle munizioni utilizzate, "si deduce che l'omicidio è stato opera di criminali professionisti, killer di un certo livello, e non di delinquenti improvvisati".

Champions league, terza giornata - martedì -

Il martedì di coppa sorride alle italiane. L'Inter che naviga in cattive acque in campionato, ritrova la vittoria in coppa, battendo fuori casa i francesi del Lille per 1-0, gol di Pazzini. Con questo risultato balzano in testa al girone B, col Lille che rimane a 2. Nell'altra gara il Cska si sbarazza con 3 reti del Trabzonspor: ora i russi hanno 4 punti come i turchi.

Nel girone A il Napoli riesce a fermare in casa il Bayern: tedeschi in vantaggio dopo 2 minuti, ma Badstuber riesce ad equilibrare il match. Ottimo risultato per la squadra di Mazzarri che ora è seconda in classifica, alle spalle proprio del Bayern. Il Manchester City batte il Villareal 2-1: ora gli inglesi hanno 4 punti, mentre la squadra spagnola rimane a 0.

Nel girone C vittorie fuori casa del Benfica contro il Basilea per 2-0 e del Manchester United contro l'Otelul sempre per 2-0. In testa al girone ora c'è il Benfica, Manchester segue a 5. Il Basilea rimane a 4 e l'Otelul invece è a 0 punti. Infine nel girone D Real Madrid schiacciasassi vince ancora, rifilando 4 reti al Lione. L'Ajax vince in casa dello Zagabria. Il Real guida il girone con 9 punti, dietro Ajax e Lione a 4, infine chiude lo Zagabria a 0 punti.

Black Block: va bene individuarli ma la caccia all'uomo e la gogna no!

Ho scritto e riscritto quello che penso degli incidenti gravissimi di Roma. Lo riassumo. Non solo sono da condannare ma i responsabili di quegli atti vanno presi e costretti a pagare i danni, sia quelli della Comunità romana sia quelli dei singoli cittadini. Come? Semplice.
Per esempio chi ha sfasciato dei beni del Comune di Roma lavorerà gratis per il Comune (come spazzino ad esempio, mandatelo nella mia vita che è sempre sporca) fino al raggiungimento dell'equivalente dell'ammontare del danno.

Pace a voi: che bel programma elettorale! Da Todi a due a due


Sono uno di quei cattolici che ha partecipato a distanza al grande raduno di Todi, ovvero mettendomi dapprima in preghiera, poi in ascolto ed infine in attesa di quello che veniva deciso lassù, o laggiù, dipende da dove si scrive e si legge.
Ma sono anche uno di quei cattolici che da anni segue il dibattito politico e sa che quello della cittadina Umbra è un incontro che arriva dopo tanti libri, discorsi, proclami, prolusioni sull’argomento e soprattutto dopo che tanti cattolici, anche nelle piccole amministrazioni, hanno sperimentato sulla sua pelle il quotidiano adoperarsi per il bene comune.
Sono uno di quei cattolici né rassegnato né indignato, come ha detto il nostro Cardinal Bagnasco, e lo sono nella mia quotidianità, coi miei difetti e con le mie imprecisioni.
Ho letto tanti discorsi, tante premesse, in questi giorni e poi, andando ieri a messa, nella festività di San Luca, ho capito che cosa sta succedendo a Todi.
Recitava così il Vangelo di Luca di ieri e forse, con tutto il rispetto, vale più di mille prolusioni:
“Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.  In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.”
 Come sempre, l’esercizio tipico da  “scuola della parola” di tornare alle origini del nostro credere, il Vangelo, è la risposta migliore alle nostre domande.
E’ Gesù, che tramite i nostri Vescovi, anche oggi ci manda a due a due, come agnelli in mezzo ai lupi, per essere riconoscibili, ad impegnarci nel sociale, in politica, nell’economica per fare che cosa in primis? Portare la pace.
Pace a voi.
Questa è la prima parola che deve dire un cattolico impegnato in Politica.
Ecco che cosa stanno facendo i miei fratelli maggiori a Todi, per loro e per tutti noi che a Santa Madre Chiesa guardiamo sempre con rispetto ed ammirazioni attendendo lumi per il nostro bene e per quello comune.
Pace a voi: che bel programma elettorale!
 Giorgio Gibertini

18/10/11

Riceviamo e pubblichiamo: lettera aperta al Sindaco Alemanno

Ho inviato questa lettera al Sindaco di Roma, Onorevole Gianni Alemanno, dopo aver appreso che sabato prossimo, 22 ottobre, non si potrà svolgere il Pellegrinaggio da Piazza San Pietro a Piazza San Giovanni in Laterano, in memoria del Beato Giovanni Paolo II
Roma, 18/10/2011
On.le
Sindaco di Roma
Gianni Alemanno
Piazza de Campidoglio,
00187 Roma
Onorevole Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, volevo pubblicamente “ringraziarla” per la Sua decisione in merito al Pellegrinaggio che il Vicariato di Roma aveva organizzato per il prossimo sabato 22 ottobre. Come Lei certamente saprà in quella data, per la prima volta, si celebrerà la memoria liturgica del Beato Giovanni Paolo II e la Diocesi di Roma aveva preparato questo momento importante.
A scriverle è un giovane cattolico che avrebbe partecipato con gioia, insieme a molti altri, ma che non potrà farlo perché la settimana scorsa dei criminali, hanno devastato il suolo, l’onore e la memoria della città di Roma, di cui Lei è Sindaco. Questo è il frutto della democrazia: la violenza di pochi prevale su tutto e tutti e noi, non potremo svolgere quello che sarebbe stato un pellegrinaggio silenzioso, ordinato, festoso e orante.
Avremmo dimostrato, come abbiamo fatto per tutto il mondo al seguito anche e soprattutto del Papa Giovanni Paolo II, che si può sfilare per le città anche in due milioni di persone e non arrecare alcun danno. Invece, si può essere in duecentomila e spaccare tutto. Costoro hanno vinto. La Sua decisione lo conferma e lo legittima.
Sono certo che Lei sapeva con largo anticipo dell’iniziativa del Vicariato di Roma per sabato prossimo. Mi domando: era necessario firmarlo in questi giorni il provvedimento che vieta ogni forma di corteo e manifestazione, per il prossimo mese? Non si poteva aspettare che questo evento si svolgesse e poi, eventualmente, provvedere come Lei ha provveduto?
Sono profondamente addolorato dall’accaduto. La fede dei cattolici è stata ferita due volte. Sabato scorso con la profanazione di luoghi sacri e la distruzione della statua della Madonna, e sabato prossimo con la censura al pellegrinaggio in memoria del Beato Giovanni Paolo II.
Questo è il riconoscimento che Roma riserverà al Suo Beato Vescovo, in segno di ringraziamento per quanto Egli ha fatto per la Sua città.
Distinti saluti,
un fiero cattolico, e sempre meno fiero cittadino romano.
Daniele Di Geronimo

Il nostro saluto al poeta Andrea Zanzotto con la sua poesia "A la Maria Carpèla"

ritratto del poeta Andrea Zanzotto
Andare a cucire
A la Maria Carpèla
(che la ndéa a pontàr par le caze)

Si no l te fèse n paradizo
apòsta par ti, anca si paradìzi no ghe n'é,
al saràe de méter a l'inferno
l'istéso Padretèrno -
la saràe da méter a l'inferno
tuta, tuta quanta « la realtà »,
si par ti no fèse 'n paradizo
pien de bontà come la to bontà,
gnentàltro che 'l paradizo
come che ti tu l'à pensà.

(da Idioma, 1986)

A Maria Carpel (che andava a cucire presso le famiglie). Se non ti facesse un paradiso/ apposta per te, anche se paradisi non ce ne sono,/ sarebbe da mettere all'inferno/ lo stesso Padre Eterno -/ sarebbe da mettere all'inferno/ tutta, tutta quanta « la realtà »,/ se per te non facesse un paradiso/ pieno di bontà, come la tua bontà,/ niente altro che il paradiso/ come tu l'hai pensato.


Zanzotto era nato il 10 ottobre 1921 a Pieve di Soligo, In occasione del suo 90° compleanno il Consiglio regionale del Veneto gli ha assegnato la sua massima onorificenza, il "Leone del Veneto", in quanto "protagonista indiscusso della poesia contemporanea", ma anche "grande veneto che ha fatto la scelta esistenziale di rimanere ancorato alla propria terra, le colline di Pieve di Soligo, e alla propria lingua, il dialetto, trasformandoli però in luogo e linguaggio universale.
Il poeta, deceduto questa mattina, era ricoverato da lunedì all'ospedale di Conegliano (Treviso) per alcune complicazioni cardiache. Galan: "Immortale per la sua poesia"

"Aborigeni e immigrati sono il cuore della missione", dice l'Arcivescovo di Canberra

L'annuncio del Vangelo agli aborigeni resta "il cuore della missione della Chiesa australiana", che confida nei giovani ed è oggi impegnata nel difficile compito di "umanizzare e depoliticizzare la questione dell'immigrazione": sono queste le principali sfide dell'evangelizzazione in Australia, tracciate in una intervista all'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Mark Coleridge, Arcivescovo di Canberra and Goulburn, in visita ad limina a Roma.
Come procede oggi l'opera di evangelizzazione in Australia?
 L'Australia è un paese con grande tradizione di fede cristiana ed anche forte nell'invio di missionari ad extra per l'opera di evangelizzazione. Oggi viviamo una profonda fase di transizione, in cui ai vecchi schemi e alle identità del passato si sostituiscono nuove sfide e nuove questioni. Anche la fede cristiana è in una fase di rinascita. Abbiamo bisogno di una nuova evangelizzazione e di nuova vitalità ed energie nell'annuncio del Vangelo: ci stiamo interrogando su come poterlo fare. Il cambiamento tocca la Chiesa australiana ma anche la società nel suo complesso. Occorre leggere e attingere dal passato, che è stato un tempo di grazia, per proiettarci verso il futuro. Il pericolo è l'introversione, il ripiegarsi su se stessi. Come Vescovi diciamo chiaramente che è tempo di "prendere il largo" per affrontare le nuove forme e le nuove frontiere della missione.
Che ruolo hanno i laici e i giovani in questa fase?
Hanno un ruolo determinante. Molti dicono che i giovani sono "il futuro" della Chiesa. Noi diciamo che i giovani sono "l'oggi" della Chiesa. Le forme nuove di evangelizzazione passano soprattutto attraverso l'opera dei laici e dei giovani. Guardiamo loro come fautori di nuove iniziative e come portatori di nuove energie, nuove idee, nuovo slancio nella missione nel XX secolo.
Cosa può dire della missione fra gli aborigeni?
La missione fra gli aborigeni è da sempre un punto difficile, delicato. La missione è iniziata con i padri benedettini al tempo dei colonizzatori europei. La Chiesa cattolica, nonostante gli sforzi, non è mai riuscita a far fiorire potentemente i semi evangelici piantati nelle comunità aborigene. E' un compito che per noi resta impellente. Ma se le ferite del passato, che esistono fra i bianchi e gli indigeni, non saranno guarite, la questione aborigena resterà sempre un punto dolente per tutta la nazione. La missione fra gli indigeni sarà sempre al cuore della missione della Chiesa in Australia, perché le comunità sono fra le più povere e svantaggiate.
Un'altra sfida importante è quella dell'immigrazione: come la vivete?
 L'Australia è stata un paese di immigrazione per oltre 200 anni. Abbiamo una tradizione di accoglienza e ospitalità che è anche frutto della fede cristiana. Questa tradizione sembra oggi minacciata e compromessa dal modo in cui l'Australia sta trattando persone disperate, che vorrebbero asilo. Sfortunatamente la questione dei richiedenti asilo è stata pesantemente politicizzata e questo non aiuta. Come Vescovi diciamo che urge nuovamente umanizzare e de-politicizzare la questione degli immigrati, per essere fedeli alla nostra grande tradizione di ospitalità. (PA) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Purificare l'aria: ma a che capitolo era scritto?


“C’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate” si legge, come è stato riportato da tutti i media nazionali, nella Prolusione del Cardinale Presidente al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana svoltosi a Roma dal 26 al 29 settembre scorso.
Ma lo si legge dove?
E’ questo il titolo della Prolusione? Se non il titolo è l’incipit?
Davvero il Cardinale voleva parlare solo della situazione politica italiana, del suo premier, dei comportamenti immorali di quest’ultimo ed ha tenuto i Vescovi inchiodati ad un tavolo per ore ad ascoltare il suo atto di accusa all’Italia per poi prendere tutti assieme la rincorsa e dare la spallata definitiva al Governo in carica?
I media italiani sono famosi nel mondo per essere buffi, ed usiamo questa parola per non abbassare il livello della nostra riflessione.
Se Margareth Thatcher diceva che non si può governare ed insieme leggere i giornali, aneddoto anche citato ma non vissuto anche dal Premier Berlusconi, penso che sia possibile oggi, estremizzando, dire: non puoi cercare la verità ed insieme leggere i giornali, o meglio leggili tutti e poi cercala altrove.
Altrove in questo caso è alla fonte, all’origine.
Potremmo anche qui aprire una breve parentesi sull’era della comunicazione e come oggi i giovani nativi digitali, non solo chi svolge questa professione di giornalista ma anche chi cerca notizie, siano sommersi di informazioni tra le quali è difficile andare alla fonte, alla verità se non con uno sforzo che supera i motori di ricerca e, quindi, richiedendo più tempo ed obbligatorietà di alzarsi dalla sedia, nessuno vuole più compiere.
In questo caso la ricerca della fonte è resa più semplice dalla tempestività e dalla professionalità della Segreteria Cei che ha messo subito a disposizione, dei giornalisti e degli internauti, il discorso intero del Cardinale Bagnasco ma ecco spuntare la domanda delle domande: chi l’ha letto tutto nelle sue 15 pagine? Chi ha davvero scorso parola dopo parola, pagina dopo pagina, con la penna in una mano per sottolineare i passaggi più significativi? Almeno i giornalisti delle Agenzie di Stampa hanno svolto questo compito basilare o si sono concentrati solo su pagina 10 e sulle poche righe citate come apertura del nostro articolo?
Peccato, un vero peccato non averlo fatto perché si sarebbero scoperte tante argomentazioni interessanti che sono il filo conduttore dell’insegnamento della Chiesa dall’inizio ad oggi e quindi si sarebbe capito che il Cardinale Bagnasco, ed i Vescovi tutti, hanno un attento e profondo sguardo generale sulla situazione italiana dentro il quale ricade anche l’attenzione per l’attività politica, sociale ed economica di chi in questo momento ha maggiori responsabilità.
Prima di arrivare al “purificare l’aria” i Vescovi parlano della “speranza collettiva” che sta scemando e costringe anche loro, i pastori, a non essere più “spettatori intimiditi” per “risvegliare la speranza e, ad un tempo, quella tensione alla verità senza la quale non c’è democrazia”
Come secondo passo il Cardinale ha parlato, nella stessa prolusione, del successo dell’ultimo congresso Eucaristico Nazionale (il 25 mo) e di come “la storia dei congressi è intrecciata indissolubilmente alla vita ed alle trasformazioni del Paese e riflette fin dal primo appuntamento, quello di Napoli del 1891, le differenti stagioni civili e culturali che l’hanno coinvolto”. Come a dire: guardate che queste cose le diciamo da sempre!
Ampio spazio della prolusione è stato poi dedicato alla recente GMG di Madrid ed all’insegnamento che i giovani della generazione Benedetto XVI (così li chiama il Cardinale) hanno dato alla Chiesa stessa, agli indignati di tutto il mondo, ai coetanei che hanno messo a ferro e fuoco le città sempre la scorsa estate e che quindi potrebbero dare anche agli adulti che ci governano, se solo venissero ascoltati, se solo venissero maggiormente coinvolti e non solo nelle lettere cubitali degli slogan pre elettorali. “In un’indagine – ha detto il Cardinale Bagnasco ed è scritto nella Prolusione distribuita a tutti i giornalisti – condotta durante la GMG, nove giovani su dieci avrebbero dichiarato di attendersi un grande cambiamento nella loro vita in seguito a quella esperienza. E’ interessante che da questi giovani il cambiamento non sia temuto ma cercato, e noi adulti abbiamo a prendere sul serio questo loro desiderio”.
I due interi capitoli della prolusione dedicati ai giovani ed al grande evento della GMG si chiudono con un invito sempre ai ragazzi che suona così: “Guardate ai santi: avete mai riscontrato tra loro persone sbiadite?”.
Giocando a sostituire la parola “santi” con altri personaggi della società, dai politici, ai giornalisti, che cosa ne verrebbe fuori?
A questo “invito” seguono altre pagine che mettono in parallelo i giovani di Madrid (“né indignati, né rassegnati”) con altri avvenimenti che hanno visto coinvolto in modo tragico i giovani, uno su tutti quello di Oslo che “ci dice che il seme del bene e quello del male sono presenti senza eccezioni nell’animo umano, catturabile talora da un estremismo che corrompe ogni fibra dell’essere, fino ad esplodere in tragedie che superano la stessa immaginazione”.
I Vescovi entrano poi nel vivo della situazione italiana partendo però dalla crisi economica e scrivendo che “…ci preoccupa un affronto serio e responsabile del generale calo demografico, e quindi del rapporto sbilanciato tra la popolazione giovane e quella matura ed anziana. Il fenomeno va ad interessare anche le funzioni previdenziali e pensionistiche non solo delle generazioni a venire ma già di quanti sono oggi giovani. Se non si riescono a far scaturire, nel breve periodo, le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazionale che, considerando anche l’apporto dei nuovi italiani, sia in grado di raccordare fisco, previdenza e pensioni avendo come volano un’efficace politica per la famiglia, l’Italia non potrà invertire il proprio declino: potrà forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciugherà il destino di un popolo.”
Quante volte la Chiesa, ultimamente spesso per bocca anche del Presidente dell’Istituto per le Opere Religiose Ettore Gotti Tedeschi, ha scritto che è investire sulla famiglia la vera soluzione alla generale crisi economica?
Un secondo passo nella situazione italiana avviene a pagina nove e piano piano il focus si centra sempre di più sul “costume e linguaggio pubblico”.
Così scrive il Cardinale Bagnasco: “Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» (Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009 e del 24-27 gennaio 2011).”
A me colpisce la precisione didattica del professor Bagnasco, mi sia concessa la licenza, nel senso che è lui stesso ad indicare le fonti, a scrivere dove si possono trovare altri discorsi simili per ricostruire bene il contesto dell’intervento della Chiesa, quasi conoscesse la pigrizia dei giornalisti di cui abbiamo parlato all’inizio di questo nostro excursus giornalistico.
Ed infine, a pagina 9, dopo una premessa che vale la pena leggere e che recita così: “Nessuno può negare la generosa dedizione e la limpida rettitudine di molti che operano nella gestione della cosa pubblica, come pure dell’economia, della finanza e dell’impresa: a costoro vanno rinnovati stima e convinto incoraggiamento. Si noti tuttavia che la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita. Ecco perché si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate. Chi rientra oggi nella classe dirigente del Paese deve sapere che ha doveri specifici di trasparenza ed economicità: se non altro, per rispettare i cittadini e non umiliare i poveri.”
Ecco la nostra frase! L’abbiamo trovata e letta alla luce di tutto quello che precede assume un significato più alto, e “più altro”, delle riduzioni giornalistiche della prima ora.
Concludo sottolineando come la Prolusione stessa prosegua mettendo l’accento su almeno altri tre argomenti di capitale importanza, e di continuo richiamo, per la chiesa cattolica: il contrasto all’evasione fiscale, il sostegno alla scuola cattolica ed una necessaria sottolineatura, visti i tempi, sull’impegno della Chiesa italiana per aiutare le persone e le famiglie in difficoltà.
Non servirebbe solo purificare l’aria, quindi, ad iniziare dalle redazioni dei giornali ma sarebbe necessario andare anche alle sorgenti della notizia, là in alto, dove l’aria, e la notizia, sono sicuramente pure.

17/10/11

Sarà il Viminale (e non gli arrestati) a risarcire i cittadini romani

Arriveranno dal Viminale i fondi per risarcire i romani danneggiati dalle violenze di sabato: un milione soltanto il conto a carico dei negozianti, secondo le stime di Confcommercio. La Prefettura ha messo a disposizione un fax per i cittadini che vogliano presentare una richiesta di risarcimento, al numero 06/69797409 . Per i fondi, bisognerà attendere gli stanziamenti del ministero. «Quando avremo una stima precisa dei danni, chiederemo un aiuto al Governo», spiega il sindaco Gianni Alemanno. Il Campidoglio, inoltre, mette a disposizione da oggi il numero telefonico 06/67104801 , per assistere i cittadini danneggiati.
Peccato.
Avevamo proposto che fossero quei delinquenti incarcerati a pagare i danni dei cittadini, ovviamente dopo giusto e veloce processo.
Del tipo: mi hai incendiato l'auto per la quale pago ancora 200 euro al mese?
Ecco, la mia finanziaria ti contatta, signor BB (che sta per Black Block e non per Brigitte Bardot) e tu, col tuo lavoro, ogni mese pagherai il mio bollettino, fino ad esaurimento importo totale.
Così facendo invece, ovvero "paga il Viminale", saremo tutti noi a pagare, o meglio, tutti noi a continuare a pagare con le nostre tasse.
Sono contento per i singoli cittadini vittime di violenza ma non mi sembra del tutto giusto: questi teppisti quando cominceranno a pagare?

Fotografia - I Grandi Maestri - Walter Leonardi



Bentornati cari amici di Frews avidi di fotografia al secondo appuntamento con i grandi maestri della nostra arte prediletta. Oggi andiamo a presentarvi la vita, ma sopratutto gli scatti, di un fotografo italiano: Walter Leonardi. 



Walter Leonardi nasce in Sicilia a San Cataldo. Sarà proprio la sua terra natia la prima fonte di ispirazione e la prima sorgente che alimenterà la sua passione per la pellicola. Una passione che lo porta ad essere membro delle prestigiose agenzie fotografiche Gamma Liaison di New York e Gamma di Parigi. 




14.000 sono le sue immagini pubblicate in tutto il mondo; 5.500 le pagine redazionali corredate dai suoi scatti nelle più importanti riviste italiane ed estere.
1.000.000 le diapositive del suo immenso archivio; una decina i libri monografici pubblicati in diverse lingue; una cinquantina gli attori hollywoodiani immortalati nelle loro case.




Perché la nostra scelta è caduta proprio su Walter Leonardi? Perché gli scatti che state ammirando in questo articolo, io ho avuto la fortuna di vederli dal vivo.

Infatti, il fotografo ha portato per le vie di Milano la mostra "Sicilia il Viaggio". Un viaggio attraverso  i 100 scatti memorabili della sua terra. Un viaggio che iniziava da via Dante attraverso Pzza Cordusio ed infine si concludeva in Corso Vittorio Emanuele. Immagini davvero suggestive che oltre ad adornare culturalmente e visivamente le vie della città, erano di grosso impatto emozionale.




Emozioni, come solo la grande fotografia sa regalre
Se volete vedere qualche immagine in più cliccate il seguente link:

Buona fotografia a tutti!

Laura



Ucciso a Mindanao un missionario impegnato nell'apostolato fra i tribali


Kidapawan (Agenzia Fides) - Padre Fausto Tentorio, missionario italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), parroco di Arakan Valley, sulla grande isola di Mindanao (Filippine Sud), è stato ucciso questa mattina, fra le 8,30 e le 9, davanti alla sua parrocchia. Lo conferma all'Agenzia Fides il suo confratello p. Giovani Vettorello, PIME, che viveva con lui da otto anni. Il missionario stava recandosi ad un incontro dei presbiteri della diocesi di Kidapawan, quando è stato assalito da due uomini armati che gli hanno sparato a sangue freddo, alla testa e alla schiena. Il sacerdote è stato portato in ospedale (ad Antipa, circa 20 km dal luogo del delitto) ma i medici ne hanno potuto solo constatare il decesso. Quando la notizia è giunta a Kidapawan, il Vescovo, Mons. Romulo De La Cruz, "inorridito e senza parole", e il suo confratello, p. Vettorello, sono tornati ad Arakan e poi accorsi in ospedale. La salma si trova ora nella sua parrocchia, dove i fedeli locali! la stanno vegliando, pregando ininterrottamente.
L'omicidio "ha preso tutti di sorpresa" dice p. Vettorello a Fides. "Non viviamo una fase di particolare tensione, come in passato. Certo, il lavoro missionario comporta sempre rischi, ma p. Tentorio non aveva nemici, nè mi ha mai detto di aver ricevuto minacce, né c'è stato un episodio eclatante per motivare il delitto. Era anche persona molto accorta e prudente. P. Tentorio lavorava nell'apostolato fra i tribali. Ma prima di intraprendere un programma o un progetto, sondava il terreno per capire possibili difficoltà grazie a personale locale".
Il confratello dice: "Ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads, in particolare alle tribù dei manobo. Sono popolazioni povere ed emarginate. Ha realizzato programmi di scolarizzazione, costruito condutture idriche per dare acqua potabile ai villaggi e ai campi, ha attivato corsi di formazione. In tal modo dava la sua testimonianza cristiana di amore e servizio al prossimo, ai poveri". In quest'opera, forse, nota p. Vettorello, "possono sorgere problemi relativi al possesso di terre, ai conflitti fra agricoltori, alle dispute fra tribù diverse. Ma nessuno poteva aspettarsi tale tragico evento. Sono convito che il sangue di p. Fausto sia il sangue di un martire che darà buoni frutti alla missione nelle Filippine" conclude p. Giovanni.
Padre Tentorio, nelle Filippine dal 1978, operava nella diocesi di Kidapawan dal 1980, Attualmente era Direttore diocesano dell'Apostolato fra i lumads. P. Tentorio è il terzo missionario italiano del Pime ucciso a Mindanao: nel 1985 fu ucciso P. Tullio Favali, sempre a Kidpawan; mentre nel 1992 fu ucciso a Zamboanga City P. Salvadore Carzedda. (PA) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Come vivere (o sopravvivere) da Cattolici nel Popolo della Libertà (pd+elle)

L’appello dei Vescovi per un rinnovato impegno dei cattolici nella vita sociale ed in politica, ripetuto di continuo negli ultimi anni, interroga anzitutto chi la politica già la sta facendo, a vari livelli e con vari incarichi, perché è sempre un bene rimettersi in discussione.
Dopo la fine della DC, sulla cui scomparsa traumatica non entriamo nel merito perché non oggetto di questo articolo (meriterebbe una riflessione a parte) gli eletti cattolici, come è a tutti noto, si sono ritrovati sparsi nei vari partiti trovando unità di azione, e spesso di voto, su alcuni argomenti e leggi ed in alcune occasioni particolari.
Ultimamente, causa soprattutto alcuni presunti comportamenti privati del presidente del Consiglio e presidente fondatore del Popolo della Libertà, balzati ai “disonori” della cronaca a seguito di pubblicazioni indiscriminate sui media nazionali di migliaia di intercettazioni telefoniche, i rappresentanti cattolici eletti nelle fila del Pdl si sono sentiti spesso porre la domanda: “ma come fai a rimanere in un partito con un presidente che si comporta in questo modo?”
Lasciando perdere l’aspetto giudiziario della questione, che farà il suo corso anch’esso in altre sedi, ci vogliamo soffermare sulla domanda e sulla questione che scaturisce da essa, ovvero sul difficile impegno, per i cattolici, di comportarsi sempre in maniera coerente con la propria fede, col proprio cammino, sia nella vita privata sia in quella pubblica mettendo queste due sullo stesso piano perché le riteniamo inscindibili.
E’ questo sicuramente l’aspetto più difficile per un cristiano oggi, vivere con coerenza, e ci asterremo dall’affrontare questo tema per paura di finire ad essere il classico “elefante nella cristalleria” e demandando il tutto al proprio percorso di fede ed al personale discernimento.
E’ necessario però premettere che riteniamo che nessun elettore del centrodestra, dell’attuale Pdl, abbia mai votato Berlusconi perché da lui si aspettasse un esempio di vita cristiana da imitare o da proporre ai proprio figli.
Senza voler qui trarre un giudizio morale sulla persona Berlusconi, non crediamo che neanche gli eletti cattolici nel suo partito lo indichino ai propri sostenitori come modello di vita nella coerenza dei valori cristiani, elencandone semmai altre di virtù presenti ed innegabili.
Vorremmo qui spiegarci bene perché davvero il nostro non vuole essere un giudizio morale sull’uomo Silvio Berlusconi che comunque ha il merito di non aver permesso, sotto i suoi Governi, una deriva laicista peggiore di quella già in corso, lasciando ai politici cattolici ampio spazio di manovra e di proposta per difendere la vita, nascente e morente, la famiglia uomo e donna, la scuola privata e gli aspetti sociali cari a Santa Madre Chiesa.
Su questo aspetto crediamo vada giudicato politicamente il Premier e non sulle sue vicissitudini personali come padre o come sposo.
La lucida risposta dell’onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, alla provocante domanda che ha dato inizio alla nostra riflessione, pensiamo possa essere la sintesi, e la conclusione perfetta del nostro argomentare.
Così ha risposto Lupi: “Penso che per i peccati ci giudicherà Dio. Per i reati, la magistratura. E per la politica gli elettori che giudicheranno la politica svolta e non la vita privata”.
Giorgio Gibertini

16/10/11

Serie A, settima giornata

Questa è la giornata degli 0-0, sono 5 per l'esattezza. Saranno stati gli impegni delle nazionale, sarà una casualità, ma ci sono stati pochi gol e appunto 5 gare a reti bianche. Ma non per questo sono mancati i colpi di scena.

Il Napoli cade nell'anticipo in casa contro il Parma: dopo essere andati sotto, gli azzurri trovano il momentaneo pareggio prima di subire il 2-1 degli emiliani. Sono tra i favoriti nella lotta allo scudetto, ma per vincere il tricolore non basta vincere con le grandi, anzi è con le piccole che si vincono gli scudetti. Milano divisa a metà, le due milanesi erano chiamate ad un pronto riscatto.

La Milano rossonera può sorridere con 3 reti rifilate alla loro bestia nera, il Palermo, anche grazie al ritorno di un Robihno in super forma, oltre ad un Ibra e Cassano a trazione anteriore - alla faccia di certe dichiarazioni sentite nei giorni scorsi. I nerazzurri invece, dopo l'illusione del vantaggio, subiscono due reti dal Catania ed inanellano un'altra incredibile sconfitta, la quarta.

La Juventus poteva tornare dopo anni in testa da sola, ma non riesce a superare il Chievo, nonostante le moltissime occasioni e il gol sfiorato più volte. Invece dovrà ancora contendere la testa con l'Udinese, anch'essa fermata in un pareggio senza reti contro l'Atalanta. Anche il Cagliari non coglie l'occasione per andare in testa e pareggia per 0-0 contro il Siena.

Nella sera va di scena il derby di Roma. Giallorossi in vantaggio dopo appena 5 minuti, ma la Lazio rimonta e trova il vantaggio al 93' minuto, per il finale di 2-1. Nelle altre gare, pareggio tra Cesena e Fiorentina a reti bianche, stesso risultato tra Lecce e Genoa. Invece il Bologna espugna il campo di Novara con due reti, è la prima vittoria del campionato per i rossoblu.

Black Block a lavorare per pagare i danni dei cittadini di Roma

La Capitale ferita sanguina e non solo per l'immagine desolante data all'estero ed ai turisti di tutto il mondo ma per i suoi cittadini doppiamente feriti.
Vedere questi teppisti salire sulla Scala Santa per lanciare pietre e bottiglie alla Polizia fa veramente sdegnare anche chi quella Scala se l'è fatta in ginocchio ed in preghiera.
Vedere la statua della Madonna sbattuta a terra e spaccata in decine di pezzi irrita anche chi custodisce ogni giorno la coroncina del Rosario in tasca e sa che quella Madre ha già perdonato queste bestie smarrite.
Ascoltare i proclami dei nostri politici non fa che ampliare il senso di rabbia che raggiunge l'ennesima potenza quando ascolti, o leggi, le interviste ai cittadini, cittadini come me, che vivono in quelle strade, che lì hanno negozi, casa, famiglia, affetti e che hanno avuto paura, in un sol pomeriggio, di perdere tutto.
Chi pagherà i loro danni?
Le assicurazioni, quelle stipulate con fatica e che avranno, alla riga 118, scritto in piccolissimo, che non sono coperti atti vandalici?
Il Comune che col suo Sindaco si è già affrettato a denunciare i danni di immagine subiti ed ha calcolato in 1 milione di euro quelli reali?
Gli organizzatori della manifestazione? Chi, quelli che non si sono accorti che c'erano 500 incappucciati tra le proprie fila e che lanciavano il sasso e poi nascondevano la mano?
Il Ministro Maroni appare in tivù scuro in volto e dice che non dovrà essere come le scorse volte e che quindi i 12 arrestati, ai quali speriamo se ne aggiungano altri, saranno puniti severamente ed in modo esemplare.
Sinceramente non ci credo che questo accadrà conoscendo un po' come è l'Italia e come è andata l'altra volta: basta registrare il fatto che su 82 manifestazioni in tutto il Mondo, gli incidenti sono avvenuti solo a Roma!
Ma oltre a non credere a questo "pugno duro" dico anche di più, ovvero che preferirei, da cittadino di Roma, che questi delinquenti fossero messi ai lavori forzati (pretendere che tornino al loro è un'utopia perché non credo qualcuno di questi abbia una occupazione seria oltre a quella di occupare le cose degli altri) e ripagare i danni alla signora che si è trovata l'auto sfasciata, a quella famigliola con figlia piccola che si è impaurita ai giardinetti ed ora se ne vuole andare via da Roma ed a tutti i negozianti della zona che dovranno rifarsi le vetrine della propria bottega.
Non teneteli in carcere che ci costano anche, un po' ogni giorno e poi ci costa il processo.
C'è bisogno di processarli veramente? Non può bastare in questo caso la condanna unanime dei cittadini assieme alle immagini alla televisione?
Condannateli a pagare i danni della povera gente che non c'entra niente con la crisi globale o col Governo ma che si è vista distrutta in un attimo i risparmi, se non di una vita, di parte di essa.